Gloria Monasterolo: ‘Meccanizzazione Agricola una ricchezza che i cinesi non riescono a copiarci’

Pubblicato su Targatocn (leggi articolo originale)

Torna a Savigliano la Fiera Nazionale della Meccanizzazione Agricola che celebra, dal 14 al 16 marzo, la sua 33^ edizione.

Una vetrina di tre giorni dedicata alle tecnologie in agricoltura in una provincia, quella di Cuneo, che rappresenta a livello nazionale un panorama di realtà produttive di indiscussa eccellenza in campo agroalimentare.

Gloria Monasterolo presidente dell’Ente Manifestazioni ha sottolineato alla conferenza di presentazione: ‘La Meccanizzazione Agricola è una ricchezza che i cinesi non riescono a copiarci, Savigliano sempre più leader nel settore. Abbiamo lavorato tanto per crescere in qualità e quantità. Tre giorni in cui i riflettori del mercato nazionale e non solo dell’agricoltura saranno puntati sulla nostra città’

‘Il modello Cuneo – afferma il presidente della Camera di Commercio di Cuneo Ferruccio Dardanello – continua a far proseliti. Studieranno alla Luiss anche questo evento ed il distretto saviglianese, dobbaimo crederci prima di tutto noi, perchè gli altri ci prendono da esempio’

L’area fieristica di Borgo Marene con un’esposizione di 44 mila metri quadrati e appuntamenti di approfondimento sulle novità del settore è importante punto di incontro tra l’industria che produce strumenti di lavoro e il singolo operatore che li utilizza con la consapevolezza di dover affrontare le sfide del mercato e l’evoluzione delle tecniche agricole. Anche quest’anno saranno presenti più di 350 espositori di attrezzature e macchinari agricoli nuovi e usati, per la pianura, la collina, la montagna, il giardinaggio.

Come sempre verrà dedicata grande attenzione ai temi di maggior rilievo per il settore attraverso una serie di incontri e convegni organizzati in collaborazione con le principali associazioni di categoria.

‘Anche nell’edizione 2014 s’intende proseguire la collaborazione con la Fondazione Symbola, continuando con l’assegnazione del premio sull’innovazione nel settore agricolo rivolto a tre aziende italiane che si sono distinte più di altre applicando metodi virtuosi ed efficaci con ricadute positive sulla produttività e sull’ambiente: il secondo rapporto sulle innovazioni tecnologiche green del settore a cura della Fondazione Symbola per le Qualità Italiane, in collaborazione con Coldiretti e l’Ente Manifestazioni di Savigliano e con il Patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente sarà presentato durante la Fiera’

Piemonte: investimenti agevolati in agricoltura

fonte: vini e sapori.net (leggi articolo originale)

Grazie all’oculata gestione del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, la Regione Piemonte ha reso noto essere disponibile un margine di fondi non ancora utilizzati sulle misure misure 112 (Insediamento di giovani agricoltori) e 311 (Diversificazione in attività non agricole e nuove sfide Health Check).
I tempi per accedere ai contributi saranno molto stretti: a breve e comunque entro settembre saranno divulgati i bandi, le domande potranno essere presentate fino ad esaurimento budget ed entro il gennaio 2015 saranno saldate le richieste di contributo.
Le domande dovrebbero prevedere i seguenti investimenti:
– possibilità di acceso ai giovani al premio di primo insediamento (da 15.000 e 30.000 Euro);
– possibilità di contributi fino al 40% a fondo perduto per la misura 311 diversificazione/agriturismo;
– possibilità di contributi fino al 40% a fondo perduto per impianti di rete antigrandine, opere di sistemazione terreno finalizzate a ridurre l’erosione e smottamenti, sistemi di irrigazione a basso utilizzo di acqua;
– possibilità di contributi fino al 40% a fondo perduto per sostegno ad investimenti alla produzione lattiero casearia.

di Dino Bortone

Lavoratori migranti: le associazioni si riuniscono per fare il punto sullo sfruttamento in agricoltura

fonte: GreenBiz.it (leggi articolo originale)

Agricoltura e sfruttamento dei migranti, un tema che merita di essere approfondito e di cui è necessario individuare le cause per giungere ad un miglioramento della situazione. La Rete Europea contro lo sfruttamento dei lavoratori agricoli si occupa da cinque anni di monitorare la situazione dei lavoratori agricoli migranti in Italia e in Europa.

I risultati del lavoro svolto verranno presentati in occasione di una conferenza stampa che si terrà a Saluzzo lunedì 2 settembre, presso la sede della 66esima mostra della meccanica agricola. Dal 31 agosto al 2 settembre, una delegazione dei sindacalisti contadini e le associazioni per l’agricoltura e la solidarietà incontreranno i lavoratori agricoli stagionali che si trovano impegnati nella vendemmia e nella raccolta della frutta in Piemonte.

Per i contadini migranti, si tratterà di un’occasione di confronto sulle cause dello sfruttamento che li colpisce. Tra le motivazioni principali dello sfruttamento vi è l’operato dell’agroindustria, che domina il modello agricolo attuale e che non rispetta i diritti dei lavoratori, a partire da un reddito dignitoso e dal diritto al cibo per tutti i popoli.

Un maggior rispetto delle condizioni di lavoro dei contadini potrà portare ad un modello agricolo più rispettoso sia della loro salute che dei loro diritti, ma anche delle risorse naturali del pianeta. La delegazione europea delle associazioni che si battono in difesa dei lavoratori agricoli migranti si recherà in alcuni dei luoghi in cui lo sfruttamento dei lavoratori migranti, soprattutto africani e provenienti dall’Est Europa, risulta più evidente. I momenti di confronto verteranno sulle condizioni in cui vivono e lavorano i braccianti, sul rispetto dei diritti, sui percorsi e sulle reti d’impiego, e sul rapporto che esiste tra impiego della manodopera e modello agricolo conformato alle logiche dell’agroindustria

Visiteranno le località di Saluzzo, in provincia di Cuneo, e di Canelli, in provincia di Asti. Gli incontri con i lavoratori si alterneranno alla presentazione alla stampa dei dati raccolti nel corso degli ultimi cinque anni. L’appuntamento con la conferenza stampa è il prossimo 2 settembre, alle ore 10, presso il Foro Boario di Saluzzo.

Marta Albè

Tutto pronto per l’ 86ª Mostra Regionale Ortofrutticola “Città di Cuneo”

fonte: TargatoCn (leggi articolo originale)

La Mostra Regionale Ortofrutticola “Città di Cuneo”, giunta all’86a edizione, rappresenta un appuntamento importante per il Comune di Cuneo, che intende perseverare nel proprio impegno a sostegno della tradizione agricola del territorio e a supportare l’attività di promozione del consumo delle produzioni locali, divulgandone i contenuti di tipicità e di qualità.

Protagonista di quest’86a edizione è la “Pesca del cuneese”. Per questo Prodotto Alimentare Tradizionale (PAT) la messa a dimora dei primi impianti nell’area cuneese risale al 1927. Alcuni lungimiranti agricoltori della zona di Lagnasco nel saluzzese intrapresero la coltivazione di questo frutto che si dimostrò da subito adatto alle peculiarità ambientali e climatiche dei nostri terreni. Riguardo questa importante produzione di eccellenza della nostra provincia è doveroso segnalare l’impegno profuso per la promozione dalle associazioni agricole, determinanti nel percorso di affermazione della produzione locale sui mercati. La pesca del cuneese sarà quindi protagonista del 14° Ricettario di San Sereno – collana abbinata alla Mostra Regionale Ortofrutticola. Succhi, marmellate, composte per conservarle, dessert per il consumo fresco, ma anche interessati ed innovative ricette per l’impiego in piatti “salati”. Il ricettario sarà disponibile on-line sul sito del Comune di Cuneo a partire dal 6 settembre.

L’attenzione crescente per il territorio, per la salute, per tutto quanto è benessere rivaluta le origini agricole della nostra provincia. I buoni prodotti cuneesi contribuiscono a divulgare la qualità complessiva di un territorio vivibile. La nostra tradizione rurale è una risorsa concreta, soprattutto in tempi di recessione come questi. Per questo, in un epoca di tagli e riduzione degli investimenti dove la necessità di far quadrare il “bilancio pubblico” ci vede costretti a ridurre o addirittura sospendere il sostegno del Comune ad iniziative di promozione del territorio, ritenendo strategica “La mostra Regionale Ortofrutticola” abbiamo fatto e continueremo a fare i necessari sforzi per non far mancare il supporto dell’amministrazione a questa vetrina di eccellenza del territorio.

Grazie all’impegno delle associazioni agricole coinvolte nella realizzazione degli allestimenti, i visitatori della Mostra possono conoscere, ed apprezzare le produzioni ortofrutticole locali, imparare a distinguerle, a consumarle nel giusto periodo. Essere orientati al consumo di prodotti locali è sinonimo di cura della propria salute. Le nostre aziende sono controllate e rispettose dell’ambiente, i nostri prodotti si alternano sul mercato nel tempo in cui la natura li rende pronti al consumo e mangiare le cose al tempo giusto fa bene al fisico – e aspetto non secondario – fa bene al bilancio familiare.

Alla “Scuola Delle Tradizioni, laboratorio didattico realizzato grazie alla collaborazione de “Il Porticone”, i bambini tra i 3 e gli 11 anni vengono guidati dalle insostituibili Maestre di San Sereno, che li accolgono nella Scuola appositamente allestita, li assistono nello svolgimento dei lavori, guidandoli in un percorso ludico ed emozionale di conoscenza della tradizione rurale del cuneese.

La Rassegna di frutti e ortaggi sapientemente selezionati ed esposti all’ombra del viale alberato di San Rocco è un trionfo di colori e profumi che testimoniano i risultati conseguiti con la ricerca di lavorazioni finalizzate a produzioni di pregio, capaci di soddisfare i consumatori sempre più orientati all’acquisto di cibi genuini e salutari.

Questa edizione pone al centro della Rassegna la “Pesca del cuneese” (vedi scheda) cui è dedicato il ricettario di San Sereno di quest’anno, il quattordicesimo della collana abbinata alla Mostra Regionale Ortofrutticola, disponibile on-line sul sito del Comune di Cuneo a partire dal 6 settembre, scaricabile insieme ai precedenti al link: www.comune.cuneo.gov.it/attivita-promozionali-e-produttive/agricoltura-industria-artigianato-sanita-turismo/i-ricettari-di-san-sereno.html .

All’Osteria di San Sereno si potranno assaporare i prodotti dell’orto con la proposta del menù degustazione preparato dal ristorante “Papillon”.

Sabato 7 e Domenica 8 alla Scuola delle Tradizioni si terranno laboratori didattici riservati ai bambini di età compresa tra 3 e 11 anni che guidati dalle impagabili maestre mamme e nonne del Comitato di San Sereno realizzeranno i loro disegni. I fantasiosi elaborati saranno poi valutati e premiati dal Porticone lunedì 9 settembre alle ore 15.

Domenica 8 settembre si consiglia di visitare la Mostra muniti di borsa per la spesa da riempire con i prodotti genuini e selezionati che potranno essere acquistati presso i banchetti del MERCATIPICO.

Una deroga sulle quote latte chiesta da tre regioni del Nord

Pubblicato su L’eco di Bergamo (leggi articolo originale)

Gli assessori regionali all’agricoltura di Piemonte, Lombardia e Veneto hanno scritto al ministro delle Politiche agricole Nunzia Di Girolamo per invitarlo a «considerare concretamente e in tempi rapidi l’opportunità di reintrodurre la deroga» prevista dalla legge 166/2009 sulle quote latte.

È quanto si legge in una nota in cui viene precisato che i 3 assessori «si associano all’allarme del presidente di Confindustria Cuneo Franco Biraghi». Il problema – spiegano i 3 assessori – è legato alla gestione delle quote latte, che «espone 650 imprese agricole a livello nazionale al rischio di mancanza di liquidità, per 4, 5 o 6 mesi, con la conseguenza di una non improbabile chiusura».

Proprio il decadimento della deroga prevista dalla legge 166/2009, secondo i 3 assessori, crea una «situazione di incertezza», che vede le stalle obbligate a subire una trattenuta di 278,3 euro per ogni tonnellata eccedente il monte produttivo autorizzato. Calcolando in 420 euro il corrispettivo fissato per una tonnellata di latte, all’agricoltore rimarrebbero così solo 141,5 euro al netto della trattenuta.

«Non parliamo di colpi di spugna – spiega l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava – ma riteniamo che la priorità sia la sopravvivenza delle stalle lombarde e italiane, tenuto conto che la domanda di latte è in crescita e che, con un crescente fabbisogno di prodotto a livello mondiale, le opportunità di export per il sistema lattiero-caseario italiano siano quanto mai concrete».

Consorzio Alta Langa: Giulio Bava eletto presidente

fonte: ATnews (vedi articolo originale)

Giulio Bava è stato eletto presidente del Consorzio Alta Langa Docg per il triennio 2013/2015 nel corso dell’assemblea generale del 6 maggio scorso.

Il Consorzio dell’Alta Langa tutela e promuove il vino spumante metodo classico orgoglio della tradizione piemontese.

Astigiano, Giulio Bava succede a Lamberto Vallarino Gancia; come vice presidente è stato riconfermato Giovanni Carlo Bussi.

“In un momento di interessante crescita per l’Alta Langa – dice il neo presidente -, dall’ottenimento della Docg alla collaborazione con partner di primo piano come Giugiaro e Spiegelau, il lavoro di questo triennio dopo l’importante campagna stampa del 2012, sarà all’insegna della diffusione della conoscenza del nostro metodo classico tra ristoratori e consumatori italiani e dell’allargamento del numero dei produttori coinvolti. I primi a crederci devono essere i piemontesi che conoscono la qualità e la fatica della viticoltura di alta collina per produrre quello che è un orgoglio della nostra regione”.

Giulio Bava: Enologo, già presidente dell’Assoenologi Piemonte e Val d’Aosta, è titolare con la famiglia della centenaria Giulio Cocchi produttrice di Spumanti da 122 anni oltre che un marchio noto di vini aromatizzati di alta qualità. E’ tra i fondatori del Consorzio Alta Langa.

Insieme al presidente è stato rinnovato anche il Consiglio d’Amministrazione che guiderà l’ente nel prossimo triennio.

I consiglieri eletti per quanto riguarda le Aziende Spumantiere sono: Lorenzo Barbero (Enrico Serafino), Antonella Lanfranco (Fratelli Gancia), Andrea Macchione (Fontanafredda), Alberto Lazzarino (Banfi Piemonte), Franco Brezza (Martini & Rossi).

Per la parte Agricola: Giacinto Balbo, Luciano Chiarle, Piero Culasso, Gianpaolo Menotti, Egidio Bruno.

Il collegio sindacale è composto dal presidente Barbara Carrero e da Terenzio Ravotto, Alberto Canino, Sergio Germano, Carlo Corti.

L’Alta Langa Docg

L’idea del progetto Alta Langa prende avvio negli anni Ottanta grazie all’unione tra le case storiche spumantiere piemontesi e i viticoltori in collaborazione con l’Istituto Sperimentale per l’Enologia. Il 5 marzo 1990 si ufficializza la produzione dello “Spumante metodo classico Alta Langa”. Nel 2002 ottiene il riconoscimento della Denominazione di origine controllata e a partire dal millesimo 2008le bottiglie Alta Langa hanno la Denominazione di origine controllata e garantita.

Del consorzio fanno oggi parte oltre 70 vignaioli e 12 cantine: Avezza Paolo (Canelli – Asti), Banfi Piemonte (Strevi – Alessandria), Bera Valter (Neviglie – Cuneo), Giulio Cocchi (Asti), Enrico Serafino (Canale – Cuneo), Fontanafradda (Serralunga – Cuneo), F.lli Gancia (Canelli – Asti), Germano Ettore (Serralunga – Cuneo), Martini & Rossi (Pessione – Torino), Monteoliveto di Casà (Monticello d’Alba – Cuneo), Az. Agr. Pianbello (Loazzolo – Ast)i, Giovanni Bosca Tosti (Canelli – Asti).

Prodotto ottenuto da uve Pinot Nero e Chardonnay, può essere solo millesimato e coltivato in vigneti sopra i 250 metri s.l.m. nelle tre province di Asti, Alessandria e Cuneo. L’Alta Langa possiede notevole ampiezza dei profumi e complessità, caratteristiche che si sviluppano grazie all’affinamento sui lieviti che avviene per non meno di trenta mesi in bottiglia. E’ prodotto come brut (bianco e rosé) e può diventare “ Riserva” con più lunga permanenza sui lieviti nei migliori millesimi.

Viticoltura sostenibile, giovedì 9 maggio conferenza ad Asti con noto ricercatore sudafricano

fonte: ATnews.it (vedi articolo originale)

Una conferenza pubblica di altissimo valore scientifico nel campo della vitivinicoltura è stata organizzata, giovedì 9 maggio alle 14, nella sede universitaria di Asti (aula 11) dai docenti e allievi della Laurea Magistrale in Scienze Viticole ed Enologiche di Torino e Asti e della Triennale in Viticoltura ed Enologia di Torino.

Interverrà Kobus(JJ) Hunter,  scienziato di fama mondiale residente in Sudafrica, specialista del Dipartimento di Viticoltura presso ARC Infruitec-Nietvoorbij (Orticoltura, Viticoltura ed Enologia Istituto del Consiglio per la ricerca agricola del Sud Africa) e Professore straordinario di Fisiologia della vite e Viticoltura presso il Dipartimento di Viticoltura ed Enologia a Stellenbosch University, Stellenbosch, Sud Africa.

Il tema della conferenza è ”Grapevine balances for sustainable viticulture” – Bilancio sull’uva e il vino  per una viticoltura sostenibile”.Sarà garantita la traduzione in italiano

Hunter è docente dilivello nazionale e internazionale. Il suo interesse principale sono gli aspetti fisiologici del materiale da innesto, la qualità dell’uva e del vino, lo stile e l’interazione con le pratiche colturali di breve e lungo termine e del clima.
Concentra la ricercasui principi applicabili per aumentare la qualità dell’uva e del vino, stili diversi vini diversi.

Regolarmente gli fanno visita scienziatieuropei per periodi sabbatici di ricerca.
Ha ricevutomolti premi e ha passato varie fasi di ricerca in Europa.
E ‘stato invitatoa numerose conferenze come relatore ospite ed è membro di varie società scientifiche, tra cui l’Accademia Italiana per la Viticoltura e vino. E’ autore di articoli scientifici per riviste di tutto il mondo.

Per informazioni e iscrizioni scrivere a: sve@uni-astiss.it
tel. 011 6706887 – 0141 590423 Elenia Zuccolo

Cresce in Burundi la fattoria di Kiryama, progetto di sviluppo agricolo

fonte: EnAIP Piemonte (vedi articolo originale)

Prende sempre più forma in Burundi Il progetto “Assistenza tecnica agricola in Burundi”, finanziato con i fondi dell’8 x 1000 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ad EnAIP Piemonte. Tale progetto di grande importanza sia a livello territoriale che nazionale, sta coinvolgendo le associazioni di contadini delle colline della zona di Kiryama, per sensibilizzare al problema della malnutrizione in questo Stato. Problema che potrebbe essere superato con l’applicazione di nuove tecniche di agricoltura ed in particolare con la semina del girasole per la produzione dell’olio.

Da qui nasce l’idea della la fattoria di Kiryama, Centro didattico per la popolazione locale e sperimentale per la produzione di nuovi prodotti alimentari. Quattro le azioni fondamentali già messe in atto:

Azione I – Creazione di un vivaio e di un semenzaio di piante orticole.

Uno dei primi problemi dell’agricoltura locale è la difficoltà di trovare sementi selezionate e adattate al territorio; da qui l’idea di creare un vivaio che produca piante e sementi, con alte probabilità di attecchimento e produttività, in modo da affrancarsi gradualmente dalla necessità di acquistarle dall’estero. Durante le attività si sono riscontrate gravi lacune da parte del personale tecnico, che verrà formato nel corso del progetto, affinché possa successivamente produrre in autonomia. Sono stati organizzati incontri di sensibilizzazione con la popolazione locale e sono state create associazioni collinari di contadini, affinché, lavorando insieme, possano condividere competenze ed esperienze. Ad oggi sono state create 5 associazioni e ciascuna conta minimo 50 associati. Sono, inoltre, state avviate alcune ricerche per l’apertura di nuovi canali di mercato per i prodotti dell’orto e ad oggi sono presenti due accordi con supermercati locali che acquistano gli ortaggi dai produttori.

Azione II – Creazione di una filiera di produzione di olio di semi e biodiesel.

In Burundi l’olio alimentare più diffuso è l’olio di palma, il quale però si produce soltanto nelle zone altimetriche più basse della fascia lungo il Lago Tanganica. Ciò significa che la maggior parte della popolazione, che vive ad altitudini in cui la palma non è presente, deve sobbarcarsi dispendiosissimi viaggi in salita per approvvigionarsi di olio. Poiché sull’altipiano si coltiva già l’arachide e si è già sperimentato con successo il girasole, il progetto si propone di introdurre a Kiryama la coltivazione del girasole e la spremitura dei semi, autoproducendo in loco le sementi e diventando un punto di riferimento per la spremitura di semi di girasole e di arachidi coltivati dai contadini locali. In questo periodo sono stati acquistati i macchinari per la spremitura e produzione dell’olio, che sono stati inviati in Burundi nel mese di marzo. Si prevede l’installazione e l’avvio della produzione dell’olio in questi mesi.

Azione III – Incremento e sviluppo dell’allevamento bovino da latte.

Attualmente presso la Fattoria di Kiryama si allevano 16 capi di razza Holstein Frisian, di cui 5 da latte, che producono circa 7-8 litri di latte al giorno, con una durata della lattazione massima di 5 mesi ed una qualità del latte estremamente povera. Questa attività di assistenza tecnica e di raccolta dati sul patrimonio zootecnico locale è funzionale all’obiettivo di far diventare la Fattoria un Centro di selezione genetica, che operi nel modo seguente:

•    acquistare dagli allevatori locali coinvolti nella rete di assistenza tecnica i migliori esemplari giovani, maschi e femmine, al fine di raccogliere nella fattoria il meglio della genetica locale;
•    allevarli nella migliori condizioni e monitorarne costantemente le performance;
•    istituire, con i maschi migliori, un Centro di monta a servizio degli allevatori locali che consenta loro di:
–    migliorare la genetica del loro allevamento;
–    non avere la necessità di allevare in proprio un toro, sostenendone i costi di mantenimento;
–    evitare delle consanguineità;
–    effettuare una monta sotto controllo sanitario.
•    restituire le giovani femmine selezionate agli allevatori locali, in modo da migliorare gradualmente la produttività degli allevamenti .

In questo semestre sono stati coltivati campi di soja, in qualità di leguminosa da consociare con le graminacee foraggiere già utilizzate. Inoltre, grazie agli incroci frisona-ankolè, sono già nati 2 vitellini. Per quanto riguarda gli allevatori locali è iniziata una selezione di essi in modo che possano diventare allevatori pilota per ogni collina e da essi si possa partire per creare delle associazioni di allevatori, tramite le quali far passare le nuove tecniche di miglioramento dell’allevamento e dell’incremento della produzione di latte.

Azione IV – Incremento e sviluppo della trasformazione del latte.

La Fattoria di Kiryama dispone di una serie di impianti, la maggior parte risalente agli anni ‘70, molto poco adatti alla realtà produttiva locale. Attualmente la produzione casearia della Fattoria è in difficoltà a causa di alcuni fattori determinanti: una propria produzione di latte scarsa in termini quantitativi e qualitativi; la non conoscenza della qualità del latte che si va a trasformare; l’assoluta necessità di ricorrere alla pastorizzazione; la necessità di utilizzare lattofermenti liofilizzati di produzione europea e dai costi proibitivi; la carenza di energia elettrica; l’utilizzo della legna come unico combustibile; l’assoluta mancanza di qualsiasi cultura o tradizione casearia, forse frutto di zoonosi anche gravi (brucellosi, tubercolosi, ecc.) trasmettibili attraverso il latte. A tali fattori limitanti se ne sommano altri che dovranno essere modificati; l’utilizzo di caglio microbico di origine sintetica anziché di caglio naturale; la produzione solo di un’unica tipologia di formaggio, l’utilizzo di latte intero (scrematrici e zangole sono rotte ed inutilizzabili); lo spreco del siero di latte; il sotto utilizzo di molte attrezzature di cui potenzialmente disporrebbe la Fattoria.

Alcuni passi avanti però sono già stati fatti. E’ stata, per esempio, costruita la cantina per la stagionatura del formaggio ed è prevista a breve la finalizzazione di tale struttura. Inoltre sono stati acquistati un termometro e un Phmetro. E’ iniziata, infine, la produzione di ricotta e formaggio fresco a partire dal siero rimanente dalla produzione del formaggio Gouda. Si stanno anche avviando nuovi canali di mercato per la commercializzazione di questi prodotti.

I risultati paiono molto positivi e hanno avuto successo anche tra la popolazione locale.

Prime importanti briciole per sconfiggere la fame.

Viticoltura sostenibile

fonte: piemonte-landofperfection.org (vedi articolo originale)

Legambiente di Asti organizza un ciclo di incontri sulla viticoltura sostenibile. Le serate si terranno in Comune a Castagnole Lanze. Si comincia stasera, venerdì 5 aprile, alle 21: si parlerà degli effetti dei fitofarmaci sulla salute umana con Celestino Panizza dell’associazione “Medici per l’ambiente” di Brescia. Altri appuntamenti venerdì 12 con “Il biodistretto vitivinicolo di Greve in Chianti” e venerdì 19 con “Fitofarmaci e territorio”.

Presentazione dell’atlante nazionale del territorio rurale

fonte: dislivelli.eu (vedi articolo originale)

Mercoledì 10 aprile, a partire dalle ore 14.30, verrà presentato presso la Sala della Caccia del Castello del Valentino a Torino, in Viale Mattioli 39, l’Atlante nazionale del territorio rurale – Nuove geografie per le politiche di sviluppo rurale. Saranno presenti, tra gli altri, Patrizia Lombardi (Direttore Dist Politecnico di Torino) e Giuseppe Dematteis (Presidente Associazione Dislivelli).

Piano Verde: prosegue il progetto di sostegno alle imprese agricole promosso dalla Regione Piemonte

fonte: AT News (vedi articolo originale)

Prosegue il percorso del Piano Verde avviato dall’Assessorato all’Agricoltura nel 2011, il programma regionale per la concessione di contributi negli interessi su prestiti, strumento a sostegno delle imprese agricole per la realizzazione di investimenti materiali per la conduzione aziendale.

Mentre precedentemente erano previsti due differenti procedimenti, le nuove disposizioni generali per la concessione di contributi negli interessi su prestiti per la conduzione aziendale prevedono di uniformare il sistema di calcolo, rendendo fisso il tasso di riferimento sia per quanto concerne le cooperative agricole (o le forme associate composte da almeno 5 imprenditori agricoli) sia per gli imprenditori agricoli singoli (o altre forme associate composte da meno di 5 imprenditori agricoli)

Il contributo regionale negli interessi sui prestiti per la conduzione aziendale è stato stabilito nell’1% per le impreseubicate in zona di pianura o di collina e nell’1,5% per quelle ubicate in zona di montagna. Il contributo è determinato nel 3% per gli imprenditori agricoli singoli e per le altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli che, nel corso della campagna agraria in essere al momento dell’emanazione del bando, hanno subito danni da calamità naturali rientranti nelle zone e con le tipologie di danno individuate dalla giunta regionale.

I bandi sono già attualmente in fase di definizione da parte degli uffici regionali, saranno indetti a partire dalla metà del mese di aprile e rimarranno aperti fino alla fine di maggio 2013. Lo stanziamento regionale, comprendendo la somma delle risorse impegnate per la cooperazione e per gli imprenditori agricoli singoli, è di oltre un milione di euro.

Così l’Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “L’Assessorato mantiene nel tempo l’impegno avviato nel 2011, nonostante gli inevitabili provvedimenti per far fronte alla difficile situazione economica attuale. Il Piano Verde da quando è stato avviato, prendendo in considerazione sia l’ambito degli investimenti materiali sia la conduzione aziendale, ha sviluppato investimenti per una somma approssimata intorno ai 60 milioni di euro. I numeri contano più delle parole, tale strumento va a tradursi, oltre che in un sostegno reale alle piccole e medie imprese agricole sempre più in affanno di liquidità, in un vero e proprio beneficio per l’economia locale che ruota attorno al mondo dell’agricoltura”.

Partecipazione dei laboratori di ricerca degli ecomusei al National Council of Public History

fonte: cuneocronaca.it ( vedi articolo originale )

I Laboratori di Ricerca storica dell’“Ecomuseo della Pastorizia” in valle Stura, dell’“Ecomuseo Terra del Castelmagno” in valle Grana e dell’Ecomuseo “Alta valle Maira” sono stati invitati a partecipare al congresso annuale del NCPH (National Council of Public History)  che quest’anno si terrà nei giorni 17-20 aprile 2013 in Canada, nella città di Ottawa. Per la prima volta nella sua storia (il primo convegno è del 1979) l’NCPH terrà il meeting fuori dal territorio degli Stati Uniti e riunirà nel corso di 4 giorni più di 300 realtà che operano nell’ambito della Public History* provenienti da tutto il mondo (per la prima volta parteciperanno realtà italiane ed europee). Va da sé che questo evento mondiale, oltre a essere un importante momento di visibilità internazionale per le politiche culturali promosse dagli ecomusei delle tre valli è un evento di grande prestigio per Cuneo e per l’intera zona alpina che gravita sulla città, rappresenta per i volontari dei tre laboratori un’occasione unica sia per far conoscere a un pubblico vastissimo il decennale impegno nell’ambito della cosiddetta “storia pubblica” sia per confrontarsi, condividere, scambiare esperienze e intrecciare rapporti di scambio culturale con altre realtà simili che operano a livello internazionale. Nel dettaglio, il meeting che si terrà a Ottawa il 17-20 aprile ha come titolo Knowing your Public(s)—The Significance of Audiences in Public History (Conosci il tuo pubblico/i tuoi pubblici. L’importanza della partecipazione nel fare “storia pubblica”). I laboratori dei tre ecomusei sono tra i proponenti del Panel (una sessione del convegno) intitolato Peripheries. Cultural Projects, Historical Research, Communities (Periferie. Progetti culturali, ricerca storica, comunità). Il Panel è stato proposto agli organizzatori dell’Università canadese a partire da un’idea elaborata insieme al Centro di Documentazione Storica della V Circoscrizione di Torino e alla società siciliana Cliomedia Officina, diretta dalla sociologa Chiara Ottaviano del Politecnico di Torino.
Il tema proposto ha inoltre raccolto l’interesse di Serge Noiret dell’Europen University Institut di Firenze e Presidente della Federazione internazionale di Public History e dello storico americano Andrew Hurley della UMSL(University of Missouri-St. Luois), entrambi infatti parteciperanno e interverranno nel Panel proposto dai laboratori di ricerca. L’intervento dei laboratori di ricerca, che sarà svolto da Diego Deidda, è intitolato Native historians, Alpine communities, historycal reserch and cultural commitment in three Alpine valleys of western Piedmont (Italy). (Storici nativi, comunità alpine, ricerca storica e impegno culturale in tre valli delle alpi del Piemonte occidentale).

Siccità 2012: a Castello di Annone c’è tempo fino al 29 marzo per presentare la domanda di danni

fonte: atnews.it  (vedi articolo originale)

Il comune di Castello di Annone (http://www.comune.castellodiannone.at.it/)  invita gli agricoltori che hanno subito danni alle coltivazioni a causa della siccità – nel periodo dal 1° giugno 2012 al 31 agosto 2012 – a presentare ENTRO E NON OLTRE il 29 marzo 2013 la domanda di rimborso.

La richiesta può essere avanzata dai titolari di aziende agricole che hanno subito danni da siccità superiori al 30% della produzione lorda vendibile.
Scaricabile dal sito la documentazione per l’invio della domanda

Agricoltura, intesa tra Liguria e Piemonte per la filiera bosco-energia bosco

fonte: genova24.it ( vedi originale )

Contratto di Fiume per lo Scrivia: firmata intesa tra Liguria e Piemonte Agricoltura, corsa al salva costi gasolio: la Liguria stringe i tempi Ambiente, Guccinelli: “Va costruita una vera e propria ‘filiera produttiva del bosco’” Liguria, assessore Barbagallo: “Verso una legge regionale sull’agricoltura sociale”

Liguria. La Giunta della Regione Liguria ha approvato in mattinata, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Giovanni Barbagallo, un protocollo d’Intesa con la Regione Piemonte, le Province di Cuneo e Imperia, i comuni piemontesi delle Valli Tanaro, Corsaglia e Casotto e quelli liguri della Valle Arroscia, le Comunità montane e le Camere di Commercio territorialmente competenti, l’Università di Torino, il Parco delle Alpi Liguri e il Corpo Forestale dello Stato.

L’accordo punta ad agevolare e mettere a sistema diverse attività che sono in corso in quei territori, sostenute anche con risorse regionali e collegate a diversi progetti di cooperazione internazionale. In particolare , in Valle Arroscia, nell’Imperiese, la Regione Liguria sta predisponendo, tramite il progetto Alcotra Renerfor, un Piano Forestale Territoriale di Indirizzo, uno strumento di pianificazione partecipata dove gli enti e i soggetti privati (proprietari, imprese, associazioni, ecc.) definiscono obiettivi di sviluppo locale a partire dalle potenzialità e dalle volontà del territorio.

La disponibilità di legno proveniente dalle proprietà dei comuni della Valle Arroscia, tramite questo provvedimento potrà trovare un “terminale di filiera” in un progetto di riconversione industriale della ex cartiera di Ormea, dove verrà realizzata una segheria ad alta tecnologia e collocato un nuovo impianto per la produzione di calore ed energia elettrica. Per la vallata ligure è una occasione per attivare una gestione sostenibile ed economica dei boschi, innescando un volano che può avere importanti ricadute occupazionali e un diretto.

 

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