Agricoltura: Sardegna punta a ridurre frammentazione

Pubblicato su infooggi.it (leggi articolo originale)

Come riportato dal sito regionale della Sardegna, con il “picchettamento” che delimita le nuove proprietà agricole nel territorio di Pauli Arbarei, procede verso la fase conclusiva il progetto pilota del Piano di riordino fondiario che lo scorso ottobre era stato riavviato dal Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale (CBSM) a seguito delle indicazioni dell’assessorato dell’Agricoltura e che ha interessato circa 600 imprese agricole.

Il territorio del piccolo centro della Marmilla era stato scelto per l’attuazione del progetto pilota che sarà poi applicato in tutte le aree di pertinenza del Cbsm e agli altri Consorzi isolani. A seguito delle nuove disposizioni regionali, il CBSM aveva potuto riprendere il cammino procedurale sospeso da anni a causa della difficoltà nel reperimento e raccolta dei dati delle proprietà agricole, che negli anni passati venivano cedute anche con semplici scritture private se non addirittura con accordi verbali, e dei costi per la regolarizzazione degli atti di proprietà, sui quali è intervenuta attivamente la stessa Regione.

Il riordino Fondiario (fondamentale – secondo l’assessore Oscar Cherchi – per risolvere il problema della frammentazione tramite l’accorpamento dei terreni agricoli distanti fra loro e appartenenti allo stesso proprietario), prevede una manovra di compensazioni e “scambi volontari”, studiati e proposti all’utenza dal Consorzio. Molti imprenditori agricoli usufruiranno della riscrittura della geografia dei terreni della zona potendo così ciascuno disporre di un unico appezzamento che per valore, dimensioni e produttività corrisponde a quello delle frazioni di terra posseduti prima del procedimento.

Villacidro, il fuoco devasta due aziende agricole

fonte: la Nuova Sardegna (leggi articolo originale)

Notte di fuoco nelle campagne di Villacidro, dove le fiamme hanno seriamente danneggiato due aziende agricole.
Poco prima delle tre un incendio è scoppiato nell’azienda agraria di Tito Cadeddu, 68 anni, in località Santu Miali. Sono andati in fumo tre capannoni con dentro 500 balle di foraggio, un trattore e una vecchia Punto in uso esclusivo all’interno dell’azienda. I danni complessivi sono ingenti, secondo una prima stima, superiori ai 100mila euro.
I carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Villacidro e i Vigili del fuoco del distaccamento di Sanluri non hanno trovato tracce di dolo, ma l’ipotesi che sia stata opera di un ignoto incendiario è tenuta in massima considerazione.
Dopo un’;ora e mezzo, a distanza di tre chilometri, le fiamme hanno aggredito l’azienda agraria di Francesco Piras, in località Su Tasuru. Distrutto un capannone pieno di balle di foraggio. Anche qui carabinieri e Vigili del fuoco non hanno trovato elementi che portino a considerare l’incendio doloso.

Lingua blu : 10 milioni di euro per i danni agli allevatori

pubblicato su: Buongiorno Alghero.it (vedi articolo originale)

La Regione è pronta ad affrontare la nuova recrudescenza della febbre catarrale dei ruminanti, conosciuta come Blue Tongue, che in Sardegna preoccupa soprattutto gli allevamenti ovini, pur interessando anche quelli bovini, con ulteriori risorse da destinare alle aziende colpite dal Virus e a quelle che, pur non direttamente coinvolte, hanno subito gravi danni a causa dei divieti di movimentazione dei capi. A questo scopo la Giunta ha approvato un disegno di legge con il quale l’Assessorato dell’Agricoltura potrà disporre delle risorse necessarie alla predisposizione ed esecuzione dei piani di intervento.

‘L’allevamento è un settore troppo importante per la nostra Isola – commenta l’assessore Oscar Cherchi – sia sotto l’aspetto economico che culturale. Le aziende non possono essere lasciate sole a combattere con questa piaga e la Regione ne è consapevole. Per questo motivo il disegno di legge della Giunta approvato pochi giorni fa prevede l’impegno di ulteriori dieci milioni di euro, oltre ai due già a disposizione delle aziende’. Con la fine dell’estate e l’inizio delle piogge il rischio di diffusione della malattia cresce esponenzialmente. Il vettore di trasmissione è infatti un insetto che, con le alte temperature e l’umidità, aumenta la sua attività, soprattutto notturna.

‘E’ fondamentale – aggiunge l’esponente dell’esecutivo – aiutare le imprese colpite direttamente dal virus e quelle danneggiate dalla mancata movimentazione dei capi ma, per ciò che riguarda la prevenzione, sta diventando ormai inevitabile accentuare la sinergia fra il servizio veterinario e l’assessorato dell’Agricoltura. A questo punto credo che, come succede da tempo nella maggior parte delle altre regioni d’Italia, il servizio veterinario deve diventare una branca dell’assessorato dell’Agricoltura, che ha la competenza sul comparto dell’allevamento e quindi è in grado di monitorare la situazione in tempo reale. Terminata l’emergenza porterò questa proposta all’attenzione della Giunta’.

Prospettive dell’allevamento del suino di razza sarda

Pubblicato su sardegnaagricoltura.it (vedi articolo originale)

Un’analisi condotta da Laore su un campione di cinque aziende, evidenzia come, l’allevamento di questa razza, se finalizzato all’ottenimento di produzioni di qualità con una specifica connotazione territoriale, può rappresentare una valida forma di integrazione al reddito, soprattutto nelle aree marginali.

Sardegna: per la Festa dell’Europa convegno su migliore utilizzo fondi

fonte: asca (vedi articolo originale)

”La Sardegna nell’Europa 2020. Verso un nuovo modello di governance: enti Locali e politiche di coesione”: e’ questo il tema del convegno indetto il prossimo 8 maggio dalla regione Sardegna per celebrare la Festa dell’Europa (che cade il giorno successivo).

Lo comunica la regione in una nota precisando che l’iniziativa rappresentera’ una prima occasione di confronto e condivisione delle innovazioni sperimentate e delle proposte di supporto in vista della nuova programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali.

Il convegno sara’ aperto dall’assessore degli Affari generali, personale e riforma della regione, Mario Floris, mentre le conclusioni della giornata saranno tratte dall’assessore dell’Agricoltura, Oscar Cherchi.

In particolare i lavori saranno incentrati sull’esperienza della regione Sardegna nell’ambito del POR FESR 2007-2013 con il progetto 360* FESR che si concludera’ a luglio 2013 e che ha coinvolto, insieme alle strutture regionali, molti enti locali attivi nell’attuazione di progetti finanziati.

Il progetto, che punta al rafforzamento delle competenze per migliorare il processo di gestione della spesa dei fondi strutturali, ha sviluppato, con la collaborazione dei partecipanti importanti strumenti e modelli per una gestione innovativa che potra’ essere impiegata gia’ nella nuova programmazione 2014-2020.

com-stt/res

I ricordi di uno degli ultimi vignaioli

fonte: la Nuova Sardegna (vedi articolo originale)

Se un po’ tutti i mestieri tradizionali possiedono un’anima che ne connota l’intima essenza ben al di là del loro “valore d’uso”, il mestiere del vignaiolo – su inzatteri – si colloca su un crinale ancora diverso, intriso di una mistica e di un rituale che sanno di esoterismo (le dottrine di carattere segreto i cui insegnamenti sono riservati agli iniziati). Sarà per il miracolo millenario della vinificazione, sarà per le passioni e le pulsioni che quel liquido gradevole al palato è in grado di muovere, sarà per la sua spiccata vocazione socializzante, fatto sta che il vino assurge ad “una vera e propria liturgia pagana, scandita com’è da una serie di tappe dal valore fortemente simbolico e impregnata di religiosità” (Andrea Cannas che parla del “Giorno del giudizio” di Salvatore Satta). Di quei significati è consapevole zio Pietrino Gaspa, 80 anni, uno degli ultimi vignaioli di Osilo. «Intorno al vino e alla vinificazione – ricorda – c’erano molte superstizioni e leggende, ma anche buone pratiche dettate dall’esperienza». Quell’esperienza che Pietrinoapplicava alla sua vigna di “Coros”, sulla strada per Tergu, 4500 ceppi per una resa di 25/30 ettolitri l’anno. «Producevamo un vino raro per Osilo – ricorda l’uomo – che poteva raggiungere i 14/15 gradi (mentre nel resto del territorio osilese si viaggiava intorno ai 10 gradi), e che non aveva niente da invidiare ai più blasonati vini della vicina Sorso».
Il segreto stava nella terra calcarea bianca della zona, posta a 142 metri sul livello del mare, e nella sua esposizione al sole per l’intera giornata e al riparo dai venti dominanti. Una vigna interamente impiantata da Pietrino Gaspa e dai fratelli, partendo dalla realizzazione del vivaio di vite americana, dalla messa a dimora delle barbatelle e dal loro innesto con i tralci di uve buone, a spacco inglese o “a isperru”. Dopo l’impianto, la vigna veniva seguita dal vignaiolo con l’amore che si porta ad un neonato. Per tre anni andavano eliminate le radichette degli innesti, mentre nelle diverse fasi bisognava contrastare le malattie che potevano attaccare la vite – la peronospora in particolare. E qua, Pietrino Gaspa ricorda con simpatia la “tecnologia” che si utilizzava quando non esistevano ancora le macchine per “meigare”. «Lo zolfo si dava su ciascun grappolo con una calza di nylon, scuotendola leggermente». La vendemmia avveniva dopo il 10 ottobre, “a piccole dosi”. «Si tagliava tanta uva quanta ce ne stava in su laccu perché la pigiatura si faceva con i piedi, e non si poteva esagerare con la quantità».
Al secondo giorno si poteva già passare alla torchiatura, e dopo un altro giorno – ma si parla di un vino già forte di suo – veniva travasato nelle botti per la fermentazione. «Stando attenti – precisa Pietrino Gaspa – che nella cantina non ci fosse niente (carbone, formaggio, odori forti), perché il vino assorbe tutti gli aromi. Il nostro vino – conclude il vignaiolo – non si poteva bere prima di gennaio-febbraio. Ma da allora in poi, non c’erano spuntini, “tusolzos” (tosature), “cumpridolza ‘e messare” (la fine della mietitura), che non venissero onorate da abbondanti bevute. La gente lavorava da matti – aggiunge l’uomo – ma, a differenza di oggi, era contenta. Succedeva che magari cantassero “a poesia” e bevessero fino alla mezzanotte, ma poi, alle cinque del mattino, erano di nuovo pronti per iniziare una nuova giornata di fatica». Grazie anche a quella che in fondo è una delle migliori qualità del vino: dolce compagno di vita e di socialità.

Mario Bonu

Sabato ad Arborea la Marcia della Terra

fonte: il Fatto (vedi articolo originale)

La Sardegna è una delle regioni più inquinate d’Italia.

Quando l’ho letto ho pensato ad un refuso o addirittura ad uno scherzo. Ma come, quella Sardegna che conosciamo attraverso le riviste di carta patinata, quella del mare cristallino, del Gennargentu, di Orosei…Sì, proprio quella. Oddio, magari non sono proprio quelli i siti contaminati, ma la realtà è comunque sconfortante.

Innanzitutto, la regione ha il triste primato di contenere al proprio interno l’area contaminata più vasta d’Italia: 445 mila ettari, centomila in più della Campania che occupa il secondo posto in graduatoria. Area rappresentata principalmente dal Sulcis-Iglesiente, un bacino che accoglie una centrale termoelettrica, aziende di produzione di alluminio, bitume e polistirolo, di trattamento di gas e gestione di rifiuti speciali, oltre alle famose miniere abbandonate (spesso all’onore delle cronache), e dal Guspinese, sede anch’esso di antiche miniere.

Poi c’è la zona industriale di Porto Torres, e poi ancora – come se non bastasse – ci sono i poligoni militari. La regione ospita da sola il 65 per cento delle servitù militari italiane.

E nelle zone più inquinate si registra anche un aumento di morti per malattie degenerative.

Comprensibile che i sardi, od almeno una buona parte di essi, non voglia più quello sviluppo che viene dal continente e che lascia dietro di se’ un cumulo di macerie, di aree da bonificare e di morti di cancro.

Ed ecco allora la Marcia della Terra, che si svolgerà sabato prossimo: “Il 20 aprile saremo ad Arborea, ognuno con un pugno di terra, della propria terra, da consegnare simbolicamente ad Eleonora per rivendicare il diritto di decidere non solo delle nostre risorse, ma della nostra vita e del nostro futuro. Ci saremo tutti, uniti come un solo popolo. Chiameremo a raccolta le sarde e i sardi che hanno a cuore questa battaglia, lo faremo perché è nostro dovere farlo, lo faremo perché questa terra è la nostra terra, perché difenderla nel presente vuol dire liberarla per il futuro.”

Ma cos’è Eleonora? Una bella donna? Eleonora è il nome dato dalla Saras di Moratti (patron dell’Inter) – “usurpando” dalla memoria storica sarda il nome di Eleonora d’Arborea – ad un progetto per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi appunto in comune di Arborea, in Provincia di Oristano. L’area del permesso di ricerca Eleonora è estesa su una superficie di circa 44.300 ettari. Nel comune di Arborea operano oltre 300 ditte nel settore agricolo, che rappresentano, in numero di addetti, il 74% del totale, a conferma del completo orientamento del territorio verso le produzioni agricole e zootecniche dell’area. Ottimo latte, ottimi prodotti agricoli. Insomma, proprio il luogo ideale per una ricerca di idrocarburi.

Ambiente: Sardegna compra verde, al via laboratori su acquisti sostenibili

fonte: Agricoltura Italiana online (vedi articolo originale)

È stato pubblicato on-line il catalogo dei 24 laboratori di approfondimento sugli acquisti sostenibili e il modulo per la pre-iscrizione. I laboratori sono rivolti ad amministratori e tecnici di tutti gli enti pubblici sardi, la scadenza è fissata per il prossimo il 23 aprile. I laboratori tecnici rappresentano il luogo in cui approfondire aspetti specialistici e analizzare i risvolti pratici degli acquisti sostenibili. L’obiettivo è quello di far acquisire ai partecipanti competenze pratiche e strumenti operativi (atti di indirizzo, capitolati tecnici, impegni formali, etc.) per attuare il Green Public Procurement, attraverso la simulazione in aula e l’accompagnamento on the job. Nei mesi scorsi la campagna Sardegna Compra Verde, promossa dall’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente attraverso il Servizio Sostenibilità Ambientale e Valutazione Impatti (SAVI), ha coinvolto oltre trecento amministratori e funzionari di enti locali e regionali in un percorso informativo e formativo sulle opportunità offerte dagli acquisti pubblici ecologici per la diffusione di nuovi modelli di produzione e consumo. Per raccogliere e diffondere i contenuti dei laboratori è stato predisposto un catalogo che oltre ad essere facilmente consultabile propone un percorso guidato per semplificare la scelta dei laboratori più vicini alle esigenze di ciascuno. Le pre-iscrizioni saranno aperte fino al giorno 23 aprile, a seguire verrà definito il calendario con le sedi e gli orari dei laboratori. Visitando il sito web www.regione.sardegna.it/sardegnacompraverde alla sezione attività è possibile consultare il catalogo ed effettuare la pre-iscrizione ai laboratori.

Sardegna: approvazione graduatoria quote latte

fonte: Sardegna Agricoltura (vedi articolo originale)

Argea ha approvato le graduatorie regionali di merito e l’elenco delle domande escluse relative alla riassegnazione ai produttori sardi, per la campagna 2013/2014, di un quantitativo di quote latte di 529.244 kg, derivanti dalla riserva nazionale.

Informazioni sulla procedura
Eventuali informazioni o chiarimenti potranno essere richiesti contattando l’Agenzia Argea – Area di coordinamento istruttorie e attività ispettive ai seguenti numeri: 079-2068480 (Dott.Raffaele Falzoi), 079- 2068486 (P.A. Vincenzo Auzzas), 079-2068487 (Dr.Mario Desole), 079-2068477 (Sig.ra Sotgiu Carmela).

Per il procedimento consultare la pagina nel sito della Regione Sardegna

L’associazione“Eterra” promuove l’agricoltura familiare

fonte: lanuovasardegna.it (vedi articolo originale)

L’idea l’hanno data recentemente le Nazioni Unite proclamando il 2014 “Anno internazionale dell’Agricoltura familiare” nell’ambito della mobilitazione popolare che va avanti da sei anni per la tutela dell’ecosistema. L’appello non poteva non attecchire in una consistente fascia di cittadini del Medio Campidano che hanno insita nella loro tradizione sociale ed economica la cultura e la coltura della terra. E non poteva non suonare come musica per il presidente della Provincia, Fulvio Tocco, che di agricoltura si nutre praticamente da quando è nato e ne ha fatto il cavallo di battaglia della sua attività amministrativa, prima da sindaco di Serrenti e poi da presidente di Provincia. E adesso si è reso ispiratore di una nuova avventura contadina. L’assist delle Nazioni Unite ha portato in questi giorni alla nascita di “Eterra”, associazione promossa nel Medio Campidano da un gruppo di lungimiranti imprenditori agricoli e professionisti del settore che hanno deciso di prestare parte del loro impegno per favorire la “educazione alla terra” anche da parte di coloro che con l’attività rurale non hanno mai avuto a che fare. La parola d’ordine che ha fatto scattare la molla della partecipazione è stata che “ecologia”, intesa nelle sue diverse sfaccettature, dalle più complesse a quelle più a portata di mano, soprattutto quando si vive nei piccoli paesi (ma anche nei centri più grossi) come quelli che costituiscono per gran parte la provincia mediocampidanese. Come ad esempio riprendere a coltivare un orticello nel cortile di casa per una produzione fai da te del minimo fabbisogno familiare. «L’ecologia e il ritorno alla terra – sostiene Fulvio Tocco –, costituiscono il futuro economico del nostro territorio e dell’intera Sardegna. Prepariamoci ad affrontarlo già da subito». Per questo l’associazione “Eterra” intende divulgare fin d’adesso con riunioni, assemblee e opuscoli d’indirizzo i dettagli dell’anno internazionale della terra proclamato dalle Nazioni Unite e promuovere di pari passo l’agricoltura familiare. Saranno coinvolte associazioni culturali di ogni paese “al fine di innervare nelle comunità locali il valore e l’insostituibile funzione della cultura della terra”. Il comitato promotore di “Aterra” è composto da dieci imprenditori agricoli, che saranno affiancati da un Comitato scientifico di tre professionisti.

di Luciano Onnis

Giornata dedicata all’olivicoltura

fonte: lanuovasardegna.it ( vedi  articolo )

Mercoledì 27 l’agenzia Laore Sardegna Sportello unico territoriale per l’area del Meilogu Thiesi, in collaborazione con l’amministrazione comunale, ha organizzato una giornata dedicata alla olivicoltura, con una lezione e prova dimostrativa di potatura. L’appuntamento con gli esperti è stabilito alle 9,30, nella sede comunale, da cui i convenuti potranno recarsi negli oliveti presenti nel territorio. (e.m.)

Tula: laboratorio per conoscere i segreti dell’apicoltura

TULA. Prosegue il corso di apicoltura di primo livello promosso dall’agenzia Laore in collaborazione con il Comune di Tula nell’ambito dei programmi di attività svolti a favore del comparto apistico. Il corso si tiene nei locali della ex Ludoteca di Tula e ha preso il via il 21 febraio. I partecipanti provengono in gran parte dal Comune di Tula oltre che dai Comuni limitrofi ricadenti nel territorio del Sut Monte Acuto, diversi dei quali sono già operatori apistici. Altre lezioni si sono tenute venerdì e ieri, e le prossime si svolgeranno il 21 marzo, con la seconda lezione sulle “Malattie dell’ape adulta”; il 26 marzo con “Materiale e attrezzature”; 28 marzo “Le malattie della covata”; 4 aprile “Conduzione dell’alveare”; 5 aprile prova pratica; 12 aprile “Sciamatura”; 18 aprile “I prodotti dell’alveare, legislazione”. I relatori sono Antonio Cossu di Laore Sassari, Marco Piu di Laore Sassari Romangia e Gavino Carta Laore di Alghero. Maggiori informazioni sul sito http://www.sardegnaagricoltura.it, dove è possibile conoscere le attività dell’Agenzia Laore, oppure direttamente alla Sportello Laore di Ozieri in piazza Duchessa Borgia 4 o ancora ai numeri 079788528 e 348 2363198. (b.m.)

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