Katya Madio

Terra Terra
vai al blog di Katya Madio su Perlaterra

Mi chiamo Katya, un nome che è stato inventato dai miei genitori quando hanno comunicato al mondo la mia venuta forse perché, in realtà, il mio vero nome, quello che loro mi hanno dato, neanche a loro doveva piacere cosi tanto.

Come si usa fare dalle mie parti, infatti, per rispetto e per tradizione, i genitori usano chiamare i figli come i genitori della controparte e così anche a me è capitato di chiamarmi come mia nonna paterna: Gaetana, aggiungendoci Caterina per non farmi mancare nulla e perché sono nata il giorno della patrona d’Italia, Santa Caterina da Siena, il 29 aprile.

Come dice una brava fotografa lucana, Angela Rosati, i “luoghi sono destini” e, per quel che mi riguarda, come potete leggere, sembra proprio così. Eh già io sono lucana, vivo nel mezzo dello stivale, in una terra sconosciuta fino a qualche anno fa: la Basilicata e che adesso, attraverso la proclamazione di Matera Capitale della Cultura per il 2019 tutti sanno dove si trova. E come la mia terra sono conosciuta come una persona determinata e con spiccate capacità comunicative e organizzative: si sa noi veniamo dai greci e ci piace discutere per ore, ore e ore.

Katya o Catya dunque, il suono è lo stesso ma cambia la sua immagine. Il mio nome ha lo stesso suono ma la sua forma scritta è diversa. Due forme, due aspetti, un racconto. K e C, come Kitsch e Chic.

Mi piace giocare con l’ironia e l’esagerazione. Ma sono anche fortemente introspettiva e critica, soprattutto con me stessa. Insomma, recitare e dare corpo all’immaginario.

Mi piace il rigore della linea, del bianco col nero. Sempre e comunque delle storie, dei racconti attraverso brevi ma esaustive visioni. Colorate e composte o rigorose e assolute. Opposte e complementari. K e C sono l’inizio, sono KA, la prima parola…la mia personalità sembra avere due entità simili o a volte completamente opposte, incompatibili e contrastanti…

…stesso suono a cui corrispondono grafemi diversi…così io: stessa entità, ma con aspetti e sfaccettature sempre diverse e impensate!

Ebbe se devo presentarvi cosa faccio io sono, in primo luogo, uno storico d’arte e lo dico col vanto di aver scritto, promosso e parlato di arte fino al midollo. Amo profondamene l’arte, non solo da un punto di vista professionale ma come palpito vitale nel quale si purifica l’individualità umana esprimendo il meglio di sé. Non un’arte in particolare, quindi, ma l’Arte, di cui mi piace sentirne il fremito, soprattutto quando riescono a muovere le corde della mia anima. 

Come tanti, all’epoca ragazzi, ho viaggiato un bel po’ per lo stivale dopo la laurea per confondere le mie convinzioni e visioni, per poi decidere di ritornare nella mia terra e fra la mia comunità.

E tornare non è stato semplice perché ha voluto dire appendere un po’ al chiodo quello che amo fare di più al mondo: occuparmi d’arte. Sì perché qui da noi per occupare un posto di prestigio devi stare col cappello in mano e chinare la testa per chiedere una raccomandazione. Per chi, come me, ama la libertà, ne paga il prezzo ed è costretto ad adattarsi a fare tutto quello che ti capita di trovare. E la cosa poi tanto malvagia non è perché non ti annoi mai e cambi sempre direzione, reinventandoti.

Proprio nel mio zigzagare, a partire dal 2011, all’indomani dell’alluvione nel territorio metapontino, la mia forte curiosità e il mio saper fare a livello di comunicazione, mi ha portato a essere parte integrante del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche prima, e della Confederazione Altragricoltura poi, svolgendo mansioni di addetto stampa, comunicazione e attività di animazione, sensibilizzazione e informazione presso le comunità rurali. Nel tempo a queste mansioni se ne sono aggiunte tante e tante altre. Inutile dire che l’esperienza maturata nei movimenti, in questi sette lunghi anni di attività, mi ha fatta crescere tantissimo. Se dovessi consigliarlo lo farei certamente. E’ una scuola che fortifica e porta gioia.

Vi evito l’elenco delle cose che ho fatto fin qui, sarebbe lunghissimo e forsanche noioso, ma se volete conoscermi meglio e siete curiosi come lo sono io potete farlo collegandovi al seguente link: https://katyamadio.wordpress.com/

Per contattarmi invece, la mia mail è: k.madio@altragricoltura.net

…che altro dirvi di più? Il resto è tutto…work in progress!!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi