Agricoltura, progetto didattico finanziato dalla Provincia

Pubblicato su Go news (leggi articolo originale)

Al via il nuovo progetto didattico “Agricoltura Ambiente Prodotti Locali” a.s. 2013/14, promosso, coordinato e finanziato dalla Provincia di Pisa — Assessorato alla Programmazione territoriale, Sviluppo Rurale, Forestazione e Difesa Fauna, in collaborazione con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione, rivolto gratuitamente a tutte scuole del territorio provinciale. “Nonostante il quadro di incertezza istituzionale e di difficoltà economica– afferma Giacomo Sanavio, assessore alla Programmazione territoriale, Sviluppo Rurale, Forestazione, Difesa Fauna — abbiamo voluto anche quest’anno, seppur in forma ridotta, investire in questo progetto, convinti della necessità di favorire processi di trasformazione culturale sull’uso delle risorse naturali, sulla scelta del cibo che mangiamo, su abitudini e consumi”.

Scopo del progetto è, infatti, quello di sensibilizzare la popolazione scolastica provinciale sui prodotti di qualità dell’agroalimentare pisano, sul ruolo multifunzionale delle aziende agricole; sulla necessità di norme comportamentali adeguate ad un corretto utilizzo e rispetto degli ambienti naturali; favorire la conoscenza degli ambienti fluviali e della fauna; far riflettere sulla necessità di un cambiamento nel gestire la cultura dell’approvvigionamento alimentare e del rapporto con il cibo, in relazione con la complessità delle intersezioni che questa tematica ha con altri fattori, quali ambiente, salute, modelli di sviluppo. Il progetto si compone di moduli didattici raggruppati in tre aree tematiche: “A scuola nell’azienda agricola”; “Conoscere l’albero, il bosco, la fauna e il paesaggio rurale”; “Conoscere mare e fiumi”.

I moduli didattici sono articolati in una lezione teorica in classe ed una lezione pratica all’esterno presso aziende agricole, frantoi, sul territorio. Alla realizzazione dei laboratori, collaboreranno numerosi soggetti, tra pubblici e privati, senza contare le aziende agricole e frantoi individuate direttamente dai soggetti attuatori dei laboratori. Il quadro di incertezze normative e finanziarie che interessa l’Amministrazione Provinciale non ha consentito, come consuetudine, di inviare la proposta didattica all’inizio dell’anno scolastico.

Pertanto, ai fini dell’assegnazione dei moduli didattici si procederà secondo l’ordine di arrivo delle richieste da parte delle classi fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Il progetto ed i moduli allegati sono disponibili anche sul sito della Provincia di Pisa (www.provincia.pisa.it) aree tematiche Agricoltura e Forestazione/Difesa Fauna.

Con la ‘Banca della Terra’ terreni abbandonati trovano ‘padrone’

Pubblicato su Adnkronos (leggi articolo originale)

Firenze, 6 ago. – (Adnkronos) – Contrastare l’abbandono dei terreni e delle produzioni, mantenere e incrementare la produttività dei terreni in abbandono, favorire il ricambio generazionale in agricoltura e creare nuove opportunità di lavoro per i giovani. Sono gli obiettivi della ‘Banca della Terra’, lo strumento creato dalla Regione Toscana per valorizzare il patrimonio agricolo-forestale, di proprietà pubblica e privata, favorendone l’accesso all’utilizzo soprattutto ai giovani agricoltori. Un progetto ambizioso che, a quanto apprende l’Adnkronos dagli uffici regionali dell’assessorato all’Agricoltura, potrebbe essere approvato dalla Giunta entro la fine dell’anno.

In marcia verso Terra Futura. Altragricoltura torna dopo dieci anni.

Servizio In ToscanaDa alcuni giorni è terminata la decima edizione di Terra Futura che si è svolta a Firenze tra il 17 e il 19 maggio del 2013.Una mostra convegno internazionale per unire teoria e pratica.

Da una parte una riflessione sulle grandi sfide che dobbiamo affrontare dall’altra le buone pratiche di chi sperimenta soluzioni concrete.

Altragricoltura, dopo averla lanciata 10 anni fa, ci ritorna con una grande speranza: quella di condividere e socializzare il dramma che si vive nelle campagne che sta dentro una crisi più ampia che è non solo finanziaria ma anche economica, sociale, ambientale, di democrazia, provando a concretizzare percorsi, definire strategie e riflettendo a più livelli, favorendo il dialogo tra diversi attori che compongono la società civile.

Viticoltura: approvato dalla giunta regionale il regolamento che rende operativa la nuova legge regionale

fonte: MET (vedi articolo originale)

Con l’approvazione del regolamento di attuazione diventa operativa la nuova legge regionale “Disciplina per la gestione e il controllo del potenziale viticolo” (L.R. 68/2012)
Il regolamento è stato approvato all’unanimità dalla giunta regionale ed è stato presentato dall’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori. “Il combinato disposto legge-regolamento – spiega l’assessore Salvadori – conferisce sistematicità e rende operative una serie di novità a vantaggio dei vitivinicoltori che erano state introdotte negli ultimi tempi con norme nazionali e atti di giunta. In questo modo si garantisce certezza e si ottiene anche l’obiettivo di semplificare la vita ai produttori e ai consorzi di tutela.” Il regolamento definisce i procedimenti amministrativi inerenti il “potenziale viticolo” tra cui le disposizioni per l’utilizzo del termine “vigna” da parte del produttore che voglia iscrivere nello schedario viticolo un toponimo o un nome tradizionale con cui designare i propri vini. Altri aspetti importanti del nuovo regolamento riguardano il superamento degli albi dei vini a DO e gli elenchi delle vigne a IGT, la concessione dei “diritti di reimpianto della riserva regionale” e la “rivendicazione delle produzioni” dei vini a denominazione di origine. Su quest’ultimo tema è previsto anche un meccanismo che permette ai consorzi di tutela di evitare eventuali sovrapproduzioni e mantenere l’equilibrio di mercato per una determinata denominazione di origine. Infine il regolamento disciplina le Commissioni di degustazione e gli elenchi dei tecnici e degli esperti degustatori, competenze che in precedenza appartenevano alle Camere di Commercio e adesso sono attribuite alle Regioni. I procedimenti amministrativi previsti dal regolamento sono gestiti tramite il Sistema Informativo di ARTEA, l’agenzia della Regione Toscana per le erogazioni in agricoltura.

Agricoltura periurbana in sinistra d’Arno: il via a un progetto a valle di Firenze

fonte: greenreport.it (vedi articolo originale)

Grazie ad un protocollo d’intesa firmato da Regione Toscana, provincia di Firenze, dai comuni di Scandicci, Lastra a Signa e Firenze, e dall’Università di Firenze (con i Dipartimenti di Agraria e di Architettura), e al “Progetto territoriale di Agricoltura periurbana in riva sinistra d’Arno”, è stata ribadita da parte di Istituzioni ed Enti la volontà di mantenere alla sua vocazione agricola le diverse centinaia di ettari di terreno ad oggi inutilizzati nel territorio periurbano fiorentino. Si tratta in sostanza di una specie di “laboratorio rurale”, che mira allo sviluppo sostenibile dell’area “Oltregreve fiorentino” (Riva sinistra d’Arno, Mantignano, Ugnano) posto tra Firenze, Scandicci e Lastra a Signa, area storicamente caratterizzata da un’orticoltura intensiva (i cosiddetti “Orti di Firenze”) che  rappresenta forse una delle poche zone dove ancora l’attività agricola resiste sul territorio periurbano, benché minacciata dalla spinta all’edificazione periferica metropolitana.

Gli attori del protocollo hanno ognuno un compito specifico.  I comuni di Firenze, Scandicci e Lastra a Signa si impegnano, a verificare la coerenza dei propri strumenti di pianificazione e di programmazione con la destinazione agricola dell’area interessata dal progetto e con l’obiettivo di frenare l’urbanizzazione (che in realtà andrebbe bloccata) per evitare la saldatura tra i centri urbani e per mantenere e migliorare il ruolo di “polmone verde” dell’area agricola. A tal proposito il comune di Firenze ha già risposto in sede di riunione: «Il Piano strutturale del comune di Firenze è chiaro: riguardo il territorio di Mantignano-Ugnano cita espressamente la necessità di preservare la specificità agricolo-produttiva dell’area, garantendo lo sviluppo delle aziende agricole presenti nella zona – ha sottolineato l’assessore alle Politiche del territorio Elisabetta Meucci – Infatti per questa zona l’obiettivo prioritario del Piano è quello di promuovere la permanenza degli utilizzi tradizionali, lo sviluppo di produzioni di qualità, ecosostenibili e della filiera corta, anche attraverso la ricerca di circuiti commerciali appropriati, associati alle attività integrative come turismo rurale, ricreativo ed escursionistico, didattica».

Compito della Regione Toscana è quello di individuare specifiche azioni nell’ambito degli strumenti regionali di pianificazione paesaggistica, in sinergia con gli obiettivi e azioni del Progetto “Parco agricolo della Piana”, nonché azioni di programmazione in materia di sviluppo agricolo e rurale; la provincia di Firenze, con uno specifico Comitato tecnico, composto da specialisti ed esperti (di Agraria e di Architettura), sta già portando avanti una ricognizione sui possibili obiettivi, strategie e attività più adatte a tali terreni. La provincia inoltre intende predisporre specifiche sollecitazioni di interesse, sia da parte dei proprietari dei terreni che dei potenziali conduttori, incentivando le relazioni e la collaborazione con l’imprenditoria giovanile.

«L’obiettivo generale è di evitare la marginalizzazione del territorio, offrendo (specie ai giovani) possibilità alternative e sostenibili di utilizzazione di queste “terre di nessuno”, ma che hanno l’indubbio vantaggio di essere vicinissime a decine di migliaia di cittadini-hanno spiegato gli ideatori del progetto- Per far questo, occorreranno investimenti di risorse finanziarie e umane, migliorare la qualità della vita delle popolazioni residenti, favorire la creazione di un corridoio ecologico, regolare l’equilibrio idro-geologico, coinvolgere i cittadini nella gestione del territorio, unitamente agli utenti/consumatori». Uno degli obiettivi specifici invece è creare un polo di eccellenza agricola ed agroalimentare, coerente con le attività tradizionalmente condotte nell’area dell’Oltregreve, gli “Orti di Firenze”, anche per uno sviluppo di sbocchi di mercato di prossimità, come la vendita diretta in azienda, la “filiera corta” e “km 0”, usata per le mense di collettività.

In una fase successiva saranno attivati workshop tematici, visite guidate in aziende, incontri per l’animazione e la divulgazione dell’agricoltura periurbana, rivolti in primis ai giovani agricoltori, che vorranno affacciarsi a questa attività. Attraverso la costruzione di un percorso partecipativo tra le istituzioni locali, le parti sociali ed economiche dell’area interessata, verrà inoltre proposto un modello di sviluppo sostenibile che miri alla valorizzazione delle risorse territoriali, anche attraverso attività di agricoltura sociale, multifunzionale e allo sviluppo delle agrienergie

Maestra Natura: quando l’agricoltura biologica si insegna a scuola

fonte: greenme.it ( vedi articolo originale )

In Toscana l’agricoltura biologica arriva a scuola. Un nuovo ed originale progetto educativo è stato ideato da parte del Comune di Camaiore, in provincia di Lucca. Tutti gli istituti del paese, con particolare riferimento alle scuole primarie e alle classi prime delle scuole secondarie, hanno introdotto l’agricoltura biologica in classe.

Presso ogni sede scolastica verrà creato così un vero e proprio orto biologico. L’esperienza nasce allo scopo di riportare a contatto con la terra gli studenti più giovani delle scuole, con riferimento a decine di classi coinvolte nel progetto. Gli studenti apprenderanno le nozioni necessarie per la coltivazione dei prodotti agricoli tipici della loro terra, a partire dalle erbe aromatiche, e saranno coinvolti in modo pratico nella cura degli orti.

Il loro impegno dovrà essere giornaliero in modo da poter ricevere la soddisfazione di raccogliere i frutti di quanto coltivato. “Maestra Natura: erbe aromatiche”, questo il nome dedicato al progetto che coinvolgerà gli studenti di Camaiore. Il progetto è pronto ad entrare nel vivo, così come dichiarato da parte dell’assessore all’istruzione Sandra Galeotti.

Sono partiti in questi giorni i lavori di analisi del terreno e di preparazione degli orti che ospiteranno le sementi prescelte non appena le condizioni meteorologiche lo permetteranno. Il progetto è stato organizzato grazie ad una collaborazione sorta tra l’assessore all’Ambiente di Camaiore Davide Della Mura ed il professor Casetta, in prima fila nel progetto “L’isola delle coltivazioni”, legato all’agricoltura ed alle coltivazioni tipiche locali all’interno del Comune di Capannori, con il supporto della Confederazione Italiana Agricoltori Versilia.

Origano, rosmarino, erba cipollina e timo costituiranno dunque i veri protagonisti di questo importante percorso, accanto ai ragazzi, che potranno assistere a lezioni teoriche, volte a far conoscere la storia dell’agricoltura, l’importanza della filiera corta e dell’agricoltura biologica e biodinamica ai ragazzi. Un progetto che potrebbe essere imitato in numerose scuole del nostro Paese, per educare le nuove generazioni all’importanza dell’autonomia nata dalla coltivazione dei propri alimenti, che risulteranno ancora più sani grazie all’adozione di metodi biologici.

Marta Albè

Agroalimentare, Salvadori: “Certificare i prodotti serve a garantire la qualità e difendersi dai tarocchi”

tratto da: met.provincia.fi.it   (vedi articolo originale)

Si chiama “Toscana Certificazione Agroalimentare srl.”, è nata ed opera in Toscana e “certifica” al momento circa il 64% delle uve prodotte nella Regione.
Sono 19 le denominazioni di origine della Toscana (dal Chianti con tutte le sue sottozone, al Carmignano, al Cortona, al Vinsanto del Chianti) che si affidano ad essa per controllare e cerificare il prodotto e 11 mila gli agricoltori che vi fanno riferimento. Oggi, nella sala Pegaso di palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, “Toscana Certificazione Agroalimentare srl” ha presentato, attraverso il suo presidente Ilio Pasqui, la sua mission e il suo nuovo sito web (www.tca-srl.org) concepito come un portale al servizio delle imprese in grado di offrire tutta la documentazione e dare risposte ai produttori. Presente l’assessore all’agricoltura della Regione, Gianni Salvadori. “Una Regione come la Toscana – ha detto Salvadori – che può vantare prodotti agroalimentari di straordinaria importanza, a cominciare dal vino e dall’olio, per proseguire con tutte le altre produzioni del nostro territorio, ha bisogno di immagine per essere riconosciuta nel mondo, ma anche di garanzie. Come Regione abbiamo recentemente varato il nuovo brand della Toscana, una farfalla dalle ali di vino che rappresenta il profilo della regione. Questo brand, il cui successo e apprezzamento è crescente, è l’immagine della produziione agroalimentare della Toscana nel mondo. Ma accanto a questo – ha sottolineato Salvadori – oggi è necessaria la certificazione, da parte di un soggetto terzo, che garantisca la qualità del prodotto. Toscana Certificazione Agroalimentare Srl. è nata in Toscana e opera in Toscana e svolge proprio questa funzione, valorizzando così le risorse del nostro territorio e contribuendo a diffonderne il buon nome e a difendere il “made in Tuscany” dai tarocchi.”

Salvadori ha inoltre sottolineato come, pur in un momento di crisi difficilissima, le imprese toscane del settore agroalimentare abbiano continuato ad investire. Riferendosi particolarmente al settore vitivinicolo l’assessore ha ribadito come, anche quest’anno, a fronte di circa 13 milioni di euro di contributo pubblico erogato dalla Regione, si siano messi in moto investimenti per una settantina di milioni. “Questo è un fatto molto significativo – ha sottolineato Salvadori – e se si va a guardare quali sono le imprese “gazzelle”, ossia quelle che hanno aumentato il fatturato negli ultimi tre anni, si vedrà che molte, in Toscana, sono proprio del settore agroalimentare. Di questo dobbiamo sempre ringraziare le imprese, perchè le istituzioni, senza il mondo imprenditoriale, non possono fare nulla.” Tornando al tema della certificazione, Salvadori ha detto che in Toscana “abbiamo l’obbligo di fare prodotti di alta qualità” ma dobbiamo “tradurre le affermazioni di principio in atti concreti. In questo contesto le denominazioni sono fondamentali, le certificazioni lo sono altrettanto.”

I prossimi obiettivi di “Toscana Certificazione Agroalimentare sr.” sono quelli di certificare anche altri prodotti, oltre il vino, a cominciare dall’olio per estendersi ad altre tipicità dell’agroalimentare Toscano.

 

21/03/2013 12.43
Regione Toscana

 

 

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