Expo 2015: presentata “Foody”, la nuova mascotte

Pubblicato su Ilgiornale (leggi articolo originale)

EXPO, PRESENTATI NOMI MASCOTTE ESPOSIZIONE 2015 - FOTO 7Si chiama Foody, è un volto sorridente composto di diverse qualità di frutta e ortaggi: è la nuova mascotte di Expo 2015, l’esposizione dedicata al tema della nutrizione.

Creato dagli studi Disney su proposta dei bambini, Foody è ispirato alle pitture dell’Arcimboldo, artista milanese del Cinquecento che creava fantasiosi profili umani assemblando diversi tipi di cibo.

Alla presenza del sindaco di Milano Giuliano Pisapia e del presidente di regione Lombardia Roberto Maroni, il commissario unico e ad di Expo Giuseppe Sala ha svelato il nuovo logo dell’evento che l’anno prossimo porterà Milano al centro del mondo. Foody è composto da undici diversi frutti: la banana Josephine, il fico Rodolfo, la melagrana Chicca, e l’arancia Arabella. E poi, il cocomero Gury, il mango Manghy, la mela Pomina, la Pera Piera e, infine, i rapanelli Rap Brothers e la pannocchia di mais blu Max Mais.

“Foody mi piace, è la sintesi internazionale dei temi di Expo”, ha commentato Maroni, mentre Pisapia ha apprezzato anche la partecipazione dei bambini: “Foody da oggi porterà in Italia e nel mondo il messaggio dell’Esposizione Universale milanese – ha detto il sindaco -. E’ stato bello affidare la scelta del nome alla fantasia dei bambini. Anche perché Expo 2015 sarà a misura di bambino.”

Soddisfazione è stata espressa anche da Giuseppe Sala, che ha lodato il “messaggio di squadra” lanciato dall’immagine di Foody, e ne ha anticipato il futuro: “La mascotte non solo farà parte del nostro quotidiano, ma acquisterà una forza narrativa ed espressiva unica.

Il nome scelto, Foody, sposa i valori dell’esposizione universale e ne rispetta a pieno l’identità: rappresenta bene il senso di comunità, di diversità che si compone in unità che vogliamo trasmettere ai visitatori di tutto il mondo, tenendo sempre presente che il cibo, con la sua varietà, è fonte di vita e di energia. Da gennaio saremo pronti con Disney per cominciare con i cartoon della srie tv e della serie sul web”.

A margine, breve siparietto sul nome dell’aglio “Guagliò”, che il presidente Maroni ha scherzosamente proposto di integrare con il cognome “Bagai”: anche Sala ha dovuto ammettere che un nome napoletano per una delle mascotte dell’Expo milanese “non ha convinto tutti”.

Le mascotte hanno già iniziato a “vivere” e a trasmettere il messaggio di Expo 2015, diventando attori di un’intesa attività pubblicitaria. Tanto per cominciare, i tram delle linee 12 e 27 sono pronti con le mascotte disegnate sulle fiancate (guarda il video), mentre per il prossimo anno scolastico verranno stampate 20 milioni di copertine per libri e quaderni con i simpatici personaggi Expo. Il vero e proprio capitolo merchandising verrè aperto con l’avvicinarsi del Natale e si attuerà compiutamente nei primi mesi del 2015.

Per permettere a cittadini, ai turisti e ai bambini di iniziare a familiraizzare con i personaggi, l’Agorà di Expo allestita nel cortile del Castello Sforzesco ospiterà nel weekend dell’8 e 9 marzo laboratori, giochi e attività in stile carnevalesco.

Expo, bando di cooperazione internazionale

Pubblicato su Avvenire (leggi articolo originale)

Un bando dedicato a progetti di cooperazione internazionale, che puntino a favorire lo sviluppo sostenibile e la lotta alla povertà, nel segno della tematica di Expo 2015: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Il concorso, presentato ieri, si chiama “Nutrire il Pianeta 2014” e gode del sostegno del Comune, della Regione e della Fondazione Cariplo.

I tre enti, realizzando una forma di partenariato pubblico-privato, hanno messo a disposizione delle organizzazioni non profit una cifra totale di 5,2 milioni di euro, di cui 1 milione e mezzo stanziati dalla Regione Lombardia; 1 milione 770mila euro da Palazzo Marino (dei quali 1,526 milioni provenienti da accordi stipulati in precedenza con le fondazioni bancarie e 244mila finanziati dal bilancio del 2013) e 1 milione 930mila euro dalla Fondazione Cariplo. Il concorso, che arriva a poco più di un anno dall’inaugurazione di Expo 2015, è dedicato ai temi della sicurezza alimentare, con un riferimento particolare all’agricoltura sostenibile e alla filiera della produzione alimentare.

Tra gli elementi competitivi ai quali si presterà maggiore attenzione ci sono l’innovazione della filiera, la qualità e la sicurezza del cibo e la valorizzazione delle tradizioni alimentari locali. Ad essere privilegiati, inoltre, saranno i progetti che si baseranno su una forte collaborazione tra le organizzazioni italiane e quelle locali; saranno favorite le iniziative che puntano a perseguire allo stesso tempo obiettivi economici e obiettivi di protezione sociale, valorizzando le risorse umane coinvolte.

Saranno valutati positivamente, infine, i progetti che coinvolgeranno imprese lombarde, soprattutto quelle già presenti nei Paesi di intervento, che potranno mettere sul piatto il loro know-how; particolare interesse sarà riservato anche ai progetti che coinvolgeranno le comunità straniere già presenti in Lombardia. Il bando, la cui prima fase si concluderà il 15 aprile, prevede inoltre la promozione delle iniziative nel corso dei sei mesi dell’Esposizione universale di Milano.

Chiara Merico

Agricoltura bresciana: c’è «luce» oltre la crisi

Pubblicato su Brescia oggi (leggi articolo originale)

L’Italia non può immaginare il proprio futuro senza un’agricoltura imprenditoriale forte, che produce reddito e lavoro. Questo il messaggio lanciato ieri da Francesco Martinoni, presidente dell’Unione Provinciale Agricoltori di Brescia, ai soci riuniti come ogni anno alla Camera di Commercio per l’assemblea generale. Un appuntamento che per l’organizzazione rappresenta da sempre un momento di confronto sulle problematiche del comparto e sulle strategie da adottare per l’immediato futuro. Ampia come sempre la rappresentanza istituzionale in platea, anche se improvvisi impegni hanno trattenuto a Roma l’ospite di riguardo più atteso: il neo ministro alle politiche agricole Maurizio Martina.
«L’AGRICOLTURA e l’agroalimentare rappresentano elementi fondamentali per lo sviluppo futuro del Paese – ha tuttavia assicurato l’esponente politico in un breve videomessaggio inviato all’assemblea -. Ci sono tutte le condizioni per fare un grande lavoro di squadra e l’Expo rappresenterà un primo fondamentale banco di prova: le sfide sono tante, e da parte mia assicuro la disponibilità a un confronto quotidiano con tutti voi». Parole apparse quasi come una replica all’appello di Martinoni, che poco prima aveva chiesto al nuovo Governo un appoggio più deciso alle necessità del mondo agricolo. «Il coraggio e l’entusiasmo da parte nostra non mancano, ma adesso abbiamo bisogno di tornare a credere nella politica», ha detto il presidente. E al ministro ha idealmente risposto l’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Fava. «Mi fa piacere che al Ministero ci sia finalmente un lombardo – ha detto-. Sarà più facile ricordargli che la prima agricoltura d’Italia non può sempre essere l’ultima quando si tratta di distribuzione delle risorse». Dalle relazioni è emersa nettamente una richiesta di maggiore attenzione per un settore che, pur reggendo meglio di altri agli urti della crisi, non ha potuto evitare di pagare un caro prezzo alla congiuntura negativa: basti pensare che nel solo 2013 Brescia ha perso ben 284 aziende agricole, in alcuni casi confluite in realtà di più ampie dimensioni. Tanti i settori usciti con le ossa rotte dall’ultima annata, soprattutto gli allevamenti da carne bovina, il cui patrimonio si è ridotto di un migliaio di capi. Per il latte invece, principale business delle campagne bresciane con un fatturato all’origine di 516 milioni di euro, le prospettive sembrano positive grazie a un alleato insospettabile come la Cina, che l’anno scorso ha importato oltre due milioni di tonnellate di prodotti caseari (tra cui il latte Uht bresciano) con un aumento del 71 per cento sul 2012: quanto basta per scongiurare i rischi di sovrapproduzione (e di conseguente crollo del prezzo) legati alla fine del regime delle quote latte prevista per il 2015. Ma il passaggio lascia aperta l’incognita sulla questione delle multe.
«NONOSTANTE gli ammonimenti dell’Europa e della Corte dei Conti, il problema multe resta irrisolto per mancanza di volontà politica – ha detto Martinoni-. In ogni caso, noi su questa vicenda continueremo sempre a chiedere il rispetto della legalità». Non è mancato un passaggio sugli Ogm, cavallo di battaglia dell’Unione: «Li mangiamo già da anni senza alcun danno – ha detto Martinoni -. Continuare a bloccare la sperimentazione è soltanto miope e dannoso».

Viticoltura: segnali incoraggianti per la vendemmia 2013

fonte: Gazzetta di Sondrio (leggi articolo originale)

Sono iniziati da parte dei tecnici della Fondazione Fojanini  le prime valutazioni analitiche sulla produzione dell’annata 2013.

Le analisi chimiche, che servono per valutare  il trend di maturazione, vengono da anni effettuate su uve che provengono da vigneti guida costantemente monitorati oramai da tre lustri e che permettono di avere un quadro sull’andamento della maturazione.

La fase fenologica dell’ invaiatura (colorazione) è, nelle aree più precoci, al 60/70%.   Al di sopra della quota altimetrica di 500 s.l.m. tale percentuale diminuisce al 30/40%.

Lo sviluppo fenologico della vite è stato fortemente influenzato dall’anomalo andamento meteorologico di inizio stagione.  La vite, già in ritardo vegetativo dopo il riposo invernale,  ha sofferto le  giornate molto piovose e fredde di maggio, che hanno causato un ritardo, ad inizio giugno, di 10/15 giorni rispetto alla media trentennale.
Durante il mese di luglio e soprattutto le temperature in forte rialzo rilevate durante il mese di agosto  hanno permesso  un lento  ma graduale recupero della fase fenologica, se pur accompagnato, nella seconda decade di agosto, di un inizio di stress idrico.
Nell’ultima settimana , con il ripristino della dotazione idrica, la vite è nelle condizione  ottimale per iniziare la fase di accumulo di zuccheri nei grappoli.

I primi dati elaborati evidenziano come l’annata 2013 ha al momento parametri chimici che  la  fanno rientrare tra le annate tardive come il 2001 e il 2008 per citare le ultime.  Il ritardo è stimato in circa 8/12  giorni  rispetto alle annate precoci e di circa 5 giorni sulla media ventennale.

L’efficienza fogliare,  dove è stata lasciato almeno un rapporto di 1 mq di parete fogliare per kg di uva,  è ottima con una elevata attività fotosintetica.

Solo in pochi casi e per quelle vite poste in condizioni estreme vi sono sintomi di stress idrico, che  le piogge degli ultimi giorni stanno facendo rientrare.

La  qualità sanitaria (estetica)  delle uve è elevata a dimostrazione della grande professionalità degli operatori viticoli valtellinesi.

La carica produttiva è  media nella fascia al di sotto dei 500 s.l.m, mentre al di sopra di tale quota la quantità è inferiore rispetto alla media ventennale.

Le analisi sulla maturità tecnologica verranno integrate  da settembre  anche con quelle relative alla maturità fenolica (colore, tannini ecc.) e sul contenuto di acidi organici (malico e tartarico).

Graziano Murada, Direttore Fondazione Fojanini

Una deroga sulle quote latte chiesta da tre regioni del Nord

Pubblicato su L’eco di Bergamo (leggi articolo originale)

Gli assessori regionali all’agricoltura di Piemonte, Lombardia e Veneto hanno scritto al ministro delle Politiche agricole Nunzia Di Girolamo per invitarlo a «considerare concretamente e in tempi rapidi l’opportunità di reintrodurre la deroga» prevista dalla legge 166/2009 sulle quote latte.

È quanto si legge in una nota in cui viene precisato che i 3 assessori «si associano all’allarme del presidente di Confindustria Cuneo Franco Biraghi». Il problema – spiegano i 3 assessori – è legato alla gestione delle quote latte, che «espone 650 imprese agricole a livello nazionale al rischio di mancanza di liquidità, per 4, 5 o 6 mesi, con la conseguenza di una non improbabile chiusura».

Proprio il decadimento della deroga prevista dalla legge 166/2009, secondo i 3 assessori, crea una «situazione di incertezza», che vede le stalle obbligate a subire una trattenuta di 278,3 euro per ogni tonnellata eccedente il monte produttivo autorizzato. Calcolando in 420 euro il corrispettivo fissato per una tonnellata di latte, all’agricoltore rimarrebbero così solo 141,5 euro al netto della trattenuta.

«Non parliamo di colpi di spugna – spiega l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava – ma riteniamo che la priorità sia la sopravvivenza delle stalle lombarde e italiane, tenuto conto che la domanda di latte è in crescita e che, con un crescente fabbisogno di prodotto a livello mondiale, le opportunità di export per il sistema lattiero-caseario italiano siano quanto mai concrete».

Caporalato e truffe per gli stagionali dell’agricoltura

PAVIA. La provincia di Pavia è uno dei maggiori poli di attrazione per i lavoratori agricoli e nella mappa delle aree a rischio sfruttamento lavorativo in agricoltura elaborata dalla Cgil Lombardia è considerata una zona ad alto rischio, in cui sono diffuse condizioni di lavoro catalogate come indecenti. Le principali forme di illegalità? «Caporalato, sfruttamento, truffe dei salari non pagati, procedure di appalto lesive dei diritti dei lavoratori nella macellazione, panificazione e nella lavorazione del latte e dei suoi derivati» avverte Simone Accardo, segretario provinciale Flai Cgil.

I dati del primo rapporto Agromafie e caporalato sono stati esposti ieri alla tavola rotonda “Vivere la terra, il lavoro, la legalità, i diritti” e la Cgil ha messo sul tavolo l’idea di un patto territoriale con le aziende agricole, le istituzioni preposte ai controlli dalla Direzione territoriale del lavoro all’Asl, per contrastare l’illegalità nel settore agroalimentare lombardo con le imprese che puntano sulla legalità come parte della qualità dei loro prodotti.

Pd Novara, Elena Ferrara interviene su agricoltura

Pubblicato su NovaraToday (vedi articolo originale)

Oltre alle preoccupazioni circa le ripercussioni del quadro finanziario complessivo dell’Unione sugli accordi in corso per la riforma della Politica Agricola Comune, ho avuto modo di sottoporre al Ministro De Girolamo l’importanza di tutelare il Made in Italy sui mercati agroalimentari internazionali  e la necessità di adottare misure urgenti a fonte delle gravi conseguenze del maltempo sulle produzioni tipiche dei vari territori.

In molte regioni si prevede una perdita considerevole, soprattutto per quanto riguarda il settore vitivinicolo, riso e mais. La primavera più anomala che si ricordi colpisce duramente anche i florovivaisti, gli apicoltori e tutto il comparto ortofrutticolo. A causa dei danni provocati dal maltempo, Coldiretti ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale per tutto il Piemonte.

La sospensione della prima rata dell’Imu per i fabbricati rurali  dimostra l’apertura del Governo alle istanze del mondo agricolo; in Commissione agricoltura e in Parlamento stiamo esaminando molte questioni che riguardano l’intero settore: dalla Pac agli incentivi per donne e giovani, fino al noto problema degli essicatoi.

Il nodo è sulla messa a norma degli impianti di essicazione per i cereali, ritenuta però difficilmente attuabile per le imprese dotate di piccoli macchinari. Solo nella provincia di Novara, circa un migliaio di aziende agricole rischiano pesanti conseguenze se non mettono a norma gli impianti di essicazione, ma il costo per adeguarsi alle vigenti normative risulta proibitivo, soprattutto per chi ha piccoli impianti. Lo scorso settembre il Senato aveva approvato un emendamento per modificare il Codice ambientale, escludendo dalla norma sull’emissione di polveri sottili tutti gli essiccatoi agricoli che non lavorano più di 90 giorni l’anno e di potenza non superiore a 450mila chilocalorie/ora, ma l’iter parlamentare non è stato concluso.

Si tratta spesso di essicatoi che lavorano anche meno di un mese l’anno e dalla potenza contenuta;  dobbiamo garantire ai piccoli imprenditori agricoli una deroga, altrimenti molte delle produzioni rischiano di fermarsi, con un grave danno soprattutto per la risicoltura.

Lombardia. Assessore, chiesto lo stato di crisi per l’agricoltura

Pubblicato su Mi-lorenteggio.com (vedi articolo originale)

Milano, 24 maggio 2013 – Ho investito della questione la Giunta regionale, dando comunicazione delle condizioni disastrose in cui versa l’agricoltura in Lombardia dal punto di vista climatico”. E’ quanto ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, a seguito del perdurare di condizioni climatiche avverse che stanno continuando a causare danni a semine e colture, annunciando che, a breve, proporrà al presidente la deliberazione per la proclamazione dello stato di crisi per l’agricoltura regionale.

Agricola 2013: alta tecnologia per un’agricoltura sostenibile al Parco della Vettabbia

Pubblicato su News.leonardo.it (vedi articolo originale)

Per la prima volta a Milano, sabato 25 e domenica 26 maggio, al Parco della Vettabbia (depuratore di Nosedo) in programma due giornate dedicate all’agricoltura. Il mondo rurale, con le sue tradizioni e la cultura della terra, si mette in mostra nell’ambito degli Expo Days 2013 con Agricola, l’evento promosso da Provincia di Milano e Milano Depur, teso ad avvicinare chi vive in ambito urbano alle realtà rurali della zona, con una particolare attenzione agli aspetti più innovativi della tecnologia agricola e alla costruzione di macchinari sempre più efficienti in grado di ridurre drasticamente l’inquinamento e l’impatto sul terreno.

7 indizi per 1 sovrano: un gioco a tappe sul diritto al cibo

fonte: greenMe.it (vedi articolo originale)

Sabato 11 maggio a Milano ci sarà una bella iniziativa per educare i più piccoli, ma non solo, al tema della sovranità alimentare. Dalle 12.00 alle 19.00 al parco I. Montanelli (Porta Venezia – MM1 Palestro) grandi e piccini potranno cimentarsi in un gioco a tappe sul diritto al cibo, affrontando le sfide di 7 Saggi Ortaggi per scoprire una formula magica e ricevere un premio finale.

La partecipazione è libera e gratuita.
L’appuntamento si inserisce nel programma di eventi organizzati per il mese di maggio da Co.LOMBA in varie località lombarde, da Lecco a Varese a Cantù, sul tema dell’educazione alla cittadinanza mondiale.
Informazioni e programma completo:
www.onglombardia.org
ECM CoLOMBA c/o CELIM
tel. 02/58305381
querin@celim.it
Co.LOMBA è un coordinamento di ONG e Associazioni attive nei campi della cooperazione internazionale e dell’educazione alla cittadinanza mondiale.
Con il contributo di fondazione Cariplo e il patrocinio di Expo dei Popoli.

L’Associazione mantovana allevatori punta sulla genomica

fonte: Teatro Naturale (vedi articolo originale)

È una zootecnia a due velocità quella che descrive il presidente dell’Associazione mantovana allevatori, Alberto Gandolfi, nel corso dell’assemblea annuale, questa mattina a Tripoli di San Giorgio (Mantova), alla presenza di due nuovi protagonisti della scena: Pietro Salcuni, presidente dell’Associazione italiana allevatori, e Gianni Fava, assessore all’Agricoltura e all’agroalimentare della Regione Lombardia.

Sul versante produttivo tiene il comparto lattiero caseario, pur con l’incognita del calo dei consumi interni, mentre soffre la zootecnia “pesante”, suinicoltura e carne bovina.

Problemi che pesano sulle imprese zootecniche, strette sempre di più nella morsa della burocrazia, del benessere animale, della sicurezza alimentare. Requisiti, questi ultimi, imprescindibili per la commercializzazione dei prodotti agroalimentari di qualità.

“La zootecnia è alle prese con vecchie e nuove emergenze – spiega il numero uno dell’Apa di Mantova, Alberto Gandolfi – dalla Direttiva nitrati alle aflatossine nel mais, all’articolo 62, un provvedimento nato per sostenere gli anelli più deboli della filiera e che invece ha avuto un impatto negativo sui cicli di allevamento”.

Aspetti che pesano negativamente, come la difficoltà di accesso al credito, ma che non frenano l’attività dell’Associazione mantovana allevatori, senza dubbio una delle migliori d’Italia, come ha riconosciuto lo stesso Salcuni.

“Il taglio dei finanziamenti alle Apa – prosegue Gandolfi – ci ha obbligato ad un percorso virtuoso per contenere i costi e riorganizzare al meglio le risorse umane, rilanciando sui servizi agli allevatori”. Così, di fronte ad un trend che vede il numero di stalle diminuire, l’Apa di Mantova mette a segno un record, legato al numero di vacche da latte in selezione, arrivato oltre quota 108mila capi e con una linea positiva. “Solo nel 2010 – afferma Gandolfi – il numero di capi superava le 100mila unità, in due anni abbiamo registrato l’8% in più”.

Numeri che serviranno a mantenere l’autonomia dell’Apa di Mantova a livello lombardo, dove il disegno di regionalizzazione del sistema allevatoriale potrebbe (ma in altri ambiti regionali) portare ad una fusione.

Sul tema è stato abbastanza chiaro il presidente dell’Aia, Pietro Salcuni, nel suo saluto. “Rispetto ai processi di regionalizzazione, la Lombardia non deve essere troppo preoccupata”, ha infatti assicurato.

La vocazione di Mantova ad essere l’apripista di progetti sperimentali viene accentuata, inoltre, con due iniziative dedicate alla genomica, ultima frontiera della ricerca. Un percorso vedrà l’Associazione di Tripoli collaborare con l’Anafi per la genotipizzazione dei capi femminili e testare le capacità genetiche. Un altro segmento operativo sarà finalizzato alla Banca del genoma sul territorio.

“Attraverso la banca del Dna – auspica Gandolfi – potremo avere benefici immediati sul piano della ricerca, con vantaggi anche di natura economica”.

Prospettive positive per il lattiero caseario. Invitato all’assemblea dell’Associazione mantovana allevatori, Angelo Rossi, promotore di Clal, il portale dedicato al comparto lattiero caseario, ha illustrato andamenti attuali e prospettive per il territorio, partendo da scenari globali. “A livello mondiale si è verificata una diminuzione delle produzioni di latte in Nuova Zelanda e in Europa – osserva il fondatore di Clal – e gli Sttai Uniti al momento non riescono a sopperire alla mancanza di latte della Nuova Zelanda”.

Le condizioni sarebbero dunque positive per una ripresa dei prezzi, segnati già oggi da valori positivi. “Oggi il latte franco partenza dalla Germania – ricorda Rossi – viaggia intorno ai 38-40 euro alla tonnellata”.

Tuttavia, se l’export dell’Unione europea a 27 si mantiene su standard positivi, l’Italia si caratterizza per performance meno brillanti e per importazioni di formaggi duri non Dop per nulla trascurabili e sulle quali forse il sistema deve interrogarsi.

“Sono comunque abbastanza ottimista su quello che è il futuro del nostro formaggio – conclude Rossi – anche se bisognerebbe esportare di più e favorire al massimo la promozione dei formaggi Dop su nuovi mercati, dove il Pil si mantiene in crescita”.

L’attenzione all’export per le produzioni di qualità e la necessità di fare sistema sono stati elementi condivisi anche dai rappresentanti del mondo agricolo, presenti all’appuntamento assembleare. “La ricerca di nuovi mercati – secondo l’assessore provinciale all’Agricoltura, Maurizio Castelli – rappresenta una soluzione positiva per esportare i prodotti del sistema agroalimentare mantovano, che vale il 20% del Pil del territorio e che può contare su numeri interessanti per i prodotti a marchio”.

Sul versante della politica, mano tesa dal deputato Marco Carra, componente della Commissione Agricoltura alla Camera nell’ultima legislatura, al neo assessore all’Agricoltura, Gianni Fava. “Offro a Fava la disponibilità per restituire un nuovo protagonismo dell’agricoltura – dice Carra -. Sono iniziati i triloghi per la riforma della Pac e l’Italia è alle prese con la formazione del governo. Servono ministri dell’Agricoltura competenti e stabili e una politica agricola nazionale”.

La ricetta dell’assessore lombardo, Fava. Non è d’accordo sul ruolo strategico del ministero dell’Agricoltura, invece, l’assessore regionale Fava. “E’ superata l’idea di rafforzare il ministero, non sono d’accordo con Marco Carra – replica -. Bisogna restituire centralità all’agricoltura intensiva e non perdere di vista il settore nel suo complesso, dalla produzione alla trasformazione. Ma se le cinque regioni del Nord producono l’85% del latte italiano, allora il problema non è italiano, è al Nord. E la partita non deve essere sacrificata in una logica di compromesso a livello nazionale con altre produzioni, come gli agrumi o l’olio, per citare esempi passati”.

La battaglia si gioca sui campi delle “esportazioni, dell’agricoltura remunerativa e sul modello intensivo, non sul greening. Le imprese devono poter investire su mezzi e tecnologie, non su quattro siepi”, afferma Fava.

E se la politica nazionale non ha fatto a sufficienza per l’agricoltura, allora si inauguri un dialogo a livello regionale.

“Entro giugno – assicura Fava – la Regione Lombardia anticiperà la Pac agli agricoltori e con Bruxelles manterremo un dialogo costante, per evitare di vedere calata dall’alto una riforma troppo burocratica”.

I Master Breeder. Per la prima volta, l’Associazione mantovana allevatori consegna il Master Breeder alla carriera. “Un Golden Breeder – dice Alberto Gandolfi – che va a Giulio Sereni, suinicoltore, per l’impegno profuso in Apa fin dalla sua nascita, oltre 60 anni fa, con grande slancio, perizia e generosità”.

Gli altri premiati con i Master Breeder, riconoscimento annuale agli allevatori che hanno raggiunto importanti risultati sulla base di parametri scientifici, sono stati: azienda agricola Angelo Gozzi di Viadana (categoria fino a 30 vacche); azienda agricola Piccoli Costantino, Francesco e Luca di Marmirolo (da 31 a 70 vacche); azienda agricola Cabrini Roberto, Alessandro e Matteo di Magnacavallo (da 71 a 120 vacche); azienda agricola S. Antonio di Fabio e Gianni Piva di Casalromano (da 121 a 180 vacche); società agricola Manzoli Marco, Guido e Massimo di Magnacavallo (da 181 a 250 vacche); azienda agricola Casa Nuova di Angelo e Realdo Musa di Casaloldo (oltre 250 vacche).

Gli eletti nel consiglio di amministrazione. Sono stati eletti nel consiglio, per il periodo 2013-2016: Diego Belletti, Fabio Gandolfi, Claudio Casareggio, Roberto Chizzoni, Alberto Cortesi, Lorenzo Donà, Davide Errera, Giuseppe Freretti, Alberto Gandolfi, Kristian Minelli, Tomas Ronconi, Andrea Tosi, Nicola Valenza, Fabio Mantovani, Alessandro Capuci, Gian Luigi Gualdi. Membri di diritto, in quanto presidenti di sezione: Fabio Piva (frisona), Pier Emilio Sbarra (suini).
di C. S.

Lombardia: Fava, macroregione agricola tutela interessi nord

fonte: agenord.it (vedi articolo originale)

Regioni “egemoni” nella tutela dei propri interessi e specificità, semplificazione e sburocratizzazione per le imprese, rapporto diretto e continuo con il territorio. Per fare sistema e puntare ad aumentare la redditività di un settore che non può più vivere di sussistenza. Poggia su queste basi il programma di governo che l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava ha presentato oggi in occasione della visita all’azienda agricola di Rota Pietro e Rota Luigi, presso la cascina S. Maria, a Villanova del Sillaro (Lo).  All’incontro, oltre a rappresentanti del mondo agricolo, imprenditoriale e associativo, ha partecipato il presidente della Provincia di Lodi Pietro Foroni. “Abbiamo un’agricoltura intensiva, che difendo, e non vogliamo averne altre – ha esordito Fava -. Intanto, perché non abbiamo le condizioni per un’agricoltura diversa da questa, ma soprattutto perché qui c’è chi sa fare questo mestiere e bene. Paghiamo lo scotto di una politica agricola debole in questi anni, come Paese. Credo che di tutto abbiamo bisogno tranne che di un ministro dell’Agricoltura, che faccia sintesi e che continui a mediare nelle trattive europee. Abbiamo un’agricoltura legata alla zootecnia, piuttosto che ai prodotti della terra, e questo dobbiamo salvaguardare. In una situazione diversa dagli altri Paesi europei. Ecco perché prima ancora dobbiamo fare la Macroregione agricola del Nord: è la necessità di dire che rappresentiamo i territori per aree omogenee. Da qui vogliamo partire”. “Domani incontrerò i quattro assessori delle Regioni del Nord – ha ricordato Fava -, poi estenderò l’invito all’Emilia, perché la grande pianura padana deve essere rappresentata in modo specifico. Stiamo parlando di un sistema geopolitico grande più del doppio della metà degli Stati. E l’aiuto alle imprese si concretizzerà in un contatto continuo col territorio. Oggi è il primo passo di questo viaggio. Non possiamo più mediare con agricolture che non hanno a che vedere con la nostra. Se il risultato, d’altro canto, è un miliardo e mezzo in meno di Pac che graverà sulle anticipazioni alle imprese, se l’altro grande ‘risultato’ è che abbiamo trasferito risorse dalle nostre colture intensive al greening, io a questa politica mi oppongo. Questi agricoltori non hanno bisogno di questo tipo di scelte”. “Le pesanti contrazioni sul mercato interno – ha detto Fava – indicano  che le prospettive di sviluppo sono nell’export. A maggior ragione quando vediamo che l’agroalimentare ha fatto segnare una tendenza positiva rispetto agli altri settori”. “Il mio impegno, da qui alla fine dei cinque anni, è che non chiuda nemmeno un’azienda agricola – ha proseguito l’assessore -. E che il territorio resti una risorsa da salvaguardare, stop quindi al consumo di nuovo suolo: occorre che l’attività agricola diventi remunerativa e non più di pura sussistenza, non sarebbe giustificabile più un impegno di 365 giorni l’anno”.

Sovranità alimentare, il COE incontra le scuole superiori

fonte: Lecconotizie.com  (vedi articolo originale)

Il Centro Orientamento Educativo (COE) offre alle Scuole Superiori della provincia di Lecco l’opportunità di fruire gratuitamente di un incontro sui temi della sovranità alimentare: appuntamento a Lecco presso Sala Ticozzi sabato 25 maggio 2013, dalle 10 alle 12.30.

A partire dallo slogan “La fame che c’è. Un problema innanzitutto di giustizia”, il COE propone ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado la proiezione di un film ancora in via di definizione, inserito nella Sezione FTF – Film That Feed del 23° Festival del Cinema Africano, d’Asia e dell’America Latina di Milano, in programma a Milano dal 4 al 10 maggio 2013.

Alla proiezione del lungometraggio farà seguito una discussione che, partendo dalle problematiche emerse nel film, inviterà i ragazzi a riflettere sulla tutela del diritto al cibo per tutti e sulle buone pratiche per una corretta, sana e responsabile gestione delle risorse del pianeta per un futuro sostenibile e inclusivo. L’obiettivo di questa iniziativa, fanno sapere dal COE, è infatti quello di “promuovere un interesse verso le problematiche legate alla sovranità e alla sicurezza alimentare, al diritto all’acqua e al cibo, anche per avviare eventuali percorsi didattici sui temi di EXPO 2015 nell’anno scolastico 2013/2014”.

La proposta del COE è gratuita per tutte le scuole che chiederanno di partecipare, fino ad esaurimento posti. Per ottenere maggiori informazioni e iscriversi, visualizzare il sito del COE (www.coeweb.org), oppure contattare il Coordinamento e segreteria del Coe, nella persona di Prashanth Cattaneo (cell. 3395335242, mail: p.cattaneo@coeweb.org). All’atto di iscrizione, vanno indicati il nome della scuola, il numero degli studenti partecipanti, il nominativo dei docenti accompagnatori, l’indirizzo mail e un recapito telefonico di riferimento.

Aib, a Idro il quinto “Concorso agroalimentare-caseario”

fonte: quibrescia.it (vedi articolo originale )

l “Concorso agroalimentare-caseario” dell’Associazione Industriale Bresciana è ai nastri di partenza per la quinta edizione. L’iniziativa, promossa dalle aziende associate del settore agroalimentare-caseario, si pone l’obiettivo primario di creare un ponte fra scuola e impresa, stimolando la realizzazione di proposte culinarie innovative e migliorando la conoscenza dei prodotti del territorio e della cucina nazionale.
Gli allievi delle scuole provinciali di formazione professionale per il settore alberghiero e della ristorazione –  il C.F.P. Canossa di  Bagnolo Mella, il  C.F.P. Canossa e l’ IPSSAR “A. Mantegna” di Brescia, l’ IPSSAR “C. De’ Medici” di Desenzano, l’IIS “V. Dandolo” di Bargnano di Corzano e l’IIS di Vallesabbia “G. Perlasca” di Idro- si confronteranno in una appassionante competizione culinaria, nella quale dovranno convincere una giuria di esperti formata da imprenditori del settore alimentare e professionisti della ristorazione. I pranzi dei giurati negli istituti sono previsti nelle seguenti date: 4 aprile (Idro), 16 e 18 aprile (Brescia), 2 maggio (Desenzano), 7 maggio (Bargnano di Corzano) e 9 maggio (Bagnolo Mella).
La giuria sarà presieduta dal Presidente del settore  agroalimentare caseario di AIB  Mauro Esposto (Golden Food). Gli altri esperti che lo affiancheranno sono Franco Alessi, chef  e “Discepolo di Escoffier” nel ruolo di tecnico di cucina; Ermes Cantera, maître del  ristorante l’Albereta di Erbusco di G.Marchesi come tecnico di sala; Fausto Zanardelli, chef, ed Anna Vaglia dell’Associa­zione italiana sommeliers (Ais) in qualità di sommelier. Ad essi si aggiungeranno, per ogni pranzo, diversi imprenditori iscritti ad AIB.
“Dopo l’esperienza più che positiva di questi anni, tutti coloro che abbiamo interpellato, professionisti e imprenditori, hanno aderito con entusiasmo, e li ringrazio di cuore. Anche le scuole non si sono fatte pregare e con l’avvicinarsi delle sessioni c’è un gran fermento tra ragazzi e insegnanti. Tutto questo mi conforta, significa che stiamo andando nella giusta direzione” -commenta Mauro Esposto.
Per questa quinta edizione si è pensato di dedicare una particolare attenzione alle proprietà nutrizionali e benefiche del cibo, all’aspetto salutista della nostra dieta mediterranea, che strizza l’occhio ai temi di Expo 2015.
La cerimonia di premiazione, che si svolgerà il 17 maggio, assegnerà agli istituti scolastici un contributo finanziario per l’acquisto di materiale didattico, messo in palio dal settore agroalimentare-caseario di AIB. Inoltre, è previsto un premio speciale per la ricetta in assoluto più apprezzata dai giurati.
Entro la fine dell’anno sarà messa in calendario la sfida finale, che avrà luogo in una scuola della provincia di Sondrio, con i vincitori dell’analogo concorso bandito dalla Confindustria valtellinese.

Concorso fotografico “fattorie e cascine del nostro territorio – Altomilanese e Varesotto”

fonte: ilgiorno.it (vedi articolo originale)

Il nuovo concorso fotografico della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate sarà dedicato al mondo rurale. “Fattorie e cascine del nostro territorio – Altomilanese e Varesotto” questo il tema della quinta edizione del concorso per gli scatti a colori. Organizzato dal Circolo Culturale e Ricreativo della Bcc, prevede anche la classica sezione per fotografie in bianco e nero a tema libero.
“L’obiettivo è andare a riscoprire le radici di quel territorio rurale dal quale ben 116 anni fa ha preso origine anche la nostra banca, quando si chiamava Cassa Rurale ed Artigiana”, commenta il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. “Abbiamo voluto porre l’attenzione alle nostre radici, ad un mondo che nel nostro territorio conserva ancora delle importanti testimonianze in termini sia di attività imprenditoriale, sia di presenza di edifici”
“Un omaggio alla storia e al territorio che offre degli spunti molto interessanti per una fotografia», aggiunge il presidente del CCR, Maria Carla Ceriotti. “Come abbiamo potuto apprezzare anche attraverso le precedenti edizioni del concorso fotografico, il nostro territorio presenta degli scorci molto suggestivi che meritano di essere immortalati con bello scatto”.
Il concorso è gratuito e aperto a tutti. Ogni autore può partecipare con un massimo di quattro fotografie a colori e quattro in bianco e nero; le foto devono essere presentate in formato cartaceo (stampa 20 x 30 cm) e su supporto digitale. Le opere cartacee non devono essere montate su alcun supporto, ma recare sul retro il numero progressivo, il titolo, il luogo, oltre al nome e cognome dell’autore. Inoltre, le stesse foto devono essere presentate in formato digitale (jpg) in risoluzione 300 dpi su cd o chiavetta usb. I materiali possono essere consegnati a mano nelle filiali della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate oppure inviati a “Concorso fotografico – Circolo Culturale, Bcc Busto Garolfo e Buguggiate, via Manzoni 50, 20020 Busto Garolfo (Mi)”. Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il prossimo 5 settembre.
Sono previsti premi nelle due sezioni per i primi tre classificati; saranno inoltre riconosciuti premi speciali per la miglior fotografia ai soci Ccr e Bcc e per i ragazzi sino a 16 anni; previste particolari menzioni per le migliori opere segnalate dalla giuria. La premiazione, con la mostra delle opere ammesse, è in programma il 5 ottobre 2013 nell’auditorium Don Besana a Busto Garolfo.

Brescia, bando di concorso per le imprese del settore olivicolo

fonte: quibrescia.it (vedi articolo originale )

La Camera di Commercio comunica che è stato approvato, per l’anno 2013, un nuovo bando di concorso per l’erogazione di contributi riservato alle piccole e medie imprese agricole: contributi alle imprese del settore olivicolo (1302): fondo stanziato 25.000 euro; validità dal giorno 1/2/2013 al 31/10/2013.
Il regolamento è disponibile sul sito camerale: www.bs.camcom.it, seguendo il percorso Patrocini e contributi/Bandi camerali/Settore Agricoltura. Alla pagina Bandi camerali, inoltre, è possibile verificare in tempo reale la disponibilità dei fondi di ogni bando di concorso.
Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio Promozione del Territorio della Camera di Commercio di Brescia – II piano – Via Einaudi, n. 23 – tel. 030.3725.277/356/271 o mail all’indirizzo promobrescia@bs.camcom.it

Agricoltura conservativa, in Lombardia oltre 14mila ettari blu

fonte: giornalemetropolitano.it ( vedi originale )

Con 959 ettari blu, la provincia di Mantova è al quinto posto in Lombardia, dietro a Milano (5.063 ha), Cremona (3.385 ha), Brescia (2.326 ha), Lodi (1.878 ha). I dati, forniti da Regione Lombardia ad Apima, si riferiscono alle domande relative alla misura M del Psr, confermare nel 2012.
“I benefici delle pratiche sostenibili – afferma il presidente di Apima Mantova, Marco Speziali – sono essenzialmente ambientali, di riduzione dell’anidride carbonica. I vantaggi economici, purtroppo, si sono ridotti notevolmente, soprattutto per l’aumento del prezzo del gasolio agricolo, cresciuto di oltre il 40% negli ultimi 24 mesi”.
L’agricoltura blu, dai calcoli dell’organizzazione di rappresentanza delle imprese agromeccaniche e agricole, consente di tagliare le spese di mezzi tecnici, “con l’importante conseguenza di una decurtazione sensibile delle emissioni di Co2, che tocca anche il 35-40 per cento”, aggiunge Speziali. In termini economici, non possono essere trascurati i benefici legati al minore impiego di trattrici, attrezzature e, in chiave temporale, di manodopera.
“In base alle colture – calcola Speziali – il risparmio può toccare anche i 150 euro per ettaro, una cifra non elevatissima, ma la logica dell’agricoltura blu è di protezione del patrimonio verde”.
Calcolatrice alla mano, significa che nel Mantovano i costi nel 2012 sono stati comunque complessivamente ridotti di 144mila euro, cifra che sale a 2,2 milioni di euro se si calcola la superficie blu della Lombardia, pari a 14.613,54.
A guidare la rivoluzione conservativa molto spesso sono le imprese agromeccaniche, dotate di tecnologie e macchine specifiche per lavorare il terreno riducendo lo stress. “Alcuni studi sull’impatto ambientale delle colture, lanciato da Farming First – ricorda Sandro Cappellini, direttore di Apima e coordinatore nazionale di Confai – dimostra come l’agricoltura possa contribuire a contenere gli effetti del cambiamento climatico. Il miglioramento delle tecniche di raccolta nei campi, ormai quasi totalmente affidato per le commodities agli agromeccanici, ha ridotto del 34% le emissioni di Co2 su scala mondiale”.
Ragione per cui, dichiara Apima, “è evidente che si ottengano maggiori risultati con l’innovazione in campo e attraverso mezzi meccanici di ultima generazione, piuttosto che puntando alla revisione di trattrici obsolete, che hanno già espresso tutte le loro potenzialità”.
ETTARI AZIONE M SUDDIVISO PER PROVINCE DOMANDE INIZIALI E CONFERME ANNO 2012
PROVINCIA (AZIONE M)
BG                     (325,31)
BS                    (2326,18)
CO                      (475,33)
CR                    (3384,61)
LC                          (36,7)
LO                    (1878,48)
MB                      (136,01)
MI                     (5063,38)
MN                      (959,54)

Mais danneggiato da siccità: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto promuovono accordo per uso in biodigestori

tratto  daHermesagricoltura.it (vedi articolo originale)

 

15/03/2013

Il mais gravemente danneggiato dalla siccità del 2012 sarà utilizzato per produrre energia rinnovabile negli oltre 500 impianti a biogas della pianura padana.

E’ quanto prevede l’accordo di filiera promosso dagli assessori regionali all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni, della Lombardia Giuseppe Eliase del Veneto Franco Manzato e indirizzato alle principali organizzazioni agricole e consorzi di biodigestori.

L’obiettivo è risolvere un problema che rischia di avere pesanti ripercussioni per l’agricoltura e la zootecnia del nord Italia: quello delle ingenti quantità di mais che, a causa delle pessime condizioni meteo climatiche della scorsa estate, presentano caratteristiche che lo rendono non idoneo all’alimentazione umana e animale.Solo il mais di elevata qualità organolettica e igienico-sanitaria può essere infatti destinato a queste finalità.

L’accordo, messo a punto dalle tre Regioni, permette di costruire un percorso chiaro, trasparente e sicuro, in linea con le indicazioni fornite dal Ministero della Salute. E’ infatti prevista una precisa procedura di tracciabilità del prodotto – definita dalle tre Regioni e approvata dal Ministero della Salute – che ne assicura un corretto utilizzo, evitando così il rischio di frodi e garantendo maggior sicurezza al consumatore.

Cosa prevede l’accordo

L’accordo, valido per tutto il 2013, punta ad agevolare l’incontro tra domanda e offerta, impegnando le parti a precise garanzie contrattuali, di prezzo e di programmazione del flusso di prodotto, che si stima in circa 350 mila tonnellate.

Ogni azienda interessata (sia per la parte agricola sia per la parte dei biodigestori) per aderire deve sottoscrivere un modulo disponibile sul sito Internet delle tre Regioni. Nei tre siti regionali sarà anche mantenuto l’aggiornamento delle adesioni e il monitoraggio dell’iniziativa.

In allegato, l’intesa dell’accordo ed il modulo compilabile per l’adesione delle imprese interessate; la domanda di partecipazione deve essere inviata agli indirizzi mail e/o fax delle tre Regioni interessate.

 

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