Umbria: discussa proposta di legge su agricoltura sociale

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Perugia, 5 feb – Prosegue l’iter della proposta di legge regionale che mira a favorire l’accesso dei giovani all’impresa agricola, attraverso la messa a disposizione di terre pubbliche, a promuovere l’agricoltura sostenibile e la filiera corta,e a normare la lavorazione di piccoli quantitativi di prodotti agricoli. Il Comitato per la legislazione, nella riunione odierna, ha approvato all’unanimità la “clausola valutativa” da applicare all’articolato al fine di monitorare e verificare periodicamente la realizzazione delle attività previste dalla normativa e le modalità stesse di attuazione della legge. 

Agricoltura: Umbria, 876 mln per programmazione regionale

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Perugia, 30 gen. – “In base al nuovo riparto dei fondi ‘Feasr 2014-2020′, nei prossimi sette anni l’Umbria potra’ contare su 876 milioni 591 mila euro (149 milioni cofinanziamento regionale) per realizzare la programmazione in materia di agricoltura. Del vecchio sono state Piano impiegate tutte le risorse disponibili. Nel 2013, attraverso Agea sono stati elargiti quasi 120 milioni di euro. Sostanzialmente, del vecchio Piano, su 792 milioni di euro sono state elargite il 65 per cento delle risorse, il rimanente 35 per cento dovra’ essere distribuito entro dicembre 2015”. Cosi’ l’assessore regionale all’agricoltura, Fernanda Cecchini in seconda commissione, dove ha annunciato l’avvio della procedura per mettere in atto la nuova programmazione. Invitata dal presidente della commissione, Gianfranco Chiacchieroni, l’assessore Cecchini ha spiegato che “la capacita’ di utilizzazione delle risorse comunitarie messe a disposizione dell’Unione europea per lo sviluppo rurale, e per le politiche nel settore tabacchicolo, ha permesso alla Regione Umbria di confermare la dotazione finanziaria storica di circa 800 milioni di euro, addirittura incrementandola. Questi fondi nei prossimi sette anni permetteranno di favorire la competitivita’ del comparto agricolo e di effettuare investimenti per la salvaguardia del patrimonio rurale e la conseguente valorizzazione turistica del territorio. La Comunita’ europea ha messo a disposizione dell’Italia circa 20 miliardi di euro in totale. 18 miliardi andranno alle Regioni e la parte rimanente andra’ a finanziare quattro azioni nazionali relative a specifiche linee d’intervento: gestione rischi, zootecnia e biodiversita’, piano irriguo e rete rurale”.

Ecco “Operation Pollinator” Più fiori per gli insetti salva-agricoltura.

Pubblichiamo da: La Stampa (vedi articolo originale)

Un’agricoltura intensiva che rispetti ambiente e biodiversità? Si può fare. O almeno, questo è l’obiettivo di Operation pollinator, progetto sviluppato a livello internazionale e che Syngenta, una delle principali aziende dell’agroindustria mondiale, porta avanti anche in Italia dal 2007, in collaborazione con l’Università di Perugia e altri atenei italiani. L’idea è quella di seminare le aree coltivate poco produttive o marginali, quali i bordi dei campi agricoli, con delle essenze che incrementino la popolazione degli insetti impollinatori, con micro e macro mammiferi, ottenendo beneficio per l’ecosistema, ma anche incremento nella produttività dei raccolti.

Un “Set Aside sostenibile”, come lo definisce Franco Fabbri, responsabile del progetto per Syngenta Italia, “che consente di ripopolare di bombi, api, e uccelli, anche migratori, le aree agricole, fornendogli cibo e possibilità di nidificare tutto l’anno”. E i risultati si possono vedere nel Centro di ricerca per la patologia vegetale (Cra) di Monterotondo, alle porte della Capitale. Dove, all’interno dei 160 ettari di campagna laziale a disposizione del Cra, Fabbri negli ultimi tre anni ha studiato, insieme ad una squadra di agronomi, la miscela di leguminose ideale da piantare.

Basta superare il viale di ingresso, costeggiato dai pini, per ritrovarsi subito di fronte ai campi dimostrativi messi a punto per il progetto: Erba medica, Ginestrino, Lupinella, Sulla e Trifoglio. Vita, colori ed odori che si possono carpire con la vista e l’olfatto, e che si alternano alle colture di grano. Un contrasto affascinante. Sorvolato frequentemente da uccelli ed insetti che ritrovano qui parte del proprio habitat naturale. Secondo gli studiosi, “grazie a questo sistema si incrementa del 200% la presenza degli impollinatori, insetti fondamentali per l’80% delle colture europee”. Un’attenzione particolare per l’ambiente che negli ultimi anni sta veicolando sempre più le scelte del consumatore finale, tentando così di rispondere anche ai numerosi allarmi lanciati recentemente dalle associazioni ambientaliste sui pericoli legati alla drastica riduzione del numero di questi insetti nei territori agricoli, a causa di un uso sconsiderato di pesticidi e insetticidi.

“Abbiamo elaborato il mix di essenze ideale utilizzabile per tutto il territorio italiano da affiancare alle colture intensive di vite, cereali a paglia, mais e tabacco – spiega Fabbri, passeggiando tra i campi e le serre del centro -. Le aziende agricole interessate a sperimentare questo protocollo hanno a disposizione anche un programma di coltivazione dettagliato da seguire”. L’obbiettivo di Syngenta è quello di far rientrare Operation pollinator, con ulteriori misure di greening, all’interno della Politica agricola comune (Pac) dell’Unione europea e nei piani territoriali.

L’Umbria al momento è l’unica regione d’Italia ad aver inserito il protocollo nell’elenco dei progetti che possono ricevere gli incentivi economici dei Piani regionali di sviluppo rurale: “Un risultato sicuramente importante perché dà all’agricoltore una spinta in più ad utilizzare il progetto, testandone i risultati – conclude Fabbri -. Diventa quindi fondamentale che anche le altre regioni seguano lo stesso esempio. Questa di fatti è una delle nostre prerogative”. La prossima tappa sarà Bruxelles. L’inserimento del progetto all’interno dei piani comunitari consentirà un maggiore slancio a livello locale.

UMBRIA, ILLUSTRATO IN COMMISSIONE PIANO ZOOTECNICO

Pubblicato su Agi.it (leggi articolo originale)

Perugia, 24 lug. – “Si tratta di un documento importante che ha bisogno di particolari approfondimenti” ha detto, invece Paolo Brutti (Idv), mentre per Raffaele Nevi (Pdl) “occorre fare in modo che la Regione non dismetta la zootecnia perche’ se muore la zootecnia muore, a ruota, l’agricoltura in generale”. Orfeo Goracci (Comunista umbro) ha spiegato come “il documento contiene elementi utili e va nella giusta direzione, anche se su alcune produzioni, come quelle suinicole, non e’ possibile nascondere il conflitto esistente tra allevatori e cittadini”. Massimo Mantovani (Pdl), infine, ha sottolineato come “su questo argomento la maggioranza dovra’ dimostrare di avere i numeri per far passare le proprie scelte”.(AGI)

Latte Tossico: Usl Umbria, garantita qualita’ produzioni

Pubblicato su asca.it (vedi articolo originale)

Perugia, 21 giu – Le produzioni lattiero-casearie prodotte nei caseifici dell’Umbria rispondono alle piu’ severe norme igienico-sanitarie previste dalla legge a garanzia del consumatore finale, e cio’ anche grazie al Piano Regionale di controllo sulle aflatossine deliberato dalla Regione ed applicato dai servizi veterinari delle aziende sanitarie. Lo sottolinea in una nota l’unita’ operativa di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche del Dipartimento di Prevenzione della Usl Umbria 1 in riferimento al latte contaminato da tossine distribuito da una ditta di Udine a numerose aziende italiane, tra cui anche un caseificio umbro.

Umbria: Cecchini, trasparenza sia elemento essenziale in zootecnia

fonte: asca.it ( vedi articolo originale )

”Una zootecnia, che faccia della trasparenza delle sue pratiche, dell’attenzione ad una sostenibilita’ ambientale che comprenda il ”benessere animale’, della qualita’ dei prodotti, gli elementi essenziali della sua azione”. E’ l’obiettivo del nuovo Piano zootecnico dell’Umbria, delineato dall’assessore alle politiche agricole Fernanda Cecchini alla riunione del tavolo regionale. Il documento sara’ oggetto di un ulteriore approfondimento dedicato al tema della compatibilita’ ambientale da compiere insieme all’assessore regionale all’ambiente Silvano Rometti e ad aprile sara’ pronto per essere discusso in Consiglio regionale dalla competente commissione. ”Una questione di fondo – ha sottolineato Cecchini – e’ la sostenibilita’ ambientale, che negli ultimi anni, con l’evolversi delle consapevolezze e delle sensibilita’ sui temi dell’economia verde, ha assunto un ruolo centrale. In Umbria non c’e’ un allarme ambientale per il carico zootecnico. Si tratta pero’ di rendere ecocompatibili e sostenibili, attraverso opportune soluzioni tecnologiche e gestionali, alcune situazioni di particolare concentrazione, e di applicare al tempo stesso alle produzioni e ai suoi impatti un adeguato sistema di monitoraggio, in una visione integrata della tutela ambientale (si pensi al Piano della Tutela delle Acque)”.

”Tanto piu’ oggi – ha aggiunto – in tempi di crisi economico-finanziaria incerti per tutti, che vedono la zootecnia fra i comparti piu’ colpiti dal nuovo corso dei mercati agricoli, assai piu’ esposti che in passato alle fluttuazioni (anche pesanti) dei prezzi”.

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