Agricoltura sociale allo studio della Camera

Pubblicato su Firstonline (leggi articolo originale)

La commissione Agricoltura di Montecitorio ha messo a punto un testo base per un progetto di legge sull’agricoltura sociale – Il testo prevede, fra l’altro, che i Comuni possano definire modalità di presenza e di valorizzazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura sociale nelle aree pubbliche.

Agricoltura non solo come occasione di lavoro, ma anche come opportunità d’inserimento dei soggetti svantaggiati. E’ questa la missione sociale inserita in un progetto di legge all’esame della commissione Agricoltura di Montecitorio, che ha messo a punto un testo base di discussione.

Per agricoltura sociale s’intendono le attività degli imprenditori agricoli dirette a realizzare diversi progetti:

a) inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, molto svantaggiati e disabili, oltre a minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale;

b) prestazioni e servizi sociali, socio-sanitari, riabilitativi, terapeutici, formativi ed educativi per famiglie, anziani e appartenenti a fasce deboli o a rischio di marginalizzazione;

c) attività sociali e di servizio per le comunità locali che impiegano le risorse per promuovere azioni terapeutiche, di abilitazione, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili per la vita quotidiana e di educazione (ad esempio, accoglienza e soggiorno di bambini in età prescolare – agrinido e agriasilo- e accoglienza e soggiorno di adulti e pensionati in difficoltà sociale, fisica e psichica);

d) progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità nonché alla diffusione della conoscenza del territorio attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche riconosciute a livello regionale.

A sostegno di questa iniziativa, il progetto di legge all’esame della commissione Agricoltura della Camera contiene alcuni interventi. E’ previsto, ad esempio, che le mense scolastiche e ospedaliere possano indicare, nelle gare concernenti i relativi servizi di fornitura, criteri di priorità per l’inserimento di prodotti agroalimentari provenienti da operatori dell’agricoltura sociale. Non solo: il testo prevede anche che i Comuni possano definire modalità di presenza e di valorizzazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura sociale nelle aree pubbliche.

Umbria: discussa proposta di legge su agricoltura sociale

Pubblicato su Agenparl (leggi articolo originale)

Perugia, 5 feb – Prosegue l’iter della proposta di legge regionale che mira a favorire l’accesso dei giovani all’impresa agricola, attraverso la messa a disposizione di terre pubbliche, a promuovere l’agricoltura sostenibile e la filiera corta,e a normare la lavorazione di piccoli quantitativi di prodotti agricoli. Il Comitato per la legislazione, nella riunione odierna, ha approvato all’unanimità la “clausola valutativa” da applicare all’articolato al fine di monitorare e verificare periodicamente la realizzazione delle attività previste dalla normativa e le modalità stesse di attuazione della legge. 

“Collegato agricoltura”: a Nicosia mensa scolastica con prodotti locali

Pubblicato su Vivi Enna (leggi articolo originale)

Nicosia. Dal prossimo anno scolastico i bambini delle scuole materne, elementari e medie che seguono il tempo nella mensa scolastica potrebbero avere serviti alimenti locali acquistati direttamente da chi li produce. L’amministrazione stava già valutando questa possibilità che adesso diventa concreta perché con la Legge di stabilità è stato approvato il “Collegato agricoltura” che prevede misure di sostegno alle piccole aziende produttrici prevedendo la possibilità per le amministrazioni pubbliche di inserire, nei bandi per il servizio di mensa scolastica un criterio di inserimento dei prodotti locali “a chilometro zero” nelle gare per la fornitura. Il Consiglio dei Ministri ha anche stabilito l’obbligo per i Comuni di definire delle modalità per garantire la presenza e la valorizzazione di questi prodotti nei mercati agricoli di vendita diretta.
«Stiamo già predisponendo una lista di tutti i produttori nicosiani – spiega l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Scarlata – che possono garantire le forniture di prodotti quali frutta, verdura, formaggi e altri alimenti prodotti nel nostro territorio comunale. E’ una idea che l’amministrazione comunale segue da tempo e che speriamo può essere messa concretamente in atto, grazie a questa misura. Metterla in pratica vuol dire per prima cosa garantire ai nostri bambini alimenti sani, di cui si conosce il produttore e ai nostri operatori, uno sbocco commerciale che in momenti di difficoltà economica sarebbe certamente di grande rilievo». Il “Collegato agricoltura” premetterebbe di inserire nel bando per la mensa scolastica alimenti nicosiani provenienti direttamente dalle aziende. Un progetto che punta a garantire la sicurezza alimentare.
Quindi nelle mense scolastiche scuola a partire dal prossimo anno, potrebbero “scomparire” verdure surgelate o insalate che arrivano da altre province o altre regioni, o formaggi prodotti dalle grandi aziende, per essere sostituiti da cibi freschi che arrivano dai produttori locali. Nel bando dovrebbero essere indicati gli alimenti acquistati con il sistema della filiera corta, che potrebbero essere l’olio extravergine di oliva, le verdure e gli ortaggi, la frutta di stagione, i formaggi ed i latticini. Questo garantirà oltre alla provenienza la freschezza dei cibi ed eviterà che nei piatti dei bimbi arrivino pietanze che possono contenere ad esempio latte proveniente dall’estero. I prodotti utilizzabili dovranno essere approvati dai nutrizionisti ed avere le caratteristiche indicate nelle tabelle dietetiche.

Fattorie sociali: esempi di innovazione sociale e produttiva

Pubblicato su SuperAbile (leggi articolo originale)

fattoriaROMA – “La riabilitazione non è solo programmazione di interventi terapeutici e assistenziali ma è un progetto globale per la persona con disabilità che coinvolge diversi piani: fisico, psichico, etico e spirituale”. Con questo monito il Comitato nazionale per la Bioetica introduce un approccio personalizzato alla disabilità che ha orientato il lavoro di quanti oggi operano nel dinamico e variegato mondo dell’agricoltura sociale. Alcuni di loro, come Fabio Comunello ed Eraldo Berti, rispettivamente fondatore e coordinatore della bio fattoria sociale Conca d’Oro, hanno dedicato all’argomento il volume “Fattoria sociale. Un contesto competente di sostegno oltre la scuola” (Edizioni Erikson, 2013). Nel testo viene ampiamente descritto, a partire dall’esperienza vissuta direttamente dagli autori con ragazzi autistici, quello che oggi è considerato un esempio di innovazione sociale e produttiva che, oltre a rivitalizzare il territorio, contribuisce ad abbattere i costi della gestione dei servizi attraverso la realizzazione di programmi di inserimento lavorativo per persone con disabilità psichica.

L’agricoltura sociale appare nelle sue prime forme già a cavallo tra Ottocento e Novecento in Belgio, Francia e Inghilterra. Nel 1936 la pratica orti-colturale venne riconosciuta ufficialmente come terapia nel trattamento e nella cura della disabilità fisica e psichica. L’agricoltura sociale permette alla persona solitamente oggetto di cura di assumere il ruolo di persona capace di prendersi cura di qualcosa secondo un capovolgimento di prospettiva che consente all’operatore di osservare e valutare le diverse abilità specifiche, le competenze trasversali, le difficoltà e le modalità relazionali di ciascuno, e all’apprendista di acquisire un’identità adulta indipendente. Entrambi, operatori e apprendisti, sono parti attive di un percorso di formazione-lavoro dove la progettazione degli interventi non è realizzata a tavolino ma prosegue e si modifica in itinere, a seconda del contesto lavorativo e delle necessità di ciascuno. Spazio e tempo costituiscono in questo caso due importanti fattori di formazione: il primo inteso come “luogo antropologico”, il secondo legato alla ciclicità delle stagioni.

È importante, ribadiscono gli autori, promuovere contesti produttivi e socio-inclusivi ben radicati sul territorio che abbiano anche una forte connotazione economica, tale per cui le persone coinvolte nel progetto abbiano la consapevolezza che “tagliare, tracciare, scavare, piantare, intrecciare” non venga fatto solo perché richiesto ma in quanto funzionale a un obiettivo molto più concreto, ovvero la vendita dei prodotti coltivati. In questo modo il “fare insieme” assume l’importanza di un lavoro vero e utile per l’intera collettività, non considerato solamente come parte accessoria di una cura medica, che rafforza la convinzione, ribadita da Berti nelle riflessioni conclusive del testo, che “l’intelligenza comincia dalle mani”.

Lavoratori migranti: le associazioni si riuniscono per fare il punto sullo sfruttamento in agricoltura

fonte: GreenBiz.it (leggi articolo originale)

Agricoltura e sfruttamento dei migranti, un tema che merita di essere approfondito e di cui è necessario individuare le cause per giungere ad un miglioramento della situazione. La Rete Europea contro lo sfruttamento dei lavoratori agricoli si occupa da cinque anni di monitorare la situazione dei lavoratori agricoli migranti in Italia e in Europa.

I risultati del lavoro svolto verranno presentati in occasione di una conferenza stampa che si terrà a Saluzzo lunedì 2 settembre, presso la sede della 66esima mostra della meccanica agricola. Dal 31 agosto al 2 settembre, una delegazione dei sindacalisti contadini e le associazioni per l’agricoltura e la solidarietà incontreranno i lavoratori agricoli stagionali che si trovano impegnati nella vendemmia e nella raccolta della frutta in Piemonte.

Per i contadini migranti, si tratterà di un’occasione di confronto sulle cause dello sfruttamento che li colpisce. Tra le motivazioni principali dello sfruttamento vi è l’operato dell’agroindustria, che domina il modello agricolo attuale e che non rispetta i diritti dei lavoratori, a partire da un reddito dignitoso e dal diritto al cibo per tutti i popoli.

Un maggior rispetto delle condizioni di lavoro dei contadini potrà portare ad un modello agricolo più rispettoso sia della loro salute che dei loro diritti, ma anche delle risorse naturali del pianeta. La delegazione europea delle associazioni che si battono in difesa dei lavoratori agricoli migranti si recherà in alcuni dei luoghi in cui lo sfruttamento dei lavoratori migranti, soprattutto africani e provenienti dall’Est Europa, risulta più evidente. I momenti di confronto verteranno sulle condizioni in cui vivono e lavorano i braccianti, sul rispetto dei diritti, sui percorsi e sulle reti d’impiego, e sul rapporto che esiste tra impiego della manodopera e modello agricolo conformato alle logiche dell’agroindustria

Visiteranno le località di Saluzzo, in provincia di Cuneo, e di Canelli, in provincia di Asti. Gli incontri con i lavoratori si alterneranno alla presentazione alla stampa dei dati raccolti nel corso degli ultimi cinque anni. L’appuntamento con la conferenza stampa è il prossimo 2 settembre, alle ore 10, presso il Foro Boario di Saluzzo.

Marta Albè

Carceri Sulmona, ergastolani diventano produttori dell’aglio rosso

Pubblicato su abruzzo24ore.tv (leggi articolo originale)

Dodici ergastolani reclusi nel carcere di Sulmona produrranno il seme dell’aglio rosso, attraverso tecniche di moltiplicazione che garantiranno, da un lato, la conservazione della biodiversita’ agricola regionale e, dall’altro, una competenza professionale, nell’ottica del loro recupero e reinserimento sociale.

Il progetto di collaborazione tra la Regione Abruzzo e la Casa di reclusione di Sulmona e’ stato calato in una convenzione firmata questa mattina a Pescara tra l’assessore allo Politiche agricole, Mauro Febbo, e il direttore dell’Istituto peligno, Massimo Di Rienzo. “E’ una iniziativa attenzionata dallo stesso ministero – dichiara Febbo – per la sua peculiarita’ e originalita’, e che ci rende orgogliosi non solo per gli aspetti legati alla conservazione dei semi autoctoni abruzzesi ma anche per il contributo fattivo a contrastare il disagio nelle carceri.Mentre il Parlamento si appresta a varare il decreto svuota-carceri noi facciamo altro”.

Cerreto Sannita: inaugurazione degli orti urbani sociali.

Pubblichiamo da: ViviTelese (vedi articolo originale)

Lunedì pomeriggio alle 18.30 sarà il presidente di AIAB Campania (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) Antonio Paparo  a presenziare a Cerreto Sannita alla cerimonia di assegnazione ed inaugurazione dei primi 22  orti urbani del progetto “Orti Sociali” dell’Ambito Sociale B3, Ente capofila il Comune di Cerreto Sannita.

Gli orti sociali in Regione Campania sono  cofinanziati  dall’Unione Europea con fondi  P.O.R.  Campania FSE 2007-2013.   La gestione delle attività di realizzazione degli orti dell’Ambito B3 è curata da  Legambiente Valle Telesina.

I nuovi orti  a Cerreto Sannita si trovano in  località Torre, e  sono già pronti per i primi raccolti di ortaggi bio, prodotti senza  nessun utilizzo di pesticidi e prodotti chimici, con il supporto di tecnici di Legambiente, Aiab  ed Agriges, attraverso incontri formativi seminariali presso la sede operativa degli orti stessi.

I 22 orti verranno consegnati  ad altrettanti anziani e persone in temporaneo disagio economico o sociale, individuati sulla base di una graduatoria predisposta da Legambiente, dopo la presentazione delle domande presso i Servizi sociali comunali.

Gli orti sono il risultato di un’azione  di riqualificazione di un’area di  circa 1000 metri quadrati  interna all’area archeologica della Torre medievale di Cerreto Sannita. Il Comune di Cerreto Sannita ha curato la realizzazione della rete idrica.

Gli orti, di circa  50 metri quadrati ciascuno, sono dotati di impianto d’irrigazione  a goccia,per  ridurre gli  sprechi di acqua. Nella vasta area comune sono stati realizzati  un gazebo in legno  con tavolo e panche, due vasche per il compostaggio degli scarti vegetali ed un cassone per il semenzaio, attraverso laboratori  con il supporto dell’ambientologo  di Legambiente   Luigi Iannotta e con la collaborazione di esperti tecnici.

Attraverso una intensa attività di volontariato del gruppo dei collaboratori del progetto  e degli “ortolani” l’area è stata trasformata da luogo incolto ed abbandonato ad orti coltivati e bel luogo di socializzazione.

All’inaugurazione partecipano il sindaco di Cerreto Sannita Pasquale Santagata,  il consigliere delegato alle Politiche Sociali Vincenzo Di Lauro; saranno presenti gli affidatari e le famiglie ortiste. Alla cerimonia sono stati inoltre invitati  amministratori ed operatori sociali dei Comuni dell’Ambito B3 e l’Istituto Comprensivo  “A. Mazzarella”. Al taglio del nastro seguirà un rinfresco con prodotti tipici locali e di coltivazioni biologiche.

“Il progetto “Orti sociali”  – dichiara il presidente di Legambiente Valle Telesina Grazia Fasano – , realizza un nostro l’obiettivo di avviare anche nel Sannio esperienze di  nuova agricoltura attraverso con persone di diverse generazioni,  per sperimentare la partecipazione ed il confronto sui temi della sostenibilità  e di uno stile di vita sano. Al centro dell’interesse di Legambiente è la realizzazione di un’esperienza che duri nel tempo che coniughi il recupero di aree urbane incolte o destinate al degrado rendendole utili per i cittadini, con la cura dei terreni attraverso tecniche di agricoltura sostenibile (biologiche, biodinamiche, permaculturali, orto culturali, ecc.).  Pensiamo che sia una risposta adeguata alle problematiche sociali ed economiche attuali”.

“Con la destinazione di un’area importante del territorio comunale, qual è l’area archeologica della Torre medievale, per orti sociali- dichiara il sindaco di Cerreto Sannita Pasquale Santagata, intendiamo avvalorare  l’attenzione dell’ Amministrazione Comunale di Cerreto Sannita alle categorie di cittadini bisognose di nuovi servizi sociali come sono concretamente gli orti. In questo modo si concretizzano anche nel Sannio gli obiettivi della Regione Campania di sviluppare percorsi sperimentali di integrazione rivolti ad anziani e soggetti svantaggiati”.

Grazia Fasano

Cartabellotta, un ddl su agricoltura solidale

Pubblicato su ansa.it (vedi articolo originale)

(ANSA) – PALERMO, 27 GIU – ”Il governo siciliano ha presentato un disegno di legge sull’Agricoltura sociale e solidale, che e’ stato gia’ depositato all’Ars, perche’ esperienze come questa, frutto di un accordo tra l’assessorato all’agricoltura, la Missione Speranza e Carita’ di Biagio Conte e la Curia di Monreale possano diventare un modello da replicare anche in altre parti della Sicilia”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alle risorse agricole Dario Cartabellotta, partecipando, insieme al Governatore Rosario Crocetta, all’inaugurazione del progetto pilota ‘La Fattoria Solidale’.

Agricoltura sociale, la legge è ‘veronese’

“Una buona legge, approvata in tempi record. Questa è la strada che il consiglio regionale del Veneto dovrebbe percorrere per ogni provvedimento legislativo”.

Il presidente della 4ª Commissione Agricoltura, Davide Bendinelli, commenta così il via libera alle legge sull’agricoltura sociale, di cui è stato relatore in aula.

Il principio della legge è di attivare un circolo virtuoso partendo proprio dall’agricoltura e dalla sua capacità di generare benefici, non solo economici, per le fasce più vulnerabili.

Liguria: una nuova legge regionale sull’agricoltura sociale

Pubblicato su albengacorsara.it (vedi articolo originale)

La nuova legge regionale sull’agricoltura sociale, pronta ad approdare in Giunta nelle prossime settimane, verrà presentata giovedì 30 maggio alle 9.30 dall’assessore all’agricoltura della Regione Liguria, Giovanni Barbagallo nell’aula magna della ASL 1 Imperiese, in via Aurelia, 97 a Bussana di Sanremo.

All’iniziativa parteciperanno, tra gli altri, anche il direttore generale della ASL 1, Mario Cotelessa. La legge pronta per il varo vuole favorire l’attività rurale di persone che rientrano nella sfera del disagio sociale, cercando di coniugare l’attività agricola con l’inserimento e l’autonomia di soggetti affetti da uno svantaggio. “L’apertura dell’agricoltura al sociale – spiega Barbagallo – puo’ essere intesa anche a salvaguardia del nostro territorio e come occasione per qualificare maggiormente le nostre aziende agricole e per ampliare la rete dei servizi sociali, tenendo conto soprattutto della perdita di superficie agricola che si è registrata negli ultimi anni in Liguria, regioni in cui si è passati da 161.700 ettari nel 2000 a 96.900 nel 2010, pari a – 64.000 ettari”.

Forum dell’Agricoltura sociale ad Aversa

Pubblicato su Radiocrc.com (vedi articolo originale)

Si tiene nella mattinata del 30 maggio ad Aversa, nella Fattoria Sociale Fuori di Zucca, posta nell’ex ospedale psichiatrico, il Convegno “Agricoltura sociale in Campania: panorama e scenari”
Ragionare sull’ Agricoltura sociale come risorsa, passandone in rassegna le pratiche, la legislazione, i problemi. È questo il proposito del focus che Fedagri e Federsolidarietà Confcooperative Campania, in collaborazione con il Forum dell’Agricoltura sociale, Progetto Policoro e Libera Campania, hanno organizzato per confrontarsi in rete con quanti toccano con mano questa materia ogni giorno.

Attivata misura 311 del PSR per diffusione agricoltura sociale

Pubblicato su Altragricolturaoggi (vedi articolo originale)

L’assessore regionale alle politiche agricole Mauro Febbo comunica che la Giunta regionale ha approvato, su sua proposta, un provvedimento da 7 milioni di euro attraverso la Misura 3.1.1 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 (Azione 2 e 3). Nello specifico l’intervento intende promuovere sia gli investimenti per la realizzazione di attività sociali in campo agricolo a servizio di ospitalità turistica e didattica, al recupero e valorizzazione di attività artigianali legate alla cultura e tradizione rurale e contadina sia investimenti per la realizzazione di impianti per la produzione, utilizzazione e vendita di energia da fonti rinnovabili destinate a scopi sociali.

Al via orti sociali bio negli istituti penitenziari minorili

tratto da viniesapori (vedi articolo originale)

Niente banchi di scuola, ma lezioni sul “campo” per i ragazzi degli istituti penitenziari minorili di sei regioni italiane che, in questi giorni, stanno iniziando corsi di orticoltura biologica. L’attività formativa è contestuale alla realizzazione di orti biologici all’interno degli istituti, in cui i ragazzi coltiveranno varietà antiche e autoctone per valorizzare la biodiversità e le produzioni tipiche dei territori. Ad essere coinvolti saranno circa 70 ragazzi e ragazze degli istituti di Palermo, Roma, Pontremoli (Mc), L’Aquila, Airola (Bn) e la comunità Borgo Amigò di Roma, due classi di età: i “minori” tra i 14 e i 18 anni e “giovani adulti” tra i 18 e i 21, detenuti negli Istituti Penali per Minorenni e in esecuzione penale esterna al carcere.

Agritorino: gli orti coltivati dai giovani disoccupati. Un progetto solidale della città di Torino

La città di Torino ha creato un progetto solidale per giovani e disoccupati davvero all’avanguardia. Il progetto si chiama Agritorino e ha lo scopo di risolvere più problemi contemporaneamente: la disoccupazione giovanile e la povertà famigliare.

I terreni inutilizzati a disposizione per il progetto saranno coltivati di giovani che non hanno un lavoro ed i prodotti coltivati saranno venduti ad un costo equo a famiglie disagiate.

Agritorino è stata definita come un’iniziativa solidale finalizzata al sostegno dei redditi familiari, all’agricoltura ecosostenibile e alla formazione professionale.

Nel dettaglio si tratta di un vero e proprio patto tra produttori e consumatori: i primi affidano delle terre abbandonate o sottoutilizzate a dei giovani disoccupati che vengono formati all’agricoltura ecosostenibile. Così riescono ad avere un’occupazione generatrice di un reddito e allo stesso tempo forniscono prodotti di qualità alla comunità a prezzo etico.

Leggi l’articolo originale  Eticamente.net

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