Le elezioni al Consorzio di Bonifica vanno annullate. Riscatto non sarà complice del falso. Non presentiamo la lista ma andiamo in procura.

MOVIMENTO RISCATTO
Altragricoltura, LiberiAgricoltori, UCI Basilicata

Com. Stampa, Matera 15 giugno 2018

“Non possiamo essere complici del falso sulla pelle degli agricoltori. Non siamo interessati a qualche postazione, siamo impegnati a rompere con le pratiche del passato in nome del bisogno di cambiamento che sale dalla società lucana”: queste le parole con cui nella giornata di ieri la stragrande maggioranza di quanti hanno accettato di comporre la lista di Riscatto per le elezioni del Consorzio di Bonifica ha risposto alla consultazione avviata fin da due giorni prima per decidere come comportarsi di fronte alla mancanza di trasparenza nella composizione delle liste degli aventi diritti al voto per il Consorzio e alla mancanza di risposte ai rilievi posti.
Al termine della consultazione, nell’incontro fra il Movimento Riscatto e le prime organizzazioni che lo stanno sostenendo (Altragricoltura. LiberiAgricoltori, UCI Basilicata), prendendo atto dell’inutilità degli atti prodotti nei confronti del Consorzio, la decisione è stata assunta: Riscatto chiede che le elezioni vengano annullate, presenta le istanze del caso alla magistratura amministrativa perché se ne dichiari la nullità, porta le carte alla procura della Repubblica con un esposto denuncia perché venga accertato se esistano profili di illegalità.
Riscatto lo aveva detto più volte dal primo momento in cui aveva deciso di presentare la lista degli agricoltori e dei cittadini autonomi al Consorzio di Bonifica di Basilicata: “Con le elezioni serve realizzare due obiettivi: aprire un progetto nuovo che, superando le storture da carrozzone inefficiente e pieno di debiti consegnatoci da chi ha gestito fin qui l’Ente, restituisca ai cittadini un presidio efficiente e garantire trasparenza nella gestione di un Ente da troppi anni fondata sulla opacità e l’approssimazione”.
Le due condizioni sono imprescindibili e sono l’una funzione dell’altra. Non può esserci un progetto di risanamento e di rilancio se non fondato sulla partecipazione, la trasparenza, la correttezza e la legalità.
Nel mentre abbiamo lavorato in questi giorni per presentare la lista regionale suscitando entusiasmi e disponibilità nuove, fino all’ultimo momento abbiamo posto alcune questioni per garantire la trasparenza e la legalità delle elezioni. Fra queste ce ne sono alcune dirimenti:
– è un grave errore e, sotto molti profili, illegittimo che l’Ente impedisca “a chi non è in regola con i pagamenti” il diritto all’elettorato attivo e passivo (sarebbe come dire che alle elezioni di un consiglio comunale chi è moroso nei confronti del Comune non può votare)
– mentre viene limitato il diritto al voto di chi “non è in regola con i pagamenti” (magari perché ha legittimamente prodotto ricorsi e aperto contenziosi su molte delle forzature per cui si è distinta la gestione dell’Ente più intenta a fare cassa che non a garantire efficienza e giustizia), nell’elenco degli “aventi diritto al voto” che il Commissario ci ha comunicato vi sono migliaia di morti; chi può escludere e come che non voteranno per delega come lo Statuto del Consorzio prevede? Nel momento in cui il Consorzio convoca le elezioni assume responsabilità che vanno ben oltre la funzione di fare cassa da chiunque “pure dai morti”.
– gli elenchi degli aventi diritto al voto sono doppiamente falsi. Se lo Statuto e il regolamento consortile prevedono che possa votare e possa candidarsi solo chi è “in regola con i pagamenti” (secondo una scelta che non condividiamo ma che è pur sempre una regola imposta), allora alla richiesta di produrre l’elenco degli “aventi diritto al voto e ad essere eletti” il Consorzio ha l’obbligo di escludere, secondo le proprie regole che è tenuto ad applicare, chi non è in regola con i pagamenti. Se non lo fa, la stessa composizione delle liste, la raccolta delle firme di sottoscrizione nonché la certezza di chi voterà o meno è sub iudice. Come sapremo chi potrà votare? Chi lo verificherà? e soprattutto quando? Certamente l’elenco che ci è stato fornito è solo un elenco di posizioni contributive e non di “aventi diritto al voto”, dunque è un falso e la sua gestione si presta ad arbitri e manipolazioni inammissibili con l’esercizio del diritto/dovere di voto.
“Non ci siamo, queste sono elezioni fondate su atti falsi e dunque non possono tenersi in queste condizioni” sostiene Gianni Fabbris che annuncia: “Chiamiamo le forze democratiche e sane della società lucana alla vigilanza ed all’impegno. Non possiamo rassegnarci al fatto che parti vitali del nostro sistema amministrativo e di gestione, possano essere governate come se fossimo la Corea del Nord. La vicenda delle elezioni al Consorzio di Bonifica possono e devono essere un banco di prova su come questa società saprà interpretare le istanze di cambiamento che da tante parti vengono. Lavoriamo perché su questa vicenda, che viene a pochi mesi dal voto per il rinnovo del Consiglio Regionale di Basilicata, si aprano i riflettori e vengano portati all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale. Sapere se nella nostra regione sia possibile andare alle elezioni di un Ente cosi importante con liste degli aventi diritto false e piene di migliaia di morti o di improbabili vivi fra cui mille e quaranta fra cento e 160 anni di età, è questione fondamentale per valutare le reali possibilità di uscire dalla crisi mortale in cui versano le nostre campagne e il tasso di democrazia di questa regione. Noi siamo pronti alla più efficace campagna di attenzione per aprire i riflettori su quanto sta accadendo, e all’impegno, come sempre, per impedire l’ennesimo golpe sulla pelle degli agricoltori”.
“Il lavoro fatto negli ultimi dieci giorni è un patrimonio prezioso” conclude Nicola Manfredelli “un patrimonio di intelligenze, generosità, impegno che si è attivato grazie alla nostra proposta e che nè la prima garanzia della mobilitazione che produciamo comunque a partire da oggi. Ringraziamo quanti hanno accettato di essere in lista con il Movimento Riscatto, magari vincendo i ricatti e le pressioni per non esporsi, e lavoriamo perché proprio da loro, da quegli uomini e donne liberi e dai diversi e tanti che sono dichiarati pronti a sostenerli in tutta la Regione, si parta per la più efficace iniziativa di mobilitazione contro l’arbitrio e per la Riforma del Consorzio di Bonifica. La prossima settimana annunceremo il calendario delle iniziative, perché una cosa deve essere chiara: è solo l’inizio”

Elezioni al Consorzio di Bonifica. Non possiamo votare su liste false!

LISTA “RISCATTO” ALLE ELEZIONI PER L’ASSEMBLEA DEL CONSORZIO DI BONIFICA
Altragricoltura – LiberiAgricoltori – UCI Basilicata

MENTRE CON UN REGOLAMENTO FUORI DALLE REGOLE COSTITUZIONALI IL CONSORZIO DI BONIFICA PRETENDE DI NON FAR VOTARE CHI HA I DEBITI, NELLE LISTE DEGLI AVENTI DIRITTI AL VOTO VI SONO MILLE E QUARANTA CENTENARI NATI FRA IL 1858 E IL 1918.
VERGOGNA! LA BASILICATA NON E’ LA COREA DEL NORD

GIOVEDÌ 14 GIUGNO ORE 11,45 CONFERENZA STAMPA PRESSO LA CASA DEGLI AGRICOLTORI A MATERA (VIA COLLODI 2)
PER DIVULGARE LE CARTE E GLI ATTI E PER ILLUSTRARE LE INIZIATIVE A TUTELA DEGLI INTERESSI DEI CONSORZIATI E DI TUTTI I CITTADINI LUCANI

Riscatto denuncia la mancanza di trasparenza nel percorso per le elezioni, la falsità delle liste degli aventi diritto e chiede alla Regione la rimozione del Commissario al Consorzio di Bonifica di Basilicata, la sospensione delle elezioni e la nomina di un nuovo Commissario con il compito di ricostruire le condizioni di legalità e trasparenza a base dello svolgimento della giornata elettorale prevista per il 15 luglio.

Circa dieci giorni fa il Movimento Riscatto (inizialmente sostenuto da una serie di organizzazioni, movimenti e associazioni cui si sono aggiunte diverse altre sigle, gruppi e realtà di tutta la Basilicata) ha annunciato la presentazione di una lista di cittadini e agricoltori per il “Rinnovamento e la Riforma del Consorzio di Bonifica”. Una lista che, fin dal primo momento, ha dichiarato di avere tre obiettivi: mettere in campo un progetto nuovo per un Ente strategico fondato sulla qualità, l’efficacia e la sostenibilità dei servizi alle imprese e al territorio, rompere la malagestione del passato che ha trasformato l’Ente in un carrozzone inefficace e garantire con soggetti nuovi, puliti e capaci quella gestione nuova, alternativa e trasparente di cui abbiamo bisogno.

Per questo Riscatto e i soggetti che lo sostengono in questa sfida considera che le modalità con cui si svolgono le elezioni sia un passaggio decisivo e aveva annunciato nei giorni scorsi di porre grande attenzione ale procedure e alle modalità con cui si svolgono le elezioni e lo stesso percorso che porta alla presentazione delle liste.

Il giorno 11 giugno scorso Riscatto, con una pec a firma di Gianni Fabbris che divulghiamo sotto, ha inviato al Commissario del Consorzio, Avvocato Giuseppe Musacchio, una comunicazione in cui si evidenziavano una prima serie di “problemi” con particolare riferimento alla composizione delle liste degli “aventi diritto al voto” che il Consorzio stesso ha formalmente inviato e che, dunque, vanno prese a fondamento della composizione della platea degli aventi diritto all’elettorato attivo e passivo.

A quella pec a tutt’oggi non è stato dato riscontro da parte dell’Ente. Nei giorni successivi, il lavoro di ricognizione e approfondimento è proseguito evidenziando ulteriori problematicità fino a documentare aspetti che hanno del clamoroso.

Nella PEC, era stato evidenziato, fra l’altro, il problema della presenza di diversi casi di “morti” inseriti fra gli aventi diritto al voto ma le verifiche successive stanno mettendo in evidenza una dimensione del problema inquietante.

Il database ha restituito la presenza di “aventi diritto” nati prima dell’Unità d’Italia. Il più anziano degli elettori sarebbe nato nel 1858. Come non bastasse da quell’elenco di “aventi diritto all’elettorato attivo e passivo” risulta che gli “elettori” nati fra il 1848 e il 1918 (quindi che oggi avrebbero almeno cento anni) sono 1.040 (mille e quaranta!) di cui 164 sarebbero quelli nati prima del 1900.

“Non so se il Commissario del Consorzio di Bonifica mi ha inviato, come sostiene nella sua nota di accompagnamento al file allegato, la lista degli elettori o l’elenco preparato per candidare la Basilicata al record mondiale degli ultracentenari. Se cosi fosse la vittoria sarebbe assolutamente assicurata mille e quaranta ultracentenari su venticinquemila ci garantirebbe una vittoria a tavolino anche se dovessimo gareggiare non solo fra gli umani ma con la stragrande totalità delle forme di vita. Comunque una cosa è certa: oltre che il record degli ultracentenari, vinceremmo anche quello dell’uomo più vecchio del mondo e probabilmente quello della migliore performance di inefficacia e inconsistenza amministrativa” Ha commentato Fabbris prima di annunciare le iniziative di queste ore.

In un incontro di coordinamento della lista alla presenza dei rappresentanti di Altragricoltura, di LiberiAgricoltori e dell’UCI Basilicata, è stato dato mandato a Fabbris per chiedere formalmente al Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella di sospendere le operazioni di presentazione delle liste perché materialmente fondate su dati falsi, di revocare il mandato al Commissario dell’Ente perchè li ha diffusi, di nominare un nuovo Commissario con il compito specifico di ricostruire le condizioni di legittimità, correttezza e trasparenza delle liste e delle procedure per l’esercizio del voto.

Domani 14 giugno alle ore 11,45 presso la Casa degli Agricoltori di Matera in Via Collodi 2, in Conferenza stampa verranno divulgati i documenti e gli atti che in queste ore sono stati assunti e che porteranno, ove non intervenissero iniziative per ristabilire la legittimità delle Elezioni, fino alla denuncia alla Procura della Repubblica perché accerti le responsabilità.


Sotto: la lettera inviata via pec al Commissario del Consorzio

Spett.le Commissario del Consorzio di Bonifica di Basilicata

Avv. Giuseppe Musacchio

Oggetto: comunicazione sulla composizione delle liste elettorali

Preg.mo Avvocato,

Nei giorni scorsi Lei rispondeva alla mia richiesta di prendere visione dell’elenco degli aventi diritto al voto per le elezioni indette il 15 luglio 2018 dei componenti l’Assemblea del Consorzio di Bonifica di Basilicata, inviandomi il file da voi predisposto accompagnato dalla relativa nota di trasmissione.

L’elenco degli aventi diritto al voto inviatomi dagli Uffici comprende n.35.934 posizioni di altrettanti soggetti censiti dal Consorzio.

Detto elenco è determinato sulla base della Delibera Commissariale n. 53 del 1.03.2018 avente come oggetto “Elezione dell’Assemblea dei Consorziati 2018. Approvazione degli elenchi degli aventi diritto al voto”. L’elenco, ai sensi della Legge Regionale 11.01.17 e dello Statuto del Consorzio, avrebbe dovuto essere compilato sulla base dei ruoli di contribuenza del 2017.

L’elenco degli aventi diritto al voto è, ad oggi, il documento che certifica la possibilità di esercitare il voto e il diritto a candidarsi per le elezioni (elettorato attivo e passivo) dell’Assemblea dei Consorziati. Sulla base di quel documento viene accertata la possibilità di esprimere il voto anche per il tramite di una delega che può essere assegnata ad altro soggetto. Viene altresì definita la possibilità di esercitare il diritto di sottoscrivere le liste dei candidati che vanno presentate entro venerdì 15 giugno. La norma prevede che la presentazione delle liste relative alle tre sezioni elettorali devono essere corredate da firme di sottoscrizione debitamente autenticate per almeno l’1% della composizione della base elettiva. Lo stesso statuto del Consorzio e la Legge Regionale 11.01.17 dispongono che la funzione di elettorato attivo e passivo è subordinato “all’essere in regola con i pagamenti nei confronti del Consorzio”

Sono, con la presente, a lamentarLe la correttezza e l’aderenza alla realtà nella composizione degli elenchi in cui si evidenziano (ad una prima ricognizione e salvo ulteriori verifiche in corso da noi stessi) almeno due principali problemi lesivi dell’esercizio del diritto all’elettorato attivo e passivo:

negli elenchi compaiono diversi nominativi di persone decedute (condizione inverosimile dal momento che figurano deceduti persino da oltre dieci anni);

gli elenchi da voi comunicati, in realtà, sono un elenco di posizioni contributive senza alcuna verifica da parte dell’Ente dell’aderenza delle singole posizioni alla condizione di “avente diritto all’elettorato attivo e passivo” che, secondo le norme alla base della convocazione delle elezioni del 15 luglio, viene definita in base alla regolarità dei pagamenti.

Dal momento che l’Ente è in possesso di tutti gli elementi per sapere se e quando il singolo contribuente ha ottemperato all’obbligo dei pagamenti, troviamo incomprensibile la circostanza per cui alla data del 1.03.18 (data in cui con Delibera Commissariale è stato approvato l’elenco degli “aventi diritto al voto”) non si sia provveduto a verificare ed aggiornare, sia cancellando i deceduti, sia non iscrivendo coloro che risultino non in regola con i pagamenti.

Il fatto, poi, che durante la nostra prima ricognizione degli elenchi emergano pure casi per cui alcuni soggetti portatori di diritto a tutti gli effetti non siano compresi negli elenchi mentre è ancora iscritto il congiunto deceduto ed, essendo intervenuta la successione nella proprietà, ricevono essi stessi diverse cartelle di pagamento dal Consorzio (che dunque è in possesso degli atti relativi), indica la sussistenza di possibili ulteriori criticità.

E’ vero che il contribuente può regolarizzare la propria posizione prima del voto ma è altrettanto certo che l’assenza (ad oggi) di un elenco di “aventi diritti al voto” trasparente e aderente alla realtà, mina le stesse condizioni di verificabilità e di esercizio di questo diritto sia nella fase di definizione delle liste, sia per gli adempimenti della raccolta delle firme di sottoscrizione, oltre che, naturalmente, per le successive operazioni di voto.

Noi ci chiediamo:

Quale sia il fondamento costituzionale per cui ad una elezione democratica non possano partecipare coloro che hanno debiti col consorzio (magari poiché pendono rituali opposizioni alle cartelle);

Cosa si intenda per “regolarità dei pagamenti” quando nella norma e nello statuto si dispone che non possano esercitare il diritto di voto coloro che abbiano “controversie” con il Consorzio.

La fondatezza e l’incidenza di queste osservazioni sulle elencate disposizioni e, di conseguenza, sulle prossime elezioni è evidente, pertanto, ci riserviamo di agire nelle sedi istituzionali e legali per evidenziare e chiosare l’accaduto, ma resta indubitabile che i deliberati con cui Lei ha convocato le elezioni del 15 luglio prossimo – con i poteri Commissariali conferiti – presuppongono che per esercitare il diritto all’elettorato attivo e passivo, bisogna non incorrere nelle condizioni su richiamate e, dunque, che l’elenco degli “aventi diritto” deve essere compilato e adottato applicando le stesse norme.

Siamo convinti che Lei condividerà il giudizio per cui le elezioni per l’Assemblea dei Consorziati del Consorzio di Bonifica di Basilicata del 2018 sono un banco di prova importante per verificare la capacità del Sistema dei Consorzi di Bonifica lucani di uscire da una lunga crisi finanziaria e di progetto che si è accompagnata ad indeterminatezza e opacità di gestione e che sia fondamentale attivare processi di partecipazione democratica per cui la trasparenza assoluta e la correttezza nell’applicazione delle regole è la prima garanzia di discontinuità con il passato di crisi.

L’elenco degli aventi diritto al voto è la base materiale, formale e legale, per avviare percorsi di trasparenza capaci di scongiurare qualsiasi preoccupazione e rischio, per questo consideriamo inadeguati gli elenchi a noi forniti dal momento che non garantiscono, nel momento della convocazione delle elezioni, la base formale (c.d. corpo elettorale) di chi possa effettivamente esercitare il diritto al voto.

Nel comunicarLe che ci riserviamo di far valere in tutte le sedi competenti (istituzionali e legali) fin dalle prossime ore ogni profilo di irregolarità nella composizione degli elenchi degli aventi diritto al voto, Le chiedo di sapere, nella sua veste di Commissario dell’Ente, se e come intende risolvere le questioni che stiamo evidenziando anche al fine di garantire la correttezza della composizione delle liste, della raccolta delle firme di sottoscrizione e il successivo esercizio del voto.

Gianni Fabbris – coordinatore del Movimento Riscatto

Non siamo mucche da mungere. Assemblea ad Altamura sul Consorzio di Bonifica

RISCATTO, ALTRAGRICOLTURA, LIBERIAGRICOLTORI, MUNICIPI RURALI

Movimento Riscatto
Rete dei Municipi Rurali
Altragricoiltura
LiberiAgricoltori

4.5.18 – com.stampa e invito

Il Movimento Riscatto e la Rete dei Municipi Rurali, in collaborazione con Altragricoltura e la Confederazione LiberiAgricoltori, hanno organizzato per lunedi 7 maggio 2018 ad Altamura (BA) una assemblea pubblica per confrontare le proposte e coordinare le iniziative sul Consorzio di Bonifica in Puglia.
All’incontro pubblico parteciperanno diversi parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, rappresentanti di Movimenti e Associazioni oltre che molti agricoltori e cittadini del territorio murgiano.
L’assemblea pubblica seguirà un direttivo congiunto degli organismi di Altragricoltura e di LiberiAgricoltori con il Movimento Riscatto per fare il punto sul Consorzio di Bonifica e per valutare insieme ad Agelo Candida (Presidente Regionale Puglia di LiberiAgricoltori) ed a Gianni Fabbris (coordinatore di Altragricoltura e componente la presidenza di LiberiAgricoltori) le iniziative da assumere sul piano sindacale nelle prossime settimane.
Le due iniziative di lunedi 7 maggio ad Altamura vengono dopo che già da qualche settimana il Movimento Riscatto ha organizzato ad una serie di incontri partecipati da diverse centinaia di agricoltori nell’area murgiana che lamentavano l’insostenibilità dei nuovi costi pretesi dal Consorzio di Bonifica in Puglia.
Mimmo Viscanti (Presidente del Movimento Riscatto e agricoltore di Altamura), partecipando nei giorni scorsi ad una iniziativa promossa dal Comune nella Casa Municipiale di Santeramo, aveva annunciato la linea e la proposta del Movimento: “Il modo come si gestisce il territorio, si garantiscono la cura, l’esercizio e la manutenzione delle opere pubbliche di bonifica per la sicurezza idraulica e la gestione delle acque destinate all’irrigazione è un interesse collettivo per la tutela del patrimonio ambientale e agricolo di tutta la collettività. Invece noi ci troviamo con servizi inefficienti e spesso inesistenti, con un Ente usato nel tempo più come uno dei tanti carrozzoni improduttivi e clientelari che come uno strumento utile al territorio. Uno dei tanti carrozzoni che hanno prodotto debiti senza garantire risposte all’altezza dei compiti; debiti che ora si vorrebbero gravare sulle spalle delle aziende agricole e che si scaricano sui comuni.
Serve una grande risposta unitaria delle nostre collettività per scongiurare che gli agricoltori e i cittadini siano ancora una volta due volte vittime: quella di doversi far carico di pagamenti fuori dalla possibilità di territori e di economie in crisi e quella di non avere servizi all’altezza dei bisogni.”
“Serve una forte iniziativa unitaria” aggiunge Mimmo Viscanti “come quella che abbiamo saputo mettere in campo con la mobilitazione contro l’IMU Agricola. Una risposta possibile con l’unità degli Enti territoriali (a partire dai Comuni), le imprese, i cittadini, le Associazioni e i soggetti sociali che devono tornare a dire, insieme, le ragioni e le richieste di tutto il territorio”

Quattro i punti e gli obiettivi che fin da subito vengono posti al confronto dell’Assemblea di lunedi ad Altamura: il riordino e la riforma degli enti consortili, la garanzia di avere servizi efficienti ad un costo sostenibile per le aziende e le comunità, la garanzia che i debiti pregressi fatti da carrozzoni inefficienti  non si scarichino oggi sulle aziende soprattutto in una fase di crisi come questa, la sospensione di aumenti e pagamenti fino a quando non verranno garantite efficienza e sostenibilità degli interventi.
Salvatore Pace, a nome della Rete dei Municipi Rurali di cui è Presidente, ha risposto all’appello del Movimento Riscatto: “La battaglia che ha costretto il governo ad una forte marcia in dietro sull’IMU agricola l’abbiamo affrontata e vinta proprio grazie all’alleanza fra i sindaci (di tutti i colori politici), gli agricoltori, le associazioni e i cittadini. Sappiamo bene che oggi ci troviamo a fare i conti con accordi sindacali e istituzionali fatti negli anni precedenti e che portano il Consorzio a chiedere cartelle e aumenti pesantissimi ai nostri agricoltori ed a gravare sui Comuni ma era la stessa situazione che ci siamo trovati a fronteggiare con l’IMU agricola: una legge fatta dal Governo e un accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali agricole che si scaricava sui Comuni e sugli agricoltori. Dobbiamo far tornare a sentire con forza la nostra voce di comunità ricostruendo un percorso comune e lavorando insieme agli obiettivi che il Movimento Riscatto ha già indicato, chiamando al coordinamento le tante realtà che in questi anni hanno criticato le pratiche del Consorzio, si sono già mosse (a volte con efficacia) e avanzato proposte di superamento della crisi.”
Il Presidente Viscanti sottolinea “lunedi ad Altamura lanceremo la proposta di coordinare le iniziative già in corso e di mettere in campo un movimento unitario come è nella storia e nella tradizione del Movimento Riscatto. Per questo abbiamo invitato gli eletti, i parlamentari, i sindaci di tutte le realtà e gli orientamenti politici convinti, come siamo, che stiamo ponendo una questione che va nella direzione della tutela degli ineteressi di tutta la collettività.
Il Movimento Riscatto e la Rete dei Municipi Rurali si avvalgono fin da subito, come sta avvenendo ormai da tempo, del sostegno e della partecipazione attiva sia di Altragricoltura che di LiberiAgricoltori, due realtà sociali e sindacali  impegnate a condurre anche in Puglia una forte iniziativa per la riforma degli enti di gestione in agricoltura chiedendo che l’uso delle Risorse pubbliche e della funzione pubblica sia orientata alla trasparenza, all’efficacia e all’efficienza oltre che alla giustizia sociale.
“Noi non ci sentiamo in alcun modo vincolati agli accordi ed ai percorsi che negli anni scorsi le Organizzazioni di Categoria hanno sottoscritto con le istituzioni regionali e nazionali e che oggi ricadono sulla pelle degli agricoltori e delle aziende come quelli che hanno portato e portano i Consorzi di Bonifica ad essere sempre di più Enti che pesano sulla vita delle aziende emettendo cartelle e pretendendo costi sempre più esosi. Capiamo bene che ci sono ragioni di funzionamento e bilanci da garantire ma questo non può essere fatto continuando a mungere un comparto che non fa reddito e non è in condizione di onorare debiti fatti sulla propria pelle. Siamo impegnati a contribuire a tutte le soluzioni possibili alla condizione, imprescindibile, che si rivedano decisioni non orientate alla sostenibilità ed al buon funzionamento” hanno dichiarato Gianni Fabbris e Angelo Candida annunciando la partecipazione all’iniziativa ad Altamura ed il sostegno attivo alle vertenze degli agricoltori e dei sindaci sul territorio.

tutte le info su http://riscatto.info – http://altragricoltura.net/consorzi-di-bonifica

locandina iniziativa sul consorzio di bonifica ad altamura - 7/5/18

Solidale, partecipato e concreto l’incontro fra agricoltori, braccianti e associazioni a Casa Sankara

Per la terra, la vita, contro gli accordi di libero scambio e l’impunità
Il 23 aprile 2018 la settimana di lotta contadina ha fatto tappa a Casa Sankara a San Severo.
Con una partecipata assemblea per i diritti di agricoltori, braccianti e cittadini, gli agricoltori di Altragricoltura e Liberiagricoltori, i braccianti di Casa Sankara, l’Associazione NOCAP e le altre presenti avviano il confronto e il lavoro per l’unità.

com. stampa, 24 aprile 2018

Tre erano i soggetti colpiti dalla crisi del modello agralimentare cui Altragricoltura e LiberiAgricoltori hanno voluto dedicare la settimana di impegno con cui hanno rilanciato l’appello internazionale di Via Campesina a mobilitarsi “Per la terra e la Vita, contro i trattati di libero scambio e la repressione nelle campagne”: gli agricoltori che in Italia arrivano fino al suicidio mentre vedono le loro famiglie impoverirsi per il crollo dei prezzi al campo, i braccianti che vivono il lavoro nei campi in condizioni crescenti di sfruttamento e di perdita di diritti, i cittadini che vedono leso il diritto fondamentale al cibo sia per l’insicurezza alimentare che per l’aumento dei prezzi del cibo sicuro e di qualità.

La settimana si era aperta il 17 aprile ad Acate nel mezzo di una crisi terribile per le aziende siciliane che vedono remunerata la stagione agraria con prezzi al campo capaci di coprire appena il 50% dei costi produttivi. Una crisi che la settimana prima aveva portato Giovanni Viola, giovane agricoltore di Vittoria di trentun anni, al suicidio.

La giornata del 23 aprile a Casa Sankara (San Severo – FG) è partita da quel suicidio per un confronto con i numerosi braccianti intervenuti in assemblea ed autorganizzati nell’Associazione Ghetto Out Casa Sankara e nella Cooperativa Africa Di Vittorio, gli agricoltori di Altragricoltura e LiberiAgricoltori e i rappresentanti delle numerose associazioni e organizzazioni sindacali interventute.

“Bisogna trovare i modi e gli obiettivi di un’alleanza che fa i conti con i nemici comuni e i nemici comuni sono in quanti gestiscono e promuovono il modello della crisi per garantirsi sul lavoro e sul furto di valore aggiunto prodotto dalle aziende l’accumulazione di grandi vantaggi fino a ieri insperati. Bisogna evitare che sul lavoro (quello dei braccianti e degli agricoltori) si scarichino le distorsioni di un modello italiano dove lavorare la terra è sempre più marginale mentre i guadagni si fanno con la speculazione finanziaria e commerciale sul cibo” hanno sottolineato tutti gli intervenuti in un confronto che ha messo in campo esperienze diverse a partire dalle introduzioni di Ivan Sagnet (Cavaliere della Repubblica al Merito, pres. Ass. NOCAP), di Angelo Candita (Presidente Regionale LiberiAgricoltori) e di Papa Latyr Faye (Pres. Ass. Ghetto Out Casa Sankara).

Ricco il dibattito che, dopo i saluti istituzionali per la Regione Puglia, ha visto intervenire Assunta la Donna (operatore legale specializzata in protezione internazionale); Mbaye Ndiaye (presid. cooperativa Africa di Vittorio); Lidia Corticelli ( vicepresid. associazione Sunu Terra), Cesare Sangalli (Gruppo 134 – Amnesty International Foggia); Mario Vaccarella (agronomo); Emma Barbaro (giornalista d’inchiesta Terre di frontiera); e il segretario provinciale della CGIL.

Gianni Fabbris ha sottolineato il valore dell’esperienza di autogestione della Comunità di Casa Sankara Ghetto out, dichiarandosi impegnato direttamente anche a nome della Confederazione LiberiAgricoltori e di Altragricoltura a costruire progetti, iniziative, proposte e lotte comuni ricordando che il luogo giusto per avviare il confronto sarà il 23 maggio 2018 a Roma nell’incontro alla Città dell’Altra Economia che Altragricoltira e LiberiAgricoltori hanno promosso per dare vita alla “Costituente per la Sovranità Alimentare e la Riforma dell’Agroalimentare” con l’obiettivo di mettere in campo una forte iniziativa unitaria per contrastare la crisi nelle aree rurali e garantire al Paese che il lavoro agricolo e la produzione del cibo tornino ad essere occasione di sviluppo e benessere.

“Diverse le esperienze che si sono confrontate e i percorsi ma forte è stata la risposta ad essere uniti contro la crisi che costringe all’impoverimento le famiglie degli agricoltori, i braccianti e indebolisce il diritto al cibo per tutti. Sono nate, così, proposte di collaborazioni e iniziative comuni che nelle prossime settimane non mancheranno di produrre effetti fra chi lavora la terra e chi ha le aziende agricole ma soprattutto dobbiamo guadare alla responsabilità dei consumatori che devono imparare il valore delle scelte etiche sul cibo. E’ un impegno su cui dobbiamo lavorare insieme per offrire ai cittadini le alternative alla speculazione commerciale e per produrre iniziative comuni e unitarie” ha sottolineato Yvan Sagnet nel suo intervento introduttivo, rivolgendosi direttamente ai tanti braccianti migranti presenti.

Grande il gesto di unità concreta prodotto alla fine della giornata. Insieme, Gianni Fabbris a nome di Altragricoltura e Liberi Agricoltori e Papa Latyr Faye Presidente dell’Associazione Ghetto Out Casa Sankara, hanno annunciato l’avvio di una campagna di solidarietà attiva nei confronti del bambino di due anni rimasto orfano per la morte di Giovanni Viola.

Nei prossimi giorni verranno annunciate le modalità operative di una raccolta fondi per sostenere il diritto al futuro del banbino figlio di Giovanni Viola ad opera dei Braccianti di Casa Sankara, di Altragricoltura, di Liberi Agricoltori e di quanti si sono uniti alle iniziative di questa settimana di mobilitazione in occasione della giornata mondiale di lotta contadina (AIAB Sicilia, Tavolo Verde Sicilia, Movimento Riscatto, Rete dei Municipi Rurali, Associazione NON CAP, Associazione CFonsumatori Utenti, Terre di Frontiera, Cooperativa Africa Di Vittorio)

Nella terra in cui i braccianti migranti e di colore devono spesso fare i conti con la difficoltà dell’integrazione, con la precarietà di una condizione che li costringe ad una vita di emarginazione, la giornata di ieri ha segnato, cosi, una forte unità e solidarietà fra agricoltori e braccianti nel richiedere dignità per chi lavora la terra e produce il cibo. A Sottolineare il valore di questo gesto le parole finali di Mbaye Ndiaye (presidente cooperativa Africa Di Vittorio): “Questo bambino ha perso un padre ma ne troverà tanti e noi qui siamo orgogliosi di essere tutti suoi padri”.

La setttimana di lotta contadina promossa da Altragricoltura e LiberiAgricoltori si conclude oggi 24 febbraio con il Forum sul diritto al cibo condotto on line su Radio Perlaterra.

I documenti relativi alla mobilitazione per la giornata mondiale di Lotta Contadina con la settimana di mobilitazione sono alla pagina http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile.

– Su Radio Perlaterra le interviste da San Severo su www.radio.perlaterra.net

– La locandina e l’invito per l’iniziativa di San Severo: http://www.altragricoltura.net/index.php/iniziative/agenda/dettaglievento/10/-/per-i-diritti-di-agricoltori-braccianti-e-cittadini#su

– Il testo dell’appello di Via Campesina in Italiano, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/appello-vc-2018-italiano

– il testo del documento di Altragricoltura e LiberiAgricoltori, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/17-aprile-2018-adesione-di-altragricoltura-e-liberiagricoltori

La giornata mondiale di Lotta Contadina il 23 aprile ’18 è a San Severo (FG)

 

Per la terra, la vita, contro gli accordi di libero scambio e l’impunità
Il 23 aprile 2018, la settimana di lotta contadina fa tappa a San Severo (FG). Per i diritti di agricoltori, braccianti e cittadini

com. stampa – 21 aprile 2018

Il 17 aprile di tutti gli anni è il giorno centrale di diverse giornate di mobilitazione che impegnano agricoltori e movimenti sociali di tutto il mondo in occasione della Strage di Eldorado do Carajas avvenuta in Brasile nel 1996 quando le forze di polizia massacrarono 19 contadini per reprimere una manifestazione che chiedeva la Riforma Agraria e il diritto alla Terra. Una lotta per la Riforma Agraria repressa nel sangue che è diventata, cosi, il simbolo mondiale dell’impegno dei contadini e dei loro alleati per la democrazia, il diritto alla terra, al cibo e al reddito, la Riforma.

Ogni anno, Via Campesina (la grande rete internazionale di agricoltori che si battono per la Sovranità Alimentare presente in tutti i continenti) propone dei temi alle giornate di mobilitazione; quest’anno, l’appello chiama a impegnarsi “Per la terra e la vita, contro gli ALS (Accordi di Libero Scambio) e l’impunità della repressione nelle campagne”. Altragricoltura, che si impegna dal 2001 nel condurre e diffondere iniziative tutti gli anni, quest’anno insieme a LiberiAgricoltori rilancia i temi della giornata considerandoli centrali per il futuro e il destino dell’agricoltura italiana sotto un pesantissimo attacco speculativo.

Oggi più che mai c’è bisogno, proprio in Italia, di una nuova stagione di Riforme Agrarie che restituiscano al Paese ed ai suoi cittadini la funzione strategica e centrale che l’agricoltura potrebbe avere se non fosse precipitata in una crisi drammatica mentre viene avanti la insoppportabile e strumentale demagogia del “Made in Italy”. La verità è che, nel lungo processo di omologazione dell’agricoltura italiana alle scelte della globalizzazione neoliberale, l’Italia è stata trasformata da luogo millenario e straordinario di produzione del cibo a grande piattaforma commerciale speculativa in cui il lavoro della terra è sempre più marginale e ininfluente.

Con buona pace dell’immagine di un Made in Italy agroalimentare che trainerebbe la locomotiva italia, la verità è quella di campagne che si svuotano, di crollo dei prezzi al campo, di diritti degli agricoltori e dei braccianti che si fiaccano, di cittadini sempre più indeboliti nel loro diritto ad un cibo sano, nutriente ed a prezzi giusti.

Per questo Altragricoltura e LIberiAgricoltori rilanciano l’appello internazionale con un loro documento con cui dedicano la settimana di mobilitazione a quanti in questi anni non ce l’anno fatta e sono morti nelle campagne italiane.

Così, dopo l’iniziativa iniziale tenuta ad Acate in Sicilia il 17 aprile a pochi giorni dalla morte drammatica di Giovanni Viola, giovane agricoltore trentunenne di Vittoria che si è suicidato per non aver sopportato la crisi della sua azienda, la mobilitazione si sposta a San Severo (FG) per sottolineare ed affrontare in assemblea le questioni dello sfruttamento dei braccianti italiani e migranti.

“Sul lavoro, quello degli agricoltori e dei braccianti, si scaricano tutte le debolezze e la crisi del modello agricolo italiano. La speculazione commerciale e finanziaria ruba reddito e diritti, costringendo chi lavora a margini strettissimi di reddito e salario. Se il pomodoro che i cittadini pagano sei euro è comprato dalle piattaforme commerciali a 50 centesimi al campo mentre è costato agli agricoltori un euro e più, allora chi compra il prodotto non può che essere complice del sistema di sfruttamento che impone condizioni di lavoro della terra inaccettabili” ha sostenuto Gianni Fabbris (coordinatore nazionale di Altragricoltura e della presidenza di LiberiAgricoltori). “Useremo questa settimana” ha continuato Fabbris “per gridare agli italiani ed al mondo la verità di campagne in cui gli agricoltori si suicidano come gesto estremo, i braccianti muoiono per le condizioni di sfruttamento illegale, gli incidenti sul lavoro si moltiplicano per le condizioni in cui si produce”.

L’iniziativa del 23 aprile a San Severo non è solo denuncia ma è anche l’occasione per affronatare il tema delle condizioni di lavoro nelle campagne italiane sia dei braccianti italiani che migranti e di sottolineare l’esigenza di trovare obiettivi, proposte, pratiche comuni a chi lavora la terra per restituire diritti e centralità al lavoro, alla responsabilità dell’azienda agricola, alla gestione del territorio.

E’, per esempio, il caso del progetto di collaborazione avanzato dall’Associazione NOCAP che sarà illustrato dal suo presidente (il Cavaliere al merito della repubblica italiana Yvan Sagnet) per proporre sul mercato prodotti agricoli con un marchio che (oltre che una serie di variabili legate alla qualità e alla sostenibilità del cibo) garantisce l’assenza di uso dei caporali e il rispetto dei diritti del lavoro. Progetto cui gli agricoltori di Altragricoltura organizzati nella Rete Perlaterra hanno dato l’adesione a segnare un percorso di integrazione attivo di buone pratiche sociali, economiche e produttive.

L’iniziativa del 23 aprile è promossa da Altragricoltura e LiberiAgricoltori in collaborazione con l’Associazione Ghetto House Casa Sankara e dall’Associazione NOCAP e patrocinata dalla Regione Puglia.

Tre le relazioni previste: Ivan Sagnet (Cavaliere della Repubblica al Merito, pres. Ass. NOCAP), Angelo Candita (Presidente Regionale LiberiAgricoltori), Papa Latyr Faye (Pres. Ass. Ghetto Out Casa Sankara).

Diversi gli interventi programmati; dopo i saluti istituzionali per la Regione Puglia, intervengono: Assunta la Donna (operatore legale specializzata in protezione internazionale); Mbaye Ndiaye (presid. cooperativa Africa di Vittorio); Lidia Corticelli ( vicepresid. associazione Sunu Terra), Cesare Sangalli (Gruppo 134 – Amnesty International Foggia); Mario Vaccarella (agronomo); Emma Barbaro (giornalista d’inchiesta Terre di frontiera); Mimmo Viscanti (Movimento Riscatto).

Nelle conclusioni, Gianni Fabbris illustrerà le proposte di Riforma dell’Agroalimentare italiano su cui Altragricoltura e LiberiAgricoltori stanno convocando per il 23 maggio 2018 a Roma presso la Città dell’Altra Economia la “Costituente per la Sovranità Alimentare e la Riforma dell’Agroalimentare” con l’obiettivo di dare vita ad una forte iniziativa unitaria per contrastare la crisi nelle aree rurali e garantire al Paese che il lavoro agricolo e la produzione del cibo tornino ad essere occasione di sviluppo e benessere.

I documenti relativi alla mobilitazione per la giornata mondiale di Lotta Contadina con la settimana di mobilitazione sono alla pagina http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile

– Dalle ore 16,30 del 23 aprile, diretta radio con le interviste da San Severo su www.radio.perlaterra.net

– La locandina e l’invito per l’iniziativa di San Severo: http://www.altragricoltura.net/index.php/iniziative/agenda/dettaglievento/10/-/per-i-diritti-di-agricoltori-braccianti-e-cittadini#su

– Il testo dell’appello di Via Campesina in Italiano, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/appello-vc-2018-italiano

– il testo del documento di Altragricoltura e LiberiAgricoltori, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/17-aprile-2018-adesione-di-altragricoltura-e-liberiagricoltori

Il 17 aprile è la giornata mondiale di Lotta contadina

 

 

Per la terra, la vita, contro gli accordi di libero scambio e l’impunità
La giornata mondiale di lotta contadina è ad Acate, in Sicilia
Acate, Castello dei Principi Biscari, ore 18,30 – martedi 17 aprile 2018

com. stampa – Catania, 17 aprile 2018. Il 17 aprile di tutti gli anni è il giorno centrale di diverse giornate di mobilitazione che impegnano agricoltori e movimenti sociali di tutto il mondo in occasione della Strage di Eldorado do Carajas avvenuta in Brasile nel 1996 quando le forze di polizia massacrarono 19 contadini per reprimere una manifestazione che chiedeva la Riforma Agraria e il diritto alla Terra. Una lotta per la Riforma Agraria repressa nel sangue che è diventata, cosi, il simbolo mondiale dell’impegno dei contadini e dei loro alleati per la democrazia, il diritto alla terra, al cibo e al reddito, la Riforma.
Ogni anno, Via Campesina (la grande rete internazionale di agricoltori che si battono per la Sovranità Alimentare presente in tutti i continenti) propone dei temi alle giornate di mobilitazione; quest’anno, l’appello chiama a impegnarsi “Per la terra e la vita, contro gli ALS (Accordi di Libero Scambio) e l’impunità della repressione nelle campagne”.
Altragricoltura, che si impegna dal 2001 nel condurre e diffondere iniziative tutti gli anni, quest’anno insieme a LiberiAgricoltori rilancia i temi della giornata considerandoli centrali per il futuro e il destino dell’agricoltura italiana sotto un pesantissimo attacco speculativo.
Oggi più che mai c’è bisogno, proprio in Italia, di una nuova stagione di Riforme Agrarie che restituiscano al Paese ed ai suoi cittadini la funzione strategica e centrale che l’agricoltura potrebbe avere se non fosse precipitata in una crisi drammatica mentre viene avanti la insoppportabile e strumentale demagogia del “Made in Italy”.
La verità è che, nel lungo processo di omologazione dell’agricoltura italiana alle scelte della globalizzazione neoliberale, l’Italia è stata trasformata da luogo millenario e straordinario di produzione del cibo a grande piattaforma commerciale speculativa in cui il lavoro della terra è sempre più marginale e ininfluente.
Con buona pace dell’immagine di un Made in Italy agroalimentare che trainerebbe la locomotiva italia, la verità è quella di campagne che si svuotano, di crollo dei prezzi al campo, di diritti degli agricoltori e dei braccianti che si fiaccano, di cittadini sempre più indeboliti nel loro diritto ad un cibo sano, nutriente ed a prezzi giusti.
É in questo quadro che l’agricoltura siciliana oggi sta crollando come precipita quella di tutte le aree dell’ortofrutta meridionale che oggi pagano il prezzo delle scelte di Politica Agricola fatte in Europa con il beneplacido delle classi dirigenti nazionali che si sono succedute in questi ultimi tre decenni.
Per questo Altragricoltura e LIberiAgricoltori iniziano questa settimana di mobilitazione da Acate in Sicilia e, per questo, rilanciano l’appello internazionale con un loro documento icon cui dedicano la settimana di mobilitazione a quanti in questi anni non ce l’anno fatta e sono morti nelle campagne italiane.
“Siamo in Sicilia a pochi giorni dalla morte drammatica di Giovanni Viola, giovane agricoltore di Vittoria, per gridare agli italiani ed al mondo la verità di campagne in cui gli agricoltori si suicidano come gesto estremo, i braccianti muoiono per le condizioni di sfruttamento illegale, gli incidenti sul lavoro si moltiplicano per le condizioni in cui si produce” dice Gianni Fabbris coordinatore nazionale di Altragricoltura che interviene oggi ad Acate insieme a Giovanni Aiuto presidente regionale di LIberiAgricoltori Sicilia, a Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, a Franco Raffo sindaco di Acate per la Rete dei Municipi Rurali.
L’incontro di Acate è, anche, l’occasione per fare il punto sulle condizioni del movimento degli agricoltori e sulle vertenze in corso per difendere il diritto al lavoro ed al reddito. Sempre Fabbris: “Ci serve un salto di qualità organizzativa sugli obiettivi e le modalità di come difendiamo la nostra agricoltura. In questi giorni presso la Regione Sicilia si è istituito (ancora una volta) un tavolo di crisi. Bene! Facciamo però in modo che non sia una passarella e la solita richiesta di attenzione che si spegne appena le cronache smettono di occuparsi delle emergenze. Serve un cambio di rotta profondo e un progetto nuovo per la nostra agricoltura meridionale. Progetto nuovo che ha bisogno di protagonisti nuovi perché non è possibile continuare ad affidare la delega a risolvere i problemi a quanti fin qui si sono resi complici della crisi avendo condiviso e sostenuto tutte le scelte che la hanno determinata. Gli agricoltori e i cittadini devono riprendersi il governo e il controllo del sindacato agricolo che dovrebbe essere il vero strumento con cui battersi per portare a casa i risultati. Si esce dalla crisi anche con la capacità e la responsabuilità di non continuare a delegare a burocrazie ottuse e compromesse nella gestione degli Enti e degli incentivi comunitari invece che assolvere alla loro autonoma funzione sindacale di rappresentanza”.
Con queste parole verrà illustrata oggi ad Acate l’apertura del percorso che porterà il 23 maggio 2018 a Roma alla Città dell’Altra Economia a celebrare l’incontro per dare vita alla Costituente dell’Alleanza per la Riforma dell’Agroalimentare italiano che pone alla sua base 4 questioni su cui incalzerà la politica regionale e nazionale nei prossimi mesi: regole sulla commercializzazione, trasparenza ed equità nell’uso degli incentivi pubblici, revisione delle scelte di Politica Agricola Mediterranea in EU, riforma delle regole sul sindacato agricolo in modo da rompere il malcostume dell’intreccio con la gestione dei soldi pubblici e la rappresentanza.

– I documenti relativi alla mobilitazione per la giornata mondiale di Lotta Contadina che si avviano oggi ad Acate sono alla pagina http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile.
– Dalle ore 18 di oggi 17 aprile, diretta radio con le interveste da Acate su www.radio.perlaterra.net
– L’invito per l’iniziativa di Acate: http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile
– La raccolta di adesioni alla pagina: http://altragricoltura.net/petizioni/un-17-aprile-per-la-terra-e-la-vita-contro-gli-accordi-di-libero-scambio-e-limpunita/

Nelle stesse pagine l’agenda delle iniziative che proseguiranno per tutta una settimana in diverse zone d’Italia

info: Gianni Fabbris 3466483882

Il gelo torna a minacciare le compagne del Metapontino. Cambiare la legge sulle calamità

com. stampa – 1.3.18, Matera

Ancora rischio gelo sulle campagne del Metapontino. 
Il 2 marzo riunione per coordinare le iniziative e giovedi 8 marzo assemblea pubblica.

Il rischio gelo torna a minacciare le colture del metapontino con temperature che due notti fa sono scese per diverse ore a meno 5/6 gradi minacciando danni importanti alla colture in pieno campo ed a quelle arboree sotto serra. In una telefonata all’assessore regionale Luca Braia, questa mattina Gianni Fabbris ha riferito: “Stiamo raccogliendo da ieri diverse segnalazioni di gravi problemi soprattutto agli impianti arborei sotto serra (pesche, albicocche, meli e altre fruttive) che sono in una fase vegetativa delicatissima con le gemme ricche di acqua che ghiacciando produce danni al ciclo vegetativo capaci di compromettere la stagione agraria.

Stiamo anche raccogliendo diverse segnalazioni di danni a impianti serricoli (coperture di fave) e alle produzioni in pieno campo di aglio e altre ortive e il rischio più grande è che nelle prossime ore continuino i fenomeni in una fase delicatissima per gli impianti, le strutture arboree e le colture”.L’Assessore Braia, che ha dato conto come da ieri sera sia disponibile nel sito dell’Assessorato all’agricoltura il modulo per la segnalazione dei danni, ha riferito di aver allertato le strutture regionali.

Altragricoltura e LiberiAgricoltori, con il supporto del gruppo di lavoro tecnico sulle calamità del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche, stanno moritonando la situazione già dalla giornata di ieri mentre era in corso la mobilitazione in occasione dell’anniversario dell’alluvione del 2011 in cui, fra l’altro, è stata posta come centrale la questione di adeguare e riformare gli strumenti con cui si interviene sulle calamità in agricoltura anche in ragione della frequenza e delle modalità con cui si stanno manifestando i fenomeni meteorologici estremi.

Ancora Fabbris: “Non abbiamo ancora finito di denunciare come la neve e il gelo dell’anno scorso non abbiano avuto in realtà risposte che, con inquietante puntualità, il gelo torna a minacciare la nostra agricoltura. Ribadiamo ancora una volta che, anche in ragione dei cambiamenti climatici, occorre fare un salto di qualità  nel modo come si affrontano le calamità naturali.

La normativa nazionale della legge 102 è completamente inadeguata. I cittadini devono sapere che non sono previsti
interventi sulle colture affidati solo alle procedure assicurative che gli agricoltori dovrebbero fare con i privati. Procedure che non funzionano, che costano oltre il sopportabile e che non garantiscono affatto la
possibilità di avere risposte.”Altragricoltura ha convocato per domani 2 marzo 2018 alle ore 9 presso la Sala Parrocchiale della Chiesa Madre di Piazza Heraclea di Policoro una riunione organizzativa sulla gelata di queste ore in cui verrà attivato il meccanismo di monitoraggio di quanto sta accadendo nelle campagne annunciando che la prossima settimana (giovedi) si terrà un incontro pubblico nel Metapontino per verificare la situazione, chiedere l’attivazione di misure adeguate e per discutere le iniziative per cambiare la disciplina sulle calamità in agricoltura.

Metaponto: la quiete dopo la tempesta.

meta6Sempre più spesso gli eventi alluvionali e la cattiva gestione del territorio porta conseguenze disastrose non solo per il territorio, le attività produttive ma anche per l’intera comunità. A oltre cinque mesi dagli eventi alluvionali di Ottobre scorso un intero parco archeologico a Metaponto, in provincia di Matera, prosciugato dall’immensa distesa d’acqua, continua ad essere coperto dal fango. A rischio le sue strutture murarie oltre alla perdita di un enorme patrimonio storico e culturale.

Decine gli uomini impegnati per salvare l’antica polis tra i quali l’ingegner Attilio Maurano, alla guida della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Basilicata.

Raggiunto telefonicamente in merito alle emergenze archeologiche ed architettoniche del metapontino con il dot. Maurano abbiamo fatto il punto sullo stato dell’arte relativo alla gestione delle risorse che sono state destinate al suo recupero e alla messa in opera dei lavori di ripristino.

Prima però gli abbiamo chiesto un parere circa il verificarsi di questi eventi in maniera copiosa e sempre più ravvicinata.

‘A partire dal 2011, in meno di tre anni, l’intero parco è stato oggetto di ben tre disastri, sintomo, ne è convinto Maurano, ‘che è cambiato qualcosa nello stato dei luoghi. Poi c’è il corso del fiume, fatalmente deviato da una serie di abusi commessi nei due scorsi decenni, che finisce a valle proprio nell’area archeologica, trasformandola in una sorta di vasca di contenimento. Questo è un dato oggettivo su cui riflettere, perchè non possiamo permetterci un’altra emergenza come quella dei mesi scorsi. E’ fondamentale pertanto che il territorio sia messo in sicurezza.”

Nei giorni scorsi, infatti, si è tenuta una riunione generale su invito della Prefettura di Matera tra Autorità di Bacino della Basilicata, Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto e Direzione Regionale dei Beni Culturali presente, con un delegato nello staff del Centro operativo misto, istituito proprio dalla Prefettura. In questo incontro sono state chieste sicurezze proprio sui lavori di ripristino del territorio a partire dagli argini fortemente compromessi del Bradano.

Ci preoccupano”, ci racconta Maurano , “le conseguenze delle alluvioni in generale, in quanto al di là delle risorse economiche e della fatica fatta in questa ennesima occasione, la necessità è quella di investire in interventi strutturali, perchè non ci si può permettere più che comportamenti normali degli uomini, producano conseguenze così tragiche. Nel 2011 abbiamo speso 250mila euro per il ripristino dei luoghi ed anche in questa occasione, anche se sono già state stanziate, grazie all’intervento dell’ex ministro Massimo Bray i fondi per la calamità (400 mila euro), l’entità del danno a cui far fronte è simile. Occorre oggi, quindi, sul fronte dei rimedi strutturali, fare una ricognizione su tutti i mutamenti del territorio negli ultimi dieci anni, perchè qui ci sono danni ripetuti e questo ci preoccupa. Basti pensare che già solo aprendo le paratie della diga di San Giuliano, come pure avviene in caso di emergenza, con 10 metri cubi di acqua al secondo, gli scavi di Metaponto rischiano di allagarsi. L’area si chiama “Pantano” perchè fisiologicamente alluvionale, ma se a questa naturale predisposizione (con cui i Greci hanno sempre convissuto) si aggiungono altre concause, il distastro è fatto.”

Durante l’evento di Ottobre, continua Maurano, scorso la Direzione regionale ha, in prima emergenza, impegnato 25mila euro per la pulizia dei canali all’interno dell’area archeologica. Sì, perchè,” “occorre ricordare che sotto gli scavi il sito è caratterizzato da una falda freatica naturale. Questo ha permesso al sito di Metaponto, a differenza di altri luoghi nazionali investiti da simili catastrofi, di dotarsi, nel tempo, di pompe idrovore, in grado di svuotare questo naturale accumulo che durante l’estate si alimenta anche di acqua marina (30-40%). Grazie all’opera dei Vigili del fuoco e del Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto, ad Ottobre, con sette idrovore al lavoro in sei giorni, l’area archeologica è stata interamente svuotata. Dopo le pulizie più profonde nell’alveo degli scavi, invasi da circa 100mila metri cubi di acqua e fango, si dovrà verificare l’entità di eventuali danni ai monumenti ancora presenti (ndr visto che molti sono stati già trasferiti nell’area museale dopo l’alluvione del 2011). E’ chiaro che il materiale fangoso asciutto e attaccato alle pareti antiche di millenni, dovrà essere scrostato attraverso una campagna di scavi; servirà personale specializzato, per non disperdere fatalmente ciò che non può più essere recuperato.”

Queste motivazioni hanno indotto la Direzione Regionale a indirizzare parte delle risorse economiche per la solo pulitura degli antichi canali greci preesistenti.

Non sono stati messi ancora in opera lavori di rimozione del fango dalle strutture murarie, ossia, le operazioni di pulizia grossa, attraverso la rimozione della melma che ricopre i monumenti per circa un metro e che rischia di intaccare le malte, utilizzate negli anni scorsi per tenere insieme i muretti e l’area perimetrale dell’Agorà (ndr).

L’intervento di restauro infatti, è un intervento manuale affidato al lavoro dell’uomo che può, anche se realizzato da professionisti, produrre danni sulle strutture in quanto, la rimozione del fango che è meccanica, può portare all’asportazione di materiale lapideo. E’ fondamentale quindi che queste operazioni delicatissime siano effettuate nel momento in cui avremo la sicurezza che il territorio circostante, tenuto conto anche che siamo a Marzo, sia oggetto di interventi strutturali destinati al suo ripristino affinchè non si ripetano nuovamente fenomeni di questa natura e entità.”

Sappiamo infatti, che ogni azione umana o ogni evento naturale contribuisce a lasciare una traccia sul monumento e a seconda che siano effetto di un evento naturale o di un’azione umana, possono comportare accumulo o asporto di materiali rispetto alla situazione preesistente. Mentre la traccia di accumulo costituisce un’unità stratigrafica positiva, la traccia di asporto rappresenta un elemento negativo alla storia del sito. Occorre quindi che i restauri vengano realizzati con estrema parsimonia e in condizioni di sicurezza.

Abbiamo inoltre chiesto al dottor Maurano se ritiene che i fondi ottenuti per calamità destinati dal Ministero siano stati sufficienti.

Maurano ha detto di ritenersi soddisfatto perchè l’ambizione della Direzione Regionale era stata inizialmente solo quella di richiedere le somme anticipate in primo intervento.

Il ministero per i Beni culturali infatti, attraverso l’impegno dell’ex ministro Massimo Bray, ha destinato al metapontino una somma pari a 400mila euro, che si aggiunge ai 250mila destinati dalla Dirigenza regionale per i Beni culturali ed ai 200mila già ripartiti dalla Regione Basilicata. In tutto 850mila euro.

Speriamo di restituire presto il parco archeologico alla comunità se non nella sua totalità, almeno in parte, rendendo la parte ancora non pulita comunque visibile attraverso transenne o sopraelevazioni di ponteggi”

Maurano ci ha anche dato delucidazioni circa il nuovo decreto del Ministero che stanzia la somma di 135 mln di euro a favore del Mezzogiorno ma dalla quale risulta esclusa la Basilicata.

Maurano ci spiega che in questo provvedimento la Basilicata non è stata contemplata perchè non rientrava nella rimodulazione dei fondi europei POIN 2007/2013 fatta da Barca quando era ministro della coesione territoriale.

Quindi si tratta di interventi già previsti dal 2012 e adesso cantierabili. Questo ovviamente non toglie nulla al fatto sia opportuno non abbassare la guardia e stare attenti che nella prossima programmazione dei fondi europei la Basilicata ci sia.”

Ci auguriamo che gli Enti interpellati in sinergia con la Soprintendenza ai Beni Archeologici mantengano fede alle promesse date e che questo porti presto l’intera area archeologica metapontina ad essere nuovamente fruibile.

Foto del Parco archeologico sommerso dal fango:

Riuscita la serata lucana a Roma organizzata da Rinascita Lucana.

Immagine 2Com. stampa

Quarantadue tra professionisti, tecnici e opinion leader romani hanno consumato ieri sera a Roma la cena organizzata dall’Associazione Rinascita Lucana, la prima delle reti degli agricoltori di territorio per l’economia Sociale ATS promossa da Altragricoltura per favorire la valorizzazione delle culture della produzione del cibo, di gestione della terra, l’incontro fra produttori e cittadini, il consolidamento del reddito delle aziende e del risparmio per i consumatori e i saperi delle nostre comunità contadine.

Una cena contadina con i prodotti dei produttori lucani che possono essere comprati nel punto vendita ospitato dalla Cooperativa Eccellenze Agroalimentari che raggruppa reti e soci contadini delle diverse regioni italiane, è stata l’occasione per verificare il favore di una proposta che tiene insieme le battaglie degli agricoltori del metapontini contro la crisi delle aziende per la loro difesa e la qualità del cibo che il loro lavoro riesce a garantire quando è tutelato e mantenuto.

Questo il menù servito:

– antipasto di fave e cicorie, cardoncelli trifolati e canestrato di Moliterno;

– zuppa di ceci neri di Pomarico, pecora alla pastorale;

– macedonia di fragole di Scanzano Jonico e arance di Metaponto;

– Vino biologico prodotto a S. Giorgio Lucano (Aglianico Bianco e Rosso, Primitivo ).

Gli ospiti della serata hanno potuto scoprire così alcune delle nostre tradizioni culinarie e tipicità ma sopratutto conoscere le aziende, la loro storia arrivata da famiglie di agricoltori e allevatori che nonostante la crisi resistono e cercano di guardare in maniera positiva al futuro e recuperare un rapporto positivo con il territorio.

Sopratutto hanno conosciuto la storia dell’azienda Conte che, venduta all’asta e comprata da uno dei tanti sciacalli che cercano di approfittare delle difficoltà di questa fase è tutt’ora occupata e difesa dal movimento Contadino Lucano, da Altragricoltura e da numerose altre esperienze civiche di base.

Proprio presso l’azienda di Leonardo Conte, l’Associazione Rinascita Lucana sta per lanciare il progetto della sua attività che sarà presentato nella prossima settimana.

Il comitato contro le aste giudiziarie incontra la stampa

foto di Franco Assenza
foto di Franco Assenza

In queste ore presso la sede di Altragricoltura a Vittoria, in Via G. Cascino, è in corso la conferenza stampa indetta dal Comitato contro le aste giudiziarie costituitosi lo scorso 12 febbraio.
Sarà l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte, soffermandosi in modo particolare sulla decisione assunta dalla Procura di Ragusa in merito al caso Guarascio e all’inchiesta ancora in corso relativa al malaffare nel circuito delle aste giudiziarie.

 

Ragusa. Conferenza stampa del comitato contro le vendite all’asta.

1E’ di queste ore la conferenza stampa che il Comitato contro le aste giudiziarie, nato a Vittoria lo scorso 12 febbraio sta tenendo a Ragusa presso l’Hotel Montreal, nei pressi della Prefettura.
Si tratta di un comitato che, al di là di ogni visione personale, racchiude diverse associazioni come Altragricoltura, Sos Impresa, l’associazione antiracket Articolo 1, i Forconi, Soccorso Contadino Sicilia e diversi imprenditori e liberi cittadini che hanno deciso di aderire a titolo personale.
Fra loro anche Angelo Giacchi la cui vicenda personale è salita agli onori della cronaca dopo la protesta organizzata davanti alla Prefettura.
Durante la conferenza stampa sono state presentate le iniziative che il comitato intende adottare per opporsi alle aste giudiziarie già calendarizzate che intendono evitare un ulteriore impoverimento delle famiglie, la distruzione di imprese e la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Invito: sulle tracce dei nuovi usurai. Quando denunciare non ti salva.

Aliani

VERSO LA MOBILITAZIONE CONTRO LA CRISI RURALE A ROMASULLE TRACCE DI NUOVI E VECCHI USURAI
“SE DENUNCIARE L’USURAIO NON TI PROTEGGE”

24 Gennaio 2014 – CONFERENZA STAMPA
Matera, P.zza V. Veneto davanti alla Prefettura – ore 9
Bari, V. Nazariantz davanti alla Procura della Repubblica – 
ore 11 

Proseguono le iniziative promosse da Altragricoltura per denunciare la crisi drammatica nelle aree rurali. Iniziative che conosceranno un passaggio importante il giorno 29 Gennaio a Roma quando delegazioni di agricoltori che arriveranno da diverse regioni italiane parteciperanno all’Udienza Pontificia a Roma insieme alle Fondazioni Antiusura per portare la sofferenza delle famiglie rurali e si troveranno nel pomeriggio per  un’assemblea nazionale di mobilitazione nella sede romana del Parlamento Europeo.
“Diverse le responsabilità e i pesi che gravano sulla condizione di vita nelle campagne che, in vaste aree del nostro Paese, vivono una vera condizione da economia di guerra. Per queste due settimane di mobilitazione straordinaria ne abbiamo indicate 5: il peso degli sciacalli che cercano di comprare all’asta o di approfittare della crisi per portare a casa per quattro soldi i beni delle aziende, quello degli usurai vecchi e nuovi, quello di speculatori commerciali che lucrano sui prezzi estorcendo il valore aggiunto prodotto dal lavoro, quello della lunga rete di burocrazia e di apparati inutili che dovrebbero servire servizi (come i Consorzi di Bonifica), quello della politica che continua a non vedere la crisi e ad adottare provvedimenti che la aggravano” sostiene Gianni Fabbris, coordinatore di Altragricoltura.
Attorno a questi punti si stanno sviluppando le iniziative di Altragricoltura per denunciare la crisi ed avanzare le proposte per uscirne.
Dopo che nella giornata di oggi (23 Gennaio) nell’azienda agricola occupata di Leonardo Conte a Policoro Altragricoltura ha posto il tema dello sciacallaggio e delle iniziative per arginarlo, il 24 Gennaio è la volta dell’usura con una iniziativa che si svilupperà fra Matera e Bari.
Primo appuntamento alle ore 9 davanti alla Prefettura di Matera in P.zza Vittorio Veneto per raccontare il caso dell’azienda agricola di Serafino Aliani, imprenditore agricolo in Provincia di Matera (circa 450 Ettari di proprietà) che ha denunciato il suo usuraio. “Iniziamo dalla Prefettura di Matera perchè il Prefetto ha avuto modo più volte di esortare gli agricoltori a denunciare l’usura. Servono, però, garanzie di certezza e di condizioni in cui la denuncia trovi riscontri certi, In questo caso  la denuncia di Aliani è stata girata per competenza a Bari (l’usuraio ha sede in Puglia) ma una volta arrivata a Bari si è “arenata”. “Racconteremo la sua vicenda” continua Gianni Fabbris “illustrando tre circostanze che rendono chiaro il salto di qualità compiuto dagli usurai e il contesto in cui agiscono con buona probabilità di passarla franca e continuare nel loro sporco lavoro”.
Terminata questa prima parte della mattinata davanti alla Prefettura di Matera, l’iniziativa si sposterà a Bari dove, insieme all’Avvocato diell’agricoltore, cercheremo di sapere dalla Procura della Repubblica a che punto stiano le cose e perchè, visto che ben due perizie (sia quella di parte sia quella disposta dal giudice) abbiano accertato l’usura non si provvede a impedire che l’usuraio metta all’asta la casa di Serafino Aliani (come in realtà sta facendo pretendendo di incassare titoli frutto della sua attività illecita)”.
Alle 11, dunque, è convocata una seconda parte della Conferenza stampa a Bari di fronte all’ingresso della Procura della Repubblica in Via Nazariantz.
Seguiremo le tracce, dunque, di un moderno e sofisticato usuraio, conosciuto dall’agricoltore in una stanza della sua banca, che opera sotto il nome di una tecnologica finanziaria e che continua a taglieggiare molti agricoltori fra la Puglia e la Basilicata, come attestano le denunce di altri imprenditori agricoli che si sono aggiunte a quella del primo agricoltore.
La conferenza stampa sarà, anche, l’occasione per parlare di casi di usura “classica” nelle campagne e di come, purtroppo, questa forma di strozzo sia in espansione.
La stampa è invitata. Per organizzarsi e/o spostarsi in auto da Matera a Bari info e contatti 3466483882

Invito il 23 gennaio a Policoro: contro gli sciacalli nel Metapontino

conte
In preparazione della giornata di mobilitazione a Roma contro la crisi rurale

 

GLI SCIACALLI AL LAVORO NELLE CAMPAGNE LUCANE HANNO TROPPE MANI LIBERE, 
PROPRIO COME ACCADE DURANTE UN’ECONOMIA DI GUERRA CON LA BORSA NERA: FERMIAMOLI!

CONFERENZA STAMPA NELL’AZIENDA DI POLICORO GIA’ COMPRATA ALL’ASTA 
NON LI FAREMO ENTRARE: PRESENTIAMO LA NOSTRA PROPOSTA PER RESTITUIRE LA TERRA A CHI LA HA FIN QUI LAVORATA

23 Gennaio 2014 ore 11 – Policoro C.da Madonnelle – Azienda Agricola e allevatrice di Leonardo Conte

Continuano i lavori di preparazione della giornata di mobilitazione promossa da Altragricoltura a Roma per il 29 Gennaio 2013 articolata nella mattina con la partecipazione degli agricoltori all’udienza Pontificia in P.zza San Pietro con le Fondazioni Antiusura  e nell’assemblea di mobilitazione del pomeriggio nella sede romana degli Uffici del Parlamento Europeo.
A partire da domani 23 Gennaio il territorio Lucano e Pugliese sarà interessato da una serie di iniziative sul tema della crisi. Si inizia domattina 23 Gennaio 2013 con un incontro alle ore 11 nella azienda di Leonardo Conte (al confine fra Tursi e Policoro) già luogo di una precedente manifestazione l’anno scorso.
Un anno fa un gruppo di agricoltori lucani, invitati e organizzati da Altragricoltura aveva occupato l’azienda di Leonardo Conte e Angela Ergastolo per impedire che chi aveva comprato all’asta per un tozzo di pane i beni della loro famiglia potesse prenderne possesso.
Era, infatti, accaduto che agli inizi di Gennaio 2013, nel chiuso di uno studio di commercialista di Matera, qualcuno aveva comprato all’asta per circa 80.000 Euro i beni di un’azienda che vale oltre mezzo milione di Euro approfittando della condizione di crisi in cui versava la famiglia degli agricoltori proprietari.
“Abbiamo denunciato questo ennesimo atto di vero sciacallaggio” aveva denunciato Gianni Fabbris nell’assemblea pubblica nella Sala Consigliare del Comune di Policoro aggiungendo, alla presenza delle autorità presenti,  “invitiamo chi ha comprato a recedere, a contattarci per trovare un accordo sulla base del principio per cui potrà recuperare le spese sostenute ma non potrà mai entrare nel possesso della terra. Almeno fino a quando Altragricoltura e gli agricoltori del territorio non difenderanno le ragioni di chi la ha legittimamente lavorata fin qui.”.
Nessuno, ad un anno di distanza, ha preso contatto e si è fatto vivo per cercare una soluzione ma, anzi, in questi giorni sono arrivati a Leonardo Conte intimazioni di rilascio della proprietà.
“A Gennaio dell’anno scorso abbiamo occupato la terra, dando vita ad un’associazione che ne conduce i terreni e che, nel frattempo, ha elaborato un progetto di riuso e rilancio” ricorda oggi Fabbris che dell’associazione (Rinascita Lucana) è Presidente “e non abbiamo alcuna intenzione di permettere che Leonardo Conte e la sua famiglia escano da quelle terre, anzi siamo sempre più determinati a sottrarre questo pezzo di territorio dalla facile speculazione di sciacalli che hanno l’unico interesse di lucrare sulla crisi e la vita delle persone per restituirla ad un uso sociale di interesse collettivo”.
Domattina 23 Gennaio 2013 alle ore 11, Altragricoltura e il Soccorso Contadino invitano la stampa nell’azienda di Leonardo Conte per denunciare i nuovi tentativi di prendere possesso della terra da parte degli sciacalli, chiedere l’intervento di mediazione dei Sindaci e illustrare il progetto e le proposte di risoluzione della vertenza.
L’incontro sarà, anche, l’occasione ulteriore sia per fare il punto sulla gravissima situazione delle famiglie rurali esposte sempre di più ai rischi usura e sciacallaggio sia per illustrare le iniziative in preparazione della giornata romana contro la crisi agricola del 23 Gennaio 2013.
Prossimi incontri sul territorio:
– Venerdi 24 Gennaio: ore 9 Matera (davanti alla Prefettura) e ore 11 Bari (davanti alla Procura della Repubblica) incontro sulle tracce dei nuovi usurai
– Lunedi 27 Gennaio: ore 18 Sala Consigliare di Policoro incontro con l’Assessore all’Agricoltura di Basilicata Michele Ottati su “Cosa ci aspettiamo dalla Regione Basilicata”La stampa è invitata

 

Invito ai soggetti impegnati contro la crisi rurale e per il diritto al cibo

udienza_papa_2colori (copia)Invito alle organizzazioni, movimenti, uomini e donne
impegnati contro la crisi nelle aree rurali e per il diritto al cibo

Molte iniziative si stanno realizzando in questi anni per sconfiggere, invertire, superare la crisi in cui è precipitata l’agricoltura italiana. Iniziative diverse, di confronto, di lotta, di denuncia, di pratiche tese ad affermare e riconquistare il diritto a produrre. Tutte hanno avuto gli stessi avversari: le scelte sociali e politiche che hanno portato alla crisi e le organizzazioni professionali storiche che, completamente delegittimate nella loro funzione di rappresentanza, continuano a mantenere lo status quo ad unico vantaggio della loro gestione delle quote di potere e degli interessi finanziari che ancora conservano.

Giù le mani dalle nostre case! Altragricoltura da domani in sit – in a Ragusa

Comunicato stampa

Vittoria. – Domani, giovedì 05 dicembre, alle ore 10:00 una delegazione di Altragricoltura terrà un sit-in davanti al Tribunale di Ragusa per ricordare alle Istituzioni il circuito del malaffare che gira da anni ormai intorno alle aste giudiziarie.
L’intento sarà quello di incontrare il Procuratore e il Presidente della sezione fallimentare del tribunale e chiedere il fermo temporaneo delle vendite, verificandone, caso per caso, la regolare procedura chiedendo la revoca alla delega delle vendite presso gli studi privati.
“Un intero patrimonio che costituiva la ricchezza di questo territorio sta finendo nelle mani della criminalità organizzata” sottolinea Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, “Tutto questo va ad ogni costo impedito”

Altragricoltura torna in strada.

Comunicato stampa

Conferenza stampa lunedì 04 Novembre ore 10:00

Via Generale Cascino, 86 – sede di Altragricoltura, Vittoria (RG)

 Ieri, 31 Ottobre alle ore 19:00, c/o la sede di Altragricoltura a Vittoria si è tenuta un’assemblea degli iscritti con al centro del dibattito l’urgente necessità di mobilitarsi data l’assenza di risposte da parte delle istituzioni sulla grave situazione che riguarda la vendita all’asta di aziende agricole e case d’abitazione.

“Non possiamo permettere che continui lo sciacallaggio indiscriminato a danno delle nostre aziende e delle nostre case”, dice Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, “Le vendite all’asta sempre più numerose a cui stiamo assisntendo e che mettono in ginocchio la nostra gente e il nostro territorio non può continuare tra l’indifferenza generale e in modo particolare delle istituzioni”.

Si è deciso, pertanto, di tenere una conferenza stampa per lunedì 04 Novembre p.v., alle ore 10:00 c/o i locali di Altragricoltura in Via Generale Cascino, 86 a Vittoria, per illustrare non solo le motivazioni della protesta ma anche le modalità di attuazione.

Alla conferenza stampa parteciperanno anche l’Associazione Libera, l’antiracket Sicilia, SOS impresa Sicilia, Articolo1 e l’imprenditore Angelo Giacchi.

La stampa tutta è invitata a partecipare.

Prosegue la mobilitazione per tutelare Maurizio Ciaculli

Sono passate settimane da quando Maurizio Ciaculli, imprenditore agricolo di Vittoria (RG) e dirigente regionale di Altragricoltura, ha subito l’ennesima intimidazione per il suo costante impegno a sostegno della legalità.

Ad oggi,” sottolinea Tano Malannino, presidente nazionale di Altragricoltura, “riteniamo che le istituzioni non stanno offrendo le opportune tutele che avevamo vivamente sollecitato durante l’incontro con il Prefetto. Serve una risposta immediata e serve che le forze sociali si attivino per arginare l’attacco alle condizioni di vita e di agibilità democratica nelle campagne.”

Proseguono intanto gli incontri di Altragricoltura.

Nella giornata di domani 27 settembre alle ore 10:00 presso la sede di Vittoria (RG), in Via Generale Cascino, 86/A incontreremo Libera Ragusa, Antiracket Siracusa, Antiracket Vittoria per discutere sull’argomento.

Lunedi 30 settembre invece, una delegazione di Altragricoltura si recherà a Palermo presso la Regione Sicilia per incontrare l’assessore all’Agricoltura, Dario Cartabellotta.

Sono solo alcune di una serie di iniziative che Altragricoltura sta mettendo in campo e di cui daremo notizia nei prossimi giorni.

 Altragricoltura Sicilia

Intervista su Rai 1 all’imprenditore Maurizio Ciaculli

Domani, 24 Settembre 2013 alle ore 10:30
Intervista a Maurizio Ciaculli, imprenditore di Vittoria (RG), su “Rai 1”

Dopo l’ennesimo e gravissimo atto intimidatorio subito nei giorni scorsi dall’imprenditore agricolo e dirigente regionale di Altragricoltura Sicilia, Maurizio Ciaculli, e nell’attesa che le istituzioni diano una valida risposta contro questa serie di vessazioni, vi informiamo che Maurizio sarà ospite domani, 24 settembre alle ore 10:30 su Rai 1, nella trasmissione “Verde 1”.
Sarà invitato a raccontare la sua storia e le intimidazioni che continua a subire dalla criminalità organizzata a causa del suo impegno nonchè delle diverse denunce  nei confronti della grande distribuzione e del malaffare che le ruota attorno alle aste giudiziarie.
“La politica continua a stare muta e a non porre rimedio”,  ha dichiarato Tano Malannino, presidente Nazionale di Altragricoltura e aggiunge “mentre noi continuiamo con le campagne  “Giù le mani dal nostro cibo” e “Giù le mani dalle nostre terre”. Altragricoltura Sicilia, di concerto con il coordinamento nazionale, sta preparando iniziative di risposta e mobilitazione. In settimana incontreremo la presidente della Commissione Antimafia Europea, Sonia Alfano, alla quale chiederemo prima di ogni altra cosa la sicurezza personale di Maurizio Ciaculli, visto che dopo una settimana dall’incontro avuto con il Prefetto di Ragusa non abbiamo nessun riscontro rispetto alle richieste fatte dalla nostra nostra delegazione.”

Un gatto impiccato per minacciare l’agricoltore Maurizio Ciaculli

Pubblicato su GenerazioneZero (leggi articolo originale)

“Sì è superato ogni limite. Un atto gravissimo che avviene dentro la casa di Maurizio Ciaculli, che vuol dire ‘ti veniamo a prendere fino a casa la prossima volta’. Un atto troppo grave”. Queste sono le prime parole che Tano Malannino, Presidente Nazionale Altragricoltura, ci comunica al telefono.

La voce è ferma, decisa e particolarmente amara. L’occasione, del resto, lo richiede.
Ieri mattina, infatti, Maurizio Ciaculli, imprenditore agricolo di Vittoria (Rg) e dirigente regionale di Altragricoltura, ha trovato nel giardino di casa il proprio gatto impiccato. Una scena macabra, terribile, che non lascia nessuno spazio all’immaginazione. Una scena fin troppo chiara.
“Due mesi prima, Ciaculli era stato avvicinato da due persone che gli avevano detto ‘tu stai parlando assai…’. Fatto questo, come tanti altri, che sono stati tutti da noi denunciati. Oggi dovevamo incontrare il Prefetto di Ragusa, ma si trova fuori sede e lo incontreremo domani mattina alle dieci. Comunque, già quindici giorni fa avevo richiesto un’audizione con il Prefetto, perché sentivo che stava accadendo qualcosa di grave. In passato Ciaculli è stato vittima di altre minacce ma questa volta è diverso. Chiederemo al Prefetto che la famiglia e la casa di Ciaculli vengano tutelati, perché non è possibile che una persona che lotta con coraggio e che denuncia le porcherie che accadono, deve invece subire certe porcherie!”.
Malannino ci parla di altre minacce denunciate in passato, “cinque o sei, mi pare” , e anche di una telefonata che una volta ricevette Ciaculli, nella quale si sentiva il ticchettio di un orologio. Come a dire: il tuo tempo sta finendo. Roba da film. Ma, purtroppo, questo non è un film.

“Offrirono pure del denaro a Ciaculli”

Altragricoltura si è distinta negli anni per le battaglie a fianco degli agricoltori, nel nome della legalità, contro il fenomeno del taroccamento dei prodotti ortofrutticoli. Prodotti che vengono da paesi terzi, che vengono spacciati per prodotti locali e immessi nel mercato. Grosse aziende che sono disposte a fare di tutto pur di ricavare un gran bel guadagno. “Amici degli amici offrirono pure del denaro a Ciaculli, affinché la smettesse con la sua battaglia. Noi non siamo in grado di sapere chi è il mandante di tutte queste minacce, ma sappiamo solo che il denominatore comune è il malaffare”, ci dice ancora Malannino. Già, perché i nemici non sono mai abbastanza. Basti pensare che Altragricoltura è impegnata anche in un’altra battaglia, quella che fa riferimento alle aste giudiziarie, cui dietro si nasconderebbe “un giro strano, se ti ricordi il caso dell’uomo che si è dato fuoco la scorsa primavera (Giovanni Guarascio), continua Malannino.
“Noi siamo rispettosi delle Istituzioni, ma se sono carenti anche questa volta, noi ci incazzeremo e le riterremo complici di quanto sta accadendo. In passato ci siamo rivolti anche alla Commissione Antimafia, ma non abbiamo avuto dei riscontri. Nei prossimi giorni faremo una conferenza stampa per comunicare gli ulteriori sviluppi”.
La palla passa adesso alle Istituzioni.

Attilio Occhipinti

Gatto impiccato per Ciaculli. Avvertimento?

Pubblicato su Il Giornale di Ragusa (leggi articolo originale)

Un gatto impiccato nel giardino. E’ la macabra scoperta fatta da Maurizio Ciaculli, imprenditore agricolo e dirigente regionale di Altragricoltura, il movimento di protesta che è stato protagonista nel denunciare le difficoltà del comparto serricolo e nell’intraprendere eclatanti forme di lotta contro la classe dirigente che poco o nulla fa per risolvere i problemi del comparto. Domenica mattina ignoti gli hanno fatto trovare un gatto impiccato nel giardino di casa. Un gravissimo atto intimidatorio. Altre spiegazioni non ce ne sono. Ciaculli da tempo è impegnato contro le tante illegalità che colpiscono gli agricoltori: fra tutte la sua denuncia contro il taroccamento dei prodotti ortofrutticoli (melanzana taroccata), cosi come è noto il suo impegno nel denunciare l´illecito che vive attorno alle aste giudiziarie. Ha già subito diverse intimidazioni, tutte denunciate alle forze dell´ordine e alle varie Istituzioni.

“Questa volta si è alzato il tiro, lo si è voluto colpire in casa- ha dichiarato Tano Malannino, presidente Nazionale di Altragricoltura -Chiediamo alla società civile di stringersi attorno a Maurizio e alla sua famiglia. Chiediamo alle Istituzioni fatti concreti di tutela nei confronti di Maurizio, della sua famiglia, della sua azienda e della sua casa”. Oggi una delegazione di Altragricoltura si recherà a Ragusa per incontrare il Prefetto. Altragricoltura Sicilia, di concerto con il coordinamento nazionale, sta preparando iniziative di risposta e mobilitazione ed a giorni verrà indetta una conferenza stampa per rendere noti gli sviluppi (si spera positivi) della vicenda.

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi