Stop immediato dei mezzi non a norma e controlli a tappeto anti-caporalato

Sedici vittime, braccianti agricoli africani, in soli tre giorni nella provincia di Foggia. Questa strage va fermata. Chiediamo lo stop immediato di tutti i mezzi non a norma impiegati per il trasporto dei braccianti nei campi agricoli: non adibiti al trasporto di persone e non in regola con la dovuta documentazione per circolare sulle strade.

Siano accertate le dinamiche degli episodi mortali avvenuti in questi giorni nelle strade foggiane: chiarire se in questi contesti si siano verificati episodi di caporalato, di degrado delle condizioni di lavoro e di violazione della legge in materia. Questi controlli vanno fatti immediatamente e con severa efficacia in ogni regione di Italia.

In merito ai fatti avvenuti l’associazione No Cap, presieduta da Yvan Sagnet, sta depositando un esposto alla Procura della Repubblica di Foggia e sta informando il Prefetto della stessa provincia perché queste tragedie avvengono per la mancata applicazione della legge sul lavoro e delle norme di sicurezza.

Yvan Sagnet – Presidente Nocap

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“Quella che si sta consumando a danno della Basilicata – accusa l’assessore alle Infrastrutture della Regione, Rosa Gentile – è una battaglia ideologica. In pratica il Governo chiede alla Basilicata di portare al massimo tutte le sue tasse, in base a quanto lo stesso esecutivo ha deciso qualche mese fa nel ‘Milleproroghe’, come condizioni preliminare per intervenire con altri aiuti. Da subito avevamo manifestato la nostra contrarietà a questa ipotesi, sia per non gravare con nuovi tributi su chi già aveva subito un danno sia perché una tale misura non risolverebbe praticamente nulla poichè essendo la Basilicata la regione a minor gettito fiscale, le risorse recuperate sarebbero irrisorie, e ci eravamo offerti di sostituire questo gettito con altre somme di competenza regionale. Questa posizione, portata avanti con il sostegno indistinto di tutte le forze politiche della Basilicata, ci sembrava essere stata ragionevolmente compresa dal Governo, ma a distanza di un mese e mezzo oggi ci viene ripetuto che senza alzare al massimo le imposte regionali e l’accisa sui carburanti non avremo un euro”.
A testimonianza delle scelte fatte, oggi al tavolo del Dipartimento nazionale di Protezione Civile la Basilicata si era presentata con l’impegno a coprire in proprio circa 2 dei 6 milioni di euro che erano stati impiegati nell’emergenza, e con la dichiarata volontà di fare altrettanto anche nella successiva fase di ristoro dei danni. Ma tutto è stato vano.
La posizione della Regione Basilicata nei confronti del Governo, espressa dall’assessore Gentile dopo aver fatto il punto in una riunione di Giunta col presidente De Filippo, è estremamente dura. “Esponenti di Governo – spiega Gentile – in relazione alla vicenda immigrati si chiedono se abbia un senso riconoscersi nell’Unione Europea se serve solo a dare vincoli e non a interventi improntati a un comune senso di solidarietà; in questa occasione verrebbe da fare lo stesso ragionamento nei confronti dell’appartenenza nazionale. La verità – conclude – è che anche attraverso comportamenti di questo tipo si mina il sentimento unitario nazionale: certamente i cittadini del Metapontino avranno difficoltà a sentirsi una sola cosa con quelli del veneto sui quali, a novembre dell’anno scorso, dopo l’acqua è piovuta una pioggia di milioni dal Governo. E anche i cittadini della Val d’Agri non potranno riconoscersi in uno Stato che da una parte gli promette una card con qualche decina di euro di carburante in riconoscimento dell’apporto di petrolio dato al Paese e dall’altro chiede di pagare la benzina più che in ogni altra parte d’Italia con l’aumento al massimo delle accise”:

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