Agricoltura in movimento nel segno della multifunzionalità

Pubblicato su Cronache Maceratesi (leggi articolo originale)

agrinidoSi è svolto nei giorni scorsi con successo a San Ginesio, all’auditorium Sant’Agostino, il workshop “Pedagogia rurale, fattorie didattiche, agrinido”, una giornata dedicata al confronto tra istituzioni, associazioni, educatori sul tema dell’educazione nella multifunzionalità in agricoltura. Molti e vari gli interventi della mattinata e del primo pomeriggio per offrire ai partecipanti una panoramica istituzionale, pedagogica ed esperienziale sia locale che nazionale e per comprendere le relazioni, le opportunità, le criticità ed i possibili sviluppi delle varie esperienze educative nate in agricoltura. Grande adesione al workshop organizzato all’interno del progetto “Agri@tour la Pac verso il 2020. L’agricoltura in movimento” volto a promuovere e stimolare un confronto sul futuro dell’agricoltura multifunzionale in Italia in vista della definizione dei prossimi programmi regionali per lo sviluppo rurale 2014-2020.

Il programma ha previsto vari interventi di approfondimento sul ruolo dei servizi educativi e sociali all’interno dell’azienda agricola multifunzionale e sulle prospettive della nuova programmazione comunitaria. Focus culturale è la riflessione sull’educazione ambientale declinata nei contesti rurali: presupposti, approcci, pratiche ed innovazioni. Al termine i partecipanti si sono spostati in contrada Vallato per la presentazione dell’azienda agricola multifunzionale “La Quercia della Memoria” (Bio-fattoria didattica e sociale, agrinido della natura e Cea Credia Wwf) e per una visita narrativa nel borgo curata da Stefano Fabbroni (Le voci de lu Valluto: un progetto di restituzione narrativa in chiave teatrale basata su storie e racconti di comunità).

Con la razza bovina marchigiana, Macerata è leader nella zootecnia

fonte: quiMacerata.it (vedi articolo originale)

Contraddistingue da sempre la provincia di Macerata, ne rappresenta la storia e le origini contadine, ne descrive e sintetizza le eccellenze agroalimentari. Grazie alla razza bovina Marchigiana, la provincia di Macerata ha ottenuto, nel settore zootecnico, un ruolo di leader a livello nazionale e mondiale. Da 29 anni la Rassegna Agricola del Centro Italia, al centro Fiere di Villa Potenza, esalta l’unicità dei suoi bovini con la Mostra nazionale organizzata dalla Provincia insieme all’Anabic e all’Associazione regionale Allevatori delle Marche, diretta da Dino Mosca, che gestisce, all’Istituto di Agraria di Macerata, il famoso Centro Tori per la fecondazione artificiale, riferimento per il miglioramento genetico.

Nella Raci 2013 del 10, 11 e 12 maggio, sono 29 gli allevatori iscritti, provenienti dalle 5 province marchigiane, da Perugia e da Benevento, per un totale di 260 capi in concorso. Ma la zootecnia non sarà soltanto materia per gli addetti ai lavori: anche i consumatori potranno “scoprirla”, conoscendo da vicino gli animali e confrontandosi direttamente con gli allevatori per accrescere la consapevolezza in fatto di consumi.

Non tutti sanno, ad esempio, che la razza Marchigiana si fregia del marchio “Igp” ed ha la caratteristica di essere particolarmente magra, più compatibile quindi con le nuove abitudini alimentari rispetto ad altre razze non autoctone. Apprezzata ovunque per le ottime performance produttive di carne, è utilizzata anche negli incroci industriali: in Brasile si contano 1 milione e 200 mila capi provenienti da incroci e 17 mila vacche di razza pura. Ma la Marchigiana, è diffusa anche nel Nord America, in Inghilterra e in Olanda.

Nella provincia di Macerata oggi sono poco meno di 10 mila i capi censiti e 333 gli allevamenti; segue Pesaro con 6.591 capi e 204 allevamenti; ad Ancona i capi sono 4.342 e gli allevamenti 159; ad Ascoli-Fermo 3.801 i capi e 204 gli allevamenti.
Le stalle di medie e grandi dimensioni, nel Maceratese, si contano sulle dita di una mano: oltre a “Morica” di Pollenza, l’allevamento più grande delle Marche con oltre 400 capi, i più consistenti sono quelli di Alderico Mei a Montecosaro, con circa 300 capi, e dei Fratelli Mei di Morrovalle con 260. Sono aumentati, negli ultimi anni in provincia, i bovini allevati all’aperto o allo stato brado: è una razza la Marchigiana che si adatta bene anche al pascolo, capace di valorizzare le aree montane con un prodotto ad alto valore aggiunto come la carne. L’allevamento all’aperto con oltre 200 capi è dell’azienda Conforti di Crispiero di Castelraimondo.

Si sta inoltre consolidando, nel Maceratese, il sistema commerciale di macelleria a “km zero”: punti aperti dagli stessi allevatori per la vendita al minuto delle carni di propria produzione, molto richiesti dai consumatori. Non manca, infine, il ricambio generazionale, con numerosi giovani, anche donne, che si avvicinano alla zootecnica.

Un frutteto biologico all’Istituto tecnico agrario di Macerata

Pubblicato su Il Resto del Carlino (vedi articolo originale)

Macerata, 10 aprile 2013 – Due piccoli nuovi peschi piantumati come simbolo della tutela dell’ambiente, per la promozione di uno sviluppo realmente sostenibile. Questa mattina, all’Istituto tecnico Agrario “G. Garibaldi” di Macerata, la Provincia ha consegnato i certificati per l’adozione a distanza di 50 alberi da frutto, ricevuti a Bruxelles nell’ambito del progetto “Protect. An integrated model to protect MEDiterranean forests from fire”, che hanno consentito la realizzazione di un frutteto interamente biologico.

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