Terreni fabbricabili: convertiamoli in agricoli

Pubblicato su Oggitreviso (leggi articolo originale)

Entro quindici giorni il Comune di Godega emetterà un avviso pubblico per favorire la riconversione dei terreni da fabbricabili a uso agricolo. Lo ha annunciato sabato il sindaco Alessandro Bonet, inaugurando l’Antica Fiera di Godega, aperta fino a lunedì pomeriggio. Obiettivi dell’iniziativa: andare verso il consumo zero del territorio, incentivare l’agricoltura di qualità, far pagare meno tasse ai cittadini. «Con il bando, che sarà pubblicato entro 15 giorni, i cittadini che vogliano far tornare da fabbricabili ad agricoli i loro terreni lo potranno segnalare e il Comune valuterà la riconversione, vincolandola all’impegno a coltivare la terra con coltivazioni di qualità – ha annunciato il sindaco Alessandro Bonet -. Diamo questa opportunità per incentivare l’agricoltura, che è un asset di sviluppo importante per la nostra economia, e per far risparmiare tasse ai cittadini, che non pagherebbero la Tasi e si vedrebbero l’Imu tagliata da 5 a 10 volte».

Agli agricoltori si è rivolto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che si è scagliato contro le sanzioni penali per chi brucia sul campo residui vegetali derivanti dalla lavorazione agricola introdotte con il decreto Terra dei Fuochi: «Ci denunceranno ma la Regione Veneto farà di tutto per difendere chi ora rischia la galera bruciando i tralci di vite sul campo». Il Governatore ha difeso anche la tradizione dei panevin, suscitando il consenso del numeroso pubblico presente alla cerimonia di inaugurazione, a cui hanno presenziato, tra le autorità, anche il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro e il prefetto Maria Augusta Marrosu, numerosi amministratori locali e rappresentanti delle tante associazioni di volontariato che organizzano e collaborano alla riuscita della Fiera, oltre che il parroco don Celestino, che ha impartito la benedizione.

L’Antica Fiera di Godega, con i suoi 200 espositori su un’area di 15 mila metri quadri tra coperto e scoperto, è una fiera di comunità che valorizza l’economia locale, con un expo dedicato alle aziende dell’agromeccanica con macchine e attrezzature agricole, giardinaggio ed energie alternative, e settori interamente dedicati all’agroalimentare di qualità, dalla “Piazzetta dei sapori” al “Salone del Cioccolato” e a “Dolce e salato… di classe”.

L’afflusso di pubblico, dopo il fiacco avvio di sabato causa maltempo, domenica è stato ottimo. Nel pomeriggio di ieri, la gente è arrivata numerosa, facendo tirare un sospiro di sollievo al sindaco Alessandro Bonet e a tutto lo staff organizzativo. «Il bilancio lo tireremo lunedì sera, a Fiera conclusa – afferma il sindaco Alessandro Bonet -. Ora possiamo dire che abbiamo saputo rispondere in maniera brillante alle avversità atmosferiche. Negli anni abbiamo costruito un rapporto di fiducia con la gente del quale andiamo molto fieri. Un grazie di cuore agli espositori che credono alla manifestazione e ai volontari che contribuiscono alla sua riuscita».

Tra le tante iniziative messe in campo, Asino Di-vino (in foto), la degustazione (di Prosecco) a dorso d’asino, che ha richiamato il tema dell’attuale edizione 2014 dedicata alle “Terre del Prosecco”. Grande affetto e curiosità per “Due calzini”, la mula più piccola del mondo, oggetto di attenzioni, coccole e tenerezze. Oggi, lunedì 3 marzo, l’Antica Fiera continua dalle 8.30 fino alle 19.00. Alle 11.00 è prevista la cerimonia di consegna agli asili parrocchiali di Godega, Pianzano e Bibano del contributo raccolto con l’edizione 2013.

Veneto: 1,3 mln per caratterizzazione qualitativa prodotti

Pubblicato su Asca (leggi articolo originale)

Roma, 17 feb 2014 – ”Vogliamo verificare quanto il valore dell’agricoltura e i risultati per il reddito delle imprese siano strettamente connessi alla qualita’ delle produzioni e quanto quest’ultima e’ espressione anche dell’ambiente che li produce”. Cosi’, in una nota, l’assessore veneto all’Agricoltura, Franco Manzato, annuncia l’avvio del progetto dal titolo ”Caratterizzazione qualitativa dei principali prodotti ortofrutticoli veneti e del loro ambiente di produzione”, messo a punto con il contributo delle Organizzazioni di produttori (che metteranno a disposizione le proprie aziende) e dei Consorzi di tutela Dop/Igp. La giunta regionale ha finanziato il progetto con 1,3 milioni di euro. L’analisi – si spiega – procedera’ su due steps: monitoraggio ambientale (acqua-aria-suolo) di trecento aziende prese a campione (sparse in tutte le province venete); monitoraggio di circa mille prodotti dop, igp, prodotti tradizionali. I controlli si svolgeranno da marzo a ottobre circa, in base ai periodi biologici di fioritura di ogni frutto e ortaggio. Le universita’ di Verona e Padova approfondiranno le caratteristiche dei prodotti ortofrutticoli e il biomonitoraggio dell’ambiente di coltivazione, con l’obiettivo di fornire risposte oggettive e concrete ai consumatori, garantendo loro che le tecniche produttive utilizzate nella filiera sono ecosostenibili e fornendo assicurazioni circa la salubrita’ e la qualita’ dei prodotti ortofrutticoli veneti, attraverso un monitoraggio ambientale e di prodotto che evidenzi eventuali anomalie. I prodotti esaminati (quelli tipici, tradizionali e a marchio) verranno rapportati al territorio per confermare la correlazione tra ”prodotto sano” e ”ambiente sano”.

Agricoltura sostenibile, 10 temi per 1 forum

Pubblicato su Agronotizie.com (leggi articolo originale)

forum-agricoltura-sostenibile-foto-2014-pesco-coccinellaCome cambia l’agricoltura sostenibile dal 2014“. È il tema del talk show di apertura del Forum Agricoltura Sostenibile, iniziativa realizzata nell’ambito di Fieragricola, con la collaborazione di AgroNotizie – Image Line e LSP Multimedia/Agrilinea.

Diciannove appuntamenti nel corso di quattro giorni saranno trasmessi in diretta (segui su www.agronotizie.it/FAS e su Agrilinea TV il “live”); tanti spunti per produrre con tecniche ecocompatibili e strategie in linea con la direttiva sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari che ha sancito la difesa integrata come obbligatoria a partire dal primo gennaio di quest’anno.

Numerosi eventi vedranno la partecipazione degli esperti del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA): patologia vegetale, cerealicoltura, viticoltura, biologia e produzione vegetale, alimentazione, colture industriali, agrobiologia sono fra le aree di competenza dei centri di ricerca coinvolti.

Il Forum Agricoltura Sostenibile in 10 parole chiave.

1. Protezione delle colture

Uno sguardo all’applicazione del PAN appena reso disponibile, ai mezzi tecnici biologici, alle applicazioni per il riconoscimento delle malerbe, all’uso sostenibile degli agrofarmaci, all’evoluzione della difesa sostenibile.

2. PAC

L’agricoltura sostenibile nella nuova PAC sarà il focus di un incontro con Paolo De Castro, presidente Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo.

3. Consulenza in agricoltura

Un excursus su come cambierà il ruolo di tecnici e professionisti nei prossimi anni (anzi, già dalle prossime settimane).

4. Macchine agricole sostenibili

Il contributo dell’agrimeccanica alle strategie di produzione rispettose dell’ambiente.

5. Viticoltura sostenibile

Tanti progetti per approfondire linee guida utili per adottare tecniche ecocompatibili in vigneto.

6. Fertilizzazione

Qualità garantita e strategie corrette di nutrizione.

7. Alimentazione consapevole

Sappiamo leggere l’etichetta dei prodotti agroalimentari? Riusciamo a valutare la qualità dei prodotti bio o l’impatto delle biotecnologie sulla produzione del cibo?

8. Sviluppo e nuove frontiere

Uno sguardo oltre i confini italiani per valutare nuove opportunità.

9. Rintracciabilità

Sostenibilità e rintracciabilità dei prodotti agricoli: cosa vorrebbero i consumatori?

10. Misurare la sostenibilità

Dalla raccolta dei dati in campo, alla validazione tramite software/applicazioni innovative on line, fino alla valutazione dell’impatto ambientale delle operazioni colturali e del processo produttivo delle filiere agricole.

Tra cani e maiali, tutte le irregolarità negli allevamenti nell’attività del NAS di Treviso

Pubblicato su Geapress (leggi articolo originale)

GEAPRESS – In tutto 62 controlli, portati a termine anche con l’ausilio di misure cautelari in favore degli animali. Il valore dei sequestri è comunque ingente, circa un milione e quattrocentomila euro.

Nel veneziano, le operazioni sono state 16. Interventi conclusi anche con il sequestro di una stalla che avrebbe presentato irregolarità e carenze dal punto di vista tecnico e sanitario. Inoltre, le capre presenti erano prive del marchio auricolare per l’identificazione.

Una deroga sulle quote latte chiesta da tre regioni del Nord

Pubblicato su L’eco di Bergamo (leggi articolo originale)

Gli assessori regionali all’agricoltura di Piemonte, Lombardia e Veneto hanno scritto al ministro delle Politiche agricole Nunzia Di Girolamo per invitarlo a «considerare concretamente e in tempi rapidi l’opportunità di reintrodurre la deroga» prevista dalla legge 166/2009 sulle quote latte.

È quanto si legge in una nota in cui viene precisato che i 3 assessori «si associano all’allarme del presidente di Confindustria Cuneo Franco Biraghi». Il problema – spiegano i 3 assessori – è legato alla gestione delle quote latte, che «espone 650 imprese agricole a livello nazionale al rischio di mancanza di liquidità, per 4, 5 o 6 mesi, con la conseguenza di una non improbabile chiusura».

Proprio il decadimento della deroga prevista dalla legge 166/2009, secondo i 3 assessori, crea una «situazione di incertezza», che vede le stalle obbligate a subire una trattenuta di 278,3 euro per ogni tonnellata eccedente il monte produttivo autorizzato. Calcolando in 420 euro il corrispettivo fissato per una tonnellata di latte, all’agricoltore rimarrebbero così solo 141,5 euro al netto della trattenuta.

«Non parliamo di colpi di spugna – spiega l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava – ma riteniamo che la priorità sia la sopravvivenza delle stalle lombarde e italiane, tenuto conto che la domanda di latte è in crescita e che, con un crescente fabbisogno di prodotto a livello mondiale, le opportunità di export per il sistema lattiero-caseario italiano siano quanto mai concrete».

Quell’etichetta che non piace a Bruxelles

Pubblicato su Agronotizie (leggi articolo originale)

E’ un incontro informale quello previsto dall’8 al 10 settembre a Strasburgo per i ministri dell’Agricoltura della Ue. Di argomenti da affrontare ne avranno molti e fra i tanti quello della etichettatura facoltativa delle carni bovine. Se ne discute da due anni, da quando si è fatta avanti l’ipotesi di modificare il regolamento 1760/2000, con la soppressione della possibilità di offrire sulle etichette della carne informazioni aggiuntive per il consumatore, come il nome della razza, il sistema di allevamento, il tipo di alimentazione e via di questo passo. A giustificazione di una scelta palesemente controcorrente rispetto alle politiche di trasparenza e sicurezza delle produzioni agroalimentari che la Ue si dice intenzionata a perseguire, ci sarebbero i costi che Bruxelles deve sostenere.

Agricoltura sociale, la legge è ‘veronese’

“Una buona legge, approvata in tempi record. Questa è la strada che il consiglio regionale del Veneto dovrebbe percorrere per ogni provvedimento legislativo”.

Il presidente della 4ª Commissione Agricoltura, Davide Bendinelli, commenta così il via libera alle legge sull’agricoltura sociale, di cui è stato relatore in aula.

Il principio della legge è di attivare un circolo virtuoso partendo proprio dall’agricoltura e dalla sua capacità di generare benefici, non solo economici, per le fasce più vulnerabili.

Agricoltura. Manzato: dalla Regione 4 milioni per il credito di esercizio alle imprese

Pubblicato su Regione Veneto.it (vedi articolo originale)

Il Veneto ha messo a disposizione 4 milioni di euro complessivi per sostenere il credito di esercizio delle imprese agricole anche per la campagna agraria in corso. Lo ha deciso la Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore Franco Manzato, “tenuto conto dei pesanti problemi di liquidità delle aziende del settore primario che, nell’attuale fase economica e produttiva, quest’ultima segnata da mesi di maltempo, scontano anche una oggettiva situazione di svantaggio rispetto a quelle attive negli altri settori, con o maggiori difficoltà nell’accesso al credito – ha affermato l’assessore – e costi più alti per la provvista del danaro”.

Corso di formazione di geografia sulle Dolomiti Patrimonio Unesco

fonte: Fondazione Angelini centro studi sulla montagna

Nei giorni 5 – 7 luglio 2013 si svolgerà un Corso di Formazione di Geografia sulle Dolomiti Patrimonio Unesco, destinato ai docenti di ogni disciplina delle scuole di ogni ordine e grado, formatori CAI, guide ambientali, turistiche o naturalistiche, responsabili gruppi ambientali, tecnici degli enti locali, operatori turistici.
L’organizzazione si deve alla Fondazione G. Angelini in collaborazione con: CAI sezione “F. Terribile” di Belluno, Fondazione Dolomiti-Dolomiten-Dolomites-Dolomitis Unesco, Comunità Montana Belluno Ponte nelle Alpi, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia.

Il corso in oggetto sarà dedicato agli “Aspetti geomorfologici, geologici, antropici e paesaggistici nella Val de l’Ardo e Val del Medón – Gruppo della Schiara (Dolomiti Bellunesi, Sistema n. 3 di Dolomiti Unesco), in occasione del centenario della 1° salita della Gusèla del Vescovà”.

Per informazioni il sito della fondazione www.angelinifondazione.it/

In Veneto giovani protagonisti del futuro del settore: appuntamento mercoledì 24 Aprile ad Agripolis.

Pubblicato su Regione Veneto (vedi articolo originale)

L’agricoltura veneta dà voce ai giovani, anzi ne cerca le idee per costruire direttamente con loro la programmazione futura del settore e per aprire nuovi possibili spazi imprenditoriali e occupazionali in un momento di crisi pesantissima. “Mercoledì della prossima settimana, 24 aprile – annuncia l’assessore regionale Franco Manzato – daremo anche formalmente il via al processo di ascolto ed elaborazione delle proposte, dei progetti, dei suggerimenti degli under 40, chiamati ad essere protagonisti anche nelle scelte della politica. L’appuntamento è ad Agripolis di Legnaro, in provincia di Padova, alle ore 11, nell’Aula 14 del Pentagono, all’insegna del “di’ la tua””.

Veneto: giunta approva modifiche Programma sviluppo rurale

fonte: ASCA (vedi articolo originale)

La giunta veneta ha formalmente approvato le ultime modifiche al Programma di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013 (delibera n. 314 del 12 marzo scorso) che includono anche gli aiuti finanziari alle aree terremotate dell’Emilia Romagna e della Lombardia.

Lo comunica una nota della regione Veneto precisando che ”viene cosi’ completato il percorso dell’ulteriore aggiornamento del Psr iniziato lo scorso anno in occasione della riunione del Comitato di sorveglianza del Psr, proseguito con il parere positivo da parte della Comitato sviluppo rurale a Bruxelles e con la notifica dell’approvazione da parte della Commissione europea lo scorso febbraio.

Il testo aggiornato e’ consultabile alla seguente pagina web del sito regionale: http://www.regione.veneto.it/web/agricoltura-e-foreste/psr-2007-2013.

Le principali novità’ introdotte dalle modifiche riguardano: la compatibilità tra le fasce tampone finanziate dal Psr a ridosso dei corsi d’acqua e nuovi standard di condizionalità; l’eliminazione di alcune tipologie di investimenti contenuti nelle misure 121 (Ammodernamento) e 123 (Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti), per evitare sovrapposizioni con gli interventi finanziati dalle risorse dell’Ocm vitivinicolo; l’aiuto finanziario concordato in sede di Conferenza stato-regioni per le zone dell’Emilia Romagna e della Lombardia colpite dal terremoto dello scorso maggio.

Alcune delle novità, come quelle riguardanti le siepi e fasce tampone, saranno introdotte già nei bandi di finanziamento dell’Asse 2 – Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale che saranno pubblicati nelle prossime settimane.

Agricoltura tre iniziative per chi ama coltivare l’orto

fonte: Corriere nelle Alpi (vedi articolo originale)

L’agricoltura sta prendendo… “campo” a Ponte nelle Alpi, dove sono tre gli appuntamenti di aprile dedicati alla terra. Il primo si tiene in biblioteca venerdì alle 20,30 ed è un incontro con Cesare Lasen intitolato “La strada dell’orto”. «Il titolo – fanno sapere i promotori – si rifà ad un’espressione che comunemente designa un percorso sicuro, breve e ben conosciuto e vuole qui indicare la necessità di un ritorno (o permanenza) alla terra coltivata».
Sempre nella sala Tina Merlin, sabato 20 aprile alle 17, l’associazione per la “Tutela del fagiolo Gialet della Valbelluna” si presenta al pubblico. Nel corso dell’incontro saranno illustrate le caratteristiche distintive di un ecotipo locale di fagiolo rampicante, bello da vedere e squisito da mangiare, rinomato e ricercato da più di un secolo, coltivato nell’ambito del progetto dei presìdi di SlowFood che tutelano piccole produzioni di qualità realizzate secondo pratiche tradizionali. L’incontro potrebbe interessare i consumatori e gli appassionati della coltivazione: l’impianto di un piccolo campo può dare – oltre che un alimento prezioso – una possibilità di integrazione del reddito, oltre che una occupazione di soddisfazione personale, salutare e socializzante, ristoratori locali. Infine una terza iniziativa promossa dall’amministrazione comunale. Entro il 16 aprile dovranno essere formalizzate le richieste di concessione di una decina di appezzamenti di 25 metri quadrati, situati all’interno del giardino del Centro servizi alla persona (Casa di riposo), che verranno messi a disposizione dei cittadini di Ponte con lo scopo di favorire un utilizzo di carattere ricreativo. Le richieste di concessione devono essere presentate all’ufficio protocollo del Comune. La graduatoria, con validità annuale, verrà redatta entro il 30 aprile. L’assegnazione avrà durata annuale ed il canone previsto per l’anno 2013 è di 30 euro. Bando e facsimile della domanda possono essere scaricati dal sito del Comune (www.comune.pontenellealpi.bl.it).

Vinitaly 2013. La storia della viticoltura veneziana a fumetti nello stand del consorzio vini Venezia

fonte: regione Veneto (vedi articolo originale)
La storia dell’enologia cammina a fianco della storia della civiltà occidentale ed europea. Quella della viticoltura del territorio veneziano diventa da domenica uno straordinario “must” divulgativo raccontato a fumetti, in un opera che sarà presentata nel corso di Vinitaly 2013, domenica 7 aprile, alle ore 13, nello spazio del Consorzio vini Venezia, ospitato all’interno del Padiglione 4 – Stand E3. Alla presentazione interverrà l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato.
“La storia enologica di un territorio importante in tutti i sensi come quello veneziano – ha sottolinea Manzato – ha certamente dei connotati straordinari e millenari, ma è ancora più importante in una prospettiva che riguarda il presente e il futuro delle vitivinicoltura di quest’area e dei vini di Venezia”. La storia della viticoltura veneziana a fumetti, opera del genio fumettistico di Matteo Corazza, è stata voluta dal Consorzio per ricordare ed esaltare le radici lontane di una enologia che ha un inquadramento “amministrativo” recente. E non si tratta solo di un prodotto innovativo dal punto di vista della divulgazione di una materia spesso affrontata solo attraverso i suoi (per così dire) prodotti finali, ma è anche occasione di approfondimento e di ricerca enologica e ampelografica.
A questo proposito, martedì 9 aprile, alle 12, nello stand istituzionale del Veneto (stesso Padiglione 4, settori E4 D4, a fianco di quello del Consorzio Vini Venezia ), il prof. Attilio Scienza presenterà in anteprima il progetto “Grande Venezia del vino – Le vigne di Venezia, dalle antiche origini alla Doc Venezia”. “La Grande Venezia del vino” si tradurrà un libro scritto a più mani, ma del quale l’autore principale sarà proprio il prof. Scienza, che indaga sul dna delle viti che nascono nelle isole della laguna, negli orti e nei giardini della città fino alle coste istriane e dalmate, alla ricerca delle origini e del libro genealogico della viticoltura veneziana. A fianco della parte ampelografia, saranno presentati anche gli aspetti storici su questa viticoltura, legata in modo indissolubile alla città lagunare unica al mondo e , più in generale, all’epopea della Serenissima Repubblica.

Una viticoltura sempre più sostenibile

fonte: teatro naturale ( vedi articolo originale )

Rendere sostenibile l’intero processo produttivo: il futuro del vino ed il suo successo tra i consumatori passano anche da qui. Un aspetto al quale i wine lover sono sempre più attenti e che alcune cantine italiane affrontano già da anni con progetti realizzati insieme al mondo della ricerca e delle università. Così la green economy nel vigneto e in azienda fa passi da gigante ed è tra i temi al centro della 47a edizione di Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del settore, di scena a Verona dal 7 al 10 aprile 2013 (www.vinitaly.com).
Eco-sostenibilità significa parlare di carbon e water footprint, misure che calcolano, rispettivamente, il totale delle emissioni di gas serra e il consumo di acqua collegati alla produzione. Ci sono, poi, anche fattori specifici del ciclo del vino, come la valutazione della gestione agronomica del vigneto – relativa all’utilizzo del suolo e alla sua fertilità o all’impiego di agrofarmaci e di macchine agricole – e l’indicatore socio-economico e di qualità del paesaggio che misura la ricaduta delle azioni intraprese dalle aziende sul territorio.
L’Italia del vino è all’avanguardia su ogni fronte, con esempi di cantine completamente autosufficienti dal punto di vista energetico grazie ad impianti solari e geotermici, aziende storiche riconvertite interamente a biodinamica e consorzi che forniscono ai comuni le biomasse per alimentare gli impianti pubblici o che riciclano i tappi di sughero. Pure la ricerca applicata contribuisce con il primo calcolatore italiano per il bilancio energetico del settore vitivinicolo (Ita.Ca, acronimo di Italian Wine Carbon Calculator), scelto dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (presente a Vinitaly, con un’area al piano terra del Palaexpo) per rappresentare l’Italia nella commissione internazionale dedicata alla definizione del nuovo protocollo di calcolo dell’impronta carbonica dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino.
Proprio alla green economy, Vinitaly – ormai alle porte – dedica una serie di iniziative. A cominciare dal convegno organizzato da Veronafiere ed Efficiency Know “Wine and Energy”, in programma il 10 aprile, alle ore 11 nella Sala stampa tra i padiglioni 4 e 5: un evento che, attraverso case history, vuole fare il punto sull’efficienza energetica nel settore vitivinicolo, come parte del percorso di avvicinamento a Smart Energy Expo, la nuova manifestazione di Veronafiere sulla gestione intelligente dell’energia, al debutto dal 9 all’11 ottobre 2013.
Officinae Verdi e Wwf, a Vinitaly, il 9 aprile alle ore 11 nello stand di FederBio, presentano “Eko Cantina – Eko Bio Wine”, un progetto per le aziende che vogliono diventare cantine sostenibili, certificando gli interventi realizzati: allestito per l’occasione un Green Energy Desk dove effettuare sessioni one to one per valutare le opportunità di miglioramento energetico-ambientale.
Sempre il 9 aprile, alle ore 15.30, Oracle Italia promuove, al primo piano del Palaexpo, il seminario “Dal campo alla bottiglia: quanto IT c’è in un bicchiere di vino?” per approfondire il ruolo che l’informatica gioca nel gestire al meglio tutte le operazioni legate al business vinicolo, in ottica di risparmio energetico.
Nel corso della manifestazione, infine, 45 aziende del Consorzio del Vino Nobile mettono a disposizione diversi punti di raccolta per “Salvasughero”, la campagna per il riciclo dei tappi di sughero che possono riprendere vita in diversi settori come la bioedilizia.
di C. S.

Lav, allevamenti di galline in gabbie fuorilegge in Veneto e in Emilia Romagna

fonte: agenzia parlamentare (vedi articolo originale)

Una clamorosa video-investigazione (www.youtube.com/watch?v=ONx7sp1KHKI) diffusa in Italia dalla LAV smaschera due aziende agricole italiane che detengono più di 100.000 galline ovaiole in gabbie di batteria convenzionali illegali: gli allevamenti si trovano in provincia di Verona e a Forlì. L’investigazione, pervenuta all’associazione Four Paws e svolta a fine febbraio, mostra fino a 15 galline segregate in una gabbia, in spregio alla legge, e persino galline che depongono le uova nei pressi di cataste di animali morti, con evidenti problemi sotto il profilo igienico-sanitario.
Il filmato – trasmesso ieri da Striscia la Notizia (Canale 5) in un servizio di Edoardo Stoppa – mostra anche diversi tipi di gabbie convenzionali illegali, galline con i becchi tagliati per ridurre gli infortuni di altri uccelli e gli atti di cannibalismo. Centinaia di galline non sono sopravvissute a questa illegalità: i loro cadaveri sono stati gettati in un contenitore enorme. All’interno delle due aziende agricole non c’è alcuna luce naturale, il pavimento è in rete metallica e non c’è alcun arricchimento. Enormi le quantità di uova rotte e sprecate, dalla dubbia destinazione.
La Direttiva del Consiglio dell’Unione europea 1999/74/CE che ha vietato, a partire dal 1° gennaio 2012, le gabbie convenzionali per le galline ovaiole – le galline devono essere tenute all’aperto, a terra o in “gabbie modificate”, con almeno 750 cm² di superficie a disposizione di ciascuna gallina, un nido, lettiera, posatoi e dispositivi per accorciare le unghie in modo da soddisfare i loro bisogni biologici e comportamentali – è nota da ben 14 anni, ma alcuni allevatori continuano a violare il diritto dell’Unione Europea. Dopo più di un anno dall’entrata in vigore della Direttiva recepita dal Decreto Legislativo 267 del 2003 e sebbene l’Italia sia ufficialmente tra i destinatari della comunicazione di costituzione in mora da parte della Commissione UE, a causa del mancato recepimento di questa Direttiva, la LAV denuncia questa inaccettabile illegalità.
“Abbiamo denunciato queste illegalità per il reato di maltrattamento (art. 544 ter cp) e di frode in commercio – afferma Roberto Bennati, vicepresidente della LAV – Chiediamo tolleranza zero: perché i Servizi veterinari Asl non hanno chiuso queste aziende? Gli allevatori hanno avuto più di un decennio per adeguarsi, dalle istituzioni ci aspettiamo ogni sforzo per garantire la legalità e adeguati controlli. La Commissione Europea ha già esortato a rafforzare le procedure di infrazione con multe alte per tali pratiche illegali”.
“Una volta immesse sul mercato, non è possibile distinguere queste uova da quelle legali: chiediamo alle autorità competenti di indagare a 360 gradi sui possibili profili di illegalità tra cui l’ipotesi di violazione della concorrenza – prosegue Roberto Bennati – Possiamo ipotizzare che le uova fossero vendute in prodotti trasformati come pasta, dolci e maionese. Questa illegalità è ingiusta per gli animali vittime, per i cittadini ma anche per la maggior parte degli agricoltori europei che si sono adeguati alle nuove norme: questi allevamenti fuorilegge fanno enormi profitti violando la legge, la concorrenza e l’etica!”
In vista della Pasqua, tradizionalmente caratterizzata da un elevato consumo di uova, la LAV invita i cittadini a preferire le ricette senza ingredienti di origine animale: su www.cambiamenu.it tanti consigli pieni di gusto! Scopri il menu di Pasqua della LAV: http://www.cambiamenu.it/menu/A-Pasqua-scegli-di-Cambiare-Menu

scritto da com/cri

Veneto, agricoltori in ginocchio per il maltempo: “La Regione è al vostro fianco”

fonte: veneziatoday.it (vedi articolo originale)


“Più che pazzerello, marzo sembra impazzito del tutto, e anche un po’ furioso, soprattutto e di sicuro con l’agricoltura nascente di primavera. Stiamo tenendo d’occhio la situazione, per capire quali potrebbero essere le conseguenze negative nell’immediato e nel medio-lungo periodo per le nostre produzioni agricole”. Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, non nasconde la sua preoccupazione e ha attivato le strutture regionali per poter meglio valutare gli effetti delle abbondanti piogge e del freddo soprattutto di questi ultimi giorni.

“Gli imprenditori del primario sappiano che hanno la Regione al loro fianco – ha detto l’assessore – rispetto a un problema che non sta ad ascoltare la burocrazia e le regole degli uomini. Sono evidenti le possibili difficoltà legate al clima e ai suoi mutamenti, che vede quest’anno, mentre il mondo si preoccupa del surriscaldamento globale, il marzo più freddo da cinquant’anni a questa parte. Vogliamo anche tenere d’occhio gli effetti collaterali che si dovessero presentare, come batteriosi, virosi e micosi. Intendo monitorare la situazione non solo in questa fase e capire quali spazi ci possono essere in relazione all’assicurabilità delle colture”.

“Ci sono infatti le questioni legate alle condizioni dei terreni, spesso inzuppati e in qualche caso pure allagati – ha aggiunto Manzato – in un momento abitualmente dedicato alla sua lavorazione e alle semine, magari in una programmazione dei lavori a rotazione colturale. Possono presentarsi anche difficoltà di mercato per il ritardo nella maturazione e nella raccolta delle produzioni primaverili, con una concentrazione temporale dell’offerta tra qualche settimana. E ci sono colture che certamente stanno soffrendo, come l’asparago, per il quale ci sono rischi non tanto e non solo di perdita della pianta ma circa il suo stato sanitario e la sua presentabilità”.

L’invito è di ricorrere al sistema assicurativo agevolato: “Noi siamo pronti ad attivare eventuali interventi possibili – ha concluso l’assessore – ma l’aleatorietà del meteo è ormai una costante con la quale fare i conti non sulla base di considerazioni probabilistiche”.

Mais danneggiato da siccità: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto promuovono accordo per uso in biodigestori

tratto  daHermesagricoltura.it (vedi articolo originale)

 

15/03/2013

Il mais gravemente danneggiato dalla siccità del 2012 sarà utilizzato per produrre energia rinnovabile negli oltre 500 impianti a biogas della pianura padana.

E’ quanto prevede l’accordo di filiera promosso dagli assessori regionali all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni, della Lombardia Giuseppe Eliase del Veneto Franco Manzato e indirizzato alle principali organizzazioni agricole e consorzi di biodigestori.

L’obiettivo è risolvere un problema che rischia di avere pesanti ripercussioni per l’agricoltura e la zootecnia del nord Italia: quello delle ingenti quantità di mais che, a causa delle pessime condizioni meteo climatiche della scorsa estate, presentano caratteristiche che lo rendono non idoneo all’alimentazione umana e animale.Solo il mais di elevata qualità organolettica e igienico-sanitaria può essere infatti destinato a queste finalità.

L’accordo, messo a punto dalle tre Regioni, permette di costruire un percorso chiaro, trasparente e sicuro, in linea con le indicazioni fornite dal Ministero della Salute. E’ infatti prevista una precisa procedura di tracciabilità del prodotto – definita dalle tre Regioni e approvata dal Ministero della Salute – che ne assicura un corretto utilizzo, evitando così il rischio di frodi e garantendo maggior sicurezza al consumatore.

Cosa prevede l’accordo

L’accordo, valido per tutto il 2013, punta ad agevolare l’incontro tra domanda e offerta, impegnando le parti a precise garanzie contrattuali, di prezzo e di programmazione del flusso di prodotto, che si stima in circa 350 mila tonnellate.

Ogni azienda interessata (sia per la parte agricola sia per la parte dei biodigestori) per aderire deve sottoscrivere un modulo disponibile sul sito Internet delle tre Regioni. Nei tre siti regionali sarà anche mantenuto l’aggiornamento delle adesioni e il monitoraggio dell’iniziativa.

In allegato, l’intesa dell’accordo ed il modulo compilabile per l’adesione delle imprese interessate; la domanda di partecipazione deve essere inviata agli indirizzi mail e/o fax delle tre Regioni interessate.

 

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