Cereali: Ismea presenta il primo censimento delle strutture di stoccaggio

Pubblicato su Ismea (leggi articolo originale)

corso_alimentazione_cereali_1L’Ismea ha presentato oggi, presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, i risultati del Primo Censimento delle strutture di stoccaggio dei cereali in Italia. L’iniziativa, illustrata agli operatori del settore e ai rappresentanti delle istituzioni nazionali e territoriali, si inserisce nell’ambito delle attività del Piano cerealicolo nazionale con specifico riferimento all’obiettivo strategico della “Logistica di settore”.

Ogm, firmato decreto divieto mais Mon810

Pubblicato su voceitalia.it (vedi articolo originale)

Roma – Stop agli ogm dal governo. I ministri delle Politiche agricole (Nunzia De Girolamo), dell’Ambiente (Andrea Orlando) e della Salute (Beatrice Lorenzin) hanno firmato un decreto che vieta la coltivazione del mais Mon810 in Italia. Una decisione che assume un significato più ampio dopo le forti polemiche suscitate dalle coltivazioni illegali di mais transgenico avvenute nei giorni scorsi in Friuli Venezia Giulia.

CRA – CER – Dalla ricerca scientifica nasce la ‘carta d’identità’ per la pasta made in Italy

fonte: puglialive.net (vedi articolo originale)

Dalla ricerca scientifica nasce la “carta d’identità” per la pasta made in Italy
Il direttore del CRA-CER, Roberto Papa: «Grazie alla metabolomica riusciamo a risalire alla zona di coltivazione di un prodotto a partire dalle molecole».

Il lavoro si basa sull’identificazione di geni utili al miglioramento genetico con tecniche di genomica

Una carta di identità per la pasta di grano duro. Sapere tutto, quasi tutto, sulla pasta che finisce nel piatto è possibile, grazie alla ricerca del Centro di Ricerca per la Cerealicoltura del CRA. Nell’avanzatissimo laboratorio di Metabolomica del Cra-Cer di Foggia, il lavoro dei ricercatori consente infatti di risalire alla zona di coltivazione di un prodotto a partire dalle molecole. Con la metabolomica si può tracciare il profilo di un frutto (grano) e persino di una foglia, fino ad arrivare al terreno da cui proviene. E’ una delle novità emerse durante il corso internazionale “Metabolomics and Plant Breeding” in corso a Foggia presso il Cra – Cer fino al 19 aprile.

«Stiamo lavorando sull’identificazione di geni utili al miglioramento genetico – sottolinea il direttore del CRA-CER Roberto Papa -, attraverso tecniche non Ogm ma di tipo molecolare (genomica), per renderlo più efficace e veloce in funzione di obiettivi classici, come la qualità. Per il frumento duro, con qualità si intendono proteine, glutine e colore». Inoltre il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura del Cra si occupa della sostenibilità ambientale: produzione in condizione di ridotte fertilizzazioni azotate, cambiamenti climatici, riduzione degli input energetici, e in relazione ai patogeni delle piante.

«Con il progetto Pl.A.S.S. (realizzato con l’Università di Foggia, sulle tematiche scientifiche e tecnologiche inerenti le relazioni tra alimentazione e salute), abbiamo di recente implementato la piattaforma di metabolomica – spiega Papa – che ci consente di essere forse una delle più importanti piattaforme in Italia e che permette con strumentazioni di chimica avanzata di analizzare in modo rapido tutti i componenti metabololici di un determinato tessuto. Significa che siamo in grado di avere un’analisi di quasi tutte le molecole presenti. Può risultare molto utile per la tracciabilità. Proseguendo su questa strada potremmo arrivare a realizzare una mappatura, una sorta di certificato del prodotto».

Ogm, Aiab: porre a Ue questione sovranità alimentare adottare clausola di salvaguardia

fonte: ilvelino.it (vedi articolo originale)

“Apprezziamo questa importante iniziativa da parte del Ministro Catania, una posizione che vogliamo considerare come un primo utile passo da rafforzare e rendere più duraturo attraverso l’adozione della clausola di salvaguardia nei confronti del mais MON810, come già fatto da Austria, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Lussemburgo e Polonia”. E’ questo il commento del presidente di AIAB, Alessandro Triantafyllidis, alla sospensione d’urgenza dell’autorizzazione alla messa in coltura di sementi di Mais Mon810 in Italia e nel resto dell’Unione europea, chiesta dal Ministero della Salute su indicazione del Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania. “Chiediamo alle istituzioni europee il riconoscimento del diritto alla nostra sovranità alimentare, a maggior ragione, se questa chiara volontà di cittadinanza trova riscontro e rispetto anche da parte governativa – ha aggiunto Alessandro Triantafyllidis, presidente di AIAB – . Attendiamo altresì che tale iniziativa si traduca ora in un provvedimento contestuale di divieto alla coltivazione di mais MON810 nel nostro Paese, nell’imminenza della stagione di semina della coltura”.

Ogm, chiesta dall’Italia la sospensione del Mais Mon810

fonte: agroalimentarenews (vedi articolo originale)

“Il Ministero della Salute ha dato seguito alla nostra richiesta e al dossier predisposto dal Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (Cra), chiedendo alla Commissione europea la sospensione d’urgenza dell’autorizzazione alla messa in coltura di sementi di Mais Mon810 in Italia e nel resto dell’Unione europea”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania commenta la richiesta inviata dal Ministro Balduzzi alla Commissione europea affinché quest’ultima effettui una nuova valutazione completa del Mon810 alla luce delle ultime linee guida, definisca adeguate misure di gestione che dovrebbero essere rese obbligatorie per tutti gli utilizzatori di tali Ogm e nel frattempo sospenda urgentemente l’autorizzazione alla messa in coltura di sementi di Mais Mon810 nel nostro Paese e nell’Ue.

“Quando parliamo della possibilità di coltivare Ogm in Italia, dobbiamo tenere ben presente – ha proseguito il Ministro – che l’opinione pubblica, i consumatori e le stesse rappresentanze degli agricoltori hanno espresso una posizione negativa sulla questione. Abbiamo il dovere di essere particolarmente rigorosi, a tutela dei consumatori e degli agricoltori italiani”.
“Prendo anche atto con grande soddisfazione del mutato atteggiamento del Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, sugli organismi geneticamente modificati. Questo ci consentirà – ha spiegato Catania – di proseguire con maggiore forza nella direzione che era stata già intrapresa, collaborando con tutte le istituzioni e le rappresentanze politiche e sociali, allo scopo di salvaguardare l’identità e la ricchezza che sono alla base del successo dell’agroalimentare italiano”.

Mais danneggiato da siccità: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto promuovono accordo per uso in biodigestori

tratto  daHermesagricoltura.it (vedi articolo originale)

 

15/03/2013

Il mais gravemente danneggiato dalla siccità del 2012 sarà utilizzato per produrre energia rinnovabile negli oltre 500 impianti a biogas della pianura padana.

E’ quanto prevede l’accordo di filiera promosso dagli assessori regionali all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni, della Lombardia Giuseppe Eliase del Veneto Franco Manzato e indirizzato alle principali organizzazioni agricole e consorzi di biodigestori.

L’obiettivo è risolvere un problema che rischia di avere pesanti ripercussioni per l’agricoltura e la zootecnia del nord Italia: quello delle ingenti quantità di mais che, a causa delle pessime condizioni meteo climatiche della scorsa estate, presentano caratteristiche che lo rendono non idoneo all’alimentazione umana e animale.Solo il mais di elevata qualità organolettica e igienico-sanitaria può essere infatti destinato a queste finalità.

L’accordo, messo a punto dalle tre Regioni, permette di costruire un percorso chiaro, trasparente e sicuro, in linea con le indicazioni fornite dal Ministero della Salute. E’ infatti prevista una precisa procedura di tracciabilità del prodotto – definita dalle tre Regioni e approvata dal Ministero della Salute – che ne assicura un corretto utilizzo, evitando così il rischio di frodi e garantendo maggior sicurezza al consumatore.

Cosa prevede l’accordo

L’accordo, valido per tutto il 2013, punta ad agevolare l’incontro tra domanda e offerta, impegnando le parti a precise garanzie contrattuali, di prezzo e di programmazione del flusso di prodotto, che si stima in circa 350 mila tonnellate.

Ogni azienda interessata (sia per la parte agricola sia per la parte dei biodigestori) per aderire deve sottoscrivere un modulo disponibile sul sito Internet delle tre Regioni. Nei tre siti regionali sarà anche mantenuto l’aggiornamento delle adesioni e il monitoraggio dell’iniziativa.

In allegato, l’intesa dell’accordo ed il modulo compilabile per l’adesione delle imprese interessate; la domanda di partecipazione deve essere inviata agli indirizzi mail e/o fax delle tre Regioni interessate.

 

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