Leonardo Conte: settimo giorno di sciopero della fame. Conte scrive a Pittella ed incassa la solidarietà del Vescovo.

Leonardo Conte, al settimo giorno di sciopero della fame, scrive al Presidente Pittella ed incassa la solidarietà del Vescovo.
Il comitato di sotegno esprime ancora preoccupazione per il suo stato di salute e intensifica le iniziative per la Manifestazione
contro lo Sciacallaggio di Martedì 29 luglio fra Policoro e Tursi.

“Leonardo Conte è fortemente provato e siamo grandemente preoccupati per la tenuta del suo stato di salute e i rischi che sta sopportando nella sua condizione” dice Mimmo Prencipe del Direttivo di Altragricoltura Metapontino dopo averlo visitato questa mattina ed avergli consegnato la risoluzione congiunta del Coordinamento del Comitato TerreJoniche e del Direttivo di Altragricoltura Metapontino con cui si annuncia la partecipazione alla manifestazione e si chiama alla solidarietà gli agricoltori del territorio.
Questa mattina, 26 luglio, a trovare Leonardo Conte in Piazza Heraclea a Policoro (dove Leonardo vive e dorme da sette giorni senza assumere in alcun modo cibo ma solo assumendo liquidi) sono stati in diversi. Fra gli altri, particolarmente gradita è stata la visita del Sindaco di Tursi Avv. Giuseppe Labriola, latore di un messaggio del Vescovo di Tursi Lagonegro Mons. Francesco Nolè di sostegno e solidarietà morale oltre che la disponibilità di fare quanto umanamanete possibile per favorire il tavolo di compromesso che Leonardo chiede da un anno e mezzo e che, nonostante la controparte avesse dato disponibilità alla partecipazione, è andato fin qui deserto.
La lettera a Monsignor Nolè è stata peraltro letta nei giorni scorsi durante la messa a Policoro. La disponibilità e il sostegno del Vescovo di Tursi si aggiunge, dunque, a quella dell’Assessore Regionale all’agricoltura e del Sindaco di Policoro nel premere per una soluzione concordata che eviterebbe ulteriori inutili tensioni nella comunità. Ad ogni modo il Comitato di sostegno va avanti nella preparazione della manifestazione di martedì 29 luglio e questa mattina Gianni Fabbris ha preso atto presso il Commissariato di Policoro dell’accoglienza da parte della Questura di Matera della comunicazione per la manifestazione.
Intanto Leonardo Conte ha scritto al Presidente della Regione Pittella per chiedere un suo personale intervento per favorire il compromesso.
Questo il testo inviato a Marcello Pittella da Leonardo Conte

“Al Presidente della Regione Basilicata
Buon Giorno Carissimo Presidente sono Leonardo Conte in sciopero della fame da sette giorni a Policoro da sempre ho lavorato per la mia famiglia e per la comunità in cui vivo e spero di continuare a viverci.Per colpa della crisi che attanaglia tutti, sia per la profonda ingiustizia che ho subito e denunciato ( dopo che gli apparati dello stato, Monistero della Sanità),mi distrussero con l’abbattimento dei capi di bestiame, sia presso la mia azienda che presso i miei clienti ai quali avevo venduto altri capi di bestiame, con una malattia inesistente, completamente inventata e quindi mai dimostrata la sua presenza, e non avendo mai avuto nè indennizzo e nè giustizia. Comunque la mia storia, e quello che sta succedendo, penso che leggendo i giornali e guardando la televisione la conoscete già.
Vi invito pertanto ad intervenire per quello che lei potrà, in forza della sua carica istituzionale per far sì che la controparte, la quale, in un primo momento tramite l’invito del Sindaco di Tursi si era resa disponibile ad un incontro, per una soluzione pacifica della vicenda, per ben due volte, ha rifiutato l’invito a partecipare al tavolo della mediazione. Sono consapevole e cosciente che vi sono le leggi e le procedure ( buone o sbagliate che siano ) ma ci sono anche delle regole morali che dovrebbero essere il principale fondamento di un vivere sano comune. Io sono deciso ad andare avanti fino in fondo con lo sciopero della fame, per trovare una soluzione dignitosa perchè non ho più la forza di continuare a subire ingiustizie ed umiliazioni e quindi mi rimetto alla sua riconosciuta sensibilità ed autorità, perchè intervenga personalmente per trovare il filo del dialogo con la controparte.
Grato per tutto quello che farà, le invio i miei saluti e i miei sentimenti di vera stima.
Cordialità
Leonardo Conte”

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Invito alla stampa

Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

 

Terzo giorno di sciopero della fame di Leonardo Conte in P.zza a Policoro.

Com. Stampa

Terzo giorno di sciopero della fame di Leonardo conte per chiedere il rispetto degli impegni
Non si fermerà fino a quando non ci sarà il tavolo di mediazione.
Noi siamo pronti alla campagna nazionale “Caccia lo sciacallo” ed alla manifestazione del 29

locandinaIeri, per la terza volta, è andato a vuoto il tentativo di prendere possesso dell’Azienda di Angela e Leonardo Conte. Mentre Leonardo, assistito da Angela era in P.zza Eraclea a Policoro in sciopero della fame, un gruppo di persone solidali organizzate nel Comitato di sostegno ad Angela e Leonardo e per la difesa delle aziende in crisi, ha ricevuto l’Ufficiale Giudiziario e quanti altri si sono presentati per dare esecuzione alla procedura richiesta dalla persona che, avendo comprato all’asta parte dei beni della famiglia Conte, pretende di entrarne in possesso.
All’Ufficiale giudiziario che, facendo il proprio dovere, voleva redigere un verbale dentro la proprietà, abbiamo chiesto di sapere perché gli impegni sottoscritti nel verbale precedente erano stati disattesi.
Nel precedente tentativo di accesso, infatti, l’Ufficiale Giudiziario aveva sospeso la procedura verbalizzando che c’era un tentativo consensuale di compromesso, visto che il sindaco di Tursi aveva convocato un Tavolo presso il comune. Nonostante l’impegno della controparte a venire al tavolo, convocato per due volte dal sindaco e nonostante la parola data, la controparte non si è presentata al’incontro. Dunque abbiamo preteso di sapere perché e di verbalizzare, conseguentemente, il fatto che gli impegni presi alla ricerca di una soluzione concordata venivano disattesi ribadendo il nostro invito a sedersi ad un tavolo e, successivamente a procedere in caso di mancato accordo. Anche a questo la controparte si è rifiutata e la nostra delegazione ha ribadito con fermezza la indisponibilità a procedere consensualmente.
E’ andato a vuoto, non senza tensione, il terzo tentativo di procedere nell’esecuzione. Ci è stato consegnato un verbale in cui la controparte annuncia di voler chiedere la presenza delle forze dell’ordine e, dunque, non manifesta alcuna disponibilità a discutere di una soluzione di compromesso.
“Quanto denaro, tempo e parole sprecate” ha commentato Gianni Fabbris “per una soluzione che certamente si sarebbe trovata sedendosi al tavolo. Evidentemente fin’ora ha prevalso l’idea di incassare una facile speculazione ma cosi non potrà essere. Non ci sarà niente di facile e non sopporteremo l’idea che un vicino di casa, nel bel bezzo di un’operazione di rilancio e consolidamento dell’azienda operata con la solidarietà degli altri agricoltori, metta le grinfie sulla vita di Angela e Leonardo”. Questa sera (22 luglio 2014) in Piazza Heraclea nel presidio dove Leonardo Conte sta tenendo il terzo sciopero della fame essendo assolutamente determinato a non interromperlo fino a quando non ci sarà il tavolo di compromesso e mediazione, terremo la nostra riunione organizzativa per decidere le prossime mosse. Una cosa è certa: se non avremo entro stasera segnali di disponibilità al confronto, cambieremo atteggiamento. Fin’ora non abbiamo mai fatto il nome della persona che pensa di entrare in possesso di quei beni nel convincimento che con il tempo avrebbe prevalso la ragionevolezza. Se cosi non sarà siamo pronti alla più ampia campagna di informazione dal titolo “Caccia al/lo sciacallo” per chiedere agli italiani “cosa pensi se il tuo vicino di casa, mentre sei impegnato a risolvere i tuoi problemi finanziari, ne approfittasse per comprare all’asta la tua casa?”. Campagna nazionale che avrà l’obiettivo di aprire i riflettori su questa vicenda come abbiamo, al contrario, non voluto fare fin qui.
Intanto stiamo preparando la MANIFESTAZIONE CONTRO LO SCIACALLAGGIO per il 29 Luglio lungo le strade di accesso all’azienda di Leonardo e Angela.

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Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

Oggi alle 18,30 in Piazza Eraclea a Policoro, Leonardo Conte inizia lo sciopero della fame per ottenere il rispetto degli impegni.

Com. Stampa

Oggi Leonardo Conte inizia lo sciopero della fame che interromperà solo quando
si terrà il tavolo di compromesso che chi ha fatto l’offerta all’asta aveva accettato

Lettera al Vescovo di Tursi ed alle Parrocchie della Diocesi
Incontro domattina con l’Assessore Regionale Michele Ottati e conferenza Stampa al Consiglio Regionale

conteOggi alle ore 18,30 Leonardo Conte inizia il suo sciopero della fame in piazza Eraclea a Policoro che porterà avanti fino a quando non si terrà il tavolo di compromesso su cui chi ha fatto l’offerta per comprare all’asta la sua terra si era impegnato e che è andato deserto per ben due volte nonostante la convocazione da parte del Sindaco di Tursi perchè la controparte non si è presentata.
Leonardo Conte ha inviato stamattina una lettera al Vescovo di Tursi, Monsignor Nolè ed alle parrocchie della Diocesi, in cui si fa appello ad un suo intervento in nome della sua autorità morale dal momento che non tutte le questioni possono essere ricondotte solo alla speculazione ed al denaro ma l’etica delle azioni è base fondante della convivenza pacifica nelle comunità.
La lettera questa mattina (domenica) è consegnata ai parroci di Policoro e lo sarà nei prossimi giorni a tutti i parroci. Nella giornata di oggi verrà inviato un fax/telegramma alla controparte con la richiesta di chiedere al tribunale la sospensione delle procedure esecutive e di sedersi al tavolo di mediazione.
Lo sciopero della fame di Leonardo Conte è sostenuto e supportato dal Comitato per la Difesa di Angela e Leonardo e delle aziende agricole” che sta attivando tutta una serie di iniziative.
Il Comitato per Angela e Leonardo e contro le vendite all’asta si è incontrato ieri sera come annunciato nella Sala Parrocchiale della Chiesa Madre di Policoro in Piazza Heraclea ed, alla fine, con un documento che sarà inviato alla Regione Basilicata, ai consiglieri regionali, ai parlamentari lucani ed al Governo Nazionale ha ribadito che: “la vicenda di Angela e Leonardo è solo la punta di un iceberg che nasconde una realtà gravissima in tutto il Metapontino come nelle aree agricole di tutto il Paese in cui nei decenni scorsi sono stati fatti grandi investimenti da parte degli agricoltori. Una intera generazione di agricoltori ha creduto alla promessa di grandi opportunità che la globalizzazione dei mercati e l’apertura delle frontiere per favorire la competizione avrebbe portato. Promessa fatta loro dalla politica, ovvero da chi ha avuto responsabilità di governo ma anche da tutte le organizzazioni professionali agricole, che avevano garantito un meraviglioso futuro di modernità a condizione che gli agricoltori italiani avessero smesso di fare i contadini e fossero diventati imprenditori investendo sulle imprese agricole capitali. Gli investimenti per gli agricoltori sono possibili ad una sola condizione: smobilizzando e portando a garanzia i patrimoni di terra e proprietà degli agricoltori. Nei decenni scorsi una enorme mole di denaro è stata investita sulla scommessa del mercato globale in una grande innovazione di processo e prodotto da parte degli agricoltori ricorrendo al debito bancario garantito dai patrimoni accumulati dalle generazioni precedenti (padri, nonni, madri) sulla base di una logica forse antica ma per secoli vincente: quella dell’oculatezza e del risparmio contadino legato al lavoro della terra e non certo alla finanziarizzazione dei processi economici. La verità si è purtroppo svelata come la più grande delle menzogne operate in danno degli agricoltori e dei cittadini/consumatori: il crollo dei prezzi al campo e l’aumento vertiginoso dei costi produttivi sono stati solo una cartina di un quadro in cui l’Europa e l’Italia scelgono di poter fare a meno delle nostre aziende produttive che rimangono sempre di più caricate di debiti non remunerati dagli andamenti di mercato. E’ questa la vera natura dell’indebitamento dell’azienda agricola nelle aree produttive una volta forti del nostro Paese: è conseguenza non della capacità degli agricoltori di fare il proprio mestiere ma della incapacità della politica di garantire un quadro in cui gli investimenti abbiano un senso”. Con questo convincimento il “Comitato per la Difesa di Angela e Nando e dell’agricoltura lucana” ha rivendicato tutte le iniziative condotte in questi anni insieme ad Altragricoltura e a molte altre realtà sociali, sindacali e culturali e si rivolge direttamente alla Regione Basilicata ed al Governo con un documento che sarà presentato domattina (21 luglio) alle ore 9 a Potenza all’Assessore Regionale Michele Ottati ed inviato ai Parlamentari lucani in cui, al primo punto, si chiede la Moratoria delle esecuzioni contro le aziende agricole per il tempo necessario a ricontrattare in Europa e con il Governo Nazionale le condizioni di un rilancio vero che assicuri reddito e futuro per chi lavora la terra.
Sempre alle ore 9 di domattina all’assessore Regionale Michele Ottati sarà consegnato un documento con le proposte per il rilancio dell’Azienda Conte e per alcuni interventi nelle aree di crisi dell’agricoltura lucana. Il documento si intitola “TRASFORMARE LA CRISI RURALE IN OPPORTUNITA’ ECONOMICA E SOCIALE” e contiene un pacchetto di proposte operative e progetti per sperimentare in Basilicata la possibilità di assistere le aziende agricole in crisi verso modelli positivi economicamente gestibili.
ALLE ORE 10,30 CONFERENZA STAMPA NELLA SALETTA A PIANO TERRA DEL CONSIGLIO REGIONALE A POTENZA PER ILLUSTRARE LE PROPOSTE PRESENTATE ALLA REGIONE BASILICATA CON L’INVITO A PARTECIPARE ALL’ASSESSORE REGIONALE ALL’AGRICOLTURA MICHELE OTTATI.

ALLE ORE 13 CI TROVIAMO TUTTI ALL’AZIENDA CONTE A MADONNELLE (CONFINE FRA TURSI E POLICORO) PER TENERE UN’ASSEMBLEA, PRANZARE ED ATTENDERE L’UFFICIALE GIUDIZIARIO PER IL CAFFE’. SPERIAMO NON VENGA PERCHE’ SI SOSPENDONO LE PROCEDURE E SI TORNI AL TAVOLO

Crisi agricola: un silenzio assordante. La testimonianza di Leonardo Conte.

L’azienda Conte non passerà di mano, ci stiamo organizzando

Invito il 23 gennaio a Policoro: contro gli sciacalli nel Metapontino

Nasce Rinascita Lucana, prima associazione in difesa della terra e di chi la lavora.

Contro gli sciacalli: prossima tappa a Policoro, stiamo preparando la risposta!

Giù le mani dal lavoro contadino

Invito alla stampa

Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

Vertenza Conte – oggi c’era il tavolo ma, con un pretesto, i nostri interlocutori non si sono presentati.

Policoro 2.7.14
Comunicato stampa

GIU’ LE MANI DALLE NOSTRE TERRE- VERTENZA CONTE
È da un anno e mezzo che chiediamo un tavolo di compromesso ma evidentemente qualcuno non lo vuole.
Con una evidente scusa la controparte non si è presentata al tavolo
Insistiamo: serve una soluzione di buon senso e chiediamo al Sindaco di Tursi di riconvocare il tavolo
Nel frattempo ci organizziamo e continuiamo a lavorare la terra.

locandinaOggi, alle ore 12, in risposta alla convocazione del Sindaco di Tursi, Avv. Labriola, siamo andati al Comune di Tursi per incontrare le persone che hanno avanzato l’offerta di acquisto dei beni dell’Azienda di Angela e Leonardo Conte e che ora rivendicano il possesso in forza dell’aggiudicazione dell’asta avvenuta all’inizio del 2013.
Speravamo che, finalmente, potessimo confrontarci con queste persone e discutere di una situazione di compromesso che, in maniera consensuale, risolvesse una situazione di contrasto che mina la convivenza civile della stessa comunità di Tursi e Policoro costituendo un vulnus etico e morale.
Questo incontro, per dire la verità, lo stiamo chiedendo da oltre un anno e, l’altro giorno, abbiamo preso atto della Convocazione del tavolo da parte del Sindaco di Tursi e che, finalmente, la controparte dichiarava di essere disponibile ad incontrarsi.
Lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo: l’acquisto all’asta di beni di un’azienda in difficoltà può anche avvenire in maniera legale ma c’è un confine etico e morale che non può essere superato; quel confine, per noi, diventa invalicabile quando quell’azienda è condotta da chi non la ha abbandonata, quella terra continua a lavorarla tanto che sta impegnando se stesso ed altri nel suo rilancio.
Con questo approccio eravamo andati oggi all’incontro per offrire soluzioni che ricomponessero gli interessi di tutti attorno al rilancio dell’azienda dando il segnale che viene scongiurato il rischio di sciacallaggio per riportare la vicenda attorno ad un confronto sano di tutela di interessi personali e collettivi.
Anche oggi non è stato possibile, dopo una lunga attesa è arrivato un Fax che (a firma della controparte che attendevamo e trasmesso dallo studio dell’Avvocato Cipriano di Novasiri) comunicava al sindaco che avremmo atteso invano.
Singolare e stravagante la motivazione addotta: viene asserito che io (Gianni Fabbris) avrei sostenuto durante la conferenza stampa tenuta la mattina di lunedi scorso che “la vendita giudiziaria sarebbe stata preceduta da un incontro a porte chiuse, a Matera, da parte di gente senza scrupoli per pilotare l’asta” e che accuserei “il CTU, il professionista delegato e lo stesso Giudice, di aver scientemente sottovalutato il valore dei beni acquistati”.
Palesemente falso e fortunatamente la Conferenza stampa (come molti dei miei atti fatti alla luce del sole e di cui sono abituato a prendere la piena responsabilità da sempre) è stata registrata e seguita non solo da molte persone presenti che vi hanno assistito ma anche da 4 giornalisti della carta stampata e della TV oltre che seguita dallo stesso Sindaco di Tursi (Avv. Labriola), dall’Avv. del Soccorso Contadino Melidoro e da Don Salvatore parroco di Policoro che, se servisse, sarebbero tutti chiamati a testimoniare.
In quella conferenza, fra le diverse cose che sono state dette, mai è stata messa in discussione la legittimità e la correttezza del lavoro svolto dal CTU, dagli uffici del Tribunale o da quanti hanno gestito la procedura che ha portato alla vendita dei beni e mai (né in quella occasione, né nelle molte altre che si sono presentate in cui ci siamo espressi) io o altri miei collaboratori abbiamo confutato la legalità degli atti svolti. Abbiamo, al contrario, sempre dato atto non solo della correttezza e della professionalità di chi ha attuato le procedure ma anche della disponibilità di chi le ha gestite all’ascolto ed alla comprensione.
Abbiamo posto una questione etica e morale come abbiamo tutto il diritto a fare e continueremo a fare e lo ribadisco: la vita delle persone e in particolare quell’azienda agricola non si può comprare all’asta e noi non cederemo e continueremo a rivendicare quella terra ed il diritto a gestirla.
Cosi come continueremo nell’impegno contro le vendite all’asta che chiede soluzioni politiche e istituzionali prima di tutto ma, anche trasparenza. Confermo dunque, come annunciato in conferenza stampa, che stiamo chiedendo un incontro al Presidente del Tribunale di Matera per sapere come e con quali procedure la Magistratura Lucana è in grado di accertare, per esempio, la trasparenza degli acquisti all’asta dei beni considerando che, se è vero che la crisi economica produce difficoltà per tante famiglie ed imprenditori abbiamo tutto il diritto di capire da dove vengono i soldi con cui si acquistano i beni delle persone in difficoltà.
In verità a noi appare evidente la pretestuosità della motivazione addotta per non essere presenti oggi all’incontro e ribadiamo l’invito alla controparte: vieni al tavolo per discutere e ricercare una soluzione.
Lo chiediamo direttamente a lui facendo appello al suo senso etico e morale ricordando, a lui ed a noi stessi, un principio che ci ha guidato in tanti anni di impegno per la difesa dei diritti e la democrazia: c’è un tempo per le decisioni ed uno per gli avvocati e non bisogna mai fare confusione perchè a volte si corre il rischio di pagare caro (con le parcelle e con la perdita di autonomia).
Oggi ci rivolgiamo direttamente a chi a quel tavolo non è venuto ed alla sua responsabilità morale: noi rimaniamo fermi nella ricerca di una soluzione utile per tutti e se lo sarai anche tu la troveremo. Poi ci sarà il tempo dei tecnici (compresi gli avvocati).
Comunque noi ci organizziamo: domani sera è convocata presso la Sala Parrocchiale della Chiesa Madre di Policoro un incontro per Costituire il Comitato largo di sostegno ad Angela e Leonardo Conte e preparare le prossime iniziative a partire da quelle che stiamo indicendo per il 20 ed il 21 Luglio prossimo proprio nell’azienda dove presenteremo con un largo invito a presenze istituzionali e sociali i piani di messa in sicurezza, rilancio, investimento e acquisizione dell’azienda.
Attendiamo che il Sindaco Labriola, di cui diamo atto dell’impegno e di aver colto il valore concerto che può avere una soluzione consensuale della vertenza per il territorio e la comunità, riconvochi il tavolo, sperando che, questa volta non vada deserto delle nostre controparti.”

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Aggiornamenti sulla vertenza Conte. La dignità e il futuro delle aziende agricole non si comprano all’asta.

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Com. Stampa

locandinaDopo l’iniziativa di ieri che ha sventato il tentativo di sgpmberare l’azienda Conte, mentre ci prepariamo all’incontro di domani 2 luglio convocato dal Sindaco di Tursi chiamiamo a costituire il più largo comitato di sostegno. Prossima tappa Mercoledi 3 Luglio a Policoro per preparare la giornata del 21 luglio

“Grazie a tutti coloro che ieri hanno condiviso la giornata di mobilitazione con cui abbiamo sventato il tentativo di cancellare la storia dell’azienda di Leonardo e Angela e grazie a quanti si aggiungeranno allo sforzo di garantirle un futuro e rilanciare la sua funzione produttiva e di servizio sociale. Ora costituiamo un Comitato largo di sostegno e diventiamo tutti padroni e propietari di quella terra” è il messaggio che Altragricoltura e il Comitato TerreJoniche per bocca di Gianni Fabbris lanciano dopo la giornata di mobilitazione di ieri.
Altragricoltura, con i Conte e i suoi tecnici e avvocati sarà al tavolo di domani 3 luglio su invito del Sindaco Labriola che si terrà alle ore 12 presso il Comune di Tursi e ci sarà forte di proposte e percorsi di rilancio dell’azienda agricola e di possibili soluzioni di compromesso.
Condizione fondamentale perchè il tavolo abbia esito per Altragricoltura è che finalmente si manifesti la volontà di chi ha offerto denaro per comprare l’azienda di essere disponibile ad un accordo e ad una soluzione consensuale della vertenza.
“Se cosi sarà” dichiara Fabbris in una nota divulgata ieri sera “ci saranno le condizioni per trovare un accordo altrimenti andremo avanti da soli fortemente determinati a non uscire dall’uso di quelle terre”.
In attesa di sapere se l’incontro di domani potrà aprire un percorso di soluzione della vertenza, intanto Altragricoltura e il Comitato TerreJoniche si preparano ai prossimi passaggi. In particolare è stato divulgato alle associazioni ed ai cittadini interessati l’invito a partecipare il giorno 3 Luglio alle ore 19 presso la Sala Parrocchiale della Chiesa Madre di Policoro ad un incontro per costituire un largo Comitato di sostegno e per decidere insieme le prossime iniziative.
Questo l’ordine del giorno proposto per la riunione:
. costituzione del comitato di sostegno per Angela e Nando
– relazione sulla storia dell’azienda Conte
– relazione sulla proposta di rilancio dell’azienda e sul piano imprenditoriale e degli investimenti
– report sul tavolo tenuto presso il comune di Tursi il 2 luglio
– atto fondativo del GAT – Gruppo Acquisto Terreni
– preparazione della mobilitazione del 21 Luglio presso l’azienda Conte

La stampa è invitata

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Invito alla stampa

Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

Giù le mani dalla terra di Angela e Leonardo, la loro vita non si compra. Giù le mani dal nostro diritto al futuro.

Grazie…. grazie a tutti quelli che oggi sono stati con noi per impedire lo sgombero dell’azienda di Leonardo e Angela e che hanno condiviso una bella giornata di mobilitazione, organizzazione e proposta portando a casa un nuovo risultato positivo.
Ho negli occhi la sofferenza di Angela e la commozione di Leonardo mentre parlava del perchè e del come la sua azienda si è trovata nella crisi e so che tutti quelli che erano con me oggi sono stati profondamente colpiti. Erano tutti agricoltori e tutti sapevano che i problemi di Angela e Leonardo sono i problemi di tutti loro: la crisi da indebitamento delle aziende agricole non è figlia della capacità o meno degli agricoltori di fare impresa (che hanno saputo fare da sempre) ma del fallimento del sistema di produzione, distribuzione e consumo degli alimenti ed, in particolare, della tenaglia terribile di aumento pazzesco dei costi e di crollo dei prezzi al campo. Il fallimento nelle campagne di questo capitalismo globalizzato e delle sue bugiarde promesse di modernità.
conteE’ chiaro che le risposte che servono sono risposte politiche e di sistema: serve una moratoria immediata delle esecuzioni in danno delle aziende agricole per il tempo necessario a rilanciare con una seria e robusta azione la loro funzione produttiva e la loro capacità di creare reddito e ricchezza sociale ed economica e non, come accade oggi, solo debiti. Serve decidere se il nostro Paese e l’Europa devono essere solo un mercato di consumo di prodotti agroalimentari o anche un luogo di produzione del cibo. Serve, dunque, un cambio profondo di passo per uscire da una crisi che sta alimentando e nutrendo con l’impoverimento spaventoso chi vive nelle aree rurali.
Abbiamo condotto questa azione nel mezzo di una crisi drammatica da economia di guerra in cui i più soccombono e qualcuno (esattamente come in economia di guerra) approfitta della situazione. I primi sciacalli sono gli speculatori finanziari e chi tiene in mano il controllo delle filiere commerciali ma è anche chiunque (magari il tuo vicino di podere, pensando di fare un facile affari) si fa spregio di qualsiasi regola etica e cerca di guadagnare dalle tue disgrazie decretando la morte civile, materiale e morale della tua azienda.
Per questo, mentre chiediamo con forza risposte politiche e istituzionali alla crisi generale delle aree rurali siamo impegnati a difendere ogni azienda che possiamo per salvare la storia, i saperi e i sogni degli uomini e delle donne; arginare la desertificazione delle attività umane nelle campagne, di cura del territorio e di gestione produttiva ed attiva con l’azione concreta e diretta per salvare le aziende (qui ed ora) dalla morsa dell’indebitamento senza prospettive significa difendere il territorio, la sua storia, la sua cultura, le sue comunità e, soprattutto, significa poter salvare il nostro diritto al futuro.
Grazie alla nostra azione, anche oggi siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissi. Fra tutti ne indico tre:
fare avanzare la percezione e la concretezza di un fronte di alleanze fra agricoltori, cittadini e istituzioni contro la crisi e contro le vendite all’asta
ottenere quel tavolo di composizione e mediazione che chiediamo da oltre un anno ma che fino a ieri sembrava solo un’utopia in nome della falsa morale e che chi compra ha i soldi e dunque ha sempre ragione
riproporre con forza alla politica ed all’opinione pubblica la gravità di una crisi rurale che per essere risolta ha bisogno di misure straordinarie e non dei pannicelli caldi della burocratica applicazione dei criteri della competitività e dello sviluppismo.
Grazie a tutti che avete condiviso questa bella ed impegnativa giornata rafforzando la dimensione di una comunità in lotta che sa stare in piedi, con dignità e senza alcun cappello in mano.
Grazie soprattutto a Nuccio Labriola, sindaco di Tursi che prima ha detto: “Io e Gianni siamo agli opposti politici e la pensiamo da sempre diversamente ……..” e poi ha accolto la nostra richiesta di convocare quel tavolo di compromesso presso il Comune di Tursi. Con questo gesto ha reso possibile quello che per oltre un anno non è stato possibile, visto il silenzio della controparte, e vale più di ogni ragionamento e divisione politica.
Caro Nuccio siamo dalla stessa parte della barricata, tu come sindaco di un territorio di agricoltori che sta esplodendo e io che quotidianamente, con i tanti con cui condivido le esperienze sindacali e sociali, devo provare a farmi carico delle loro richieste di aiuto.
conteIo non so se a quel tavolo che da dopodomani si avvierà nel Comune di Tursi avremo di fronte gente con la voglia vera di trovare un compromesso, so che quel tavolo è un punto prezioso di lavoro e noi ci verremo con la determinazione e l’impegno di trovare la via per il rilancio dell’azienda, del lavoro e della vita di Angela e Leonardo ma anche per la speranza di tanti agricoltori in crisi che guardano a noi ed al modo come gestiamo vertenze, proposte e iniziative.
Abbiamo elaborato progetti, piani di investimento e rilancio che saranno utili per quel tavolo se chi si siederà di fronte a noi vorrà trovare una soluzione ma se cosi non sarà saranno utili comunque per rilanciare l’azienda, perchè noi da li non usciremo e siamo fortemente determinati a rilanciarla.
Leonardo ed Angela dormiranno stanotte con la consapevolezza che non sono soli, che sono più forti e che il progetto di rilancio della loro azienda è una utopia che si sta concretizzando mentre riconquistiamo metro dopo metro il diritto a lavorare quella terra ed allevare quegli animali che per decenni hanno praticato e che nessuna vendita all’asta può comprare.

 

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Giù le mani dal lavoro contadino

Invito alla stampa

Giù le mani dalle nostre case! Altragricoltura da domani in sit – in a Ragusa

Comunicato stampa

Vittoria. – Domani, giovedì 05 dicembre, alle ore 10:00 una delegazione di Altragricoltura terrà un sit-in davanti al Tribunale di Ragusa per ricordare alle Istituzioni il circuito del malaffare che gira da anni ormai intorno alle aste giudiziarie.
L’intento sarà quello di incontrare il Procuratore e il Presidente della sezione fallimentare del tribunale e chiedere il fermo temporaneo delle vendite, verificandone, caso per caso, la regolare procedura chiedendo la revoca alla delega delle vendite presso gli studi privati.
“Un intero patrimonio che costituiva la ricchezza di questo territorio sta finendo nelle mani della criminalità organizzata” sottolinea Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, “Tutto questo va ad ogni costo impedito”

Altragricoltura torna in strada.

Comunicato stampa

Conferenza stampa lunedì 04 Novembre ore 10:00

Via Generale Cascino, 86 – sede di Altragricoltura, Vittoria (RG)

 Ieri, 31 Ottobre alle ore 19:00, c/o la sede di Altragricoltura a Vittoria si è tenuta un’assemblea degli iscritti con al centro del dibattito l’urgente necessità di mobilitarsi data l’assenza di risposte da parte delle istituzioni sulla grave situazione che riguarda la vendita all’asta di aziende agricole e case d’abitazione.

“Non possiamo permettere che continui lo sciacallaggio indiscriminato a danno delle nostre aziende e delle nostre case”, dice Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, “Le vendite all’asta sempre più numerose a cui stiamo assisntendo e che mettono in ginocchio la nostra gente e il nostro territorio non può continuare tra l’indifferenza generale e in modo particolare delle istituzioni”.

Si è deciso, pertanto, di tenere una conferenza stampa per lunedì 04 Novembre p.v., alle ore 10:00 c/o i locali di Altragricoltura in Via Generale Cascino, 86 a Vittoria, per illustrare non solo le motivazioni della protesta ma anche le modalità di attuazione.

Alla conferenza stampa parteciperanno anche l’Associazione Libera, l’antiracket Sicilia, SOS impresa Sicilia, Articolo1 e l’imprenditore Angelo Giacchi.

La stampa tutta è invitata a partecipare.

Cab: ancora una volta l’asta è andata deserta.

IMG_0069Ancora una volta l’asta di alcuni beni di proprietà della Cooperativa Agricola di Basilicata è andata deserta come gli altri precedenti tentativi che si sono accavallati in soli quattordici giorni e un lungo applauso liberatorio l’ha sancita.

Ringraziamo tutti quelli che sono stati con noi e ci hanno messo la faccia mostrandosi facilmente riconoscibili e hanno supportato i numerosi agricoltori. Erano liberi cittadini, rappresentanti delle amministrazioni comunali di Montalbano Jonico, Scanzano, di Libera, della Fondazione Lucana Antiusura e Antiracket e Adiconsum.

Giù le mani dalle nostre terre! Giù le mani dai beni della C.A.B. – Cooperativa Agricola di Basilicata Fermate le vendite all’asta

24.01.2013 – Com. stampa.

Domani 25 Febbraio, l’IVG tenterà di vendere per la seconda volta nel giro di una settimana i beni della Cooperativa Agricola di Basilicata (C.A.B). Cooperativa, ricordiamo, cui è stato riconosciuta per 7 anni la condizione di soggetto usurato e che, mentre sono in corso tuttora le procedure contro i soggetti accusati di usura, si vede vendere all’asta i beni. Il primo tentativo (andato a vuoto) si era consumato venerdi scorso 18 Gennaio ed in quella occasione l’incaricato alle vendite giudiziarie, per la prima volta nel Metapontino, era stato ricevuto da una mobilitazione di agricoltori, associazioni e istituzioni in risposta all’invito lanciato da Altragricoltura e dal Soccorso Contadino di Basilicata.
In quella sede le diverse associazioni presenti (Libera, Fondazione Antiusura Monsignor Cavalla, Adiconsum, Altragricoltura e Soccorso Contadino cui si è aggiunta nei giorni successivi l’Associazione ARCA Lucana per la legalità) hanno condiviso la proposta di scendere in mobilitazione per difendere questa azienda agricola dalla chiusura e per contrastare un processo che vede colpire quotidianamente centinaia di aziende agricole lucane ed, in particolare, del metapontino.
Processo che avviene mentre si susseguono gli allarmi di azioni criminali contro le aziende agricole e mentre la stessa DIA dichiara che il territorio è esposto all’infiltrazione criminale per effetto dell’espandersi del fenomeno dell’usura indotto dalla difficoltà di accesso al credito e dal trust del mercato ortofrutticolo.
Fra i risultati della giornata di mobilitazione delle associazioni e degli agricoltori tenuta venerdi scorso vi è la convocazione del Consiglio Comunale aperto di Scanzano Jonico che il Sindaco Salvatore Iacobellis, fra gli applausi degli agricoltori e di tutti i presenti, si è impegnato a convocare per il Primo Febbraio prossimo presso l’azienda di Scanzano Jonico presso cui sono custoditi i beni della CAB. In quella occasione si “DOVREBBE” tenere la vendita ad offerta libera “Sarà l’occasione per mettere in campo la migliore risposta delle istituzioni e della comunità del territorio di fronte al silenzio in cui si consumano troppi episodi che portano alla morte di un intero tessuto produttivo ” hanno annunciato insieme le diverse associazioni che stanno sostenendo l’iniziativa mentre, aggiunge Gianni Fabbris, “si preparano a guardare in faccia gli sciacalli che vorrebbero approfittare della situazione provando a comprare i beni della CAB all’asta”.

Mentre si prepara l’appuntamento del Primo Febbraio e si intensificano i passaggi istituzionali presso le sedi deputate a rispondere alla richiesta di sospensione dei procedimenti, domattina alle ore 10.30 davanti all’Istituto di Vendite Giudiziarie di Matera in Via Pentasuglia 18 le stesse associazioni si sono date appuntamento per presidiare la seconda asta e per dare conto alla stampa delle iniziative in corso.
Venerdi 25 Gennaio 2013 – ore 10,30, Matera Via Pentasuglia 18
Presidio e conferenza stampa davanti alla sede di Matera dell’IVG (Istituto Vendite Giudiziarie)
per impedire la vendita all’asta dei beni dell’ennesima azienda agricola del territorio. Verso il Consiglio Comunale aperto di Scanzano Jonico convocato nell’azienda sotto procedura di vendita del 1° Febbraio 2013 e la mobilitazione del territorio.

Clicca qui per partecipare all’evento.

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