Il comitato contro le aste giudiziarie incontra la stampa

foto di Franco Assenza
foto di Franco Assenza

In queste ore presso la sede di Altragricoltura a Vittoria, in Via G. Cascino, è in corso la conferenza stampa indetta dal Comitato contro le aste giudiziarie costituitosi lo scorso 12 febbraio.
Sarà l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte, soffermandosi in modo particolare sulla decisione assunta dalla Procura di Ragusa in merito al caso Guarascio e all’inchiesta ancora in corso relativa al malaffare nel circuito delle aste giudiziarie.

 

Ragusa. Conferenza stampa del comitato contro le vendite all’asta.

1E’ di queste ore la conferenza stampa che il Comitato contro le aste giudiziarie, nato a Vittoria lo scorso 12 febbraio sta tenendo a Ragusa presso l’Hotel Montreal, nei pressi della Prefettura.
Si tratta di un comitato che, al di là di ogni visione personale, racchiude diverse associazioni come Altragricoltura, Sos Impresa, l’associazione antiracket Articolo 1, i Forconi, Soccorso Contadino Sicilia e diversi imprenditori e liberi cittadini che hanno deciso di aderire a titolo personale.
Fra loro anche Angelo Giacchi la cui vicenda personale è salita agli onori della cronaca dopo la protesta organizzata davanti alla Prefettura.
Durante la conferenza stampa sono state presentate le iniziative che il comitato intende adottare per opporsi alle aste giudiziarie già calendarizzate che intendono evitare un ulteriore impoverimento delle famiglie, la distruzione di imprese e la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Giù le mani dalle nostre case! Altragricoltura da domani in sit – in a Ragusa

Comunicato stampa

Vittoria. – Domani, giovedì 05 dicembre, alle ore 10:00 una delegazione di Altragricoltura terrà un sit-in davanti al Tribunale di Ragusa per ricordare alle Istituzioni il circuito del malaffare che gira da anni ormai intorno alle aste giudiziarie.
L’intento sarà quello di incontrare il Procuratore e il Presidente della sezione fallimentare del tribunale e chiedere il fermo temporaneo delle vendite, verificandone, caso per caso, la regolare procedura chiedendo la revoca alla delega delle vendite presso gli studi privati.
“Un intero patrimonio che costituiva la ricchezza di questo territorio sta finendo nelle mani della criminalità organizzata” sottolinea Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, “Tutto questo va ad ogni costo impedito”

Altragricoltura torna in strada.

Comunicato stampa

Conferenza stampa lunedì 04 Novembre ore 10:00

Via Generale Cascino, 86 – sede di Altragricoltura, Vittoria (RG)

 Ieri, 31 Ottobre alle ore 19:00, c/o la sede di Altragricoltura a Vittoria si è tenuta un’assemblea degli iscritti con al centro del dibattito l’urgente necessità di mobilitarsi data l’assenza di risposte da parte delle istituzioni sulla grave situazione che riguarda la vendita all’asta di aziende agricole e case d’abitazione.

“Non possiamo permettere che continui lo sciacallaggio indiscriminato a danno delle nostre aziende e delle nostre case”, dice Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, “Le vendite all’asta sempre più numerose a cui stiamo assisntendo e che mettono in ginocchio la nostra gente e il nostro territorio non può continuare tra l’indifferenza generale e in modo particolare delle istituzioni”.

Si è deciso, pertanto, di tenere una conferenza stampa per lunedì 04 Novembre p.v., alle ore 10:00 c/o i locali di Altragricoltura in Via Generale Cascino, 86 a Vittoria, per illustrare non solo le motivazioni della protesta ma anche le modalità di attuazione.

Alla conferenza stampa parteciperanno anche l’Associazione Libera, l’antiracket Sicilia, SOS impresa Sicilia, Articolo1 e l’imprenditore Angelo Giacchi.

La stampa tutta è invitata a partecipare.

Prosegue la mobilitazione per tutelare Maurizio Ciaculli

Sono passate settimane da quando Maurizio Ciaculli, imprenditore agricolo di Vittoria (RG) e dirigente regionale di Altragricoltura, ha subito l’ennesima intimidazione per il suo costante impegno a sostegno della legalità.

Ad oggi,” sottolinea Tano Malannino, presidente nazionale di Altragricoltura, “riteniamo che le istituzioni non stanno offrendo le opportune tutele che avevamo vivamente sollecitato durante l’incontro con il Prefetto. Serve una risposta immediata e serve che le forze sociali si attivino per arginare l’attacco alle condizioni di vita e di agibilità democratica nelle campagne.”

Proseguono intanto gli incontri di Altragricoltura.

Nella giornata di domani 27 settembre alle ore 10:00 presso la sede di Vittoria (RG), in Via Generale Cascino, 86/A incontreremo Libera Ragusa, Antiracket Siracusa, Antiracket Vittoria per discutere sull’argomento.

Lunedi 30 settembre invece, una delegazione di Altragricoltura si recherà a Palermo presso la Regione Sicilia per incontrare l’assessore all’Agricoltura, Dario Cartabellotta.

Sono solo alcune di una serie di iniziative che Altragricoltura sta mettendo in campo e di cui daremo notizia nei prossimi giorni.

 Altragricoltura Sicilia

Intervista su Rai 1 all’imprenditore Maurizio Ciaculli

Domani, 24 Settembre 2013 alle ore 10:30
Intervista a Maurizio Ciaculli, imprenditore di Vittoria (RG), su “Rai 1”

Dopo l’ennesimo e gravissimo atto intimidatorio subito nei giorni scorsi dall’imprenditore agricolo e dirigente regionale di Altragricoltura Sicilia, Maurizio Ciaculli, e nell’attesa che le istituzioni diano una valida risposta contro questa serie di vessazioni, vi informiamo che Maurizio sarà ospite domani, 24 settembre alle ore 10:30 su Rai 1, nella trasmissione “Verde 1”.
Sarà invitato a raccontare la sua storia e le intimidazioni che continua a subire dalla criminalità organizzata a causa del suo impegno nonchè delle diverse denunce  nei confronti della grande distribuzione e del malaffare che le ruota attorno alle aste giudiziarie.
“La politica continua a stare muta e a non porre rimedio”,  ha dichiarato Tano Malannino, presidente Nazionale di Altragricoltura e aggiunge “mentre noi continuiamo con le campagne  “Giù le mani dal nostro cibo” e “Giù le mani dalle nostre terre”. Altragricoltura Sicilia, di concerto con il coordinamento nazionale, sta preparando iniziative di risposta e mobilitazione. In settimana incontreremo la presidente della Commissione Antimafia Europea, Sonia Alfano, alla quale chiederemo prima di ogni altra cosa la sicurezza personale di Maurizio Ciaculli, visto che dopo una settimana dall’incontro avuto con il Prefetto di Ragusa non abbiamo nessun riscontro rispetto alle richieste fatte dalla nostra nostra delegazione.”

Un gatto impiccato per minacciare l’agricoltore Maurizio Ciaculli

Pubblicato su GenerazioneZero (leggi articolo originale)

“Sì è superato ogni limite. Un atto gravissimo che avviene dentro la casa di Maurizio Ciaculli, che vuol dire ‘ti veniamo a prendere fino a casa la prossima volta’. Un atto troppo grave”. Queste sono le prime parole che Tano Malannino, Presidente Nazionale Altragricoltura, ci comunica al telefono.

La voce è ferma, decisa e particolarmente amara. L’occasione, del resto, lo richiede.
Ieri mattina, infatti, Maurizio Ciaculli, imprenditore agricolo di Vittoria (Rg) e dirigente regionale di Altragricoltura, ha trovato nel giardino di casa il proprio gatto impiccato. Una scena macabra, terribile, che non lascia nessuno spazio all’immaginazione. Una scena fin troppo chiara.
“Due mesi prima, Ciaculli era stato avvicinato da due persone che gli avevano detto ‘tu stai parlando assai…’. Fatto questo, come tanti altri, che sono stati tutti da noi denunciati. Oggi dovevamo incontrare il Prefetto di Ragusa, ma si trova fuori sede e lo incontreremo domani mattina alle dieci. Comunque, già quindici giorni fa avevo richiesto un’audizione con il Prefetto, perché sentivo che stava accadendo qualcosa di grave. In passato Ciaculli è stato vittima di altre minacce ma questa volta è diverso. Chiederemo al Prefetto che la famiglia e la casa di Ciaculli vengano tutelati, perché non è possibile che una persona che lotta con coraggio e che denuncia le porcherie che accadono, deve invece subire certe porcherie!”.
Malannino ci parla di altre minacce denunciate in passato, “cinque o sei, mi pare” , e anche di una telefonata che una volta ricevette Ciaculli, nella quale si sentiva il ticchettio di un orologio. Come a dire: il tuo tempo sta finendo. Roba da film. Ma, purtroppo, questo non è un film.

“Offrirono pure del denaro a Ciaculli”

Altragricoltura si è distinta negli anni per le battaglie a fianco degli agricoltori, nel nome della legalità, contro il fenomeno del taroccamento dei prodotti ortofrutticoli. Prodotti che vengono da paesi terzi, che vengono spacciati per prodotti locali e immessi nel mercato. Grosse aziende che sono disposte a fare di tutto pur di ricavare un gran bel guadagno. “Amici degli amici offrirono pure del denaro a Ciaculli, affinché la smettesse con la sua battaglia. Noi non siamo in grado di sapere chi è il mandante di tutte queste minacce, ma sappiamo solo che il denominatore comune è il malaffare”, ci dice ancora Malannino. Già, perché i nemici non sono mai abbastanza. Basti pensare che Altragricoltura è impegnata anche in un’altra battaglia, quella che fa riferimento alle aste giudiziarie, cui dietro si nasconderebbe “un giro strano, se ti ricordi il caso dell’uomo che si è dato fuoco la scorsa primavera (Giovanni Guarascio), continua Malannino.
“Noi siamo rispettosi delle Istituzioni, ma se sono carenti anche questa volta, noi ci incazzeremo e le riterremo complici di quanto sta accadendo. In passato ci siamo rivolti anche alla Commissione Antimafia, ma non abbiamo avuto dei riscontri. Nei prossimi giorni faremo una conferenza stampa per comunicare gli ulteriori sviluppi”.
La palla passa adesso alle Istituzioni.

Attilio Occhipinti

Vittoria. Un’altra intimidazione all’imprenditore Maurizio Ciaculli.

ciaculli
Maurizio Ciaculli

Arriva una pessima notizia dalla Sicilia: avvertimento mafioso a un nostro agricoltore con il quale abbiamo condiviso tante battaglie: Maurizio Ciaculli.

Ci lega una profonda amicizia non solo per le vicende di cui lui più volte è stato vittima ma per il grande e insostituibile rapporto umano che ne è scaturito.

Abbiamo imparato a conoscere Maurizio e la sua famiglia nel tempo. Sappiamo che sono più forti di una roccia e che non avrebbero abbassato il capo neanche dopo questo ennesimo ‘schiaffo’ di cui sono vittime.

Qualche tempo fa Emanuele Feltri, agricoltore del Catanese, è stato protagonista di un’analoga vicenda: ha avuto sgozzati gli animali del gregge per dargli un segnale e intimidirlo. Ora gli stessi sciacalli sono passati ad impiccare i gatti nei giardini di casa, di notte, a Maurizio.

Entrambi non hanno esitato e hanno organizzato la risposta, l’unica che poteva essere possibile per gente come loro: nessuna intimidazione sarà sopportata. A testa alta e senza il cappello in mano sempre!

Segue comunicato stampa di Altragricoltura Sicilia con le dichiarazioni del Presidente Tano Malannino

Stamattina, 15 settembre 2013 a Vittoria (Rg), ennesimo gravissimo atto intimidatorio nei confronti dell’imprenditore agricolo e dirigente regionale di Altragricoltura Maurizio Ciaculli.

Nel giardino di casa gli è stato fatto trovare il gatto impiccato. Maurizio è ormai da tempo impegnato contro le tante illegalità che colpiscono gli agricoltori, è nota la sua denuncia contro il taroccamento dei prodotti ortofrutticoli (melanzana taroccata), cosi come è noto il suo impegno nel denunciare l’illecito che vive attorno alle aste giudiziarie. Ha già subito diverse intimidazioni, tutte denunciate alle forze dell’ordine e alle varie Istituzioni.
“Questa volta si è alzato il tiro, lo si è voluto colpire in casa” ha dichiarato Tano Malannino, presidente Nazionale di Altragricoltura e aggiunge “Chiediamo alla società civile di stringersi attorno a Maurizio e alla sua famiglia. Chiediamo alle Istituzioni fatti concreti di tutela nei confronti di Maurizio, della sua famiglia, della sua azienda e della sua casa.”
Domani 16 c.m. una delegazione di Altragricoltura si recherà a Ragusa per incontrare il Prefetto.
Altragricoltura Sicilia, di concerto con il coordinamento nazionale, sta preparando iniziative di risposta e mobilitazione ed a giorni verrà indetta una conferenza stampa per rendere noti gli sviluppi (si spera positivi) della vicenda.

Altra orrida intimidazione a Feltri Sventrata una pecora

Avevo scritto ad Emanuele per segnalare la pubblicazione della sua intervista in questo blog. Mi ha ringraziato con il suo fare gentile ma accanto al suo grazie c’era solo una frase:  “Grazie. Qui è una guerra! Io ero andato in campagna a cercare pace!

Mi ha fatto un pò strano…poi ho letto un articolo su livecatania.it e ho capito il perchè di quell’affermazione. Le pressioni e le intimidazioni nei suoi confronti sono ricominciate, ancora e sempre più cruente. Raccontiamo storie cercando di dare voce a chi non ha voce e pensiamo di essere ormai immuni da emozioni quando le denunciamo ma non è così. Le storie coinvolgono e ci fanno sentire umani e l’unico mezzo per essere vicino a questa gente è denunciarle sempre in modo che domani la comunità non potrà dire “Io non sapevo”. Mobilitarla in una grande campagna a sostegno di chi, come Emanuele affronta simili problematiche, è uno degli strumenti a supporto della comunicazione.

Non lasciamo solo Emanuele. Non permettiamo che rimanga solo!

Segue articolo di Livecatania.it (leggi l’originale cliccando qui)

PATERNO’. Quasi surreale. Paradossale. Emanuele Feltri, il 34enne che ha investito con passione la sua vita, il suo presente ed i suoi denari nell’allestimento di una piccola impresa bio sulla Valle del Simeto, preso di mira ancora una volta dall’azione intimidatoria di qualche balordo. Dopo essersi visto uccidere a colpi di fucile, due settimane fa, quattro pecore (una addirittura fatta ritrovare sgozzata sull’uscio di casa) la notte scorsa è accaduto un episodio identico. Aberrante quanto il primo. Questa volta, una pecora sventrata fatta rinvenire accanto al casolare dell’azienda di Emanuele Feltri. A pochi metri all’animale morto, una sbarra di ferro completamente insanguinata. “E’ ovvio che girano interessi grossi forse troppo grossi – è la sensazione che pervade Feltri – tanto da permettere a degli sconosciuti di introdursi nuovamente nella mia proprietà dove fino alle 4 di ieri mattina c’era un fuoco acceso, dei torcioni che illuminavano il piazzale, delle macchine parcheggiate e un evidente presenza di più persone a farmi compagnia dentro casa”.

Domenica scorsa, una grande e partecipata manifestazione di popolo aveva visto centinaia di persone darsi appuntamento tra i sentieri della Valle del Simeto (oggi terra per la maggior parte lasciata priva di infrastrutture ed abbandonata all’incuria ed alla spazzatura) per manifestare non solo solidarietà ad Emanuele Feltri ma anche e, soprattutto, per riaffermare un principio: quello che nessuna intimidazione potrà arrestare lo sviluppo di un’area che potrebbe divenire un volano per l’economia del luogo. “Qui volevano costruire il mega inceneritore dei rifiuti – raccontava domenica uno dei manifestanti -: siamo riusciti a fermarli perchè questa terra deve essere rilanciata e non devastata ed inquinata”.

Fatto sta che adesso è giunta la seconda e, per certi versi, ancor più vile intimidazione. Un avvertimento in piena regola. “Ho effettuato immediatamente la denuncia ai carabinieri e il gelo che riscende lungo la mia schiena – dice ancora il 34enne Emanuele -. Lo sconforto, lo sconforto e poi la rabbia per una Sicilia ancora una volta offesa e violentata, un senso di sopraffazione mi ha colpito inesorabile e ho impiegato ore a scrollarmelo di dosso! Non so cosa accadrà ma so di sicuro che quella è la mia terra e non sarò io ad andarmene dalla valle del Simeto!”.

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