Altra orrida intimidazione a Feltri Sventrata una pecora

Avevo scritto ad Emanuele per segnalare la pubblicazione della sua intervista in questo blog. Mi ha ringraziato con il suo fare gentile ma accanto al suo grazie c’era solo una frase:  “Grazie. Qui è una guerra! Io ero andato in campagna a cercare pace!

Mi ha fatto un pò strano…poi ho letto un articolo su livecatania.it e ho capito il perchè di quell’affermazione. Le pressioni e le intimidazioni nei suoi confronti sono ricominciate, ancora e sempre più cruente. Raccontiamo storie cercando di dare voce a chi non ha voce e pensiamo di essere ormai immuni da emozioni quando le denunciamo ma non è così. Le storie coinvolgono e ci fanno sentire umani e l’unico mezzo per essere vicino a questa gente è denunciarle sempre in modo che domani la comunità non potrà dire “Io non sapevo”. Mobilitarla in una grande campagna a sostegno di chi, come Emanuele affronta simili problematiche, è uno degli strumenti a supporto della comunicazione.

Non lasciamo solo Emanuele. Non permettiamo che rimanga solo!

Segue articolo di Livecatania.it (leggi l’originale cliccando qui)

PATERNO’. Quasi surreale. Paradossale. Emanuele Feltri, il 34enne che ha investito con passione la sua vita, il suo presente ed i suoi denari nell’allestimento di una piccola impresa bio sulla Valle del Simeto, preso di mira ancora una volta dall’azione intimidatoria di qualche balordo. Dopo essersi visto uccidere a colpi di fucile, due settimane fa, quattro pecore (una addirittura fatta ritrovare sgozzata sull’uscio di casa) la notte scorsa è accaduto un episodio identico. Aberrante quanto il primo. Questa volta, una pecora sventrata fatta rinvenire accanto al casolare dell’azienda di Emanuele Feltri. A pochi metri all’animale morto, una sbarra di ferro completamente insanguinata. “E’ ovvio che girano interessi grossi forse troppo grossi – è la sensazione che pervade Feltri – tanto da permettere a degli sconosciuti di introdursi nuovamente nella mia proprietà dove fino alle 4 di ieri mattina c’era un fuoco acceso, dei torcioni che illuminavano il piazzale, delle macchine parcheggiate e un evidente presenza di più persone a farmi compagnia dentro casa”.

Domenica scorsa, una grande e partecipata manifestazione di popolo aveva visto centinaia di persone darsi appuntamento tra i sentieri della Valle del Simeto (oggi terra per la maggior parte lasciata priva di infrastrutture ed abbandonata all’incuria ed alla spazzatura) per manifestare non solo solidarietà ad Emanuele Feltri ma anche e, soprattutto, per riaffermare un principio: quello che nessuna intimidazione potrà arrestare lo sviluppo di un’area che potrebbe divenire un volano per l’economia del luogo. “Qui volevano costruire il mega inceneritore dei rifiuti – raccontava domenica uno dei manifestanti -: siamo riusciti a fermarli perchè questa terra deve essere rilanciata e non devastata ed inquinata”.

Fatto sta che adesso è giunta la seconda e, per certi versi, ancor più vile intimidazione. Un avvertimento in piena regola. “Ho effettuato immediatamente la denuncia ai carabinieri e il gelo che riscende lungo la mia schiena – dice ancora il 34enne Emanuele -. Lo sconforto, lo sconforto e poi la rabbia per una Sicilia ancora una volta offesa e violentata, un senso di sopraffazione mi ha colpito inesorabile e ho impiegato ore a scrollarmelo di dosso! Non so cosa accadrà ma so di sicuro che quella è la mia terra e non sarò io ad andarmene dalla valle del Simeto!”.

Emanuele uno di noi. La storia dell’agricoltore di Paternò che sfida la mafia locale.

Emanuele Feltri
Emanuele Feltri

La responsabilità di raccontare storie e fare in modo che l’ambiente esterno le recepisca diventa fondamentale nel mio lavoro. Questa è la motivazione che sta alla base del mio operare e che porta sempre ad addentrarmi nei processi cercando di comprenderli per analizzarli. Le storie da raccontare nascono soprattutto dall’impressione chei loro protagonisti riescono a suscitare in chi deve raccontarle.

E quella di Emanuele Feltri, 34 anni, è una di queste. Una storia che non può lasciare certo indifferenti.

Emanuele molte passioni e tanta gioia di vivere,  un sorriso contagioso che invita alla vita.

Qualche tempo fa questo ragazzo decide di abbandonare la frenetica vita di città per trasferirsi in una contrada, di nome Sciddicuni, nella valle del fiume Simeto. Una zona di campagna nota come terra di nessuno, perché su quel fiume i signori della malavita locale detengono un controllo pressoché assoluto per gli sversamenti illegali.

Ma Emanuele non ha paura e con vivo entusiasmo e caparbietà tira su una fattoria-bio, coltiva prodotti agricoli biologici e alleva animali.

Attivata misura 311 del PSR per diffusione agricoltura sociale

Pubblicato su Altragricolturaoggi (vedi articolo originale)

L’assessore regionale alle politiche agricole Mauro Febbo comunica che la Giunta regionale ha approvato, su sua proposta, un provvedimento da 7 milioni di euro attraverso la Misura 3.1.1 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 (Azione 2 e 3). Nello specifico l’intervento intende promuovere sia gli investimenti per la realizzazione di attività sociali in campo agricolo a servizio di ospitalità turistica e didattica, al recupero e valorizzazione di attività artigianali legate alla cultura e tradizione rurale e contadina sia investimenti per la realizzazione di impianti per la produzione, utilizzazione e vendita di energia da fonti rinnovabili destinate a scopi sociali.

Cala il sipario su Terra Futura ma non su Altragricoltura.

da sx: Marocci, Ciaculli, Prella, Carocci, Fabbris, Madio, Malannino,
da sx: Marocci, Ciaculli, Prella, Carocci, Fabbris, Madio, Malannino, Cavinato

Si è chiusa domenica sera, 19 maggio, dopo una bella, affollata e partecipata assemblea l’Area della Sovranità Alimentare promossa e organizzata da AIAB Toscana e Altragricoltura.

E’ stata l’occasione per diffondere a un numero consistente di persone ed a un insieme di reti che nei diversi territori d’Italia lavorano giorno per giorno per un nuovo modello economico, agricolo, alimentare e culturale, la nostra attività e le nostre campagne.

Abbiamo sottolineato, più volte, come Altragricoltura rappresenti un mondo molto concreto che riesce a dare risposte ponendosi come modello alternativo alle grandi organizzazioni sindacali.

Da più parti va maturando infatti l’idea che sia necessario un nuovo sistema di governance mondiale. Si è capito che non ci si può più affidare soltanto ai governi delle nazioni più forti o ai potentati dell’economia, ma è necessario un ampliamento che comprenda le rappresentanze politiche dei Paesi di grande rilievo demografico e tutta la rete del mondo associativo, vale a dire le organizzazioni non governative e i grandi movimenti che operano su più fronti da quello ecologico, della giustizia sociale e del volontariato a quello economico e finanziario.

A tal proposito uno dei nostri obiettivi è stato quello di presentarci come un’organizzazione aperta, disposta ad accogliere al suo interno tutti quelli che ne condividono ideali, anche se agiscono in maniera differente o in contesti molto lontani tra loro, sia dal punto geografico che operativo. E’ in quest’ottica che Altragricoltura ha fatto proprie le battaglie su “La Campagna globale sulla libertà dei semi”, promossa da Vandana Shiva, e “L’Arca di Gaza” di Freedom Flotilla.

Della prima iniziativa vi abbiamo già ampiamente parlato nel report della prima giornata di seminario e pertanto vi invitiamo ancora una volta a sottoscrivere l’appello che troverete in questa pagina.

Ci preme adesso soffermarci sulla campagna “Arca di Gaza”. Ce ne ha parlato ampiamente David Heap portavoce per l’Europa e il Canada. David è un professore canadese di linguistica presso l’Università di Western Ontario in Canada. Ha partecipato a tutte le flottiglie per rompere il blocco di Gaza. In una di queste ha scontato sei giorni in carcere ad Israele. E’ poi entrato a Gaza nel mese di ottobre 2012 con diverse personalità, tra cui Noam Chomsky.

L’arca di Gaza è una campagna popolare costituita da una società civile residente in Palestina, Canada, USA, Australia e altri paesi nonchè parte della Coalizione internazionale della Freedom Flotilla. La coalizione intende sfidare l’illegale e disumano blocco israeliano di Gaza e sta allestendo un’imbarcazione per sfidare con un’azione pacifica il blocco che Israele impone a Gaza, unilateralmente e senza ragione, al fine di stimolare l’economia locale e il commercio.

Altragricoltura fa sua la campagna promuovendola e offrendo piena solidarietà ai contadini palestinesi perché come ha sostenuto Heap: “quando diciamo giù le mani dalla terra lo diciamo per gli agricoltori palestinesi,  in Palestina, ma lo diciamo per gli agricoltori italiani,  in Italia, e quindi le nostre lotte sono sicuramente unite”.

Un importante spazio è stato poi dato ai nostri agricoltori: Leonardo Conte e Maurizio Ciaculli che sono i testimonial delle due campagne più importanti che Altragricoltura già da diversi mesi sta portando avanti: “Giù le mani dalle nostre terre” e “Giù le mani dal vostro cibo”. Tra gli interventi anche quello di Gianni Cavinato, Presidente ACU (Associazione Consumatori Utenti).

Il nostro è un modo nuovo di intendere la produzione, la trasformazione, la distribuzione e il consumo del cibo che trae origini dal passato e dalla storia dei diversi popoli ma che ha uno sguardo proiettato in avanti con l’intento di costituire una rete sinergica in grado di intercettare storie rurali, sempre consapevoli della difficile situazione in cui ci troviamo, sensibili da saperne valutare l’importanza.

Ma la rete, il lavoro non si conclude certo mentre cala il sipario su Terra Futura. Promuoveremo momenti d’incontro e di studio nei territori, condurremo le nostre lotte implementandole con esperienze simili ad Altragricoltura. In questo modo sarà sempre più facile favorire la condivisione di idee e un costante impatto mediatico, sempre più motivati ad andare avanti perché ci rendiamo conto di operare verso una dimensione nuova, promossa da un’umanità incredibile costituita da tante famiglie contadine e non, che stanno sempre più acquisendo consapevolezza del loro valore, dell’importanza delle loro storie spesso a metà strada fra il dramma e il fantastico, consci del difficile ma sapiente lavoro che ogni giorno svolgono.

La politica ha estromesso i contadini dal processo democratico. Nonostante tutto loro hanno conservato saperi, continuano a produrre  in armonia con la Terra, mantengono quei valori e quelle pratiche che le politiche neoliberiste hanno distrutto.

Altragricoltura, intrisa di valori rivoluzionari sta tentando di dare risposte e cambiare le nostre sorti, cambiandoci nel profondo.

Martedi 14 maggio ore 18.30 Assemblea. Pronte le nuove iniziative.

locandinaComunicato stampa

Consorzio di Bonifica? Forse non è chiaro: dimettetevi, che è meglio!

Domani sera martedi 14 Maggio) alle ore  18.30 Assemblea al Motel San Marco sulla SS 175 per annunciare le nuove iniziative contro il Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto. In affissione 2.000 manifesti, pronta la campagna di mail bombing ed altre iniziative.
Ricordiamo a tutti che il ricorso presso il TAR (entro 60 giorni al massimo come prevede la legge) è già depositato e che in settimana depositeremo la denuncia alla Procura della Repubblica.

“Petrolio verde” nel Medio Friuli: il biogas produce oltre 1 mln. euro l’anno per il PIL locale

Pubblicato su Conipiediperterra.com (vedi articolo originale)

Vale oltre 1 milione di euro la ricaduta sul Pil locale della centrale a biogas Greenway in funzione a Bertiolo (Udine). A tracciare un bilancio del primo “esercizio” dell’impianto a biomasse è Marco Tam, presidente di Greenway Agricola a r.l, la società che riunisce dieci imprese agricole che, con la partecipazione al capitale di Friuladria impresa&finanza del Gruppo Cariparma – Crédit Agricole e lo studio Catullo & Partners di Treviso nel ruolo di advisor, hanno realizzato la centrale. «La crisi che ha investito il settore agricolo ha posto molti imprenditori di fronte alla necessità di ripensare un’attività da tempo in balia delle fluttuazioni delle commodities –spiega Tam–. Per riacquistare competitività senza cambiare pelle, abbiamo scelto di diversificare il nostro modello di produzione sfruttando le opportunità aperte dalle fonti di energia rinnovabile. I risultati del primo anno ci danno ragione. La ricchezza che produciamo qui, qui rimane in perfetta coerenza con la filosofia della filiera corta: oltre alla cessione di energia elettrica prodotta alla rete si è creato un indotto importante per un territorio di piccoli paesi con poche migliaia di abitanti che si sono sempre basati sull’attività agricola e che quindi avvertono da tempo le difficoltà del settore».

Lavoro, decreto flussi 2013 in Gazzetta. Al via domande per 30mila immigrati

maniPorte aperte per 30mila lavoratori extracomunitari stagionali. Dal 28 Marzo è possibile inviare le domande telematiche per l’assunzione, secondo quanto previsto dal decreto flussi pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il decreto era molto atteso dalle imprese agricole poichè la manodopera straniera rappresenta una componente fondamentale del settore primario, soprattutto in corrispondenza delle grandi raccolte. Sono circa 128 mila infatti i lavoratori extracomunitari occupati nelle campagne italiane: poco più della metà (il 53,8 per cento) è impiegato nella raccolta della frutta e nella vendemmia; un terzo (il 29,9 per cento) nella preparazione e raccolta di pomodoro, ortaggi e tabacco; il 10,6 per cento nelle attività di allevamento; il 3,2 per cento nel florovivaismo e il restante 3,5 per cento in altre attività come l’agriturismo o la vendita dei prodotti.

“Giù le mani dal vostro cibo” e il caso della melanzana taroccata.

E’ terminata da poche ore la presentazione fatta a Palazzo Iacono, Vittoria (RG)o della campagna nazionale “Giù le mani dal vostro cibo”. Presente anche l’assessore comunale all’Agricoltura, Concetta Fiore, il presidente nazionale di Altragricoltura, Gaetano Malannino, l’imprenditore Maurizio Ciaculli, il coordindatore nazionale di Altragricoltura, Gianni Fabbris, il comandante della Tenenza di Vittoria della Gdf, Domenico Ruocco e il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia.

E’ stata l’occasione per difendere ancora una volta il lavoro dei nostri produttori necessario a lavorare i prodotti agricoli che ogni giorno si consumano sulle nostre tavole e lo stato in cui versa la nostra agricoltura.

C’è un costante controsenso, afferma Fabbris, tra i dati diffusi da economisti, politica e organizzazioni che parlano di un settore come quello agricolo che regge di più la crisi ed esporta di più all’estero grazie al Made in Italy e il dato drammatico che vede la chiusura sistematica delle nostre aziende diminuendone la capacità produttiva e qualitativa”. Ricordiamo infatti che solo nel 2011 si sono chiuse 50000 aziende.

Il caso di Maurizio Ciaculli, imprenditore agricolo di Vittoria che ha avuto il coraggio di denunciare un caso di taroccamento della melanzana di cui è stato vittima e del quale lui stesso ci parla nell’intervista che pochi giorni fa abbiamo realizzato (vedi video sul nostro canale TV) è solo una delle vicende che vede i nostri agricoltori coinvolti.

Sempre più grande infatti è il rischio di mangiare alimenti che non appartengono ai nostri agricoltori persino quando pensiamo di essere protetti dalla certezza di un marchio o di un certificato.
La campagna per difendere consumatori e agricoltori dalle contraffazioni ha fatto in modo che Altragricoltura con Soccorso contadino si è costituita parte civile nel caso scoperto da Maurizio così come anche il comune di Vittoria nel caso in cui le indagini della Guardia di Finanzia dovessero confermare quanto denunciato dall’imprenditore vittoriese.

Per approfondimenti vi segnaliamo i seguenti link:

E20Sicilia.tv

Rai News 24

Nasce Rinascita Lucana, prima associazione in difesa della terra e di chi la lavora.

Occupazione terre Conte“Se qualcuno pensa di entrare nell’azienda Conte, dopo averla comprata all’asta, ha fatto male i suoi conti”. Al monito di Gianni Fabbris, nella conferenza stampa di sabato scorso 16 marzo tenutasi nella piazza di Policoro, sono seguiti i fatti.

Ieri pomeriggio, venticinque persone tra agricoltori, cittadini, rappresentanti di associazioni e istituzioni, ha espresso piena solidarietà a Leonardo Conte e la sua famiglia, occupando un pezzo di quell’azienda che nei giorni scorsi era stata acquistata all’asta per poche migliaia di euro, nel chiuso di uno studio di un commercialista.

La lunga storia della Cab: prima cooperativa ortofrutticola italiana certificata.


Quella che segue non è un’intervista ma il racconto appassionato e partecipato di un uomo che ha vissuto per venti anni l’esperienza più totalizzante della sua esistenza. Stiamo parlando di Gaetano Fortunato, presidente della Cab (Cooperativa Agricola di Basilicata), prima cooperativa ortofrutticola italiana certificata. Difficile condensare in poche parole la sua esperienza che ‘cozza’ con uno stato di omertà dilagante e spesso caratterizzato da atti illeciti. L’azione di Gaetano è stata sempre quella di forte opposizione e denuncia ad un sistema diventato ormai prassi di minacce legali, boicottaggi, calunnie, diffamazioni che, nel tempo, hanno portato alla distruzione della sua azienda e dell’intera cooperativa che, all’epoca dei fatti, impiegava complessivamente 45 mila giornate lavorative.

 

Ce ne parla lui stesso in questo lungo racconto…

Oggi nelle chiese di Policoro letto l’appello degli agricoltori alla comunità.

riunioneIn queste ore nelle chiese di Policoro verrà letto l’appello che prodotto dagli agricoltori e rivolto alla comunità con l’invito a partecipare alle iniziative di martedi prossimo, 19 Marzo 2013, contro le vendite all’asta e l’usura.

Segue appello:

Appello: le nostre terre sono le vostre radici, che siano l’humus con cui nutrire la nostra comunità

Martedi 19 Marzo 2013 troviamoci nella Sala Consiliare del Comune di Policoro

Alle comunità di Policoro

In questa terribile fase di crisi economica e finanziaria, molte delle terre condotte fin qui dagli agricoltori e allevatori di questo territorio sono a rischio. A rischio di essere abbandonate per impossibilità di continuare a svolgere il nostro lavoro o di passare di mano. Una intera generazione di agricoltori oggi conosce concretamente il rischio di doversi consegnare agli usurai per poter garantire la prosecuzione dell’attività o di vedersi scippare l’azienda da chi, approfittando della crisi, cerca di speculare arricchendosi e comprando all’asta beni il cui valore è stato accumulato da generazioni di agricoltori e dal duro lavoro di tutte le loro famiglie.

E’ un danno enorme per le famiglie degli agricoltori esposte alla crisi non meno di quelle degli artigiani, dei commercianti, dei professionisti e dei lavoratori tutti accomunati dalla mancanza di futuro e di prospettive reali.

Sappiamo che le risposte devono venire prima di tutto dalla Politica e dal Governo (in primis quelli Regionale e Nazionale largamente inadempienti) ma sappiamo, anche, che siamo chiamati tutti in prima persona alle responsabilità. Responsabilità che pretendono da noi agricoltori e imprenditori una nuova etica del produrre e del risparmio dopo gli anni dell’economia facile ma, anche, dell’intera comunità che deve sapersi stringere esprimendo solidarietà, coesione e senso civico. Per questo troviamo intollerabile se e quando accade che una parte pur minima della nostra comunità si organizzi per approfittare delle difficoltà di un’altra parte (ben più ampia) e cerchi di mettere le mani sui loro beni per un tozzo di pane.

Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”: non possono rimanere solo parole.

Qualcuno, come è già accaduto troppe volte, sta mettendo le mani su un’azienda agricola in difficoltà, pensando di prendersela con poche decine di migliaia di Euro a fronte di un grande valore di centinaia di migliaia di Euro. E’ intollerabile per noi agricoltori piegati al lavoro della terra e colpiti dalla crisi ma è, anche, uno schiaffo ad una comunità sorta su una storia millenaria di rispetto della terra e del suo lavoro.

I coloni greci che bonificarono le nostre terre, a Policoro si diedero una legislazione di rispetto per l’uso della terra che aveva qualcosa di sacro e di profondamente legato al senso della collettività. Noi oggi, coloni di un secolo non tanto breve da cancellare ogni radice col passato, con il nostro lavoro della terra offriamo agli uomini e alle donne che abitano e vivono il territorio una radice profonda su cui innestare il senso di una nuova comunità.

Per questo ci appelliamo a voi tutti: il lavoro e i sacrifici chiedono rispetto e dignità anche nei momenti di crisi. Facciamo in modo che usurai, affaristi e speculatori di ogni risma sappiano che colpire uno di noi (agricoltore, commerciante, imprenditore, dipendente o disoccupato che sia) è uno schiaffo dato a tutta la comunità che saprà reagire in modo coeso, determinato e civile.

Reagiamo tutti uniti. Martedi 19 Marzo occuperemo l’azienda Agricola Conte, costituendoci in Associazione di liberi cittadini per evitare che chi ha comprato all’asta possa portare a casa il frutto di una speculazione che consideriamo immorale.

Vi chiediamo di essere con noi, di aderire all’Associazione e di partecipare all’assemblea aperta che terremo martedi sera 19 Marzo 2013 alle ore 18 nella Sala Consiliare del Comune di Policoro.

Chiediamo tutti insieme una svolta dalla politica e che chi ha partecipato all’asta receda dal suo proposito, accetti di essere rimborsato e si renda partecipe di un progetto di rilancio, contribuendo positivamente a cementare il senso di comunità e solidarietà di cui abbiamo sempre più bisogno in questi tempi così difficili.

Gli agricoltori solidali con l’Azienda Conte e i cittadini colpiti da usura e vendite all’asta

Agritorino: gli orti coltivati dai giovani disoccupati. Un progetto solidale della città di Torino

La città di Torino ha creato un progetto solidale per giovani e disoccupati davvero all’avanguardia. Il progetto si chiama Agritorino e ha lo scopo di risolvere più problemi contemporaneamente: la disoccupazione giovanile e la povertà famigliare.

I terreni inutilizzati a disposizione per il progetto saranno coltivati di giovani che non hanno un lavoro ed i prodotti coltivati saranno venduti ad un costo equo a famiglie disagiate.

Agritorino è stata definita come un’iniziativa solidale finalizzata al sostegno dei redditi familiari, all’agricoltura ecosostenibile e alla formazione professionale.

Nel dettaglio si tratta di un vero e proprio patto tra produttori e consumatori: i primi affidano delle terre abbandonate o sottoutilizzate a dei giovani disoccupati che vengono formati all’agricoltura ecosostenibile. Così riescono ad avere un’occupazione generatrice di un reddito e allo stesso tempo forniscono prodotti di qualità alla comunità a prezzo etico.

Leggi l’articolo originale  Eticamente.net

Crisi agricola: un silenzio assordante. La testimonianza di Leonardo Conte.


“Le aziende agricole stanno morendo ma non è colpa nostra. Il lavoratore onesto non viene incentivato a causa di scelte istituzionali sbagliate  che, anzi,  lo portano spesso a compiere azioni disoneste”. Chi parla non è un uomo politico ma è solo uno dei tanti imprenditori onesti che popola il nostro territorio, Leonardo Conte. La sua azienda collocata tra Tursi e Policoro, è stata messa in ginocchio più volte.

Le cause? Diverse. Superficialità degli organi preposti, cambiamento delle politiche agricole a livello internazionale, usura. Lo scopriamo in questa intervista che abbiamo realizzato per voi. Scoprirete che c’è un’unica parola che viene spesso ripetuta: ‘onestà’.

Leonardo si presenta con la sua aria buona, di uomo riservato e timoroso. Intervistarlo non è per nulla una fatica. Sono poche le domande che mi permettono di conoscere la sua storia e le sue vicissitudini perché Leonardo Conte si racconta emozionando ed emozionandosi.

Via libera del Parlamento europeo alla nuova pac

Il Parlamento europeo ha approvato il mandato a negoziare con le altre istituzioni Ue la riforma della politica agricola comune. Per far partire il trilogo l’11 aprile ora manca solo l’Ok del Consiglio dei ministri agricoli, che dovrebbero raggiungere un accordo al riguardo la settimana prossima.
Il voto della plenaria di Strasburgo ha confermato l’impianto della posizione espressa dalla Commissione agricoltura a gennaio. Restano il capping con degressività legata al lavoro a 300.000 euro (c’era chi avrebbe voluto abbassarlo) e il greening dei pagamenti diretti al 30%, ma più flessibile rispetto alla proposta della Commissione.
Le novità rispetto al testo della Comagri riguardano la trasparenza sui beneficiari degli aiuti diretti, il recupero di alcuni criteri della condizionalità, una correzione tecnica sul doppio finanziamento.     A.D.M.

Fonte L’Informatorio Agrario

Intervista a Tano Malannino, presidente nazionale di Altragricoltura

I contadini sanno che i loro problemi non si risolveranno fino a quando l’atteggiamento servile continuerà. E’ per questo che hanno deciso di prendere in mano le redini del loro destino. Non più, quindi, con il capo chino e il cappello in mano ad elemosinare vantaggi corporativi ma la richiesta unanime di trasformare profondamente il modo di concepire l’agricoltura e le regole che la sottendono. La rivoluzione come sempre parte dal basso e i contadini del sud sono in fermento. Invece di arrendersi a una crisi che li vorrebbe in ginocchio affrontano la realtà e si organizzano a livello nazionale per costituire, in ogni regione d’Italia, sedi sindacali gestite da loro. Continua quindi l’esperienza di Altragricoltura e il processo di consolidamento nazionale.

Ce ne parla, in questa intervista, il Presidente nazionale di Altragricoltura, Tano Malannino.

Agricoltura: Movimento Forconi, domani riparte la protesta

Pubblichiamo da AgenParl (vedi originale)

Roma, 10 mar –  “Ci chiamiamo Popolo dei Forconi e non più Movimento dei Forconi – così ha spiegato a Live Sicilia Catania il segretario Francesco Crupi – e ci stiamo organizzando per fermare tutto il prossimo 11 marzo. Non ci sarà solo il fermo dei Tir ma coinvolgeremo anche altre organizzazioni e con noi ci saranno anche manifestanti dalla Calabria, dalla Campania e dalla Puglia “Dalla politica non ci sono state risposte –  ha  aggiunto Crupi – e questa gente è ancora impegnata a fare promesse. Non se ne può più: noi ripartiamo. Non c’è altra scelta”.

Progetto “Lazio Bio” – Pubblicazione degli atti del Convegno “L’educazione alimentare per il biologico” svoltosi a Roma il 12 ottobre 2012

Il progetto “Lazio Bio”, elaborato dalla Direzione regionale Agricoltura della Regione Lazio ed approvato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) è stato realizzato nell’ambito delle azioni 3.1 e 3.2 previste dal ‘Programma di azione nazionale per l’agricoltura biologica e i prodotti biologici per gli anni 2008 e 2009’.
La Regione Lazio pubblica sul suo sito web il materiale relativo al progetto e consistente in un manuale didattico sull’agricoltura biologica e agli atti del Convegno ‘L’educazione alimentare per il biologico’ svoltosi a Roma presso il Centro Congressi di Eataly il 12 ottobre 2012.

Tutto il materiale è scaricabile al LINK

Fonte:Regione Lazio

Un’altra agri-cultura è possibile. Il successo dei Mercati contadini di Genuino Clandestino, aspettando le istituzioni

Pubblichiamo da: AgoraVox (vedi originale)

Digitando su Google le parole “mercati km 0” si ottengono circa 210.000 risultati ed è il miglior indicatore di uno dei pochi parametri economici positivi della nostra economia agricola, in termini di numero di addetti e consumatori.

Un mercato che secondo una ricerca commissionata da Coldiretti a SWG ha registrato nel primo semestre del 2012 un incremento pari al 23 per cento (rispetto al precedente anno) degli acquisti fatti direttamente dal produttore. Una filiera corta che vale non meno di 3 miliardi di euro, a cui si accompagna un cambiamento significativo dei comportamenti dei consumatori.

Accordo Ue – Marocco distrugge agricoltura: presentata mozione

Pubblichiamo da: Corriere del Mezzogiorno – Cronaca di Palermo (vedi originale)

PALERMO – «L’accordo fra Unione europea e il Marocco sulla liberalizzazione di prodotti agricoli e ittici, rischia di costringerci al funerale di interi comparti dell’agricoltura siciliana». L’allarme è di Bruno Marziano (Pd), presidente della commissione attività produttive all’Ars, che ha partecipato alla conferenza stampa tenutasi a Palazzo dei Normanni per illustrare i rischi dell’accordo commerciale fra Marocco e Unione Europea, entrato in vigore nel maggio 2012.

L’azienda Conte non passerà di mano, ci stiamo organizzando

Siamo pronti alla risposta per impedire che l’azienda di Leonardo Conte, una delle aziende allevatrici storiche di Basilicata, passi di mano. Dopo un lungo percorso di contenziosi e problemi finanziari, un gruppo (per il momento ancora anonimo) di sconosciuti si è aggiudicato all’asta, condotta nel silenzio di uno studio professionale, una parte significativa dell’azienda.

Questa sera, 6 marzo 2013, ci troviamo a Policoro in località Madonnelle nella griglieria dell’azienda Conte per organizzare la risposta. Prevista la mobilitazione per venerdi 15 Marzo.


Rischio bancarotta per le aziende agricole

Quasi 100 mila ettari interessati, con 3086 aziende, il 40% delle aziende agricole presenti sul territorio, che hanno presentato istanza di risarcimento dei danni provocati dalla siccità richiedendo contributi per oltre 275 milioni di euro, che significa danni reali che si aggirano attorno ai 350 milioni. In sostanza in un solo anno la siccità ha più che dimezzato la produzione lorda vendibile (Plv) provinciale e se vi aggiungiamo anche i 150 milioni del terremoto possiamo affermare, senza timore di smentita, che gli agricoltori quest’anno hanno lavorato per riparare i danni del 2012.

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