1.800.000 Euro per le convenzioni con le aziende agro-zootecniche

fonte: Parks.it (vedi articolo originale)

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ha destinato 1.800.000 Euro per le convenzioni con le aziende agro-zootecniche per le stagioni agrarie 2012/2013 e 2013/2014, innalzando la somma precedentemente stanziata (pari a circa 600.000 Euro per l’annata 2011/2012) e proponendo nuovi indirizzi per l’assegnazione dei fondi. La decisione è stata adottata a seguito dell’elevato numero di richieste giunte all’Ente ed ai risultati positivi dei convenzionamenti negli scorsi anni.
Le convenzioni, stipulate mediante scrittura privata, consistono in un contributo economico erogato dall’Ente Parco (per un massimale di 10.000 Euro per ciascuna azienda) per lo svolgimento di attività ordinarie funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura ed al mantenimento dell’assetto idrogeologico e per promuovere prestazioni a favore della tutela delle vocazioni produttive del territorio. I parametri di costo delle attività oggetto di convenzionamento rivengono, pro quota, dal vigente “Prezziario dei lavori ed opere forestali ed arboricoltura da legno della Regione Puglia”.

Abbiamo deciso di far crescere questa voce in bilancio – afferma il Presidente dell’Ente Cesare Veronico – per rispondere ad un’esigenza comune al Parco ed alle aziende agro-zootecniche che in esso operano: incrementare i fondi significa allargare ulteriormente il numero di soggetti che interagiscono con il nostro Ente e che si fanno, a loro volta, promotori, custodi e prime sentinelle di un territorio che si accinge ad accogliere un numero sempre crescente di visitatori, nel rispetto dei principi di protezione della natura e del paesaggio”.

Rispetto agli anni precedenti non sono previsti fondi per l’attività di prevenzione incendi (a fronte di un potenziamento delle attività di avvistamento affidate alle associazioni di volontariato) e per l’attivazione di connessioni satellitari ad internet. Sono immutate, invece, le condizioni e le modalità di assegnazione di contributi per migliorare l’approvvigionamento idrico e la sicurezza passiva delle aziende zootecniche che allevano specie ovi-caprine ed utilizzano pascoli naturali. A breve sarà presentato l’avviso pubblico con le modalità ed i criteri di assegnazione dei fondi e con i tempi di attuazione delle convenzioni.

L’agricoltura sociale fa bene anche alle imprese. Se n’è parlato al Festival del Volontariato

Pubblicato su gonews.it (vedi articolo originale)

Ieri 50 associazioni e 20 imprese agricole si sono date appuntamento a Lucca al Festival del volontariato per il convegno “Agricoltura sociale, volontariato e servizi alla persona”, organizzato da Cesvot – Centro Servizi Volontariato Toscana. Insieme a Regione Toscana, Coldiretti, Cia, Anci, Forum nazionale agricoltura sociale e Agenzia italiana per l’agricoltura etica il volontariato toscano ha discusso dell’importanza di costruire reti tra associazioni, imprese agricole e enti locali allo scopo di promuovere l’agricoltura come strumento di riabilitazione sociale e inserimento lavorativo di persone con disagio.

Politica agricola comune – PAC: i negoziati partono da pagamenti diretti e Ocm unica

fonte: fasi.biz (vedi articolo originale)

Sono i dossier sui pagamenti diretti e sull’organizzazione comune di mercato (Ocm unica) i protagonisti del primo trilogo tra Parlamento e Commissione europei e stati membri sulla riforma della Politica agricola comune per il settennato 2014-2020. La prima giornata di negoziati – fa sapere il presidente della commissione Agricoltura del Pe Paolo De Castro – ha fatto registrare un accordo di massimo tra eurodeputati e Consiglio sulla definizione del nuove regime di aiuto e sulla definizione di agricoltore attivo, ma la trattativa deve ancora entrare nel vivo, soprattutto sulle misure di mercato.

Per quanto riguarda i pagamenti diretti, “il negoziato ha fatto registrare alcuni passi importanti, in particolare sui primi articoli sullo ‘scopo’ e le ‘definizioni’ del nuovo regime” e sulla necessità di lasciare margini di decisione ai singoli stati nella definizione dell’agricoltore attivo, cioè circa i criteri per individuare i beneficiari degli aiuti della Pac. Manca, però, l’accordo sulla proposta di una ‘lista nera’ delle attività e degli enti esclusi dai pagamenti diretti, che ogni paese membro dovrebbe compilare. Il Parlamento propone infatti l’obbligatorietà della ‘black list’, mentre il Consiglio Agricoltura la intende a carattere volontario.

Sul fronte dell’Ocm unica, le delegazioni hanno fatto alcuni passi avanti sulle definizioni e sui primi elementi del regolamento, ma – secondo De Castro – solo a partire dal trilogo del 18 aprile, si affronteranno le questioni più spinose come gli aiuti per l’olio di oliva, lo schema frutta e latte nelle scuole e le produzioni Dop e Igp”. Per i prodotti certificati, infatti, in discussione c’è l’eventuale estensione della programmazione dei volumi, finora prevista solo per il settore lattiero-caseario e contrastata per gli altri marchi Dop e Igp dalla Commissione europea e da alcuni Stati membri per paura che ne derivino effetti negativi in termini di concorrenza.

Zootecnia, al via il progetto Zoone: Abruzzo partner dei Paesi dell’Adriatico

fonte: Gazzetta Commerciale (vedi articolo originale)

Il Progetto Zoone – Zoo technical Networking for a sustainable innovation in Adriatic Euroregion “Rete Zootecnica per l’innovazione sostenibile nei Balcani” arriva in Abruzzo con workshop e visite ad allevamenti di bovini di razza Marchigiana dal 16 al 18 aprile.

Il progetto prevede la cooperazione con i Paesi dell’Area Adriatica per rafforzare, attraverso un modello di zootecnica basato su conoscenza ed innovazione, le economie delle aree rurali, assicurando, al contempo, una sostenibilità ambientale, economica e sociale. E’ questo l’obiettivo della rete di cooperazione scientifica ed istituzionale nata all’interno del progetto europeo Zoone che vuole dare supporto alle imprese del settore zootecnico nelle aree rurali di Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Serbia e Slovenia anche attraverso la costituzione di “stalle pilota” per l’introduzione della razza bovina Marchigiana e la valorizzazione e la tutela dei bovini di razza Podolica e autoctoni nei Paesi di origine.

Da martedì 16 e fino a giovedì 18 aprile, in Abruzzo e nelle Marche ci sarà l’incontro tra i partner istituzionali del progetto Zoone (www.zooneproject.eu): la Regione Abruzzo è partner istituzionale del progetto che rientra nel Programma Ipa Adriatico CBC 2007-2013 (Priorità 1-Cooperazione economica, sociale ed istituzionale Misura 1.1-Ricerca e Innovazione) insieme alla Regione Marche(capofila), all’Università Politecnica delle Marche, all’Università degli studi di Udine (Dipartimento di Scienze Ambientali e Animali), al Ministero dell’Agricoltura, Alimentazione e Tutela del Consumatore dell’Albania, all’Università di Sarajevo, Facoltà di Agricoltura (Bosnia Erzegovina), all’Agenzia per lo Sviluppo Rurale dell’Istria (Croazia), all’Università di Belgrado, facoltà di Agricoltura (Serbia) e la Camera per l’Agricoltura e la Forestazione (Slovenia).

«Il settore zootecnico rappresenta per l’economia agricola abruzzese un settore strategico soprattutto nelle zone interne – spiega Mauro Febbo, Assessore politiche agricole e di sviluppo rurale, forestale, caccia e pesca della Regione Abruzzo – l’amministrazione Regionale ha inteso promuovere diverse politiche di intervento al fine di consentire lo sviluppo e il sostegno anche attraverso azioni di valorizzazione e promozione delle razze bovine e dei loro prodotti. Infatti la stessa politica comunitaria pone nella valorizzazione delle produzioni tipiche locali una delle tematiche prioritarie attorno alla quale ruota la promozione e lo sviluppo del territorio. Pertanto è interesse della Regione Abruzzo valorizzare ancora di più il patrimonio zootecnico con lo scopo di incidere sullo sviluppo e sostegno delle piccole imprese agricole soprattutto quelle delle zone marginali e montane, fonte di occupazione e di produzione del reddito di molte aree rurali».

Attraverso il progetto sarà possibile creare una rete scientifica ed istituzionale permanente per lo scambio e la condivisione di buone pratiche, risultati scientifici e competenze, la sensibilizzazione degli allevatori, dei tecnici e dei consumatori circa l’importanza di innovazione e qualità nell’allevamento bovino, per migliorare la produzione di carne e la competitività del settore e per il trasferimento di know-how specifico a livello tecnico ed istituzionale. In particolare la Regione Abruzzo curerà le attività legate alla definizione di una “Strategia transnazionale per un sistema zootecnico innovativo ed integrato” per proporre, attraverso un Documento strategico, un modello sostenibile di assistenza tecnica innovativa ed integrata per il settore zootecnicodell’Euroregione Adriatica.

IL PROGRAMMA. La delegazione dei partner di progetto arriverà a Teramo nella giornata del 15 aprile, nella giornata del 16 i partner saranno protagonisti di una prima tavola rotonda che si terrà a Villanova di Cepagatti (Pescara) nella sede de La Valle della Pescara (Mercato Ortofrutticolo) a partire dalle ore 9.30. Nel pomeriggio la delegazione visiterà alcuni allevamenti nel territorio di S. Giorgio di Castiglione Messer Raimondo e sarà anche ad Atri per una visita al borgo ducale.

Nell’ambito del progetto la Direzione politiche Agricole e di Sviluppo Rurale, Forestale, Caccia e Pesca, Emigrazione della Regione Abruzzo organizzerà il 17 aprile a Mosciano Sant’Angelo, a partire dalle 9.30 nella facoltà di Agraria, il 3° Capacity building workshop sui punti di forza, debolezza e sulle prospettive del sistema zootecnico con l’introduzione dei lavori a cura di Antonio Prospero, Presidente della III Commissione Agricoltura del Consiglio regionale d’Abruzzo e con la partecipazione di esperti dell’Università di Teramo (Facoltà di Agraria e Veterinaria), della Asl di Teramo e dell’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”. A conclusione del workshop la delegazione farà visita nel pomeriggio al borgo di Civitella del Tronto e ad alcune aziende del posto. La giornata del 18 aprile sarà invece dedicata ad una visita interregionale di studio nella regione Marche.

I pomodori sono buoni, Bio fanno anche meglio!

fonte: TicinOnline.ch (vedi articolo originale)

Dal Brasile arriva una notizia positiva che aggiunge qualche freccia in più all’arco dei sostenitori dell’agricoltura biologica. Gli agronomi della Federal University di Ceará in un loro studio (The Impact of Organic Farming on Quality of Tomatoes Is Associated to Increased Oxidative Stress during Fruit Development), che ha visto la coltivazione di pomodori sia con metodo biologico sia chimico hanno rilevato che nei pomodori biologici la concentrazione di vitamina C era del 55% più elevata (ma quella degli altri antiossidanti era addirittura maggiore del 139%) rispetto a quelle dei pomodori convenzionali, nonostante un peso e una dimensione inferiore del 40%.

La spiegazione, secondo gli scienziati, è che il metodo di coltivazione BIO sottopone i vegetali a un maggior stress ambientale e di conseguenza ad una maggior difesa che si traduce in una più elevata produzione di antiossidanti e molecole attive, benefiche anche per l’uomo.

Si tratta, se confermata da altri studi, di una importante scoperta. Fino ad oggi le ricerche a favore delle coltivazioni biologiche evidenziavano principalmente una minore concentrazione di sostanze chimiche e poco salutari; ora sappiamo che frutta e verdura BIO non solo non intossicano l’organismo con pesticidi e diserbanti ma apportano anche molte più vitamine.

Georgofili: agricoltura trascurata

fonte: Accademia dei Georgofili (vedi articolo originale)

Martedì 16 aprile alle ore 11.00 a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, sarà inaugurato il 260° Anno Accademico dei Georgofili. La cerimonia, come sempre aperta al pubblico, avrà quest’anno particolare importanza, anche perché intende evidenziare la continuità delle disattenzioni da tempo rivolte all’agricoltura.

La relazione annuale del Presidente offrirà una sintesi delle valutazioni emerse dal lavoro dei Georgofili, che documentano come l’agricoltura sia sottovalutata e penalizzata, non solo per effetto della attuale grande crisi, ma già a partire dal secolo scorso. Il settore ha ormai urgente bisogno di essere riconsiderato e di un “Patto nazionale di emergenza”, per non scomparire.

La prolusione sarà svolta dall’Accademico prof. Luigi Costato sul tema “Agricoltura, Cenerentola europea”, con una valutazione critica della politica comunitaria, nel quadro mondiale.

Il mondo dell’agricoltura, che è l’invitato alla cerimonia più direttamente interessato, dovrebbe unirsi per far capire l’importanza strategica globale del settore, di cui non si può fare a meno per la sopravvivenza dell’umanità.

Grande successo per l’appuntamento annuale di Magrè dedicato ai vignaioli d’eccellenza

fonte: targatocn.it (vedi articolo originale)

Anche nel 2013 grande successo per SUMMA, 6/7 aprile 2013, l’appuntamento annuale organizzato da Alois Lageder e dedicato ai vignaioli d’eccellenza provenienti da tutto il mondo che si ritrovano a Magrè per presentare i propri vini. Come nel 2012, la manifestazione ha dato il benvenuto a circa 2.000 visitatori tra giornalisti e operatori, quest’anno provenienti da 34 paesi. SUMMA rappresenta un momento molto conosciuto e sempre più apprezzato dal mondo enogastronomico: oltre agli affezionati che ormai non possono rinunciare all’evento altoatesino, edizione dopo edizione cresce l’interesse di nuovi contatti che per la prima volta si affacciano al mondo biodinamico di Lageder.

Raffinate degustazioni delle migliori etichette – tra cui le nuove annate di Alois Lageder – e di oli d’oliva d’autore, visite guidate della cantina e dei vigneti, seminari e, in particolare, molte nuove verticali sono stati gli attesi protagonisti di SUMMA, che, come sempre, si è sviluppata in due giornate riservate esclusivamente agli operatori del settore. La manifestazione ha riunito i viticultori più rinomati a livello nazionale ed internazionale che, davanti ad un’audience qualificata, hanno presentato la loro pregiata produzione. Nella storica e suggestiva cornice di Casòn Hirschprunn – palazzo rinascimentale del XVII secolo – esperti italiani e stranieri del settore vinicolo si sono incontrati per degustare vini selezionati ed entrare in contatto diretto con i produttori, che in questa edizione erano oltre 50 – tra cui noti specialisti della produzione biologico-dinamica – provenienti da Italia, Germania, Austria, Francia, Portogallo, Spagna e Nuova Zelanda.

Accompagnato dalle nuove annate di Alois Lageder e dalle visite guidate della Cantina e dei vigneti,  ecco un ricchissimo carnet di appuntamenti che, sabato 6 aprile alle ore 11.30, si è aperto con una particolare degustazione dedicata allo Champagne Encry – un terroir con l’anima italiana. Alle ore 12.30 si è tenuta invece la “presentazione ufficiale” del nuovo referente per i settori agricoltura, enologia, ricerca e didattica della Tenuta Lageder, Georg Meißner, che ha condotto per l’occasione il seminario – ripreso anche domenica 7 aprile alle ore 12 – “Introduzione alla Viticoltura Biologico-Dinamica”, tipologia di produzione e caratteristica distintiva dell’azienda.

Le due giornate hanno offerto ai visitatori un susseguirsi di verticali, degustazioni e seminari, uno più interessante dell’altro! Imperdibile, ad esempio, la verticale del LÖWENGANG Chardonnay, tenuta da Luis von Dellemann – enologo e maestro cantiniere che dopo ben 45 vendemmie passa il testimone al giovane Georg Meißner – che ha reso omaggio a “Rarum”, la raccolta delle annate storiche nonché top seller della Cantina, ma anche la raffinata degustazione “Il Pinot Noir parla tedesco: Joachim Heger e Paul Fürst presentano dei Pinot giovani e maturi”, condotta dal caporedattore di Vinum Stephan Reinhardt, ha meritato senz’altro grandissima attenzione.

Molti altri incontri hanno caratterizzato questa edizione di Summa, tutti interessanti e degni di nota, contraddistinti dall’eccellenza vinicola. “La qualità è sempre il risultato di molti dettagli, a volte anche minimi – ricorda sempre Alois Lageder – e in tutte le fasi di lavorazione cerchiamo prima di tutto di trovare un’armonia fra tutti i fattori coinvolti, lavorando in sintonia con la natura”. E ancora “Per noi ispirarsi ad un approccio olistico significa non soltanto agire in modo sostenibile, rispettare la natura e sentirci responsabili nei confronti delle generazioni future… per noi significa anche guardare al di là dalla mera produzione vitivinicola. Ecco perché nella nostra tenuta organizziamo regolarmente manifestazioni, progetti artistici, concerti e incontri culturali che raccontino in ogni loro aspetto la nostra filosofia aziendale e di vita”. Le radici dell’azienda risalgono nientemeno che al 1823, quando Johann Lageder avviò la propria attività a Bolzano, gettando le basi del nostro impegno odierno. Da più di 150 anni, l’attività vitivinicola è un pilastro della storia familiare dei Lageder, e la qualità è sempre stata il loro criterio di riferimento.

La proposta gastronomica – che ha abbinato sapientemente prodotti stagionali e di derivazione biologica o biodinamica – è stata realizzata in collaborazione con Hannah & Elia Fine Cooking Great Events e lo chef della Weinschenke Vineria Paradeis, Ignazio Vigneri. I presenti sono stati così condotti attraverso un viaggio nei sapori e nella memoria del territorio italiano, grazie a degustazioni di oli d’autore, formaggi, speck, distillati, aceti e molto altro. Tra i partner della manifestazione, Monografo Felicetti: in cucina Davide Scabin, Chef due stelle Michelin del Combal.Zero, per il terzo anno consecutivo si è fatto interprete della pasta con un inedito mix di piatti che coniuga classico e contemporaneo.

Ideata sul modello dei green event e caratterizzata quindi dal tema dell’ecosostenibilità, Summa è organizzata in collaborazione con Aiutare senza Confini – ONLUS che ha l’obiettivo di aiutare i profughi della guerra civile in Birmania (Myanmar) – e quest’anno ha raccolto e interamente devoluto all’associazione umanitaria oltre 36.000 euro.

“Petrolio verde” nel Medio Friuli: il biogas produce oltre 1 mln. euro l’anno per il PIL locale

Pubblicato su Conipiediperterra.com (vedi articolo originale)

Vale oltre 1 milione di euro la ricaduta sul Pil locale della centrale a biogas Greenway in funzione a Bertiolo (Udine). A tracciare un bilancio del primo “esercizio” dell’impianto a biomasse è Marco Tam, presidente di Greenway Agricola a r.l, la società che riunisce dieci imprese agricole che, con la partecipazione al capitale di Friuladria impresa&finanza del Gruppo Cariparma – Crédit Agricole e lo studio Catullo & Partners di Treviso nel ruolo di advisor, hanno realizzato la centrale. «La crisi che ha investito il settore agricolo ha posto molti imprenditori di fronte alla necessità di ripensare un’attività da tempo in balia delle fluttuazioni delle commodities –spiega Tam–. Per riacquistare competitività senza cambiare pelle, abbiamo scelto di diversificare il nostro modello di produzione sfruttando le opportunità aperte dalle fonti di energia rinnovabile. I risultati del primo anno ci danno ragione. La ricchezza che produciamo qui, qui rimane in perfetta coerenza con la filosofia della filiera corta: oltre alla cessione di energia elettrica prodotta alla rete si è creato un indotto importante per un territorio di piccoli paesi con poche migliaia di abitanti che si sono sempre basati sull’attività agricola e che quindi avvertono da tempo le difficoltà del settore».

Agroalimentare: da 1* luglio a rischio comparto mozzarella bufala

Pubblicato su Borsaitaliana (vedi articolo originale)

PARMA (MF-DJ)–“La pizza napoletana per valorizzare e tutelare le DOP italiane. Il caso Mozzarella di Bufala Campana” e’ il titolo del convegno, in programma il 16 aprile presso il Quartiere Fieristico di Parma in occasione del Pizza World Show (dal 15 al 17 aprile), per delineare i rischi per l’intero comparto del prodotto tipico della Campania determinati da una legge firmata dall’ex ministro Luca Zaia nel 2008.

Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop ha infatti scelto Parma, patria dell’agroalimentare di qualita’ e di eccellenza, per dare voce a tutto un comparto, attualmente in fibrillazione a causa di una legge che dal 1* luglio minaccera’ la stessa esistenza del prodotto campano.

Terreni demaniali ai giovani, ancora non c’è l’elenco

Pubblicato su Giornale di Puglia (vedi articolo originale)

BARI. Come mai a tutt’oggi  non vi è ancora traccia dell’elenco dei terreni demaniali agricoli cedibili? Lo chiede in una interrogazione al Ministro delle Politiche agricole il senatore Dario Stefàno (SEL) che sollecita il responsabile del dicastero all’Agricoltura all’attuazione delle disposizioni di legge, al fine di attivare al più presto il meccanismo dell’assegnazione di tali terreni.

L’articolo 66 del decreto legge 24.01.2012 “Dismissioni di terreni demaniali agricoli o a vocazione agricola”- si legge nella interrogazione –  stabilisce che entro il 30 giugno di ogni anno il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con decreto di natura non regolamentare da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, anche sulla base dei dati forniti dall’Agenzia del demanio nonché su segnalazione dei soggetti interessati, individua i terreni agricoli e a vocazione agricola di proprietà dello Stato, non utilizzabili per altre finalità istituzionali, da destinare ad uso agricolo.  

Prevenzione e gestione dei rischi lungo la filiera produttiva alimentare

Pubblicato su Adnkronos (vedi articolo originale)

Roma, 9 apr. – (Adnkronos) – Le pressioni da parte dei clienti sono la ragione principale che spinge soprattutto le piccole imprese a impegnarsi nella prevenzione e gestione dei rischi lungo la filiera produttiva, mentre il 60% circa delle grandi aziende considera la gestione dei rischi lungo la filiera parte integrante delle proprie strategie di aziendali, oltre che un fattore di forte differenziazione. E’ quanto emerge da un’indagine svolta dall’ente di certificazione DNV Business Assurance e GFK Eurisko, che ha coinvolto circa 500 professionisti di importanti aziende del settore food & beverage in Europa, Nord America, Sud America e Asia. Sicurezza alimentare (63%) e qualità (54%) sono le aree che le aziende, soprattutto le manifatturiere di prodotti finali destinati ai consumatori, considerano più vulnerabili nella gestione della filiera; un aspetto che preoccupa meno le aziende del settore primario (agricoltura, allevamento, caccia e pesca) che invece sono più spaventate dai rischi derivanti da leggi e regolamenti insieme alle aziende del settore distributivo, logistica e food service,probabilmente per via della maggiore pressione a cui sono esposte da parte delle autorità e da consumatori sempre più consapevoli ed esigenti. Meno temuti (almeno fino a oggi) i rischi finanziari (38%). Fanalino di coda le relazioni con le comunità (10%) e l’etica (8%).

Peculiare la visione delle aziende italiane, che considerano la qualità al primo posto, ma riconoscono grande peso ai rischi finanziari, più che alla sicurezza alimentare, probabilmente data un po’ più per scontata. In Italia, inoltre, solo il 17% dei professionisti intervistati vede nell’impatto ambientale una possibile area di minaccia del business.   La filiera produttiva nel settore food & beverage è un terreno così complesso e variegato che non esiste una sola ricetta per ridurre i rischi, serve combinare diversi strumenti. Non c’è un’azione di mitigazione del rischio a cui si ricorre più di altri, le aziende le implementano tutte in misura superiore all’80%: dall’esclusione di fornitori provenienti da aree sensibili, alla diversificazione degli stessi, ad attività di sviluppo dei propri fornitori. E ancora, attività di assessment (ispezione e verifica), certificazione secondo standard normativi, piani di gestione delle emergenze e trasferimento del rischio.  A scegliere la strategia di diversificazione dei fornitori o a evitare di ricorrere a fornitori situati in Paesi a rischio, sono soprattutto le piccole aziende. Le grandi aziende, invece, rivelano un approccio più strutturato, optando per attività di assessment sui fornitori e sui rischi, per la collaborazione nello sviluppo di fornitori strategici (co-makership), le certificazioni e le attività di preparazione alle emergenze. Le imprese poi ritengono più efficaci le attività di assessment soprattutto per la gestione delle problematiche connesse alla qualità e alla sicurezza alimentare, al pari di certificazione e attività per la gestione delle emergenze, che sono anche le azioni preferite per far fronte a potenziali rischi ambientali.

Non c’è dubbio sulle ragioni che portano le aziende ad adottare strumenti di prevenzione e gestione del rischio lungo la filiera. Non sono le leggi (36%), né l’influenza da parte dell’opinione pubblica (39%), a esercitare la maggior pressione. Più del 50% degli intervistati dichiara di essere spinto all’azione dai bisogni e dalle richieste dei clienti. Questo è vero soprattutto per le piccole imprese, mentre il 60% circa delle grandi aziende considera la gestione dei rischi lungo la filiera parte integrante delle proprie strategie di aziendali.

In Italia la crisi rende centrale il ruolo del mercato; clienti, competizione e ragioni economiche guidano e orientano le scelte nella gestione del rischio di filiera. Le aziende che hanno implementato azioni di mitigazione del rischio lungo la filiera dichiarano di averne tratto dei benefici di tipo concreto, sia in termini di miglioramento della qualità del prodotto (74%) e vantaggio competitivo (51%), sia per quanto concerne la reputazione di marca (42%), aspetto particolarmente caro ai titolari del prodotto finale.

Apparentemente il costo (62%) sembra un freno. Il fardello pesa di più in Asia e Nord America (in entrambi i casi pari al 71%). Il peso economico si fa sentire più o meno equamente nel sostenere investimenti per la sicurezza alimentare, la qualità o l’ambiente. Sono vissuti come particolarmente onerosi i costi legati all’etica, che ”pesano” per l’84% degli intervistati. In realtà i benefici complessivi risultano senz’altro superiori agli investimenti richiesti. Solo il 9% degli intervistati ritiene che i benefici siano inferiori ai costi sostenuti.

Per quanto riguarda il futuro secondo gli intervistati non cambieranno le priorità (sicurezza alimentare, rischi finanziari – +12% – e qualità) ma una maggior consapevolezza della necessità di un approccio più sostenibile in futuro è indicata dalla percezione crescente di rischi legati agli eventuali impatti generati dalle relazioni con la comunità (+9%), dall’ambiente (+8%) e dagli aspetti etici (11% vs. 8%). L’etica guadagna attenzione in particolar modo in Europa, anche in Italia. In crescita anche il peso di leggi e regolamenti, soprattutto in Asia e nel continente americano. Certamente i recenti fatti di cronaca contribuiranno a mantenere alta l’attenzione.

Sottoscritto accordo di filiera “Born in Sicily”, volto al rilancio della zootecnia iblea

Pubblicato su Radiortm (vedi articolo originale)

E’ stato sottoscritto l’ accordo di filiera sul “Born in Sicily” per tutelare gli allevatori e rilanciare la zootecnia iblea (n.r. Ibleo, nella moderna accezione sta per ragusano, deriva da Ibla, antica città della Sicilia, che oggi corrisponde a Ragusa). E’ stato fatto un passo molto importante per il rilancio di un settore economicamente in crisi ma di fondamentale importanza per l’economia siciliana! Così afferma Orazio Ragusa e ricorda che: “L’accordo di filiera è lo strumento per intervenire concretamente in favore degli agricoltori che, col proprio lavoro e la propria terra, producono beni made in Sicily. Chi far parte del sistema filiera potrà beneficiare di aiuti pubblici o interventi regionali come ad esempio la Legge KM 0, per la realizzazione del catalogo promozionale dei prodotti regionali agroalimentari ed i cui iscritti saranno collegati alla ristorazione ospedaliera, alla refezione scolastica, alle filiere corte e agli altri accordi di filiera sul BORN in SICILY. Sempre all’interno dello stesso accordo viene inserito, continua Orazio Ragusa: il prezzo minimo del latte fissato per 42 centesimi + IVA per il latte bovino e di 80 centesimi + IVA per il latte di pecora.”

Un frutteto biologico all’Istituto tecnico agrario di Macerata

Pubblicato su Il Resto del Carlino (vedi articolo originale)

Macerata, 10 aprile 2013 – Due piccoli nuovi peschi piantumati come simbolo della tutela dell’ambiente, per la promozione di uno sviluppo realmente sostenibile. Questa mattina, all’Istituto tecnico Agrario “G. Garibaldi” di Macerata, la Provincia ha consegnato i certificati per l’adozione a distanza di 50 alberi da frutto, ricevuti a Bruxelles nell’ambito del progetto “Protect. An integrated model to protect MEDiterranean forests from fire”, che hanno consentito la realizzazione di un frutteto interamente biologico.

Orti urbani: a Palermo un orto condiviso per l’integrazione sociale

fonte: greenme.it (vedi articolo originale)

Produrre il proprio cibo è disobbedienza civile. Ecco il motto alla base della nascita di un nuovo orto urbano a Palermo, con le principali finalità dell’autoproduzione alimentare e dell’integrazione sociale. L’iniziativa è promossa da parte di Codifas, il Consorzio di difesa dell’agricoltura siciliana.

Codifas si occupa di informare i cittadini riguardo alle differenze esistenti tra agricoltura convenzionale e agricoltura sostenibile. Ecco perché nel nuovo orto palermitano non verranno utilizzati fitofarmaci e concimi chimici nocivi, che saranno sostituiti da compost autoprodotto e, in casi eccezionali ed a scopo preventivo, da prodotti a base di estratti di piante innocui per l’uomo.
A Palermo nasce così un angolo di campagna, con sede in via Galletti, all’interno del quartiere Acqua dei Corsari. L’appezzamento di terreno trasformato in orto urbano ha un’estensione di 10 mila metri quadrati ed è stato ceduto in comitato d’uso a Codifas da parte di un privato. Il progetto è aperto all’integrazione sociale, in quanto all’inizio dei lavori per la preparazione del terreno da coltivare hanno partecipato 20 giovani provenienti da differenti nazioni, tra le quali è possibile trovare Senegal, Marocco, Bangladesh e Ghana.
I lavori di preparazione dell’orto hanno avuto inizio grazie al loro intervento lo scorso 4 aprile a partire dal decespugliamento del terreno. Il nuovo orto urbano di Palermo sarà un vero e proprio orto condiviso. Quando il terreno sarà pronto per la coltivazione, verrà suddiviso in diversi appezzamenti e posto a disposizione dei cittadini che si impegneranno a coltivarlo, a fronte di un piccolo compenso. L’integrazione sociale e l’impegno costruttivo nel tempo libero verranno così favoriti, come sottolineato da parte del Codifas.

Vi sarà inoltre la possibilità di produrre da sé il proprio cibo, con la certezza della sua salubrità. Non si tratta del primo orto urbano promosso a Palermo da parte del Codifas. Le esperienze precedenti hanno trovato sede in altre zone della città, come il rione Bandito e via Ponticello Oreto. Dal punto di vista del verde urbano ed anche grazie alla nascita degli orti cittadini, Palermo detiene un vero e proprio primato, con il 32,1% delle superfici verdi in città, contro lo scarso 5% di verde pubblico della maggior parte delle città italiane.

Marta Albè

Produzione agrumicola in picchiata sos dei braccianti agricoli a Crocetta

fonte: blogSicilia (vedi articolo originale)

“La campagna agrumicola 2012/2013, non è riuscita e non riuscirà ad impiegare la stessa quantità di manodopera utilizzata negli anni precedenti. Non può farlo perché manca il prodotto da raccogliere”.

E’ questo uno dei passaggi salienti della lettera indirizzata al presidente della Regione Siciliana e agli assessori all’Agricoltura ed al Lavoro che i manifestanti della protesta organizzata stamattina davanti al Palazzo dell’Esa da  Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, hanno consegnato al capo gabinetto vicario di Crocetta, Giuseppe Cicala.

Il dirigente si è preso l’impegno di consegnare la missiva e adoperarsi affinché una riunione tra sindacati, braccianti e il presidente stesso, venga fissata al più presto. Alla manifestazione erano presenti, oltre ai segretari generali di categoria Pietro Di Paola, Alfio Mannino e Nino Marino, una cinquantina di lavoratori.

“Gli impianti agrumicoli esistenti nella provincia di Catania in questa annata 2012-2013 – si legge nella lettera –  presentano un notevole calo di produzione quantificabile almeno intorno al 30 se non addirittura al 40% in meno rispetto allo scorso anno. La scarsa produzione agrumicola lamentata quest’anno dai lavoratori agricoli (la stagione per la generalità  dei braccianti finirà tra fine marzo e i primi di aprile mentre prima arrivava fino a maggio inoltrato), si somma ad un’altra piaga che si è abbattuta nelle campagne del catanese in questi ultimi anni e che ha falcidiato migliaia di ettari di agrumeto o per estirpazione o per abbandono:  il cosiddetto “virus della tristezza” per il quale non esiste, ad oggi,  rimedio. I due tipi di fenomeni: crisi di produzione e crisi per ristrutturazione, comportano la prima il calo di produzione agrumicola e la seconda l’ estirpazione-reimpianto degli agrumeti  (non si raccoglierà frutto per almeno i primi 5 anni). Inutile sottolineare cosa ciò significhi per i lavoratori agricoli stagionali: minor prodotto da raccogliere minore giornate di lavoro e quindi perdita di reddito immediato; sottrazione di reddito futuro a causa della minore erogazione dell’indennità di disoccupazione (meno giornate=meno indennità)  e infine carenza della contribuzione ai fini pensionistici. Ma è soprattutto la mancanza di reddito immediato a rendere la situazione sociale incandescente”.

Oltre ad un incontro con il presidente Crocetta e i due assessori, i sindacati chiedono, “di trovare soluzioni di accesso più agevoli alla pensione dei lavoratori agricoli rispetto a quanto previsto nell’ultima riforma previdenziale che porta l’età pensionabile a 67 anni”, di “rivedere la normativa sulla calamità semplificandone l’attuale disciplina ai  benefici  riconosciuti agli operai agricoli”; di “introdurre in agricoltura, per i lavoratori stagionali ammortizzatori in deroga come previsto in altri settori, di porre una particolare attenzione nella gestione del mercato del lavoro in agricoltura, per un nuovo controllo sociale rispetto alle procedure di assunzione e norme che permettono di contrastare con efficacia il fenomeno del lavoro nero e di promuovere politiche attive volte allo sviluppo del settore  e ottimizzando la spesa del piano di sviluppo rurale”.

Agricoltura tre iniziative per chi ama coltivare l’orto

fonte: Corriere nelle Alpi (vedi articolo originale)

L’agricoltura sta prendendo… “campo” a Ponte nelle Alpi, dove sono tre gli appuntamenti di aprile dedicati alla terra. Il primo si tiene in biblioteca venerdì alle 20,30 ed è un incontro con Cesare Lasen intitolato “La strada dell’orto”. «Il titolo – fanno sapere i promotori – si rifà ad un’espressione che comunemente designa un percorso sicuro, breve e ben conosciuto e vuole qui indicare la necessità di un ritorno (o permanenza) alla terra coltivata».
Sempre nella sala Tina Merlin, sabato 20 aprile alle 17, l’associazione per la “Tutela del fagiolo Gialet della Valbelluna” si presenta al pubblico. Nel corso dell’incontro saranno illustrate le caratteristiche distintive di un ecotipo locale di fagiolo rampicante, bello da vedere e squisito da mangiare, rinomato e ricercato da più di un secolo, coltivato nell’ambito del progetto dei presìdi di SlowFood che tutelano piccole produzioni di qualità realizzate secondo pratiche tradizionali. L’incontro potrebbe interessare i consumatori e gli appassionati della coltivazione: l’impianto di un piccolo campo può dare – oltre che un alimento prezioso – una possibilità di integrazione del reddito, oltre che una occupazione di soddisfazione personale, salutare e socializzante, ristoratori locali. Infine una terza iniziativa promossa dall’amministrazione comunale. Entro il 16 aprile dovranno essere formalizzate le richieste di concessione di una decina di appezzamenti di 25 metri quadrati, situati all’interno del giardino del Centro servizi alla persona (Casa di riposo), che verranno messi a disposizione dei cittadini di Ponte con lo scopo di favorire un utilizzo di carattere ricreativo. Le richieste di concessione devono essere presentate all’ufficio protocollo del Comune. La graduatoria, con validità annuale, verrà redatta entro il 30 aprile. L’assegnazione avrà durata annuale ed il canone previsto per l’anno 2013 è di 30 euro. Bando e facsimile della domanda possono essere scaricati dal sito del Comune (www.comune.pontenellealpi.bl.it).

Regione Veneto, Avepa apre a Padova lo sportello di Ismea

fonte: ASCA (vedi articolo originale)

Apre da oggi in Veneto lo sportello decentrato di Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, funzionante a Padova, nella sede della direzione generale di Avepa, l’Agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura. La regione compie cosi’ un altro passo avanti per avvicinare gli strumenti e le opportunità finanziarie disponibili sul mercato alle aziende agricole. Lo comunica, in una nota, la Regione Veneto.

L’attivazione dello sportello attua la convenzione sottoscritta a dicembre tra Avepa e Ismea: gli imprenditori che vorranno accrescere la competitività delle proprie aziende, da oggi potranno usufruire di servizi mirati erogati dall’Istituto nazionale, messi a disposizione direttamente sul territorio, azzerando cosi’, di fatto, le distanze fisiche chi richiede il supporto ed ente che lo eroga.

”Per garantire la funzionalità del nuovo sportello – ha sottolineato il direttore generale dell’Agenzia Fabrizio Stella – abbiamo formato appositamente sei persone e da Roma sono venuti alcuni dirigenti di Ismea per verificare l’efficacia del nuovo sportello veneto”.

Liguria nasce il biodistretto della Val di Vara per tutelare  promuovere i prodotti biologici

fonte: regioni.it (vedi articolo originale)

Approvato dalla giunta della Regione Liguria, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Giovanni Barbagallo  il “Biodistretto Val di Vara- Valle del Biologico”. I comuni interessati sono: Varese Ligure, Carro,  Carrodano, Maissana, Rocchetta Vara, Sesta Godano,  Zignago.

La proposta per l’istituzione di un distretto biologico in Val di Vara  è partita dal comune di Varese Ligure.

Oltre ai comuni  sono impegnati nella costituzione del Biodistretto  le organizzazioni professionali agricole, le associazioni di produttori bio e le cooperative bio presenti in zona.

Nell’area del distretto formata dai sette comuni aderenti (345 kmq) è molto   significativa la presenza del comparto biologico (circa 95 operatori, il 23% di quelli regionali)  in gran parte produttori zootecnici che conferiscono il prodotto alle due cooperative locali ,La Casearia e San Pietro Vara.

Tra i requisiti dell’area del Biodistretto l’alta qualità ambientale attestata anche da certificazioni, la presenza di evidenze agro ambientali, la tutela delle tradizioni e produzioni tipiche locali e l’assenza di coltivazioni Ogm.

“In realtà territoriali, come la Val di Vara in cui  le produzioni biologiche risultano consolidate e particolarmente diffuse e ulteriormente incrementabili, la costituzione di uno specifico distretto può rappresentare una opportunità di crescita, di sviluppo e di traino per l’intera economia locale”, ha spiegato Barbagallo.

Genova, seminario informativo sulla misura 1.3.3 – Attività di informazione e promozione

fonte: agriliguria.it (vedi articolo originale)

La Regione organizza un seminario informativo per illustrare il bando, recentemente approvato dalla Giunta regionale, a valere sulla misura 133 del PSR per finanziare attività di promozione e informazione dei prodotti agricoli, certificati DOP (olio, basilico e vino) e ottenuti da agricoltura biologica.
L’incontro si svolgerà mercoledì 17 aprile 2013 alle ore 10 nella sede della Regione Liguria, via Fieschi 15, Genova – sala A.
Sono invitati a partecipare al seminario le organizzazioni di produttori come consorzi di tutela, associazioni e cooperative.

Per la prima volta al Vinitaly la Scuola di potatura della vite

fonte: Adnkronos (vedi articolo originale)

La Scuola italiana di potatura della vite sbarca al Vinitaly di Verona, dove è presente con un seminario oggi, presoo lo stand del Friuli Venezia Giulia (Pad 6 stand 7). La Scuola si avvale di 12 sedi in tutta Italia. Si tratta di una singolare e ormai seguitissima scuola, giunta al quinto anno di corsi, e che ha aperto recentemente sedi presso l’Università della Tuscia di Viterbo, e in Emilia Romagna.

A fondare la Scuola, due specialisti friulani, i preparatori d’uva Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, che hanno recuperato un vecchio metodo e dopo 20 anni di sperimentazione hanno cominciato ad applicarlo alle esigenze della moderna vitivinicoltura, quella dei sistemi di allevamento più intensivi, ad esempio la spalliera, il guyot o il cordone speronato. Inoltre, i fondatori hanno stabilito collaborazioni con università e gli istituti di ricerca interessati al ‘Metodo Simonit&Sirch’ di potatura ramificata della vite.
I corsi della Scuola italiana di potatura della vite si sono tenuti in Piemonte, Alto Adige,Trentino, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto (nelle due sedi di Conegliano e della Valpolicella), Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia.
Aperti a tutti, i corsi in genere si articolano in 3 giorni di lezione per un totale di 24 ore formative, focalizzate su teoria e pratica della potatura ramificata sulle forme di allevamento a spalliera e della tradizione presenti nei vari territori in cui si svolge ciascun corso. Alla parte teorica si affianca quella pratica, in vigneti già potati secondo il Metodo Simonit&Sirch, con dimostrazione di potatura dei tutor, esercitazioni individuali di potatura, esame individuale. Il terzo giorno si terrà in primavera per la gestione del verde..
Una potatura corretta e mirata rende le piante meno suscettibili agli effetti delle malattie del legno e le rende più longeve, in grado quindi di produrre uva migliore. Il che significa per le aziende salvaguardare il proprio patrimonio viticolo, risparmiare nei costi di reimpianto dei vigneti, ridurre considerevolmente i costi in vigna con la diminuzione delle ore di potatura (dal 30 al 50%).

Attivato il servizio di assistenza tecnico-sanitaria gratuita per apicoltori

fonte: l’Adigetto.it (vedi articolo originale)

Nel corso degli ultimi anni, l’apicoltura trentina, così come quella del resto d’Europa, sta vivendo un momento di profonda crisi.
Numerose sono le cause delle morie e degli spopolamenti all’interno degli apiari, con ingenti danni alle colture derivati da mancata o ridotta azione di bottinamento e quindi di impollinazione.

La causa primaria di questa situazione, insieme all’inquinamento e all’utilizzo di pesticidi nocivi alle api, sono le numerose patologie che colpiscono questa specie di insetti.
Nel quadro degli interventi che sono stati adottati a più livelli per fronteggiare il fenomeno si inserisce, a partire dal mese di aprile, il servizio di assistenza tecnico-sanitaria, rivolto a tutte le aziende apistiche operanti sul territorio provinciale, istituito e promosso dal Dipartimento di prevenzione dell’APSS, in collaborazione con le associazioni apicoltori.

Il servizio si fonda su una stretta correlazione fra gli interventi di carattere propriamente sanitario, terapeutici e preventivi e l’implementazione di tecniche apistiche appropriate per controllare e prevenire le patologie e salvaguardare il patrimonio apistico trentino.
In questa ottica sono stati coinvolti un medico veterinario, cui è affidato il coordinamento del servizio, e una rete di esperti apistici presenti sul territorio che operano, per la risoluzione delle problematiche di carattere tecnico, all’interno delle aziende apistiche trentine che ne fanno richiesta.

La collaborazione fra queste diverse figure professionali permetterà di realizzare interventi pratici, svolti direttamente in apiario (assistenza agli apicoltori, promozione delle buone pratiche di allevamento propedeutiche al mantenimento di un elevato standard sanitario degli allevamenti) e incontri di formazione degli apicoltori in aula e sul campo.
Il servizio di assistenza tecnica è servizio gratuito e può essere richiesto da tutti gli apicoltori operanti sul territorio provinciale contattando i recapiti sulla pagina.

 

 

E la puglia dei vini si tinge di rosa II edizione della gara dei rosati

fonte: Corriere del mezzogiorno (vedi articolo originale)

Il concorso nazionale dei vini rosati, targato Puglia, sbarca al Vinitaly. È stata presentata, infatti, la seconda edizione del concorso promosso dall’Assessorato alle risorse agro-alimentari della Regione Puglia, in partenariato con Assoenologi, Accademia Italiana della Vite e del Vino e Unioncamere Puglia e autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole. Il concorso nel 2012 ha coinvolto 280 cantine e 370 etichette. «Siamo alla seconda edizione di un evento – ha affermato Farbrizio Nardoni, assessore regionale all’Agricoltura – che vogliamo far crescere. Il tutto puntando sulla qualità e sull’intera gamma dei rosati d’Italia, senza dimenticare le peculiarità della Puglia».
IL REGOLAMENTO – Sono ammessi al concorso vini tranquilli, frizzanti, spumanti e divisi in diverse categorie: vini tranquilli Rosati, sia a denominazione di origine (Dop) che a indicazione geografica (Igp); vini frizzanti Rosati, sia a denominazione di origine (Dop) che a indicazione geografica (Igp), vini spumanti rosati a denominazione di origine (Dop); nella sesta e ultima categoria sia i vini spumanti Rosati a indicazione geografica tipica (Igt) che i Vini Spumanti di qualità Rosati (Vsq). Le cantine italiane potranno aderire al concorso entro il 22 aprile per aggiudicarsi una delle 18 medaglie, 3 per le 6 categorie (oro, argento e bronzo). La selezione dei vini è prevista il 4 e il 5 maggio all’Hotel Mercure Villa Romanazzi di Bari; durante la due giorni i migliori vini rosati d’Italia passeranno al vaglio del palato, dell’occhio e dell’olfatto di una commissione composta dai maggiori esperti, enologi, giornalisti enogastronomici e addetti ai lavori. La premiazione si terrà, come nella scorsa edizione, nella splendida cornice del Castello Aragonese di Otranto il 18 maggio prossimo.

Sardegna: approvazione graduatoria quote latte

fonte: Sardegna Agricoltura (vedi articolo originale)

Argea ha approvato le graduatorie regionali di merito e l’elenco delle domande escluse relative alla riassegnazione ai produttori sardi, per la campagna 2013/2014, di un quantitativo di quote latte di 529.244 kg, derivanti dalla riserva nazionale.

Informazioni sulla procedura
Eventuali informazioni o chiarimenti potranno essere richiesti contattando l’Agenzia Argea – Area di coordinamento istruttorie e attività ispettive ai seguenti numeri: 079-2068480 (Dott.Raffaele Falzoi), 079- 2068486 (P.A. Vincenzo Auzzas), 079-2068487 (Dr.Mario Desole), 079-2068477 (Sig.ra Sotgiu Carmela).

Per il procedimento consultare la pagina nel sito della Regione Sardegna

Calabria: giunta approva istituzione distretto rurale serre

fonte: ASCA (vedi articolo originale)

La Giunta regionale della Calabria si e’ riunita sotto la presidenza della vice Presidente Antonella Stasi con l’assistenza del Dirigente generale Francesco Zoccali.

Su proposta dell’assessore dell’Assessore all’agricoltura Michele Trematerra e’ stata approvata la richiesta al Ministero delle politiche agricole ”di ampliamento dell’area delimitata colpita da eccezionale siccita’ verificatasi tra i mesi di giugno e settembre 2012 nella provincia di Reggio Calabria”. Approvata, inoltre, l’istituzione del ”distretto rurale serre calabresi”. Sempre su proposta dell’assessore all’agricoltura, approvata la convenzione relativa al programma di formazione ed aggiornamento per ispettori fitosanitari.

Alimentare: Forestale, possibile autenticare e certificare olio

fonte: AGI (vedi articolo originale)

Autenticare l’origine e certificare la qualita’ dell’extra vergine e’ possibile: la tracciabilita’ scientifica dell’olio extra vergine di oliva e’ stato il tema al centro della tavola rotonda ‘L’olio extra vergine di oliva tra origine e qualita”, organizzata dal Corpo Forestale dello Stato, che si e’ svolta questa mattina a Verona a Vinitaly, nell’ambito degli incontri organizzati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Sono stati comunicati i primi risultati del lavoro di ricerca sull’origine geografica dell’olio di oliva basato sul metodo dell’analisi degli isotopi stabili, condotto dal Cfs in collaborazione con l’Istituto agrario di San Michele all’Adige e con l’Agenzia delle Dogane. Dagli interventi e’ emerso un messaggio positivo rispetto all’effettiva possibilita’ di autenticare l’origine e di certificare la qualita’ dell’olio extra vergine di oliva.
Tra i principali elementi trattati durante il convegno, anche la mappatura geografica degli oli di oliva extranazionali e l’importanza delle analisi forensi come strumento di fondamentale ausilio per tutti gli organismi di controllo, coordinati dal Mipaaf, che operano nel contrasto alla contraffazione agroalimentare. Sono state inoltre illustrate le dimensioni del commercio internazionale dell’olio extra vergine di oliva che transita sulle nostre coste per essere poi rivenduto come italiano e si e’ discusso della possibilita’ di discriminare i prodotti di provenienza extranazionale che entrano nel nostro territorio attraverso l’applicazione delle tecniche d’analisi degli isotopi stabili. I relatori hanno affrontato anche il tema dell’uso degli alchil esteri come parametro in grado di indicare la genuinita’ del prodotto.
Infine, oltre all’importanza strategica della ricerca scientifica per tutelare il settore agroalimentare, all’interno della tavola rotonda sono state sottolineate la necessita’ di garantire i consumatori, permettendo loro di fare una scelta consapevole attraverso la trasparenza sul prodotto messo in vendita e la chiarezza dell’etichettatura, e l’importanza di difendere i principi della trasparenza e della riconoscibilita’, non solo per l’olio, anche in ambito comunitario.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi