Leonardo Conte: settimo giorno di sciopero della fame. Conte scrive a Pittella ed incassa la solidarietà del Vescovo.

Leonardo Conte, al settimo giorno di sciopero della fame, scrive al Presidente Pittella ed incassa la solidarietà del Vescovo.
Il comitato di sotegno esprime ancora preoccupazione per il suo stato di salute e intensifica le iniziative per la Manifestazione
contro lo Sciacallaggio di Martedì 29 luglio fra Policoro e Tursi.

“Leonardo Conte è fortemente provato e siamo grandemente preoccupati per la tenuta del suo stato di salute e i rischi che sta sopportando nella sua condizione” dice Mimmo Prencipe del Direttivo di Altragricoltura Metapontino dopo averlo visitato questa mattina ed avergli consegnato la risoluzione congiunta del Coordinamento del Comitato TerreJoniche e del Direttivo di Altragricoltura Metapontino con cui si annuncia la partecipazione alla manifestazione e si chiama alla solidarietà gli agricoltori del territorio.
Questa mattina, 26 luglio, a trovare Leonardo Conte in Piazza Heraclea a Policoro (dove Leonardo vive e dorme da sette giorni senza assumere in alcun modo cibo ma solo assumendo liquidi) sono stati in diversi. Fra gli altri, particolarmente gradita è stata la visita del Sindaco di Tursi Avv. Giuseppe Labriola, latore di un messaggio del Vescovo di Tursi Lagonegro Mons. Francesco Nolè di sostegno e solidarietà morale oltre che la disponibilità di fare quanto umanamanete possibile per favorire il tavolo di compromesso che Leonardo chiede da un anno e mezzo e che, nonostante la controparte avesse dato disponibilità alla partecipazione, è andato fin qui deserto.
La lettera a Monsignor Nolè è stata peraltro letta nei giorni scorsi durante la messa a Policoro. La disponibilità e il sostegno del Vescovo di Tursi si aggiunge, dunque, a quella dell’Assessore Regionale all’agricoltura e del Sindaco di Policoro nel premere per una soluzione concordata che eviterebbe ulteriori inutili tensioni nella comunità. Ad ogni modo il Comitato di sostegno va avanti nella preparazione della manifestazione di martedì 29 luglio e questa mattina Gianni Fabbris ha preso atto presso il Commissariato di Policoro dell’accoglienza da parte della Questura di Matera della comunicazione per la manifestazione.
Intanto Leonardo Conte ha scritto al Presidente della Regione Pittella per chiedere un suo personale intervento per favorire il compromesso.
Questo il testo inviato a Marcello Pittella da Leonardo Conte

“Al Presidente della Regione Basilicata
Buon Giorno Carissimo Presidente sono Leonardo Conte in sciopero della fame da sette giorni a Policoro da sempre ho lavorato per la mia famiglia e per la comunità in cui vivo e spero di continuare a viverci.Per colpa della crisi che attanaglia tutti, sia per la profonda ingiustizia che ho subito e denunciato ( dopo che gli apparati dello stato, Monistero della Sanità),mi distrussero con l’abbattimento dei capi di bestiame, sia presso la mia azienda che presso i miei clienti ai quali avevo venduto altri capi di bestiame, con una malattia inesistente, completamente inventata e quindi mai dimostrata la sua presenza, e non avendo mai avuto nè indennizzo e nè giustizia. Comunque la mia storia, e quello che sta succedendo, penso che leggendo i giornali e guardando la televisione la conoscete già.
Vi invito pertanto ad intervenire per quello che lei potrà, in forza della sua carica istituzionale per far sì che la controparte, la quale, in un primo momento tramite l’invito del Sindaco di Tursi si era resa disponibile ad un incontro, per una soluzione pacifica della vicenda, per ben due volte, ha rifiutato l’invito a partecipare al tavolo della mediazione. Sono consapevole e cosciente che vi sono le leggi e le procedure ( buone o sbagliate che siano ) ma ci sono anche delle regole morali che dovrebbero essere il principale fondamento di un vivere sano comune. Io sono deciso ad andare avanti fino in fondo con lo sciopero della fame, per trovare una soluzione dignitosa perchè non ho più la forza di continuare a subire ingiustizie ed umiliazioni e quindi mi rimetto alla sua riconosciuta sensibilità ed autorità, perchè intervenga personalmente per trovare il filo del dialogo con la controparte.
Grato per tutto quello che farà, le invio i miei saluti e i miei sentimenti di vera stima.
Cordialità
Leonardo Conte”

Crisi agricola: un silenzio assordante. La testimonianza di Leonardo Conte.

L’azienda Conte non passerà di mano, ci stiamo organizzando

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Giù le mani dal lavoro contadino

Invito alla stampa

Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

 

Terzo giorno di sciopero della fame di Leonardo Conte in P.zza a Policoro.

Com. Stampa

Terzo giorno di sciopero della fame di Leonardo conte per chiedere il rispetto degli impegni
Non si fermerà fino a quando non ci sarà il tavolo di mediazione.
Noi siamo pronti alla campagna nazionale “Caccia lo sciacallo” ed alla manifestazione del 29

locandinaIeri, per la terza volta, è andato a vuoto il tentativo di prendere possesso dell’Azienda di Angela e Leonardo Conte. Mentre Leonardo, assistito da Angela era in P.zza Eraclea a Policoro in sciopero della fame, un gruppo di persone solidali organizzate nel Comitato di sostegno ad Angela e Leonardo e per la difesa delle aziende in crisi, ha ricevuto l’Ufficiale Giudiziario e quanti altri si sono presentati per dare esecuzione alla procedura richiesta dalla persona che, avendo comprato all’asta parte dei beni della famiglia Conte, pretende di entrarne in possesso.
All’Ufficiale giudiziario che, facendo il proprio dovere, voleva redigere un verbale dentro la proprietà, abbiamo chiesto di sapere perché gli impegni sottoscritti nel verbale precedente erano stati disattesi.
Nel precedente tentativo di accesso, infatti, l’Ufficiale Giudiziario aveva sospeso la procedura verbalizzando che c’era un tentativo consensuale di compromesso, visto che il sindaco di Tursi aveva convocato un Tavolo presso il comune. Nonostante l’impegno della controparte a venire al tavolo, convocato per due volte dal sindaco e nonostante la parola data, la controparte non si è presentata al’incontro. Dunque abbiamo preteso di sapere perché e di verbalizzare, conseguentemente, il fatto che gli impegni presi alla ricerca di una soluzione concordata venivano disattesi ribadendo il nostro invito a sedersi ad un tavolo e, successivamente a procedere in caso di mancato accordo. Anche a questo la controparte si è rifiutata e la nostra delegazione ha ribadito con fermezza la indisponibilità a procedere consensualmente.
E’ andato a vuoto, non senza tensione, il terzo tentativo di procedere nell’esecuzione. Ci è stato consegnato un verbale in cui la controparte annuncia di voler chiedere la presenza delle forze dell’ordine e, dunque, non manifesta alcuna disponibilità a discutere di una soluzione di compromesso.
“Quanto denaro, tempo e parole sprecate” ha commentato Gianni Fabbris “per una soluzione che certamente si sarebbe trovata sedendosi al tavolo. Evidentemente fin’ora ha prevalso l’idea di incassare una facile speculazione ma cosi non potrà essere. Non ci sarà niente di facile e non sopporteremo l’idea che un vicino di casa, nel bel bezzo di un’operazione di rilancio e consolidamento dell’azienda operata con la solidarietà degli altri agricoltori, metta le grinfie sulla vita di Angela e Leonardo”. Questa sera (22 luglio 2014) in Piazza Heraclea nel presidio dove Leonardo Conte sta tenendo il terzo sciopero della fame essendo assolutamente determinato a non interromperlo fino a quando non ci sarà il tavolo di compromesso e mediazione, terremo la nostra riunione organizzativa per decidere le prossime mosse. Una cosa è certa: se non avremo entro stasera segnali di disponibilità al confronto, cambieremo atteggiamento. Fin’ora non abbiamo mai fatto il nome della persona che pensa di entrare in possesso di quei beni nel convincimento che con il tempo avrebbe prevalso la ragionevolezza. Se cosi non sarà siamo pronti alla più ampia campagna di informazione dal titolo “Caccia al/lo sciacallo” per chiedere agli italiani “cosa pensi se il tuo vicino di casa, mentre sei impegnato a risolvere i tuoi problemi finanziari, ne approfittasse per comprare all’asta la tua casa?”. Campagna nazionale che avrà l’obiettivo di aprire i riflettori su questa vicenda come abbiamo, al contrario, non voluto fare fin qui.
Intanto stiamo preparando la MANIFESTAZIONE CONTRO LO SCIACALLAGGIO per il 29 Luglio lungo le strade di accesso all’azienda di Leonardo e Angela.

Crisi agricola: un silenzio assordante. La testimonianza di Leonardo Conte.

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Giù le mani dal lavoro contadino

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Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

Oggi alle 18,30 in Piazza Eraclea a Policoro, Leonardo Conte inizia lo sciopero della fame per ottenere il rispetto degli impegni.

Com. Stampa

Oggi Leonardo Conte inizia lo sciopero della fame che interromperà solo quando
si terrà il tavolo di compromesso che chi ha fatto l’offerta all’asta aveva accettato

Lettera al Vescovo di Tursi ed alle Parrocchie della Diocesi
Incontro domattina con l’Assessore Regionale Michele Ottati e conferenza Stampa al Consiglio Regionale

conteOggi alle ore 18,30 Leonardo Conte inizia il suo sciopero della fame in piazza Eraclea a Policoro che porterà avanti fino a quando non si terrà il tavolo di compromesso su cui chi ha fatto l’offerta per comprare all’asta la sua terra si era impegnato e che è andato deserto per ben due volte nonostante la convocazione da parte del Sindaco di Tursi perchè la controparte non si è presentata.
Leonardo Conte ha inviato stamattina una lettera al Vescovo di Tursi, Monsignor Nolè ed alle parrocchie della Diocesi, in cui si fa appello ad un suo intervento in nome della sua autorità morale dal momento che non tutte le questioni possono essere ricondotte solo alla speculazione ed al denaro ma l’etica delle azioni è base fondante della convivenza pacifica nelle comunità.
La lettera questa mattina (domenica) è consegnata ai parroci di Policoro e lo sarà nei prossimi giorni a tutti i parroci. Nella giornata di oggi verrà inviato un fax/telegramma alla controparte con la richiesta di chiedere al tribunale la sospensione delle procedure esecutive e di sedersi al tavolo di mediazione.
Lo sciopero della fame di Leonardo Conte è sostenuto e supportato dal Comitato per la Difesa di Angela e Leonardo e delle aziende agricole” che sta attivando tutta una serie di iniziative.
Il Comitato per Angela e Leonardo e contro le vendite all’asta si è incontrato ieri sera come annunciato nella Sala Parrocchiale della Chiesa Madre di Policoro in Piazza Heraclea ed, alla fine, con un documento che sarà inviato alla Regione Basilicata, ai consiglieri regionali, ai parlamentari lucani ed al Governo Nazionale ha ribadito che: “la vicenda di Angela e Leonardo è solo la punta di un iceberg che nasconde una realtà gravissima in tutto il Metapontino come nelle aree agricole di tutto il Paese in cui nei decenni scorsi sono stati fatti grandi investimenti da parte degli agricoltori. Una intera generazione di agricoltori ha creduto alla promessa di grandi opportunità che la globalizzazione dei mercati e l’apertura delle frontiere per favorire la competizione avrebbe portato. Promessa fatta loro dalla politica, ovvero da chi ha avuto responsabilità di governo ma anche da tutte le organizzazioni professionali agricole, che avevano garantito un meraviglioso futuro di modernità a condizione che gli agricoltori italiani avessero smesso di fare i contadini e fossero diventati imprenditori investendo sulle imprese agricole capitali. Gli investimenti per gli agricoltori sono possibili ad una sola condizione: smobilizzando e portando a garanzia i patrimoni di terra e proprietà degli agricoltori. Nei decenni scorsi una enorme mole di denaro è stata investita sulla scommessa del mercato globale in una grande innovazione di processo e prodotto da parte degli agricoltori ricorrendo al debito bancario garantito dai patrimoni accumulati dalle generazioni precedenti (padri, nonni, madri) sulla base di una logica forse antica ma per secoli vincente: quella dell’oculatezza e del risparmio contadino legato al lavoro della terra e non certo alla finanziarizzazione dei processi economici. La verità si è purtroppo svelata come la più grande delle menzogne operate in danno degli agricoltori e dei cittadini/consumatori: il crollo dei prezzi al campo e l’aumento vertiginoso dei costi produttivi sono stati solo una cartina di un quadro in cui l’Europa e l’Italia scelgono di poter fare a meno delle nostre aziende produttive che rimangono sempre di più caricate di debiti non remunerati dagli andamenti di mercato. E’ questa la vera natura dell’indebitamento dell’azienda agricola nelle aree produttive una volta forti del nostro Paese: è conseguenza non della capacità degli agricoltori di fare il proprio mestiere ma della incapacità della politica di garantire un quadro in cui gli investimenti abbiano un senso”. Con questo convincimento il “Comitato per la Difesa di Angela e Nando e dell’agricoltura lucana” ha rivendicato tutte le iniziative condotte in questi anni insieme ad Altragricoltura e a molte altre realtà sociali, sindacali e culturali e si rivolge direttamente alla Regione Basilicata ed al Governo con un documento che sarà presentato domattina (21 luglio) alle ore 9 a Potenza all’Assessore Regionale Michele Ottati ed inviato ai Parlamentari lucani in cui, al primo punto, si chiede la Moratoria delle esecuzioni contro le aziende agricole per il tempo necessario a ricontrattare in Europa e con il Governo Nazionale le condizioni di un rilancio vero che assicuri reddito e futuro per chi lavora la terra.
Sempre alle ore 9 di domattina all’assessore Regionale Michele Ottati sarà consegnato un documento con le proposte per il rilancio dell’Azienda Conte e per alcuni interventi nelle aree di crisi dell’agricoltura lucana. Il documento si intitola “TRASFORMARE LA CRISI RURALE IN OPPORTUNITA’ ECONOMICA E SOCIALE” e contiene un pacchetto di proposte operative e progetti per sperimentare in Basilicata la possibilità di assistere le aziende agricole in crisi verso modelli positivi economicamente gestibili.
ALLE ORE 10,30 CONFERENZA STAMPA NELLA SALETTA A PIANO TERRA DEL CONSIGLIO REGIONALE A POTENZA PER ILLUSTRARE LE PROPOSTE PRESENTATE ALLA REGIONE BASILICATA CON L’INVITO A PARTECIPARE ALL’ASSESSORE REGIONALE ALL’AGRICOLTURA MICHELE OTTATI.

ALLE ORE 13 CI TROVIAMO TUTTI ALL’AZIENDA CONTE A MADONNELLE (CONFINE FRA TURSI E POLICORO) PER TENERE UN’ASSEMBLEA, PRANZARE ED ATTENDERE L’UFFICIALE GIUDIZIARIO PER IL CAFFE’. SPERIAMO NON VENGA PERCHE’ SI SOSPENDONO LE PROCEDURE E SI TORNI AL TAVOLO

Crisi agricola: un silenzio assordante. La testimonianza di Leonardo Conte.

L’azienda Conte non passerà di mano, ci stiamo organizzando

Invito il 23 gennaio a Policoro: contro gli sciacalli nel Metapontino

Nasce Rinascita Lucana, prima associazione in difesa della terra e di chi la lavora.

Contro gli sciacalli: prossima tappa a Policoro, stiamo preparando la risposta!

Giù le mani dal lavoro contadino

Invito alla stampa

Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

Ancora un appello a chi ha comprato l’azienda all’asta: sospendi le procedure e siediti al tavolo di compromesso. Noi siamo comunque pronti.

Com. Stampa

Il Comitato di sostegno ad Angela e Leonardo e per la difesa delle aziende in crisi nel metapontino rivolge un ulteriore appello a chi ha comprato all’asta: sospendi le procedure e discuti di un compromesso

Da domenica mattina Leonardo Conte inizia lo sciopero della fame che andrà avanti fino a quando non si aprirà il tavolo di confronto per trovare una soluzione concordata. Altragricoltura lo sostiene fino in fondo e prepara le ulteriori mosse per una soluzione positiva.

conteStamattina, 19 luglio 2014, si è tenuta la Conferenza stampa a Policoro in cui Gianni Fabbris, Leonardo Conte ed Angela Ergastolo hanno fatto il punto della situazione sulla vertenza in difesa dell’azienda “Fior di salumi”.
Il fatto: l’azienda costruita dalla famiglia Conte era una delle più importanti aziende allevatrici e di trasformazione dell’Italia meridionale arrivando a far registrare un fatturato di oltre 10 miliardi di lire negli anni ’90 e diventando la più importante azienda biologica del Mezzogiorno.
Quella azienda è entrata in crisi come la quasi totalità delle aziende di quel tipo meridionali per le congiunture del mercato e il quadro delle scelte di politica agricola ma anche per effetto di una profonda ingiustizia contro cui Leonardo Conte ha sempre combattuto e che ha sempre denunciato: l’abbattimento senza alcun indennizzo dei capi per il sospetto di “afta epizootica” che si è poi rivelato infondato ma per cui non è stato pagato alcun risarcimento precipitando l’azienda in una profondissima crisi da cui non si è più risollevata.
Negli anni scorsi, grazie anche all’iniziativa del Soccorso Contadino, quella azienda è stata oggetto di un piano di rilancio e di fuoriuscita dalla crisi su cui si stanno avviando investimenti e progetti perché poss tornare ad essere un’azienda produttiva modello capace di produrre cibo e servizi di qualità nel quadro dei nuovi orientamenti di mercato.
Ad interrompere questo processo è però intervenuto l’evento traumatico della vendita all’asta per cui un vicino di terreno (che dunque conosceva e conosce bene la condizione di Leonardo e Angela ed il fatto che stanno in tutti i modi lavorando alla messa in sicurezza ed al rilancio dell’azienda) ha comprato per 80.000 euro un valore di almeno seicentomila euro.
Non essendo riusciti per motivi “tecnici” ad evitare la vendita, Altragricoltura, che non ha mai contestato gli aspetti formali della vendita avvenuta all’interno delle procedure di legge (su cui comunque avremmo molto da criticare per come sono consentite) fin dal primo momento ha posto un problema in termini chiari: “Se è criticabile ma comunque legalmente lecito e comprensibile il fatto che qualcuno compri all’asta quando l’azienda è morta o cessata cercando di far fruttare al meglio i propri soldi non è moralmente accettabile il fatto che questo avvenga quando i beni sono oggetto dello strenuo tentativo di risanamento, rilancio e difesa di chi non solo non li ha abbandonati ma sta provando a risolvere i problemi”.
E’ il caso dell’Azienda Conte che è stata comprata all’asta da chi sapeva bene la sua situazione e conosceva gli sforzi di Leonardo e Angela. E’, questo, per Altragricoltura un atto immorale intollerabile in una comunità, su cui fin dal primo momento con molte pubbliche iniziative alla presenza di ogni autorità (compreso il viceprefetto invitato nella sala Consigliare di Policoro) è stato chiesto un ripensamento che poteva scongiurare una lesione, una frattura alla convivenza civile e pacifica.
Diverse sono le ipotesi possibili; fra queste, per esempio, quelle di recuperare i soldi investiti da chi ha fatto l’offerta oppure quella di mettere le risorse investite a capitale nella società cooperativa già costituita per il rilancio dell’azienda e che è pronta agli investimenti per fare di quel luogo un’azienda modello di Agricoltura Sociale, Allevamento e trasformazione biologica, servizi agrituristici e di ristorazione al territorio.
Perchè questo possa accadere, però, occorre la disponibilità e la volontà di trovare un compromesso che tuteli tutti e, così, sembrava stesse avvenendo quando l’ultima volta che l’Ufficiale Giudiziario aveva cercato di entrare in azienda, si era sospesa la procedura con un verbale in cui le parti, prendendo atto che il Sindaco di Tursi aveva convocato un Tavolo di Compromesso, si impegnavano ad incontrarsi.
Quel tavolo, però, non si è mai tenuto per le pretestuose motivazioni di chi ha comprato che, evidentemente, dopo aver dato la parola della disponibilità all’incontro in realtà continua ancora a pensare di poter incassare l’affare a facile prezzo senza dover rendere conto e senza voler fare un passo indietro.
Ieri pomeriggio Gianni Fabbris era andato in Questura a Matera per rappresentare la gravità nel Metapontino delle tante aziende in crisi e il fatto che per queste crisi servono soluzioni istituzionali, politiche e comunque concordate fra le parti. Fabbris ha sottolineato ai rappresentanti delle forze dell’ordine che l’azione condotta in questi anni da Altragricoltura sul territorio si è sempre sforzata di ricercare e trovare delle soluzioni di compromesso e negoziate e che questo ha tenuto per molti aperta la speranza. “Se questa azione dovesse fallire, se dovesse venire meno la funzione della mediazione sindacale tutto diventerebbe un problema di ordine pubblico” ha argomentato Fabbris aggiungendo che “i problemi non sarebbero solo per il tentativo di entrare nell’azienda Conte che noi siamo determinati ad impedire assumendocene la responsabilità ma, soprattutto, per le tante altre situazioni di aste aperte che, non avendo prospettive di soluzioni, lascerebbe il campo alla reazione di quanti non sono disposti ad essere semplicemente agnelli sacrificali della crisi ed a perdere il lavoro di una vita”.
Nella conferenza stampa di oggi, dunque, Fabbris ha rivolto direttamente un appello a chi ha comprato: “Sospendi di tua iniziativa la procedura in corso, evita che lunedì l’Ufficiale Giudiziario sia chiamato ad ulteriori passi formali e siediti al tavolo di confronto per trovare un compromesso e rilanciare l’azienda o metteti in condizione di recuperare l’investimento”. Per Altragricoltura e il Comitato di Sostegno ad Angela e Leonardo sarebbe questo un gesto importante di disponibilità che consentirebbe una discussione positiva ma se questo non ci sarà, l’atteggiamento avuto fin’ora cambierebbe. Il Comitato di Sostegno ha discusso ed ha pronta una campagna nazionale dal titolo: TOGLIAMO ANGELA E LEONARDO DALLE GRINFIE DEGLI SCIACALLI, che, evidentemente, avrebbe l’obiettivo (fin qui non praticato per ricercare al contrario una soluzione concordata) di fare in modo che su questa vicenda si apra la più grande attenzione dell’opinione pubblica nazionale cui verrà chiesto se “Trovate morale che il vostro vicino di casa approfitti dei vostri guai comprando all’asta i vostri beni mentre voi cercate di uscire dalla crisi?”.
Nel frattempo il Comitato, con l’obiettivo di tentare fino in fondo la via della mediazione e del compromesso, annuncia il sostegno attivo ad una importante ed impegnativa iniziativa che la la famiglia Conte sta per assumere.
DA DOMATTINA DOMENICA 20 LUGLIO, LEONARDO CONTE IN PIAZZA HERACLEA INIZIERA’ UNO SCIOPERO DELLA FAME CHE ANDRA’ AVANTI FINO A QUANDO NON SI REALIZZERA’ IL TAVOLO DI COMPROMESSO PROPOSTO DAL SINDACO DI TURSI.
A Leonardo ed Angela anche in questo caso non andrà solo la solidarietà ma, anche, l’impegno attivo per cui, nel frattempo, metteremo in campo tutta una serie di iniziative per chiamare la comunità di Policoro e del Metapontino a rispondere al quesito “Siamo davvero disposti ad accettare che un abitante del territorio che ha qualche disponibilità economica possa approfittare della difficoltà del suo vicino e comprare all’asta il lavoro di una vita mentre i suoi confinanti sono impegnati nell’azione di rilancio e risanamento?”.
Domattina, in occasione dell’avvio del presidio in sostegno dello sciopero della fame di Leonardo Conte alle ore 12, sarà diffuso l’agenda delle iniziative per lunedi mattina in attesa di sapere se l’appuntamento con l’Ufficiale Giudiziario sarà sospeso o meno. Se non lo sarà ci troveremo tutti alle ore 13 all’Azienda Conte per preparare il Caffè per gli ospiti.

Crisi agricola: un silenzio assordante. La testimonianza di Leonardo Conte.

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Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

Vertenza Conte. Per la seconda volta la controparte non rispetta la parola data.

Com. Stampa

Il Sindaco di Tursi aveva riconvocato il tavolo di mediazione per ieri

17 luglio alle ore 16
La controparte che pensa di mettere le mani per un tozzo di pane sulla vita e l’azienda di Angela e Leonardo, nonostante si fosse impegnata a partecipare per la seconda volta ha disertato il tavolo.
Sabato mattina ore 11 a Policoro in Piazza Heraclea, annunciamo la risposta. Noi facciamo sul serio.
Oggi abbiamo chiesto l’incontro al Questore di Matera e domani sera riunione organizzativa.

conte“Nonostante tutta la nostra buona volontà a ricercare e trovare un accordo” ha dichiarato Fabbris “qualcuno fa finta di non capire e pensa di non dover rispondere dell’immoralità di un gesto cui sarà chiamato a dare conto”.
Un paio di settimane fa l’Ufficiale Giudiziario venuto ad eseguire la presa in possesso dell’Azienda di Angela e Leonardo da parte di chi ha comprato all’asta i beni di un’azienda viva ed in piena fase di rilancio, aveva sospeso la procedura di fronte alla presa d’atto che il Sindaco di Tursi aveva offerto la mediazione per trovare una soluzione e che il Comitato di sostegno ad Angela e Leonardo aveva ampiamente dichiarato la disponibilità ad una mediazione.
La controparte aveva preso atto e dichiarato la propria disponibilità a sedere ad un tavolo di confronto ma aveva mandato a vuoto il primo incontro con motivazioni assolutamente pretestuose e strumentali cui lo stesso sindaco aveva risposto con una ulteriore convocazione per ieri pomeriggio presso il Municipio di Tursi.
Anche questa volta la controparte non si è presentata preferendo, evidentemente, la strada di non rispettare la parola data e dimostrando fino in fondo la strumentalità degli argomenti di chi da un anno e mezzo continua a far finta di non capire.
“Noi facciamo sul serio” ribadisce Gianni Fabbris che annuncia la convocazione di una conferenza stampa per domattina 19 luglio alle ore 11 in Piazza Eraclea a Policoro quando inizierà il presidio base della organizzazione del Comitato di sostegno.
Nella Conferenza Stampa di sabato 19 a Policoro Altragricoltura darà conto delle prossime mosse sulla base di una serie di consultazioni ed incontri che stanno avvenendo in queste ore.
Stamattina Fabbris aveva incontrato su questa vicenda a Potenza l’Assessore Regionale all’agricoltura Michele Ottati ed oggi alle ore 18 sarà alla Questura di Matera avendo chiesto un incontro al Questore per rappresentare la criticità della situazione delle aziende vendute all’asta nel Metapontino ed, in particolare, della vicenda di Leonardo e Angela.
“Ad ogni modo” ha dichiarato Gianni Fabbris “siamo intenzionati ad andare fino in fondo anche perchè noi siamo abituati a rispettare la parola data e consideriamo l’impegno per difendere questa azienda come un impegno assunto nei confronti dei tanti e tante che vivendo la crisi sono quotidianamente alla mercè di usurai e sciacalli di ogni genere”

Crisi agricola: un silenzio assordante. La testimonianza di Leonardo Conte.

L’azienda Conte non passerà di mano, ci stiamo organizzando

Invito il 23 gennaio a Policoro: contro gli sciacalli nel Metapontino

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Giù le mani dal lavoro contadino

Invito alla stampa

Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

Aggiornamenti sulla vertenza Conte. La dignità e il futuro delle aziende agricole non si comprano all’asta.

Vertenza Conte – oggi c’era il tavolo ma, con un pretesto, i nostri interlocutori non si sono presentati.

Policoro 2.7.14
Comunicato stampa

GIU’ LE MANI DALLE NOSTRE TERRE- VERTENZA CONTE
È da un anno e mezzo che chiediamo un tavolo di compromesso ma evidentemente qualcuno non lo vuole.
Con una evidente scusa la controparte non si è presentata al tavolo
Insistiamo: serve una soluzione di buon senso e chiediamo al Sindaco di Tursi di riconvocare il tavolo
Nel frattempo ci organizziamo e continuiamo a lavorare la terra.

locandinaOggi, alle ore 12, in risposta alla convocazione del Sindaco di Tursi, Avv. Labriola, siamo andati al Comune di Tursi per incontrare le persone che hanno avanzato l’offerta di acquisto dei beni dell’Azienda di Angela e Leonardo Conte e che ora rivendicano il possesso in forza dell’aggiudicazione dell’asta avvenuta all’inizio del 2013.
Speravamo che, finalmente, potessimo confrontarci con queste persone e discutere di una situazione di compromesso che, in maniera consensuale, risolvesse una situazione di contrasto che mina la convivenza civile della stessa comunità di Tursi e Policoro costituendo un vulnus etico e morale.
Questo incontro, per dire la verità, lo stiamo chiedendo da oltre un anno e, l’altro giorno, abbiamo preso atto della Convocazione del tavolo da parte del Sindaco di Tursi e che, finalmente, la controparte dichiarava di essere disponibile ad incontrarsi.
Lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo: l’acquisto all’asta di beni di un’azienda in difficoltà può anche avvenire in maniera legale ma c’è un confine etico e morale che non può essere superato; quel confine, per noi, diventa invalicabile quando quell’azienda è condotta da chi non la ha abbandonata, quella terra continua a lavorarla tanto che sta impegnando se stesso ed altri nel suo rilancio.
Con questo approccio eravamo andati oggi all’incontro per offrire soluzioni che ricomponessero gli interessi di tutti attorno al rilancio dell’azienda dando il segnale che viene scongiurato il rischio di sciacallaggio per riportare la vicenda attorno ad un confronto sano di tutela di interessi personali e collettivi.
Anche oggi non è stato possibile, dopo una lunga attesa è arrivato un Fax che (a firma della controparte che attendevamo e trasmesso dallo studio dell’Avvocato Cipriano di Novasiri) comunicava al sindaco che avremmo atteso invano.
Singolare e stravagante la motivazione addotta: viene asserito che io (Gianni Fabbris) avrei sostenuto durante la conferenza stampa tenuta la mattina di lunedi scorso che “la vendita giudiziaria sarebbe stata preceduta da un incontro a porte chiuse, a Matera, da parte di gente senza scrupoli per pilotare l’asta” e che accuserei “il CTU, il professionista delegato e lo stesso Giudice, di aver scientemente sottovalutato il valore dei beni acquistati”.
Palesemente falso e fortunatamente la Conferenza stampa (come molti dei miei atti fatti alla luce del sole e di cui sono abituato a prendere la piena responsabilità da sempre) è stata registrata e seguita non solo da molte persone presenti che vi hanno assistito ma anche da 4 giornalisti della carta stampata e della TV oltre che seguita dallo stesso Sindaco di Tursi (Avv. Labriola), dall’Avv. del Soccorso Contadino Melidoro e da Don Salvatore parroco di Policoro che, se servisse, sarebbero tutti chiamati a testimoniare.
In quella conferenza, fra le diverse cose che sono state dette, mai è stata messa in discussione la legittimità e la correttezza del lavoro svolto dal CTU, dagli uffici del Tribunale o da quanti hanno gestito la procedura che ha portato alla vendita dei beni e mai (né in quella occasione, né nelle molte altre che si sono presentate in cui ci siamo espressi) io o altri miei collaboratori abbiamo confutato la legalità degli atti svolti. Abbiamo, al contrario, sempre dato atto non solo della correttezza e della professionalità di chi ha attuato le procedure ma anche della disponibilità di chi le ha gestite all’ascolto ed alla comprensione.
Abbiamo posto una questione etica e morale come abbiamo tutto il diritto a fare e continueremo a fare e lo ribadisco: la vita delle persone e in particolare quell’azienda agricola non si può comprare all’asta e noi non cederemo e continueremo a rivendicare quella terra ed il diritto a gestirla.
Cosi come continueremo nell’impegno contro le vendite all’asta che chiede soluzioni politiche e istituzionali prima di tutto ma, anche trasparenza. Confermo dunque, come annunciato in conferenza stampa, che stiamo chiedendo un incontro al Presidente del Tribunale di Matera per sapere come e con quali procedure la Magistratura Lucana è in grado di accertare, per esempio, la trasparenza degli acquisti all’asta dei beni considerando che, se è vero che la crisi economica produce difficoltà per tante famiglie ed imprenditori abbiamo tutto il diritto di capire da dove vengono i soldi con cui si acquistano i beni delle persone in difficoltà.
In verità a noi appare evidente la pretestuosità della motivazione addotta per non essere presenti oggi all’incontro e ribadiamo l’invito alla controparte: vieni al tavolo per discutere e ricercare una soluzione.
Lo chiediamo direttamente a lui facendo appello al suo senso etico e morale ricordando, a lui ed a noi stessi, un principio che ci ha guidato in tanti anni di impegno per la difesa dei diritti e la democrazia: c’è un tempo per le decisioni ed uno per gli avvocati e non bisogna mai fare confusione perchè a volte si corre il rischio di pagare caro (con le parcelle e con la perdita di autonomia).
Oggi ci rivolgiamo direttamente a chi a quel tavolo non è venuto ed alla sua responsabilità morale: noi rimaniamo fermi nella ricerca di una soluzione utile per tutti e se lo sarai anche tu la troveremo. Poi ci sarà il tempo dei tecnici (compresi gli avvocati).
Comunque noi ci organizziamo: domani sera è convocata presso la Sala Parrocchiale della Chiesa Madre di Policoro un incontro per Costituire il Comitato largo di sostegno ad Angela e Leonardo Conte e preparare le prossime iniziative a partire da quelle che stiamo indicendo per il 20 ed il 21 Luglio prossimo proprio nell’azienda dove presenteremo con un largo invito a presenze istituzionali e sociali i piani di messa in sicurezza, rilancio, investimento e acquisizione dell’azienda.
Attendiamo che il Sindaco Labriola, di cui diamo atto dell’impegno e di aver colto il valore concerto che può avere una soluzione consensuale della vertenza per il territorio e la comunità, riconvochi il tavolo, sperando che, questa volta non vada deserto delle nostre controparti.”

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Giù le mani dal lavoro contadino

Invito alla stampa

Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

Aggiornamenti sulla vertenza Conte. La dignità e il futuro delle aziende agricole non si comprano all’asta.

Giù le mani dalla terra di Angela e Leonardo, la loro vita non si compra. Giù le mani dal nostro diritto al futuro.

Grazie…. grazie a tutti quelli che oggi sono stati con noi per impedire lo sgombero dell’azienda di Leonardo e Angela e che hanno condiviso una bella giornata di mobilitazione, organizzazione e proposta portando a casa un nuovo risultato positivo.
Ho negli occhi la sofferenza di Angela e la commozione di Leonardo mentre parlava del perchè e del come la sua azienda si è trovata nella crisi e so che tutti quelli che erano con me oggi sono stati profondamente colpiti. Erano tutti agricoltori e tutti sapevano che i problemi di Angela e Leonardo sono i problemi di tutti loro: la crisi da indebitamento delle aziende agricole non è figlia della capacità o meno degli agricoltori di fare impresa (che hanno saputo fare da sempre) ma del fallimento del sistema di produzione, distribuzione e consumo degli alimenti ed, in particolare, della tenaglia terribile di aumento pazzesco dei costi e di crollo dei prezzi al campo. Il fallimento nelle campagne di questo capitalismo globalizzato e delle sue bugiarde promesse di modernità.
conteE’ chiaro che le risposte che servono sono risposte politiche e di sistema: serve una moratoria immediata delle esecuzioni in danno delle aziende agricole per il tempo necessario a rilanciare con una seria e robusta azione la loro funzione produttiva e la loro capacità di creare reddito e ricchezza sociale ed economica e non, come accade oggi, solo debiti. Serve decidere se il nostro Paese e l’Europa devono essere solo un mercato di consumo di prodotti agroalimentari o anche un luogo di produzione del cibo. Serve, dunque, un cambio profondo di passo per uscire da una crisi che sta alimentando e nutrendo con l’impoverimento spaventoso chi vive nelle aree rurali.
Abbiamo condotto questa azione nel mezzo di una crisi drammatica da economia di guerra in cui i più soccombono e qualcuno (esattamente come in economia di guerra) approfitta della situazione. I primi sciacalli sono gli speculatori finanziari e chi tiene in mano il controllo delle filiere commerciali ma è anche chiunque (magari il tuo vicino di podere, pensando di fare un facile affari) si fa spregio di qualsiasi regola etica e cerca di guadagnare dalle tue disgrazie decretando la morte civile, materiale e morale della tua azienda.
Per questo, mentre chiediamo con forza risposte politiche e istituzionali alla crisi generale delle aree rurali siamo impegnati a difendere ogni azienda che possiamo per salvare la storia, i saperi e i sogni degli uomini e delle donne; arginare la desertificazione delle attività umane nelle campagne, di cura del territorio e di gestione produttiva ed attiva con l’azione concreta e diretta per salvare le aziende (qui ed ora) dalla morsa dell’indebitamento senza prospettive significa difendere il territorio, la sua storia, la sua cultura, le sue comunità e, soprattutto, significa poter salvare il nostro diritto al futuro.
Grazie alla nostra azione, anche oggi siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissi. Fra tutti ne indico tre:
fare avanzare la percezione e la concretezza di un fronte di alleanze fra agricoltori, cittadini e istituzioni contro la crisi e contro le vendite all’asta
ottenere quel tavolo di composizione e mediazione che chiediamo da oltre un anno ma che fino a ieri sembrava solo un’utopia in nome della falsa morale e che chi compra ha i soldi e dunque ha sempre ragione
riproporre con forza alla politica ed all’opinione pubblica la gravità di una crisi rurale che per essere risolta ha bisogno di misure straordinarie e non dei pannicelli caldi della burocratica applicazione dei criteri della competitività e dello sviluppismo.
Grazie a tutti che avete condiviso questa bella ed impegnativa giornata rafforzando la dimensione di una comunità in lotta che sa stare in piedi, con dignità e senza alcun cappello in mano.
Grazie soprattutto a Nuccio Labriola, sindaco di Tursi che prima ha detto: “Io e Gianni siamo agli opposti politici e la pensiamo da sempre diversamente ……..” e poi ha accolto la nostra richiesta di convocare quel tavolo di compromesso presso il Comune di Tursi. Con questo gesto ha reso possibile quello che per oltre un anno non è stato possibile, visto il silenzio della controparte, e vale più di ogni ragionamento e divisione politica.
Caro Nuccio siamo dalla stessa parte della barricata, tu come sindaco di un territorio di agricoltori che sta esplodendo e io che quotidianamente, con i tanti con cui condivido le esperienze sindacali e sociali, devo provare a farmi carico delle loro richieste di aiuto.
conteIo non so se a quel tavolo che da dopodomani si avvierà nel Comune di Tursi avremo di fronte gente con la voglia vera di trovare un compromesso, so che quel tavolo è un punto prezioso di lavoro e noi ci verremo con la determinazione e l’impegno di trovare la via per il rilancio dell’azienda, del lavoro e della vita di Angela e Leonardo ma anche per la speranza di tanti agricoltori in crisi che guardano a noi ed al modo come gestiamo vertenze, proposte e iniziative.
Abbiamo elaborato progetti, piani di investimento e rilancio che saranno utili per quel tavolo se chi si siederà di fronte a noi vorrà trovare una soluzione ma se cosi non sarà saranno utili comunque per rilanciare l’azienda, perchè noi da li non usciremo e siamo fortemente determinati a rilanciarla.
Leonardo ed Angela dormiranno stanotte con la consapevolezza che non sono soli, che sono più forti e che il progetto di rilancio della loro azienda è una utopia che si sta concretizzando mentre riconquistiamo metro dopo metro il diritto a lavorare quella terra ed allevare quegli animali che per decenni hanno praticato e che nessuna vendita all’asta può comprare.

 

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Giù le mani dal lavoro contadino

Invito alla stampa

Invito alla stampa: lunedi tenteranno di sgomberare l’azienda alluvionata ed in crisi venduta all’asta. Lo impediremo

contePer la seconda volta chi ha comprato per quattro soldi l’azienda agricola di Leonardo Fiordisalumi Conte, azienda alluvionata ed in crisi.”L’azienda Conte è attualmente occupata da un gruppo di agricoltori in sostegno e solidarietà con la famiglia di Leonardo e Angela e, se non sarà possibile trovare un accordo, siamo fermamente intenzionati a non lasciarla” ha dichiarato Gianni Fabbris a nome di Altragricoltura e dell’Associazione Soccorso Contadino che sta sostenendo le ragioni dell’azienda. In queste settimane è stato prodotto un progetto di recupero e rilancio dell’azienda Conte ed Altragricoltura chiede a chi ha comprato all’asta di rendersi disponibile ad un accordo ed a una soluzione concordata.
Lunedì 30 Giugno, l’Ufficiale Giudiziario, per conto di chi ha comprato all’asta, cercherà di prendere possesso dell’azienda e sarà accolto li in mobilitazione dagli agricoltori e i componenti il Comitato TerreJoniche che gli consegnerà copia della richiesta formale di un incontro per la ricerca di un accordo inviata al Sindaco di Tursi, al Prefetto, alla Regione Basilicata ed al Vescovo di Tursi Lagonegro; tavolo di incontro cui, finora, chi ha comprato non ha dato segno di volersi sedere ma su cui fidiamo comprenda la necessità per evitare inutili tensioni.
Il presidio si terrà in agro di Tursi alle porte di Policoro nell’azienda allevatrice/griglieria di Leonardo Conte.

Questo il programma della giornata:
– ore 9/12 Incontro del Comitato TerreJoniche sulla vertenza alluvione
– ore 12: Conferenza stampa di presentazione del progetto di difesa, riappropriazione e rilancio dell’azienda
– Ore 13: Colazione Contadina in attesa dell’Ufficiale Giudiziario

Siete tutti invitati a partecipare.

Per arrivare in azienda
a) Provenendo da Metaponto: lasciare la SS Jonica prima del primo svincolo per Policoro entrando nell’area di servizio ENI subito dopo il ponte sul fiume Agri. Procedere sulla complanare verso Policoro e, prima di Policoro (al primo incrocio) girare a destra seguendo le indicazioni Griglieria …. procedere per circa tre Km fino a quando finisce la strada asfaltata e inizia quella brecciata all’altezza di due vechiie colonne in mattoni. Proseguite per 300 mt e siete in azienda.

b) Provenendo da Policoro: Località Madonnelle, percorrere viale Matera fino alla fine e, superate le due colonne in mattoni, prendere la strada brecciata …. a 300 metri c’è la griglieria di Leonardo ed Angela

Giù le mani dal lavoro contadino. Presidio nell’azienda agricola occupata a Policoro.

Com. Stampa
info: 3466483882

 

Giù le mani dalle nostre terre!
Policoro, 20 marzo 2013 Azienda Agricola occupata di Leonardo Conte e Angela Ergastolo
PRESIDIO CONTRO LO SCIACALLAGGIO DELLE AZIENDE AGRICOLE
e per impedire che la famiglia Conte sia cacciata dalla terra


ore 10,00 Incontro con la stampa per: 
– presentare le iniziative in corso per il rilancio dell’azienda
– lanciare la campagna nazionale di denuncia e di pressione civile
– scongiurare la cacciata dalla terra della famiglia di allevatori e agricoltori 

conte-300x300L’azienda agricola di Leonardo Conte e Angela Ergastolo è stata occupata nel febbraio dell’anno scorso, allorquando avevamo preso atto che nel chiuso di uno studio privato di Matera, qualcuno aveva comprato all’asta per poche decine di migliaia di Euro un valore di oltre mezzo milione di Euro, frutto del lavoro della famiglia Conte. E’ da oltre un anno che difendiamo l’azienda ed il lavoro della famiglia Conte e che continuiamo a proporre a chi ha comprato un gesto di valore morale: quello di fare un passo indietro e di rimettere l’azienda nella disponibilità di chi la ha fin qui lavorata. Abbiamo pubblicamente avanzato più proposte, tutte centrate sull’idea che nelle nostre comunità non ci sia posto per quanti approfittino del lavoro degli altri e, sfruttando la fase di crisi drammatica che stiamo attraversando, cerchino di fare affari sulle difficoltà degli agricoltori. Mentre abbiamo chiesto ai Sindaci di Tursi e Policoro di esercitare una mediazione ed una sollecitazione ad aprire il confronto, abbiamo più volte denunciato come questa crisi che sta colpendo le aree rurali assomiglia sempre di più ad un’economia di guerra e che la solidarietà e il rispetto fra le persone è la prima condizione per evitare la barbarie; per noi il comprare a quattro soldi il frutto dei sacrifici di una vita è un comportamento immorale anche quando è permesso legalmente. Secondo il Sabatini Coletti (vocabolario della lingua italiana), l’azione “...di furto o saccheggio di luoghi e persone colpiti da calamità naturali, disgrazie ecc. o (per estensione) l’azione cinica compiuta a danno di chi è già in difficoltà...” è definita “sciacallaggio“.
Spiegazione che rende bene l’idea di quello che accade nelle economie di guerra, durante i disastri naturali o nelle fasi di crisi economica quando vengono meno le regole etiche della convivenza e della solidarietà nelle comunità e prevale, al contrario, la logica della speculazione e del profitto personale.
Continuiamo a chiedere a chi ha comprato l’azienda all’asta di fare un passo indietro, di aprire un percorso di confronto e di rendersi disponibile ad una soluzione per dare il segno, al contrario, che i principi della solidarietà e della convivenza civile nella comunità prevalgano.
Mentre ad oggi non abbiamo avuto risposte, giovedi 20 marzo, al contrario, con un atto legale, chi ha comprato chiede di poter entrare in possesso dei beni.
Ma oggi, l’azienda di Leonardo Conte non è più l’affaruccio su cui fare la speculazione , è un’azienda in pieno rilancio in cui sono coinvolte centinaia di persone con un progetto di uso sociale e, soprattutto, con la determinazione di difendere un principio morale semplice: la terra è il prodotto del lavoro e dei sacrifici di quanti la lavorano.
Un anno fa è nata l’Associazione Rinascita Lucana, che ha lavorato quelle terre e che domani, giovedi 20 marzo (dalle ore 9,30), terrà la sua assemblea nell’azienda per approvare il piano di investimenti e di rilancio aziendale e per presentarlo alla stampa lucana. In quella occasione la famiglia Conte, renderà noto un appello rivolto a chi ha comprato e che,  consegnato nelle mani dei Sindaci di Policoro e Tursi, diventerà il centro di una campagna nazionale di raccolta firme e di pressione civile.
Alle ore 10 è convocata la Conferenza stampa presso l’azienda di Leonardo Conte e Angela Ergastolo in agro di Madonnelle (in agro di Tursi al confine con Policoro).
Se dovesse venire l’Ufficiale Gudiziario ci troverà in assemblea e ci troverà ad un incontro con la stampa per rendere nota la proposta rivolta a chi ha acquistato all’asta. In ogni caso ci troverà, domani e in futuro, fortemente determinati ad impedire che la famiglia Conte venga cacciata dalle terre che lavorano.
La stampa è invitata alle ore 10 del 20 Marzo 2013 presso l’Azienda di Leonardo Conte – Griglieria Leonardo Fior di Salumi.

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conte
In preparazione della giornata di mobilitazione a Roma contro la crisi rurale

 

GLI SCIACALLI AL LAVORO NELLE CAMPAGNE LUCANE HANNO TROPPE MANI LIBERE, 
PROPRIO COME ACCADE DURANTE UN’ECONOMIA DI GUERRA CON LA BORSA NERA: FERMIAMOLI!

CONFERENZA STAMPA NELL’AZIENDA DI POLICORO GIA’ COMPRATA ALL’ASTA 
NON LI FAREMO ENTRARE: PRESENTIAMO LA NOSTRA PROPOSTA PER RESTITUIRE LA TERRA A CHI LA HA FIN QUI LAVORATA

23 Gennaio 2014 ore 11 – Policoro C.da Madonnelle – Azienda Agricola e allevatrice di Leonardo Conte

Continuano i lavori di preparazione della giornata di mobilitazione promossa da Altragricoltura a Roma per il 29 Gennaio 2013 articolata nella mattina con la partecipazione degli agricoltori all’udienza Pontificia in P.zza San Pietro con le Fondazioni Antiusura  e nell’assemblea di mobilitazione del pomeriggio nella sede romana degli Uffici del Parlamento Europeo.
A partire da domani 23 Gennaio il territorio Lucano e Pugliese sarà interessato da una serie di iniziative sul tema della crisi. Si inizia domattina 23 Gennaio 2013 con un incontro alle ore 11 nella azienda di Leonardo Conte (al confine fra Tursi e Policoro) già luogo di una precedente manifestazione l’anno scorso.
Un anno fa un gruppo di agricoltori lucani, invitati e organizzati da Altragricoltura aveva occupato l’azienda di Leonardo Conte e Angela Ergastolo per impedire che chi aveva comprato all’asta per un tozzo di pane i beni della loro famiglia potesse prenderne possesso.
Era, infatti, accaduto che agli inizi di Gennaio 2013, nel chiuso di uno studio di commercialista di Matera, qualcuno aveva comprato all’asta per circa 80.000 Euro i beni di un’azienda che vale oltre mezzo milione di Euro approfittando della condizione di crisi in cui versava la famiglia degli agricoltori proprietari.
“Abbiamo denunciato questo ennesimo atto di vero sciacallaggio” aveva denunciato Gianni Fabbris nell’assemblea pubblica nella Sala Consigliare del Comune di Policoro aggiungendo, alla presenza delle autorità presenti,  “invitiamo chi ha comprato a recedere, a contattarci per trovare un accordo sulla base del principio per cui potrà recuperare le spese sostenute ma non potrà mai entrare nel possesso della terra. Almeno fino a quando Altragricoltura e gli agricoltori del territorio non difenderanno le ragioni di chi la ha legittimamente lavorata fin qui.”.
Nessuno, ad un anno di distanza, ha preso contatto e si è fatto vivo per cercare una soluzione ma, anzi, in questi giorni sono arrivati a Leonardo Conte intimazioni di rilascio della proprietà.
“A Gennaio dell’anno scorso abbiamo occupato la terra, dando vita ad un’associazione che ne conduce i terreni e che, nel frattempo, ha elaborato un progetto di riuso e rilancio” ricorda oggi Fabbris che dell’associazione (Rinascita Lucana) è Presidente “e non abbiamo alcuna intenzione di permettere che Leonardo Conte e la sua famiglia escano da quelle terre, anzi siamo sempre più determinati a sottrarre questo pezzo di territorio dalla facile speculazione di sciacalli che hanno l’unico interesse di lucrare sulla crisi e la vita delle persone per restituirla ad un uso sociale di interesse collettivo”.
Domattina 23 Gennaio 2013 alle ore 11, Altragricoltura e il Soccorso Contadino invitano la stampa nell’azienda di Leonardo Conte per denunciare i nuovi tentativi di prendere possesso della terra da parte degli sciacalli, chiedere l’intervento di mediazione dei Sindaci e illustrare il progetto e le proposte di risoluzione della vertenza.
L’incontro sarà, anche, l’occasione ulteriore sia per fare il punto sulla gravissima situazione delle famiglie rurali esposte sempre di più ai rischi usura e sciacallaggio sia per illustrare le iniziative in preparazione della giornata romana contro la crisi agricola del 23 Gennaio 2013.
Prossimi incontri sul territorio:
– Venerdi 24 Gennaio: ore 9 Matera (davanti alla Prefettura) e ore 11 Bari (davanti alla Procura della Repubblica) incontro sulle tracce dei nuovi usurai
– Lunedi 27 Gennaio: ore 18 Sala Consigliare di Policoro incontro con l’Assessore all’Agricoltura di Basilicata Michele Ottati su “Cosa ci aspettiamo dalla Regione Basilicata”La stampa è invitata

 

Nasce Rinascita Lucana, prima associazione in difesa della terra e di chi la lavora.

Occupazione terre Conte“Se qualcuno pensa di entrare nell’azienda Conte, dopo averla comprata all’asta, ha fatto male i suoi conti”. Al monito di Gianni Fabbris, nella conferenza stampa di sabato scorso 16 marzo tenutasi nella piazza di Policoro, sono seguiti i fatti.

Ieri pomeriggio, venticinque persone tra agricoltori, cittadini, rappresentanti di associazioni e istituzioni, ha espresso piena solidarietà a Leonardo Conte e la sua famiglia, occupando un pezzo di quell’azienda che nei giorni scorsi era stata acquistata all’asta per poche migliaia di euro, nel chiuso di uno studio di un commercialista.

“Giù le mani dalle nostre terre”. Presentato oggi il programma delle iniziative.

conferenzaSe qualcuno pensa di entrare nell’azienda Conte dopo averla comprata all’asta ha fatto male i suoi conti” così ha spiegato in conferenza stampa Gianni Fabbris il messaggio centale affidato alla giornata di martedi prossimo 19 Marzo 2013.

Dopo aver vinto la prima battaglia per evitare di vendere i beni della Cooperativa Agricola di Basilicata di Scanzano Jonico e mentre prosegue il percorso per salvare la CAB definitivamente dal rischio chiusura, l’attenzione della campagna “Giù le mani dalle nostre terre” di Altragricoltura si sposta nelle campagne di Policoro con l’obiettivo di estendersi a tutto il Metapontino.
Sempre più in questi giorni  aziende agricole (ma anche artigiani ed esercenti oltre che a famiglie di lavoratori) a rischio usura o con i beni in vendita  si stanno rivolgendo ad Altragricoltura ed, in particolare, agli sportelli del Soccorso Contadino, per chiedere supporto ed assistenza” continua Fabbris “segnalando una realtà sempre più drammatica di intreccio fra la crisi economica, l’estendersi di rischio usura, le vendite all’asta di beni e il consolidarsi del rischio di presenza di criminalità organizzata in un Metapontino dove manca la prospettiva del futuro e dove le attività economiche, i lavoratori e le famiglie continuano a non avere risposte politiche e istituzionali“.

Crisi agricola: un silenzio assordante. La testimonianza di Leonardo Conte.


“Le aziende agricole stanno morendo ma non è colpa nostra. Il lavoratore onesto non viene incentivato a causa di scelte istituzionali sbagliate  che, anzi,  lo portano spesso a compiere azioni disoneste”. Chi parla non è un uomo politico ma è solo uno dei tanti imprenditori onesti che popola il nostro territorio, Leonardo Conte. La sua azienda collocata tra Tursi e Policoro, è stata messa in ginocchio più volte.

Le cause? Diverse. Superficialità degli organi preposti, cambiamento delle politiche agricole a livello internazionale, usura. Lo scopriamo in questa intervista che abbiamo realizzato per voi. Scoprirete che c’è un’unica parola che viene spesso ripetuta: ‘onestà’.

Leonardo si presenta con la sua aria buona, di uomo riservato e timoroso. Intervistarlo non è per nulla una fatica. Sono poche le domande che mi permettono di conoscere la sua storia e le sue vicissitudini perché Leonardo Conte si racconta emozionando ed emozionandosi.

L’azienda Conte non passerà di mano, ci stiamo organizzando

Siamo pronti alla risposta per impedire che l’azienda di Leonardo Conte, una delle aziende allevatrici storiche di Basilicata, passi di mano. Dopo un lungo percorso di contenziosi e problemi finanziari, un gruppo (per il momento ancora anonimo) di sconosciuti si è aggiudicato all’asta, condotta nel silenzio di uno studio professionale, una parte significativa dell’azienda.

Questa sera, 6 marzo 2013, ci troviamo a Policoro in località Madonnelle nella griglieria dell’azienda Conte per organizzare la risposta. Prevista la mobilitazione per venerdi 15 Marzo.


Contro gli sciacalli: prossima tappa a Policoro, stiamo preparando la risposta!

GIU’ LE MANI DALLE NOSTRE TERRE!
Salvare le aziende agricole dagli sciacalli senza se e senza ma!

Prossima tappa: Policoro, dove diverse aziende sono nel mirino di speculatori e approfittatori che con pochi soldi cercano di approfittare della loro situazione di crisi comprandole all’asta. Ci stiamo organizzando per impedirlo.


Appello agli agricoltori, alle associazioni ed ai cittadini di Policoro e del Metapontino.

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