Casa Sankara: la conclusione di un ‘viaggio’ tra lavoro e lotta contadina.

per-la-terra-incontro-casa-sankaraSi conclude con l’iniziativa di San Severo a Casa Sankara il quadro delle attività legate alle Giornate Mondiali di Lotta Contadina che Altragricoltura insieme a LiberiAgricoltori hanno iniziato il 17 aprile scorso ad Acate, in Sicilia.

Casa Sankara, il luogo in cui si è svolto l’incontro, è un luogo simbolo della lotta al caporalato.
Da essere una struttura di proprietà della Regione Puglia che doveva essere demolita rappresenta oggi, grazie al lavoro volontario di chi ci vive, la sede di una cooperativa presieduta da Papa Latyr Faye. La cooperativa è anche dotata di ca. 5 ettari di terreno che da sussistenza alla comunità che ci vive.

Solidale, partecipato e concreto l’incontro fra agricoltori, braccianti e associazioni a Casa Sankara

Per la terra, la vita, contro gli accordi di libero scambio e l’impunità
Il 23 aprile 2018 la settimana di lotta contadina ha fatto tappa a Casa Sankara a San Severo.
Con una partecipata assemblea per i diritti di agricoltori, braccianti e cittadini, gli agricoltori di Altragricoltura e Liberiagricoltori, i braccianti di Casa Sankara, l’Associazione NOCAP e le altre presenti avviano il confronto e il lavoro per l’unità.

com. stampa, 24 aprile 2018

Tre erano i soggetti colpiti dalla crisi del modello agralimentare cui Altragricoltura e LiberiAgricoltori hanno voluto dedicare la settimana di impegno con cui hanno rilanciato l’appello internazionale di Via Campesina a mobilitarsi “Per la terra e la Vita, contro i trattati di libero scambio e la repressione nelle campagne”: gli agricoltori che in Italia arrivano fino al suicidio mentre vedono le loro famiglie impoverirsi per il crollo dei prezzi al campo, i braccianti che vivono il lavoro nei campi in condizioni crescenti di sfruttamento e di perdita di diritti, i cittadini che vedono leso il diritto fondamentale al cibo sia per l’insicurezza alimentare che per l’aumento dei prezzi del cibo sicuro e di qualità.

La settimana si era aperta il 17 aprile ad Acate nel mezzo di una crisi terribile per le aziende siciliane che vedono remunerata la stagione agraria con prezzi al campo capaci di coprire appena il 50% dei costi produttivi. Una crisi che la settimana prima aveva portato Giovanni Viola, giovane agricoltore di Vittoria di trentun anni, al suicidio.

La giornata del 23 aprile a Casa Sankara (San Severo – FG) è partita da quel suicidio per un confronto con i numerosi braccianti intervenuti in assemblea ed autorganizzati nell’Associazione Ghetto Out Casa Sankara e nella Cooperativa Africa Di Vittorio, gli agricoltori di Altragricoltura e LiberiAgricoltori e i rappresentanti delle numerose associazioni e organizzazioni sindacali interventute.

“Bisogna trovare i modi e gli obiettivi di un’alleanza che fa i conti con i nemici comuni e i nemici comuni sono in quanti gestiscono e promuovono il modello della crisi per garantirsi sul lavoro e sul furto di valore aggiunto prodotto dalle aziende l’accumulazione di grandi vantaggi fino a ieri insperati. Bisogna evitare che sul lavoro (quello dei braccianti e degli agricoltori) si scarichino le distorsioni di un modello italiano dove lavorare la terra è sempre più marginale mentre i guadagni si fanno con la speculazione finanziaria e commerciale sul cibo” hanno sottolineato tutti gli intervenuti in un confronto che ha messo in campo esperienze diverse a partire dalle introduzioni di Ivan Sagnet (Cavaliere della Repubblica al Merito, pres. Ass. NOCAP), di Angelo Candita (Presidente Regionale LiberiAgricoltori) e di Papa Latyr Faye (Pres. Ass. Ghetto Out Casa Sankara).

Ricco il dibattito che, dopo i saluti istituzionali per la Regione Puglia, ha visto intervenire Assunta la Donna (operatore legale specializzata in protezione internazionale); Mbaye Ndiaye (presid. cooperativa Africa di Vittorio); Lidia Corticelli ( vicepresid. associazione Sunu Terra), Cesare Sangalli (Gruppo 134 – Amnesty International Foggia); Mario Vaccarella (agronomo); Emma Barbaro (giornalista d’inchiesta Terre di frontiera); e il segretario provinciale della CGIL.

Gianni Fabbris ha sottolineato il valore dell’esperienza di autogestione della Comunità di Casa Sankara Ghetto out, dichiarandosi impegnato direttamente anche a nome della Confederazione LiberiAgricoltori e di Altragricoltura a costruire progetti, iniziative, proposte e lotte comuni ricordando che il luogo giusto per avviare il confronto sarà il 23 maggio 2018 a Roma nell’incontro alla Città dell’Altra Economia che Altragricoltira e LiberiAgricoltori hanno promosso per dare vita alla “Costituente per la Sovranità Alimentare e la Riforma dell’Agroalimentare” con l’obiettivo di mettere in campo una forte iniziativa unitaria per contrastare la crisi nelle aree rurali e garantire al Paese che il lavoro agricolo e la produzione del cibo tornino ad essere occasione di sviluppo e benessere.

“Diverse le esperienze che si sono confrontate e i percorsi ma forte è stata la risposta ad essere uniti contro la crisi che costringe all’impoverimento le famiglie degli agricoltori, i braccianti e indebolisce il diritto al cibo per tutti. Sono nate, così, proposte di collaborazioni e iniziative comuni che nelle prossime settimane non mancheranno di produrre effetti fra chi lavora la terra e chi ha le aziende agricole ma soprattutto dobbiamo guadare alla responsabilità dei consumatori che devono imparare il valore delle scelte etiche sul cibo. E’ un impegno su cui dobbiamo lavorare insieme per offrire ai cittadini le alternative alla speculazione commerciale e per produrre iniziative comuni e unitarie” ha sottolineato Yvan Sagnet nel suo intervento introduttivo, rivolgendosi direttamente ai tanti braccianti migranti presenti.

Grande il gesto di unità concreta prodotto alla fine della giornata. Insieme, Gianni Fabbris a nome di Altragricoltura e Liberi Agricoltori e Papa Latyr Faye Presidente dell’Associazione Ghetto Out Casa Sankara, hanno annunciato l’avvio di una campagna di solidarietà attiva nei confronti del bambino di due anni rimasto orfano per la morte di Giovanni Viola.

Nei prossimi giorni verranno annunciate le modalità operative di una raccolta fondi per sostenere il diritto al futuro del banbino figlio di Giovanni Viola ad opera dei Braccianti di Casa Sankara, di Altragricoltura, di Liberi Agricoltori e di quanti si sono uniti alle iniziative di questa settimana di mobilitazione in occasione della giornata mondiale di lotta contadina (AIAB Sicilia, Tavolo Verde Sicilia, Movimento Riscatto, Rete dei Municipi Rurali, Associazione NON CAP, Associazione CFonsumatori Utenti, Terre di Frontiera, Cooperativa Africa Di Vittorio)

Nella terra in cui i braccianti migranti e di colore devono spesso fare i conti con la difficoltà dell’integrazione, con la precarietà di una condizione che li costringe ad una vita di emarginazione, la giornata di ieri ha segnato, cosi, una forte unità e solidarietà fra agricoltori e braccianti nel richiedere dignità per chi lavora la terra e produce il cibo. A Sottolineare il valore di questo gesto le parole finali di Mbaye Ndiaye (presidente cooperativa Africa Di Vittorio): “Questo bambino ha perso un padre ma ne troverà tanti e noi qui siamo orgogliosi di essere tutti suoi padri”.

La setttimana di lotta contadina promossa da Altragricoltura e LiberiAgricoltori si conclude oggi 24 febbraio con il Forum sul diritto al cibo condotto on line su Radio Perlaterra.

I documenti relativi alla mobilitazione per la giornata mondiale di Lotta Contadina con la settimana di mobilitazione sono alla pagina http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile.

– Su Radio Perlaterra le interviste da San Severo su www.radio.perlaterra.net

– La locandina e l’invito per l’iniziativa di San Severo: http://www.altragricoltura.net/index.php/iniziative/agenda/dettaglievento/10/-/per-i-diritti-di-agricoltori-braccianti-e-cittadini#su

– Il testo dell’appello di Via Campesina in Italiano, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/appello-vc-2018-italiano

– il testo del documento di Altragricoltura e LiberiAgricoltori, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/17-aprile-2018-adesione-di-altragricoltura-e-liberiagricoltori

La giornata mondiale di Lotta Contadina il 23 aprile ’18 è a San Severo (FG)

 

Per la terra, la vita, contro gli accordi di libero scambio e l’impunità
Il 23 aprile 2018, la settimana di lotta contadina fa tappa a San Severo (FG). Per i diritti di agricoltori, braccianti e cittadini

com. stampa – 21 aprile 2018

Il 17 aprile di tutti gli anni è il giorno centrale di diverse giornate di mobilitazione che impegnano agricoltori e movimenti sociali di tutto il mondo in occasione della Strage di Eldorado do Carajas avvenuta in Brasile nel 1996 quando le forze di polizia massacrarono 19 contadini per reprimere una manifestazione che chiedeva la Riforma Agraria e il diritto alla Terra. Una lotta per la Riforma Agraria repressa nel sangue che è diventata, cosi, il simbolo mondiale dell’impegno dei contadini e dei loro alleati per la democrazia, il diritto alla terra, al cibo e al reddito, la Riforma.

Ogni anno, Via Campesina (la grande rete internazionale di agricoltori che si battono per la Sovranità Alimentare presente in tutti i continenti) propone dei temi alle giornate di mobilitazione; quest’anno, l’appello chiama a impegnarsi “Per la terra e la vita, contro gli ALS (Accordi di Libero Scambio) e l’impunità della repressione nelle campagne”. Altragricoltura, che si impegna dal 2001 nel condurre e diffondere iniziative tutti gli anni, quest’anno insieme a LiberiAgricoltori rilancia i temi della giornata considerandoli centrali per il futuro e il destino dell’agricoltura italiana sotto un pesantissimo attacco speculativo.

Oggi più che mai c’è bisogno, proprio in Italia, di una nuova stagione di Riforme Agrarie che restituiscano al Paese ed ai suoi cittadini la funzione strategica e centrale che l’agricoltura potrebbe avere se non fosse precipitata in una crisi drammatica mentre viene avanti la insoppportabile e strumentale demagogia del “Made in Italy”. La verità è che, nel lungo processo di omologazione dell’agricoltura italiana alle scelte della globalizzazione neoliberale, l’Italia è stata trasformata da luogo millenario e straordinario di produzione del cibo a grande piattaforma commerciale speculativa in cui il lavoro della terra è sempre più marginale e ininfluente.

Con buona pace dell’immagine di un Made in Italy agroalimentare che trainerebbe la locomotiva italia, la verità è quella di campagne che si svuotano, di crollo dei prezzi al campo, di diritti degli agricoltori e dei braccianti che si fiaccano, di cittadini sempre più indeboliti nel loro diritto ad un cibo sano, nutriente ed a prezzi giusti.

Per questo Altragricoltura e LIberiAgricoltori rilanciano l’appello internazionale con un loro documento con cui dedicano la settimana di mobilitazione a quanti in questi anni non ce l’anno fatta e sono morti nelle campagne italiane.

Così, dopo l’iniziativa iniziale tenuta ad Acate in Sicilia il 17 aprile a pochi giorni dalla morte drammatica di Giovanni Viola, giovane agricoltore trentunenne di Vittoria che si è suicidato per non aver sopportato la crisi della sua azienda, la mobilitazione si sposta a San Severo (FG) per sottolineare ed affrontare in assemblea le questioni dello sfruttamento dei braccianti italiani e migranti.

“Sul lavoro, quello degli agricoltori e dei braccianti, si scaricano tutte le debolezze e la crisi del modello agricolo italiano. La speculazione commerciale e finanziaria ruba reddito e diritti, costringendo chi lavora a margini strettissimi di reddito e salario. Se il pomodoro che i cittadini pagano sei euro è comprato dalle piattaforme commerciali a 50 centesimi al campo mentre è costato agli agricoltori un euro e più, allora chi compra il prodotto non può che essere complice del sistema di sfruttamento che impone condizioni di lavoro della terra inaccettabili” ha sostenuto Gianni Fabbris (coordinatore nazionale di Altragricoltura e della presidenza di LiberiAgricoltori). “Useremo questa settimana” ha continuato Fabbris “per gridare agli italiani ed al mondo la verità di campagne in cui gli agricoltori si suicidano come gesto estremo, i braccianti muoiono per le condizioni di sfruttamento illegale, gli incidenti sul lavoro si moltiplicano per le condizioni in cui si produce”.

L’iniziativa del 23 aprile a San Severo non è solo denuncia ma è anche l’occasione per affronatare il tema delle condizioni di lavoro nelle campagne italiane sia dei braccianti italiani che migranti e di sottolineare l’esigenza di trovare obiettivi, proposte, pratiche comuni a chi lavora la terra per restituire diritti e centralità al lavoro, alla responsabilità dell’azienda agricola, alla gestione del territorio.

E’, per esempio, il caso del progetto di collaborazione avanzato dall’Associazione NOCAP che sarà illustrato dal suo presidente (il Cavaliere al merito della repubblica italiana Yvan Sagnet) per proporre sul mercato prodotti agricoli con un marchio che (oltre che una serie di variabili legate alla qualità e alla sostenibilità del cibo) garantisce l’assenza di uso dei caporali e il rispetto dei diritti del lavoro. Progetto cui gli agricoltori di Altragricoltura organizzati nella Rete Perlaterra hanno dato l’adesione a segnare un percorso di integrazione attivo di buone pratiche sociali, economiche e produttive.

L’iniziativa del 23 aprile è promossa da Altragricoltura e LiberiAgricoltori in collaborazione con l’Associazione Ghetto House Casa Sankara e dall’Associazione NOCAP e patrocinata dalla Regione Puglia.

Tre le relazioni previste: Ivan Sagnet (Cavaliere della Repubblica al Merito, pres. Ass. NOCAP), Angelo Candita (Presidente Regionale LiberiAgricoltori), Papa Latyr Faye (Pres. Ass. Ghetto Out Casa Sankara).

Diversi gli interventi programmati; dopo i saluti istituzionali per la Regione Puglia, intervengono: Assunta la Donna (operatore legale specializzata in protezione internazionale); Mbaye Ndiaye (presid. cooperativa Africa di Vittorio); Lidia Corticelli ( vicepresid. associazione Sunu Terra), Cesare Sangalli (Gruppo 134 – Amnesty International Foggia); Mario Vaccarella (agronomo); Emma Barbaro (giornalista d’inchiesta Terre di frontiera); Mimmo Viscanti (Movimento Riscatto).

Nelle conclusioni, Gianni Fabbris illustrerà le proposte di Riforma dell’Agroalimentare italiano su cui Altragricoltura e LiberiAgricoltori stanno convocando per il 23 maggio 2018 a Roma presso la Città dell’Altra Economia la “Costituente per la Sovranità Alimentare e la Riforma dell’Agroalimentare” con l’obiettivo di dare vita ad una forte iniziativa unitaria per contrastare la crisi nelle aree rurali e garantire al Paese che il lavoro agricolo e la produzione del cibo tornino ad essere occasione di sviluppo e benessere.

I documenti relativi alla mobilitazione per la giornata mondiale di Lotta Contadina con la settimana di mobilitazione sono alla pagina http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile

– Dalle ore 16,30 del 23 aprile, diretta radio con le interviste da San Severo su www.radio.perlaterra.net

– La locandina e l’invito per l’iniziativa di San Severo: http://www.altragricoltura.net/index.php/iniziative/agenda/dettaglievento/10/-/per-i-diritti-di-agricoltori-braccianti-e-cittadini#su

– Il testo dell’appello di Via Campesina in Italiano, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/appello-vc-2018-italiano

– il testo del documento di Altragricoltura e LiberiAgricoltori, alla pagina: http://altragricoltura.net/index.php/17-aprile-2018-adesione-di-altragricoltura-e-liberiagricoltori

Festival della Ruralità: 5 giorni per scoprire il Parco nazionale dell’Alta Murgia

fonte:

Dibattiti, degustazioni, visite guidate, escursioni in mountain bike, concerti, escursioni a piedi e laboratori didattici nel più grande parco rurale d’Italia
Scatta domani, mercoledì 8 maggio, la prima edizione del Festival della Ruralità che si terrà nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, vale a dire nel più grande parco rurale d’Italia e uno fra i più grandi d’Europa. L’idea alla base della manifestazione è quella di una convivenza non conflittuale fra l’attività umana e l’ambiente:

Diversi anni fa siamo partiti dall’idea di un Parco come corpo vivente e non un sarcofago che contiene la natura mummificata, intangibile. I nemici del Parco sollevavano il problema che fosse un freno allo sviluppo economico, mentre scopriamo che nella pancia del Parco c’è la campagna e quel tipo di agricoltura, intesa come antropizzazione della natura che può diventare ricchezza. Questo festival è l’esibizione di un’idea moderna ed evoluta del Parco ed è un’intuizione destinata a diventare una scuola e molto più di una sperimentazione. I 13 Comuni dovranno predisporsi ad essere i protagonisti e non più i convocati. Il Parco ha un potenziale economico, civile, rurale, ancora tutto da esplorare,

ha spiegato il governatore della Regione Puglia Nichi Vendola nella conferenza stampa della manifestazione.

L’agricoltura, insomma, non dev’essere un museo, né essere declinata al passato: l’agricoltura è presente e futuro. Da mercoledì 8 a domenica 12 maggio i comuni di Andria (apertura ufficiale mercoledì 8 maggio alle 17 a Castel del Monte), Cassano delle Murge, Gravina in Puglia, Corato e Altamura saranno animati da dibattiti, degustazioni, visite guidate, escursioni in mountain bike, concerti, escursioni a piedi, laboratori didattici. L’evento consentirà di scoprire le antiche masserie che contraddistinguono l’altopiano delle Murge e lo splendore di un monumento inconfondibile come Castel del Monte.

Divulgare la cultura della ruralità è fondamentale per riallacciare il dialogo fra centri urbani e agricoli, per far comprendere che il parco non è solamente un ente di tutela del paesaggio e della biodiversità, ma è presupposto per creare sviluppo nei settori dell’agricoltura, dei beni culturali e del turismo.

Nell’ambito della manifestazione verrà presentato un bando pubblico per 1,8 milioni di euro da destinare alle aziende del Parco per finanziare la protezione e la salvaguardia. L’obiettivo è fare del Parco nazionale dell’Alta Murgia un vero e proprio modello di ecoturismo legato a natura e cultura.

Per tutte le informazioni sul programma della manifestazioni è possibile consultare il sito del Parco Alta Murgia, nel quale fino alle 20 di sabato 11 maggio è possibile giocare a Parcman e vincere un soggiorno per due persone in una struttura ricettiva della zona.

Il primo educational sull’eccellenza agrogastronomica di Capitanata

fonte: newsetv Lucera (vedi articolo originale)

È partito ufficialmente il primo educational sull’eccellenza “agrogastronomica” della Provincia di Foggia,nell’ambito della 64esima edizione della Fiera Internazionale dell’Agricoltura e della Zootecnia di Foggia. Moderati dal giornalista Natale Labia i lavori sono stati aperti dal presidente della Fiera di Foggia, Fedele Cannerozzi, che ha evidenziato «la necessità per il settore agroalimentare di percorrere le strade della comunicazione per rendere le eccellenze produttive patrimonio culturale, ovvero la capacità di rappresentare un territorio attraverso il suo cibo. Per questo auspico che l’educational possa crescere nel tempo e diventare punto di riferimento formativo per il settore, aiutando anche gli operatori a dotarsi di strumenti più qualificanti contribuendo così a realizzare valore aggiunto per l’intero territorio dauno. L’ente Fiera sarà sempre a fianco d’iniziative che hanno capacità di aprire nuovi orizzonti e opportunità di tutela e valorizzazione dei nostri prodotti». Presente anche Raffaele Fino, vicesindaco di San Marco in Lamis, comune che è partner istituzionale del progetto “Inchiostro da gustare”. Fino ha ricordato che il comune garganico ha accolto con favore l’invito di partecipare alla realizzazione dell’educational «perché ci permette di far conoscere le peculiarità del nostro territorio a specialisti della comunicazione. Abbiamo necessità di rendere più fruibili le informazioni che quotidianamente scandiscono il nostro sistema produttivo che è basato sulla riscoperta delle tradizioni e sulla loro valorizzazione». L’intervento del vicesindaco ha trovato una sua naturale prosecuzione nelle parole di Antonio Tosco, assessore al Turismo del Comune di San Marco in Lamis, dove grazie all’iniziativa dell’amministrazione comunale per la prima volta è stato realizzato un sistema di collaborazione tra gli operatori turistici ed economici della città; «educare significa ‘tirare fuori’ e noi speriamo che con l’educational saremo capaci di tirare fuori le nostre potenzialità migliori strizzando l’occhio alle nostre tradizioni enogastronomiche e agroalimentari».

Per Francesca Faccilongo, rappresentate Slow Food, l’adesione al progetto è stata più che naturale «perché chi vuole promuovere il cibo come portatore di piacere e cultura nel rispetto dei territori e delle tradizioni, non può che averci al suo fianco. Abbiamo necessità di perseguire il buono, il pulito e il giusto per strutturare identità enogastronomiche e agroalimentari pronte a vincere le sfide della tutela e della qualità». Articolato e di ampio respiro l’intervento di Gian Maria Gasperi, presidente di Aforis-impresa sociale, che ha sottolineato i numerosi aspetti innovativi dell’educational, che «partendo dalla salvaguardia dell’ambiente si candida a declinarlo in tutti i suoi aspetti, esaltando le peculiarità enogastronomiche e agroalimentari. Non c’è tradizione senza tutela del territorio e delle sue ‘storie’. In questo senso l’educational vuole aprire una nuova strada nel rapporto tra risorse naturali e loro sfruttamento, dove l’offerta non è semplice soddisfazione della domanda ma esaltazione di eccellenze e di emozioni uniche. Aprirsi al mercato, quindi, non vuole dire snaturarsi ma affermare e comunicare la propria identità a un pubblico più vasto». La conferenza di presentazione si è conclusa con una buffet realizzato dagli alunni dell’istituto “Einaudi-Grieco” di Foggia, accompagnati del dirigente scolastico, Antonio Soldo e dal docente Mario Falco, presidente della Federazione Italiana Cuochi sezione di Foggia. Presente anche Anna Chiara Calabrice, alunna della sede di Torre di Lama dell’istituto “Einaudi Grieco” di Foggia, che sotto la regia del professore Marco Trigiani, è stata recentemente premiata al concorso nazionale enogastronomico per istituto alberghieri. Il suono della campanella della prima lezione dell’educational che potrà contare su workshop, incontri, convegni e tour gastronomici è fissato alle ore 17.30 del 28 giugno 2013 presso l’Oasi di Stignano a San Marco in Lamis.

Avviso pubblico per presentazione di proposte di ricerca e sperimentazione in agricoltura

fonte: regione Puglia (vedi articolo originale)

Approvato con determinazione dirigenziale del Servizio Agricoltura n. 175 del 15 aprile 2013, l’Avviso Pubblico di apertura dei termini per l’invito a presentare proposte progettuali di ricerca e sperimentazione in agricoltura” nell’ambito delle “Linee guida per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura 2012-2014” adottate con Deliberazione della Giunta Regionale n. 903 del 15 maggio 2012.

I soggetti promotori, di cui all’art. 5 dell’Avviso, possono presentare la domanda, congiuntamente alla proposta del progetto di ricerca e alla documentazione richiesta, inviandola tramite PEC – Posta Elettronica certificata, alla Regione Puglia all’indirizzo ricercagricoltura@pec.rupar.puglia.it, nelle modalità previste dall’art.8 dell’Avviso.

Le informazioni relative all’Avviso possono essere richieste al responsabile del procedimento, dott. Luigi Trotta, tel. 080 540 5321 PEC: ricercagricoltura@pec.rupar.puglia.it

L’avviso e i relativi allegati sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 59 del 2 maggio 2013.

Per la modulistica consultare questa pagina.

È morta l’On. Cristina Conchiglia, guidò le lotte delle tabacchine nell’Arneo

fonte: galatinaduemila (vedi articolo originale)

È venuta a mancare l’ex onorevole Cristina Conchiglia, una degli ultimi dirigenti del PCI salentino. Una vita dedicata alla politica e al sindacato. Nata nel 1923, Cristina Conchiglia, è stata protagonista, con Giuseppe Calasso fondatore del PCI, dell’occupazione delle terre d’Arneo, responsabile del Sindacato delle tabacchine, nonché protagonista di mille battaglie per l’emancipazione femminile. Di seguito riportiamo delle note di cordoglio da parte di esponenti politici in ricordo di Cristina Conchiglia.
“Profondamente commosso ed emozionato, provo a delineare un ricordo della Compagna Cristina Conchiglia, una donna che incarna la storia delle lotte per l’emancipazione sociale del nostro territorio. Una compagna straordinaria, che ha dedicato l’esistenza al suo impegno politico e sindacale, vissuto nella difesa strenua dei diritti delle lavoratrici e delle fasce sociali più deboli.
Testimone dell’antifascismo e della Liberazione del nostro Paese, fondatrice del Sindacato delle tabacchine, protagonista dell’occupazione delle terre nell’Arneo e forza trainante delle battaglie contadine, sindaco di Copertino e deputata della Repubblica, Cristina Conchiglia ha vissuto la politica e il sindacato mantenendo sempre, e da sempre, il contatto diretto con le persone.
Una compagna coraggiosa e determinata che ha condotto le dure lotte per rivendicare diritti e dignità per le lavoratrici e i lavoratori della terra, al costo di pesanti sofferenze, pagate in prima persona, come nella drammatica fase degli scioperi dei primi anni Cinquanta, in cui la compagna Conchiglia subì l’arresto, rea di aver guidato la rivolta e lo sciopero delle tabacchine, sottoposte a condizioni lavorative e salariali disumane.
La vita di Cristina Conchiglia costituisce un esempio fondamentale per i tanti compagni e compagne che hanno avuto la fortuna di conoscerla e lascia un segno indelebile nella storia della Cgil di questo territorio, rappresentandone una guida maestra per il futuro”.

Il cordoglio del consigliere regionale vendoliano Antonio Galati per la morte di Cristina Conchiglia, simbolo delle lotte contadine e dell’impegno nelle istituzioni.
“I miei nonni erano braccianti e la pena che provo per le loro sofferenze ancora mi commuove. Cristina Conchiglia, come suo marito Pippi Calasso, non è stata solo un simbolo delle lotte contadine nell’Arneo e in tutto Salento, ma anche uno straordinario esempio di come si possa tradurre la battaglia sul territorio nell’impegno nelle istituzioni, con passione e memoria. Tutto in un tempo nel quale le donne impegnate in politica sembravano esporsi ad una missione impossibile: lei fu una delle prime deputate meridionali e mise il suo cuore e il suo cervello al servizio del popolo del Salento. Onorevole e pasionaria, mancherai a tutti noi.”

CRA – CER – Dalla ricerca scientifica nasce la ‘carta d’identità’ per la pasta made in Italy

fonte: puglialive.net (vedi articolo originale)

Dalla ricerca scientifica nasce la “carta d’identità” per la pasta made in Italy
Il direttore del CRA-CER, Roberto Papa: «Grazie alla metabolomica riusciamo a risalire alla zona di coltivazione di un prodotto a partire dalle molecole».

Il lavoro si basa sull’identificazione di geni utili al miglioramento genetico con tecniche di genomica

Una carta di identità per la pasta di grano duro. Sapere tutto, quasi tutto, sulla pasta che finisce nel piatto è possibile, grazie alla ricerca del Centro di Ricerca per la Cerealicoltura del CRA. Nell’avanzatissimo laboratorio di Metabolomica del Cra-Cer di Foggia, il lavoro dei ricercatori consente infatti di risalire alla zona di coltivazione di un prodotto a partire dalle molecole. Con la metabolomica si può tracciare il profilo di un frutto (grano) e persino di una foglia, fino ad arrivare al terreno da cui proviene. E’ una delle novità emerse durante il corso internazionale “Metabolomics and Plant Breeding” in corso a Foggia presso il Cra – Cer fino al 19 aprile.

«Stiamo lavorando sull’identificazione di geni utili al miglioramento genetico – sottolinea il direttore del CRA-CER Roberto Papa -, attraverso tecniche non Ogm ma di tipo molecolare (genomica), per renderlo più efficace e veloce in funzione di obiettivi classici, come la qualità. Per il frumento duro, con qualità si intendono proteine, glutine e colore». Inoltre il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura del Cra si occupa della sostenibilità ambientale: produzione in condizione di ridotte fertilizzazioni azotate, cambiamenti climatici, riduzione degli input energetici, e in relazione ai patogeni delle piante.

«Con il progetto Pl.A.S.S. (realizzato con l’Università di Foggia, sulle tematiche scientifiche e tecnologiche inerenti le relazioni tra alimentazione e salute), abbiamo di recente implementato la piattaforma di metabolomica – spiega Papa – che ci consente di essere forse una delle più importanti piattaforme in Italia e che permette con strumentazioni di chimica avanzata di analizzare in modo rapido tutti i componenti metabololici di un determinato tessuto. Significa che siamo in grado di avere un’analisi di quasi tutte le molecole presenti. Può risultare molto utile per la tracciabilità. Proseguendo su questa strada potremmo arrivare a realizzare una mappatura, una sorta di certificato del prodotto».

Turismo nelle aree rurali europee, attivata rete di cooperazione

fonte: AmbienteAmbienti (vedi articolo originale)

L’Unione Europea ha lanciato un progetto di cooperazione transnazionale indirizzato ai territori rurali, affinché possano valorizzare e promuovere turisticamente il loro patrimonio culturale, naturale ed artigianale.

Attori principali saranno i GAL – Gruppi di Azione Locali dei Paesi aderenti al progetto. Il lavoro dei GAL si svolgerà innanzitutto a livello locale, per costruire validi e qualificati circuiti di visita legati all’ospitalità, all’enogastronomia e all’artigianato rurale; successivamente, promuoveranno insieme le loro offerte in locande situate nelle principali capitali europee e nei rispettivi Paesi di provenienza.

I Paesi coinvolti nel progetto European Country Inn – Tourism Development in Rural areas sono Svezia, Romania, Inghilterra e Italia; quest’ultima rappresentata da Puglia, Campania e Sardegna. Complessivamente, scenderanno in campo quindici GAL, di cui sette a rappresentanza della Puglia; gruppo capofila il GAL Meridaunia.

La presentazione del progetto alla stampa avverrà venerdì 19 aprile al Palace Hotel di Bari. Interverranno: Fabrizio Nardoni, assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia; Elena Gentile, assessore alla Sanità della Regione Puglia; Cosimo Sallustio e Giovanni Granatiero, responsabili del Programma Sviluppo Rurale Puglia; i presidenti e i responsabili del settore cooperazione dei GAL italiani e stranieri partner di progetto.

Questa voce è stata pubblicata in News e taggata come European Country Inn – Tourism Development in Rural areas, GAL, Gal Meridaunia, Gruppo di Azione Locale.

Giuseppe Lavopa

1.800.000 Euro per le convenzioni con le aziende agro-zootecniche

fonte: Parks.it (vedi articolo originale)

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ha destinato 1.800.000 Euro per le convenzioni con le aziende agro-zootecniche per le stagioni agrarie 2012/2013 e 2013/2014, innalzando la somma precedentemente stanziata (pari a circa 600.000 Euro per l’annata 2011/2012) e proponendo nuovi indirizzi per l’assegnazione dei fondi. La decisione è stata adottata a seguito dell’elevato numero di richieste giunte all’Ente ed ai risultati positivi dei convenzionamenti negli scorsi anni.
Le convenzioni, stipulate mediante scrittura privata, consistono in un contributo economico erogato dall’Ente Parco (per un massimale di 10.000 Euro per ciascuna azienda) per lo svolgimento di attività ordinarie funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura ed al mantenimento dell’assetto idrogeologico e per promuovere prestazioni a favore della tutela delle vocazioni produttive del territorio. I parametri di costo delle attività oggetto di convenzionamento rivengono, pro quota, dal vigente “Prezziario dei lavori ed opere forestali ed arboricoltura da legno della Regione Puglia”.

Abbiamo deciso di far crescere questa voce in bilancio – afferma il Presidente dell’Ente Cesare Veronico – per rispondere ad un’esigenza comune al Parco ed alle aziende agro-zootecniche che in esso operano: incrementare i fondi significa allargare ulteriormente il numero di soggetti che interagiscono con il nostro Ente e che si fanno, a loro volta, promotori, custodi e prime sentinelle di un territorio che si accinge ad accogliere un numero sempre crescente di visitatori, nel rispetto dei principi di protezione della natura e del paesaggio”.

Rispetto agli anni precedenti non sono previsti fondi per l’attività di prevenzione incendi (a fronte di un potenziamento delle attività di avvistamento affidate alle associazioni di volontariato) e per l’attivazione di connessioni satellitari ad internet. Sono immutate, invece, le condizioni e le modalità di assegnazione di contributi per migliorare l’approvvigionamento idrico e la sicurezza passiva delle aziende zootecniche che allevano specie ovi-caprine ed utilizzano pascoli naturali. A breve sarà presentato l’avviso pubblico con le modalità ed i criteri di assegnazione dei fondi e con i tempi di attuazione delle convenzioni.

Agricoltura salentina, nuovi scenari e opportunità. Esperti a confronto

fonte: Lecce News 24.it (vedi articolo originale)

Durante il convegno, organizzato dalla Provincia, sono stati esaminati i dati del 6° Censimento dell’Agricoltura, dai quali è emerso che le aziende agricole, nel nostro territorio, sono diminuite , ma si registra un aumento delle superfici utilizzate. L’obiettivo è quello di adottare strategie mirate di produzione, valorizzazione e collocamento dei prodotti sul mercato

L’agricoltura, la terra, le campagne, gli alberi di ulivo raccontano la tradizione, la storia e il paesaggio di un territorio, il Salento, così ricco di produzione da far invidia a molte regioni italiane. Soprattutto, nell’ultimo periodo, complice la crisi, c’è stata un’inversione di tendenza. Se, prima, il lavoro nelle campagne era considerato un declassamento sociale, ora, i giovani in particolare, attraversano la fase della riscoperta di un segmento, quello dell’agricoltura, come fonte di guadagno e come speranza per il futuro. Se in famiglia vi è la presenza di un’azienda agricola, l’idea di proseguire l’attività dei genitori non viene scartata a priori, anzi, prevale nei figli la consapevolezza e la voglia di “imparare il mestiere”. Scelte queste che le Istituzioni devono incoraggiare. In che modo? “Adottando strategie mirate ed efficienti – ha affermato il Presidente della Provincia Antonio Gabellone – sia in termini di produzione, sia in termini di collocamento dei prodotti sul mercato, che permettano di creare economia”.
A tal proposito, oggi, Palazzo dei Celestini ha ospitato il convegno dedicato ai “Nuovi scenari dell’agricoltura nazionale e salentina”, organizzato dalla Provincia di Lecce, nel quale sono stati illustrati i dati relativi al 6° Censimento dell’Agricoltura e il progetto Mediterranea Life Style (MedLS) e nel quale si sono analizzate e discusse le opportunità di valorizzazione delle produzioni locali, alla presenza di illustri relatori, esperti in materia, i quali hanno fotografato la realtà attuale e prospettato quella futura davanti ad un pubblico di studenti.
Le aziende agricole in Italia sono 1.620.844 (al 24 ottobre 2010), di cui oltre la metà di esse (972 mila) sono collocate nel Mezzogiorno. Dai dati emerge che, negli ultimi 10 anni, le aziende agricole sono diminuite del 32,4%. In Provincia di Lecce si assiste ad un calo moderato del numero di aziende, ma vi è un aumento delle superfici utilizzate. In vetta alla classifica dei prodotti tipici maggiormente apprezzati dai turisti che scelgono il Salento per le loro vacanze, figura l’olio d’oliva, a seguire il vino e la pasta. A confermare questa preferenza è la presenza, in Provincia di Lecce, di numerose aziende olivicole, pari a 65.738, che costituiscono il 7,3% del totale nazionale. La superficie investita ad olivo è pari a 97.329,38 ha, corrispondente all’8,7% nazionale.
Nel corso del convegno, un ampio spazio è stato dedicato anche al progetto MedLS, che pone al centro della sua attenzione la dieta mediterranea e, conseguentemente, le diverse produzioni agricole tipiche per area geografica.

E la puglia dei vini si tinge di rosa II edizione della gara dei rosati

fonte: Corriere del mezzogiorno (vedi articolo originale)

Il concorso nazionale dei vini rosati, targato Puglia, sbarca al Vinitaly. È stata presentata, infatti, la seconda edizione del concorso promosso dall’Assessorato alle risorse agro-alimentari della Regione Puglia, in partenariato con Assoenologi, Accademia Italiana della Vite e del Vino e Unioncamere Puglia e autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole. Il concorso nel 2012 ha coinvolto 280 cantine e 370 etichette. «Siamo alla seconda edizione di un evento – ha affermato Farbrizio Nardoni, assessore regionale all’Agricoltura – che vogliamo far crescere. Il tutto puntando sulla qualità e sull’intera gamma dei rosati d’Italia, senza dimenticare le peculiarità della Puglia».
IL REGOLAMENTO – Sono ammessi al concorso vini tranquilli, frizzanti, spumanti e divisi in diverse categorie: vini tranquilli Rosati, sia a denominazione di origine (Dop) che a indicazione geografica (Igp); vini frizzanti Rosati, sia a denominazione di origine (Dop) che a indicazione geografica (Igp), vini spumanti rosati a denominazione di origine (Dop); nella sesta e ultima categoria sia i vini spumanti Rosati a indicazione geografica tipica (Igt) che i Vini Spumanti di qualità Rosati (Vsq). Le cantine italiane potranno aderire al concorso entro il 22 aprile per aggiudicarsi una delle 18 medaglie, 3 per le 6 categorie (oro, argento e bronzo). La selezione dei vini è prevista il 4 e il 5 maggio all’Hotel Mercure Villa Romanazzi di Bari; durante la due giorni i migliori vini rosati d’Italia passeranno al vaglio del palato, dell’occhio e dell’olfatto di una commissione composta dai maggiori esperti, enologi, giornalisti enogastronomici e addetti ai lavori. La premiazione si terrà, come nella scorsa edizione, nella splendida cornice del Castello Aragonese di Otranto il 18 maggio prossimo.

Festival della ruralità e dell’Agricoltura, parco Alta Murgia cerca strutture ricettive domande entro il 12 aprile

fonte: AndriaLive.it (vedi articolo originale)

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia intende realizzare la prima edizione del “Festival della Ruralità e dell’Agricoltura” nei giorni dall’8 al 12 maggio 2013 sul tema della ruralità intesa come presidio del territorio e buona gestione delle risorse. La ruralità viene sempre più identificata con aree di particolare pregio ambientale e sinonimo del turismo dolce.

“Le aziende, agricole, agro-zootecniche ed agrituristiche poste all’interno del territorio del Parco Nazionale dell’Alta Murgia sono in grado di offrire ottima ospitalità in un contesto che ha mantenuto quegli elementi di autenticità che fanno oggi la soddisfazione del turista. Pertanto, al fine di individuare aziende, cosi come prima indicate, provviste di spazi idonei alla realizzazione delle attività previste nel programma della manifestazione,

Si invitano, pertanto le aziende agricole, agro-zootecniche ed agrituristiche che operano nel territorio del Parco ad inviare una manifestazione di interesse alla partecipazione alla manifestazione sopra descritta, precisando che le stesse devono possedere le seguenti caratteristiche:

− poter ospitare e gestire in spazi interni/esterni della propria struttura, un numero di visitatori non inferiore alle 100 unità;
− poter ospitare e gestire in spazi interni/esterni della propria struttura, manifestazioni teatrali e produzioni musicali, concerti, fornendo supporto per forniture di energia elettrica e spazi per “il dietro le quinte” (backstage);
− poter ospitare e gestire in spazi interni/esterni della propria struttura, convegni e/o seminari con un numero di posti non inferiore alle 100 unità;
− poter fornire per i punti sopra esposti supporto logistico adeguato, quale, ad esempio, zone parcheggio;
− essere in possesso di spazi o strutture idonei alla somministrazione di alimenti al pubblico;
− essere produttori di alimenti o prodotti tipici dei territori di riferimento, con annessi laboratori di trasformazione e/o coltivazioni/allevamento.

Destinatari dell’invito sono i soggetti di cui alla legge regionale n. 12/1933 ed alla legge regionale n. 11/1999. I soggetti come sopra individuati possono inviare una manifestazione d’interesse preferibilmente entro il 12 aprile 2013 specificando tipologia della struttura ricettiva, ubicazione della stessa e prezzi praticati. La documentazione dovrà pervenire in plico chiuso recante la dicitura “Manifestazione d’interesse Evento: “Festival della Ruralità e dell’Agricoltura”.

“La manifestazione d’interesse deve essere prodotta in carta libera, a firma del legale rappresentante dell’Azienda, con allegata copia fotostatica del documento d’identità dello stesso e potrà essere inviata a mani, o a mezzo servizio postale all’indirizzo dell’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Via Firenze, 10 – 70024 Gravina in Puglia”.

“La valutazione dei requisiti dichiarati dalle Aziende ai fini della partecipazione alla manifestazione
sarà rimessa ad una commissione interna all’Ente ed, a parità di requisiti, costituirà titolo preferenziale l’aver sottoscritto con l’Ente Parco la “Convenzione per la realizzazione di interventi per la gestione ambientale da parte di privati nel territorio del Parco Nazionale dell’Alta Murgia” per le annate agrarie 2009-2010 e 2010- 2011 o anche per una sola di esse”.

Viene altresì sottolineato che “Con il presente avviso non è posta in essere alcuna procedura concorsuale o di affidamento, costituendo esclusivamente richiesta di informazioni a scopo di indagine di mercato preliminare ad una successiva selezione per l’individuazione di operatori in possesso dei requisiti necessari per la partecipazione alla manifestazione”.

Piano Verde: prosegue il progetto di sostegno alle imprese agricole promosso dalla Regione Piemonte

fonte: AT News (vedi articolo originale)

Prosegue il percorso del Piano Verde avviato dall’Assessorato all’Agricoltura nel 2011, il programma regionale per la concessione di contributi negli interessi su prestiti, strumento a sostegno delle imprese agricole per la realizzazione di investimenti materiali per la conduzione aziendale.

Mentre precedentemente erano previsti due differenti procedimenti, le nuove disposizioni generali per la concessione di contributi negli interessi su prestiti per la conduzione aziendale prevedono di uniformare il sistema di calcolo, rendendo fisso il tasso di riferimento sia per quanto concerne le cooperative agricole (o le forme associate composte da almeno 5 imprenditori agricoli) sia per gli imprenditori agricoli singoli (o altre forme associate composte da meno di 5 imprenditori agricoli)

Il contributo regionale negli interessi sui prestiti per la conduzione aziendale è stato stabilito nell’1% per le impreseubicate in zona di pianura o di collina e nell’1,5% per quelle ubicate in zona di montagna. Il contributo è determinato nel 3% per gli imprenditori agricoli singoli e per le altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli che, nel corso della campagna agraria in essere al momento dell’emanazione del bando, hanno subito danni da calamità naturali rientranti nelle zone e con le tipologie di danno individuate dalla giunta regionale.

I bandi sono già attualmente in fase di definizione da parte degli uffici regionali, saranno indetti a partire dalla metà del mese di aprile e rimarranno aperti fino alla fine di maggio 2013. Lo stanziamento regionale, comprendendo la somma delle risorse impegnate per la cooperazione e per gli imprenditori agricoli singoli, è di oltre un milione di euro.

Così l’Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “L’Assessorato mantiene nel tempo l’impegno avviato nel 2011, nonostante gli inevitabili provvedimenti per far fronte alla difficile situazione economica attuale. Il Piano Verde da quando è stato avviato, prendendo in considerazione sia l’ambito degli investimenti materiali sia la conduzione aziendale, ha sviluppato investimenti per una somma approssimata intorno ai 60 milioni di euro. I numeri contano più delle parole, tale strumento va a tradursi, oltre che in un sostegno reale alle piccole e medie imprese agricole sempre più in affanno di liquidità, in un vero e proprio beneficio per l’economia locale che ruota attorno al mondo dell’agricoltura”.

Olivicoltura salentina: ecco come rilaciarla

fonte: alternativa sostenibile ( vedi articolo originale )

Giovedì 4 aprile, a partire dalle ore 9.30, presso l’Hotel Hilton Garden Inn di Lecce, si terrà il convegno dal titolo “Scelte strategiche per l’olivicoltura salentina nella realtà globale”, sostenuto da Provincia di Lecce, Camera di Commercio di Lecce e Accademia dei Georgofili sezione Sud Est, con il contributo di Banca Popolare Pugliese, Sudnews.Tv.

«Agromafie e caporalato»:il malaffare in agricoltura

fonte: Corriere della sera (vedi articolo originale )

Il rapporto dell’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil parla di almeno ottanta aree a rischio, di cui 36 epicentri ad alto tasso di sfruttamento lavorativo. Da nord a sud. Un’Italia fortemente contagiata dal virus del caporalato e con 400.000 persone, di cui circa 100.000 migranti, costretti a subire forme di ricatto e a vivere in condizioni fatiscenti, in villaggi di cartone. Senza contare, che nel settore agroalimentare si stanno facendo sempre più spazio attività illecite come estorsioni, usura a danno degli imprenditori, furti, sofisticazioni alimentari. La minaccia dell’agromafia che diventa uno spettro reale, che strangola, che gestisce un giro d’affari che oscilla tra i 12 ed i 17 miliardi di euro.

IL RAPPORTO – Questo ed altro ancora è contenuto nel “Primo rapporto su agromafie e caporalato”, il dossier curato dall’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil che ha l’obiettivo di analizzare le principali forme di illegalità e di sfruttamento nel settore agroalimentare e di raccontare come il caporalato sia cambiato in questi anni, diventando un ambito di interesse per la criminalità organizzata. «I dati più rilevanti contenuti nel dossier riguardano il costo del caporalato, dell’illegalità nel mercato del lavoro, che noi abbiamo quantificato in circa 420milioni di euro. E poi la presenza di un forte sfruttamento lavorativo che è molto simile a quello che accadeva negli anni ’50 in Italia – spiega Roberto Iovino, Responsabile Nazionale Legalità CGIL – . Nel rapporto, inoltre, si trova una mappatura molto dettagliata degli epicentri di rischio, dove abbiamo riscontrato sfruttamento lavorativo e caporalato».

LE AREE A RISCHIO – La ricerca condotta dall’Osservatorio, quindi, ha coinvolto 14 regioni e 65 province. E la “Mappa delle aree a rischio sfruttamento lavorativo in agricoltura” aiuta a tracciare i flussi stagionali di manodopera e gli epicentri delle zone dove la mano dei caporali è più presente. Oltre 80 gli epicentri di rischio rilevati, di cui 36 ad alto tasso di sfruttamento lavorativo. Il caporalato è diffuso su tutto il territorio nazionale: oltre alle regioni del Sud Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), il fenomeno si sta espandendo anche al Centro-Nord, in particolare in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Lazio. Il rapporto, inoltre, spiega che i caporali impongono anche le proprie tasse giornaliere ai lavoratori: 5 euro per il trasporto; 3,5 euro per il panino e 1,5 euro per ogni bottiglia d’acqua consumata.

IL REATO DI CAPORALATO- Da gennaio a novembre del 2012, secondo quanto registrato nel rapporto, sono state 435 le persone arrestate per: riduzione in schiavitù, tratta e commercio di schiavi, alienazione e acquisto di schiavi. Ma dall’entrata in vigore della norma che istituisce il reato di caporalato le persone denunciate o arrestate sono state solo 42, e la metà degli arresti è avvenuto al Centro-Nord. «Il caporalato oggi è un reato penale. Di conseguenza, – aggiunge Iovino – per prevenire la sua presenza nei territori, oltre ad avere una magistratura attenta al problema, è importante che le istituzioni favoriscano un meccanismo di certificazione della legalità nella gestione della manodopera». In che modo? «Costruendo delle liste di prenotazione provinciali finalizzate alla gestione del mercato del lavoro, in modo da premiare quelle aziende virtuose che non si avvalgono dei braccianti forniti dai caporali, ma che selezionano in modo trasparente la loro manodopera».

L’AGROMAFIA – Nel rapporto, infine, anche grazie al contributo di magistrati, giornalisti, lavoratori, sindacalisti, forze dell’ordine e società civile, è emerso in modo allarmante il legame tra il crimine di stampo mafioso ed il settore dell’agroalimentare. Sofisticazioni alimentari, estorsioni, gestione dei mercati generali, del trasporto e della logistica in tutta la filiera. Ed altro ancora. «Quando parliamo di agromafia – chiarisce Iovino – parliamo dell’infiltrazione delle organizzazioni criminali in settori molto importanti per la nostra economia, come quello agricolo e agro-industriale. Le mafie, che seguono il flusso dei soldi, in una fase di crisi del mondo finanziario, hanno deciso di investire in porti sicuri. E la produzione agricola e agroindustriale in Italia è un settore molto redditizio che negli ultimi anni ha visto una strategia fortissima di aggressione da parte delle organizzazioni criminali».

Emiliano Moccia

Tutti a scuola di olivicoltura

fonte: casadellolivo.it ( vedi articolo originale )

Imparare a potare gli olivi e perfezionarsi nell’assaggio degli oli. Proprio così: un corso di potatura dell’olivo ed uno di degustazione di olio extra vergine di oliva. Due proposte in una, a cura della Casa dell’Olivo, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. Al termine dei corsi è prevista anche una dimostrazione in campo, per prendere in esame le principali novità nell’ambito delle tecnologie al servizio dell’olivicoltura, tra piattaforme aeree semoventi e attrezzature agevolatrici per la potatura. In aprile, dunque, tutti nel Salento, dove si terrà un corso di potatura e degustazione di olio extra vergine di oliva, organizzato dal centro culturale Casa dell’Olivo in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. Non solo formazione, c’è spazio anche per una dimostrazione in campo, in modo da curiosare sulle novità delle tecnologie in olivicoltura.  Il corso di potatura e degustazione si terrà per l’esattezza a San Pietro in Lama, a pochi chilometri da Lecce, nei giorni 25, 26 e 27 aprile. Obiettivo del corso: abbattere i costi di produzione e puntare, nel medesimo tempo, sulla qualità degli oli a partire dall’adozione di tecniche di potatura più razionali e in linea con la modernità.

I due corsi si rivolgono a tutti i tecnici e agli operatori del settore che intendono aggiornarsi sulle tecniche colturali e qualitative dell’olio, così da potenziare le professionalità nel settore della potatura, ma si rivolge anche agli appassionati, e soprattutto ai giovani che intendono prendersi cura del proprio oliveto.

Il corso prevede lezioni teorico-pratiche in diverse tipologie di oliveto, dalle giovani piante (per la potatura di allevamento) alle piante adulte, correttamente impostate (per la potatura di produzione), fino a considerare le piante allevate e potate tradizionalmente, da semplificare per una più semplice e rapida gestione (per una potatura cosiddetta di riforma). Il corso si concluderà con esercitazioni direttamente in campo, durante le quali i partecipanti potranno mettersi alla prova, lavorando a gruppi, sotto la guida dei docenti.

Il corso è tenuto dai docenti Davide Neri, professore presso l’Università Politecnica delle Marche in Arboricoltura generale e coltivazioni arboree; e dal dottor Enrico Maria Lodolini, docente al corso di Arboricoltura 2 presso l’Università Politecnica delle Marche di Ancona; oltre che da Pardo Di Tommaso, esperto di potatura Molise, Abruzzo e Marche, nonché vincitore del campionato nazionale di potatura.

La quota di iscrizione è di 120 euro (iva inclusa).
L’attestato di partecipazione rilasciato alla conclusione del corso è valido per accedere alla libera professione di potatore.

La dimostrazione pratica in campo si terrà domenica 28 aprile presso l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Giovanni Presta – Columella” Lecce – San Pietro in Lama (Lecce) e riguarderà l’uso di piattaforme aeree semoventi, omologate per spostamenti in quota, con l’impiego di attrezzature agevolatrici per la potatura: elettriche, pneumatiche e idrauliche che garantiscono la sicurezza dell’operatore durante le fasi lavorative.

Mentre i due corsi sono a pagamento, la partecipazione alla dimostrazione pratica è gratuita. Tutti infatti potranno assistere alle dimostrazioni in campo, ma soltanto coloro che hanno portato a termine il corso di potatura potranno invece partecipare attivamente alla potatura, utilizzando in prima persona le attrezzature messe a disposizione dalle aziende del settore.

Per iscrizioni e informazioni:

Segreteria Casa dell’Olivo – tel. 328.1236385 – segreteria@casadellolivo.it
Sito Web: www.casadellolivo.it

01 Marzo 2011. L’alluvione in Puglia.

Premessa. Nei primi giorni del mese di marzo la regione Puglia è stata colpita da abbondanti precipitazioni piovose a seguito di una perturbazione che si è stazionata nel Sud-Italia in quel periodo. Tra le zone maggiormente colpite da esondazioni e frane vi sono la provincia di Foggia, Barletta, Bari, Taranto, Brindisi e Lecce. Verrà accertato in seguito che i comuni che chiederanno lo stato di calamità naturale sono 62!

Provincia di Bari. La pioggia battente colpisce anche il capoluogo pugliese creando disagi alla circolazione stradale. Il sottopasso di Santa Fara si allaga e i vigili del fuoco intervengono per soccorrere un automobilista la cui auto era rimasta sommersa. Allagati anche altri sottovia della città. Si registrano altresì allagamenti in molti zone periferiche e centrali e forti problemi per la circolazione soprattutto lungo la strada per Carbonara. Anche la città di Gravina risulta allagata, in modo particolare i sottopassi e il centro storico con conseguente chiusura di molte strade provinciali interessate da numerosi smottamenti. Tra queste la 96 bis che collega la città ad Irsina e Potenza e la tarantina che porta a Matera. 
Provincia di Barletta. Barletta nella mattinata del 01/03/2011 è luogo di una serie di danni e problematiche provocate dalla pioggia caduta incessantemente: tombini saltati, garage e box allagati, auto in panne, strade chiuse al traffico e una scuola invasa dall’acqua: l’istituto tecnico ‘Cassandro’. La strada statale 170 che collega Andria a Barletta viene chiusa al traffico perché allagata all’altezza del ponte della statale 16 bis; nella zona sottostante, infatti, passa il canale Ciappetta-Camaggio, interessato da una rovinosa esondazione (si tratta del canale che dalla Murgia attraversa Andria e sfocia in mare a Barletta). Allagamenti e cedimenti si sono verificati, inoltre, anche nell’abitato di Andria. Durante il pomeriggio dello stesso giorno, nel tratto al di fuori del centro abitato compreso fra Barletta e Canosa di Puglia, anche tutti i passaggi a livello risultano allagati portando numerosi disagi alla circolazione attraverso un rallentamento dei treni in transito. Vigili del fuoco, forze dell’ordine e polizia ambientale intervengono a prestare soccorso agli automobilisti in panne, molti dei quali rimasti bloccati a causa dell’esondazione del Ciappetta-Camaggio. Nel contempo viene tenuto sotto controllo anche il fiume Ofanto, che nel pomeriggio dello stesso giorno aveva già raggiunto i due metri di altezza e pertanto soggetto ad esondazione”.
  • Provvedimenti.Viene suggerita l’opportunità di “imbrigliare le acque” a monte per regolarne lo scorrimento nel mare Adriatico. 
Provincia di Brindisi e Lecce. Nella provincia di Brindisi sono stati segnalati diffusi allagamenti, in particolare nel comune di Torchiarolo, con danni anche a privati, stimati in € 36.000,00 circa. L’Amministrazione Provinciale di Brindisi ha dichiarato di avere eseguito interventi sulla viabilità danneggiata per un importo di circa € 70.000,00 ed ha fatto riserva di relazionare sui danni complessivamente subiti dal territorio.
Provincia di Foggia.Numerosi i camping e le strutture ricettive sul promontorio del Gargano che a causa delle abbondanti piogge hanno subito ingenti danni. L’acqua caduta, infatti, ha provocato la rottura degli argini dei torrenti allagando e danneggiando irrimediabilmente le infrastrutture, i villaggi turistici e i bungalow presenti, in modo particolare, nella zona tra Vieste e Peschici e nella riviera sud tra Manfredonia e Zapponeta. A Peschici, infatti, i maggiori problemi sono stati causati dal canale Santa Lucia che ha riversato sui villaggi Julia e Baia di Manaccora fango, acqua e detriti. Completamente isolata la statale 89 che collegava i centri turistici. A Zapponeta inoltre, tutte le colture agricole sono state irrimediabilmente compromesse. La situazione appariva maggiormente drammatica a causa dell’esondazione del canale “Peluso”, che divide i territori dei Comuni di Manfredonia e di Zapponeta, le cui acque, dopo aver rotto gli argini, hanno inondato i terreni coltivati circostanti fino ad arrivare alle porte del centro abitato zapponetano. 
  • Stato di calamità. A tal proposito, inclusi nelle  provvidenze di cui all’art. 5 comma 6 nel territorio di Foggia sono i comuni di: Ischitella, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici e Vieste.
  • Provvedimenti. E’ stato chiesto, pertanto, agli operatori colpiti dalle avversità atmosferiche di attivare tutte le procedure necessarie presso gli uffici comunali per il recupero delle somme a disposizione.
  • Stima dei danni. Esondazioni del Fortore hanno interessato i territori a valle, prossimi alla foce (ilComune di Serracapriola ha segnalato danni alla viabilità per € 800.000,00, oltre a danni al comparto agricolo e zootecnico per ulteriori € 1.200.000,00).

Provincia di Taranto. Diverse case allagate a Ginosa e Marina di Ginosa con alcuni residenti che si sono rifugiati sui tetti in attesa dei soccorsi. Particolarmente colpite le contrade Pantano e Marinella. La statale 106 jonica è stata interrotta nel tratto tra Ginosa Marina e Metaponto, al confine con la Basilicata. L’abitato di Marina di Ginosa risulta completamente invaso dalle acque. Alcune case sono completamente invase dall’acqua e diverse famiglie si sono riversate nella tendopoli allestita dall’Amministrazione comunale di Ginosa in piazza San Pio. Per le operazioni di soccorso i finanzieri hanno impiegato anche un gommone che, risalendo la corrente, si è spinto fino alla foce del fiume Bradano ed ha costeggiato tutta la litoranea salentina fino a Ginosa marina. Un elicottero proveniente dal reparto operativo aeronavale di Bari, invece, ha individuato le persone che dai tetti delle abitazioni chiedevano soccorso. Le operazioni sono state coordinate dalla Prefettura di Taranto. Anche a Castellaneta, nella cosiddetta ‘Lama’, centinaia di ettari sono stati allagati con distruzione di tutti i seminativi. Ortaggi e vigneti allagati anche nelle restanti aree della provincia. Tra Ginosa, Laterza, Castellaneta e Palagianello gli imprenditori agricoli hanno denunciato strade dissestate o addirittura chiuse, e terreni allagati con conseguente rischio di fenomeni di marciume radicale. Danni non solo alle produzioni, ma anche alle strutture.

  • Provvedimenti. Le piogge alluvionali hanno inserito i comuni di: Castellaneta, Ginosa e Palagianello nelle provvidenze di cui all’art. 5 comma 3 mentre, nelle provvidenze di cui all’art. 5 comma 6, oltre ai su citati comuni anche Massafra e Palagiano.

Provincia di Lecce.Nella provincia di Lecce infine, sono state segnalate esondazioni del Canale Asso nei territori di Nardò e Galatone e situazioni di diffusa criticità i cui danni economici sono ancora in corso di accertamento.

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