Il viaggio della transumanza: foto, parole e musica alla Torre del Cerrano

fonte: Abruzzo24 (leggi articolo originale)

In Abruzzo l’allevamento transumante ha rappresentato in varie epoche storiche il settore trainante dell’economia, andando ad incidere anche sul piano politico, sociale e culturale.

Il paesaggio della transumanza è caratterizzato da una serie di forme di sosta e riparo peculiari, tra i quali anche Torre del Cerrano.

Proprio nel fortilizio medievale sabato 31 agosto alle ore 21,00 si svolgerà la rievocazione della transumanza, con l’evento dal titolo “Il viaggio della transumanza” organizzato dall’Associazione culturale la Mazzocca Abruzzese e patrocinato dall’AMP.

Oltre ad una significativa rappresentazione fotografica si terrà un’esibizione musicale a tema e la lettura dei brani tratti dal libro “Dove non arrivano i sentieri” di Fabio Petrella.

Nel libro si offre un’immagine dell’Abruzzo non convenzionale, ma appassionata e intensa. Alcuni passaggi interpretano perfettamente le immagini e i suoni della transumanza, pratica antica e al contempo viatico per il futuro. Inoltre, previste la visita serale alla Torre e al Museo del Mare e notturna con torce al Giardino Mediterraneo.

Lunedì 2 settembre alle ore 19,00 a Torre Cerrano con l’evento scientifico “Le specie animali della costa” si concluderà la rassegna “Una Torre di conoscenza” organizzata dall’AMP.

Gli esperti Massimo Pellegrini e Augusto De Sanctis illustreranno caratteristiche e funzioni della fauna costiera, rappresentata da numerose specie di elevato valore naturalistico.

L’incontro si svolgerà all’ombra della Torre dopo la visita guidata alle ore 17,00 all’interno e alle 18,00 al Giardino Mediterraneo. Al termine dell’evento si potranno degustare i prodotti degli Amici del Parco. L’ingresso è libero.

Il futuro dell’economia abruzzese? Le capre! “Producono un latte migliore ed evitano incendi”

Pubblichiamo da:  Abruzzoweb.it (vedi originale)

Come sfruttare al meglio le decine di migliaia di ettari di terreno incolti che dominano l’Abruzzo? Con un allevamento di capre itinerante.

È questa la proposta lanciata dal presidente Arpo (Associazione allevatori ovicaprini d’Abruzzo), Nunzio Marcelli, che spiega ad AbruzzoWeb come in un momento di crisi come quello che si sta vivendo negli ultimi anni, il ritorno al settore primario potrebbe aiutare la regione a rialzare la china, e perché no, a dare vita a un nuovo business.

“Allevare capre significa sfruttare al meglio le risorse del nostro territorio in maniera sostenibile e rinnovabili – spiega Marcelli – Oggi, in Abruzzo, gli ex terreni seminativi sono rimasti inutilizzati, al contrario del resto dell’Europa, che sta vivendo un mercato in forte crescita nella produzione di latte caprino”.

Un buon esempio da seguire e rimodellare con standard personalizzati, secondo il presidente Arpo, è quello francese, “dove c’è una piccola rete di produzione con quotizzazione di territorio, in cui le aziende hanno al massimo 150 capi di bestiame e guadagnano circa 60 mila euro l’anno”.

Attualmente in Italia la produzione di questo latte non è ancora coperta da quote, ma non c’è neanche una normativa che sia in grado di consentire ai piccoli produttori di poter vendere direttamente, “serve, quindi, che Stato e Regioni ne regolamentino l’attività”, sottolinea.

Per rimanere sull’argomento “quote latte”, secondo Marcelli è bene sottolineare che oggi, in Abruzzo, “sono totalmente scomparse e per questo non ci sono più aziende che producono latte vaccino. La loro vendita ha dato sollievo, anni fa, alle aziende – ricorda – ma le ha anche private della possibilità futura di produrlo, tanto che oggi lo acquistiamo soprattutto dalla Lettonia e dalla Romania, tutte grandi realtà solo in alcuni casi gestiti da italiani”.

Per Marcelli, la produzione di latte di capra potrebbe sopperire a questa carenza, aggiungendo anche che, da un punto di vista salutistico “è un prodotto molto migliore rispetto a quello di mucca, poiché ha la proprietà di non essere sintetico”.

“Le aziende, ormai, non danno più questa garanzia, soprattutto perché si tende a spingere la produzione a livelli altissimi – svela – Questo comporta un decadimento della composizione dei nutrienti, oltre che, con l’uso eccessivo degli antibiotici nella flora microbica si sono eliminati componenti essenziali. Procedimento all’origine delle intolleranze alimentari”.

Il bioagriturismo la Porta dei Parchi, che si trova ad Anversa degli Abruzzi (L’Aquila), ne sperimenta da 35 anni le potenzialità e oggi ha intenzione di realizzare un’azienda “che potrebbe costituire il nuovo capitale del nostro territorio nonché un controllo specializzato con competenza tecnica elevata grazie alle reti allevatori”.

“Si parte con una scuola di formazione in cui i giovani imparano e si specializzano – illustra – e in seguito, dopo un’alta formazione, non ci sarà bisogno di costruire una stalla, perché i piccoli allevatori si sposteranno per utilizzare i pascoli a rotazione. Inoltre, abbiamo una  situazione arbustiva dilagante che ci mette a serio pericolo incendi e questa iniziativa potrebbe arginarla perché le capre se ne nutrirebbero”.

“Questa è una valida proposta aziendale che sviluppa una politica di economia locale. In passato la Regione Abruzzo e i sindacati avrebbero dovuto comportarsi in modo diverso – conclude – e oggi si può fare”.

Sara Ciambotti

Agriturismo: Giunta Abruzzo approva il regolamento di attuazione

Pubblichiamo da: AGI – Agenzia Giornalistica Italia (vedi articolo originale)

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Mauro Febbo, ha approvato il Regolamento di attuazione della Legge regionale n.38 del 31/07/2012 che disciplina le attività agrituristiche in Abruzzo. Un testo che definisce i parametri per la verifica del rapporto di connessione, le modalità di esercizio dell’attività agrituristica, le procedure amministrative, i criteri per la classificazione delle aziende agrituristiche, le modalità per l’esecuzione dei controlli e ogni altro aspetto inerente allo svolgimento dell’attività agrituristica.
“Un’attivita’ – afferma l’assessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo – alla quale prestiamo la massima attenzione in quanto la riteniamo fondamentale per lo sviluppo della nostra agricoltura. Per questo la Regione Abruzzo intende sostenere il settore primario promuovendo e disciplinando nel proprio territorio l’agriturismo, allo scopo di agevolare la permanenza dei produttori agricoli nelle zone rurali, tutelare i redditi agricoli e favorire la multifunzionalita’ tutelando l’immenso patrimonio naturale, edilizio ed ambientale abruzzese.
L’agriturismo – osserva Febbo – deve diventare un punto strategico per la promozione del territorio e soprattutto delle numerose eccellenze made in Abruzzo. In particolare l’obiettivo e’ restituire all’agriturismo la sua natura originaria: quella di fondamentale strumento per la difesa e la valorizzazione dell’immenso patrimonio naturalistico ed enogastronomico abruzzese. In questo modo inoltre si pone fine alla confusione venutasi a creare con il mondo della ristorazione, definendo meglio le differenti vocazioni, con il consumatore che avra’ la massima garanzia sulla qualita’ e l’origine dei prodotti che gli verranno offerti”.
“Con la proposta approvata dalla Giunta regionale, che dovra’ passare all’esame del Consiglio – spiega Febbo – vengono definite 7 tipologie di attivita’: alloggio, somministrazione di pasti e bevande, organizzazione di degustazioni di prodotti agricoli aziendali trasformati anche integrati da prodotti delle aziende agricole locali, nonche’ da prodotti di qualita’ abruzzesi, compresa la mescita di vini. A queste, che sono le sole in grado di ottenere, in modo indipendente, il certificato di abilitazione all’esercizio dell’attivita’ agrituristica si aggiungono: organizzazione di attivita’ ricreative, culturali, ippoturistiche, sportive, escursionistiche, naturalistiche, allestimento di strutture museali dedicate al mondo rurale, trasformazione e confezionamento di prodotti, vendita dei prodotti agricoli, svolgimento del ruolo di operatore ambientale e culturale. Sono descritte le singole attivita’ agrituristiche e i loro parametri tecnici, frutto della concertazione con Organizzazioni professionali e Associazioni regionale agrituristiche. L’attivita’ di alloggio in strutture aziendali prevede un numero massimo di 50 posti letto. Viene introdotta una particolare forma di alloggio di tipo familiare ‘Alloggio familiare’ praticata nel limite massimo di dieci ospiti; il campeggio viene praticato nella misura massima di venti piazzole e 50 persone ospitate contemporaneamente. L’attivita’ di ristorazione e’ prevista nel limite massimo di 80 posti/tavola e non cumulabili. Viene, inoltre, introdotta la possibilita’ da parte dell’azienda agrituristica di organizzare eventi, in numero massimo di 15 giornate nell’arco dell’anno, legati all’ambiente rurale, all’alimentazione tipica e alle tradizioni rurali. Per consolidare e rafforzare il legame con la produzione regionale, sono specificati i limiti di provenienza delle materie prime utilizzate come ingredienti nella preparazione dei pasti”.
“Nell’utilizzo degli ingredienti per la preparazione dei pasti, alimenti e bevande – prosegue l’assessore all’agricoltura – devono essere rispettati i seguenti limiti di provenienza per quanto riguarda le materie prime: non meno del 90% deve essere di produzione aziendale e di altre aziende agricole della regione, o dal settore dell’artigianato tipico abruzzese che garantisce l’utilizzo di materie prime agricole regionali con preferenza ai prodotti tipici e biologici, caratterizzati dai marchi tutelati dalla normativa regionale, nazionale e comunitaria compresi nell’elenco regionale dei prodotti agro-alimentari tradizionali (come ad esempio DOP, IGP, IGT, DOC e DOCG). Almeno meta’ della predetta quota deve essere rappresentata da prodotti dell’azienda o ricavati da materie prime aziendali e ottenuti anche attraverso lavorazioni esterne. La restante quota, massimo del 10%, puo’ essere riservata ai prodotti alimentari non presenti nel territorio regionale ma tali da soddisfare le caratteristiche di qualita’ e tipicita’. Per gli operatori che svolgono esclusivamente le attivita’ di ristorazione, la percentuale relativa all’origine delle materie prime aziendali e’ aumentata di 10 punti percentuali. Per gli operatori che svolgono attivita’ agrituristica nelle aree svantaggiate e montane la percentuale relativa alle materie prime aziendali e’ diminuita di 20 punti. Si definiscono i criteri di conteggio e le modalita’ per la verifica del rapporto di connessione tra le attivita’ agricole e quelle agrituristiche: le giornate di lavoro agrituristiche devono essere inferiori al 50% del totale delle giornate agricole; tale rapporto sale al 60% nelle aree montane svantaggiate. Vengono definiti gli aspetti tecnici e amministrativi della vendita diretta e della promozione dei prodotti. Le modalita’ previste sono: su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola di cui l’attivita’ agrituristica e’ complementare o in altre aree private di cui l’azienda ne abbia la disponibilita’; in forma itinerante; in forma non itinerante su aree pubbliche; in locali aperti al pubblico; su aree pubbliche mediante l’utilizzo di un posteggio; con le modalita’ tipiche del commercio elettronico.
La Regione promuove la formazione professionale rivolta agli operatori agrituristici e la consulenza alle imprese agrituristiche (tecnica, fiscale, tributaria e finanziaria, sanitaria e sicurezza). La Regione, con atto amministrativo, definira’ la procedura, i criteri e le modalita’ di classificazione delle strutture ricettive agrituristiche sulla base dei criteri di classificazione omogenei approvati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Per garantire una maggiore tutela dei consumatori infine vengono regolamentati anche la vigilanza e il controllo nel settore agrituristico. Il competente Servizio della Regione – conclude Febbo – effettuera’ apposite verifiche annuali al fine di acquisire elementi sulla sussistenza ed il mantenimento dei requisiti previsti mentre il Comune competente e’ tenuto a verificare il corretto svolgimento delle attivita’ agrituristiche inviando alla Regione gli esiti dei controlli effettuati”.

Abruzzo. Agricoltura, il ”pomodoro a pera” abruzzese iscritto nel registro nazionale

pubblicato su: Abruzzo TV News (vedi articolo originale)

Un tipico e gustosissimo prodotto della terra d’Abruzzo, il “pomodoro a pera”, ha ufficialmente superato tutti i test previsti dal MIPAAF per essere iscritto nel registro nazionale delle varietà orticole. “Per ottenere questo prestigioso riconoscimento, l’ecotipo abruzzese di ‘pomodoro a pera‘ – ha spiegato l’assessore  alle Politiche agricole della Regione, Mauro Febbo – è stato oggetto di una ricerca realizzata dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo in collaborazione con il CRA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura). Dopo due cicli di prove realizzati dal Dipartimento delle politiche europee ed internazionali dello sviluppo rurale del Ministero dell’Agricoltura, l’ecotipo abruzzese risanato ha superato tutti i test bio-molecolari risultando unico e meritevole di essere iscritto come nuova varietà nell’apposito registro nazionale”.
Il progetto redatto e finanziato dall’assessorato alle Politiche agricole della Regione Abruzzo, su richiesta di produttori orticoli di vari Comuni della costa adriatica, era finalizzato al recupero ed al miglioramento genetico di un ecotipo di pomodoro locale abruzzese affetto da alcuni difetti (suberificazioni stilari delle bacche, palchi fruttiferi poco fertili e tra loro molto distanti, elevata suscettibilità a fisio-fitopatie e scarsa fogliosità) che ne avevano ridotto la coltivazione ai soli usi familiari. Nei cinque anni di studio si è giunti all’ottenimento di una nuova varietà molto rustica contraddistinta dallo sviluppo indeterminato della pianta, da ottima copertura fogliare, da palchi fiorali ravvicinati e molto fertili, da elevata produttività, da ottima uniformità di forma e pezzatura dei frutti lasciando soprattutto inalterate le proprietà organolettiche rispetto al pomodoro di origine. La nuova varietà, iscritta al Registro Nazionale delle Varietà nell’anno 2013, è stata denominata Saab-Cra (Sapore Antico Abruzzo).
Le innumerevoli richieste di seme e di piantine da parte di imprenditori agricoli, Comuni e Associazioni, arrivate alla Direzione regionale Politiche agricole, testimoniano il successo della ricerca svolta dai tecnici regionali, tra l’altro vincitori di un premio nazionale sul pomodoro.

Fiera della pastorizia, istituzioni assenti

pubblicato su: Il Centro Teramo (vedi articolo originale)

«Il governo regionale non presta attenzione alle problematiche della zootecnia tanto che i rappresentati della Regione Abruzzo e della Provincia di Teramo non hanno neppure partecipato all’evento». E’ questa la considerazione emersa nel corso dell’incontro tra i rappresentanti delle istituzioni e i pastori durante la 155esima edizione della fiera della pastorizia che si è svolta sabato 6 e domenica 7 luglio a Piano Roseto di Crognaleto. Quasi 13 mila persone hanno potuto godere di vari appuntamenti con la musica e con i canti tradizionali e con i prodotti tipici. Durante l’evento, organizzato dalla Pro loco di San Giorgio e coordinato da Antonio Campanella, sono stati premiati 83 allevatori. I produttori presenti sono stati 55, 15 le pro loco della montagna teramana. La Camera di commercio di Teramo, in collaborazione con i sindaci dei comuni montani, ha espresso la volontà di sostenere lo sforzo di quanti decidono di continuare a investire e lavorare in montagna.

Agricoltura, un milione in più per i vigneti

pubblicato su: Il capoluogo.it (vedi articolo originale)

L’assessorato regionale alle Politiche agricole ha ricevuto «un altro importante riconoscimento dal ministero delle Politiche agricole: è stata infatti aumentata di oltre un milione di euro la destinazione dei fondi per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti». A renderlo noto è l’assessore, Mauro Febbo. «La rimodulazione della dotazione finanziaria decisa dal Mipaaf, nell’ambito dell’Ocm (Organizzazione comune dei mercati) Vino – spiega l’assessore – ci permetterà di finanziare un numero maggiore di aziende (oltre 100) che hanno presentato domanda per la specifica misura». Attraverso una determina dirigenziale del servizio della direzione agricoltura, l’Agea riceverà mandato per poter pagare ulteriori aziende beneficiarie inserite nella graduatoria regionale.

«Rispetto alla dotazione iniziale di poco più di 10 milioni con la quale abbiamo ammesso a finanziamento circa 650 aziende, ora possiamo arrivare ad oltre 750 con un chiaro beneficio per il mondo vitivinicolo abruzzese», aggiunge Febbo, spiegando che «questa ulteriore assegnazione di fondi rappresenta sicuramente un premio al lavoro svolto in questi anni e al virtuosismo con il quale abbiamo gestito e speso i fondi comunitari».

«A differenza di altre regioni infatti – argomenta l’assessore – anche per quanto riguarda le misure dell’Ocm, siamo sempre riusciti a spendere di più di quanto assegnato e questo si traduce in fondamentali interventi destinati ad un settore che rappresenta un fattore cruciale per la nostra economia. Inoltre dalle aziende vitivinicole è sempre arrivato un numero crescente di domande a dimostrazione di una richiesta sempre più forte di rinnovamento alla quale abbiamo risposto in maniera concreta e puntuale». «Credo – conclude l’assessore – che in un periodo come quello che stiamo attraversando questi provvedimenti rappresentino un volano fondamentale per il mondo del vino che con numeri sempre più importanti si sta confermando sempre più competitivo a livello internazionale, sia in termini quantitativi sia qualitativi».

Zootecnia, al via il progetto Zoone: Abruzzo partner dei Paesi dell’Adriatico

fonte: Gazzetta Commerciale (vedi articolo originale)

Il Progetto Zoone – Zoo technical Networking for a sustainable innovation in Adriatic Euroregion “Rete Zootecnica per l’innovazione sostenibile nei Balcani” arriva in Abruzzo con workshop e visite ad allevamenti di bovini di razza Marchigiana dal 16 al 18 aprile.

Il progetto prevede la cooperazione con i Paesi dell’Area Adriatica per rafforzare, attraverso un modello di zootecnica basato su conoscenza ed innovazione, le economie delle aree rurali, assicurando, al contempo, una sostenibilità ambientale, economica e sociale. E’ questo l’obiettivo della rete di cooperazione scientifica ed istituzionale nata all’interno del progetto europeo Zoone che vuole dare supporto alle imprese del settore zootecnico nelle aree rurali di Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Serbia e Slovenia anche attraverso la costituzione di “stalle pilota” per l’introduzione della razza bovina Marchigiana e la valorizzazione e la tutela dei bovini di razza Podolica e autoctoni nei Paesi di origine.

Da martedì 16 e fino a giovedì 18 aprile, in Abruzzo e nelle Marche ci sarà l’incontro tra i partner istituzionali del progetto Zoone (www.zooneproject.eu): la Regione Abruzzo è partner istituzionale del progetto che rientra nel Programma Ipa Adriatico CBC 2007-2013 (Priorità 1-Cooperazione economica, sociale ed istituzionale Misura 1.1-Ricerca e Innovazione) insieme alla Regione Marche(capofila), all’Università Politecnica delle Marche, all’Università degli studi di Udine (Dipartimento di Scienze Ambientali e Animali), al Ministero dell’Agricoltura, Alimentazione e Tutela del Consumatore dell’Albania, all’Università di Sarajevo, Facoltà di Agricoltura (Bosnia Erzegovina), all’Agenzia per lo Sviluppo Rurale dell’Istria (Croazia), all’Università di Belgrado, facoltà di Agricoltura (Serbia) e la Camera per l’Agricoltura e la Forestazione (Slovenia).

«Il settore zootecnico rappresenta per l’economia agricola abruzzese un settore strategico soprattutto nelle zone interne – spiega Mauro Febbo, Assessore politiche agricole e di sviluppo rurale, forestale, caccia e pesca della Regione Abruzzo – l’amministrazione Regionale ha inteso promuovere diverse politiche di intervento al fine di consentire lo sviluppo e il sostegno anche attraverso azioni di valorizzazione e promozione delle razze bovine e dei loro prodotti. Infatti la stessa politica comunitaria pone nella valorizzazione delle produzioni tipiche locali una delle tematiche prioritarie attorno alla quale ruota la promozione e lo sviluppo del territorio. Pertanto è interesse della Regione Abruzzo valorizzare ancora di più il patrimonio zootecnico con lo scopo di incidere sullo sviluppo e sostegno delle piccole imprese agricole soprattutto quelle delle zone marginali e montane, fonte di occupazione e di produzione del reddito di molte aree rurali».

Attraverso il progetto sarà possibile creare una rete scientifica ed istituzionale permanente per lo scambio e la condivisione di buone pratiche, risultati scientifici e competenze, la sensibilizzazione degli allevatori, dei tecnici e dei consumatori circa l’importanza di innovazione e qualità nell’allevamento bovino, per migliorare la produzione di carne e la competitività del settore e per il trasferimento di know-how specifico a livello tecnico ed istituzionale. In particolare la Regione Abruzzo curerà le attività legate alla definizione di una “Strategia transnazionale per un sistema zootecnico innovativo ed integrato” per proporre, attraverso un Documento strategico, un modello sostenibile di assistenza tecnica innovativa ed integrata per il settore zootecnicodell’Euroregione Adriatica.

IL PROGRAMMA. La delegazione dei partner di progetto arriverà a Teramo nella giornata del 15 aprile, nella giornata del 16 i partner saranno protagonisti di una prima tavola rotonda che si terrà a Villanova di Cepagatti (Pescara) nella sede de La Valle della Pescara (Mercato Ortofrutticolo) a partire dalle ore 9.30. Nel pomeriggio la delegazione visiterà alcuni allevamenti nel territorio di S. Giorgio di Castiglione Messer Raimondo e sarà anche ad Atri per una visita al borgo ducale.

Nell’ambito del progetto la Direzione politiche Agricole e di Sviluppo Rurale, Forestale, Caccia e Pesca, Emigrazione della Regione Abruzzo organizzerà il 17 aprile a Mosciano Sant’Angelo, a partire dalle 9.30 nella facoltà di Agraria, il 3° Capacity building workshop sui punti di forza, debolezza e sulle prospettive del sistema zootecnico con l’introduzione dei lavori a cura di Antonio Prospero, Presidente della III Commissione Agricoltura del Consiglio regionale d’Abruzzo e con la partecipazione di esperti dell’Università di Teramo (Facoltà di Agraria e Veterinaria), della Asl di Teramo e dell’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”. A conclusione del workshop la delegazione farà visita nel pomeriggio al borgo di Civitella del Tronto e ad alcune aziende del posto. La giornata del 18 aprile sarà invece dedicata ad una visita interregionale di studio nella regione Marche.

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