Insieme per la valorizzazione e tutela del paesaggio. TerreJoniche e Bosco Pantano

per-la-terra-bosco-pantanoUn clic per la valorizzazione e la tutela. TerreJoniche lancia la petizione per la valorizzazione di Bosco Pantano tra i Luoghi del cuore Fai 2018.
Chi conosce l’attività del Comitato per la difesa delle TerreJoniche sa che, infatti, che da quando i territori del Metapontino furono investiti da una importante e devastante alluvione avvenuta nel 2011, ci si è sempre preoccupati di riconsegnare alle comunità la presa di coscienza che la Basilicata tutta è una terra che da sempre ha vissuto uno stretto rapporto con l’acqua e in particolare i suoi fiumi, sulle cui dorsali sono collocati i 131 comuni.
Una conoscenza che si è persa nel tempo e che rischia di diventare pericolosa quando l’acqua all’improvviso, riprende il suo vecchio corso dentro alvei ormai spesso prosciugati per colpa delle dighe che hanno scompensato questo rapporto e creando non pochi problemi alle attività umane e persone.
Lo stesso Bosco Pantano è una delle aree che più ha risentito dell’antropizzazione massiccia come ha per altro sottolineato lo stesso referente dell’Oasi WWf di Policoro, Antonio Colucci, poichè ha contribuito a prosciugare questa importante area umida stravolgendo equilibri ed ecosistemi ormai consolidati.
Con l’idea sempre viva che il patrimonio culturale possa rappresentare un elemento fondamentale che consente di conoscere e promuovere un determinato territorio e, contemporaneamente, richiamare interesse, investimenti, stabilità di presenze abbiamo pensato bene di partecipare all’iniziativa promossa dall’Associazione I colori dell’anima per Vivi Heraclea e in collaborazione con la delegazione Fai della Costa jonica, Wwf, Cea Beranlda e Metaponto.
Una rilassante passeggiata all’interno dell’area umida di Policoro guidata dall’abile guida Simona Iannuzziello (OasiWWF) ha visto partecipi, a fianco dei delegati delle associazioni, un cospicuo gruppo di cittadini in quella che lo scrittore francese Richard de Saint-Non, nel 1781, descrisse come “una foresta sacra… dominata dal silenzio e dall’oscurità misteriosa che regna sotto le immense querce vecchie come il mondo… popolata da una folla pacifica di animali e di ogni specie di selvaggina; dai cinghiali, dai daini, dai cervi, dai caprioli per non parlare delle martore e degli scoiattoli di cui vedemmo una gran quantità passeggiare sulle nostre teste, di albero in albero..”
“Certi che promuovere un territorio significa quindi lavorare sul versante dei valori condivisi ma anche saper comprendere appieno quali sono le possibili reti per la sua valorizzazione, tenendo conto che la cultura rappresenta uno degli elementi dell’identità territoriale e il patrimonio culturale rappresenta un bene prezioso che riveste un ruolo di particolare rilievo per la vita dei cittadini nonchè un elemento fortemente competitivo per la promozione del territorio invitiamo quanti vorranno a cliccare sulla pagina del Fai Bosco Pantano quale luogo del cuore.” E’ l’apello che Katya Madio, portavoce del Comitato, fa a tutti i lucani affinchè sentano propria questa battaglia perchè “è proprio nel rapporto tra identità e territorio, quale elemento centrale per la crescita del contesto sociale ed economico, che la capacità di gestione del patrimonio culturale rappresenta un visibile vantaggio competitivo perchè promuove occupazione, attività produttive, siti museali, tutela del paesaggio. L’importanza di saper “governare” questi processi attraverso l’apporto delle nuove tecnologie poi, in modo tale da attivare flussi di conoscenze, esperienze e nuove relazioni accresce ancor più la possibilità di veicolare tutela e salvaguardia.”

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