Presentata al Pres. Pittella la Proposta per il Bonus Terra.

Questa mattina, come annunciato nei giorni scorsi, Gianni Fabbris ha incontrato a Potenza il Presidente della Regiona Basilicata Marcello Pittella per illustrargli i termini della proposta avanzata con legge di iniziativa Popolare per il BONUS TERRA. L’incontro è avvenuto dopo la Conferenza Stampa indetta dal Presidente Pittella per illustrare la proposta della Regione di poter considerare fuori dal Patto di Stabilità l’utilizzo delle somme rinvenienti dalle royalties del Petrolio. Gianni Fabbris, che ha assistito alla conferenza stampa del Presidente Pittella ha osservato nel merito: “Siamo di fronte a due pesi ingiusti che gravano sulla Sovranità dei cittadini: quella di un patto di stabilità (da più parti denunciato come un freno irresponsabile allo sviluppo figlio di una visione ragionieristica e miope dei bilanci) che vieta agli Enti di spendere risorse anche quando ci sono come nel caso delle somme disponibili nella cassa regionale ma, di fatto, “sequestrate” dalle tasche dei lucani e quella, particolarmente odiosa per i cittadini di Basilicata che (essendo comunque chiamati a dover sopportare i costi, i rischi e i problemi delle estrazioni petrolifere) subiscono la beffa di non poter disporre delle somme derivanti per compensazione dalle royalty che non sono possono certo essere considerate alla stregua dei trasferimenti comunitari essendo, al contrario, compensazioni dirette. L’obiettivo posto dalla Regione Basilicata di pretendere che il Governo Nazionale corregga questa distorsione e renda spendibili le risorse è un obiettivo giusto cui dovremmo lavorare tutti e costruire un ampio fronte mettendo al centro l’interesse generale delle nostre comunità a vedere garantite le condizioni economiche minime per sostenere la spesa e gli investimenti e, insieme, per difendere la nostra Sovranità.” Sovranità che, per Fabbris “deve essere alimentata della partecipazione e della condivisione delle scelte da parte dei cittadini e per cui è fondamentale coniugare il diritto sacrosanto all’autonomia delle decisioni insieme al massimo del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte. Scelte che vanno condivise sia nella qualità e nell’indirizzo della spesa sia nelle modalità di uso delle risorse naturali di questa Regione. Su questa via è possibile saldare il fronte ampio di interessi necessario a superare le letture ragionieristiche e qualificare, al contrario, una idea di sviluppo sociale e di uso del territorio che ci permetta di uscire dalla crisi.” Fabbris, che ha offerto al Presidente Pittella il sostegno alla richiesta annunciata stamattina di rivedere le disposizioni che le impediscono di usare le somme già in suo possesso derivanti dalle royalty, ha ricordato che lo stesso Patto di Stabilità è un problema per disporre di somme per dare risposte alle popolazioni alluvionate e che quella di considerare fuori dal Patto di Stabilità le somme che le Regioni spendono e potrebbero spendere per far fronte alle alluvioni è una forte richiesta dei Comitati Alluvionati di tutta Italia e delle Regioni colpite da eventi drammatici come quelli che per ben tre anni hanno colpito il nostro territorio facendo oltre 500 milioni di Euro di danni e per cui i “nostri alluvionati” ridotti allo stremo attendono ancora risarcimenti anche solo parziali. In questo quadro Fabbris ha illustrato al Presidente Pittella la gravità della situazione delle famiglie alluvionate lucane che, nel mentre sollecitano risposte non più rinviabili sui risarcimenti non rinunciano all’impegno perchè sul territorio arrivino risorse e si adottino strumenti capaci di affrontare in maniera strategica i problemi della prevenzione delle alluvioni, della messa in sicurezza e della bonifica delle aree compromesse. Fabbris ha illustrato al Presidente Pittella i contenuti della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare che 11 alluvionati del Metapontino hanno depositato ieri in Corte di Cassazione a Roma propone la costituzione che con il BONUS TERRA si ripropone di destinare parte dei proventi derivanti dall’uso delle risorse naturali (acqua, metano, gas, ecc..) per dare vita ad iniziative che finanzino il riassetto idrogeologico, la bonifica delle aree inquinate, i progetti di sviluppo ecologicamente compatibili e le azioni di inclusione sociale di persone e fasce di cittadini in difficoltà. “E’, questo, un modo di qualificare le scelte e la spesa” ha spiegato Fabbris “e di costruire il consenso alle scelte fondamentali e la proposta di una legge di iniziativa popolare offre bene alla politica ed alle istituzioni il livello di confronto con i cittadini ed il loro massimo coinvolgimento”. Il Presidente Pittella, ribadendo l’impegno a sbloccare entro l’estate misure di sostegno straordinario per le famiglie alluvionate in difficoltà ed ad adottare iniziative strutturali per prevenire le alluvioni, ha dichiarato a Fabbris il proprio personale interesse alla proposta di legge di iniziativa popolare per il Bonus Terra e ad aprire il confronto per valutare come la proposta può essere assunta e sostenuta dalla Regione

Giù le mani dal lavoro contadino. Presidio nell’azienda agricola occupata a Policoro.

Com. Stampa
info: 3466483882

 

Giù le mani dalle nostre terre!
Policoro, 20 marzo 2013 Azienda Agricola occupata di Leonardo Conte e Angela Ergastolo
PRESIDIO CONTRO LO SCIACALLAGGIO DELLE AZIENDE AGRICOLE
e per impedire che la famiglia Conte sia cacciata dalla terra


ore 10,00 Incontro con la stampa per: 
– presentare le iniziative in corso per il rilancio dell’azienda
– lanciare la campagna nazionale di denuncia e di pressione civile
– scongiurare la cacciata dalla terra della famiglia di allevatori e agricoltori 

conte-300x300L’azienda agricola di Leonardo Conte e Angela Ergastolo è stata occupata nel febbraio dell’anno scorso, allorquando avevamo preso atto che nel chiuso di uno studio privato di Matera, qualcuno aveva comprato all’asta per poche decine di migliaia di Euro un valore di oltre mezzo milione di Euro, frutto del lavoro della famiglia Conte. E’ da oltre un anno che difendiamo l’azienda ed il lavoro della famiglia Conte e che continuiamo a proporre a chi ha comprato un gesto di valore morale: quello di fare un passo indietro e di rimettere l’azienda nella disponibilità di chi la ha fin qui lavorata. Abbiamo pubblicamente avanzato più proposte, tutte centrate sull’idea che nelle nostre comunità non ci sia posto per quanti approfittino del lavoro degli altri e, sfruttando la fase di crisi drammatica che stiamo attraversando, cerchino di fare affari sulle difficoltà degli agricoltori. Mentre abbiamo chiesto ai Sindaci di Tursi e Policoro di esercitare una mediazione ed una sollecitazione ad aprire il confronto, abbiamo più volte denunciato come questa crisi che sta colpendo le aree rurali assomiglia sempre di più ad un’economia di guerra e che la solidarietà e il rispetto fra le persone è la prima condizione per evitare la barbarie; per noi il comprare a quattro soldi il frutto dei sacrifici di una vita è un comportamento immorale anche quando è permesso legalmente. Secondo il Sabatini Coletti (vocabolario della lingua italiana), l’azione “...di furto o saccheggio di luoghi e persone colpiti da calamità naturali, disgrazie ecc. o (per estensione) l’azione cinica compiuta a danno di chi è già in difficoltà...” è definita “sciacallaggio“.
Spiegazione che rende bene l’idea di quello che accade nelle economie di guerra, durante i disastri naturali o nelle fasi di crisi economica quando vengono meno le regole etiche della convivenza e della solidarietà nelle comunità e prevale, al contrario, la logica della speculazione e del profitto personale.
Continuiamo a chiedere a chi ha comprato l’azienda all’asta di fare un passo indietro, di aprire un percorso di confronto e di rendersi disponibile ad una soluzione per dare il segno, al contrario, che i principi della solidarietà e della convivenza civile nella comunità prevalgano.
Mentre ad oggi non abbiamo avuto risposte, giovedi 20 marzo, al contrario, con un atto legale, chi ha comprato chiede di poter entrare in possesso dei beni.
Ma oggi, l’azienda di Leonardo Conte non è più l’affaruccio su cui fare la speculazione , è un’azienda in pieno rilancio in cui sono coinvolte centinaia di persone con un progetto di uso sociale e, soprattutto, con la determinazione di difendere un principio morale semplice: la terra è il prodotto del lavoro e dei sacrifici di quanti la lavorano.
Un anno fa è nata l’Associazione Rinascita Lucana, che ha lavorato quelle terre e che domani, giovedi 20 marzo (dalle ore 9,30), terrà la sua assemblea nell’azienda per approvare il piano di investimenti e di rilancio aziendale e per presentarlo alla stampa lucana. In quella occasione la famiglia Conte, renderà noto un appello rivolto a chi ha comprato e che,  consegnato nelle mani dei Sindaci di Policoro e Tursi, diventerà il centro di una campagna nazionale di raccolta firme e di pressione civile.
Alle ore 10 è convocata la Conferenza stampa presso l’azienda di Leonardo Conte e Angela Ergastolo in agro di Madonnelle (in agro di Tursi al confine con Policoro).
Se dovesse venire l’Ufficiale Gudiziario ci troverà in assemblea e ci troverà ad un incontro con la stampa per rendere nota la proposta rivolta a chi ha acquistato all’asta. In ogni caso ci troverà, domani e in futuro, fortemente determinati ad impedire che la famiglia Conte venga cacciata dalle terre che lavorano.
La stampa è invitata alle ore 10 del 20 Marzo 2013 presso l’Azienda di Leonardo Conte – Griglieria Leonardo Fior di Salumi.

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Il comitato contro le aste giudiziarie incontra la stampa

foto di Franco Assenza
foto di Franco Assenza

In queste ore presso la sede di Altragricoltura a Vittoria, in Via G. Cascino, è in corso la conferenza stampa indetta dal Comitato contro le aste giudiziarie costituitosi lo scorso 12 febbraio.
Sarà l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte, soffermandosi in modo particolare sulla decisione assunta dalla Procura di Ragusa in merito al caso Guarascio e all’inchiesta ancora in corso relativa al malaffare nel circuito delle aste giudiziarie.

 

Giù le mani dalle nostre case! Altragricoltura da domani in sit – in a Ragusa

Comunicato stampa

Vittoria. – Domani, giovedì 05 dicembre, alle ore 10:00 una delegazione di Altragricoltura terrà un sit-in davanti al Tribunale di Ragusa per ricordare alle Istituzioni il circuito del malaffare che gira da anni ormai intorno alle aste giudiziarie.
L’intento sarà quello di incontrare il Procuratore e il Presidente della sezione fallimentare del tribunale e chiedere il fermo temporaneo delle vendite, verificandone, caso per caso, la regolare procedura chiedendo la revoca alla delega delle vendite presso gli studi privati.
“Un intero patrimonio che costituiva la ricchezza di questo territorio sta finendo nelle mani della criminalità organizzata” sottolinea Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, “Tutto questo va ad ogni costo impedito”

Intervista su Rai 1 all’imprenditore Maurizio Ciaculli

Domani, 24 Settembre 2013 alle ore 10:30
Intervista a Maurizio Ciaculli, imprenditore di Vittoria (RG), su “Rai 1”

Dopo l’ennesimo e gravissimo atto intimidatorio subito nei giorni scorsi dall’imprenditore agricolo e dirigente regionale di Altragricoltura Sicilia, Maurizio Ciaculli, e nell’attesa che le istituzioni diano una valida risposta contro questa serie di vessazioni, vi informiamo che Maurizio sarà ospite domani, 24 settembre alle ore 10:30 su Rai 1, nella trasmissione “Verde 1”.
Sarà invitato a raccontare la sua storia e le intimidazioni che continua a subire dalla criminalità organizzata a causa del suo impegno nonchè delle diverse denunce  nei confronti della grande distribuzione e del malaffare che le ruota attorno alle aste giudiziarie.
“La politica continua a stare muta e a non porre rimedio”,  ha dichiarato Tano Malannino, presidente Nazionale di Altragricoltura e aggiunge “mentre noi continuiamo con le campagne  “Giù le mani dal nostro cibo” e “Giù le mani dalle nostre terre”. Altragricoltura Sicilia, di concerto con il coordinamento nazionale, sta preparando iniziative di risposta e mobilitazione. In settimana incontreremo la presidente della Commissione Antimafia Europea, Sonia Alfano, alla quale chiederemo prima di ogni altra cosa la sicurezza personale di Maurizio Ciaculli, visto che dopo una settimana dall’incontro avuto con il Prefetto di Ragusa non abbiamo nessun riscontro rispetto alle richieste fatte dalla nostra nostra delegazione.”

Un gatto impiccato per minacciare l’agricoltore Maurizio Ciaculli

Pubblicato su GenerazioneZero (leggi articolo originale)

“Sì è superato ogni limite. Un atto gravissimo che avviene dentro la casa di Maurizio Ciaculli, che vuol dire ‘ti veniamo a prendere fino a casa la prossima volta’. Un atto troppo grave”. Queste sono le prime parole che Tano Malannino, Presidente Nazionale Altragricoltura, ci comunica al telefono.

La voce è ferma, decisa e particolarmente amara. L’occasione, del resto, lo richiede.
Ieri mattina, infatti, Maurizio Ciaculli, imprenditore agricolo di Vittoria (Rg) e dirigente regionale di Altragricoltura, ha trovato nel giardino di casa il proprio gatto impiccato. Una scena macabra, terribile, che non lascia nessuno spazio all’immaginazione. Una scena fin troppo chiara.
“Due mesi prima, Ciaculli era stato avvicinato da due persone che gli avevano detto ‘tu stai parlando assai…’. Fatto questo, come tanti altri, che sono stati tutti da noi denunciati. Oggi dovevamo incontrare il Prefetto di Ragusa, ma si trova fuori sede e lo incontreremo domani mattina alle dieci. Comunque, già quindici giorni fa avevo richiesto un’audizione con il Prefetto, perché sentivo che stava accadendo qualcosa di grave. In passato Ciaculli è stato vittima di altre minacce ma questa volta è diverso. Chiederemo al Prefetto che la famiglia e la casa di Ciaculli vengano tutelati, perché non è possibile che una persona che lotta con coraggio e che denuncia le porcherie che accadono, deve invece subire certe porcherie!”.
Malannino ci parla di altre minacce denunciate in passato, “cinque o sei, mi pare” , e anche di una telefonata che una volta ricevette Ciaculli, nella quale si sentiva il ticchettio di un orologio. Come a dire: il tuo tempo sta finendo. Roba da film. Ma, purtroppo, questo non è un film.

“Offrirono pure del denaro a Ciaculli”

Altragricoltura si è distinta negli anni per le battaglie a fianco degli agricoltori, nel nome della legalità, contro il fenomeno del taroccamento dei prodotti ortofrutticoli. Prodotti che vengono da paesi terzi, che vengono spacciati per prodotti locali e immessi nel mercato. Grosse aziende che sono disposte a fare di tutto pur di ricavare un gran bel guadagno. “Amici degli amici offrirono pure del denaro a Ciaculli, affinché la smettesse con la sua battaglia. Noi non siamo in grado di sapere chi è il mandante di tutte queste minacce, ma sappiamo solo che il denominatore comune è il malaffare”, ci dice ancora Malannino. Già, perché i nemici non sono mai abbastanza. Basti pensare che Altragricoltura è impegnata anche in un’altra battaglia, quella che fa riferimento alle aste giudiziarie, cui dietro si nasconderebbe “un giro strano, se ti ricordi il caso dell’uomo che si è dato fuoco la scorsa primavera (Giovanni Guarascio), continua Malannino.
“Noi siamo rispettosi delle Istituzioni, ma se sono carenti anche questa volta, noi ci incazzeremo e le riterremo complici di quanto sta accadendo. In passato ci siamo rivolti anche alla Commissione Antimafia, ma non abbiamo avuto dei riscontri. Nei prossimi giorni faremo una conferenza stampa per comunicare gli ulteriori sviluppi”.
La palla passa adesso alle Istituzioni.

Attilio Occhipinti

Gatto impiccato per Ciaculli. Avvertimento?

Pubblicato su Il Giornale di Ragusa (leggi articolo originale)

Un gatto impiccato nel giardino. E’ la macabra scoperta fatta da Maurizio Ciaculli, imprenditore agricolo e dirigente regionale di Altragricoltura, il movimento di protesta che è stato protagonista nel denunciare le difficoltà del comparto serricolo e nell’intraprendere eclatanti forme di lotta contro la classe dirigente che poco o nulla fa per risolvere i problemi del comparto. Domenica mattina ignoti gli hanno fatto trovare un gatto impiccato nel giardino di casa. Un gravissimo atto intimidatorio. Altre spiegazioni non ce ne sono. Ciaculli da tempo è impegnato contro le tante illegalità che colpiscono gli agricoltori: fra tutte la sua denuncia contro il taroccamento dei prodotti ortofrutticoli (melanzana taroccata), cosi come è noto il suo impegno nel denunciare l´illecito che vive attorno alle aste giudiziarie. Ha già subito diverse intimidazioni, tutte denunciate alle forze dell´ordine e alle varie Istituzioni.

“Questa volta si è alzato il tiro, lo si è voluto colpire in casa- ha dichiarato Tano Malannino, presidente Nazionale di Altragricoltura -Chiediamo alla società civile di stringersi attorno a Maurizio e alla sua famiglia. Chiediamo alle Istituzioni fatti concreti di tutela nei confronti di Maurizio, della sua famiglia, della sua azienda e della sua casa”. Oggi una delegazione di Altragricoltura si recherà a Ragusa per incontrare il Prefetto. Altragricoltura Sicilia, di concerto con il coordinamento nazionale, sta preparando iniziative di risposta e mobilitazione ed a giorni verrà indetta una conferenza stampa per rendere noti gli sviluppi (si spera positivi) della vicenda.

 

Vittoria. Un’altra intimidazione all’imprenditore Maurizio Ciaculli.

ciaculli
Maurizio Ciaculli

Arriva una pessima notizia dalla Sicilia: avvertimento mafioso a un nostro agricoltore con il quale abbiamo condiviso tante battaglie: Maurizio Ciaculli.

Ci lega una profonda amicizia non solo per le vicende di cui lui più volte è stato vittima ma per il grande e insostituibile rapporto umano che ne è scaturito.

Abbiamo imparato a conoscere Maurizio e la sua famiglia nel tempo. Sappiamo che sono più forti di una roccia e che non avrebbero abbassato il capo neanche dopo questo ennesimo ‘schiaffo’ di cui sono vittime.

Qualche tempo fa Emanuele Feltri, agricoltore del Catanese, è stato protagonista di un’analoga vicenda: ha avuto sgozzati gli animali del gregge per dargli un segnale e intimidirlo. Ora gli stessi sciacalli sono passati ad impiccare i gatti nei giardini di casa, di notte, a Maurizio.

Entrambi non hanno esitato e hanno organizzato la risposta, l’unica che poteva essere possibile per gente come loro: nessuna intimidazione sarà sopportata. A testa alta e senza il cappello in mano sempre!

Segue comunicato stampa di Altragricoltura Sicilia con le dichiarazioni del Presidente Tano Malannino

Stamattina, 15 settembre 2013 a Vittoria (Rg), ennesimo gravissimo atto intimidatorio nei confronti dell’imprenditore agricolo e dirigente regionale di Altragricoltura Maurizio Ciaculli.

Nel giardino di casa gli è stato fatto trovare il gatto impiccato. Maurizio è ormai da tempo impegnato contro le tante illegalità che colpiscono gli agricoltori, è nota la sua denuncia contro il taroccamento dei prodotti ortofrutticoli (melanzana taroccata), cosi come è noto il suo impegno nel denunciare l’illecito che vive attorno alle aste giudiziarie. Ha già subito diverse intimidazioni, tutte denunciate alle forze dell’ordine e alle varie Istituzioni.
“Questa volta si è alzato il tiro, lo si è voluto colpire in casa” ha dichiarato Tano Malannino, presidente Nazionale di Altragricoltura e aggiunge “Chiediamo alla società civile di stringersi attorno a Maurizio e alla sua famiglia. Chiediamo alle Istituzioni fatti concreti di tutela nei confronti di Maurizio, della sua famiglia, della sua azienda e della sua casa.”
Domani 16 c.m. una delegazione di Altragricoltura si recherà a Ragusa per incontrare il Prefetto.
Altragricoltura Sicilia, di concerto con il coordinamento nazionale, sta preparando iniziative di risposta e mobilitazione ed a giorni verrà indetta una conferenza stampa per rendere noti gli sviluppi (si spera positivi) della vicenda.

La Sovranità Alimentare per uscire dalla crisi, ora!

Nel sito di Altragricoltura, preceduta da una nota esplicativa, è stata pubblicato il documento sottoscritto da diverse organizzazioni contadine di diversi Paesi (fra cui la stessa Altragricoltura) dal titolo “Sovranità alimentare dei popoli, facciamola funzionare!”.

E’ un documento datato a qualche anno addietro ma rende bene quali potenti strumenti la proposta della Sovranità Alimentare mette a disposizione del lavoro e del dibattito per riconquistare un futuro socialmente condiviso all’agricoltura di fronte ad un disastroso presente che condanna vaste aree rurali del mondo, comprese quelle italiane, all’impoverimento e discrimina sempre di più i cittadini dall’accesso al cibo.

In marcia verso Terra Futura. Altragricoltura torna dopo dieci anni.

Servizio In ToscanaDa alcuni giorni è terminata la decima edizione di Terra Futura che si è svolta a Firenze tra il 17 e il 19 maggio del 2013.Una mostra convegno internazionale per unire teoria e pratica.

Da una parte una riflessione sulle grandi sfide che dobbiamo affrontare dall’altra le buone pratiche di chi sperimenta soluzioni concrete.

Altragricoltura, dopo averla lanciata 10 anni fa, ci ritorna con una grande speranza: quella di condividere e socializzare il dramma che si vive nelle campagne che sta dentro una crisi più ampia che è non solo finanziaria ma anche economica, sociale, ambientale, di democrazia, provando a concretizzare percorsi, definire strategie e riflettendo a più livelli, favorendo il dialogo tra diversi attori che compongono la società civile.

Cala il sipario su Terra Futura ma non su Altragricoltura.

da sx: Marocci, Ciaculli, Prella, Carocci, Fabbris, Madio, Malannino,
da sx: Marocci, Ciaculli, Prella, Carocci, Fabbris, Madio, Malannino, Cavinato

Si è chiusa domenica sera, 19 maggio, dopo una bella, affollata e partecipata assemblea l’Area della Sovranità Alimentare promossa e organizzata da AIAB Toscana e Altragricoltura.

E’ stata l’occasione per diffondere a un numero consistente di persone ed a un insieme di reti che nei diversi territori d’Italia lavorano giorno per giorno per un nuovo modello economico, agricolo, alimentare e culturale, la nostra attività e le nostre campagne.

Abbiamo sottolineato, più volte, come Altragricoltura rappresenti un mondo molto concreto che riesce a dare risposte ponendosi come modello alternativo alle grandi organizzazioni sindacali.

Da più parti va maturando infatti l’idea che sia necessario un nuovo sistema di governance mondiale. Si è capito che non ci si può più affidare soltanto ai governi delle nazioni più forti o ai potentati dell’economia, ma è necessario un ampliamento che comprenda le rappresentanze politiche dei Paesi di grande rilievo demografico e tutta la rete del mondo associativo, vale a dire le organizzazioni non governative e i grandi movimenti che operano su più fronti da quello ecologico, della giustizia sociale e del volontariato a quello economico e finanziario.

A tal proposito uno dei nostri obiettivi è stato quello di presentarci come un’organizzazione aperta, disposta ad accogliere al suo interno tutti quelli che ne condividono ideali, anche se agiscono in maniera differente o in contesti molto lontani tra loro, sia dal punto geografico che operativo. E’ in quest’ottica che Altragricoltura ha fatto proprie le battaglie su “La Campagna globale sulla libertà dei semi”, promossa da Vandana Shiva, e “L’Arca di Gaza” di Freedom Flotilla.

Della prima iniziativa vi abbiamo già ampiamente parlato nel report della prima giornata di seminario e pertanto vi invitiamo ancora una volta a sottoscrivere l’appello che troverete in questa pagina.

Ci preme adesso soffermarci sulla campagna “Arca di Gaza”. Ce ne ha parlato ampiamente David Heap portavoce per l’Europa e il Canada. David è un professore canadese di linguistica presso l’Università di Western Ontario in Canada. Ha partecipato a tutte le flottiglie per rompere il blocco di Gaza. In una di queste ha scontato sei giorni in carcere ad Israele. E’ poi entrato a Gaza nel mese di ottobre 2012 con diverse personalità, tra cui Noam Chomsky.

L’arca di Gaza è una campagna popolare costituita da una società civile residente in Palestina, Canada, USA, Australia e altri paesi nonchè parte della Coalizione internazionale della Freedom Flotilla. La coalizione intende sfidare l’illegale e disumano blocco israeliano di Gaza e sta allestendo un’imbarcazione per sfidare con un’azione pacifica il blocco che Israele impone a Gaza, unilateralmente e senza ragione, al fine di stimolare l’economia locale e il commercio.

Altragricoltura fa sua la campagna promuovendola e offrendo piena solidarietà ai contadini palestinesi perché come ha sostenuto Heap: “quando diciamo giù le mani dalla terra lo diciamo per gli agricoltori palestinesi,  in Palestina, ma lo diciamo per gli agricoltori italiani,  in Italia, e quindi le nostre lotte sono sicuramente unite”.

Un importante spazio è stato poi dato ai nostri agricoltori: Leonardo Conte e Maurizio Ciaculli che sono i testimonial delle due campagne più importanti che Altragricoltura già da diversi mesi sta portando avanti: “Giù le mani dalle nostre terre” e “Giù le mani dal vostro cibo”. Tra gli interventi anche quello di Gianni Cavinato, Presidente ACU (Associazione Consumatori Utenti).

Il nostro è un modo nuovo di intendere la produzione, la trasformazione, la distribuzione e il consumo del cibo che trae origini dal passato e dalla storia dei diversi popoli ma che ha uno sguardo proiettato in avanti con l’intento di costituire una rete sinergica in grado di intercettare storie rurali, sempre consapevoli della difficile situazione in cui ci troviamo, sensibili da saperne valutare l’importanza.

Ma la rete, il lavoro non si conclude certo mentre cala il sipario su Terra Futura. Promuoveremo momenti d’incontro e di studio nei territori, condurremo le nostre lotte implementandole con esperienze simili ad Altragricoltura. In questo modo sarà sempre più facile favorire la condivisione di idee e un costante impatto mediatico, sempre più motivati ad andare avanti perché ci rendiamo conto di operare verso una dimensione nuova, promossa da un’umanità incredibile costituita da tante famiglie contadine e non, che stanno sempre più acquisendo consapevolezza del loro valore, dell’importanza delle loro storie spesso a metà strada fra il dramma e il fantastico, consci del difficile ma sapiente lavoro che ogni giorno svolgono.

La politica ha estromesso i contadini dal processo democratico. Nonostante tutto loro hanno conservato saperi, continuano a produrre  in armonia con la Terra, mantengono quei valori e quelle pratiche che le politiche neoliberiste hanno distrutto.

Altragricoltura, intrisa di valori rivoluzionari sta tentando di dare risposte e cambiare le nostre sorti, cambiandoci nel profondo.

Nasce Rinascita Lucana, prima associazione in difesa della terra e di chi la lavora.

Occupazione terre Conte“Se qualcuno pensa di entrare nell’azienda Conte, dopo averla comprata all’asta, ha fatto male i suoi conti”. Al monito di Gianni Fabbris, nella conferenza stampa di sabato scorso 16 marzo tenutasi nella piazza di Policoro, sono seguiti i fatti.

Ieri pomeriggio, venticinque persone tra agricoltori, cittadini, rappresentanti di associazioni e istituzioni, ha espresso piena solidarietà a Leonardo Conte e la sua famiglia, occupando un pezzo di quell’azienda che nei giorni scorsi era stata acquistata all’asta per poche migliaia di euro, nel chiuso di uno studio di un commercialista.

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