Agricoltura: Emilia Romagna stanzia 1,6 mln di euro per progetti di ricerca

Pubblicato su Repubblica.it (vedi articolo originale)

In che misura l’uso di mais per alimentare gli impianti a biogas determina, una volta utilizzato come concime dei campi, la presenza di batteri che gonfiano le forme di Parmigiano Reggiano rendendole non idonee alla commercializzazione? E ancora: cosa succede se per alimentare gli impianti a biogas si utilizza mais inquinato da micotossine? Sono due dei progetti di ricerca che l’assessorato regionale all’Agricoltura dell’Emilia Romagna finanziera’ grazie a un bando che stanzia complessivamente risorse per 1 milione 600 mila euro.

Parchi eolici in agro di Matera, Comune e associazioni si oppongono alla delibera regionale

Pubblicato su Sassiland.it (vedi articolo originale)

Pensando a un futuro migliore siamo per la sostenibilità e desideriamo che i prossimi progetti per la città di Matera e il suo agro possano essere realizzati con tecniche eco-compatibili.
Lavoriamo perché si possa produrre energia da fonti rinnovabili e ci piace sapere che quando accendiamo una lampadina  la sua luce è prodotta dal sole, dal vento, dall’acqua.
Per costruire un “futuro migliore” però è necessaria una consapevolezza collettiva e seria, che abbia come obiettivo il perseguimento del bene comune come ad esempio la tutela e la valorizzazione di un patrimonio dell’umanità quali sono i Sassi e il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano. 

Politica Agricola Comune: raggiunto accordo Ue sulla riforma

Pubblicato su ilcambiamento.it (vedi articolo originale)

Europarlamento, Consiglio e Commissione europea hanno raggiunto ieri un accordo sulla riforma della Politica agricola comune (Pac). “Troppo pochi gli sforzi per un’agricoltura più verde, giovane e di piccola scala”, afferma Slow Food. “Molte parole e pochi fatto per una falsa riforma che non aiuta né l’ambiente né l’economia”, commentano le Associazioni del mondo ambientalista e dell’agricoltura biologica.

Piante officinali per combattere la crisi dell’agricoltura

Pubblicato su iltempo.it (vedi articolo originale)

Rilanciare l’agricoltura con la coltivazione delle piante officinali. In Molise sono una quarantina gli imprenditori che hanno deciso di cambiare la destinazione d’uso dei loro terreni, scommettendo su questa nuova attività. Sulla linea tracciata da due aziende di Bagnoli del Trigno, la «Biogrou»’ e «Officine naturali’»il progetto si sta ampliando, dando vita ad una processo industriale a chilometro zero. Una buona notizia se si considera che in Molise, circa una impresa su tre dell’intero sistema produttivo che ha chiuso i battenti appartiene al settore agricolo. Il dato emerge da una analisi della Coldiretti Molise sulla base degli studi di Unioncamere-Movimprese. In regione, nel primo trimestre del 2013, il saldo delle ditte individuali registra un meno 350 imprese.

Arano, di Giovanni Pascoli.

La Poesia di Giovanni Pascoli (Arano) e il dipinto a olio di Van Gogh (Seminatore nel tramonto, 1888, olio su tela, cm 64×80 …. dedicata ai nostri cerealicoltori

Al campo, dove roggio nel filare
qualche pampano brilla, e dalle fratte
sembra la nebbia mattinal fumare,

arano: a lente grida, uno le lente
vacche spinge; altri semina; un ribatte
le porche con sua marra pazïente;

ché il passero saputo in cor già gode,
e il tutto spia dai rami irti del moro;
e il pettirosso: nelle siepi s’ode
il suo sottil tintinno come d’oro.

Giovanni Pascoli

 

Agricoltura sociale, la festa è nel bene confiscato

Pubblicato su corriere.it (vedi articolo originale)

NAPOLI – «La prima “festa nazionale dell’agricoltura sociale” non poteva che partire da qui, da un bene confiscato 13 anni fa e finalmente restituito alla cittadinanza». Esprime così la sua soddisfazione Ciro Corona, il presidente della cooperativa Resistenza a cui è stato dato in gestione il fondo rustico “Selva Lacandona – Amato Lamberti”. Quattordici ettari di vigneto e pescheto che, lo scorso fine settimana, hanno ospitato la manifestazione, che, organizzata dal Forum Nazionale Agricoltura Sociale in collaborazione con AIAB, ALPA e CNCA e con il patrocinio di INEA, è coincisa con la tappa partenopea del Festival dell’impegno civile del comitato Don Peppe Diana.

Agricoltura sociale, la legge è ‘veronese’

“Una buona legge, approvata in tempi record. Questa è la strada che il consiglio regionale del Veneto dovrebbe percorrere per ogni provvedimento legislativo”.

Il presidente della 4ª Commissione Agricoltura, Davide Bendinelli, commenta così il via libera alle legge sull’agricoltura sociale, di cui è stato relatore in aula.

Il principio della legge è di attivare un circolo virtuoso partendo proprio dall’agricoltura e dalla sua capacità di generare benefici, non solo economici, per le fasce più vulnerabili.

Incentivi regionali per la diversificazione agricola alle imprese abruzzesi

Pubblicato su notiziedabruzzo.it (vedi articolo originale)

La Regione Abruzzo eroga contributi per incentivare la diversificazione dell’attività agricola, finanziando gli investimenti per il miglioramento delle strutture rurali, la creazione di nuove occasioni di reddito per l’impresa agricola. Possono accedere alle agevolazioni i membri della famiglia agricola (ad eccezione dell’imprenditore agricolo), sia sotto forma di impresa individuale, sia di società o di cooperativa agricola. Le imprese interessate possono inviare la domanda di contributo entro il 21 luglio 2013 esclusivamente mediante la procedura elettronica sul portale S.I.A.N.

L’agricoltura muore di burocrazia: costa 7 miliardi all’anno

Pubblicato su lindipendenza.com (vedi articolo originale)

L’Italia muore di vari problemi ma anche e soprattutto di burocrazia. Un esempio? La burocrazia per le imprese agricole e’ un fardello da oltre 7 miliardi l’anno. Pari a 2 euro ogni ora di lavoro per ciascuna azienda, 20 euro al giorno, 600 euro al mese, 7.200 euro l’anno. Un ”peso” che costringe ogni impresa a produrre scartoffie che messe in fila, superano 4 chilometri di lunghezza. A fare i conti e’ la Cia, Confederazione italiana degli agricoltori, in occasione della 7/a conferenza economica di Lecce. Servono 8 giorni al mese per riempire i documenti richiesti dagli uffici pubblici, centrali e locali.

Latte Tossico: Usl Umbria, garantita qualita’ produzioni

Pubblicato su asca.it (vedi articolo originale)

Perugia, 21 giu – Le produzioni lattiero-casearie prodotte nei caseifici dell’Umbria rispondono alle piu’ severe norme igienico-sanitarie previste dalla legge a garanzia del consumatore finale, e cio’ anche grazie al Piano Regionale di controllo sulle aflatossine deliberato dalla Regione ed applicato dai servizi veterinari delle aziende sanitarie. Lo sottolinea in una nota l’unita’ operativa di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche del Dipartimento di Prevenzione della Usl Umbria 1 in riferimento al latte contaminato da tossine distribuito da una ditta di Udine a numerose aziende italiane, tra cui anche un caseificio umbro.

La rabbia

Vincent Van Gogh, Contadini in siesta, 1890

I Contadini in siesta, il dipinto che Van Gogh realizzò nel 1891 a Saint-Rémy è la  trasposizione di una incisione eseguita su un disegno di Jean- Francois Millet, artista che lui stimava molto, su tela

La cromia è intensa e la pennellata è carica di energia, caratteristiche queste che accompagnano la fase creativa più matura del pittore.

Nel calore del mezzogiorno una coppia di contadini si riposa all’ombra di un covone di fieno dal faticoso lavoro dei campi.

L’uomo si è coperto il viso con il cappello di paglia, dopo essersi tolto i pesanti zoccoli che ha messo a fianco insieme con due falci.
Il campo giallo di spighe spicca contro l’azzurro intenso del cielo; questo contrasto è ripreso in primo piano dall’intensa contrapposizione cromatica tra la coppia di contadini e il covone di fieno che fa ombra.
Il tema che può apparire come una metafora del lavoro, del riposo e della comunità umana deve aver toccato direttamente Van Gogh.
Il fatto che la sua simpatia fosse orientata verso i più poveri è palese.
Questi sentimenti non controllati, uniti ad atti di magniloquienza gli costarono il licenziamento nel periodo in cui era aiuto predicatore nel Borinage, una regione carbonifera del Belgio, poichè, impressionato dalla povertà dilagante del luogo, aveva donato i suoi averi.

Tra il 1956 E il 2010 In Basilicata “consumati” tra i 285 e e 1.500 Kmq

Pubblicato su Sassiland (vedi articolo originale)

La regione Basilicata tra il 1956 e il 2010 (dati Ispra, 2013) ha perso tra i 285 kmq e i 1.500 kmq che sono stati sottratti ad attività agricole e ad ambiente e paesaggio agrario e pertanto destinati alla “cementificazione”, secondo il cosiddetto fenomeno del “consumo del suolo”. In media, la stima del consumo di suolo pro-capite da noi è intorno ai 300 mq/abitante. In sostanza per la nostra Regione è come se fossero stati “cancellati” i territori tra i cinque e i dieci piccoli comuni (al di sotto dei 2mila abitanti), un prezzo troppo alto. Per questo, tra le misure del “Fare Italia”, il provvedimento varato il 15 giugno dal Consiglio dei Ministri sul consumo del suolo a tutela dei terreni agricoli assume una rilevanza particolare.

Canosa di Puglia, crisi idrica: richiesta urgente alla Regione Puglia per Loconia

Pubblicato su ilquotidianoitaliano.it (vedi articolo originale)

“L’intervento urgente – spiega l’assessore Leonardo Piscitelli – è stato richiesto per l’erogazione e distribuzione d’acqua nelle campagne dell’agro del comune di Canosa di Puglia e della frazione di Loconia, soprattutto nei settori che mi sono stati segnalati dalle imprese agricole, quali: il settore I Condotto N. 24, i distretti delle contrade “Panzanella”, “Zezza”; il settore F “Crocifisso” e “Posta Piana”; e il settore G “Donna Chiarina”.

Sisma, credito agevolato per le aziende agricole

Pubblicato su Modenaonline.info (vedi articolo originale)

MODENA – Una boccata d’ossigeno per le aziende agricole colpite dal sisma grazie a risorse straordinarie dalla Regione Emilia Romagna. Il provvedimento ha stanziato risorse complessive per 800mila euro per abbattere i tassi di interesse, che saranno ridotti fino a 1,50 punti percentuali. Si tratta di credito di conduzione a tasso agevolato per 53 milioni di euro per il settore suinicolo e per le aziende agricole dei territori del cratere. E’ quanto prevede I prestiti avranno una durata massima di 12 mesi e serviranno per coprire le spese che l’imprenditore agricolo deve anticipare per il completamento del ciclo produttivo-colturale, fino alla vendita dei prodotti. Le imprese potranno presentare domanda al proprio Istituto di credito e al Confidi di appartenenza fino al 26 luglio 2013. 

Tonno rosso. 200 chili non idonei al consumo posti in vendita sotto il sole

Pubblicato su GeaPress.org (vedi articolo originale)

Ancora controlli nei mercati rionali di Palermo, mirati in particolare alla vendita del Tonno rosso.

L’intervento dei Carabinieri della Compagnia  San Lorenzo e della Stazione San Filippo Neri coadiuvati dei militari del N.A.S. di Palermo ed esperti di alimentazione del Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASP di Palermo è avvenuto nelle bancarelle del mercato rionale del quartiere ZEN 1 del capoluogo siciliano.

Sono stati così rinvenuti 200 chili di Tonno rosso, di provenienza illegale, che si sarebbe presentato in cattivo stato di conservazione e pertanto non idoneo al consumo alimentare umano.

Ho perduto la schiavitù contadina

I contadini (P. Picasso, Contadini addormentati, 1919) e la schiavitù loro/nostra (Rocco Scotellaro).

Contadini addormentati

Chi non conosce l’arte di Picasso (Malaga 1881- Mougins 1973).
E’ stato uno dei più grandi artisti del Novecento, il più influente e rivoluzionario dei pittori della storia dell’arte.
Da ‘bambino prodigio’ a inventore del Cubismo, Picasso ha attraversato diversi periodi pittorici, ognuno caratterizzato da una ricerca personale che lo ha portato a reinventare la sua arte ogni volta.
Tra i periodi pittorici più importanti del pittore andaluso vi è sicuramente il primo ventennio del XX secolo quando l’artista si trova a vivere il suo ‘periodo rosa’ facendo proprie le lezioni di grandi maestri come Cezanne, Ingres, Seurat, Rousseau, i manieristi italiani che lo condussero ad esiti di assoluta originalità e rinnovamento stilistico. E’ proprio durante questo periodo che egli ricerca l’elemento classicista e monumentale e i sui soggetti sono contraddistinti da singolarità cromatica e un monumentale accrescimento delle masse corporee che porta, inevitabilmente, ad una deformazione volumetrica.
Nell’opera: ‘I contadini addormentati (La siesta)’ quello che colpisce sono l’eros e l’abbandono dei corpi di due figure dormienti, calati nella calda solarità mediterranea di ambienti agresti tipicamente italiani, memorie di un viaggio che l’artista realizzò in Italia e che troverà posto in altre opere come l’Italiana.
Cromie ardenti e vivide, dunque, caratterizzate dal giallo squillante dei covoni di grano e dalle ‘gioiose’ vesti dei popolari contadini; colori che si vanno diradano via via verso il fondo nel lieve accenno di un casolare. Inutile dire che le masse cromatiche, i corpi scultorei e le diagonali che esse realizzano, hanno lo scopo di rapire lo sguardo dell’osservatore e di non permettergli di sfuggire a quel groviglio abbandonato e sereno.
Membra massicce e forti, rilassate nell’oblio del sonno, infatti, mostrano una donna procace e voluttuosa, che piano scivola e si abbandona nel corpo del compagno, il quale sovrastandola, le assicura protezione amorosa e intimità di sogni.
Contadini liberi  che sono ritratti mentre vivono una complicità esistenziale che si afferma come tenera semplicità di essenze pure, simile, per certi aspetti, alla ricerca cantata dal poeta lucano Rocco Scotellaro (Tricarico 1923 – Portici 1953) nella poesia ‘Ho perduto la schiavitù contadina’.
Una poesia in cui appaiono chiari i riferimenti al mondo contadino: gli usi, i costumi le sofferenze. Così come non manca il confronto tra la campagna e la città; un confronto che rileva la solitudine malinconica ed assorta del poeta con la tendenza al trionfo, in termini d’amore, per la campagna natia e di condanna per la città, luogo d’esilio e di annullamento, di rifiuto, di esclusione.

 

Caporalato e truffe per gli stagionali dell’agricoltura

PAVIA. La provincia di Pavia è uno dei maggiori poli di attrazione per i lavoratori agricoli e nella mappa delle aree a rischio sfruttamento lavorativo in agricoltura elaborata dalla Cgil Lombardia è considerata una zona ad alto rischio, in cui sono diffuse condizioni di lavoro catalogate come indecenti. Le principali forme di illegalità? «Caporalato, sfruttamento, truffe dei salari non pagati, procedure di appalto lesive dei diritti dei lavoratori nella macellazione, panificazione e nella lavorazione del latte e dei suoi derivati» avverte Simone Accardo, segretario provinciale Flai Cgil.

I dati del primo rapporto Agromafie e caporalato sono stati esposti ieri alla tavola rotonda “Vivere la terra, il lavoro, la legalità, i diritti” e la Cgil ha messo sul tavolo l’idea di un patto territoriale con le aziende agricole, le istituzioni preposte ai controlli dalla Direzione territoriale del lavoro all’Asl, per contrastare l’illegalità nel settore agroalimentare lombardo con le imprese che puntano sulla legalità come parte della qualità dei loro prodotti.

Più di 300 mila nei campi senza diritti il caporalato dilaga da Nord a Sud

Pubblicato su Repubblica.it (vedi articolo originale)

In tutta Italia lo sfruttamento della manodopera è una pratica consolidata e a farne le spese sono soprattutto gli stranieri. Secondo le stime dell’Istat il lavoro nero nell’agricoltura arriva al 43%, cifra che costa allo Stato 420 milioni di euro ogni anno

ROMA – Agrumi, angurie, pomodori, mele e uva: lo sfruttamento della manodopera è una pratica ormai consolidata in tutta Italia. Da Nord a Sud sono i caporali a gestire il reclutamento dei braccianti e l’organizzazione del lavoro, speculando sui salari e costringendo gli stagionali della raccolta a vivere in condizioni miserabili.
Una situazione che la crisi economica ha aggravato ulteriormente. A farne le spese sono soprattutto gli stranieri che si trovano in una posizione di vulnerabilità economica e sociale. Ad oggi, in base ai dati ufficiali che non tengono conto della presenza degli irregolari, i lavoratori stranieri occupati nel settore ammonterebbero a circa 314mila persone. Le nazionalità maggiormente coinvolte sarebbero nell’ordine: quella romena (circa un terzo del totale), quella indiana (con 25mila braccianti), seguita da quella marocchina e albanese (24mila) e polacca (22mila).

LE MAPPE DELLO SFRUTTAMENTO

Lavoratori stranieri con una lunga storia nel nostro Paese, ex operai provenienti dalle fabbriche del nord-est e manodopera respinta dal mercato del lavoro. L’Osservatorio Placido Rizzotto, promosso dalla Flai-Cgil, ha censito oltre 80 aree a rischio caporalato. Una mappa che non include solo zone in cui il fenomeno è tradizionalmente radicato, come la Calabria, la Campania, la Puglia o la Sicilia, ma anche regioni come il Lazio, la Toscana, il Piemonte e la Lombardia, dove il caporalato si associa sempre più frequentemente ad altre forme di reato: contraffazione alimentare, truffa, contratti di lavoro falsi, sottrazione e furto dei documenti di identità  fino alla riduzione in schiavitù.

E se la quota di lavoro nero in agricoltura per l’Istat è pari al 43 per cento, in termini di evasione fiscale il caporalato costerebbe allo Stato oltre 420 milioni di euro l’anno. Cifre che denunciano l’urgenza di una diversa regolamentazione del mercato del lavoro e di una nuova politica dell’immigrazione.

Agricoltura. Manzato: dalla Regione 4 milioni per il credito di esercizio alle imprese

Pubblicato su Regione Veneto.it (vedi articolo originale)

Il Veneto ha messo a disposizione 4 milioni di euro complessivi per sostenere il credito di esercizio delle imprese agricole anche per la campagna agraria in corso. Lo ha deciso la Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore Franco Manzato, “tenuto conto dei pesanti problemi di liquidità delle aziende del settore primario che, nell’attuale fase economica e produttiva, quest’ultima segnata da mesi di maltempo, scontano anche una oggettiva situazione di svantaggio rispetto a quelle attive negli altri settori, con o maggiori difficoltà nell’accesso al credito – ha affermato l’assessore – e costi più alti per la provvista del danaro”.

Agricoltura biologica, nota di Anabio-Cia Basilicata

Pubblicato su Basilicatanet.it (vedi articolo originale)

BAS“Con circa il 12% della superficie agricola utilizzata destinata ad agricoltura biologica (poco meno di 100 mila ettari) e 1.500 aziende agroalimentari che adottano metodi di produzione biologica (dati al 2011), la Basilicata si colloca fra le regioni con il più elevato potenziale”. Lo ha sostenuto l’Anabio-Cia lucana (Associazione Nazionale Agricoltura biologica) all’assemblea nazionale che si è svolta a San Venanzo (Terni).

Pd Novara, Elena Ferrara interviene su agricoltura

Pubblicato su NovaraToday (vedi articolo originale)

Oltre alle preoccupazioni circa le ripercussioni del quadro finanziario complessivo dell’Unione sugli accordi in corso per la riforma della Politica Agricola Comune, ho avuto modo di sottoporre al Ministro De Girolamo l’importanza di tutelare il Made in Italy sui mercati agroalimentari internazionali  e la necessità di adottare misure urgenti a fonte delle gravi conseguenze del maltempo sulle produzioni tipiche dei vari territori.

In molte regioni si prevede una perdita considerevole, soprattutto per quanto riguarda il settore vitivinicolo, riso e mais. La primavera più anomala che si ricordi colpisce duramente anche i florovivaisti, gli apicoltori e tutto il comparto ortofrutticolo. A causa dei danni provocati dal maltempo, Coldiretti ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale per tutto il Piemonte.

La sospensione della prima rata dell’Imu per i fabbricati rurali  dimostra l’apertura del Governo alle istanze del mondo agricolo; in Commissione agricoltura e in Parlamento stiamo esaminando molte questioni che riguardano l’intero settore: dalla Pac agli incentivi per donne e giovani, fino al noto problema degli essicatoi.

Il nodo è sulla messa a norma degli impianti di essicazione per i cereali, ritenuta però difficilmente attuabile per le imprese dotate di piccoli macchinari. Solo nella provincia di Novara, circa un migliaio di aziende agricole rischiano pesanti conseguenze se non mettono a norma gli impianti di essicazione, ma il costo per adeguarsi alle vigenti normative risulta proibitivo, soprattutto per chi ha piccoli impianti. Lo scorso settembre il Senato aveva approvato un emendamento per modificare il Codice ambientale, escludendo dalla norma sull’emissione di polveri sottili tutti gli essiccatoi agricoli che non lavorano più di 90 giorni l’anno e di potenza non superiore a 450mila chilocalorie/ora, ma l’iter parlamentare non è stato concluso.

Si tratta spesso di essicatoi che lavorano anche meno di un mese l’anno e dalla potenza contenuta;  dobbiamo garantire ai piccoli imprenditori agricoli una deroga, altrimenti molte delle produzioni rischiano di fermarsi, con un grave danno soprattutto per la risicoltura.

Agricoltura, Regione: Rimessi nel sistema agricolo 44 milioni di euro

Pubblicato su Cn24Tv.it (vedi articolo originale)

L’assessore regionale all’agricoltura Michele Trematerra fa sapere – tramite un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta – che l’autorità di gestione del Psr Calabria ha provveduto ad inoltrare la notifica che propone di rimettere nel sistema agricolo 44 milioni di euro, ad oggi diversamente allocati, che andranno ad accrescere le potenzialità di spesa su altre misure all’interno dell’Asse 1 del Psr Calabria per le quali sussiste un’imponente domanda.

Agricoltura: su riforma ultimatum Parlamento a governi Ue

Pubblicato su Ansa (vedi articolo originale)

(ANSA) – BRUXELLES, 4 GIU – Il Parlamento europeo lancia un ultimatum ai governi dell’Ue: ”non accoglieremo l’invito del Consiglio di partecipare alla sessione ministeriale del 24 giugno a Lussemburgo per decidere in quel momento la riforma della Politica agricola, se nelle prossime ore, nei prossimi giorni, non emergeranno risultati concreti dalle trattative in corso”.

Agricoltura, la Regione sblocca 41mln. Oltre 200mln di fondi Ue erano fermi

Pubbicato su Paesesera.it (vedi articolo originale)

La regione Lazio sblocca 41 milioni di euro di fondi europei del Programma di sviluppo rurale (Psr) 2007/2013, destinati a progetti integrati territoriali (Pit). “Una modalià di accesso alle risorse innovativa che poggia sulla capacità e sulla volontà di aggregare più idee e soggetti per il perseguimento di un fine comune, attraverso la definizione di una strategia condivisa di sviluppo locale in grado di sostenere i comparti produttivi e lo sviluppo dei territori” si spiega in una nota.

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