“Lavorare insieme per contribuire a un veloce e reale cambiamento”, l’appello di Emanuele Feltri.

Cartello realizzato dai ragazzi di Paternò durante una manifestazione in difesa della valle del Simeto
Cartello realizzato dai ragazzi di Paternò durante una manifestazione in difesa della valle del Simeto

Alcuni giorni fa avevamo cercato di raccontare a parole nostre la storia di Emanuele Feltri, un giovane agricoltore siciliano che ha sfidato la mafia locale per difendere una valle bellissima come quella del Simeto e ne sta pagando il conto.

La sua storia ci ha fatto commuovere ma anche indignare perchè vorremmo che il lavoro, la salute pubblica, la salvaguardia del territorio, l’impegno fossero buone pratiche da produrre, con il sostegno delle autorità, senza doversi sempre difendere. Vorremo che il lavoro fosse un diritto per tutti da condurre serenamente e fossero promosse azioni che ne migliorassero le condizioni per renderlo effettivo.

E’ normale indignarsi quando a subire vessazioni sono giovani con tanta grinta e voglia di fare. Ci indignamo quando nelle campagne, i suoi abitanti, le produzioni agricole rimangono isolate, lasciate a se stesse come se fossero un mondo ‘altro’, ricordate solo quando servono a rappresentare un mondo nostalgico, bucolico, dove si magna e si beve e dove la tranquillità la fa da padrona senza guardare ad essa come realtà produttiva, ecologica, sociale e piena di tumulti spesso inespressi in cui “lo Stato è più lontano del cielo, e più maligno, perché sta sempre dall’altra parte” per citare una frase coniata da Levi.

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Emanuele uno di noi. La storia dell’agricoltore di Paternò che sfida la mafia locale.

Emanuele Feltri
Emanuele Feltri

La responsabilità di raccontare storie e fare in modo che l’ambiente esterno le recepisca diventa fondamentale nel mio lavoro. Questa è la motivazione che sta alla base del mio operare e che porta sempre ad addentrarmi nei processi cercando di comprenderli per analizzarli. Le storie da raccontare nascono soprattutto dall’impressione chei loro protagonisti riescono a suscitare in chi deve raccontarle.

E quella di Emanuele Feltri, 34 anni, è una di queste. Una storia che non può lasciare certo indifferenti.

Emanuele molte passioni e tanta gioia di vivere,  un sorriso contagioso che invita alla vita.

Qualche tempo fa questo ragazzo decide di abbandonare la frenetica vita di città per trasferirsi in una contrada, di nome Sciddicuni, nella valle del fiume Simeto. Una zona di campagna nota come terra di nessuno, perché su quel fiume i signori della malavita locale detengono un controllo pressoché assoluto per gli sversamenti illegali.

Ma Emanuele non ha paura e con vivo entusiasmo e caparbietà tira su una fattoria-bio, coltiva prodotti agricoli biologici e alleva animali.

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