Le elezioni al Consorzio di Bonifica vanno annullate. Riscatto non sarà complice del falso. Non presentiamo la lista ma andiamo in procura.

MOVIMENTO RISCATTO
Altragricoltura, LiberiAgricoltori, UCI Basilicata

Com. Stampa, Matera 15 giugno 2018

“Non possiamo essere complici del falso sulla pelle degli agricoltori. Non siamo interessati a qualche postazione, siamo impegnati a rompere con le pratiche del passato in nome del bisogno di cambiamento che sale dalla società lucana”: queste le parole con cui nella giornata di ieri la stragrande maggioranza di quanti hanno accettato di comporre la lista di Riscatto per le elezioni del Consorzio di Bonifica ha risposto alla consultazione avviata fin da due giorni prima per decidere come comportarsi di fronte alla mancanza di trasparenza nella composizione delle liste degli aventi diritti al voto per il Consorzio e alla mancanza di risposte ai rilievi posti.
Al termine della consultazione, nell’incontro fra il Movimento Riscatto e le prime organizzazioni che lo stanno sostenendo (Altragricoltura. LiberiAgricoltori, UCI Basilicata), prendendo atto dell’inutilità degli atti prodotti nei confronti del Consorzio, la decisione è stata assunta: Riscatto chiede che le elezioni vengano annullate, presenta le istanze del caso alla magistratura amministrativa perché se ne dichiari la nullità, porta le carte alla procura della Repubblica con un esposto denuncia perché venga accertato se esistano profili di illegalità.
Riscatto lo aveva detto più volte dal primo momento in cui aveva deciso di presentare la lista degli agricoltori e dei cittadini autonomi al Consorzio di Bonifica di Basilicata: “Con le elezioni serve realizzare due obiettivi: aprire un progetto nuovo che, superando le storture da carrozzone inefficiente e pieno di debiti consegnatoci da chi ha gestito fin qui l’Ente, restituisca ai cittadini un presidio efficiente e garantire trasparenza nella gestione di un Ente da troppi anni fondata sulla opacità e l’approssimazione”.
Le due condizioni sono imprescindibili e sono l’una funzione dell’altra. Non può esserci un progetto di risanamento e di rilancio se non fondato sulla partecipazione, la trasparenza, la correttezza e la legalità.
Nel mentre abbiamo lavorato in questi giorni per presentare la lista regionale suscitando entusiasmi e disponibilità nuove, fino all’ultimo momento abbiamo posto alcune questioni per garantire la trasparenza e la legalità delle elezioni. Fra queste ce ne sono alcune dirimenti:
– è un grave errore e, sotto molti profili, illegittimo che l’Ente impedisca “a chi non è in regola con i pagamenti” il diritto all’elettorato attivo e passivo (sarebbe come dire che alle elezioni di un consiglio comunale chi è moroso nei confronti del Comune non può votare)
– mentre viene limitato il diritto al voto di chi “non è in regola con i pagamenti” (magari perché ha legittimamente prodotto ricorsi e aperto contenziosi su molte delle forzature per cui si è distinta la gestione dell’Ente più intenta a fare cassa che non a garantire efficienza e giustizia), nell’elenco degli “aventi diritto al voto” che il Commissario ci ha comunicato vi sono migliaia di morti; chi può escludere e come che non voteranno per delega come lo Statuto del Consorzio prevede? Nel momento in cui il Consorzio convoca le elezioni assume responsabilità che vanno ben oltre la funzione di fare cassa da chiunque “pure dai morti”.
– gli elenchi degli aventi diritto al voto sono doppiamente falsi. Se lo Statuto e il regolamento consortile prevedono che possa votare e possa candidarsi solo chi è “in regola con i pagamenti” (secondo una scelta che non condividiamo ma che è pur sempre una regola imposta), allora alla richiesta di produrre l’elenco degli “aventi diritto al voto e ad essere eletti” il Consorzio ha l’obbligo di escludere, secondo le proprie regole che è tenuto ad applicare, chi non è in regola con i pagamenti. Se non lo fa, la stessa composizione delle liste, la raccolta delle firme di sottoscrizione nonché la certezza di chi voterà o meno è sub iudice. Come sapremo chi potrà votare? Chi lo verificherà? e soprattutto quando? Certamente l’elenco che ci è stato fornito è solo un elenco di posizioni contributive e non di “aventi diritto al voto”, dunque è un falso e la sua gestione si presta ad arbitri e manipolazioni inammissibili con l’esercizio del diritto/dovere di voto.
“Non ci siamo, queste sono elezioni fondate su atti falsi e dunque non possono tenersi in queste condizioni” sostiene Gianni Fabbris che annuncia: “Chiamiamo le forze democratiche e sane della società lucana alla vigilanza ed all’impegno. Non possiamo rassegnarci al fatto che parti vitali del nostro sistema amministrativo e di gestione, possano essere governate come se fossimo la Corea del Nord. La vicenda delle elezioni al Consorzio di Bonifica possono e devono essere un banco di prova su come questa società saprà interpretare le istanze di cambiamento che da tante parti vengono. Lavoriamo perché su questa vicenda, che viene a pochi mesi dal voto per il rinnovo del Consiglio Regionale di Basilicata, si aprano i riflettori e vengano portati all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale. Sapere se nella nostra regione sia possibile andare alle elezioni di un Ente cosi importante con liste degli aventi diritto false e piene di migliaia di morti o di improbabili vivi fra cui mille e quaranta fra cento e 160 anni di età, è questione fondamentale per valutare le reali possibilità di uscire dalla crisi mortale in cui versano le nostre campagne e il tasso di democrazia di questa regione. Noi siamo pronti alla più efficace campagna di attenzione per aprire i riflettori su quanto sta accadendo, e all’impegno, come sempre, per impedire l’ennesimo golpe sulla pelle degli agricoltori”.
“Il lavoro fatto negli ultimi dieci giorni è un patrimonio prezioso” conclude Nicola Manfredelli “un patrimonio di intelligenze, generosità, impegno che si è attivato grazie alla nostra proposta e che nè la prima garanzia della mobilitazione che produciamo comunque a partire da oggi. Ringraziamo quanti hanno accettato di essere in lista con il Movimento Riscatto, magari vincendo i ricatti e le pressioni per non esporsi, e lavoriamo perché proprio da loro, da quegli uomini e donne liberi e dai diversi e tanti che sono dichiarati pronti a sostenerli in tutta la Regione, si parta per la più efficace iniziativa di mobilitazione contro l’arbitrio e per la Riforma del Consorzio di Bonifica. La prossima settimana annunceremo il calendario delle iniziative, perché una cosa deve essere chiara: è solo l’inizio”

Elezioni al Consorzio di Bonifica. Non possiamo votare su liste false!

LISTA “RISCATTO” ALLE ELEZIONI PER L’ASSEMBLEA DEL CONSORZIO DI BONIFICA
Altragricoltura – LiberiAgricoltori – UCI Basilicata

MENTRE CON UN REGOLAMENTO FUORI DALLE REGOLE COSTITUZIONALI IL CONSORZIO DI BONIFICA PRETENDE DI NON FAR VOTARE CHI HA I DEBITI, NELLE LISTE DEGLI AVENTI DIRITTI AL VOTO VI SONO MILLE E QUARANTA CENTENARI NATI FRA IL 1858 E IL 1918.
VERGOGNA! LA BASILICATA NON E’ LA COREA DEL NORD

GIOVEDÌ 14 GIUGNO ORE 11,45 CONFERENZA STAMPA PRESSO LA CASA DEGLI AGRICOLTORI A MATERA (VIA COLLODI 2)
PER DIVULGARE LE CARTE E GLI ATTI E PER ILLUSTRARE LE INIZIATIVE A TUTELA DEGLI INTERESSI DEI CONSORZIATI E DI TUTTI I CITTADINI LUCANI

Riscatto denuncia la mancanza di trasparenza nel percorso per le elezioni, la falsità delle liste degli aventi diritto e chiede alla Regione la rimozione del Commissario al Consorzio di Bonifica di Basilicata, la sospensione delle elezioni e la nomina di un nuovo Commissario con il compito di ricostruire le condizioni di legalità e trasparenza a base dello svolgimento della giornata elettorale prevista per il 15 luglio.

Circa dieci giorni fa il Movimento Riscatto (inizialmente sostenuto da una serie di organizzazioni, movimenti e associazioni cui si sono aggiunte diverse altre sigle, gruppi e realtà di tutta la Basilicata) ha annunciato la presentazione di una lista di cittadini e agricoltori per il “Rinnovamento e la Riforma del Consorzio di Bonifica”. Una lista che, fin dal primo momento, ha dichiarato di avere tre obiettivi: mettere in campo un progetto nuovo per un Ente strategico fondato sulla qualità, l’efficacia e la sostenibilità dei servizi alle imprese e al territorio, rompere la malagestione del passato che ha trasformato l’Ente in un carrozzone inefficace e garantire con soggetti nuovi, puliti e capaci quella gestione nuova, alternativa e trasparente di cui abbiamo bisogno.

Per questo Riscatto e i soggetti che lo sostengono in questa sfida considera che le modalità con cui si svolgono le elezioni sia un passaggio decisivo e aveva annunciato nei giorni scorsi di porre grande attenzione ale procedure e alle modalità con cui si svolgono le elezioni e lo stesso percorso che porta alla presentazione delle liste.

Il giorno 11 giugno scorso Riscatto, con una pec a firma di Gianni Fabbris che divulghiamo sotto, ha inviato al Commissario del Consorzio, Avvocato Giuseppe Musacchio, una comunicazione in cui si evidenziavano una prima serie di “problemi” con particolare riferimento alla composizione delle liste degli “aventi diritto al voto” che il Consorzio stesso ha formalmente inviato e che, dunque, vanno prese a fondamento della composizione della platea degli aventi diritto all’elettorato attivo e passivo.

A quella pec a tutt’oggi non è stato dato riscontro da parte dell’Ente. Nei giorni successivi, il lavoro di ricognizione e approfondimento è proseguito evidenziando ulteriori problematicità fino a documentare aspetti che hanno del clamoroso.

Nella PEC, era stato evidenziato, fra l’altro, il problema della presenza di diversi casi di “morti” inseriti fra gli aventi diritto al voto ma le verifiche successive stanno mettendo in evidenza una dimensione del problema inquietante.

Il database ha restituito la presenza di “aventi diritto” nati prima dell’Unità d’Italia. Il più anziano degli elettori sarebbe nato nel 1858. Come non bastasse da quell’elenco di “aventi diritto all’elettorato attivo e passivo” risulta che gli “elettori” nati fra il 1848 e il 1918 (quindi che oggi avrebbero almeno cento anni) sono 1.040 (mille e quaranta!) di cui 164 sarebbero quelli nati prima del 1900.

“Non so se il Commissario del Consorzio di Bonifica mi ha inviato, come sostiene nella sua nota di accompagnamento al file allegato, la lista degli elettori o l’elenco preparato per candidare la Basilicata al record mondiale degli ultracentenari. Se cosi fosse la vittoria sarebbe assolutamente assicurata mille e quaranta ultracentenari su venticinquemila ci garantirebbe una vittoria a tavolino anche se dovessimo gareggiare non solo fra gli umani ma con la stragrande totalità delle forme di vita. Comunque una cosa è certa: oltre che il record degli ultracentenari, vinceremmo anche quello dell’uomo più vecchio del mondo e probabilmente quello della migliore performance di inefficacia e inconsistenza amministrativa” Ha commentato Fabbris prima di annunciare le iniziative di queste ore.

In un incontro di coordinamento della lista alla presenza dei rappresentanti di Altragricoltura, di LiberiAgricoltori e dell’UCI Basilicata, è stato dato mandato a Fabbris per chiedere formalmente al Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella di sospendere le operazioni di presentazione delle liste perché materialmente fondate su dati falsi, di revocare il mandato al Commissario dell’Ente perchè li ha diffusi, di nominare un nuovo Commissario con il compito specifico di ricostruire le condizioni di legittimità, correttezza e trasparenza delle liste e delle procedure per l’esercizio del voto.

Domani 14 giugno alle ore 11,45 presso la Casa degli Agricoltori di Matera in Via Collodi 2, in Conferenza stampa verranno divulgati i documenti e gli atti che in queste ore sono stati assunti e che porteranno, ove non intervenissero iniziative per ristabilire la legittimità delle Elezioni, fino alla denuncia alla Procura della Repubblica perché accerti le responsabilità.


Sotto: la lettera inviata via pec al Commissario del Consorzio

Spett.le Commissario del Consorzio di Bonifica di Basilicata

Avv. Giuseppe Musacchio

Oggetto: comunicazione sulla composizione delle liste elettorali

Preg.mo Avvocato,

Nei giorni scorsi Lei rispondeva alla mia richiesta di prendere visione dell’elenco degli aventi diritto al voto per le elezioni indette il 15 luglio 2018 dei componenti l’Assemblea del Consorzio di Bonifica di Basilicata, inviandomi il file da voi predisposto accompagnato dalla relativa nota di trasmissione.

L’elenco degli aventi diritto al voto inviatomi dagli Uffici comprende n.35.934 posizioni di altrettanti soggetti censiti dal Consorzio.

Detto elenco è determinato sulla base della Delibera Commissariale n. 53 del 1.03.2018 avente come oggetto “Elezione dell’Assemblea dei Consorziati 2018. Approvazione degli elenchi degli aventi diritto al voto”. L’elenco, ai sensi della Legge Regionale 11.01.17 e dello Statuto del Consorzio, avrebbe dovuto essere compilato sulla base dei ruoli di contribuenza del 2017.

L’elenco degli aventi diritto al voto è, ad oggi, il documento che certifica la possibilità di esercitare il voto e il diritto a candidarsi per le elezioni (elettorato attivo e passivo) dell’Assemblea dei Consorziati. Sulla base di quel documento viene accertata la possibilità di esprimere il voto anche per il tramite di una delega che può essere assegnata ad altro soggetto. Viene altresì definita la possibilità di esercitare il diritto di sottoscrivere le liste dei candidati che vanno presentate entro venerdì 15 giugno. La norma prevede che la presentazione delle liste relative alle tre sezioni elettorali devono essere corredate da firme di sottoscrizione debitamente autenticate per almeno l’1% della composizione della base elettiva. Lo stesso statuto del Consorzio e la Legge Regionale 11.01.17 dispongono che la funzione di elettorato attivo e passivo è subordinato “all’essere in regola con i pagamenti nei confronti del Consorzio”

Sono, con la presente, a lamentarLe la correttezza e l’aderenza alla realtà nella composizione degli elenchi in cui si evidenziano (ad una prima ricognizione e salvo ulteriori verifiche in corso da noi stessi) almeno due principali problemi lesivi dell’esercizio del diritto all’elettorato attivo e passivo:

negli elenchi compaiono diversi nominativi di persone decedute (condizione inverosimile dal momento che figurano deceduti persino da oltre dieci anni);

gli elenchi da voi comunicati, in realtà, sono un elenco di posizioni contributive senza alcuna verifica da parte dell’Ente dell’aderenza delle singole posizioni alla condizione di “avente diritto all’elettorato attivo e passivo” che, secondo le norme alla base della convocazione delle elezioni del 15 luglio, viene definita in base alla regolarità dei pagamenti.

Dal momento che l’Ente è in possesso di tutti gli elementi per sapere se e quando il singolo contribuente ha ottemperato all’obbligo dei pagamenti, troviamo incomprensibile la circostanza per cui alla data del 1.03.18 (data in cui con Delibera Commissariale è stato approvato l’elenco degli “aventi diritto al voto”) non si sia provveduto a verificare ed aggiornare, sia cancellando i deceduti, sia non iscrivendo coloro che risultino non in regola con i pagamenti.

Il fatto, poi, che durante la nostra prima ricognizione degli elenchi emergano pure casi per cui alcuni soggetti portatori di diritto a tutti gli effetti non siano compresi negli elenchi mentre è ancora iscritto il congiunto deceduto ed, essendo intervenuta la successione nella proprietà, ricevono essi stessi diverse cartelle di pagamento dal Consorzio (che dunque è in possesso degli atti relativi), indica la sussistenza di possibili ulteriori criticità.

E’ vero che il contribuente può regolarizzare la propria posizione prima del voto ma è altrettanto certo che l’assenza (ad oggi) di un elenco di “aventi diritti al voto” trasparente e aderente alla realtà, mina le stesse condizioni di verificabilità e di esercizio di questo diritto sia nella fase di definizione delle liste, sia per gli adempimenti della raccolta delle firme di sottoscrizione, oltre che, naturalmente, per le successive operazioni di voto.

Noi ci chiediamo:

Quale sia il fondamento costituzionale per cui ad una elezione democratica non possano partecipare coloro che hanno debiti col consorzio (magari poiché pendono rituali opposizioni alle cartelle);

Cosa si intenda per “regolarità dei pagamenti” quando nella norma e nello statuto si dispone che non possano esercitare il diritto di voto coloro che abbiano “controversie” con il Consorzio.

La fondatezza e l’incidenza di queste osservazioni sulle elencate disposizioni e, di conseguenza, sulle prossime elezioni è evidente, pertanto, ci riserviamo di agire nelle sedi istituzionali e legali per evidenziare e chiosare l’accaduto, ma resta indubitabile che i deliberati con cui Lei ha convocato le elezioni del 15 luglio prossimo – con i poteri Commissariali conferiti – presuppongono che per esercitare il diritto all’elettorato attivo e passivo, bisogna non incorrere nelle condizioni su richiamate e, dunque, che l’elenco degli “aventi diritto” deve essere compilato e adottato applicando le stesse norme.

Siamo convinti che Lei condividerà il giudizio per cui le elezioni per l’Assemblea dei Consorziati del Consorzio di Bonifica di Basilicata del 2018 sono un banco di prova importante per verificare la capacità del Sistema dei Consorzi di Bonifica lucani di uscire da una lunga crisi finanziaria e di progetto che si è accompagnata ad indeterminatezza e opacità di gestione e che sia fondamentale attivare processi di partecipazione democratica per cui la trasparenza assoluta e la correttezza nell’applicazione delle regole è la prima garanzia di discontinuità con il passato di crisi.

L’elenco degli aventi diritto al voto è la base materiale, formale e legale, per avviare percorsi di trasparenza capaci di scongiurare qualsiasi preoccupazione e rischio, per questo consideriamo inadeguati gli elenchi a noi forniti dal momento che non garantiscono, nel momento della convocazione delle elezioni, la base formale (c.d. corpo elettorale) di chi possa effettivamente esercitare il diritto al voto.

Nel comunicarLe che ci riserviamo di far valere in tutte le sedi competenti (istituzionali e legali) fin dalle prossime ore ogni profilo di irregolarità nella composizione degli elenchi degli aventi diritto al voto, Le chiedo di sapere, nella sua veste di Commissario dell’Ente, se e come intende risolvere le questioni che stiamo evidenziando anche al fine di garantire la correttezza della composizione delle liste, della raccolta delle firme di sottoscrizione e il successivo esercizio del voto.

Gianni Fabbris – coordinatore del Movimento Riscatto

Elezioni al Consorzio di Bonifica. C’è la lista di Riscatto contro il potere e la malagestione.

MOVIMENTO RISCATTO
Altragricoltura, LiberiAgricoltori, Uci Basilicata

Matera, com. stampa 5/6/18

GLI AGRICOLTORI LUCANI MOBILITATI DA ANNI CONTRO LA CRISI HANNO DECISO:
LA LISTA ELETTORALE DEL MOVIMENTO RISCATTO PER LE ELEZIONI AL CONSORZIO DI BONIFICA
È L’ALTERNATIVA AD UNA GESTIONE DEL POTERE CHE CI HA LASCIATO MALAGESTIONE, DISSERVIZI E DEBITI

GIOVEDI 7 GIUGNO ORE 11,30 A MATERA IN VIA LUCANA DAVANTI AL CONSORZIO DI BONIFICA DI BRADANO E METAPONTO
CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA LISTA ELETTORALE PER CAMBIARE E RIFORMARE IL CONSORZIO DI BONIFICA

Gli agricoltori lucani mobilitati contro la crisi e per la difesa della nostra agricoltura, del territorio e delle comunità rurali saranno presenti con una loro lista autonoma alle elezioni per decidere la composizione dell’Assemblea del Consorzio Unico di Bonifica di Basilicata indette per il 15 luglio 2018. La lista è presentata sotto il simbolo e il coordinamento di Riscatto, il Movimento unitario e plurale che ha condotto la mobilitazione vincente contro l’IMU agricola ed è sostenuta da una serie di associazioni e realtà sindacali diverse come LiberiAgricoltori, Altragricoltura e UCI Basilicata.
“La lista di Riscatto per le elezioni al Consorzio di Bonifica Unico di Basilicata nasce per rompere il percorso consociativo e l’intreccio perverso permesso dalla commistione fra gestione delle risorse pubbliche e le organizzazioni di categoria degli agricoltori. La Coldiretti (con la condiscendenza di CIA, Confagricoltura e Copagri) ha, nei fatti, gestito i Consorzi di Bonifica vanificando la funzione sindacale autonoma di rappresentanza e contribuendo a trasformare degli Enti che avrebbero dovuto assicurare servizi agli agricoltori, ai cittadini ed al territorio in carrozzoni clientelari incapaci di assicurare servizi, efficienza e trasparenza ma sempre pronti a pagare lauti compensi e prebende e ad appesantire la condizione delle aziende agricole” ha dichiarato Gianni Fabbris (Acoordinatore di Alytragricoltuira e della Presidenza di LiberiAgricoltori) a termine della riunione con cui rappresentanze di agricoltori della Vald’agri, del Vulture e del Materano hanno deciso ieri sera (4 giugno 2018) di impegnare il movimento nella sfida elettorale.

All’incontro tenuto nella Casa degli Agricoltori di Matera hanno partecipato, oltre che Gianni Fabbris, rappresentanze di agricoltori delle diverse aree, Stefano Poli dell’ANPA e della Presidenza di LiberiAgricoltori , Mimmo Viscanti (Presidente del Movimento Riscatto), Emilio Vesia e Tato Pace (per la Rete dei Municipi Rurali) e Nicola Manfredelli dell’UCI di Basilicata.

Mimmo Viscanti ha ricordato che il Movimento Riscatto ha recentemente organizzato anche in Puglia analoghe iniziative con assemblee anche di trecento agricoltori per porre il tema della Riforma dei Consorzi di Bonifica e che l’esempio positivo messo in campo con il movimento contro l’IMU agricola può e deve essere oggi il modello su cui impegnare gli agricoltori e le istituzioni nel cambiamento profondo dei consorzi di Bonifica per trasformali da carrozzoni di malagestione in strumenti efficaci e giusti nelle gestione di servizi utili al territorio.

Stefano Poli ha sottolineato l’impegno di LiberiAgricoltori a favorire esperienze di autogoverno e di buon governo garantite dal protagonismo degli agricoltori in un rapporto corretto in cui i sindacati agricoli (come è LiberiAgricoltori) sostengono l’autonomia e la responsabilità sociale degli imprenditori senza trasformarsi (come al contrario hanno fatto le organizzazioni professionali storiche nei decenni scorsi) in gestori economici degli Enti portandoli al fallimento.

Nicola Manfredelli per l’UCI (Unione Coltivatori Italiani di Basilicata) ha indicato nella battaglia per la trasparenza e la liberazione dalla consociazione con il potere politico nella Regione la strada da seguire per garantire una stagione nuova di domocrazia e di sviluppo alle imprese ed alle forze sane della società lucana che “hanno bisogno di scrollarsi di dosso il controllo clientelare e burocratico di gestioni affaristiche e familistiche della cosa pubblica”.

Con queste premesse oggi, cinque giugno, Gianni Fabbris e una delegazione di agricoltori si è recato al Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto per avviare gli adempimenti necessari alla presentazione delle liste entro il 15 giugno 2018 come prevede la normativa vigente.

“La lista di Riscatto per le elezioni del Consorzio di Bonifica di Basilicata è la risposta del movimento degli agricoltori lucani per cambiare le scelte e la gestione disastrosa prodotta dal sistema di potere (regalo dell’accrodo fra politica e le organizzazioni sindacali ormai compromesse dalla cattiva gestione) e da li partiamo per assicurare, al contrario, una stagione nuova di Riforma e di buona gestione in cui gli agricoltori, gli Enti locali e i cittadini siano garanti e protagonisti. In autunno, nel quadro delle iniziative dell’Alleanza per la Nuova Riforma dell’Agricoltura e dell’agroalimentare, dopo aver costituito il Coordinamento Nazionale per la Riforma dei Consorzi di Bonifica, terremo un incontro nazionale per incalzare le Regioni e il Parlamento delle scelte necessarie al cambiamento. Intanto partiamo dalla Basilicata rivolgendoci agli agricoltori ed ai cittadini lucani che in grande maggioranza alle ultime elezioni hanno dato con il voto l’ìindicazione del cambiamento. Ora è il momento di tornare a votare, di bocciare con il voto chi ha ridotto i consorzi di bonifica nei carrozzoni indecenti che sono e di premiare le proposte di rilancio trasparenza e pulizia di cui siamo garanti e portatori. E’, anche in agricoltura, il tempo e il momento di cambiare. Ci rivolgiamo a tutte le forze sociali e politiche che hanno a cuore la necessità del cambiamento in questa regione: il voto al Consorzio di Bonifica deve essere il segnale del Riscatto di tutta la nostra comunità. Deve esserlo per gli interessi di tutta la Regione ma anche per evitare che sulla pelle degli agricoltori un Consorzio addomesticato ancora di più di quanto non sia stato finora finisca per fare cassa senza garantire sviluppo. Facciamo appello a convergere e rafforzare nelle prossime ore intorno alla lista proposta dal movimento autonomo degli agricoltori lucani per rafforzare l’unità di quanti guardano al futuro ed hanno a cuore le sorti della Regione”. Con questa dichiarazione ed appello Gianni Fabbris invita alla Conferenza stampa che si terrà giovedi 7 giugno davanti al consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto in via Lucana alle ore 11,30 per presentare la lista e dare conto delle adesioni, delle proposte e delle iniziative.

Negli anni scorsi Altragricoltura e il Movimento Riscatto hanno condotto diverse conferenze stampa davanti al Consorzio di Bonifica per contrastare e denunciare gli effetti della cattiva gestione; questa, probabilmente, sarà l’ultima Conferenza stampa fuori dal Cancello del Consorzio. Le prossime le terranno i molti eletti eletti nell’Assemblea all’interno del Consorzio di Bonifica che si candidano convintamente a governare e in cui saranno, comunque, presidio di garanzia e autonomia.

Non siamo mucche da mungere. Assemblea ad Altamura sul Consorzio di Bonifica

RISCATTO, ALTRAGRICOLTURA, LIBERIAGRICOLTORI, MUNICIPI RURALI

Movimento Riscatto
Rete dei Municipi Rurali
Altragricoiltura
LiberiAgricoltori

4.5.18 – com.stampa e invito

Il Movimento Riscatto e la Rete dei Municipi Rurali, in collaborazione con Altragricoltura e la Confederazione LiberiAgricoltori, hanno organizzato per lunedi 7 maggio 2018 ad Altamura (BA) una assemblea pubblica per confrontare le proposte e coordinare le iniziative sul Consorzio di Bonifica in Puglia.
All’incontro pubblico parteciperanno diversi parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, rappresentanti di Movimenti e Associazioni oltre che molti agricoltori e cittadini del territorio murgiano.
L’assemblea pubblica seguirà un direttivo congiunto degli organismi di Altragricoltura e di LiberiAgricoltori con il Movimento Riscatto per fare il punto sul Consorzio di Bonifica e per valutare insieme ad Agelo Candida (Presidente Regionale Puglia di LiberiAgricoltori) ed a Gianni Fabbris (coordinatore di Altragricoltura e componente la presidenza di LiberiAgricoltori) le iniziative da assumere sul piano sindacale nelle prossime settimane.
Le due iniziative di lunedi 7 maggio ad Altamura vengono dopo che già da qualche settimana il Movimento Riscatto ha organizzato ad una serie di incontri partecipati da diverse centinaia di agricoltori nell’area murgiana che lamentavano l’insostenibilità dei nuovi costi pretesi dal Consorzio di Bonifica in Puglia.
Mimmo Viscanti (Presidente del Movimento Riscatto e agricoltore di Altamura), partecipando nei giorni scorsi ad una iniziativa promossa dal Comune nella Casa Municipiale di Santeramo, aveva annunciato la linea e la proposta del Movimento: “Il modo come si gestisce il territorio, si garantiscono la cura, l’esercizio e la manutenzione delle opere pubbliche di bonifica per la sicurezza idraulica e la gestione delle acque destinate all’irrigazione è un interesse collettivo per la tutela del patrimonio ambientale e agricolo di tutta la collettività. Invece noi ci troviamo con servizi inefficienti e spesso inesistenti, con un Ente usato nel tempo più come uno dei tanti carrozzoni improduttivi e clientelari che come uno strumento utile al territorio. Uno dei tanti carrozzoni che hanno prodotto debiti senza garantire risposte all’altezza dei compiti; debiti che ora si vorrebbero gravare sulle spalle delle aziende agricole e che si scaricano sui comuni.
Serve una grande risposta unitaria delle nostre collettività per scongiurare che gli agricoltori e i cittadini siano ancora una volta due volte vittime: quella di doversi far carico di pagamenti fuori dalla possibilità di territori e di economie in crisi e quella di non avere servizi all’altezza dei bisogni.”
“Serve una forte iniziativa unitaria” aggiunge Mimmo Viscanti “come quella che abbiamo saputo mettere in campo con la mobilitazione contro l’IMU Agricola. Una risposta possibile con l’unità degli Enti territoriali (a partire dai Comuni), le imprese, i cittadini, le Associazioni e i soggetti sociali che devono tornare a dire, insieme, le ragioni e le richieste di tutto il territorio”

Quattro i punti e gli obiettivi che fin da subito vengono posti al confronto dell’Assemblea di lunedi ad Altamura: il riordino e la riforma degli enti consortili, la garanzia di avere servizi efficienti ad un costo sostenibile per le aziende e le comunità, la garanzia che i debiti pregressi fatti da carrozzoni inefficienti  non si scarichino oggi sulle aziende soprattutto in una fase di crisi come questa, la sospensione di aumenti e pagamenti fino a quando non verranno garantite efficienza e sostenibilità degli interventi.
Salvatore Pace, a nome della Rete dei Municipi Rurali di cui è Presidente, ha risposto all’appello del Movimento Riscatto: “La battaglia che ha costretto il governo ad una forte marcia in dietro sull’IMU agricola l’abbiamo affrontata e vinta proprio grazie all’alleanza fra i sindaci (di tutti i colori politici), gli agricoltori, le associazioni e i cittadini. Sappiamo bene che oggi ci troviamo a fare i conti con accordi sindacali e istituzionali fatti negli anni precedenti e che portano il Consorzio a chiedere cartelle e aumenti pesantissimi ai nostri agricoltori ed a gravare sui Comuni ma era la stessa situazione che ci siamo trovati a fronteggiare con l’IMU agricola: una legge fatta dal Governo e un accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali agricole che si scaricava sui Comuni e sugli agricoltori. Dobbiamo far tornare a sentire con forza la nostra voce di comunità ricostruendo un percorso comune e lavorando insieme agli obiettivi che il Movimento Riscatto ha già indicato, chiamando al coordinamento le tante realtà che in questi anni hanno criticato le pratiche del Consorzio, si sono già mosse (a volte con efficacia) e avanzato proposte di superamento della crisi.”
Il Presidente Viscanti sottolinea “lunedi ad Altamura lanceremo la proposta di coordinare le iniziative già in corso e di mettere in campo un movimento unitario come è nella storia e nella tradizione del Movimento Riscatto. Per questo abbiamo invitato gli eletti, i parlamentari, i sindaci di tutte le realtà e gli orientamenti politici convinti, come siamo, che stiamo ponendo una questione che va nella direzione della tutela degli ineteressi di tutta la collettività.
Il Movimento Riscatto e la Rete dei Municipi Rurali si avvalgono fin da subito, come sta avvenendo ormai da tempo, del sostegno e della partecipazione attiva sia di Altragricoltura che di LiberiAgricoltori, due realtà sociali e sindacali  impegnate a condurre anche in Puglia una forte iniziativa per la riforma degli enti di gestione in agricoltura chiedendo che l’uso delle Risorse pubbliche e della funzione pubblica sia orientata alla trasparenza, all’efficacia e all’efficienza oltre che alla giustizia sociale.
“Noi non ci sentiamo in alcun modo vincolati agli accordi ed ai percorsi che negli anni scorsi le Organizzazioni di Categoria hanno sottoscritto con le istituzioni regionali e nazionali e che oggi ricadono sulla pelle degli agricoltori e delle aziende come quelli che hanno portato e portano i Consorzi di Bonifica ad essere sempre di più Enti che pesano sulla vita delle aziende emettendo cartelle e pretendendo costi sempre più esosi. Capiamo bene che ci sono ragioni di funzionamento e bilanci da garantire ma questo non può essere fatto continuando a mungere un comparto che non fa reddito e non è in condizione di onorare debiti fatti sulla propria pelle. Siamo impegnati a contribuire a tutte le soluzioni possibili alla condizione, imprescindibile, che si rivedano decisioni non orientate alla sostenibilità ed al buon funzionamento” hanno dichiarato Gianni Fabbris e Angelo Candida annunciando la partecipazione all’iniziativa ad Altamura ed il sostegno attivo alle vertenze degli agricoltori e dei sindaci sul territorio.

tutte le info su http://riscatto.info – http://altragricoltura.net/consorzi-di-bonifica

locandina iniziativa sul consorzio di bonifica ad altamura - 7/5/18

Solidale, partecipato e concreto l’incontro fra agricoltori, braccianti e associazioni a Casa Sankara

Per la terra, la vita, contro gli accordi di libero scambio e l’impunità
Il 23 aprile 2018 la settimana di lotta contadina ha fatto tappa a Casa Sankara a San Severo.
Con una partecipata assemblea per i diritti di agricoltori, braccianti e cittadini, gli agricoltori di Altragricoltura e Liberiagricoltori, i braccianti di Casa Sankara, l’Associazione NOCAP e le altre presenti avviano il confronto e il lavoro per l’unità.

com. stampa, 24 aprile 2018

Tre erano i soggetti colpiti dalla crisi del modello agralimentare cui Altragricoltura e LiberiAgricoltori hanno voluto dedicare la settimana di impegno con cui hanno rilanciato l’appello internazionale di Via Campesina a mobilitarsi “Per la terra e la Vita, contro i trattati di libero scambio e la repressione nelle campagne”: gli agricoltori che in Italia arrivano fino al suicidio mentre vedono le loro famiglie impoverirsi per il crollo dei prezzi al campo, i braccianti che vivono il lavoro nei campi in condizioni crescenti di sfruttamento e di perdita di diritti, i cittadini che vedono leso il diritto fondamentale al cibo sia per l’insicurezza alimentare che per l’aumento dei prezzi del cibo sicuro e di qualità.

La settimana si era aperta il 17 aprile ad Acate nel mezzo di una crisi terribile per le aziende siciliane che vedono remunerata la stagione agraria con prezzi al campo capaci di coprire appena il 50% dei costi produttivi. Una crisi che la settimana prima aveva portato Giovanni Viola, giovane agricoltore di Vittoria di trentun anni, al suicidio.

La giornata del 23 aprile a Casa Sankara (San Severo – FG) è partita da quel suicidio per un confronto con i numerosi braccianti intervenuti in assemblea ed autorganizzati nell’Associazione Ghetto Out Casa Sankara e nella Cooperativa Africa Di Vittorio, gli agricoltori di Altragricoltura e LiberiAgricoltori e i rappresentanti delle numerose associazioni e organizzazioni sindacali interventute.

“Bisogna trovare i modi e gli obiettivi di un’alleanza che fa i conti con i nemici comuni e i nemici comuni sono in quanti gestiscono e promuovono il modello della crisi per garantirsi sul lavoro e sul furto di valore aggiunto prodotto dalle aziende l’accumulazione di grandi vantaggi fino a ieri insperati. Bisogna evitare che sul lavoro (quello dei braccianti e degli agricoltori) si scarichino le distorsioni di un modello italiano dove lavorare la terra è sempre più marginale mentre i guadagni si fanno con la speculazione finanziaria e commerciale sul cibo” hanno sottolineato tutti gli intervenuti in un confronto che ha messo in campo esperienze diverse a partire dalle introduzioni di Ivan Sagnet (Cavaliere della Repubblica al Merito, pres. Ass. NOCAP), di Angelo Candita (Presidente Regionale LiberiAgricoltori) e di Papa Latyr Faye (Pres. Ass. Ghetto Out Casa Sankara).

Ricco il dibattito che, dopo i saluti istituzionali per la Regione Puglia, ha visto intervenire Assunta la Donna (operatore legale specializzata in protezione internazionale); Mbaye Ndiaye (presid. cooperativa Africa di Vittorio); Lidia Corticelli ( vicepresid. associazione Sunu Terra), Cesare Sangalli (Gruppo 134 – Amnesty International Foggia); Mario Vaccarella (agronomo); Emma Barbaro (giornalista d’inchiesta Terre di frontiera); e il segretario provinciale della CGIL.

Gianni Fabbris ha sottolineato il valore dell’esperienza di autogestione della Comunità di Casa Sankara Ghetto out, dichiarandosi impegnato direttamente anche a nome della Confederazione LiberiAgricoltori e di Altragricoltura a costruire progetti, iniziative, proposte e lotte comuni ricordando che il luogo giusto per avviare il confronto sarà il 23 maggio 2018 a Roma nell’incontro alla Città dell’Altra Economia che Altragricoltira e LiberiAgricoltori hanno promosso per dare vita alla “Costituente per la Sovranità Alimentare e la Riforma dell’Agroalimentare” con l’obiettivo di mettere in campo una forte iniziativa unitaria per contrastare la crisi nelle aree rurali e garantire al Paese che il lavoro agricolo e la produzione del cibo tornino ad essere occasione di sviluppo e benessere.

“Diverse le esperienze che si sono confrontate e i percorsi ma forte è stata la risposta ad essere uniti contro la crisi che costringe all’impoverimento le famiglie degli agricoltori, i braccianti e indebolisce il diritto al cibo per tutti. Sono nate, così, proposte di collaborazioni e iniziative comuni che nelle prossime settimane non mancheranno di produrre effetti fra chi lavora la terra e chi ha le aziende agricole ma soprattutto dobbiamo guadare alla responsabilità dei consumatori che devono imparare il valore delle scelte etiche sul cibo. E’ un impegno su cui dobbiamo lavorare insieme per offrire ai cittadini le alternative alla speculazione commerciale e per produrre iniziative comuni e unitarie” ha sottolineato Yvan Sagnet nel suo intervento introduttivo, rivolgendosi direttamente ai tanti braccianti migranti presenti.

Grande il gesto di unità concreta prodotto alla fine della giornata. Insieme, Gianni Fabbris a nome di Altragricoltura e Liberi Agricoltori e Papa Latyr Faye Presidente dell’Associazione Ghetto Out Casa Sankara, hanno annunciato l’avvio di una campagna di solidarietà attiva nei confronti del bambino di due anni rimasto orfano per la morte di Giovanni Viola.

Nei prossimi giorni verranno annunciate le modalità operative di una raccolta fondi per sostenere il diritto al futuro del banbino figlio di Giovanni Viola ad opera dei Braccianti di Casa Sankara, di Altragricoltura, di Liberi Agricoltori e di quanti si sono uniti alle iniziative di questa settimana di mobilitazione in occasione della giornata mondiale di lotta contadina (AIAB Sicilia, Tavolo Verde Sicilia, Movimento Riscatto, Rete dei Municipi Rurali, Associazione NON CAP, Associazione CFonsumatori Utenti, Terre di Frontiera, Cooperativa Africa Di Vittorio)

Nella terra in cui i braccianti migranti e di colore devono spesso fare i conti con la difficoltà dell’integrazione, con la precarietà di una condizione che li costringe ad una vita di emarginazione, la giornata di ieri ha segnato, cosi, una forte unità e solidarietà fra agricoltori e braccianti nel richiedere dignità per chi lavora la terra e produce il cibo. A Sottolineare il valore di questo gesto le parole finali di Mbaye Ndiaye (presidente cooperativa Africa Di Vittorio): “Questo bambino ha perso un padre ma ne troverà tanti e noi qui siamo orgogliosi di essere tutti suoi padri”.

La setttimana di lotta contadina promossa da Altragricoltura e LiberiAgricoltori si conclude oggi 24 febbraio con il Forum sul diritto al cibo condotto on line su Radio Perlaterra.

I documenti relativi alla mobilitazione per la giornata mondiale di Lotta Contadina con la settimana di mobilitazione sono alla pagina http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile.

– Su Radio Perlaterra le interviste da San Severo su www.radio.perlaterra.net

– La locandina e l’invito per l’iniziativa di San Severo: http://www.altragricoltura.net/index.php/iniziative/agenda/dettaglievento/10/-/per-i-diritti-di-agricoltori-braccianti-e-cittadini#su

– Il testo dell’appello di Via Campesina in Italiano, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/appello-vc-2018-italiano

– il testo del documento di Altragricoltura e LiberiAgricoltori, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/17-aprile-2018-adesione-di-altragricoltura-e-liberiagricoltori

La giornata mondiale di Lotta Contadina il 23 aprile ’18 è a San Severo (FG)

 

Per la terra, la vita, contro gli accordi di libero scambio e l’impunità
Il 23 aprile 2018, la settimana di lotta contadina fa tappa a San Severo (FG). Per i diritti di agricoltori, braccianti e cittadini

com. stampa – 21 aprile 2018

Il 17 aprile di tutti gli anni è il giorno centrale di diverse giornate di mobilitazione che impegnano agricoltori e movimenti sociali di tutto il mondo in occasione della Strage di Eldorado do Carajas avvenuta in Brasile nel 1996 quando le forze di polizia massacrarono 19 contadini per reprimere una manifestazione che chiedeva la Riforma Agraria e il diritto alla Terra. Una lotta per la Riforma Agraria repressa nel sangue che è diventata, cosi, il simbolo mondiale dell’impegno dei contadini e dei loro alleati per la democrazia, il diritto alla terra, al cibo e al reddito, la Riforma.

Ogni anno, Via Campesina (la grande rete internazionale di agricoltori che si battono per la Sovranità Alimentare presente in tutti i continenti) propone dei temi alle giornate di mobilitazione; quest’anno, l’appello chiama a impegnarsi “Per la terra e la vita, contro gli ALS (Accordi di Libero Scambio) e l’impunità della repressione nelle campagne”. Altragricoltura, che si impegna dal 2001 nel condurre e diffondere iniziative tutti gli anni, quest’anno insieme a LiberiAgricoltori rilancia i temi della giornata considerandoli centrali per il futuro e il destino dell’agricoltura italiana sotto un pesantissimo attacco speculativo.

Oggi più che mai c’è bisogno, proprio in Italia, di una nuova stagione di Riforme Agrarie che restituiscano al Paese ed ai suoi cittadini la funzione strategica e centrale che l’agricoltura potrebbe avere se non fosse precipitata in una crisi drammatica mentre viene avanti la insoppportabile e strumentale demagogia del “Made in Italy”. La verità è che, nel lungo processo di omologazione dell’agricoltura italiana alle scelte della globalizzazione neoliberale, l’Italia è stata trasformata da luogo millenario e straordinario di produzione del cibo a grande piattaforma commerciale speculativa in cui il lavoro della terra è sempre più marginale e ininfluente.

Con buona pace dell’immagine di un Made in Italy agroalimentare che trainerebbe la locomotiva italia, la verità è quella di campagne che si svuotano, di crollo dei prezzi al campo, di diritti degli agricoltori e dei braccianti che si fiaccano, di cittadini sempre più indeboliti nel loro diritto ad un cibo sano, nutriente ed a prezzi giusti.

Per questo Altragricoltura e LIberiAgricoltori rilanciano l’appello internazionale con un loro documento con cui dedicano la settimana di mobilitazione a quanti in questi anni non ce l’anno fatta e sono morti nelle campagne italiane.

Così, dopo l’iniziativa iniziale tenuta ad Acate in Sicilia il 17 aprile a pochi giorni dalla morte drammatica di Giovanni Viola, giovane agricoltore trentunenne di Vittoria che si è suicidato per non aver sopportato la crisi della sua azienda, la mobilitazione si sposta a San Severo (FG) per sottolineare ed affrontare in assemblea le questioni dello sfruttamento dei braccianti italiani e migranti.

“Sul lavoro, quello degli agricoltori e dei braccianti, si scaricano tutte le debolezze e la crisi del modello agricolo italiano. La speculazione commerciale e finanziaria ruba reddito e diritti, costringendo chi lavora a margini strettissimi di reddito e salario. Se il pomodoro che i cittadini pagano sei euro è comprato dalle piattaforme commerciali a 50 centesimi al campo mentre è costato agli agricoltori un euro e più, allora chi compra il prodotto non può che essere complice del sistema di sfruttamento che impone condizioni di lavoro della terra inaccettabili” ha sostenuto Gianni Fabbris (coordinatore nazionale di Altragricoltura e della presidenza di LiberiAgricoltori). “Useremo questa settimana” ha continuato Fabbris “per gridare agli italiani ed al mondo la verità di campagne in cui gli agricoltori si suicidano come gesto estremo, i braccianti muoiono per le condizioni di sfruttamento illegale, gli incidenti sul lavoro si moltiplicano per le condizioni in cui si produce”.

L’iniziativa del 23 aprile a San Severo non è solo denuncia ma è anche l’occasione per affronatare il tema delle condizioni di lavoro nelle campagne italiane sia dei braccianti italiani che migranti e di sottolineare l’esigenza di trovare obiettivi, proposte, pratiche comuni a chi lavora la terra per restituire diritti e centralità al lavoro, alla responsabilità dell’azienda agricola, alla gestione del territorio.

E’, per esempio, il caso del progetto di collaborazione avanzato dall’Associazione NOCAP che sarà illustrato dal suo presidente (il Cavaliere al merito della repubblica italiana Yvan Sagnet) per proporre sul mercato prodotti agricoli con un marchio che (oltre che una serie di variabili legate alla qualità e alla sostenibilità del cibo) garantisce l’assenza di uso dei caporali e il rispetto dei diritti del lavoro. Progetto cui gli agricoltori di Altragricoltura organizzati nella Rete Perlaterra hanno dato l’adesione a segnare un percorso di integrazione attivo di buone pratiche sociali, economiche e produttive.

L’iniziativa del 23 aprile è promossa da Altragricoltura e LiberiAgricoltori in collaborazione con l’Associazione Ghetto House Casa Sankara e dall’Associazione NOCAP e patrocinata dalla Regione Puglia.

Tre le relazioni previste: Ivan Sagnet (Cavaliere della Repubblica al Merito, pres. Ass. NOCAP), Angelo Candita (Presidente Regionale LiberiAgricoltori), Papa Latyr Faye (Pres. Ass. Ghetto Out Casa Sankara).

Diversi gli interventi programmati; dopo i saluti istituzionali per la Regione Puglia, intervengono: Assunta la Donna (operatore legale specializzata in protezione internazionale); Mbaye Ndiaye (presid. cooperativa Africa di Vittorio); Lidia Corticelli ( vicepresid. associazione Sunu Terra), Cesare Sangalli (Gruppo 134 – Amnesty International Foggia); Mario Vaccarella (agronomo); Emma Barbaro (giornalista d’inchiesta Terre di frontiera); Mimmo Viscanti (Movimento Riscatto).

Nelle conclusioni, Gianni Fabbris illustrerà le proposte di Riforma dell’Agroalimentare italiano su cui Altragricoltura e LiberiAgricoltori stanno convocando per il 23 maggio 2018 a Roma presso la Città dell’Altra Economia la “Costituente per la Sovranità Alimentare e la Riforma dell’Agroalimentare” con l’obiettivo di dare vita ad una forte iniziativa unitaria per contrastare la crisi nelle aree rurali e garantire al Paese che il lavoro agricolo e la produzione del cibo tornino ad essere occasione di sviluppo e benessere.

I documenti relativi alla mobilitazione per la giornata mondiale di Lotta Contadina con la settimana di mobilitazione sono alla pagina http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile

– Dalle ore 16,30 del 23 aprile, diretta radio con le interviste da San Severo su www.radio.perlaterra.net

– La locandina e l’invito per l’iniziativa di San Severo: http://www.altragricoltura.net/index.php/iniziative/agenda/dettaglievento/10/-/per-i-diritti-di-agricoltori-braccianti-e-cittadini#su

– Il testo dell’appello di Via Campesina in Italiano, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/appello-vc-2018-italiano

– il testo del documento di Altragricoltura e LiberiAgricoltori, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/17-aprile-2018-adesione-di-altragricoltura-e-liberiagricoltori

Il 17 aprile è la giornata mondiale di Lotta contadina

 

 

Per la terra, la vita, contro gli accordi di libero scambio e l’impunità
La giornata mondiale di lotta contadina è ad Acate, in Sicilia
Acate, Castello dei Principi Biscari, ore 18,30 – martedi 17 aprile 2018

com. stampa – Catania, 17 aprile 2018. Il 17 aprile di tutti gli anni è il giorno centrale di diverse giornate di mobilitazione che impegnano agricoltori e movimenti sociali di tutto il mondo in occasione della Strage di Eldorado do Carajas avvenuta in Brasile nel 1996 quando le forze di polizia massacrarono 19 contadini per reprimere una manifestazione che chiedeva la Riforma Agraria e il diritto alla Terra. Una lotta per la Riforma Agraria repressa nel sangue che è diventata, cosi, il simbolo mondiale dell’impegno dei contadini e dei loro alleati per la democrazia, il diritto alla terra, al cibo e al reddito, la Riforma.
Ogni anno, Via Campesina (la grande rete internazionale di agricoltori che si battono per la Sovranità Alimentare presente in tutti i continenti) propone dei temi alle giornate di mobilitazione; quest’anno, l’appello chiama a impegnarsi “Per la terra e la vita, contro gli ALS (Accordi di Libero Scambio) e l’impunità della repressione nelle campagne”.
Altragricoltura, che si impegna dal 2001 nel condurre e diffondere iniziative tutti gli anni, quest’anno insieme a LiberiAgricoltori rilancia i temi della giornata considerandoli centrali per il futuro e il destino dell’agricoltura italiana sotto un pesantissimo attacco speculativo.
Oggi più che mai c’è bisogno, proprio in Italia, di una nuova stagione di Riforme Agrarie che restituiscano al Paese ed ai suoi cittadini la funzione strategica e centrale che l’agricoltura potrebbe avere se non fosse precipitata in una crisi drammatica mentre viene avanti la insoppportabile e strumentale demagogia del “Made in Italy”.
La verità è che, nel lungo processo di omologazione dell’agricoltura italiana alle scelte della globalizzazione neoliberale, l’Italia è stata trasformata da luogo millenario e straordinario di produzione del cibo a grande piattaforma commerciale speculativa in cui il lavoro della terra è sempre più marginale e ininfluente.
Con buona pace dell’immagine di un Made in Italy agroalimentare che trainerebbe la locomotiva italia, la verità è quella di campagne che si svuotano, di crollo dei prezzi al campo, di diritti degli agricoltori e dei braccianti che si fiaccano, di cittadini sempre più indeboliti nel loro diritto ad un cibo sano, nutriente ed a prezzi giusti.
É in questo quadro che l’agricoltura siciliana oggi sta crollando come precipita quella di tutte le aree dell’ortofrutta meridionale che oggi pagano il prezzo delle scelte di Politica Agricola fatte in Europa con il beneplacido delle classi dirigenti nazionali che si sono succedute in questi ultimi tre decenni.
Per questo Altragricoltura e LIberiAgricoltori iniziano questa settimana di mobilitazione da Acate in Sicilia e, per questo, rilanciano l’appello internazionale con un loro documento icon cui dedicano la settimana di mobilitazione a quanti in questi anni non ce l’anno fatta e sono morti nelle campagne italiane.
“Siamo in Sicilia a pochi giorni dalla morte drammatica di Giovanni Viola, giovane agricoltore di Vittoria, per gridare agli italiani ed al mondo la verità di campagne in cui gli agricoltori si suicidano come gesto estremo, i braccianti muoiono per le condizioni di sfruttamento illegale, gli incidenti sul lavoro si moltiplicano per le condizioni in cui si produce” dice Gianni Fabbris coordinatore nazionale di Altragricoltura che interviene oggi ad Acate insieme a Giovanni Aiuto presidente regionale di LIberiAgricoltori Sicilia, a Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, a Franco Raffo sindaco di Acate per la Rete dei Municipi Rurali.
L’incontro di Acate è, anche, l’occasione per fare il punto sulle condizioni del movimento degli agricoltori e sulle vertenze in corso per difendere il diritto al lavoro ed al reddito. Sempre Fabbris: “Ci serve un salto di qualità organizzativa sugli obiettivi e le modalità di come difendiamo la nostra agricoltura. In questi giorni presso la Regione Sicilia si è istituito (ancora una volta) un tavolo di crisi. Bene! Facciamo però in modo che non sia una passarella e la solita richiesta di attenzione che si spegne appena le cronache smettono di occuparsi delle emergenze. Serve un cambio di rotta profondo e un progetto nuovo per la nostra agricoltura meridionale. Progetto nuovo che ha bisogno di protagonisti nuovi perché non è possibile continuare ad affidare la delega a risolvere i problemi a quanti fin qui si sono resi complici della crisi avendo condiviso e sostenuto tutte le scelte che la hanno determinata. Gli agricoltori e i cittadini devono riprendersi il governo e il controllo del sindacato agricolo che dovrebbe essere il vero strumento con cui battersi per portare a casa i risultati. Si esce dalla crisi anche con la capacità e la responsabuilità di non continuare a delegare a burocrazie ottuse e compromesse nella gestione degli Enti e degli incentivi comunitari invece che assolvere alla loro autonoma funzione sindacale di rappresentanza”.
Con queste parole verrà illustrata oggi ad Acate l’apertura del percorso che porterà il 23 maggio 2018 a Roma alla Città dell’Altra Economia a celebrare l’incontro per dare vita alla Costituente dell’Alleanza per la Riforma dell’Agroalimentare italiano che pone alla sua base 4 questioni su cui incalzerà la politica regionale e nazionale nei prossimi mesi: regole sulla commercializzazione, trasparenza ed equità nell’uso degli incentivi pubblici, revisione delle scelte di Politica Agricola Mediterranea in EU, riforma delle regole sul sindacato agricolo in modo da rompere il malcostume dell’intreccio con la gestione dei soldi pubblici e la rappresentanza.

– I documenti relativi alla mobilitazione per la giornata mondiale di Lotta Contadina che si avviano oggi ad Acate sono alla pagina http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile.
– Dalle ore 18 di oggi 17 aprile, diretta radio con le interveste da Acate su www.radio.perlaterra.net
– L’invito per l’iniziativa di Acate: http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile
– La raccolta di adesioni alla pagina: http://altragricoltura.net/petizioni/un-17-aprile-per-la-terra-e-la-vita-contro-gli-accordi-di-libero-scambio-e-limpunita/

Nelle stesse pagine l’agenda delle iniziative che proseguiranno per tutta una settimana in diverse zone d’Italia

info: Gianni Fabbris 3466483882

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