Viticoltura: segnali incoraggianti per la vendemmia 2013

fonte: Gazzetta di Sondrio (leggi articolo originale)

Sono iniziati da parte dei tecnici della Fondazione Fojanini  le prime valutazioni analitiche sulla produzione dell’annata 2013.

Le analisi chimiche, che servono per valutare  il trend di maturazione, vengono da anni effettuate su uve che provengono da vigneti guida costantemente monitorati oramai da tre lustri e che permettono di avere un quadro sull’andamento della maturazione.

La fase fenologica dell’ invaiatura (colorazione) è, nelle aree più precoci, al 60/70%.   Al di sopra della quota altimetrica di 500 s.l.m. tale percentuale diminuisce al 30/40%.

Lo sviluppo fenologico della vite è stato fortemente influenzato dall’anomalo andamento meteorologico di inizio stagione.  La vite, già in ritardo vegetativo dopo il riposo invernale,  ha sofferto le  giornate molto piovose e fredde di maggio, che hanno causato un ritardo, ad inizio giugno, di 10/15 giorni rispetto alla media trentennale.
Durante il mese di luglio e soprattutto le temperature in forte rialzo rilevate durante il mese di agosto  hanno permesso  un lento  ma graduale recupero della fase fenologica, se pur accompagnato, nella seconda decade di agosto, di un inizio di stress idrico.
Nell’ultima settimana , con il ripristino della dotazione idrica, la vite è nelle condizione  ottimale per iniziare la fase di accumulo di zuccheri nei grappoli.

I primi dati elaborati evidenziano come l’annata 2013 ha al momento parametri chimici che  la  fanno rientrare tra le annate tardive come il 2001 e il 2008 per citare le ultime.  Il ritardo è stimato in circa 8/12  giorni  rispetto alle annate precoci e di circa 5 giorni sulla media ventennale.

L’efficienza fogliare,  dove è stata lasciato almeno un rapporto di 1 mq di parete fogliare per kg di uva,  è ottima con una elevata attività fotosintetica.

Solo in pochi casi e per quelle vite poste in condizioni estreme vi sono sintomi di stress idrico, che  le piogge degli ultimi giorni stanno facendo rientrare.

La  qualità sanitaria (estetica)  delle uve è elevata a dimostrazione della grande professionalità degli operatori viticoli valtellinesi.

La carica produttiva è  media nella fascia al di sotto dei 500 s.l.m, mentre al di sopra di tale quota la quantità è inferiore rispetto alla media ventennale.

Le analisi sulla maturità tecnologica verranno integrate  da settembre  anche con quelle relative alla maturità fenolica (colore, tannini ecc.) e sul contenuto di acidi organici (malico e tartarico).

Graziano Murada, Direttore Fondazione Fojanini

Calabria: Trematerra, ok programma sostegno settore vitivinicolo

fonte: ASCA.it (leggi articolo originale)
L’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra ha espresso grande soddisfazione per il successo riscosso dal programma di sostegno al settore vitivinicolo. Anche quest’anno – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – la maggior parte delle risorse e’ stata assorbita dalla misura Ristrutturazione e Riconversione Vigneti, pari a circa 2 milioni di euro. ”Questo e’ stato possibile – ha spiegato l’Assessore Trematerra – grazie ad una rimodulazione dei fondi a nostra disposizione, assegnandoli alla Misura dell’Ocm Vino, attraverso una programmazione attenta e puntuale. Gli elenchi di pagamento sono stati gia’ consegnati ad Agea per un importo di 1.949.000 euro, il che permettera’ presto di riconvertire circa 160 ettari di vigneti. Il nostro obiettivo – ha aggiunto l’Assessore – e’ stato quello di creare le opportunita’ per l’accoglimento del maggior numero di richieste provenienti dai produttori che intendevano ristrutturare e riconvertire i loro vigneti al fine di aumentarne la competitivita’. Con la ristrutturazione e riconversione vigneti prevista dall’Ocm Vino, la Regione si e’ prefisso lo scopo di raggiungere alcuni importanti obiettivi che consentiranno di esprimere al meglio le potenzialita’ della filiera vitivinicola calabrese qualificando maggiormente le produzioni e aumentando la competitivita’ dei produttori di vino attraverso la sostituzione e/o il sovrainnesto di vecchi vigneti – ha concluso Trematerra – con l’impianto di nuovi aventi caratteristiche tecniche, colturali e varietali piu’ rispondenti”.

 

Agricoltura, un milione in più per i vigneti

pubblicato su: Il capoluogo.it (vedi articolo originale)

L’assessorato regionale alle Politiche agricole ha ricevuto «un altro importante riconoscimento dal ministero delle Politiche agricole: è stata infatti aumentata di oltre un milione di euro la destinazione dei fondi per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti». A renderlo noto è l’assessore, Mauro Febbo. «La rimodulazione della dotazione finanziaria decisa dal Mipaaf, nell’ambito dell’Ocm (Organizzazione comune dei mercati) Vino – spiega l’assessore – ci permetterà di finanziare un numero maggiore di aziende (oltre 100) che hanno presentato domanda per la specifica misura». Attraverso una determina dirigenziale del servizio della direzione agricoltura, l’Agea riceverà mandato per poter pagare ulteriori aziende beneficiarie inserite nella graduatoria regionale.

«Rispetto alla dotazione iniziale di poco più di 10 milioni con la quale abbiamo ammesso a finanziamento circa 650 aziende, ora possiamo arrivare ad oltre 750 con un chiaro beneficio per il mondo vitivinicolo abruzzese», aggiunge Febbo, spiegando che «questa ulteriore assegnazione di fondi rappresenta sicuramente un premio al lavoro svolto in questi anni e al virtuosismo con il quale abbiamo gestito e speso i fondi comunitari».

«A differenza di altre regioni infatti – argomenta l’assessore – anche per quanto riguarda le misure dell’Ocm, siamo sempre riusciti a spendere di più di quanto assegnato e questo si traduce in fondamentali interventi destinati ad un settore che rappresenta un fattore cruciale per la nostra economia. Inoltre dalle aziende vitivinicole è sempre arrivato un numero crescente di domande a dimostrazione di una richiesta sempre più forte di rinnovamento alla quale abbiamo risposto in maniera concreta e puntuale». «Credo – conclude l’assessore – che in un periodo come quello che stiamo attraversando questi provvedimenti rappresentino un volano fondamentale per il mondo del vino che con numeri sempre più importanti si sta confermando sempre più competitivo a livello internazionale, sia in termini quantitativi sia qualitativi».

Consorzio Alta Langa: Giulio Bava eletto presidente

fonte: ATnews (vedi articolo originale)

Giulio Bava è stato eletto presidente del Consorzio Alta Langa Docg per il triennio 2013/2015 nel corso dell’assemblea generale del 6 maggio scorso.

Il Consorzio dell’Alta Langa tutela e promuove il vino spumante metodo classico orgoglio della tradizione piemontese.

Astigiano, Giulio Bava succede a Lamberto Vallarino Gancia; come vice presidente è stato riconfermato Giovanni Carlo Bussi.

“In un momento di interessante crescita per l’Alta Langa – dice il neo presidente -, dall’ottenimento della Docg alla collaborazione con partner di primo piano come Giugiaro e Spiegelau, il lavoro di questo triennio dopo l’importante campagna stampa del 2012, sarà all’insegna della diffusione della conoscenza del nostro metodo classico tra ristoratori e consumatori italiani e dell’allargamento del numero dei produttori coinvolti. I primi a crederci devono essere i piemontesi che conoscono la qualità e la fatica della viticoltura di alta collina per produrre quello che è un orgoglio della nostra regione”.

Giulio Bava: Enologo, già presidente dell’Assoenologi Piemonte e Val d’Aosta, è titolare con la famiglia della centenaria Giulio Cocchi produttrice di Spumanti da 122 anni oltre che un marchio noto di vini aromatizzati di alta qualità. E’ tra i fondatori del Consorzio Alta Langa.

Insieme al presidente è stato rinnovato anche il Consiglio d’Amministrazione che guiderà l’ente nel prossimo triennio.

I consiglieri eletti per quanto riguarda le Aziende Spumantiere sono: Lorenzo Barbero (Enrico Serafino), Antonella Lanfranco (Fratelli Gancia), Andrea Macchione (Fontanafredda), Alberto Lazzarino (Banfi Piemonte), Franco Brezza (Martini & Rossi).

Per la parte Agricola: Giacinto Balbo, Luciano Chiarle, Piero Culasso, Gianpaolo Menotti, Egidio Bruno.

Il collegio sindacale è composto dal presidente Barbara Carrero e da Terenzio Ravotto, Alberto Canino, Sergio Germano, Carlo Corti.

L’Alta Langa Docg

L’idea del progetto Alta Langa prende avvio negli anni Ottanta grazie all’unione tra le case storiche spumantiere piemontesi e i viticoltori in collaborazione con l’Istituto Sperimentale per l’Enologia. Il 5 marzo 1990 si ufficializza la produzione dello “Spumante metodo classico Alta Langa”. Nel 2002 ottiene il riconoscimento della Denominazione di origine controllata e a partire dal millesimo 2008le bottiglie Alta Langa hanno la Denominazione di origine controllata e garantita.

Del consorzio fanno oggi parte oltre 70 vignaioli e 12 cantine: Avezza Paolo (Canelli – Asti), Banfi Piemonte (Strevi – Alessandria), Bera Valter (Neviglie – Cuneo), Giulio Cocchi (Asti), Enrico Serafino (Canale – Cuneo), Fontanafradda (Serralunga – Cuneo), F.lli Gancia (Canelli – Asti), Germano Ettore (Serralunga – Cuneo), Martini & Rossi (Pessione – Torino), Monteoliveto di Casà (Monticello d’Alba – Cuneo), Az. Agr. Pianbello (Loazzolo – Ast)i, Giovanni Bosca Tosti (Canelli – Asti).

Prodotto ottenuto da uve Pinot Nero e Chardonnay, può essere solo millesimato e coltivato in vigneti sopra i 250 metri s.l.m. nelle tre province di Asti, Alessandria e Cuneo. L’Alta Langa possiede notevole ampiezza dei profumi e complessità, caratteristiche che si sviluppano grazie all’affinamento sui lieviti che avviene per non meno di trenta mesi in bottiglia. E’ prodotto come brut (bianco e rosé) e può diventare “ Riserva” con più lunga permanenza sui lieviti nei migliori millesimi.

I ricordi di uno degli ultimi vignaioli

fonte: la Nuova Sardegna (vedi articolo originale)

Se un po’ tutti i mestieri tradizionali possiedono un’anima che ne connota l’intima essenza ben al di là del loro “valore d’uso”, il mestiere del vignaiolo – su inzatteri – si colloca su un crinale ancora diverso, intriso di una mistica e di un rituale che sanno di esoterismo (le dottrine di carattere segreto i cui insegnamenti sono riservati agli iniziati). Sarà per il miracolo millenario della vinificazione, sarà per le passioni e le pulsioni che quel liquido gradevole al palato è in grado di muovere, sarà per la sua spiccata vocazione socializzante, fatto sta che il vino assurge ad “una vera e propria liturgia pagana, scandita com’è da una serie di tappe dal valore fortemente simbolico e impregnata di religiosità” (Andrea Cannas che parla del “Giorno del giudizio” di Salvatore Satta). Di quei significati è consapevole zio Pietrino Gaspa, 80 anni, uno degli ultimi vignaioli di Osilo. «Intorno al vino e alla vinificazione – ricorda – c’erano molte superstizioni e leggende, ma anche buone pratiche dettate dall’esperienza». Quell’esperienza che Pietrinoapplicava alla sua vigna di “Coros”, sulla strada per Tergu, 4500 ceppi per una resa di 25/30 ettolitri l’anno. «Producevamo un vino raro per Osilo – ricorda l’uomo – che poteva raggiungere i 14/15 gradi (mentre nel resto del territorio osilese si viaggiava intorno ai 10 gradi), e che non aveva niente da invidiare ai più blasonati vini della vicina Sorso».
Il segreto stava nella terra calcarea bianca della zona, posta a 142 metri sul livello del mare, e nella sua esposizione al sole per l’intera giornata e al riparo dai venti dominanti. Una vigna interamente impiantata da Pietrino Gaspa e dai fratelli, partendo dalla realizzazione del vivaio di vite americana, dalla messa a dimora delle barbatelle e dal loro innesto con i tralci di uve buone, a spacco inglese o “a isperru”. Dopo l’impianto, la vigna veniva seguita dal vignaiolo con l’amore che si porta ad un neonato. Per tre anni andavano eliminate le radichette degli innesti, mentre nelle diverse fasi bisognava contrastare le malattie che potevano attaccare la vite – la peronospora in particolare. E qua, Pietrino Gaspa ricorda con simpatia la “tecnologia” che si utilizzava quando non esistevano ancora le macchine per “meigare”. «Lo zolfo si dava su ciascun grappolo con una calza di nylon, scuotendola leggermente». La vendemmia avveniva dopo il 10 ottobre, “a piccole dosi”. «Si tagliava tanta uva quanta ce ne stava in su laccu perché la pigiatura si faceva con i piedi, e non si poteva esagerare con la quantità».
Al secondo giorno si poteva già passare alla torchiatura, e dopo un altro giorno – ma si parla di un vino già forte di suo – veniva travasato nelle botti per la fermentazione. «Stando attenti – precisa Pietrino Gaspa – che nella cantina non ci fosse niente (carbone, formaggio, odori forti), perché il vino assorbe tutti gli aromi. Il nostro vino – conclude il vignaiolo – non si poteva bere prima di gennaio-febbraio. Ma da allora in poi, non c’erano spuntini, “tusolzos” (tosature), “cumpridolza ‘e messare” (la fine della mietitura), che non venissero onorate da abbondanti bevute. La gente lavorava da matti – aggiunge l’uomo – ma, a differenza di oggi, era contenta. Succedeva che magari cantassero “a poesia” e bevessero fino alla mezzanotte, ma poi, alle cinque del mattino, erano di nuovo pronti per iniziare una nuova giornata di fatica». Grazie anche a quella che in fondo è una delle migliori qualità del vino: dolce compagno di vita e di socialità.

Mario Bonu

Viticoltura: approvato dalla giunta regionale il regolamento che rende operativa la nuova legge regionale

fonte: MET (vedi articolo originale)

Con l’approvazione del regolamento di attuazione diventa operativa la nuova legge regionale “Disciplina per la gestione e il controllo del potenziale viticolo” (L.R. 68/2012)
Il regolamento è stato approvato all’unanimità dalla giunta regionale ed è stato presentato dall’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori. “Il combinato disposto legge-regolamento – spiega l’assessore Salvadori – conferisce sistematicità e rende operative una serie di novità a vantaggio dei vitivinicoltori che erano state introdotte negli ultimi tempi con norme nazionali e atti di giunta. In questo modo si garantisce certezza e si ottiene anche l’obiettivo di semplificare la vita ai produttori e ai consorzi di tutela.” Il regolamento definisce i procedimenti amministrativi inerenti il “potenziale viticolo” tra cui le disposizioni per l’utilizzo del termine “vigna” da parte del produttore che voglia iscrivere nello schedario viticolo un toponimo o un nome tradizionale con cui designare i propri vini. Altri aspetti importanti del nuovo regolamento riguardano il superamento degli albi dei vini a DO e gli elenchi delle vigne a IGT, la concessione dei “diritti di reimpianto della riserva regionale” e la “rivendicazione delle produzioni” dei vini a denominazione di origine. Su quest’ultimo tema è previsto anche un meccanismo che permette ai consorzi di tutela di evitare eventuali sovrapproduzioni e mantenere l’equilibrio di mercato per una determinata denominazione di origine. Infine il regolamento disciplina le Commissioni di degustazione e gli elenchi dei tecnici e degli esperti degustatori, competenze che in precedenza appartenevano alle Camere di Commercio e adesso sono attribuite alle Regioni. I procedimenti amministrativi previsti dal regolamento sono gestiti tramite il Sistema Informativo di ARTEA, l’agenzia della Regione Toscana per le erogazioni in agricoltura.

Viticoltura sostenibile, giovedì 9 maggio conferenza ad Asti con noto ricercatore sudafricano

fonte: ATnews.it (vedi articolo originale)

Una conferenza pubblica di altissimo valore scientifico nel campo della vitivinicoltura è stata organizzata, giovedì 9 maggio alle 14, nella sede universitaria di Asti (aula 11) dai docenti e allievi della Laurea Magistrale in Scienze Viticole ed Enologiche di Torino e Asti e della Triennale in Viticoltura ed Enologia di Torino.

Interverrà Kobus(JJ) Hunter,  scienziato di fama mondiale residente in Sudafrica, specialista del Dipartimento di Viticoltura presso ARC Infruitec-Nietvoorbij (Orticoltura, Viticoltura ed Enologia Istituto del Consiglio per la ricerca agricola del Sud Africa) e Professore straordinario di Fisiologia della vite e Viticoltura presso il Dipartimento di Viticoltura ed Enologia a Stellenbosch University, Stellenbosch, Sud Africa.

Il tema della conferenza è ”Grapevine balances for sustainable viticulture” – Bilancio sull’uva e il vino  per una viticoltura sostenibile”.Sarà garantita la traduzione in italiano

Hunter è docente dilivello nazionale e internazionale. Il suo interesse principale sono gli aspetti fisiologici del materiale da innesto, la qualità dell’uva e del vino, lo stile e l’interazione con le pratiche colturali di breve e lungo termine e del clima.
Concentra la ricercasui principi applicabili per aumentare la qualità dell’uva e del vino, stili diversi vini diversi.

Regolarmente gli fanno visita scienziatieuropei per periodi sabbatici di ricerca.
Ha ricevutomolti premi e ha passato varie fasi di ricerca in Europa.
E ‘stato invitatoa numerose conferenze come relatore ospite ed è membro di varie società scientifiche, tra cui l’Accademia Italiana per la Viticoltura e vino. E’ autore di articoli scientifici per riviste di tutto il mondo.

Per informazioni e iscrizioni scrivere a: sve@uni-astiss.it
tel. 011 6706887 – 0141 590423 Elenia Zuccolo

Sardegna, sistemi di qualità alimentare: ripristinata al 15 dicembre la scadenza PSR misura 132

fonte: regione Sardegna (vedi articolo originale)

“Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare” – Secondo bando – Annualità 2011, 2012 e 2013.
L’Assessorato all’Agricoltura ha revocato l’anticipazione della scadenza del secondo bando di attuazione della misura 132 “Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare” del Psr 2007/2013.

Le domande di aiuto o pagamento relative all’annualità 2013 potranno essere, pertanto, presentate per via telematica, tramite il Sistema informativo agricolo regionale (Siar) entro le scadenze inizialmente indicate:
– il prossimo 30 aprile per la VII sottofase temporale;
– il 30 settembre 2013 per l’VIII sottofase;
– il 15 dicembre 2013 per la IX e ultima sottofase.

Ricordiamo che i sistemi di qualità per i quali è riconosciuto il sostegno riguardano:
– i prodotti destinati direttamente e indirettamente al consumo umano, ottenuti e certificati applicando il metodo dell’agricoltura biologica;
– la protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli alimentari;
– i vini qualificati Dop/Igp (Doc, Docg e Igt).

Per ulteriori informazioni gli agricoltori interessati possono rivolgersi all’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) dell’Assessorato, al numero 070 606 7034, o all’Urp di Argea Sardegna, al numero 070 6026 2067, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13 e il martedì e il mercoledì anche dalle ore 16 alle ore 18.

Consulta i documenti

Informazione a cura dell’Urp della Presidenza

Basilicata, stanziati fondi per tutela biodiversita’

fonte: libero.it (vedi articolo originale)

La giunta regionale della Basilicata ha stanziato due milioni di euro per preservare le vegetazioni minacciate da erosione nonche’ per tutelare le razze animali locali in via di estinzione. Gli interventi rientrano nelle misure del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 che sostiene la conservazione di risorse genetiche per la salvaguardia della biodiversita’.

I fondi sono equamente divisi per tutelare e conservare razze animali locali in via di estinzione e un altro milione per preservare risorse genetiche vegetali minacciate da erosione. I beneficiari degli interventi sono gli imprenditori agricoli. Due i bandi, con scadenza 15 maggio. Per le specie vegetali, sono previsti incentivi per i settori frutticolo, olivicolo, orticolo e le colture erbacee; per quanto riguarda le razze animali locali in via di estinzione si tratta di quelle equine (murgese e l’asino Martina Franca), ovina (Gentile di Puglia e Leccese), caprina (Garganica e Jonica) e suina (suino nero lucano).

Grande successo per l’appuntamento annuale di Magrè dedicato ai vignaioli d’eccellenza

fonte: targatocn.it (vedi articolo originale)

Anche nel 2013 grande successo per SUMMA, 6/7 aprile 2013, l’appuntamento annuale organizzato da Alois Lageder e dedicato ai vignaioli d’eccellenza provenienti da tutto il mondo che si ritrovano a Magrè per presentare i propri vini. Come nel 2012, la manifestazione ha dato il benvenuto a circa 2.000 visitatori tra giornalisti e operatori, quest’anno provenienti da 34 paesi. SUMMA rappresenta un momento molto conosciuto e sempre più apprezzato dal mondo enogastronomico: oltre agli affezionati che ormai non possono rinunciare all’evento altoatesino, edizione dopo edizione cresce l’interesse di nuovi contatti che per la prima volta si affacciano al mondo biodinamico di Lageder.

Raffinate degustazioni delle migliori etichette – tra cui le nuove annate di Alois Lageder – e di oli d’oliva d’autore, visite guidate della cantina e dei vigneti, seminari e, in particolare, molte nuove verticali sono stati gli attesi protagonisti di SUMMA, che, come sempre, si è sviluppata in due giornate riservate esclusivamente agli operatori del settore. La manifestazione ha riunito i viticultori più rinomati a livello nazionale ed internazionale che, davanti ad un’audience qualificata, hanno presentato la loro pregiata produzione. Nella storica e suggestiva cornice di Casòn Hirschprunn – palazzo rinascimentale del XVII secolo – esperti italiani e stranieri del settore vinicolo si sono incontrati per degustare vini selezionati ed entrare in contatto diretto con i produttori, che in questa edizione erano oltre 50 – tra cui noti specialisti della produzione biologico-dinamica – provenienti da Italia, Germania, Austria, Francia, Portogallo, Spagna e Nuova Zelanda.

Accompagnato dalle nuove annate di Alois Lageder e dalle visite guidate della Cantina e dei vigneti,  ecco un ricchissimo carnet di appuntamenti che, sabato 6 aprile alle ore 11.30, si è aperto con una particolare degustazione dedicata allo Champagne Encry – un terroir con l’anima italiana. Alle ore 12.30 si è tenuta invece la “presentazione ufficiale” del nuovo referente per i settori agricoltura, enologia, ricerca e didattica della Tenuta Lageder, Georg Meißner, che ha condotto per l’occasione il seminario – ripreso anche domenica 7 aprile alle ore 12 – “Introduzione alla Viticoltura Biologico-Dinamica”, tipologia di produzione e caratteristica distintiva dell’azienda.

Le due giornate hanno offerto ai visitatori un susseguirsi di verticali, degustazioni e seminari, uno più interessante dell’altro! Imperdibile, ad esempio, la verticale del LÖWENGANG Chardonnay, tenuta da Luis von Dellemann – enologo e maestro cantiniere che dopo ben 45 vendemmie passa il testimone al giovane Georg Meißner – che ha reso omaggio a “Rarum”, la raccolta delle annate storiche nonché top seller della Cantina, ma anche la raffinata degustazione “Il Pinot Noir parla tedesco: Joachim Heger e Paul Fürst presentano dei Pinot giovani e maturi”, condotta dal caporedattore di Vinum Stephan Reinhardt, ha meritato senz’altro grandissima attenzione.

Molti altri incontri hanno caratterizzato questa edizione di Summa, tutti interessanti e degni di nota, contraddistinti dall’eccellenza vinicola. “La qualità è sempre il risultato di molti dettagli, a volte anche minimi – ricorda sempre Alois Lageder – e in tutte le fasi di lavorazione cerchiamo prima di tutto di trovare un’armonia fra tutti i fattori coinvolti, lavorando in sintonia con la natura”. E ancora “Per noi ispirarsi ad un approccio olistico significa non soltanto agire in modo sostenibile, rispettare la natura e sentirci responsabili nei confronti delle generazioni future… per noi significa anche guardare al di là dalla mera produzione vitivinicola. Ecco perché nella nostra tenuta organizziamo regolarmente manifestazioni, progetti artistici, concerti e incontri culturali che raccontino in ogni loro aspetto la nostra filosofia aziendale e di vita”. Le radici dell’azienda risalgono nientemeno che al 1823, quando Johann Lageder avviò la propria attività a Bolzano, gettando le basi del nostro impegno odierno. Da più di 150 anni, l’attività vitivinicola è un pilastro della storia familiare dei Lageder, e la qualità è sempre stata il loro criterio di riferimento.

La proposta gastronomica – che ha abbinato sapientemente prodotti stagionali e di derivazione biologica o biodinamica – è stata realizzata in collaborazione con Hannah & Elia Fine Cooking Great Events e lo chef della Weinschenke Vineria Paradeis, Ignazio Vigneri. I presenti sono stati così condotti attraverso un viaggio nei sapori e nella memoria del territorio italiano, grazie a degustazioni di oli d’autore, formaggi, speck, distillati, aceti e molto altro. Tra i partner della manifestazione, Monografo Felicetti: in cucina Davide Scabin, Chef due stelle Michelin del Combal.Zero, per il terzo anno consecutivo si è fatto interprete della pasta con un inedito mix di piatti che coniuga classico e contemporaneo.

Ideata sul modello dei green event e caratterizzata quindi dal tema dell’ecosostenibilità, Summa è organizzata in collaborazione con Aiutare senza Confini – ONLUS che ha l’obiettivo di aiutare i profughi della guerra civile in Birmania (Myanmar) – e quest’anno ha raccolto e interamente devoluto all’associazione umanitaria oltre 36.000 euro.

Per la prima volta al Vinitaly la Scuola di potatura della vite

fonte: Adnkronos (vedi articolo originale)

La Scuola italiana di potatura della vite sbarca al Vinitaly di Verona, dove è presente con un seminario oggi, presoo lo stand del Friuli Venezia Giulia (Pad 6 stand 7). La Scuola si avvale di 12 sedi in tutta Italia. Si tratta di una singolare e ormai seguitissima scuola, giunta al quinto anno di corsi, e che ha aperto recentemente sedi presso l’Università della Tuscia di Viterbo, e in Emilia Romagna.

A fondare la Scuola, due specialisti friulani, i preparatori d’uva Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, che hanno recuperato un vecchio metodo e dopo 20 anni di sperimentazione hanno cominciato ad applicarlo alle esigenze della moderna vitivinicoltura, quella dei sistemi di allevamento più intensivi, ad esempio la spalliera, il guyot o il cordone speronato. Inoltre, i fondatori hanno stabilito collaborazioni con università e gli istituti di ricerca interessati al ‘Metodo Simonit&Sirch’ di potatura ramificata della vite.
I corsi della Scuola italiana di potatura della vite si sono tenuti in Piemonte, Alto Adige,Trentino, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto (nelle due sedi di Conegliano e della Valpolicella), Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia.
Aperti a tutti, i corsi in genere si articolano in 3 giorni di lezione per un totale di 24 ore formative, focalizzate su teoria e pratica della potatura ramificata sulle forme di allevamento a spalliera e della tradizione presenti nei vari territori in cui si svolge ciascun corso. Alla parte teorica si affianca quella pratica, in vigneti già potati secondo il Metodo Simonit&Sirch, con dimostrazione di potatura dei tutor, esercitazioni individuali di potatura, esame individuale. Il terzo giorno si terrà in primavera per la gestione del verde..
Una potatura corretta e mirata rende le piante meno suscettibili agli effetti delle malattie del legno e le rende più longeve, in grado quindi di produrre uva migliore. Il che significa per le aziende salvaguardare il proprio patrimonio viticolo, risparmiare nei costi di reimpianto dei vigneti, ridurre considerevolmente i costi in vigna con la diminuzione delle ore di potatura (dal 30 al 50%).

E la puglia dei vini si tinge di rosa II edizione della gara dei rosati

fonte: Corriere del mezzogiorno (vedi articolo originale)

Il concorso nazionale dei vini rosati, targato Puglia, sbarca al Vinitaly. È stata presentata, infatti, la seconda edizione del concorso promosso dall’Assessorato alle risorse agro-alimentari della Regione Puglia, in partenariato con Assoenologi, Accademia Italiana della Vite e del Vino e Unioncamere Puglia e autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole. Il concorso nel 2012 ha coinvolto 280 cantine e 370 etichette. «Siamo alla seconda edizione di un evento – ha affermato Farbrizio Nardoni, assessore regionale all’Agricoltura – che vogliamo far crescere. Il tutto puntando sulla qualità e sull’intera gamma dei rosati d’Italia, senza dimenticare le peculiarità della Puglia».
IL REGOLAMENTO – Sono ammessi al concorso vini tranquilli, frizzanti, spumanti e divisi in diverse categorie: vini tranquilli Rosati, sia a denominazione di origine (Dop) che a indicazione geografica (Igp); vini frizzanti Rosati, sia a denominazione di origine (Dop) che a indicazione geografica (Igp), vini spumanti rosati a denominazione di origine (Dop); nella sesta e ultima categoria sia i vini spumanti Rosati a indicazione geografica tipica (Igt) che i Vini Spumanti di qualità Rosati (Vsq). Le cantine italiane potranno aderire al concorso entro il 22 aprile per aggiudicarsi una delle 18 medaglie, 3 per le 6 categorie (oro, argento e bronzo). La selezione dei vini è prevista il 4 e il 5 maggio all’Hotel Mercure Villa Romanazzi di Bari; durante la due giorni i migliori vini rosati d’Italia passeranno al vaglio del palato, dell’occhio e dell’olfatto di una commissione composta dai maggiori esperti, enologi, giornalisti enogastronomici e addetti ai lavori. La premiazione si terrà, come nella scorsa edizione, nella splendida cornice del Castello Aragonese di Otranto il 18 maggio prossimo.

Viticoltura sostenibile

fonte: piemonte-landofperfection.org (vedi articolo originale)

Legambiente di Asti organizza un ciclo di incontri sulla viticoltura sostenibile. Le serate si terranno in Comune a Castagnole Lanze. Si comincia stasera, venerdì 5 aprile, alle 21: si parlerà degli effetti dei fitofarmaci sulla salute umana con Celestino Panizza dell’associazione “Medici per l’ambiente” di Brescia. Altri appuntamenti venerdì 12 con “Il biodistretto vitivinicolo di Greve in Chianti” e venerdì 19 con “Fitofarmaci e territorio”.

Viticoltori non temono il clima,la vite ce la fara’

fonte: Ansa (vedi articolo originale)

La vite ”e’ una delle colture arboree che meglio si adatta ai cambiamenti climatici. In Val d’Aosta si fa vino a quota 1.100 metri e ottimi nettari si producono a Pantelleria, a dimostrazione della capacita’ di resistenza dei vigneti non solo a temperature estreme ma anche allo stress idrico. Credo poco a uno studio che prende in considerazione una delle piante che meglio resistono a variazioni del clima, lanciando un allarme-scomparsa in soli 40 anni”. Ad esprimere perplessita’ sui risultati dello studio del centro ricerche Conservation International e’ il presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, Conaf, Andrea Sisti.

”Quaranta anni non sono molti” per delineare uno spostamento della geografia globale della viticoltura, osserva Sisti alla luce di serie storiche registrate negli ultimi 150 anni che rilevano ”si’ cambiamenti delle temperature ma in fasce non omogenee. Un conto e’ comunque parlare di ere, un conto di scenari da qui al 2050. Inoltre quello che conta in vigna – sottolinea – e’ il microclima. Non a caso la vitis vinifera ha radici che arrivano fino a 15 metri, e lo sviluppo vegetativo non supera un metro in Francia, con un grado zuccherino nettamente inferiore a ai vini dei Castelli romani ma piu’ acidita’ nel mosto. Se anche si verificasse una glaciazione in appena pochi decenni, avremo passiti romani e bianchi beverini di Borgogna. Tuttavia – conclude – la vite sapra’ resistere alla febbre del pianeta, e solo una determinazione dell’uomo portera’ la produzione del vino nei dintorni di Londra”.

”Molto perplesso” sui risultati dello studio pubblicato sulla rivista Pnas e’ Giuseppe Martelli, presidente di Assoenologi che proprio nel congresso dello scorso anno ha studiato i cambiamenti in atto. ”Che la viticoltura si sposti a Nord e’ tutto da verificare perche’ non c’e’ desertificazione a Sud, e l’Inghilterra non sara’ mai a vocazione vinicola perche’ li’ le malattie crittogamiche farebbero festa con tanta pioggia.

Ammettendo tuttavia sbalzi significativi, le varieta’ che potrebbero riscontrare problemi sono quelle precoci: tra i rossi il merlot, per i bianchi i base spumante”.

Vinitaly: Federvini, in Italia calano consumi ma resiste qualità

fonte: AGI Agenzia Giornalistica Italia (vedi articolo originale)

In Italia la domanda e la produzione di vino “sono costantemente in contrazione”. Lo afferma in una nota il presidente di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia, Presidente Federvini, in occasione dell’inaugurazione del Vinitaly 2013. “La minore produzione della campagna 2012, che ha raggiunto i 39,3 milioni di hl, ha influito sul mercato dei prezzi che si e’ dovuto confrontare, da una parte, con la flessione della domanda interna e, dall’altra, con una lieve riduzione della domanda estera, in termini di volume”, aggiunge. Lo scorso anno i prezzi medi all’origine e i prezzi medi alla produzione hanno registrato tendenze al rialzo. “In linea generale, nell’ultimo trimestre 2012, i prezzi alla produzione dei vini comuni sono cresciuti del 23%, mentre i vini a denominazione del 9% – sottolinea Gancia – . I prezzi al consumo hanno registrato un lieve incremento: per gli spumanti la variazione si e’ mantenuta entro l’1%, mentre per i vini si e’ assestata sul 5%”. Una voce essenziale dell’andamento dell’intero comportato e’ stata una volta ancora l’export, con una quota nel periodo di riferimento gennaio-dicembre 2012 che ha raggiunto, in valore, 4 miliardi 800 milioni di euro (+6,6% sullo stesso periodo 2011). Il comparto piu’ brillante e’ stato quello degli spumanti, che ha toccato nel periodo quota 601 milioni, con un +11,98%. Debole il trend dei vini bianchi Dop, che ha toccato quota 434 milioni, con un +0,51%. Tonico quello dei DOP rossi e rosati, che ha raggiunto quota 1.337 milioni, con un +6,8%. Sul fronte IGP la tendenza e’ stata opposta. I bianchi hanno raggiunto quota 572 milioni (+11,2%), mentre i rossi e rosati hanno toccato quota 703 milioni, con un trend inferiore (+3,4%).

Una viticoltura sempre più sostenibile

fonte: teatro naturale ( vedi articolo originale )

Rendere sostenibile l’intero processo produttivo: il futuro del vino ed il suo successo tra i consumatori passano anche da qui. Un aspetto al quale i wine lover sono sempre più attenti e che alcune cantine italiane affrontano già da anni con progetti realizzati insieme al mondo della ricerca e delle università. Così la green economy nel vigneto e in azienda fa passi da gigante ed è tra i temi al centro della 47a edizione di Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del settore, di scena a Verona dal 7 al 10 aprile 2013 (www.vinitaly.com).
Eco-sostenibilità significa parlare di carbon e water footprint, misure che calcolano, rispettivamente, il totale delle emissioni di gas serra e il consumo di acqua collegati alla produzione. Ci sono, poi, anche fattori specifici del ciclo del vino, come la valutazione della gestione agronomica del vigneto – relativa all’utilizzo del suolo e alla sua fertilità o all’impiego di agrofarmaci e di macchine agricole – e l’indicatore socio-economico e di qualità del paesaggio che misura la ricaduta delle azioni intraprese dalle aziende sul territorio.
L’Italia del vino è all’avanguardia su ogni fronte, con esempi di cantine completamente autosufficienti dal punto di vista energetico grazie ad impianti solari e geotermici, aziende storiche riconvertite interamente a biodinamica e consorzi che forniscono ai comuni le biomasse per alimentare gli impianti pubblici o che riciclano i tappi di sughero. Pure la ricerca applicata contribuisce con il primo calcolatore italiano per il bilancio energetico del settore vitivinicolo (Ita.Ca, acronimo di Italian Wine Carbon Calculator), scelto dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (presente a Vinitaly, con un’area al piano terra del Palaexpo) per rappresentare l’Italia nella commissione internazionale dedicata alla definizione del nuovo protocollo di calcolo dell’impronta carbonica dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino.
Proprio alla green economy, Vinitaly – ormai alle porte – dedica una serie di iniziative. A cominciare dal convegno organizzato da Veronafiere ed Efficiency Know “Wine and Energy”, in programma il 10 aprile, alle ore 11 nella Sala stampa tra i padiglioni 4 e 5: un evento che, attraverso case history, vuole fare il punto sull’efficienza energetica nel settore vitivinicolo, come parte del percorso di avvicinamento a Smart Energy Expo, la nuova manifestazione di Veronafiere sulla gestione intelligente dell’energia, al debutto dal 9 all’11 ottobre 2013.
Officinae Verdi e Wwf, a Vinitaly, il 9 aprile alle ore 11 nello stand di FederBio, presentano “Eko Cantina – Eko Bio Wine”, un progetto per le aziende che vogliono diventare cantine sostenibili, certificando gli interventi realizzati: allestito per l’occasione un Green Energy Desk dove effettuare sessioni one to one per valutare le opportunità di miglioramento energetico-ambientale.
Sempre il 9 aprile, alle ore 15.30, Oracle Italia promuove, al primo piano del Palaexpo, il seminario “Dal campo alla bottiglia: quanto IT c’è in un bicchiere di vino?” per approfondire il ruolo che l’informatica gioca nel gestire al meglio tutte le operazioni legate al business vinicolo, in ottica di risparmio energetico.
Nel corso della manifestazione, infine, 45 aziende del Consorzio del Vino Nobile mettono a disposizione diversi punti di raccolta per “Salvasughero”, la campagna per il riciclo dei tappi di sughero che possono riprendere vita in diversi settori come la bioedilizia.
di C. S.

Gusto nudo 2013 raddoppia il successo la fiera dei vignaioli eretici

fonte: Con i piedi per terra ( vedi articolo originale)
Si è chiusa ieri, lunedì 25 marzo, la sesta edizione di Gusto Nudo, la fiera dei vignaioli eretici che si è svolta presso gli spazi del centro artistico-culturale Senza Filtro di Bologna a partire da sabato 23 marzo. L’iniziativa ha registrato una consistente crescita di visitatori, con 1500 ingressi nelle tre giornate di svolgimento, quasi il doppio rispetto agli 800 ingressi dell’anno precedente: appassionati, esperti, professionisti del settore e tante persone comuni, provenienti da diverse regioni italiane, hanno degustato gli oltre 300 vini biologici, biodinamici e naturali delle 64 aziende presenti in fiera, e partecipato ai 7 appuntamenti di approfondimento e alle diverse esibizioni artistiche e musicali proposti nel calendario della tre giorni.
Un ulteriore passo avanti in quella costruzione comunitaria che rappresenta la motivazione e l’obiettivo fondamentale di Gusto Nudo: una comunità di vignaioli “eretici”, uomini e donne che hanno scelto di sposare una produzione vitivinicola indipendente rispettosa della natura e delle persone, e che condividono lo spirito antirazzista, anticlassista e anticapitalista di Gusto Nudo.

L’organizzatore di Gusto Nudo Teo Gattoni esprime grande soddisfazione per la crescita dell’iniziativa e ringrazia Planimetrie Culturali, Mit, Fancesco Orini e Andrea Scaramuzza, Pietre Colorate, Scolopendra, Roberta Cleopazzo, Comunicattive, Carlotta Piccinini, Radio Città del Capo, Smaschieramenti.

Sicilia-Usa: cooperazione su turismo, agroalimentare e vitivinicolo

Incontro preparatorio alla missione incoming con operatori statunitensi delle filiere

CATANIA – Turismo, agroalimentare e vitivinicolo. Il 22 marzo alle 10,30, alla Camera di Commercio di Catania, Confindustria Sicilia, partner di Enterprise Europe Network, organizza in collaborazione con la Camera di Commercio di New York un evento di presentazione sulle opportunità di business fra Italia e Stati Uniti, destinata agli operatori delle filiere.

MISSIONE – L’evento punta a mettere in luce la possibilità di favorire i rapporti, le relazioni, la creazione di partnership e future collaborazioni tra il tessuto economico imprenditoriale siciliano e il mercato nordamericano, in previsione di una prossima missione di incoming che si terrà entro l’estate 2013.

GLI INTERVENTI – All’incontro operativo parteciperanno il Presidente di Confindustria Sicilia Alberghi e Turismo, Ornella Laneri, il vice Presidente di Confindustria Sicilia, Nino Salerno, il segretario generale della Italy-America Chamber of Commerce di New York, Federico Tozzi; il Chief Executive Officer della American Travel Service NYC, Luigi Nappo, Rinaldo DeSantis di Luca Santi Foods, Ryan Imbriale di Faropian Wines.

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