Da Roma contro la crisi rurale: Una nuova alleanza per la terra. Ora!

Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo a Roma. 29.1.14
Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo a Roma. 29.1.14

Altragricoltura. Com. stampa

La giornata del 29 gennaio, che, per iniziativa delle Associazioni nazionali Antiusura e su proposta di Altragricoltura, ha visto partecipare a Roma tante delegazioni  all’udienza presso il Vaticano contro l’Usura, è stata anche una importante occasione e momento per fare il punto sulla grave situazione della crisi delle campagne. Tante rappresentanze di Associazioni autonome nazionali si sono riunite presso la Sala della Bandiere della sede del Parlamento Europeo, dibattendo sui contenuti e le proposte introdotte da Gianni Fabbris, Tano Malannino e Lino Martone. Sono intervenuti, portando il loro contributo di sostegno e di conoscenza, la parlamentare Europea Sonia Alfano, il sen. Giuseppe Lumia.  il sindaco di Nisceni Francesco Larosa, la vicesindaco di Vittoria Concetta Fiore.

L’assemblea, nel confermare un giudizio fortemente critico su come tanti movimenti associativi delle campagne si sono divisi dando vita ad autonome iniziative che alla fine, si sono sostanziate solo come azioni di attenzione della pubblica opinione, senza raggiungere alcun risultato di cambiamento e di riforma, ha giudicato definitivamente conclusa e chiusa questa fase degli ultimi quattro anni e chiama a dare vita ad una fase nuova che riconquisti spazi e prospettive a quanti sono tuttora colpiti dalla crisi nelle aree rurali o esclusi dall’accesso ad un cibo sano e sicuro.

L’Assemblea si è conclusa lanciando la proposta all’unanimità di dar vita a un nuovo corso nelle campagne, formalizzandola come UNA NUOVA ALLEANZA PER LA TERRA con a base la prospettiva della Sovranità Alimentare. Un’alleanza rivolta a tutte le associazioni agricole autonome, alle associazioni ambientali che si battono contro l’inquinamento, alle associazioni dei consumatori. Un’alleanza che va costruita sui territori delle aree fortemente urbanizzate, dove si esprimono nuove consapevolezze per il fallimento del ciclo  del precedente sviluppo e dove oggi, se non si recupera al cibo genuino e alla produzione agricola sana la terra che ci è rimasta, è in discussione la prospettiva stessa  di vita degli esseri umani. Un alleanza necessaria per obiettivi di cambiamento economico e politico che non possono essere raggiunti dai soli addetti all’agricoltura, ridotti fortemente di numero, nonostante le dichiarazioni di rappresentanza di comodo fatte dalle OO.agricole tradizionali.

Vaticano - Udienza delle Fondazioni Antiusura. 29.1.14
Vaticano – Udienza delle Fondazioni Antiusura. 29.1.14

Un Alleanza che deve farci raggiungere, in tempi brevissimi, una nuova forma di Organizzazione Sindacale-Professionale Unitaria, anche in forma Federata, che superi l’attuale rappresentanza subalterna al potere economico e politico, chiuda per sempre con un sistema storico consunto ed egemonizzato dalla Coldiretti, verso cui non vi è alcuna funzione alternativa di CIA, Confagricoltura e Copagri. Una nuova Organizzazione di rappresentanza autonoma dai partiti e rispettosa delle tante identità nazionali, che apra a un nuovo rapporto di reciprocità professionale con piccolo commercio e artigianato.

Altragricoltura ha ricevuto il mandato di procedere in tale direzione senza attendere lunghi dibattiti di analisi e confronto ma a partire, nell’immediato, da un incontro urgente per migliorare e definire una piattaforma rivendicativa comune, dando vita a immediate iniziative di lotta e di sostegno alle tante vertenze territoriali,sul territorio nazionale che, senza superflui ulteriori commenti, sono indicative del grave precipizio cui si sta spingendo l’agricoltura italiana.

In proposito, Altragricoltura, chiederà un immediato incontro con il Governo, aperto ai rappresentanti di Associazioni già disponibili, per fare il punto sulla situazione e capire con chiarezza quali sono gli obiettivi di politica agricola governativa, a partire dalle emergenze, anche a proposito della fase critica aperta con le dimissioni della ministro De Girolamo

Cala il sipario su Terra Futura ma non su Altragricoltura.

da sx: Marocci, Ciaculli, Prella, Carocci, Fabbris, Madio, Malannino,
da sx: Marocci, Ciaculli, Prella, Carocci, Fabbris, Madio, Malannino, Cavinato

Si è chiusa domenica sera, 19 maggio, dopo una bella, affollata e partecipata assemblea l’Area della Sovranità Alimentare promossa e organizzata da AIAB Toscana e Altragricoltura.

E’ stata l’occasione per diffondere a un numero consistente di persone ed a un insieme di reti che nei diversi territori d’Italia lavorano giorno per giorno per un nuovo modello economico, agricolo, alimentare e culturale, la nostra attività e le nostre campagne.

Abbiamo sottolineato, più volte, come Altragricoltura rappresenti un mondo molto concreto che riesce a dare risposte ponendosi come modello alternativo alle grandi organizzazioni sindacali.

Da più parti va maturando infatti l’idea che sia necessario un nuovo sistema di governance mondiale. Si è capito che non ci si può più affidare soltanto ai governi delle nazioni più forti o ai potentati dell’economia, ma è necessario un ampliamento che comprenda le rappresentanze politiche dei Paesi di grande rilievo demografico e tutta la rete del mondo associativo, vale a dire le organizzazioni non governative e i grandi movimenti che operano su più fronti da quello ecologico, della giustizia sociale e del volontariato a quello economico e finanziario.

A tal proposito uno dei nostri obiettivi è stato quello di presentarci come un’organizzazione aperta, disposta ad accogliere al suo interno tutti quelli che ne condividono ideali, anche se agiscono in maniera differente o in contesti molto lontani tra loro, sia dal punto geografico che operativo. E’ in quest’ottica che Altragricoltura ha fatto proprie le battaglie su “La Campagna globale sulla libertà dei semi”, promossa da Vandana Shiva, e “L’Arca di Gaza” di Freedom Flotilla.

Della prima iniziativa vi abbiamo già ampiamente parlato nel report della prima giornata di seminario e pertanto vi invitiamo ancora una volta a sottoscrivere l’appello che troverete in questa pagina.

Ci preme adesso soffermarci sulla campagna “Arca di Gaza”. Ce ne ha parlato ampiamente David Heap portavoce per l’Europa e il Canada. David è un professore canadese di linguistica presso l’Università di Western Ontario in Canada. Ha partecipato a tutte le flottiglie per rompere il blocco di Gaza. In una di queste ha scontato sei giorni in carcere ad Israele. E’ poi entrato a Gaza nel mese di ottobre 2012 con diverse personalità, tra cui Noam Chomsky.

L’arca di Gaza è una campagna popolare costituita da una società civile residente in Palestina, Canada, USA, Australia e altri paesi nonchè parte della Coalizione internazionale della Freedom Flotilla. La coalizione intende sfidare l’illegale e disumano blocco israeliano di Gaza e sta allestendo un’imbarcazione per sfidare con un’azione pacifica il blocco che Israele impone a Gaza, unilateralmente e senza ragione, al fine di stimolare l’economia locale e il commercio.

Altragricoltura fa sua la campagna promuovendola e offrendo piena solidarietà ai contadini palestinesi perché come ha sostenuto Heap: “quando diciamo giù le mani dalla terra lo diciamo per gli agricoltori palestinesi,  in Palestina, ma lo diciamo per gli agricoltori italiani,  in Italia, e quindi le nostre lotte sono sicuramente unite”.

Un importante spazio è stato poi dato ai nostri agricoltori: Leonardo Conte e Maurizio Ciaculli che sono i testimonial delle due campagne più importanti che Altragricoltura già da diversi mesi sta portando avanti: “Giù le mani dalle nostre terre” e “Giù le mani dal vostro cibo”. Tra gli interventi anche quello di Gianni Cavinato, Presidente ACU (Associazione Consumatori Utenti).

Il nostro è un modo nuovo di intendere la produzione, la trasformazione, la distribuzione e il consumo del cibo che trae origini dal passato e dalla storia dei diversi popoli ma che ha uno sguardo proiettato in avanti con l’intento di costituire una rete sinergica in grado di intercettare storie rurali, sempre consapevoli della difficile situazione in cui ci troviamo, sensibili da saperne valutare l’importanza.

Ma la rete, il lavoro non si conclude certo mentre cala il sipario su Terra Futura. Promuoveremo momenti d’incontro e di studio nei territori, condurremo le nostre lotte implementandole con esperienze simili ad Altragricoltura. In questo modo sarà sempre più facile favorire la condivisione di idee e un costante impatto mediatico, sempre più motivati ad andare avanti perché ci rendiamo conto di operare verso una dimensione nuova, promossa da un’umanità incredibile costituita da tante famiglie contadine e non, che stanno sempre più acquisendo consapevolezza del loro valore, dell’importanza delle loro storie spesso a metà strada fra il dramma e il fantastico, consci del difficile ma sapiente lavoro che ogni giorno svolgono.

La politica ha estromesso i contadini dal processo democratico. Nonostante tutto loro hanno conservato saperi, continuano a produrre  in armonia con la Terra, mantengono quei valori e quelle pratiche che le politiche neoliberiste hanno distrutto.

Altragricoltura, intrisa di valori rivoluzionari sta tentando di dare risposte e cambiare le nostre sorti, cambiandoci nel profondo.

7 indizi per 1 sovrano: un gioco a tappe sul diritto al cibo

fonte: greenMe.it (vedi articolo originale)

Sabato 11 maggio a Milano ci sarà una bella iniziativa per educare i più piccoli, ma non solo, al tema della sovranità alimentare. Dalle 12.00 alle 19.00 al parco I. Montanelli (Porta Venezia – MM1 Palestro) grandi e piccini potranno cimentarsi in un gioco a tappe sul diritto al cibo, affrontando le sfide di 7 Saggi Ortaggi per scoprire una formula magica e ricevere un premio finale.

La partecipazione è libera e gratuita.
L’appuntamento si inserisce nel programma di eventi organizzati per il mese di maggio da Co.LOMBA in varie località lombarde, da Lecco a Varese a Cantù, sul tema dell’educazione alla cittadinanza mondiale.
Informazioni e programma completo:
www.onglombardia.org
ECM CoLOMBA c/o CELIM
tel. 02/58305381
querin@celim.it
Co.LOMBA è un coordinamento di ONG e Associazioni attive nei campi della cooperazione internazionale e dell’educazione alla cittadinanza mondiale.
Con il contributo di fondazione Cariplo e il patrocinio di Expo dei Popoli.

Altragricoltura: concluso l’incontro tra i dirigenti regionali.

IMG_2814Da poche ore si è concluso l’incontro nazionale tenutosi in Basilicata, a Bernalda provincia di Matera, tra i diversi componenti del direttivo di Altragricoltura.

Erano presenti diverse personalità: Tano Malannino – Presidente nazionale del movimento, Pardo Di Paolo – Molise, Maurizio Mazzariol – Toscana, Giuseppe Pelullo – Alta Irpinia; una folta rappresentanza costituita da imprenditori agricoli quali Maurizio Ciaculli di Vittoria (RG), i lucani Gaetano Fortunato e Leonardo Conte di cui stiamo seguendo le vicende attraverso le nostre campagne e iniziative, nonché gli avvocati del Soccorso Contadino tra i quali Antonio Melidoro e tecnici lucani come Giovanni Samela.

Ognuno di loro è arrivato all’incontro con una sintesi delle esperienze realizzate in questi anni che li ha coinvolti in processi diversi. Durante questa due giorni ci si è confrontati molto sullo stato del movimento, partendo dal radicamento nelle singole realtà territoriali fino ad avanzare proposte su come Altragricoltura dovrebbe essere ridefinita senza dimenticare i cambiamenti intervenuti a causa di una crisi globale che non investe solo le campagne.

La sovranità alimentare inizia sul balcone

fonte: Vivi con stile (vedi articolo originale)

Equità, giustizia sociale e sostenibilità ambientale sono gli ingredienti perfetti per il cibo di chi vuol cambiare stile di vita alimentare: parola dell’agro-ecologo Michel Pimbert.

Michel Pimbert è un francese che parla un inglese molto british… è un ricercatore internazionale e team leader per l’alimentazione e l’agricoltura presso l’Istituto Internazionale per l’Ambiente e lo Sviluppo con sede nel Regno Unito. Parla di agricoltura ecologica e attualmente è vice presidente della commissione per l’ambiente, la politica economica e sociale (CEESP) di The World Conservation Union (IUCN). Si occupa di sovranità alimentare, di agricoltura sostenibile, di politiche ambientali e biodiversità con una passione per l’azione partecipativa e i processi democratici dal basso. Lo abbiamo incontrato durante il lancio di Hungry for Rights, un progetto sul cambiamento degli stili alimentari, promosso da ACRA-CCS, di cui Legambiente è partner.

Spreco di cibo nelle città del Nord del mondo e carenza di cibo nel Sud del mondo… C’è una soluzione al problema della crisi alimentare?

E’ un’idea diffusa che non ci sia cibo a sufficienza per sfamare il Sud del mondo, ma le vere questioni sono altre: la distribuzione e le differenze di reddito. Il problema della crisi alimentare non si risolve aumentando la produzione di prodotti agricoli, ma intervenendo sull’accesso al cibo e alla terra e sulla giusta remunerazione di chi produce.

E i cittadini, cosa possono fare? Lei, ad esempio, parla di sistemi alimentari locali.

Voi italiani avete l’esempio dei GAS, i gruppi di acquisto solidale. I sistemi alimentari locali di cui io parlo tengono assieme il concetto di filiera corta, di kilometro zero, e molto altro ancora. Possono essere organizzati da una singola famiglia e poi estendersi a un quartiere o ad un comune. Includono la produzione, la lavorazione, la distribuzione, l’accesso, l’uso, il riciclo e lo smaltimento. Si tratta di sistemi che non sono poi molto lontani da quello che da secoli avviene nelle comunità del Sud del mondo.

In Italia gli orti urbani sono diventati una realtà nazionale. Sempre più persone scelgono di coltivare ortaggi sul balcone di casa…

La cultura di un luogo e il cibo, a mio parere, sono strettamente legati: i sistemi locali, e anche gli orti, dovrebbero essere in mano ai cittadini, stare sotto il loro controllo, per essere sostenibili anche dal punto di vista ecologico, e per permettere la riscoperta della cultura alimentare e della biodiversità.

Scusi, lei parla anche di sovranità alimentare. Che cosa intende?

La sovranità alimentare è il diritto di ogni popolo di determinare di cosa si alimenterà, di decidere dunque della propria agricoltura e dell’uso della propria terra. Ne conseguono una pluralità di sistemi alimentari autonomi, fondati su equità nella ridistribuzione del profitto, giustizia sociale e sostenibilità ambientale.

 

Roma dal 7 maggio torna il “Festival delle Terre”

fonte: folla.it (vedi articolo originale)

Il Festival delle Terre, organizzato dal Centro Internazionale Crocevia, presenta ogni anno una selezione di documentari italiani e internazionali che testimoniano l’universo dei diritti legati alla terra, attraverso gli occhi e le parole di chi ne è protagonista: piccoli produttori di cibo, comunità locali, popoli indigeni e tutti coloro che si battono in difesa della terra e della sovranità alimentare. Storie che raccontano le resistenze e le alternative in un’ottica di conservazione della “biodiversità”, intesa come diversità biologica, sociale e culturale. .

“Chi decide cosa c’è nel tuo piatto?” La decima edizione del Festival delle terre muove da un interrogativo provocatorio che vuole farci riflettere sulle dinamiche che si celano dietro al cibo e alla sua produzione, spesso legate a storie di violazione dei diritti umani e meccanismi di speculazione che ruotano intorno alla filiera produttiva agroalimentare.

In occasione del suo decimo anniversario, il Festival viene simbolicamente dedicato alla figura lungimirante dello statista Burkinabé Thomas Sankara, assassinato nel 1987. Il “presidente ribelle”, con cui Crocevia ha avuto l’onore di collaborare, distintosi per aver compreso profondamente il legame tra autodeterminazione dei popoli e sovranità alimentare..Un omaggio reso visibile anche attraverso la mostra fotografica “Sostiene Sankara- racconti di felicità rivoluzionarie”- curata dall’Associazione culturale AMANDA che racconta la storia del presidente Burkinabè attraverso il linguaggio immediato del fumetto e dell’illustrazione.

L’inaugurazione del Festival delle Terre avrà luogo il 7 maggio alle ore 19:30 al Nuovo Cinema Aquila.

L’edizione di quest’anno si apre con una serata interamente dedicata al Cile del regime di Pinochet con la proiezione di due documentari, Calle Miguel Claro 1359 di Tommaso D’Elia, Daniela Preziosi e Ugo Adilardi e Cile: immagini del paese invisibile, di Augusto Gongora fino ad arrivare ai giorni nostri con Nada mas que eso, di Giovanna Massimetti e Paolo Serbandini.

Le storie selezionate per questa decima edizione raccontano le lotte per l’accesso alla terra e le conseguenze dello sfruttamento senza misura delle sue risorse. Storie che arrivano dai quattro angoli del mondo, attraverso opere come Sachamanta di Viviana Urona, El Gigante di Bruno Federico, Andrea Ciacci e Consuelo Navarro, Bikpela Bagarap di David Fedele, Terra Nera di Simone Ciani e Danilo Licciardello, e che testimoniano i soprusi delle multinazionali, i cui interessi riescono sempre più spesso a prevalere e imporsi sul diritto delle comunità locali di produrre il cibo. Un percorso tortuoso che ci conduce fino a casa nostra, con la problematica del consumo di suolo in Lombardia che sta divorando la pianura padana ne L’età del cemento di Mario Petitto.

Dalla terra all’acqua, con le conseguenze della pesca intensiva e il fenomeno, quanto mai emergente, della pesca illegale, trattare dai lavori Stealing from the poor di Yorgos Avgeropoulos e Canning Paradise di Olivier Pollet .

Infine, in anteprima nazionale, Shady Chocolate di Miki Mistrati. Una nuova inchiesta, dai registi di The Dark side of chocolate, sullo sfruttamento dei minori nelle piantagioni di cacao dell’ Africa Occidentale e un’indagine su cosa si nasconde dietro l’ apparente impegno delle multinazionali che certificano la cioccolata come sostenibile e senza sfruttamento. Presente in sala il regista Miki Mistrati.

La giuria, composta da Augusto Gongora (regista, produttore e attore cileno, direttore di Teleanalisis durante il regime di Pinochet), Blandine Sankara, (sociologa, presidente dell’associazione Burkinabè Yelmani, impegnata sul tema della sovranità alimentare), Nora Capozio, (Associate Expert presso Bioversity International, la più grande organizzazione internazionale di ricerca sulla biodiversità agraria), Tommaso D’Elia (regista e direttore della fotografia di documentari, di cui l’ultimo lavoro ‘Sanjay e Sumitra – La tigre e il tifone’) e Daniela Ceselli, (sceneggiatrice, tra i suoi script più popolari: E la chiamano estate di Paolo Franchi, Vincere e Nessuna qualità agli eroi di Paolo Bianchini) decreterà il vincitore della decima edizione del Festival.

Oltre alla proiezione dei film ci saranno anche dei momenti di approfondimento dedicati ai temi della comunicazione (mercoledì 8 maggio alle ore 11:00: Comunicazione e solidarietà: le alternative alla pornografia della povertà ), della sovranità alimentare (giovedì 9 maggio Mercato globale vs. Mercato locale. In tempo di crisi l’alternativa torna ad essere il mercato interno locale. Esperienze dal mondo- Tavola rotonda del progetto EuropAfrica: verso la sovranità alimentare) e della distribuzione dei prodotti audiovisivi (Venerdì 10 maggio alle ore 15:00: Pubblico in cerca d’Autore: nuove forme di distribuzione dell’audiovisivo)

Il Festival delle Terre è organizzato dal Centro Internazionale Crocevia, associazione di solidarietà e cooperazione internazionale, attiva dal 1958 nei settori dell’educazione, della comunicazione e dell’agricoltura. Crocevia promuove e implementa attività di formazione, campagne e progetti a sostegno di comunità indigene e contadine, e si adopera nella costituzione di reti internazionali di solidarietà come il Comitato Internazionale per la Sovranità Alimentare (IPC on Food Sovereignity).

La decima edizione del Festival delle Terre ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Roma ed è organizzato in collaborazione con in Nuovo Cinema Aquila, Associazione Amanda, Bioversity International, Legambiente Mondipossibili, Tutti nello stesso piatto Festival, Ari (Associazione Rurale Italiana), AAmod (Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico) , Circolo degli artisti e con il contributo di Opulentia, Biopolis Store ed Eticando. L’iniziativa è inoltre promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Dipartimento Cultura- Roma Capitale.

Il programma completo è disponibile sul sito del Festival: www.festivaldelleterre.it

Giustizia alimentare per il pianeta, a Washington il convegno “La tavola di Dio”

fonte: LaStampa (vedi articolo originale)

Il principio della sovranità alimentare, nato in occasione del Forum parallelo al vertice FAO sulla Sicurezza Alimentare del 1996, si basa su 4 pilastri: diritto al cibo, accesso, gestione e controllo delle risorse naturali, modello agricolo sostenibile e di piccola scala, commercio internazionale più giusto e più equo.  Tuttavia, a distanza di anni, siamo ben lontani da una sua attuazione e assistiamo ancora a gravi squilibri, pure aggravati dalla crisi internazionale.

Il fatto è che le risorse naturali sono e restano appannaggio di pochi, ma quei pochi – vale dire noi abitanti del mondo ricco del Nord – semplicemente non se  ne curano. 800 kg annui di cereali (compresa l’alimentazione animale per fornire carne) sono a disposizione di un abitante del Nord America, per un indiano non si raggiungono i 200. La corsa ai biocarburanti – per certi versi “ecologica” – di fatto non fa che aggravare la situazione: per fare un pieno ad un SUV di medie dimensioni occorre una quantità di cereali pari all’alimentazione annuale di una persona. Al nord si fa il pieno per l’auto e al sud c’è chi non riesce ad immettere a sufficienza cibo e nutrienti nel proprio stomaco.

Eppure “la tavola di Dio” era per tutti nell’ottica della creazione, così il Convegno che si è aperto oggi a Washington promossa dall’Ecumenical Advocacy Days for Global Peace with Justice (Ead) è solo un passo verso una presa di coscienza del problema da parte del mondodel nord, ricco e cristiano.

In termini di giustizia, per tutti. “At God’s Table: Food Justice for a Healthy World”, rappresenta l’11° Incontro annuale dell’Associazione ecumenica, sorta allo scopo di far maturare le coscienze ad una responsabilità nei confronti del prossimo, della società e del pianeta: un’autentica sveglia per un impegno politico dei cristiani di ogni chiesa.

Il Convegno di quest’anno intende quindi esplorare – in un mondo che produce cibo a sufficienza – le ingiustizie nei sistemi alimentari globali che lasciano un miliardo di persone affamate, creare shock dei prezzi alimentari che destabilizzano le comunità in tutto il mondo, e minare la creazione di Dio. “Alla Tavola di Dio – si legge nel sito dell’EAD – tutti sono invitati e nutriti, e il più povero in mezzo a noi viene dato un posto speciale. Insieme cercheremo l’abbondanza di cibo e l’uguaglianza tra gli uomini che troviamo riflessa nel l’immagine biblica della tabella grande banchetto di Dio (Esodo 16,16-18 e Luca 14,12-24).

Migliorare l’alimentazione nel mondo, porre fine al dramma della fame e della denutrizione, ma soprattutto aumentare la forza della voce dei cristiani su questi temi sono tra gli obiettivi dell’incontro che si concluderà l’8 aprile. Sotteso alla riflessione un interrogativo: se la tavola di Dio era apparecchiata per tutti, cosa è andato storto in  duemila anni di cristianesimo per giungere ad un tale squilibrio? E’ ora che anche in Italia cominciamo a pensarci un po’ di più.

Sovranità alimentare, il COE incontra le scuole superiori

fonte: Lecconotizie.com  (vedi articolo originale)

Il Centro Orientamento Educativo (COE) offre alle Scuole Superiori della provincia di Lecco l’opportunità di fruire gratuitamente di un incontro sui temi della sovranità alimentare: appuntamento a Lecco presso Sala Ticozzi sabato 25 maggio 2013, dalle 10 alle 12.30.

A partire dallo slogan “La fame che c’è. Un problema innanzitutto di giustizia”, il COE propone ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado la proiezione di un film ancora in via di definizione, inserito nella Sezione FTF – Film That Feed del 23° Festival del Cinema Africano, d’Asia e dell’America Latina di Milano, in programma a Milano dal 4 al 10 maggio 2013.

Alla proiezione del lungometraggio farà seguito una discussione che, partendo dalle problematiche emerse nel film, inviterà i ragazzi a riflettere sulla tutela del diritto al cibo per tutti e sulle buone pratiche per una corretta, sana e responsabile gestione delle risorse del pianeta per un futuro sostenibile e inclusivo. L’obiettivo di questa iniziativa, fanno sapere dal COE, è infatti quello di “promuovere un interesse verso le problematiche legate alla sovranità e alla sicurezza alimentare, al diritto all’acqua e al cibo, anche per avviare eventuali percorsi didattici sui temi di EXPO 2015 nell’anno scolastico 2013/2014”.

La proposta del COE è gratuita per tutte le scuole che chiederanno di partecipare, fino ad esaurimento posti. Per ottenere maggiori informazioni e iscriversi, visualizzare il sito del COE (www.coeweb.org), oppure contattare il Coordinamento e segreteria del Coe, nella persona di Prashanth Cattaneo (cell. 3395335242, mail: p.cattaneo@coeweb.org). All’atto di iscrizione, vanno indicati il nome della scuola, il numero degli studenti partecipanti, il nominativo dei docenti accompagnatori, l’indirizzo mail e un recapito telefonico di riferimento.

“Milioni contro Monsanto”: perché lottiamo per la sovranità alimentare e contro le ‘biopolitiche della fame’

Pubblichiamo da Info Aut. Notizie di parte (vedi originale)

Buenos Aires – Abbiamo incontrato Jimena e Yanina, militanti del collettivo Milliones contra Monsanto, per parlare della situazione dell’agro-negocio (produzione e commercio nell’agricoltura industriale) in Argentina, uno dei pilastri di un modello economico che si basa sullo sfruttamento indiscriminato di risorse naturali e sulla loro esportazione. Ci hanno raccontato delle pratiche di resistenza messe in campo contro l’avanzata di uno dei colossi delle biotecnologie dell’agroalimentare a livello globale, e del perché lottano per una sovranità alimentare.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi