Solidale, partecipato e concreto l’incontro fra agricoltori, braccianti e associazioni a Casa Sankara

Per la terra, la vita, contro gli accordi di libero scambio e l’impunità
Il 23 aprile 2018 la settimana di lotta contadina ha fatto tappa a Casa Sankara a San Severo.
Con una partecipata assemblea per i diritti di agricoltori, braccianti e cittadini, gli agricoltori di Altragricoltura e Liberiagricoltori, i braccianti di Casa Sankara, l’Associazione NOCAP e le altre presenti avviano il confronto e il lavoro per l’unità.

com. stampa, 24 aprile 2018

Tre erano i soggetti colpiti dalla crisi del modello agralimentare cui Altragricoltura e LiberiAgricoltori hanno voluto dedicare la settimana di impegno con cui hanno rilanciato l’appello internazionale di Via Campesina a mobilitarsi “Per la terra e la Vita, contro i trattati di libero scambio e la repressione nelle campagne”: gli agricoltori che in Italia arrivano fino al suicidio mentre vedono le loro famiglie impoverirsi per il crollo dei prezzi al campo, i braccianti che vivono il lavoro nei campi in condizioni crescenti di sfruttamento e di perdita di diritti, i cittadini che vedono leso il diritto fondamentale al cibo sia per l’insicurezza alimentare che per l’aumento dei prezzi del cibo sicuro e di qualità.

La settimana si era aperta il 17 aprile ad Acate nel mezzo di una crisi terribile per le aziende siciliane che vedono remunerata la stagione agraria con prezzi al campo capaci di coprire appena il 50% dei costi produttivi. Una crisi che la settimana prima aveva portato Giovanni Viola, giovane agricoltore di Vittoria di trentun anni, al suicidio.

La giornata del 23 aprile a Casa Sankara (San Severo – FG) è partita da quel suicidio per un confronto con i numerosi braccianti intervenuti in assemblea ed autorganizzati nell’Associazione Ghetto Out Casa Sankara e nella Cooperativa Africa Di Vittorio, gli agricoltori di Altragricoltura e LiberiAgricoltori e i rappresentanti delle numerose associazioni e organizzazioni sindacali interventute.

“Bisogna trovare i modi e gli obiettivi di un’alleanza che fa i conti con i nemici comuni e i nemici comuni sono in quanti gestiscono e promuovono il modello della crisi per garantirsi sul lavoro e sul furto di valore aggiunto prodotto dalle aziende l’accumulazione di grandi vantaggi fino a ieri insperati. Bisogna evitare che sul lavoro (quello dei braccianti e degli agricoltori) si scarichino le distorsioni di un modello italiano dove lavorare la terra è sempre più marginale mentre i guadagni si fanno con la speculazione finanziaria e commerciale sul cibo” hanno sottolineato tutti gli intervenuti in un confronto che ha messo in campo esperienze diverse a partire dalle introduzioni di Ivan Sagnet (Cavaliere della Repubblica al Merito, pres. Ass. NOCAP), di Angelo Candita (Presidente Regionale LiberiAgricoltori) e di Papa Latyr Faye (Pres. Ass. Ghetto Out Casa Sankara).

Ricco il dibattito che, dopo i saluti istituzionali per la Regione Puglia, ha visto intervenire Assunta la Donna (operatore legale specializzata in protezione internazionale); Mbaye Ndiaye (presid. cooperativa Africa di Vittorio); Lidia Corticelli ( vicepresid. associazione Sunu Terra), Cesare Sangalli (Gruppo 134 – Amnesty International Foggia); Mario Vaccarella (agronomo); Emma Barbaro (giornalista d’inchiesta Terre di frontiera); e il segretario provinciale della CGIL.

Gianni Fabbris ha sottolineato il valore dell’esperienza di autogestione della Comunità di Casa Sankara Ghetto out, dichiarandosi impegnato direttamente anche a nome della Confederazione LiberiAgricoltori e di Altragricoltura a costruire progetti, iniziative, proposte e lotte comuni ricordando che il luogo giusto per avviare il confronto sarà il 23 maggio 2018 a Roma nell’incontro alla Città dell’Altra Economia che Altragricoltira e LiberiAgricoltori hanno promosso per dare vita alla “Costituente per la Sovranità Alimentare e la Riforma dell’Agroalimentare” con l’obiettivo di mettere in campo una forte iniziativa unitaria per contrastare la crisi nelle aree rurali e garantire al Paese che il lavoro agricolo e la produzione del cibo tornino ad essere occasione di sviluppo e benessere.

“Diverse le esperienze che si sono confrontate e i percorsi ma forte è stata la risposta ad essere uniti contro la crisi che costringe all’impoverimento le famiglie degli agricoltori, i braccianti e indebolisce il diritto al cibo per tutti. Sono nate, così, proposte di collaborazioni e iniziative comuni che nelle prossime settimane non mancheranno di produrre effetti fra chi lavora la terra e chi ha le aziende agricole ma soprattutto dobbiamo guadare alla responsabilità dei consumatori che devono imparare il valore delle scelte etiche sul cibo. E’ un impegno su cui dobbiamo lavorare insieme per offrire ai cittadini le alternative alla speculazione commerciale e per produrre iniziative comuni e unitarie” ha sottolineato Yvan Sagnet nel suo intervento introduttivo, rivolgendosi direttamente ai tanti braccianti migranti presenti.

Grande il gesto di unità concreta prodotto alla fine della giornata. Insieme, Gianni Fabbris a nome di Altragricoltura e Liberi Agricoltori e Papa Latyr Faye Presidente dell’Associazione Ghetto Out Casa Sankara, hanno annunciato l’avvio di una campagna di solidarietà attiva nei confronti del bambino di due anni rimasto orfano per la morte di Giovanni Viola.

Nei prossimi giorni verranno annunciate le modalità operative di una raccolta fondi per sostenere il diritto al futuro del banbino figlio di Giovanni Viola ad opera dei Braccianti di Casa Sankara, di Altragricoltura, di Liberi Agricoltori e di quanti si sono uniti alle iniziative di questa settimana di mobilitazione in occasione della giornata mondiale di lotta contadina (AIAB Sicilia, Tavolo Verde Sicilia, Movimento Riscatto, Rete dei Municipi Rurali, Associazione NON CAP, Associazione CFonsumatori Utenti, Terre di Frontiera, Cooperativa Africa Di Vittorio)

Nella terra in cui i braccianti migranti e di colore devono spesso fare i conti con la difficoltà dell’integrazione, con la precarietà di una condizione che li costringe ad una vita di emarginazione, la giornata di ieri ha segnato, cosi, una forte unità e solidarietà fra agricoltori e braccianti nel richiedere dignità per chi lavora la terra e produce il cibo. A Sottolineare il valore di questo gesto le parole finali di Mbaye Ndiaye (presidente cooperativa Africa Di Vittorio): “Questo bambino ha perso un padre ma ne troverà tanti e noi qui siamo orgogliosi di essere tutti suoi padri”.

La setttimana di lotta contadina promossa da Altragricoltura e LiberiAgricoltori si conclude oggi 24 febbraio con il Forum sul diritto al cibo condotto on line su Radio Perlaterra.

I documenti relativi alla mobilitazione per la giornata mondiale di Lotta Contadina con la settimana di mobilitazione sono alla pagina http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile.

– Su Radio Perlaterra le interviste da San Severo su www.radio.perlaterra.net

– La locandina e l’invito per l’iniziativa di San Severo: http://www.altragricoltura.net/index.php/iniziative/agenda/dettaglievento/10/-/per-i-diritti-di-agricoltori-braccianti-e-cittadini#su

– Il testo dell’appello di Via Campesina in Italiano, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/appello-vc-2018-italiano

– il testo del documento di Altragricoltura e LiberiAgricoltori, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/17-aprile-2018-adesione-di-altragricoltura-e-liberiagricoltori

Il 17 aprile è la giornata mondiale di Lotta contadina

 

 

Per la terra, la vita, contro gli accordi di libero scambio e l’impunità
La giornata mondiale di lotta contadina è ad Acate, in Sicilia
Acate, Castello dei Principi Biscari, ore 18,30 – martedi 17 aprile 2018

com. stampa – Catania, 17 aprile 2018. Il 17 aprile di tutti gli anni è il giorno centrale di diverse giornate di mobilitazione che impegnano agricoltori e movimenti sociali di tutto il mondo in occasione della Strage di Eldorado do Carajas avvenuta in Brasile nel 1996 quando le forze di polizia massacrarono 19 contadini per reprimere una manifestazione che chiedeva la Riforma Agraria e il diritto alla Terra. Una lotta per la Riforma Agraria repressa nel sangue che è diventata, cosi, il simbolo mondiale dell’impegno dei contadini e dei loro alleati per la democrazia, il diritto alla terra, al cibo e al reddito, la Riforma.
Ogni anno, Via Campesina (la grande rete internazionale di agricoltori che si battono per la Sovranità Alimentare presente in tutti i continenti) propone dei temi alle giornate di mobilitazione; quest’anno, l’appello chiama a impegnarsi “Per la terra e la vita, contro gli ALS (Accordi di Libero Scambio) e l’impunità della repressione nelle campagne”.
Altragricoltura, che si impegna dal 2001 nel condurre e diffondere iniziative tutti gli anni, quest’anno insieme a LiberiAgricoltori rilancia i temi della giornata considerandoli centrali per il futuro e il destino dell’agricoltura italiana sotto un pesantissimo attacco speculativo.
Oggi più che mai c’è bisogno, proprio in Italia, di una nuova stagione di Riforme Agrarie che restituiscano al Paese ed ai suoi cittadini la funzione strategica e centrale che l’agricoltura potrebbe avere se non fosse precipitata in una crisi drammatica mentre viene avanti la insoppportabile e strumentale demagogia del “Made in Italy”.
La verità è che, nel lungo processo di omologazione dell’agricoltura italiana alle scelte della globalizzazione neoliberale, l’Italia è stata trasformata da luogo millenario e straordinario di produzione del cibo a grande piattaforma commerciale speculativa in cui il lavoro della terra è sempre più marginale e ininfluente.
Con buona pace dell’immagine di un Made in Italy agroalimentare che trainerebbe la locomotiva italia, la verità è quella di campagne che si svuotano, di crollo dei prezzi al campo, di diritti degli agricoltori e dei braccianti che si fiaccano, di cittadini sempre più indeboliti nel loro diritto ad un cibo sano, nutriente ed a prezzi giusti.
É in questo quadro che l’agricoltura siciliana oggi sta crollando come precipita quella di tutte le aree dell’ortofrutta meridionale che oggi pagano il prezzo delle scelte di Politica Agricola fatte in Europa con il beneplacido delle classi dirigenti nazionali che si sono succedute in questi ultimi tre decenni.
Per questo Altragricoltura e LIberiAgricoltori iniziano questa settimana di mobilitazione da Acate in Sicilia e, per questo, rilanciano l’appello internazionale con un loro documento icon cui dedicano la settimana di mobilitazione a quanti in questi anni non ce l’anno fatta e sono morti nelle campagne italiane.
“Siamo in Sicilia a pochi giorni dalla morte drammatica di Giovanni Viola, giovane agricoltore di Vittoria, per gridare agli italiani ed al mondo la verità di campagne in cui gli agricoltori si suicidano come gesto estremo, i braccianti muoiono per le condizioni di sfruttamento illegale, gli incidenti sul lavoro si moltiplicano per le condizioni in cui si produce” dice Gianni Fabbris coordinatore nazionale di Altragricoltura che interviene oggi ad Acate insieme a Giovanni Aiuto presidente regionale di LIberiAgricoltori Sicilia, a Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, a Franco Raffo sindaco di Acate per la Rete dei Municipi Rurali.
L’incontro di Acate è, anche, l’occasione per fare il punto sulle condizioni del movimento degli agricoltori e sulle vertenze in corso per difendere il diritto al lavoro ed al reddito. Sempre Fabbris: “Ci serve un salto di qualità organizzativa sugli obiettivi e le modalità di come difendiamo la nostra agricoltura. In questi giorni presso la Regione Sicilia si è istituito (ancora una volta) un tavolo di crisi. Bene! Facciamo però in modo che non sia una passarella e la solita richiesta di attenzione che si spegne appena le cronache smettono di occuparsi delle emergenze. Serve un cambio di rotta profondo e un progetto nuovo per la nostra agricoltura meridionale. Progetto nuovo che ha bisogno di protagonisti nuovi perché non è possibile continuare ad affidare la delega a risolvere i problemi a quanti fin qui si sono resi complici della crisi avendo condiviso e sostenuto tutte le scelte che la hanno determinata. Gli agricoltori e i cittadini devono riprendersi il governo e il controllo del sindacato agricolo che dovrebbe essere il vero strumento con cui battersi per portare a casa i risultati. Si esce dalla crisi anche con la capacità e la responsabuilità di non continuare a delegare a burocrazie ottuse e compromesse nella gestione degli Enti e degli incentivi comunitari invece che assolvere alla loro autonoma funzione sindacale di rappresentanza”.
Con queste parole verrà illustrata oggi ad Acate l’apertura del percorso che porterà il 23 maggio 2018 a Roma alla Città dell’Altra Economia a celebrare l’incontro per dare vita alla Costituente dell’Alleanza per la Riforma dell’Agroalimentare italiano che pone alla sua base 4 questioni su cui incalzerà la politica regionale e nazionale nei prossimi mesi: regole sulla commercializzazione, trasparenza ed equità nell’uso degli incentivi pubblici, revisione delle scelte di Politica Agricola Mediterranea in EU, riforma delle regole sul sindacato agricolo in modo da rompere il malcostume dell’intreccio con la gestione dei soldi pubblici e la rappresentanza.

– I documenti relativi alla mobilitazione per la giornata mondiale di Lotta Contadina che si avviano oggi ad Acate sono alla pagina http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile.
– Dalle ore 18 di oggi 17 aprile, diretta radio con le interveste da Acate su www.radio.perlaterra.net
– L’invito per l’iniziativa di Acate: http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile
– La raccolta di adesioni alla pagina: http://altragricoltura.net/petizioni/un-17-aprile-per-la-terra-e-la-vita-contro-gli-accordi-di-libero-scambio-e-limpunita/

Nelle stesse pagine l’agenda delle iniziative che proseguiranno per tutta una settimana in diverse zone d’Italia

info: Gianni Fabbris 3466483882

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