Da Roma contro la crisi rurale: Una nuova alleanza per la terra. Ora!

Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo a Roma. 29.1.14
Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo a Roma. 29.1.14

Altragricoltura. Com. stampa

La giornata del 29 gennaio, che, per iniziativa delle Associazioni nazionali Antiusura e su proposta di Altragricoltura, ha visto partecipare a Roma tante delegazioni  all’udienza presso il Vaticano contro l’Usura, è stata anche una importante occasione e momento per fare il punto sulla grave situazione della crisi delle campagne. Tante rappresentanze di Associazioni autonome nazionali si sono riunite presso la Sala della Bandiere della sede del Parlamento Europeo, dibattendo sui contenuti e le proposte introdotte da Gianni Fabbris, Tano Malannino e Lino Martone. Sono intervenuti, portando il loro contributo di sostegno e di conoscenza, la parlamentare Europea Sonia Alfano, il sen. Giuseppe Lumia.  il sindaco di Nisceni Francesco Larosa, la vicesindaco di Vittoria Concetta Fiore.

L’assemblea, nel confermare un giudizio fortemente critico su come tanti movimenti associativi delle campagne si sono divisi dando vita ad autonome iniziative che alla fine, si sono sostanziate solo come azioni di attenzione della pubblica opinione, senza raggiungere alcun risultato di cambiamento e di riforma, ha giudicato definitivamente conclusa e chiusa questa fase degli ultimi quattro anni e chiama a dare vita ad una fase nuova che riconquisti spazi e prospettive a quanti sono tuttora colpiti dalla crisi nelle aree rurali o esclusi dall’accesso ad un cibo sano e sicuro.

L’Assemblea si è conclusa lanciando la proposta all’unanimità di dar vita a un nuovo corso nelle campagne, formalizzandola come UNA NUOVA ALLEANZA PER LA TERRA con a base la prospettiva della Sovranità Alimentare. Un’alleanza rivolta a tutte le associazioni agricole autonome, alle associazioni ambientali che si battono contro l’inquinamento, alle associazioni dei consumatori. Un’alleanza che va costruita sui territori delle aree fortemente urbanizzate, dove si esprimono nuove consapevolezze per il fallimento del ciclo  del precedente sviluppo e dove oggi, se non si recupera al cibo genuino e alla produzione agricola sana la terra che ci è rimasta, è in discussione la prospettiva stessa  di vita degli esseri umani. Un alleanza necessaria per obiettivi di cambiamento economico e politico che non possono essere raggiunti dai soli addetti all’agricoltura, ridotti fortemente di numero, nonostante le dichiarazioni di rappresentanza di comodo fatte dalle OO.agricole tradizionali.

Vaticano - Udienza delle Fondazioni Antiusura. 29.1.14
Vaticano – Udienza delle Fondazioni Antiusura. 29.1.14

Un Alleanza che deve farci raggiungere, in tempi brevissimi, una nuova forma di Organizzazione Sindacale-Professionale Unitaria, anche in forma Federata, che superi l’attuale rappresentanza subalterna al potere economico e politico, chiuda per sempre con un sistema storico consunto ed egemonizzato dalla Coldiretti, verso cui non vi è alcuna funzione alternativa di CIA, Confagricoltura e Copagri. Una nuova Organizzazione di rappresentanza autonoma dai partiti e rispettosa delle tante identità nazionali, che apra a un nuovo rapporto di reciprocità professionale con piccolo commercio e artigianato.

Altragricoltura ha ricevuto il mandato di procedere in tale direzione senza attendere lunghi dibattiti di analisi e confronto ma a partire, nell’immediato, da un incontro urgente per migliorare e definire una piattaforma rivendicativa comune, dando vita a immediate iniziative di lotta e di sostegno alle tante vertenze territoriali,sul territorio nazionale che, senza superflui ulteriori commenti, sono indicative del grave precipizio cui si sta spingendo l’agricoltura italiana.

In proposito, Altragricoltura, chiederà un immediato incontro con il Governo, aperto ai rappresentanti di Associazioni già disponibili, per fare il punto sulla situazione e capire con chiarezza quali sono gli obiettivi di politica agricola governativa, a partire dalle emergenze, anche a proposito della fase critica aperta con le dimissioni della ministro De Girolamo

Invito: sulle tracce dei nuovi usurai. Quando denunciare non ti salva.

Aliani

VERSO LA MOBILITAZIONE CONTRO LA CRISI RURALE A ROMASULLE TRACCE DI NUOVI E VECCHI USURAI
“SE DENUNCIARE L’USURAIO NON TI PROTEGGE”

24 Gennaio 2014 – CONFERENZA STAMPA
Matera, P.zza V. Veneto davanti alla Prefettura – ore 9
Bari, V. Nazariantz davanti alla Procura della Repubblica – 
ore 11 

Proseguono le iniziative promosse da Altragricoltura per denunciare la crisi drammatica nelle aree rurali. Iniziative che conosceranno un passaggio importante il giorno 29 Gennaio a Roma quando delegazioni di agricoltori che arriveranno da diverse regioni italiane parteciperanno all’Udienza Pontificia a Roma insieme alle Fondazioni Antiusura per portare la sofferenza delle famiglie rurali e si troveranno nel pomeriggio per  un’assemblea nazionale di mobilitazione nella sede romana del Parlamento Europeo.
“Diverse le responsabilità e i pesi che gravano sulla condizione di vita nelle campagne che, in vaste aree del nostro Paese, vivono una vera condizione da economia di guerra. Per queste due settimane di mobilitazione straordinaria ne abbiamo indicate 5: il peso degli sciacalli che cercano di comprare all’asta o di approfittare della crisi per portare a casa per quattro soldi i beni delle aziende, quello degli usurai vecchi e nuovi, quello di speculatori commerciali che lucrano sui prezzi estorcendo il valore aggiunto prodotto dal lavoro, quello della lunga rete di burocrazia e di apparati inutili che dovrebbero servire servizi (come i Consorzi di Bonifica), quello della politica che continua a non vedere la crisi e ad adottare provvedimenti che la aggravano” sostiene Gianni Fabbris, coordinatore di Altragricoltura.
Attorno a questi punti si stanno sviluppando le iniziative di Altragricoltura per denunciare la crisi ed avanzare le proposte per uscirne.
Dopo che nella giornata di oggi (23 Gennaio) nell’azienda agricola occupata di Leonardo Conte a Policoro Altragricoltura ha posto il tema dello sciacallaggio e delle iniziative per arginarlo, il 24 Gennaio è la volta dell’usura con una iniziativa che si svilupperà fra Matera e Bari.
Primo appuntamento alle ore 9 davanti alla Prefettura di Matera in P.zza Vittorio Veneto per raccontare il caso dell’azienda agricola di Serafino Aliani, imprenditore agricolo in Provincia di Matera (circa 450 Ettari di proprietà) che ha denunciato il suo usuraio. “Iniziamo dalla Prefettura di Matera perchè il Prefetto ha avuto modo più volte di esortare gli agricoltori a denunciare l’usura. Servono, però, garanzie di certezza e di condizioni in cui la denuncia trovi riscontri certi, In questo caso  la denuncia di Aliani è stata girata per competenza a Bari (l’usuraio ha sede in Puglia) ma una volta arrivata a Bari si è “arenata”. “Racconteremo la sua vicenda” continua Gianni Fabbris “illustrando tre circostanze che rendono chiaro il salto di qualità compiuto dagli usurai e il contesto in cui agiscono con buona probabilità di passarla franca e continuare nel loro sporco lavoro”.
Terminata questa prima parte della mattinata davanti alla Prefettura di Matera, l’iniziativa si sposterà a Bari dove, insieme all’Avvocato diell’agricoltore, cercheremo di sapere dalla Procura della Repubblica a che punto stiano le cose e perchè, visto che ben due perizie (sia quella di parte sia quella disposta dal giudice) abbiano accertato l’usura non si provvede a impedire che l’usuraio metta all’asta la casa di Serafino Aliani (come in realtà sta facendo pretendendo di incassare titoli frutto della sua attività illecita)”.
Alle 11, dunque, è convocata una seconda parte della Conferenza stampa a Bari di fronte all’ingresso della Procura della Repubblica in Via Nazariantz.
Seguiremo le tracce, dunque, di un moderno e sofisticato usuraio, conosciuto dall’agricoltore in una stanza della sua banca, che opera sotto il nome di una tecnologica finanziaria e che continua a taglieggiare molti agricoltori fra la Puglia e la Basilicata, come attestano le denunce di altri imprenditori agricoli che si sono aggiunte a quella del primo agricoltore.
La conferenza stampa sarà, anche, l’occasione per parlare di casi di usura “classica” nelle campagne e di come, purtroppo, questa forma di strozzo sia in espansione.
La stampa è invitata. Per organizzarsi e/o spostarsi in auto da Matera a Bari info e contatti 3466483882

Invito il 23 gennaio a Policoro: contro gli sciacalli nel Metapontino

conte
In preparazione della giornata di mobilitazione a Roma contro la crisi rurale

 

GLI SCIACALLI AL LAVORO NELLE CAMPAGNE LUCANE HANNO TROPPE MANI LIBERE, 
PROPRIO COME ACCADE DURANTE UN’ECONOMIA DI GUERRA CON LA BORSA NERA: FERMIAMOLI!

CONFERENZA STAMPA NELL’AZIENDA DI POLICORO GIA’ COMPRATA ALL’ASTA 
NON LI FAREMO ENTRARE: PRESENTIAMO LA NOSTRA PROPOSTA PER RESTITUIRE LA TERRA A CHI LA HA FIN QUI LAVORATA

23 Gennaio 2014 ore 11 – Policoro C.da Madonnelle – Azienda Agricola e allevatrice di Leonardo Conte

Continuano i lavori di preparazione della giornata di mobilitazione promossa da Altragricoltura a Roma per il 29 Gennaio 2013 articolata nella mattina con la partecipazione degli agricoltori all’udienza Pontificia in P.zza San Pietro con le Fondazioni Antiusura  e nell’assemblea di mobilitazione del pomeriggio nella sede romana degli Uffici del Parlamento Europeo.
A partire da domani 23 Gennaio il territorio Lucano e Pugliese sarà interessato da una serie di iniziative sul tema della crisi. Si inizia domattina 23 Gennaio 2013 con un incontro alle ore 11 nella azienda di Leonardo Conte (al confine fra Tursi e Policoro) già luogo di una precedente manifestazione l’anno scorso.
Un anno fa un gruppo di agricoltori lucani, invitati e organizzati da Altragricoltura aveva occupato l’azienda di Leonardo Conte e Angela Ergastolo per impedire che chi aveva comprato all’asta per un tozzo di pane i beni della loro famiglia potesse prenderne possesso.
Era, infatti, accaduto che agli inizi di Gennaio 2013, nel chiuso di uno studio di commercialista di Matera, qualcuno aveva comprato all’asta per circa 80.000 Euro i beni di un’azienda che vale oltre mezzo milione di Euro approfittando della condizione di crisi in cui versava la famiglia degli agricoltori proprietari.
“Abbiamo denunciato questo ennesimo atto di vero sciacallaggio” aveva denunciato Gianni Fabbris nell’assemblea pubblica nella Sala Consigliare del Comune di Policoro aggiungendo, alla presenza delle autorità presenti,  “invitiamo chi ha comprato a recedere, a contattarci per trovare un accordo sulla base del principio per cui potrà recuperare le spese sostenute ma non potrà mai entrare nel possesso della terra. Almeno fino a quando Altragricoltura e gli agricoltori del territorio non difenderanno le ragioni di chi la ha legittimamente lavorata fin qui.”.
Nessuno, ad un anno di distanza, ha preso contatto e si è fatto vivo per cercare una soluzione ma, anzi, in questi giorni sono arrivati a Leonardo Conte intimazioni di rilascio della proprietà.
“A Gennaio dell’anno scorso abbiamo occupato la terra, dando vita ad un’associazione che ne conduce i terreni e che, nel frattempo, ha elaborato un progetto di riuso e rilancio” ricorda oggi Fabbris che dell’associazione (Rinascita Lucana) è Presidente “e non abbiamo alcuna intenzione di permettere che Leonardo Conte e la sua famiglia escano da quelle terre, anzi siamo sempre più determinati a sottrarre questo pezzo di territorio dalla facile speculazione di sciacalli che hanno l’unico interesse di lucrare sulla crisi e la vita delle persone per restituirla ad un uso sociale di interesse collettivo”.
Domattina 23 Gennaio 2013 alle ore 11, Altragricoltura e il Soccorso Contadino invitano la stampa nell’azienda di Leonardo Conte per denunciare i nuovi tentativi di prendere possesso della terra da parte degli sciacalli, chiedere l’intervento di mediazione dei Sindaci e illustrare il progetto e le proposte di risoluzione della vertenza.
L’incontro sarà, anche, l’occasione ulteriore sia per fare il punto sulla gravissima situazione delle famiglie rurali esposte sempre di più ai rischi usura e sciacallaggio sia per illustrare le iniziative in preparazione della giornata romana contro la crisi agricola del 23 Gennaio 2013.
Prossimi incontri sul territorio:
– Venerdi 24 Gennaio: ore 9 Matera (davanti alla Prefettura) e ore 11 Bari (davanti alla Procura della Repubblica) incontro sulle tracce dei nuovi usurai
– Lunedi 27 Gennaio: ore 18 Sala Consigliare di Policoro incontro con l’Assessore all’Agricoltura di Basilicata Michele Ottati su “Cosa ci aspettiamo dalla Regione Basilicata”La stampa è invitata

 

Invito ai soggetti impegnati contro la crisi rurale e per il diritto al cibo

udienza_papa_2colori (copia)Invito alle organizzazioni, movimenti, uomini e donne
impegnati contro la crisi nelle aree rurali e per il diritto al cibo

Molte iniziative si stanno realizzando in questi anni per sconfiggere, invertire, superare la crisi in cui è precipitata l’agricoltura italiana. Iniziative diverse, di confronto, di lotta, di denuncia, di pratiche tese ad affermare e riconquistare il diritto a produrre. Tutte hanno avuto gli stessi avversari: le scelte sociali e politiche che hanno portato alla crisi e le organizzazioni professionali storiche che, completamente delegittimate nella loro funzione di rappresentanza, continuano a mantenere lo status quo ad unico vantaggio della loro gestione delle quote di potere e degli interessi finanziari che ancora conservano.

IoSbarco…nell’intricato mondo dei Gas

logo evento
logo evento

Si è da poco concluso il XIII incontro nazionale sull’economia solidale promosso da Ressud, reti di economie solidali del Sud, e Rete Nazionale dei Gas, dal titolo “IoSbarco…nuove imprese per Gas e Des“.

Da venerdì 28 a domenica 30 giugno, infatti, il centro storico di Monopoli è stato il luogo di approdo di un grande laboratorio vivente caratterizzato da gruppi di acquisto solidali (Gas), distretti e reti di economia solidale (Des e Res) e da imprese di produttori provenienti da tutta Italia.

In marcia verso Terra Futura. Altragricoltura torna dopo dieci anni.

Servizio In ToscanaDa alcuni giorni è terminata la decima edizione di Terra Futura che si è svolta a Firenze tra il 17 e il 19 maggio del 2013.Una mostra convegno internazionale per unire teoria e pratica.

Da una parte una riflessione sulle grandi sfide che dobbiamo affrontare dall’altra le buone pratiche di chi sperimenta soluzioni concrete.

Altragricoltura, dopo averla lanciata 10 anni fa, ci ritorna con una grande speranza: quella di condividere e socializzare il dramma che si vive nelle campagne che sta dentro una crisi più ampia che è non solo finanziaria ma anche economica, sociale, ambientale, di democrazia, provando a concretizzare percorsi, definire strategie e riflettendo a più livelli, favorendo il dialogo tra diversi attori che compongono la società civile.

‘Nuovi strumenti finanziari che aiutino l’agricoltura’. La richiesta di Altragricoltura.

da sx. Piras, Semerari, Fabbris, Malannino, Gabrielli, Marocci e Samela
da sx. Piras, Semerari, Fabbris, Malannino, Gabrielli, Marocci e Samela

Il primo giorno di seminario tenutosi a Terra Futura il 17 maggio 2013, nel padiglione di Fortezza da Basso, destinato alle buone pratiche, è stato dedicato al “Credito, Risparmio e Accesso alla Terra”.

Si è cercato di  far confluire esperienze diverse intorno ad un tema ormai fortemente sentito come quello dell’accesso al credito e alla terra per capire se a dieci anni di distanza sia possibile tracciare le buone pratiche che, per quanto diverse, si sono sviluppate nei territori a seconda dei soggetti, cercando di superare qualche limite di auto referenzialità.

Si è sentita l’esigenza infatti, di costituire un progetto nuovo che ponesse al centro del ragionamento la possibilità di trasformare un settore fortemente in crisi come quello agricolo attraverso l’individuazione di strumenti finanziari nuovi.

Premessa fondamentale è stata quella di ricordare che nelle campagne si sta vivendo una grande crisi che sta dentro una situazione economica ancora più ampia. E’ stato ricordato che l’abbandono delle campagne non porta solo a problemi inerenti il fabbisogno del cibo ma anche a una riduzione considerevole del lavoro. Il pensiero di Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, è subito andato a quel padre di famiglia che pochi giorni fa a Vittoria si è dato fuoco per aver contratto un debito verso lo Stato di pochi migliaia di euro e che ha portato la sua casa alla vendita all’asta. “Bisogna tentare di impedire questi fatti. In questo periodo il diritto a produrre è negato, l’Europa è sempre più orientata a smantellare il sistema produttivo del nostro paese perché pur garantendo ai nostri cittadini che arrivi il cibo non si preoccupa di definire da quale posto questo cibo arrivi.”

L’accesso alla terra e alla finanza sono priorità del mondo agricolo alle quali si deve cercare di dare un profilo ben definito e un’inversione di tendenza.

I nostri agricoltori possono essere classificati in due grandi categorie: quella costituita dalle generazioni passate, ossia dai nostri padri e i nostri nonni, che hanno accumulato e acquistato la terra con l’idea del risparmio e coloro che l’hanno avuta in dono da quelli stessi padri che l’hanno conquistata misurandosi con un modello d’impresa agricola che ha a che fare con la competizione per cui per fare l’imprenditore agricolo,  secondo questo modello di competizione del mercato, si deve investire.

Investire in agricoltura vuol dire indebitamento! Perché l’agricoltore ha un capitale che è bloccato ed è la terra: un bene immateriale che per monetizzarlo è necessario investirlo andando in banca e contrarre debito. Se poi com’è accaduto le dinamiche del mercato portano a produrre perdita per 10 anni consecutivi è chiaro che l’indebitamento non è più un aspetto con il quale ci si può misurare sulla scala delle variabili nella condizione d’impresa.

Arturo Semerari, Presidente Nazionale Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), ha sottolineato l’esigenza di “un’azione  chiara, un progetto, un’idea sul senso di responsabilità chiedendo all’Europa di ridefinire con chiarezza i parametri, le azioni serie, i contenuti, le procedure, il sistema normativo degli aiuti di Stato.”

In una fase come questa ahimè in cui la liberalizzazione ha aperto le frontiere non vi è alcuna protezione realistica rispetto al mercato. Ed è chiaro che competere con altre produzioni determina una sconfitta perché i nostri prodotti costano.

Semerari ha illustrato, durante il suo intervento, le caratteristiche principali di ISMEA evidenziando che questo è un ente che fa capo al Ministero delle Politiche Agrarie e Forestali; un ente un po’ atipico che da molti anni non chiede soldi allo Stato tanto è che ne è uscito dal bilancio ed è l’unico ente non solo agricolo che si mantiene con risorse che già ha. Questo lo fa con fondi di rotazione. Arturo Semerari si è soffermato inoltre, su due aspetti particolari l’accesso alla terra e l’accesso al credito.

Per quanto riguarda l’accesso alla terra ISMEA, tra le varie attività, è l’ente di riordino fondiario e interviene con mutui trentennali per l’acquisto di aziende agricole. “Fino al 2011 l’abbiamo fatto per tutti gli imprenditori agricoli e a titolo principale per i coltivatori diretti. Dal 2012 lo possiamo fare solo per giovani imprenditori sotto i 40 anni al primo insediamento, questo per favorire l’ingresso delle giovani generazioni che vogliano entrare nel settore agricolo. Il fondo di rotazione si alimenta con le restituzioni degli agricoltori pertando quando gli agricoltori non pagano altri che lo vogliono diventare non possono accedere al credito.”

Nonostante questo Semerari ha sottolineato che ISMEA cerca di non avere un atteggiamento poco pressante verso le aziende in difficoltà tipo quella dell’amico sardo Piras utilizzando procedure di rilascio dopo 5/6 anni di morosità con la possibilità prima della sentenza di condanna dell’agricoltore di trovare dei meccanismi per poter rimodulare il mutuo. “Bisogna contattare ISMEA prima di arrivare a sentenza”, ha detto il presidente affinchè si possano trovare possibili risoluzioni al problema.

I dati sottoposti da Semerari derivanti dall’acquisto della terra da privati e la conseguente vendita si aggira intorno ai 100/ 120 milioni di euro l’anno. “Con il nuovo regime siamo molto preoccupati perché le tendenze si sono abbassate e oggi ruotano intorno ai 50 mln di euro. Ci sarebbero quindi risorse non utilizzate. La mancanza non è quindi di risorse economiche ma di domande”.

C’è stato poi l’intervento di Giovanni Samela, impegnato attivamente in questi mesi per la realizzazione in Basilicata della ‘Mutua rurale’. Per lui è importante chiedersi se oggi la nostra azione non deve essere sopratutto un’azione che tenti di dire alle istituzioni, alla politica, “che abbiamo urgente bisogno di un provvedimenti che blocchino, almeno per un determinato periodo, le esecuzioni.”

Samela ha evidenziato come oggi in quelle zone dove fino a qualche anno fa l’agricoltura era un settore forte si stanno avvertendo le maggiori criticità. Difficile pensare che l’intero settore italiano possa convertirsi a nuovi modelli in tempi brevi tuttavia è possibile iniziare a realizzare ‘esempi positivi’ che possano richiedere l’accesso al credito dato il bisogno di forme di investimento per riconvertire l’agricoltura facendola meno ‘ostaggio’ delle multinazionali e dove il controllo sia affidato agli agricoltori affinchè chi poi consuma i prodotti non debba preoccuparsi di una serie di controindicazioni per la sua salute.

“Non possiamo attardarci ulteriormente dobbiamo affrontare in qualche modo il tema del credito e della finanza.”

Gli strumenti  che ci sono in questo momento in Italia spesso sono mal utilizzati o poco usati, continua Samela. In Basilicata, ad esempio i primi insediamenti vengono finanziati dalla Regione ma sono spesi molto male perchè spesso il giovane agricoltore li usa come bonus per fare qualcosa che ha poco a che fare con il settore. Altra questione è poi quella dei fondi patteggiati con ISMEA da diverse regioni come Basilicata e Sicilia, e che di fatto non vengono utilizzati.

“Avremmo dovuto utilizzare quei soldi come garanzia per investimenti che hanno fatto le imprese con i vari PSR ma di fatto non sono utilizzati a causa del sistema bancario.”

Fra le nuove forme e i nuovi strumenti da mettere in campo c’è la mutua rurale, una cooperativa che abbia come obiettivo quello di aiutare i propri soci a fare investimenti e aiutarli nella loro azione di produttori. Fra le altre cose nella nuova governance 2014/2020 sta venendo avanti un pensiero forte, tra l’altro già sperimentato in una programmazione che è in fase terminale in paesi come Francia e Olanda, ossia l’uso di uno strumento mutualistico che varia a seconda delle normative esistenti nelle varie nazioni europee e per il quale gli agricoltori possono partecipare in maniera vera alla gestione della propria attività diventando soggetti abilitati ad avere una serie di strumenti come può essere, ad esempio, la gestione delle calamità naturali.

Il monito e di “trovare nuove modalità e nuovi strumenti per compensare queste perdite di denaro che in agricoltura sono abbastanza frequenti! Su questo dovremo pensarci su e fare uno sforzo per mettere in campo, sia a livello nazionale ma anche locale nelle singole regioni, tavoli di discussione. Solitamente su queste misure – continua Samela, molte delle regioni italiane non hanno voglia di scoprire o sperimentare. Molte volte gli strumenti messi in campo dalla UE preferiamo non utilizzarli pensando a strade più semplici piuttosto che utilizzare elementi di carattere strutturale.”

Le aziende agricole auto responsabilizzandosi possono iniziare a concepire una finanza diversa. Ci vuole quindi una forte assunzione di responsabilità da parte del mondo agricolo. “Forse per troppi  anni abbiamo pensato che tutto questo non ci riguardava considerandolo di gestione della controparte. Io credo invece che su questo noi dobbiamo assumere un protagonismo vero cercando di dotarci di quegli strumenti che fino ad ora non siamo riusciti a governare.”

Importante è stata poi la testimonianza prodotta da Nazzareno Gabrielli per la Fondazione Banca Popolare Etica. Egli ha parlato di come funziona questo istituto, controllato da Banca d’Italia e dalla Banca Centrale Europea realizzata ben 15 anni fa. La banca è espressione di un movimento nato dal basso con l’obiettivo di promuovere un istituto che portasse a conseguenze non economiche ma a proprie azioni. Gabrielli si è poi soffermato sulle funzioni di una banca dicendo che essa è un istituto intermediario finanziario che raccoglie e porta denaro. Nella misura in cui presta denaro di per sé può caratterizzare lo sviluppo economico di un territorio. Nella genesi di Banca Popolare Etica egli ha sottolineato che il discorso è per alcuni versi diverso.

Banca Popolare Etica è infatti una cooperativa: ci sono 40 mila soci in cui ogni socio al massimo può avere l’1% del capitale sociale della banca (max quote di 400 mila euro). I soci che hanno le quote maggiori hanno lo stesso peso di quelli che hanno 50 € di azioni.

E’ una banca che nasce dal basso e si preoccupa degli effetti economici. “Se concepiamo, dice Gabrielli, l’agricoltura non come il soggetto di una filiera che produce valore economico ma come un qualcosa che entra nell’essenza stessa dell’essere umano che lavora la terra, valorizza il territorio e lo rende utile e funzionale alla massa delle persone che lo abitano oppure lo consideriamo come una semplice modalità per produrre beni, Banca Etica è vicina a questo modo di pensare e di operare attraverso un certo tipo di procedure.”

La banca, ci ha spiegato Gabrielli, presta 5/ 600 mln di euro l’anno e di questo denaro ca. 50 mln li presta al mondo agricolo. Per ogni euro che l’istituto raccoglie dai suoi clienti mediante c/c bancari essa chiede agli investitori cosa vogliono finanziare. Le macro aree messe a disposizione dove canalizzare i loro investimenti sono 4:

–        ambiente;

–        cooperazione sociale;

–        cooperazione internazionale;

–        cultura e Sport.

 

Coloro che hanno scelto il settore ambiente sono stati spuinti dalla banca verso il rinnovabile, il risparmio energetico ossia procedure che migliorino le condizioni di vita dei cittadini e del pianeta. Obiettivo principale, quindi, “produrre crescita di qualità”.

Unico neo della banca è come ci dice anche Maurizio Mazzariol dell’AIAB Toscana, è non avere nel suo statuto come destinatario d’intervento l’agricoltura né ci sono, come conferma Gabrielli, rapporti con soggetti istituzionali verso questa direzione. Alcune operazioni sono state fatte solo nei confronti del biologico ma l’impegno preso da Gabrielli è stato quello di incrementare gli impegni verso il settore agricolo e già l’indomani, nell’assemblea dei soci che si sarebbe tenuta proprio a Terra Futura. Egli si sarebbe impegnato a portare la questione relativa alla costituzione della mutua rurale lucana proposta da Altragricoltura che ha chiesto la possibilità alla banca di partecipare con una sua quota.

Il valore aggiunto della banca secondo Gabrielli è quello di impegnarsi a indirizzare, fin dalla sua costituzione, le risorse che riesce a raccogliere verso impieghi sociali e ambientali. Tra i progetti quello di contribuire l’accesso al mondo del lavoro di categorie speciali e svantaggiate nonché aiutare l’imprenditoria recuperando quelle aziende e imprese che sono state confiscate alla criminalità organizzata.

Quindi due le direttrici verso le quali la Banca si orienta:

1)      valutare le tipologie di sviluppo che si possono avanzare,

2)      favorire l’accesso al credito.

“Ci piacerebbe stringere relazioni con soggetti finanziari e categorie del mondo dell’agricoltura che possano essere da un lato fruitori dei finanziamenti e dall’altro portatori di flussi finanziari che le attività generano verso la banca. Il settore agricolo infatti, genera flussi finanziari. Se questi vanno ovunque, non contribuiscono ad alimentare un circuito che generi ulteriori risorse per la crescita del loro settore. Quindi fare da plafond d’intervento per chiedere ai propri clienti o potenziali tali di scegliere come circuito Banca Etica al fine di far girare le proprie risorse. Non è importante solo il fabbisogno di credito verso il settore ma è fondamentale generare flussi che vadano nella direzione di favorire gli strumenti e influenzare la possibilità di dare credito a questo settore. Il circuito che si genera cresce e man mano che cresce genera risorse e continua a crescere ancora.”

Tra i dati forniti da Gabrielli è stato l’aumento del credito erogato da Banca Etica rispetto all’anno precedente: +17% rispetto all’andamento del sistema in perdita al -3%.

Ciò che è venuto fuori da questa discussione inoltre è che oggi non c’è nessun istituto bancario che opera in agricoltura. Ci sono solo istituti come ISMEA che indirizzano risorse economiche.

Tra i progetti e le realtà interessanti emerse durante il seminario c’è stata la testimonianza di Gianluca Marocci, co fondatore del GAT (Gruppo di acquisto terreni).

Si tratta di un gruppo che attraverso l’acquisto di quote di una società agricola a responsabilità limitata, agricoltori e in genere persone che hanno voglia o necessità di investire sulla terra entrano in sinergia.

L’acquisto collettivo di terreni da coltivare ha tre fondamentali obiettivi:

–        dare lavoro a giovani agricoltori;

–        ripartire i costi di gestione;

–        redistribuire gli utili fra i soci.

Un investimento etico ed ambientale e allo stesso tempo un investimento economico. I suoi obiettivi sono molteplici: difesa del valore dell’investimento; incremento patrimoniale, ricavo di eventuale reddito dalla produzione agricola, condivisione di valori e visione, produzione eco-compatibile, avvicinamento dell’agricoltura alla platea cittadina e disintermediazone tra produttore e consumatore (filiera corta).

Oltre ai soggetti indicati erano presenti al seminario rappresentanti di realtà agricole provenienti da altre regioni come l’imprenditore sardo Riccardo Piras e l’imprenditore lucano Leonardo Conte che hanno evidenziato come da un po’ di tempo a questa parte non riescono più a fare il loro lavoro di imprenditori agricoli a causa delle enormi difficoltà finanziarie che oramai mettono in ginocchio le loro aziende.

Nell’ultima giornata a Terra futura si prevede il lancio delle campagne sostenute da Altragricoltura.

 

‘Insistere è utile!’ La conferenza stampa del Consorzio fa ‘acqua’ da tutte le parti

consorzioL’assemblea tenutasi ieri sera a Serra Marina presso il Motel Agip San Marco è stata convocata per prendere atto della conferenza stampa tenuta dal Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto e rispondere in maniera puntuale alle affermazioni prodotte. Oltre a un gruppo di agricoltori era con noi l’avvocato del Soccorso Contadino, Antonio Melidoro.

Ricordiamo che Altragricoltura aveva dato al Consorzio il termine perentorio di cinque giorni per potersi esprimere in riferimento alle 5 domande che avevamo diffuso nelle locandine affisse su tutto il territorio provinciale.

Prendiamo atto che ieri mattina, 14 maggio 2013, dopo ben 11 anni di silenzio, il Consorzio di Bonifica ha sentito il dovere di rispondere con una conferenza stampa alle accuse che gli avevamo lanciato.

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