Viticoltura: segnali incoraggianti per la vendemmia 2013

fonte: Gazzetta di Sondrio (leggi articolo originale)

Sono iniziati da parte dei tecnici della Fondazione Fojanini  le prime valutazioni analitiche sulla produzione dell’annata 2013.

Le analisi chimiche, che servono per valutare  il trend di maturazione, vengono da anni effettuate su uve che provengono da vigneti guida costantemente monitorati oramai da tre lustri e che permettono di avere un quadro sull’andamento della maturazione.

La fase fenologica dell’ invaiatura (colorazione) è, nelle aree più precoci, al 60/70%.   Al di sopra della quota altimetrica di 500 s.l.m. tale percentuale diminuisce al 30/40%.

Lo sviluppo fenologico della vite è stato fortemente influenzato dall’anomalo andamento meteorologico di inizio stagione.  La vite, già in ritardo vegetativo dopo il riposo invernale,  ha sofferto le  giornate molto piovose e fredde di maggio, che hanno causato un ritardo, ad inizio giugno, di 10/15 giorni rispetto alla media trentennale.
Durante il mese di luglio e soprattutto le temperature in forte rialzo rilevate durante il mese di agosto  hanno permesso  un lento  ma graduale recupero della fase fenologica, se pur accompagnato, nella seconda decade di agosto, di un inizio di stress idrico.
Nell’ultima settimana , con il ripristino della dotazione idrica, la vite è nelle condizione  ottimale per iniziare la fase di accumulo di zuccheri nei grappoli.

I primi dati elaborati evidenziano come l’annata 2013 ha al momento parametri chimici che  la  fanno rientrare tra le annate tardive come il 2001 e il 2008 per citare le ultime.  Il ritardo è stimato in circa 8/12  giorni  rispetto alle annate precoci e di circa 5 giorni sulla media ventennale.

L’efficienza fogliare,  dove è stata lasciato almeno un rapporto di 1 mq di parete fogliare per kg di uva,  è ottima con una elevata attività fotosintetica.

Solo in pochi casi e per quelle vite poste in condizioni estreme vi sono sintomi di stress idrico, che  le piogge degli ultimi giorni stanno facendo rientrare.

La  qualità sanitaria (estetica)  delle uve è elevata a dimostrazione della grande professionalità degli operatori viticoli valtellinesi.

La carica produttiva è  media nella fascia al di sotto dei 500 s.l.m, mentre al di sopra di tale quota la quantità è inferiore rispetto alla media ventennale.

Le analisi sulla maturità tecnologica verranno integrate  da settembre  anche con quelle relative alla maturità fenolica (colore, tannini ecc.) e sul contenuto di acidi organici (malico e tartarico).

Graziano Murada, Direttore Fondazione Fojanini

7 indizi per 1 sovrano: un gioco a tappe sul diritto al cibo

fonte: greenMe.it (vedi articolo originale)

Sabato 11 maggio a Milano ci sarà una bella iniziativa per educare i più piccoli, ma non solo, al tema della sovranità alimentare. Dalle 12.00 alle 19.00 al parco I. Montanelli (Porta Venezia – MM1 Palestro) grandi e piccini potranno cimentarsi in un gioco a tappe sul diritto al cibo, affrontando le sfide di 7 Saggi Ortaggi per scoprire una formula magica e ricevere un premio finale.

La partecipazione è libera e gratuita.
L’appuntamento si inserisce nel programma di eventi organizzati per il mese di maggio da Co.LOMBA in varie località lombarde, da Lecco a Varese a Cantù, sul tema dell’educazione alla cittadinanza mondiale.
Informazioni e programma completo:
www.onglombardia.org
ECM CoLOMBA c/o CELIM
tel. 02/58305381
querin@celim.it
Co.LOMBA è un coordinamento di ONG e Associazioni attive nei campi della cooperazione internazionale e dell’educazione alla cittadinanza mondiale.
Con il contributo di fondazione Cariplo e il patrocinio di Expo dei Popoli.

L’Associazione mantovana allevatori punta sulla genomica

fonte: Teatro Naturale (vedi articolo originale)

È una zootecnia a due velocità quella che descrive il presidente dell’Associazione mantovana allevatori, Alberto Gandolfi, nel corso dell’assemblea annuale, questa mattina a Tripoli di San Giorgio (Mantova), alla presenza di due nuovi protagonisti della scena: Pietro Salcuni, presidente dell’Associazione italiana allevatori, e Gianni Fava, assessore all’Agricoltura e all’agroalimentare della Regione Lombardia.

Sul versante produttivo tiene il comparto lattiero caseario, pur con l’incognita del calo dei consumi interni, mentre soffre la zootecnia “pesante”, suinicoltura e carne bovina.

Problemi che pesano sulle imprese zootecniche, strette sempre di più nella morsa della burocrazia, del benessere animale, della sicurezza alimentare. Requisiti, questi ultimi, imprescindibili per la commercializzazione dei prodotti agroalimentari di qualità.

“La zootecnia è alle prese con vecchie e nuove emergenze – spiega il numero uno dell’Apa di Mantova, Alberto Gandolfi – dalla Direttiva nitrati alle aflatossine nel mais, all’articolo 62, un provvedimento nato per sostenere gli anelli più deboli della filiera e che invece ha avuto un impatto negativo sui cicli di allevamento”.

Aspetti che pesano negativamente, come la difficoltà di accesso al credito, ma che non frenano l’attività dell’Associazione mantovana allevatori, senza dubbio una delle migliori d’Italia, come ha riconosciuto lo stesso Salcuni.

“Il taglio dei finanziamenti alle Apa – prosegue Gandolfi – ci ha obbligato ad un percorso virtuoso per contenere i costi e riorganizzare al meglio le risorse umane, rilanciando sui servizi agli allevatori”. Così, di fronte ad un trend che vede il numero di stalle diminuire, l’Apa di Mantova mette a segno un record, legato al numero di vacche da latte in selezione, arrivato oltre quota 108mila capi e con una linea positiva. “Solo nel 2010 – afferma Gandolfi – il numero di capi superava le 100mila unità, in due anni abbiamo registrato l’8% in più”.

Numeri che serviranno a mantenere l’autonomia dell’Apa di Mantova a livello lombardo, dove il disegno di regionalizzazione del sistema allevatoriale potrebbe (ma in altri ambiti regionali) portare ad una fusione.

Sul tema è stato abbastanza chiaro il presidente dell’Aia, Pietro Salcuni, nel suo saluto. “Rispetto ai processi di regionalizzazione, la Lombardia non deve essere troppo preoccupata”, ha infatti assicurato.

La vocazione di Mantova ad essere l’apripista di progetti sperimentali viene accentuata, inoltre, con due iniziative dedicate alla genomica, ultima frontiera della ricerca. Un percorso vedrà l’Associazione di Tripoli collaborare con l’Anafi per la genotipizzazione dei capi femminili e testare le capacità genetiche. Un altro segmento operativo sarà finalizzato alla Banca del genoma sul territorio.

“Attraverso la banca del Dna – auspica Gandolfi – potremo avere benefici immediati sul piano della ricerca, con vantaggi anche di natura economica”.

Prospettive positive per il lattiero caseario. Invitato all’assemblea dell’Associazione mantovana allevatori, Angelo Rossi, promotore di Clal, il portale dedicato al comparto lattiero caseario, ha illustrato andamenti attuali e prospettive per il territorio, partendo da scenari globali. “A livello mondiale si è verificata una diminuzione delle produzioni di latte in Nuova Zelanda e in Europa – osserva il fondatore di Clal – e gli Sttai Uniti al momento non riescono a sopperire alla mancanza di latte della Nuova Zelanda”.

Le condizioni sarebbero dunque positive per una ripresa dei prezzi, segnati già oggi da valori positivi. “Oggi il latte franco partenza dalla Germania – ricorda Rossi – viaggia intorno ai 38-40 euro alla tonnellata”.

Tuttavia, se l’export dell’Unione europea a 27 si mantiene su standard positivi, l’Italia si caratterizza per performance meno brillanti e per importazioni di formaggi duri non Dop per nulla trascurabili e sulle quali forse il sistema deve interrogarsi.

“Sono comunque abbastanza ottimista su quello che è il futuro del nostro formaggio – conclude Rossi – anche se bisognerebbe esportare di più e favorire al massimo la promozione dei formaggi Dop su nuovi mercati, dove il Pil si mantiene in crescita”.

L’attenzione all’export per le produzioni di qualità e la necessità di fare sistema sono stati elementi condivisi anche dai rappresentanti del mondo agricolo, presenti all’appuntamento assembleare. “La ricerca di nuovi mercati – secondo l’assessore provinciale all’Agricoltura, Maurizio Castelli – rappresenta una soluzione positiva per esportare i prodotti del sistema agroalimentare mantovano, che vale il 20% del Pil del territorio e che può contare su numeri interessanti per i prodotti a marchio”.

Sul versante della politica, mano tesa dal deputato Marco Carra, componente della Commissione Agricoltura alla Camera nell’ultima legislatura, al neo assessore all’Agricoltura, Gianni Fava. “Offro a Fava la disponibilità per restituire un nuovo protagonismo dell’agricoltura – dice Carra -. Sono iniziati i triloghi per la riforma della Pac e l’Italia è alle prese con la formazione del governo. Servono ministri dell’Agricoltura competenti e stabili e una politica agricola nazionale”.

La ricetta dell’assessore lombardo, Fava. Non è d’accordo sul ruolo strategico del ministero dell’Agricoltura, invece, l’assessore regionale Fava. “E’ superata l’idea di rafforzare il ministero, non sono d’accordo con Marco Carra – replica -. Bisogna restituire centralità all’agricoltura intensiva e non perdere di vista il settore nel suo complesso, dalla produzione alla trasformazione. Ma se le cinque regioni del Nord producono l’85% del latte italiano, allora il problema non è italiano, è al Nord. E la partita non deve essere sacrificata in una logica di compromesso a livello nazionale con altre produzioni, come gli agrumi o l’olio, per citare esempi passati”.

La battaglia si gioca sui campi delle “esportazioni, dell’agricoltura remunerativa e sul modello intensivo, non sul greening. Le imprese devono poter investire su mezzi e tecnologie, non su quattro siepi”, afferma Fava.

E se la politica nazionale non ha fatto a sufficienza per l’agricoltura, allora si inauguri un dialogo a livello regionale.

“Entro giugno – assicura Fava – la Regione Lombardia anticiperà la Pac agli agricoltori e con Bruxelles manterremo un dialogo costante, per evitare di vedere calata dall’alto una riforma troppo burocratica”.

I Master Breeder. Per la prima volta, l’Associazione mantovana allevatori consegna il Master Breeder alla carriera. “Un Golden Breeder – dice Alberto Gandolfi – che va a Giulio Sereni, suinicoltore, per l’impegno profuso in Apa fin dalla sua nascita, oltre 60 anni fa, con grande slancio, perizia e generosità”.

Gli altri premiati con i Master Breeder, riconoscimento annuale agli allevatori che hanno raggiunto importanti risultati sulla base di parametri scientifici, sono stati: azienda agricola Angelo Gozzi di Viadana (categoria fino a 30 vacche); azienda agricola Piccoli Costantino, Francesco e Luca di Marmirolo (da 31 a 70 vacche); azienda agricola Cabrini Roberto, Alessandro e Matteo di Magnacavallo (da 71 a 120 vacche); azienda agricola S. Antonio di Fabio e Gianni Piva di Casalromano (da 121 a 180 vacche); società agricola Manzoli Marco, Guido e Massimo di Magnacavallo (da 181 a 250 vacche); azienda agricola Casa Nuova di Angelo e Realdo Musa di Casaloldo (oltre 250 vacche).

Gli eletti nel consiglio di amministrazione. Sono stati eletti nel consiglio, per il periodo 2013-2016: Diego Belletti, Fabio Gandolfi, Claudio Casareggio, Roberto Chizzoni, Alberto Cortesi, Lorenzo Donà, Davide Errera, Giuseppe Freretti, Alberto Gandolfi, Kristian Minelli, Tomas Ronconi, Andrea Tosi, Nicola Valenza, Fabio Mantovani, Alessandro Capuci, Gian Luigi Gualdi. Membri di diritto, in quanto presidenti di sezione: Fabio Piva (frisona), Pier Emilio Sbarra (suini).
di C. S.

Lombardia: Fava, macroregione agricola tutela interessi nord

fonte: agenord.it (vedi articolo originale)

Regioni “egemoni” nella tutela dei propri interessi e specificità, semplificazione e sburocratizzazione per le imprese, rapporto diretto e continuo con il territorio. Per fare sistema e puntare ad aumentare la redditività di un settore che non può più vivere di sussistenza. Poggia su queste basi il programma di governo che l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava ha presentato oggi in occasione della visita all’azienda agricola di Rota Pietro e Rota Luigi, presso la cascina S. Maria, a Villanova del Sillaro (Lo).  All’incontro, oltre a rappresentanti del mondo agricolo, imprenditoriale e associativo, ha partecipato il presidente della Provincia di Lodi Pietro Foroni. “Abbiamo un’agricoltura intensiva, che difendo, e non vogliamo averne altre – ha esordito Fava -. Intanto, perché non abbiamo le condizioni per un’agricoltura diversa da questa, ma soprattutto perché qui c’è chi sa fare questo mestiere e bene. Paghiamo lo scotto di una politica agricola debole in questi anni, come Paese. Credo che di tutto abbiamo bisogno tranne che di un ministro dell’Agricoltura, che faccia sintesi e che continui a mediare nelle trattive europee. Abbiamo un’agricoltura legata alla zootecnia, piuttosto che ai prodotti della terra, e questo dobbiamo salvaguardare. In una situazione diversa dagli altri Paesi europei. Ecco perché prima ancora dobbiamo fare la Macroregione agricola del Nord: è la necessità di dire che rappresentiamo i territori per aree omogenee. Da qui vogliamo partire”. “Domani incontrerò i quattro assessori delle Regioni del Nord – ha ricordato Fava -, poi estenderò l’invito all’Emilia, perché la grande pianura padana deve essere rappresentata in modo specifico. Stiamo parlando di un sistema geopolitico grande più del doppio della metà degli Stati. E l’aiuto alle imprese si concretizzerà in un contatto continuo col territorio. Oggi è il primo passo di questo viaggio. Non possiamo più mediare con agricolture che non hanno a che vedere con la nostra. Se il risultato, d’altro canto, è un miliardo e mezzo in meno di Pac che graverà sulle anticipazioni alle imprese, se l’altro grande ‘risultato’ è che abbiamo trasferito risorse dalle nostre colture intensive al greening, io a questa politica mi oppongo. Questi agricoltori non hanno bisogno di questo tipo di scelte”. “Le pesanti contrazioni sul mercato interno – ha detto Fava – indicano  che le prospettive di sviluppo sono nell’export. A maggior ragione quando vediamo che l’agroalimentare ha fatto segnare una tendenza positiva rispetto agli altri settori”. “Il mio impegno, da qui alla fine dei cinque anni, è che non chiuda nemmeno un’azienda agricola – ha proseguito l’assessore -. E che il territorio resti una risorsa da salvaguardare, stop quindi al consumo di nuovo suolo: occorre che l’attività agricola diventi remunerativa e non più di pura sussistenza, non sarebbe giustificabile più un impegno di 365 giorni l’anno”.

Sovranità alimentare, il COE incontra le scuole superiori

fonte: Lecconotizie.com  (vedi articolo originale)

Il Centro Orientamento Educativo (COE) offre alle Scuole Superiori della provincia di Lecco l’opportunità di fruire gratuitamente di un incontro sui temi della sovranità alimentare: appuntamento a Lecco presso Sala Ticozzi sabato 25 maggio 2013, dalle 10 alle 12.30.

A partire dallo slogan “La fame che c’è. Un problema innanzitutto di giustizia”, il COE propone ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado la proiezione di un film ancora in via di definizione, inserito nella Sezione FTF – Film That Feed del 23° Festival del Cinema Africano, d’Asia e dell’America Latina di Milano, in programma a Milano dal 4 al 10 maggio 2013.

Alla proiezione del lungometraggio farà seguito una discussione che, partendo dalle problematiche emerse nel film, inviterà i ragazzi a riflettere sulla tutela del diritto al cibo per tutti e sulle buone pratiche per una corretta, sana e responsabile gestione delle risorse del pianeta per un futuro sostenibile e inclusivo. L’obiettivo di questa iniziativa, fanno sapere dal COE, è infatti quello di “promuovere un interesse verso le problematiche legate alla sovranità e alla sicurezza alimentare, al diritto all’acqua e al cibo, anche per avviare eventuali percorsi didattici sui temi di EXPO 2015 nell’anno scolastico 2013/2014”.

La proposta del COE è gratuita per tutte le scuole che chiederanno di partecipare, fino ad esaurimento posti. Per ottenere maggiori informazioni e iscriversi, visualizzare il sito del COE (www.coeweb.org), oppure contattare il Coordinamento e segreteria del Coe, nella persona di Prashanth Cattaneo (cell. 3395335242, mail: p.cattaneo@coeweb.org). All’atto di iscrizione, vanno indicati il nome della scuola, il numero degli studenti partecipanti, il nominativo dei docenti accompagnatori, l’indirizzo mail e un recapito telefonico di riferimento.

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