Leonardo Conte: settimo giorno di sciopero della fame. Conte scrive a Pittella ed incassa la solidarietà del Vescovo.

Leonardo Conte, al settimo giorno di sciopero della fame, scrive al Presidente Pittella ed incassa la solidarietà del Vescovo.
Il comitato di sotegno esprime ancora preoccupazione per il suo stato di salute e intensifica le iniziative per la Manifestazione
contro lo Sciacallaggio di Martedì 29 luglio fra Policoro e Tursi.

“Leonardo Conte è fortemente provato e siamo grandemente preoccupati per la tenuta del suo stato di salute e i rischi che sta sopportando nella sua condizione” dice Mimmo Prencipe del Direttivo di Altragricoltura Metapontino dopo averlo visitato questa mattina ed avergli consegnato la risoluzione congiunta del Coordinamento del Comitato TerreJoniche e del Direttivo di Altragricoltura Metapontino con cui si annuncia la partecipazione alla manifestazione e si chiama alla solidarietà gli agricoltori del territorio.
Questa mattina, 26 luglio, a trovare Leonardo Conte in Piazza Heraclea a Policoro (dove Leonardo vive e dorme da sette giorni senza assumere in alcun modo cibo ma solo assumendo liquidi) sono stati in diversi. Fra gli altri, particolarmente gradita è stata la visita del Sindaco di Tursi Avv. Giuseppe Labriola, latore di un messaggio del Vescovo di Tursi Lagonegro Mons. Francesco Nolè di sostegno e solidarietà morale oltre che la disponibilità di fare quanto umanamanete possibile per favorire il tavolo di compromesso che Leonardo chiede da un anno e mezzo e che, nonostante la controparte avesse dato disponibilità alla partecipazione, è andato fin qui deserto.
La lettera a Monsignor Nolè è stata peraltro letta nei giorni scorsi durante la messa a Policoro. La disponibilità e il sostegno del Vescovo di Tursi si aggiunge, dunque, a quella dell’Assessore Regionale all’agricoltura e del Sindaco di Policoro nel premere per una soluzione concordata che eviterebbe ulteriori inutili tensioni nella comunità. Ad ogni modo il Comitato di sostegno va avanti nella preparazione della manifestazione di martedì 29 luglio e questa mattina Gianni Fabbris ha preso atto presso il Commissariato di Policoro dell’accoglienza da parte della Questura di Matera della comunicazione per la manifestazione.
Intanto Leonardo Conte ha scritto al Presidente della Regione Pittella per chiedere un suo personale intervento per favorire il compromesso.
Questo il testo inviato a Marcello Pittella da Leonardo Conte

“Al Presidente della Regione Basilicata
Buon Giorno Carissimo Presidente sono Leonardo Conte in sciopero della fame da sette giorni a Policoro da sempre ho lavorato per la mia famiglia e per la comunità in cui vivo e spero di continuare a viverci.Per colpa della crisi che attanaglia tutti, sia per la profonda ingiustizia che ho subito e denunciato ( dopo che gli apparati dello stato, Monistero della Sanità),mi distrussero con l’abbattimento dei capi di bestiame, sia presso la mia azienda che presso i miei clienti ai quali avevo venduto altri capi di bestiame, con una malattia inesistente, completamente inventata e quindi mai dimostrata la sua presenza, e non avendo mai avuto nè indennizzo e nè giustizia. Comunque la mia storia, e quello che sta succedendo, penso che leggendo i giornali e guardando la televisione la conoscete già.
Vi invito pertanto ad intervenire per quello che lei potrà, in forza della sua carica istituzionale per far sì che la controparte, la quale, in un primo momento tramite l’invito del Sindaco di Tursi si era resa disponibile ad un incontro, per una soluzione pacifica della vicenda, per ben due volte, ha rifiutato l’invito a partecipare al tavolo della mediazione. Sono consapevole e cosciente che vi sono le leggi e le procedure ( buone o sbagliate che siano ) ma ci sono anche delle regole morali che dovrebbero essere il principale fondamento di un vivere sano comune. Io sono deciso ad andare avanti fino in fondo con lo sciopero della fame, per trovare una soluzione dignitosa perchè non ho più la forza di continuare a subire ingiustizie ed umiliazioni e quindi mi rimetto alla sua riconosciuta sensibilità ed autorità, perchè intervenga personalmente per trovare il filo del dialogo con la controparte.
Grato per tutto quello che farà, le invio i miei saluti e i miei sentimenti di vera stima.
Cordialità
Leonardo Conte”

Crisi agricola: un silenzio assordante. La testimonianza di Leonardo Conte.

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Giù le mani dal lavoro contadino

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Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

 

Terzo giorno di sciopero della fame di Leonardo Conte in P.zza a Policoro.

Com. Stampa

Terzo giorno di sciopero della fame di Leonardo conte per chiedere il rispetto degli impegni
Non si fermerà fino a quando non ci sarà il tavolo di mediazione.
Noi siamo pronti alla campagna nazionale “Caccia lo sciacallo” ed alla manifestazione del 29

locandinaIeri, per la terza volta, è andato a vuoto il tentativo di prendere possesso dell’Azienda di Angela e Leonardo Conte. Mentre Leonardo, assistito da Angela era in P.zza Eraclea a Policoro in sciopero della fame, un gruppo di persone solidali organizzate nel Comitato di sostegno ad Angela e Leonardo e per la difesa delle aziende in crisi, ha ricevuto l’Ufficiale Giudiziario e quanti altri si sono presentati per dare esecuzione alla procedura richiesta dalla persona che, avendo comprato all’asta parte dei beni della famiglia Conte, pretende di entrarne in possesso.
All’Ufficiale giudiziario che, facendo il proprio dovere, voleva redigere un verbale dentro la proprietà, abbiamo chiesto di sapere perché gli impegni sottoscritti nel verbale precedente erano stati disattesi.
Nel precedente tentativo di accesso, infatti, l’Ufficiale Giudiziario aveva sospeso la procedura verbalizzando che c’era un tentativo consensuale di compromesso, visto che il sindaco di Tursi aveva convocato un Tavolo presso il comune. Nonostante l’impegno della controparte a venire al tavolo, convocato per due volte dal sindaco e nonostante la parola data, la controparte non si è presentata al’incontro. Dunque abbiamo preteso di sapere perché e di verbalizzare, conseguentemente, il fatto che gli impegni presi alla ricerca di una soluzione concordata venivano disattesi ribadendo il nostro invito a sedersi ad un tavolo e, successivamente a procedere in caso di mancato accordo. Anche a questo la controparte si è rifiutata e la nostra delegazione ha ribadito con fermezza la indisponibilità a procedere consensualmente.
E’ andato a vuoto, non senza tensione, il terzo tentativo di procedere nell’esecuzione. Ci è stato consegnato un verbale in cui la controparte annuncia di voler chiedere la presenza delle forze dell’ordine e, dunque, non manifesta alcuna disponibilità a discutere di una soluzione di compromesso.
“Quanto denaro, tempo e parole sprecate” ha commentato Gianni Fabbris “per una soluzione che certamente si sarebbe trovata sedendosi al tavolo. Evidentemente fin’ora ha prevalso l’idea di incassare una facile speculazione ma cosi non potrà essere. Non ci sarà niente di facile e non sopporteremo l’idea che un vicino di casa, nel bel bezzo di un’operazione di rilancio e consolidamento dell’azienda operata con la solidarietà degli altri agricoltori, metta le grinfie sulla vita di Angela e Leonardo”. Questa sera (22 luglio 2014) in Piazza Heraclea nel presidio dove Leonardo Conte sta tenendo il terzo sciopero della fame essendo assolutamente determinato a non interromperlo fino a quando non ci sarà il tavolo di compromesso e mediazione, terremo la nostra riunione organizzativa per decidere le prossime mosse. Una cosa è certa: se non avremo entro stasera segnali di disponibilità al confronto, cambieremo atteggiamento. Fin’ora non abbiamo mai fatto il nome della persona che pensa di entrare in possesso di quei beni nel convincimento che con il tempo avrebbe prevalso la ragionevolezza. Se cosi non sarà siamo pronti alla più ampia campagna di informazione dal titolo “Caccia al/lo sciacallo” per chiedere agli italiani “cosa pensi se il tuo vicino di casa, mentre sei impegnato a risolvere i tuoi problemi finanziari, ne approfittasse per comprare all’asta la tua casa?”. Campagna nazionale che avrà l’obiettivo di aprire i riflettori su questa vicenda come abbiamo, al contrario, non voluto fare fin qui.
Intanto stiamo preparando la MANIFESTAZIONE CONTRO LO SCIACALLAGGIO per il 29 Luglio lungo le strade di accesso all’azienda di Leonardo e Angela.

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Oggi alle 18,30 in Piazza Eraclea a Policoro, Leonardo Conte inizia lo sciopero della fame per ottenere il rispetto degli impegni.

Com. Stampa

Oggi Leonardo Conte inizia lo sciopero della fame che interromperà solo quando
si terrà il tavolo di compromesso che chi ha fatto l’offerta all’asta aveva accettato

Lettera al Vescovo di Tursi ed alle Parrocchie della Diocesi
Incontro domattina con l’Assessore Regionale Michele Ottati e conferenza Stampa al Consiglio Regionale

conteOggi alle ore 18,30 Leonardo Conte inizia il suo sciopero della fame in piazza Eraclea a Policoro che porterà avanti fino a quando non si terrà il tavolo di compromesso su cui chi ha fatto l’offerta per comprare all’asta la sua terra si era impegnato e che è andato deserto per ben due volte nonostante la convocazione da parte del Sindaco di Tursi perchè la controparte non si è presentata.
Leonardo Conte ha inviato stamattina una lettera al Vescovo di Tursi, Monsignor Nolè ed alle parrocchie della Diocesi, in cui si fa appello ad un suo intervento in nome della sua autorità morale dal momento che non tutte le questioni possono essere ricondotte solo alla speculazione ed al denaro ma l’etica delle azioni è base fondante della convivenza pacifica nelle comunità.
La lettera questa mattina (domenica) è consegnata ai parroci di Policoro e lo sarà nei prossimi giorni a tutti i parroci. Nella giornata di oggi verrà inviato un fax/telegramma alla controparte con la richiesta di chiedere al tribunale la sospensione delle procedure esecutive e di sedersi al tavolo di mediazione.
Lo sciopero della fame di Leonardo Conte è sostenuto e supportato dal Comitato per la Difesa di Angela e Leonardo e delle aziende agricole” che sta attivando tutta una serie di iniziative.
Il Comitato per Angela e Leonardo e contro le vendite all’asta si è incontrato ieri sera come annunciato nella Sala Parrocchiale della Chiesa Madre di Policoro in Piazza Heraclea ed, alla fine, con un documento che sarà inviato alla Regione Basilicata, ai consiglieri regionali, ai parlamentari lucani ed al Governo Nazionale ha ribadito che: “la vicenda di Angela e Leonardo è solo la punta di un iceberg che nasconde una realtà gravissima in tutto il Metapontino come nelle aree agricole di tutto il Paese in cui nei decenni scorsi sono stati fatti grandi investimenti da parte degli agricoltori. Una intera generazione di agricoltori ha creduto alla promessa di grandi opportunità che la globalizzazione dei mercati e l’apertura delle frontiere per favorire la competizione avrebbe portato. Promessa fatta loro dalla politica, ovvero da chi ha avuto responsabilità di governo ma anche da tutte le organizzazioni professionali agricole, che avevano garantito un meraviglioso futuro di modernità a condizione che gli agricoltori italiani avessero smesso di fare i contadini e fossero diventati imprenditori investendo sulle imprese agricole capitali. Gli investimenti per gli agricoltori sono possibili ad una sola condizione: smobilizzando e portando a garanzia i patrimoni di terra e proprietà degli agricoltori. Nei decenni scorsi una enorme mole di denaro è stata investita sulla scommessa del mercato globale in una grande innovazione di processo e prodotto da parte degli agricoltori ricorrendo al debito bancario garantito dai patrimoni accumulati dalle generazioni precedenti (padri, nonni, madri) sulla base di una logica forse antica ma per secoli vincente: quella dell’oculatezza e del risparmio contadino legato al lavoro della terra e non certo alla finanziarizzazione dei processi economici. La verità si è purtroppo svelata come la più grande delle menzogne operate in danno degli agricoltori e dei cittadini/consumatori: il crollo dei prezzi al campo e l’aumento vertiginoso dei costi produttivi sono stati solo una cartina di un quadro in cui l’Europa e l’Italia scelgono di poter fare a meno delle nostre aziende produttive che rimangono sempre di più caricate di debiti non remunerati dagli andamenti di mercato. E’ questa la vera natura dell’indebitamento dell’azienda agricola nelle aree produttive una volta forti del nostro Paese: è conseguenza non della capacità degli agricoltori di fare il proprio mestiere ma della incapacità della politica di garantire un quadro in cui gli investimenti abbiano un senso”. Con questo convincimento il “Comitato per la Difesa di Angela e Nando e dell’agricoltura lucana” ha rivendicato tutte le iniziative condotte in questi anni insieme ad Altragricoltura e a molte altre realtà sociali, sindacali e culturali e si rivolge direttamente alla Regione Basilicata ed al Governo con un documento che sarà presentato domattina (21 luglio) alle ore 9 a Potenza all’Assessore Regionale Michele Ottati ed inviato ai Parlamentari lucani in cui, al primo punto, si chiede la Moratoria delle esecuzioni contro le aziende agricole per il tempo necessario a ricontrattare in Europa e con il Governo Nazionale le condizioni di un rilancio vero che assicuri reddito e futuro per chi lavora la terra.
Sempre alle ore 9 di domattina all’assessore Regionale Michele Ottati sarà consegnato un documento con le proposte per il rilancio dell’Azienda Conte e per alcuni interventi nelle aree di crisi dell’agricoltura lucana. Il documento si intitola “TRASFORMARE LA CRISI RURALE IN OPPORTUNITA’ ECONOMICA E SOCIALE” e contiene un pacchetto di proposte operative e progetti per sperimentare in Basilicata la possibilità di assistere le aziende agricole in crisi verso modelli positivi economicamente gestibili.
ALLE ORE 10,30 CONFERENZA STAMPA NELLA SALETTA A PIANO TERRA DEL CONSIGLIO REGIONALE A POTENZA PER ILLUSTRARE LE PROPOSTE PRESENTATE ALLA REGIONE BASILICATA CON L’INVITO A PARTECIPARE ALL’ASSESSORE REGIONALE ALL’AGRICOLTURA MICHELE OTTATI.

ALLE ORE 13 CI TROVIAMO TUTTI ALL’AZIENDA CONTE A MADONNELLE (CONFINE FRA TURSI E POLICORO) PER TENERE UN’ASSEMBLEA, PRANZARE ED ATTENDERE L’UFFICIALE GIUDIZIARIO PER IL CAFFE’. SPERIAMO NON VENGA PERCHE’ SI SOSPENDONO LE PROCEDURE E SI TORNI AL TAVOLO

Crisi agricola: un silenzio assordante. La testimonianza di Leonardo Conte.

L’azienda Conte non passerà di mano, ci stiamo organizzando

Invito il 23 gennaio a Policoro: contro gli sciacalli nel Metapontino

Nasce Rinascita Lucana, prima associazione in difesa della terra e di chi la lavora.

Contro gli sciacalli: prossima tappa a Policoro, stiamo preparando la risposta!

Giù le mani dal lavoro contadino

Invito alla stampa

Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

Ancora un appello a chi ha comprato l’azienda all’asta: sospendi le procedure e siediti al tavolo di compromesso. Noi siamo comunque pronti.

Com. Stampa

Il Comitato di sostegno ad Angela e Leonardo e per la difesa delle aziende in crisi nel metapontino rivolge un ulteriore appello a chi ha comprato all’asta: sospendi le procedure e discuti di un compromesso

Da domenica mattina Leonardo Conte inizia lo sciopero della fame che andrà avanti fino a quando non si aprirà il tavolo di confronto per trovare una soluzione concordata. Altragricoltura lo sostiene fino in fondo e prepara le ulteriori mosse per una soluzione positiva.

conteStamattina, 19 luglio 2014, si è tenuta la Conferenza stampa a Policoro in cui Gianni Fabbris, Leonardo Conte ed Angela Ergastolo hanno fatto il punto della situazione sulla vertenza in difesa dell’azienda “Fior di salumi”.
Il fatto: l’azienda costruita dalla famiglia Conte era una delle più importanti aziende allevatrici e di trasformazione dell’Italia meridionale arrivando a far registrare un fatturato di oltre 10 miliardi di lire negli anni ’90 e diventando la più importante azienda biologica del Mezzogiorno.
Quella azienda è entrata in crisi come la quasi totalità delle aziende di quel tipo meridionali per le congiunture del mercato e il quadro delle scelte di politica agricola ma anche per effetto di una profonda ingiustizia contro cui Leonardo Conte ha sempre combattuto e che ha sempre denunciato: l’abbattimento senza alcun indennizzo dei capi per il sospetto di “afta epizootica” che si è poi rivelato infondato ma per cui non è stato pagato alcun risarcimento precipitando l’azienda in una profondissima crisi da cui non si è più risollevata.
Negli anni scorsi, grazie anche all’iniziativa del Soccorso Contadino, quella azienda è stata oggetto di un piano di rilancio e di fuoriuscita dalla crisi su cui si stanno avviando investimenti e progetti perché poss tornare ad essere un’azienda produttiva modello capace di produrre cibo e servizi di qualità nel quadro dei nuovi orientamenti di mercato.
Ad interrompere questo processo è però intervenuto l’evento traumatico della vendita all’asta per cui un vicino di terreno (che dunque conosceva e conosce bene la condizione di Leonardo e Angela ed il fatto che stanno in tutti i modi lavorando alla messa in sicurezza ed al rilancio dell’azienda) ha comprato per 80.000 euro un valore di almeno seicentomila euro.
Non essendo riusciti per motivi “tecnici” ad evitare la vendita, Altragricoltura, che non ha mai contestato gli aspetti formali della vendita avvenuta all’interno delle procedure di legge (su cui comunque avremmo molto da criticare per come sono consentite) fin dal primo momento ha posto un problema in termini chiari: “Se è criticabile ma comunque legalmente lecito e comprensibile il fatto che qualcuno compri all’asta quando l’azienda è morta o cessata cercando di far fruttare al meglio i propri soldi non è moralmente accettabile il fatto che questo avvenga quando i beni sono oggetto dello strenuo tentativo di risanamento, rilancio e difesa di chi non solo non li ha abbandonati ma sta provando a risolvere i problemi”.
E’ il caso dell’Azienda Conte che è stata comprata all’asta da chi sapeva bene la sua situazione e conosceva gli sforzi di Leonardo e Angela. E’, questo, per Altragricoltura un atto immorale intollerabile in una comunità, su cui fin dal primo momento con molte pubbliche iniziative alla presenza di ogni autorità (compreso il viceprefetto invitato nella sala Consigliare di Policoro) è stato chiesto un ripensamento che poteva scongiurare una lesione, una frattura alla convivenza civile e pacifica.
Diverse sono le ipotesi possibili; fra queste, per esempio, quelle di recuperare i soldi investiti da chi ha fatto l’offerta oppure quella di mettere le risorse investite a capitale nella società cooperativa già costituita per il rilancio dell’azienda e che è pronta agli investimenti per fare di quel luogo un’azienda modello di Agricoltura Sociale, Allevamento e trasformazione biologica, servizi agrituristici e di ristorazione al territorio.
Perchè questo possa accadere, però, occorre la disponibilità e la volontà di trovare un compromesso che tuteli tutti e, così, sembrava stesse avvenendo quando l’ultima volta che l’Ufficiale Giudiziario aveva cercato di entrare in azienda, si era sospesa la procedura con un verbale in cui le parti, prendendo atto che il Sindaco di Tursi aveva convocato un Tavolo di Compromesso, si impegnavano ad incontrarsi.
Quel tavolo, però, non si è mai tenuto per le pretestuose motivazioni di chi ha comprato che, evidentemente, dopo aver dato la parola della disponibilità all’incontro in realtà continua ancora a pensare di poter incassare l’affare a facile prezzo senza dover rendere conto e senza voler fare un passo indietro.
Ieri pomeriggio Gianni Fabbris era andato in Questura a Matera per rappresentare la gravità nel Metapontino delle tante aziende in crisi e il fatto che per queste crisi servono soluzioni istituzionali, politiche e comunque concordate fra le parti. Fabbris ha sottolineato ai rappresentanti delle forze dell’ordine che l’azione condotta in questi anni da Altragricoltura sul territorio si è sempre sforzata di ricercare e trovare delle soluzioni di compromesso e negoziate e che questo ha tenuto per molti aperta la speranza. “Se questa azione dovesse fallire, se dovesse venire meno la funzione della mediazione sindacale tutto diventerebbe un problema di ordine pubblico” ha argomentato Fabbris aggiungendo che “i problemi non sarebbero solo per il tentativo di entrare nell’azienda Conte che noi siamo determinati ad impedire assumendocene la responsabilità ma, soprattutto, per le tante altre situazioni di aste aperte che, non avendo prospettive di soluzioni, lascerebbe il campo alla reazione di quanti non sono disposti ad essere semplicemente agnelli sacrificali della crisi ed a perdere il lavoro di una vita”.
Nella conferenza stampa di oggi, dunque, Fabbris ha rivolto direttamente un appello a chi ha comprato: “Sospendi di tua iniziativa la procedura in corso, evita che lunedì l’Ufficiale Giudiziario sia chiamato ad ulteriori passi formali e siediti al tavolo di confronto per trovare un compromesso e rilanciare l’azienda o metteti in condizione di recuperare l’investimento”. Per Altragricoltura e il Comitato di Sostegno ad Angela e Leonardo sarebbe questo un gesto importante di disponibilità che consentirebbe una discussione positiva ma se questo non ci sarà, l’atteggiamento avuto fin’ora cambierebbe. Il Comitato di Sostegno ha discusso ed ha pronta una campagna nazionale dal titolo: TOGLIAMO ANGELA E LEONARDO DALLE GRINFIE DEGLI SCIACALLI, che, evidentemente, avrebbe l’obiettivo (fin qui non praticato per ricercare al contrario una soluzione concordata) di fare in modo che su questa vicenda si apra la più grande attenzione dell’opinione pubblica nazionale cui verrà chiesto se “Trovate morale che il vostro vicino di casa approfitti dei vostri guai comprando all’asta i vostri beni mentre voi cercate di uscire dalla crisi?”.
Nel frattempo il Comitato, con l’obiettivo di tentare fino in fondo la via della mediazione e del compromesso, annuncia il sostegno attivo ad una importante ed impegnativa iniziativa che la la famiglia Conte sta per assumere.
DA DOMATTINA DOMENICA 20 LUGLIO, LEONARDO CONTE IN PIAZZA HERACLEA INIZIERA’ UNO SCIOPERO DELLA FAME CHE ANDRA’ AVANTI FINO A QUANDO NON SI REALIZZERA’ IL TAVOLO DI COMPROMESSO PROPOSTO DAL SINDACO DI TURSI.
A Leonardo ed Angela anche in questo caso non andrà solo la solidarietà ma, anche, l’impegno attivo per cui, nel frattempo, metteremo in campo tutta una serie di iniziative per chiamare la comunità di Policoro e del Metapontino a rispondere al quesito “Siamo davvero disposti ad accettare che un abitante del territorio che ha qualche disponibilità economica possa approfittare della difficoltà del suo vicino e comprare all’asta il lavoro di una vita mentre i suoi confinanti sono impegnati nell’azione di rilancio e risanamento?”.
Domattina, in occasione dell’avvio del presidio in sostegno dello sciopero della fame di Leonardo Conte alle ore 12, sarà diffuso l’agenda delle iniziative per lunedi mattina in attesa di sapere se l’appuntamento con l’Ufficiale Giudiziario sarà sospeso o meno. Se non lo sarà ci troveremo tutti alle ore 13 all’Azienda Conte per preparare il Caffè per gli ospiti.

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Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

Vertenza Conte. Per la seconda volta la controparte non rispetta la parola data.

Com. Stampa

Il Sindaco di Tursi aveva riconvocato il tavolo di mediazione per ieri

17 luglio alle ore 16
La controparte che pensa di mettere le mani per un tozzo di pane sulla vita e l’azienda di Angela e Leonardo, nonostante si fosse impegnata a partecipare per la seconda volta ha disertato il tavolo.
Sabato mattina ore 11 a Policoro in Piazza Heraclea, annunciamo la risposta. Noi facciamo sul serio.
Oggi abbiamo chiesto l’incontro al Questore di Matera e domani sera riunione organizzativa.

conte“Nonostante tutta la nostra buona volontà a ricercare e trovare un accordo” ha dichiarato Fabbris “qualcuno fa finta di non capire e pensa di non dover rispondere dell’immoralità di un gesto cui sarà chiamato a dare conto”.
Un paio di settimane fa l’Ufficiale Giudiziario venuto ad eseguire la presa in possesso dell’Azienda di Angela e Leonardo da parte di chi ha comprato all’asta i beni di un’azienda viva ed in piena fase di rilancio, aveva sospeso la procedura di fronte alla presa d’atto che il Sindaco di Tursi aveva offerto la mediazione per trovare una soluzione e che il Comitato di sostegno ad Angela e Leonardo aveva ampiamente dichiarato la disponibilità ad una mediazione.
La controparte aveva preso atto e dichiarato la propria disponibilità a sedere ad un tavolo di confronto ma aveva mandato a vuoto il primo incontro con motivazioni assolutamente pretestuose e strumentali cui lo stesso sindaco aveva risposto con una ulteriore convocazione per ieri pomeriggio presso il Municipio di Tursi.
Anche questa volta la controparte non si è presentata preferendo, evidentemente, la strada di non rispettare la parola data e dimostrando fino in fondo la strumentalità degli argomenti di chi da un anno e mezzo continua a far finta di non capire.
“Noi facciamo sul serio” ribadisce Gianni Fabbris che annuncia la convocazione di una conferenza stampa per domattina 19 luglio alle ore 11 in Piazza Eraclea a Policoro quando inizierà il presidio base della organizzazione del Comitato di sostegno.
Nella Conferenza Stampa di sabato 19 a Policoro Altragricoltura darà conto delle prossime mosse sulla base di una serie di consultazioni ed incontri che stanno avvenendo in queste ore.
Stamattina Fabbris aveva incontrato su questa vicenda a Potenza l’Assessore Regionale all’agricoltura Michele Ottati ed oggi alle ore 18 sarà alla Questura di Matera avendo chiesto un incontro al Questore per rappresentare la criticità della situazione delle aziende vendute all’asta nel Metapontino ed, in particolare, della vicenda di Leonardo e Angela.
“Ad ogni modo” ha dichiarato Gianni Fabbris “siamo intenzionati ad andare fino in fondo anche perchè noi siamo abituati a rispettare la parola data e consideriamo l’impegno per difendere questa azienda come un impegno assunto nei confronti dei tanti e tante che vivendo la crisi sono quotidianamente alla mercè di usurai e sciacalli di ogni genere”

Crisi agricola: un silenzio assordante. La testimonianza di Leonardo Conte.

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Invito alla stampa

Giù le mani dalla terra di Leonardo e Angela

Aggiornamenti sulla vertenza Conte. La dignità e il futuro delle aziende agricole non si comprano all’asta.

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