Agricoltura: Ue, 19 marzo varo proposta riforma per biologico

Pubblicato su Ansa (leggi articolo originale)

BRUXELLES – E’ in programma per il 19 marzo prossimo il varo, da parte della Commissione europea, della proposta di riforma per il biologico in Europa che potrebbe tradursi in una vera e propria rivoluzione considerando gli obiettivi ambiziosi a cui mira Bruxelles. Si tratta infatti, secondo quanto appreso dall’ANSA, di eliminare gli ostacoli allo sviluppo nell’Ue dell’agricoltura biologica con regole più chiare e meno deroghe.

Basti pensare che é forse l’unico settore dove la domanda supera ampiamente l’offerta nonostante, dal 2008, registri una crescita in valore del 7-8% l’anno. Tra gli obiettivi di Bruxelles c’é anche quello di rendere più eque le regole di concorrenza, armonizzando il più possibile le norme di produzione, in modo da semplificare e rendere più severi gli standard europei.

Oltre alla produzione agricola infatti, si vuole regolamentare la trasformazione dei prodotti bio, per i quali una normativa esiste in Italia ma non nell’Ue. Infine, ma non ultimo, il progetto punta a rafforzare la fiducia dei consumatori nel biologico, con più controlli mirati, in particolare sulle importazioni dai Paesi terzi. Per l’Italia la riforma rappresenta una grande sfida se vuole assicurarsi una posizione di leader sui mercati europeo e mondiale.

E l’Ue si allea con il Marocco contro gli agricoltori siciliani

Pubblicato su Barbadillo (leggi articolo originale)

L’accordo è raggiunto. Votato a Strasburgo il patto tra Ue e Regno del Marocco sulla liberalizzazione di alcuni prodotti ittici e agricoli, fra questi le arance. L’europarlamento ha dato il via libera all’intesa il 17 febbraio, ma la stampa italiana ha dato scarsa eco ad un protocollo che potrebbe sortire effetti non positivi su tutto il comparto agricolo siciliano. Non è bastata dunque l’opposizione in aula dei rappresentanti dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. I voti favorevoli sono stati 369, contro 225 no e 31 astenuti. Al momento del voto, tuttavia, molti italiani non erano presenti in aula. La denuncia arriva dall’eurodepudato dell’Ncd Giovanni La Via che aRepubblica ha dichiarato: «Non si può difendere l’agricoltura di un Paese e di una regione a parole e poi non essere presenti al momento dei fatti».

In cifre, l’accordo che dovrebbe entrare in vigore a maggio, prevede l’eliminazione immediata del 55 per cento (dal 33 per cento attuale) dei dazi doganali sui prodotti provenienti dal Marocco. Mentre i dazi in uscita su frutta, verdura e pesce prodotti nei paesi dell’Unione Europea verranno ridotti del 70 per cento solo nei prossimi dieci anni. Sul piede di guerra la Coldiretti. «È la fine dell’agricoltura siciliana. Oggi – spiega Chiarelli, presidente della sezione isolana dell’associazione di categoria – le arance dal Marocco sbarcano a Palermo a 30, 35 centesimi al chilo. Un prezzo che, grazie agli attuali dazi doganali, equivale più o meno a quelli applicati sulle arance siciliane. In futuro potrebbero arrivare a 17, 18 centesimi al chilo».

Dall’Ue nuovi strumenti per la gestione del rischio

Pubblicato su Agronotizie (leggi articolo originale)

L’Unione europea ha individuato nuovi strumenti per la gestione del rischio in agricoltura come gli aiuti per l’assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante: si tratta di sovvenzioni pubbliche per il pagamento di premi versati dagli imprenditori per assicurare il raccolto e gli allevamenti, con un tetto massimo del 65% dell’entità del premio.

Il presidente di Confai, Leonardo Bolis, ha commentato: “L’agricoltura è sempre stata un settore soggetto a rischi, a partire dal meteo fino alle fluttuazioni dei mercati locali e internazionali. Per questo le nuove misure prospettate dall’Unione europea all’interno del regolamento sullo sviluppo rurale possano avere positive ripercussioni sulla stabilità del settore”.

Previsti inoltre i fondi di mutualizzazione: lo scopo è quello di facilitare la costituzione di fondi nazionali o regionali per contribuire a risarcire gli agricoltori delle perdite causate da avversità atmosferiche e ambientali, epizoozie e gravi problemi fitosanitari.

Tali fondi – altra importante novità – funzionerebbero anche come strumenti di stabilizzazione del reddito, attivandosi qualora le entrate degli agricoltori subissero un calo superiore al 30% della media annua del singolo agricoltore nel triennio precedenti.

Far funzionare o meno questi meccanismi di gestione del rischio – fa notare Sandro Cappellini, coordinatore nazionale di Confai – dipenderà dalle decisioni adottate da ciascuno Stato membro a livello nazionale e regionale. Il nostro auspicio è che l’accesso a questi fondi europei sia consentito anche alle imprese agromeccaniche”.

Agricoltura: primo no Pe a nuove norme Ue commercio sementi

Pubblicato su Ansa.it (leggi articolo originale)

BRUXELLES, 30 GEN – Stop della commissione Ambiente del Parlamento europeo alla proposta avanzata dalla Commissione Ue sul ”materiale riproduttivo vegetale”, che comprende temi come la commercializzazione delle sementi e del materiale da propagazione. ”Abbiamo dato un chiaro segnale di voler garantire la sicurezza dell’agricoltura europea e il commercio internazionale dei semi, ma non a discapito della biodiversità e della libertà dei piccoli coltivatori di crescere e utilizzare le proprie sementi”, ha affermato l’eurodeputato del Pd Andrea Zanoni, commentando l’approvazione a larga maggioranza (46 a favore e 4 contro) di un parere destinato alla commissione Agricoltura. ‘‘L’approccio proposto, basato su un unico modello per tutti, non soddisfa né i diversi requisiti dall’ampia varietà di materiale riproduttivo vegetale né le esigenze degli operatori, dei consumatori e delle autorità competenti”, ha osservato Zanoni, secondo cui ”si rischia non solo di proibire il libero scambio di semi, ma di appesantire l’intera filiera da oneri amministrativi ed economici’‘. A inizio settimana il presidente della commissione Agricoltura, Paolo De Castro (Pd), aveva già annunciato il probabile rigetto della proposta dell’esecutivo Ue. Il testo di Bruxelles potrebbe creare ”un fardello amministrativo inutile per gli agricoltori e limitare la scelta e la trasparenza per i consumatori”, aveva spiegato De Castro. La commissione Agricoltura confermerà ufficialmente la bocciatura della proposta nella riunione dell’11 febbraio, una posizione che la plenaria dell’Europarlamento dovrebbe approvare a metà marzo. Il futuro del testo sul ”materiale riproduttivo vegetale” dipenderà poi dalle posizioni che saranno assunte dal Consiglio Ue e dalla Commissione europea.

Mario Catania, Ue chiarisca su misure transitorie 2014

fonte: ansa.it (vedi articolo originale)

l ministro per le politiche agricole e alimentari Mario Catania chiede alla Commissione europea di fare chiarezza sulle misure transitorie proposte per il settore nel 2014 in attesa che le tre istituzioni – Parlamento, Consiglio e Commissione – raggiungano un accordo sulla riforma della Politica agricola comune (Pac).

”Vorrei avere assicurazioni dalla Commissione – ha detto all’Ansa il ministro al suo arrivo oggi a Lussemburgo – sui tempi d’applicazione di tutte le decisioni relative al prossimo periodo di programmazione: dagli aiuti Ue accoppiati (alla produzione ndr) ai giovani agricoltori alla regionalizzazione (dei contributi Ue ndr), che apparentemente sembrano fermi al prossimo primo agosto”, mentre dovrebbero entrare in vigore in seguito. Probabilmente – ha proseguito Catania – ”non si sono accorti che i tempi, come hanno preparato, sono ambigui su questo aspetto: non c’e’ scritto nulla, per questo oggi chiedo un chiarimento. Non penso che sia una questione su cui ci si scontrera’ – ha aggiunto – vorrei che pero’ che fosse chiarito in modo da lasciare un quadro di negoziato su questo voto definito”. Sul fatto poi che si applicano gia’ dal 2014 sia i tagli al bilancio agricolo fissati dal Consiglio europeo che la convergenza degli aiuti Ue tra Stati membri, Catania ha detto: ”il Consiglio agricoltura non puo’ rinegoziare elementi decisi dal vertice Ue, mentre sulla convergenza degli aiuti l’impatto sara’ modestissimo, per l’Italia estremamente limitato. Si comincera’ ad avvertire dal 2015”. La Commissione europea, dal canto suo, ha dato assicurazioni al ministro sulla data entro la quale uno Stato membro puo’ fare le proprie scelte in relazione alla nuova programmazione nel settore agricolo. Data importante, che implica decisioni come distribuire gli aiuti Ue ai produttori italiani.

Catania infatti ha fatto notare alla Commissione che, ”in base alla vecchia proposta di riforma quelle decisioni devono essere prese entro primo agosto 2013”. E dal momento – ha aggiunto – ”che quella norma non e’ stata modificata nella proposta di regolamento per le misure transitorie, paradossalmente noi dovremo scegliere entro il prossimo primo agosto su una serie di interventi che riguardano il 2015 e gli anni seguenti”.

Il commissario all’agricoltura Dacian Ciolos ha assicurato il ministro ”che la risposta si trova gia’ nell’insieme dei testi e che la situazione sara’ piu’ chiara in occasione di uno specifico gruppo di lavoro”. Per entrare in vigore il regolamento agricolo sulle misure transitorie 2014, proposto in attesa di un accordo sulla riforma della Pac, deve ottenere il via libera del Consiglio dei ministri e del Parlamento europeo.

L’approvazione e’ prevista per fine ottobre

Più aiuti alla zootecnia, Bruxelles dice sì. Proroga 22 marzo

da Agronotizie – 15 marzo 2013 (vedi la pagina originale)

Rinviata al 22 marzo la data entro la quale gli Stati membri possono riesaminare le disposizioni per gli aiuti diretti

“A causa del continuo aumento dei prezzi dei mangimi dovuto alle condizioni climatiche avverse che nel 2012 hanno colpito alcuni dei maggiori fornitori di cereali a livello unionale e mondiale, negli Statit membri si assiste a un peggioramento della situazione economica delle aziende agricole, in particolare nel settore lattiero caseario e mei settori delle carni bovine e ovicaprine.”

E’ quanto si può leggere al capo secondo del Regolamento di esecuzione Ue numero 207/2013 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Ue del 12 marzo, con il quale la Commissione Ue ha stabilito una proroga al 22 marzo 2013 dei termini previsti per gli aiuti diretti che gli Stati possono concedere agli agricoltori quando si verificano situazioni particolari.

Ricordiamo che questa possibilità è prevista dal Regolamento 73/2009 che stabilisce le norme comuni relative ai regimi di sostegno agli agricoltori. Dunque ci sono ancora poco meno di dieci giorni per rivedere le disposizioni sugli aiuti destinati agli allevamenti di bovine da latte e a quelli di bovini e ovicaprini da carne. Non resta che sperare che il Governo riesca a dare rapidamente una risposta.

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi