Giornata mondiale dell’alimentazione. In Italia 2,7 mln di poveri.

per-la-terra-ic-montescagliosoOggi, 16 ottobre, nella giornata che la FAO dedica, in tutto il mondo, all’alimentazione, l’Istituto Comprensivo ‘Palazzo-Salinari’ di Montescaglioso (MT) ha invitato l’Associazione per la Sovranità Alimentare per parlare di cibo e alimentazione.

Ci siamo così trovati davanti ad un pubblico composto da oltre un centinaio di ragazzi curiosi, animati dalla volontà di sapere, guidati da docenti pazienti che li hanno impegnati, nelle settimane precedenti, in attività di ricerca e manuali.

L’aula magna dell’istituto, infatti, è stata allestita per l’occasione con i lavori prodotti. E’ stato in questo luogo che, dopo essere stati introdotti dalla docente Margherita Lopergolo e aver ascoltato il canto libero del ‘cantastorie’ materano Pasquale di Pede abbiamo, supportati dalla visione di alcuni video, portato la nostra esperienza evidenziando cosa oggi si celebra, lo stato dell’arte e come possiamo insieme contribuire all’importante obiettivo che la FAO ha chiesto agli stati membri ossia quello di arrivare al 2030 annullando il problema della fame sul pianeta.

Ma partiamo con ordine: quando è stata istituita la Giornata mondiale dedicata all’alimentazione.

Istituita dalla Fao nel 1979, questa giornata si celebra ogni 16 ottobre, giorno in cui ricorre anche l’anniversario della nascita dell’agenzia delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. Scopo dell’evento è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della fame e della povertà.

Il tema dell’edizione per il 2018 è riassumibile nello slogan della kermesse: Le azioni sono il nostro futuro. Un mondo #famezero entro il 2030 è possibile.

Per questo motivo siamo partiti da un cartone diffuso dal Ministero della Salute che affrontava il tema della corretta alimentazione cercando di offrire ai ragazzi strumenti validi per capire quali sono gli alimenti e gli stili di vita sani, come ridurre gli sprechi non solo alimentari ma anche delle risorse incentivando il consumo di cibo prodotto da produttori locali.

Successivamente la visione di un altro documentario chiamato “la via d’uscita” ha permesso di introdurre il tema dello spreco di risorse sul nostro pianeta. Il video infatti, partendo dalla storia di un chicco di caffè, dalla sua produzione al suo consumo, mostra come, in realtà, l’agricoltore che produce il caffè venga pagato ‘un soldino’, come dice la canzone di Daniele Sepe, mentre tutto quello che vi ruota intorno: intermediari di vendita, pubblicità, GdO, etc. guadagnano moltissimo. Questo contribuisce alla creazione di forti contraddizioni tra chi produce e chi acquista, tra il sud del mondo e quello civilizzato.
Se la Fao infatti, chiede a tutti maggiore responsabilità per raggiungere questo ambizioso obiettivo sarebbe il caso di cominciare a interrogarsi su cosa possa fare ciascuno di noi: “ad esempio se hai degli avanzi, congelali per consumarli in un secondo momento, oppure usali come ingrediente per un altro pasto. Così come quando si mangia al ristorante sarebbe opportuno portare a casa gli avanzi per non sprecare nulla. La coltivazione e diversificazione dei raccolti, poi, dovrebbero essere due punti cruciali, per affrontare una popolazione mondiale in crescita, che si prevede possa raggiungere i 9 miliardi nel 2050. Il cibo sano, infine, può essere cucinato in modo rapido e semplice, utilizzando solo pochi ingredienti; per questo si possono consultare gli agricoltori locali o le nostre mamme per sapere come cucina a casa i suoi prodotti”; non a caso l’istituto ha ospitato le mamme dei ragazzi che hanno insegnato loro a fare la pasta fatta in casa.
Partendo infine da un cartellone sul pomodoro che gli alunni di seconda media avevano realizzato abbiamo introdotto il tema dello sfruttamento delle campagne e del caporalato; un problema vicino ai ragazzi che abitano in un territorio in cui se ne sente ampiamente parlare e gli abbiamo promesso che la prossima volta gli porteremo un barattolo di conserva di pomodoro che porta il logo NoCap; un marchio che garantisce, tra le altre cose, l’uso di manodopera pagata con il giusto prezzo.

I dati. Prima di andar via abbiamo fornito a insegnati e studenti alcuni dati utili per capire quale ampiezza abbia il fenomeno della fame nel mondo.
821 mln di persone su tutto il pianeta soffrono la fame. Il 60% di queste sono donne. Il 45% delle morti sono rappresentate da bambini ed è dovuto alla denutrizione, mentre 151 milioni di bambini al disotto dei 5 anni soffrono di rachitismo. La fame nel mondo uccide più dell’Aids e della tubercolosi. Circa il 70% delle popolazioni più povere vive in aree rurali e lavora nel settore dell’agricoltura.

Ai ragazzi inoltre abbiamo detto che questo problema non è distante anni luce da noi perchè anche in Italia 2 milioni e settecento mila persone soffrono di povertà e non sono morte solo grazie agli aiuti dati attraverso l’accesso alle mense o molto più frequentemente alla diffusione dei pacchi alimentari che rispondono alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che consumare pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli.

Ancora una volta vorremo ringraziare l’istituto comprensivo di Montescaglioso, la Dirigente prof.ssa Salerno, i docenti tutti, gli alunni,i genitori, il personale ATA che hanno reso possibile oltre che arricchente questa giornata.

katya madio

Seguono le foto della giornata:

La risposta classica è: e allora il PD?

per-la-terra-foto-articolo-venarucciMi sono sempre piaciute le dirette radiofoniche da Camera e Senato.
E continuo anche con questo Governo perché vale di più ascoltare una dichiarazione di voto che leggere cento rassegne stampa per capire chi, effettivamente oggi, ha potere di cambiare la vita a questo Paese e se riuscirà a farlo.
Ho sempre creduto che i voti si conquistassero per le cose che si promettono e si perdessero per le promesse che non si mantengono ma oggi sembra cambiato tutto visto che gli elettori si sono divisi in tifoserie.

Stop immediato dei mezzi non a norma e controlli a tappeto anti-caporalato

Sedici vittime, braccianti agricoli africani, in soli tre giorni nella provincia di Foggia. Questa strage va fermata. Chiediamo lo stop immediato di tutti i mezzi non a norma impiegati per il trasporto dei braccianti nei campi agricoli: non adibiti al trasporto di persone e non in regola con la dovuta documentazione per circolare sulle strade.

Siano accertate le dinamiche degli episodi mortali avvenuti in questi giorni nelle strade foggiane: chiarire se in questi contesti si siano verificati episodi di caporalato, di degrado delle condizioni di lavoro e di violazione della legge in materia. Questi controlli vanno fatti immediatamente e con severa efficacia in ogni regione di Italia.

In merito ai fatti avvenuti l’associazione No Cap, presieduta da Yvan Sagnet, sta depositando un esposto alla Procura della Repubblica di Foggia e sta informando il Prefetto della stessa provincia perché queste tragedie avvengono per la mancata applicazione della legge sul lavoro e delle norme di sicurezza.

Yvan Sagnet – Presidente Nocap

Dove sta il cambiamento?

Per oltre un secolo la mia è stata una famiglia di agricoltori per pura passione. Il primo di cui ho un ricordo nei racconti di mia madre, è il bisnonno. Siamo nei primi del novecento e il bisnonno, che di mestiere faceva l’architetto, dava in gestione a mio nonno una tenuta che possedeva alla Parrocchietta. Li mio padre, che era nato nel ’20, fa le elementari e diventa uno dei compagnucci della Parrocchietta, resi celebri da Alberto Sordi.

Giornata mondiale del rifugiato: la paura e la vergogna.

per-la-terra-uomo-soloNel giorno in cui tra le tracce di maturità ve n’è una dedicata all’art. 3 della Costituzione: quello che recita che siamo tutti uguali senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali e, in cui ritorna come ogni anno la giornata mondiale del rifugiato, è forse lecito chiedersi se dobbiamo rimanere fiduciosi che si sappia reggere alla prova scritta così come a quella del tempo e che queste giornate di commemorazione così attese continuino ad avere un senso se poi, episodi come gli ultimi avvenuti in un paese come il nostro, l’Italia, o in America (dove bambini migranti sono rinchiusi in gabbie dopo essere stati separati dai propri genitori) rinnegano ogni presenza di diritto e innescano odio parlando alla maggior parte di noi, alle nostre paure e incertezze.

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