I ricordi di uno degli ultimi vignaioli

fonte: la Nuova Sardegna (vedi articolo originale)

Se un po’ tutti i mestieri tradizionali possiedono un’anima che ne connota l’intima essenza ben al di là del loro “valore d’uso”, il mestiere del vignaiolo – su inzatteri – si colloca su un crinale ancora diverso, intriso di una mistica e di un rituale che sanno di esoterismo (le dottrine di carattere segreto i cui insegnamenti sono riservati agli iniziati). Sarà per il miracolo millenario della vinificazione, sarà per le passioni e le pulsioni che quel liquido gradevole al palato è in grado di muovere, sarà per la sua spiccata vocazione socializzante, fatto sta che il vino assurge ad “una vera e propria liturgia pagana, scandita com’è da una serie di tappe dal valore fortemente simbolico e impregnata di religiosità” (Andrea Cannas che parla del “Giorno del giudizio” di Salvatore Satta). Di quei significati è consapevole zio Pietrino Gaspa, 80 anni, uno degli ultimi vignaioli di Osilo. «Intorno al vino e alla vinificazione – ricorda – c’erano molte superstizioni e leggende, ma anche buone pratiche dettate dall’esperienza». Quell’esperienza che Pietrinoapplicava alla sua vigna di “Coros”, sulla strada per Tergu, 4500 ceppi per una resa di 25/30 ettolitri l’anno. «Producevamo un vino raro per Osilo – ricorda l’uomo – che poteva raggiungere i 14/15 gradi (mentre nel resto del territorio osilese si viaggiava intorno ai 10 gradi), e che non aveva niente da invidiare ai più blasonati vini della vicina Sorso».
Il segreto stava nella terra calcarea bianca della zona, posta a 142 metri sul livello del mare, e nella sua esposizione al sole per l’intera giornata e al riparo dai venti dominanti. Una vigna interamente impiantata da Pietrino Gaspa e dai fratelli, partendo dalla realizzazione del vivaio di vite americana, dalla messa a dimora delle barbatelle e dal loro innesto con i tralci di uve buone, a spacco inglese o “a isperru”. Dopo l’impianto, la vigna veniva seguita dal vignaiolo con l’amore che si porta ad un neonato. Per tre anni andavano eliminate le radichette degli innesti, mentre nelle diverse fasi bisognava contrastare le malattie che potevano attaccare la vite – la peronospora in particolare. E qua, Pietrino Gaspa ricorda con simpatia la “tecnologia” che si utilizzava quando non esistevano ancora le macchine per “meigare”. «Lo zolfo si dava su ciascun grappolo con una calza di nylon, scuotendola leggermente». La vendemmia avveniva dopo il 10 ottobre, “a piccole dosi”. «Si tagliava tanta uva quanta ce ne stava in su laccu perché la pigiatura si faceva con i piedi, e non si poteva esagerare con la quantità».
Al secondo giorno si poteva già passare alla torchiatura, e dopo un altro giorno – ma si parla di un vino già forte di suo – veniva travasato nelle botti per la fermentazione. «Stando attenti – precisa Pietrino Gaspa – che nella cantina non ci fosse niente (carbone, formaggio, odori forti), perché il vino assorbe tutti gli aromi. Il nostro vino – conclude il vignaiolo – non si poteva bere prima di gennaio-febbraio. Ma da allora in poi, non c’erano spuntini, “tusolzos” (tosature), “cumpridolza ‘e messare” (la fine della mietitura), che non venissero onorate da abbondanti bevute. La gente lavorava da matti – aggiunge l’uomo – ma, a differenza di oggi, era contenta. Succedeva che magari cantassero “a poesia” e bevessero fino alla mezzanotte, ma poi, alle cinque del mattino, erano di nuovo pronti per iniziare una nuova giornata di fatica». Grazie anche a quella che in fondo è una delle migliori qualità del vino: dolce compagno di vita e di socialità.

Mario Bonu

Alimentare, Commissione UE adotta regolamento più snello e sicuro

fonte: help consumatori (vedi articolo originale)

A due mesi dall’ultimo scandalo alimentare che ha messo in allarme tutta Europa (quello della carne di cavallo) arriva un pacchetto di provvedimenti che rafforza l’applicazione delle norme a tutela della salute e intensifica i controlli lungo tutta la filiera. Adottato oggi dalla Commissione europea, il pacchetto ha un’impostazione semplice e più orientata alla gestione dei rischi e a strumenti di controlli più efficaci.

Il pacchetto normativo risponde alla necessità di semplificare la legislazione e adottare norme più intelligenti che permettano di ridurre gli oneri amministrativi per gli operatori come pure la complessità della regolamentazione vigente. I principali vantaggi saranno per le piccole e medie (nonché micro) imprese che vengono esonerate dagli elementi più costosi e complessi della legislazione.

La normativa dell’UE che disciplina attualmente la catena alimentare è formata da quasi 70 atti legislativi. Il pacchetto di riforme adottato oggi riduce l’intera normativa UE a 5 atti legislativi e diminuisce la burocrazia legata a processi e procedure cui sono soggetti agricoltori, allevatori e operatori del settore alimentare (produttori, trasformatori e distributori), così da agevolare lo svolgimento delle loro attività professionali.

Tonio Borg, commissario per la salute e i consumatori, ha affermato: “Con oltre 48 milioni di lavoratori e un valore di circa 750 miliardi di euro all’anno, il settore agroalimentare rappresenta il secondo settore dell’economia dell’Unione europea in ordine di grandezza. L’Europa gode dei livelli di sicurezza alimentare più elevati a livello mondiale. ll recente scandalo legato alla carne di cavallo ha dimostrato tuttavia che esistono ancora margini di miglioramento, benché non si siano verificati rischi per la salute. Il pacchetto di riforme varato oggi arriva in un momento propizio poiché dimostra che il nostro sistema è in grado di fronteggiare le sfide e di tradurre in pratica alcuni degli insegnamenti ricavati dalle recenti esperienze. In sintesi il pacchetto consente di dotarci di regole più intelligenti per alimenti più sicuri”.
Ecco alcuni dei principali elementi della proposta

Controlli ufficiali:

1. La Commissione ha riconosciuto l’esigenza di rendere più efficaci gli strumenti a disposizione delle autorità competenti degli Stati membri per verificare sul campo il rispetto della normativa dell’UE (attraverso controlli, ispezioni e prove).

2. I recenti scandali alimentari hanno dimostrato ancora una volta la necessità di iniziative più efficienti delle autorità responsabili per tutelare contemporaneamente i consumatori e gli operatori onesti dai rischi, anche economici, che possono derivare dalla violazione delle norme lungo tutta la catena agroalimentare.

3. Le nuove regole rispecchiano un’impostazione maggiormente basata su criteri di gestione del rischio e consentono quindi alle autorità competenti di concentrare le proprie risorse sulle questioni e sui problemi più rilevanti.

4. Il vigente sistema di tasse destinate a finanziare l’attuazione effettiva di tali controlli in un sistema che sia sostenibile lungo tutta la catena agroalimentare verrà esteso ad altri settori di tale catena, che attualmente non vi sono soggetti.

5. Al fine di proteggere la loro concorrenzialità, le microimprese saranno esonerate dall’obbligo di pagare tali tasse, ma non da quello relativo ai controlli.

6. Agli Stati membri verrà anche richiesto di integrare pienamente i controlli antifrode nei rispettivi piani nazionali di sorveglianza, nonché di garantire che le sanzioni pecuniarie imposte nei casi di frode si prefiggano veramente finalità dissuasive.
Sanità animale

1. Il pacchetto normativo introdurrà un unico testo legislativo per la disciplina della salute degli animali nell’UE fondato sul principio “prevenire è meglio che curare”.

2. La nuova disciplina intende migliorare le norme in tema di sanità animale e prevede un sistema comune più efficace di sorveglianza e controllo delle malattie per far fronte ai rischi inerenti alla salute e alla sicurezza di alimenti e mangimi in modo coordinato.

3. La maggiore efficacia di tale sistema, associata ad un miglioramento delle norme in tema di identificazione e registrazione degli animali, permetterà a tutti coloro che lavorano per proteggere la nostra catena agroalimentare, tra cui agricoltori e veterinari, una rapida capacità di reazione per limitare la diffusione delle malattie, minimizzando in questo modo le ripercussioni sul bestiame e sui consumatori.

4. La nuova disciplina della salute animale prevede inoltre una classificazione e una graduatoria di priorità per le malattie che richiedono un intervento a livello di UE, rendendo così possibile un’impostazione più orientata alla gestione dei rischi ed un uso più efficace delle risorse.

5. La normativa prevede un grado di flessibilità sufficiente per adeguare le misure in tema di sanità animale sia ai tipi ed alle dimensioni delle diverse strutture (ad esempio PMI, strutture a scopo ricreativo, ecc.) sia alle diverse circostanze locali, in particolare per quel che riguarda le prescrizioni in tema di registrazione e autorizzazione delle strutture, nonché di detenzione di animali e di prodotti.

6. Ad un livello più ampio la normativa richiede la solidità e la flessibilità necessarie per garantire una risposta efficace da parte di tutta l’Unione in caso di cambiamenti climatici significativi, fornendoci così gli strumenti per far fronte a rischi nuovi e sconosciuti e per adeguarci rapidamente ai nuovi progressi scientifici ed alle norme internazionali in materia.

Seminario sull’olivicoltura alla Camera di Commercio di Nuoro il 10 maggio

fonte: il portale delle camere di commercio (vedi articolo originale)

Venerdì 10 maggio 2013, alle ore 9.00, presso la sede della Camera di Commercio di Nuoro, si terrà un seminario sull’olivicoltura, dal titolo ‘Innovazione di processo e di prodotto per la filiera olivicola italiana di alta qualità’. Il relatore del seminario sarà Maurizio Servili del Dipartimento di Scienze economico-estimative e degli alimenti dell’Università degli studi di Perugia che darà ampio spazio al tema dell’innovazione tecnologica nel settore.
L’ingresso al seminario è libero.
L’iniziativa riflette l’impegno della Camera di Commercio di Nuoro che da diversi anni ha intrapreso un percorso sul miglioramento della qualità e la valorizzazione dell’olio extravergine del proprio territorio: l’Ente in questi anni, infatti, ha puntato sulla formazione qualificata, organizzando una serie di corsi di perfezionamento, in modo che il grande patrimonio oleario possa essere valorizzato dagli stessi addetti ai lavori, competenti e specializzati.
Anche la promozione di questo settore è stata notevole, stimolando le aziende, i frantoiani e i produttori a partecipare alle fiere e ai concorsi nazionali, durante i quali, soprattutto negli ultimi anni, le aziende del nostro territorio hanno fatto registrare tanti successi, tra i quali si rammentano i più recenti: il premio ‘Ercole olivario’ (organizzato dall’Unioncamere nazionale, in collaborazione con la CCIAA di Perugia, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il Ministero dello Sviluppo Economico), nella categoria “Olio extravergine di oliva fruttato medio”, il 1°classificato è stato ‘Ozzastrera’ dell’azienda Agricola Nieddu di Bolotana, mentre nella categoria “Olio extravergine DOP fruttato intenso” il 1° classificato è stato l’Olio Extravergine DOP Sardegna della Cooperativa Valle del Cedrino Orosei, che ha vinto anche il premio ‘Sirena d’Oro’ (concorso nazionale dedicato all’olio extravergine di oliva dop e igp, promosso dall’assessorato all’Agricoltura e Marketing del Comune di Sorrento), sempre nella categoria ‘fruttato intenso’. Anche in occasione di ‘Olio capitale’ (la più importante fiera interamente dedicata all’olio extravergine d’oliva, si svolge a Trieste ogni anno, e presenta le migliori produzioni nazionali ed estere,) la Cooperativa di Orosei si è aggiudicata il premio nella Categoria Fruttato Leggero.

Camera di Commercio di Nuoro, Chiara Scaglione, e mail: chiara.scaglione@nu.camcom.it

Con la razza bovina marchigiana, Macerata è leader nella zootecnia

fonte: quiMacerata.it (vedi articolo originale)

Contraddistingue da sempre la provincia di Macerata, ne rappresenta la storia e le origini contadine, ne descrive e sintetizza le eccellenze agroalimentari. Grazie alla razza bovina Marchigiana, la provincia di Macerata ha ottenuto, nel settore zootecnico, un ruolo di leader a livello nazionale e mondiale. Da 29 anni la Rassegna Agricola del Centro Italia, al centro Fiere di Villa Potenza, esalta l’unicità dei suoi bovini con la Mostra nazionale organizzata dalla Provincia insieme all’Anabic e all’Associazione regionale Allevatori delle Marche, diretta da Dino Mosca, che gestisce, all’Istituto di Agraria di Macerata, il famoso Centro Tori per la fecondazione artificiale, riferimento per il miglioramento genetico.

Nella Raci 2013 del 10, 11 e 12 maggio, sono 29 gli allevatori iscritti, provenienti dalle 5 province marchigiane, da Perugia e da Benevento, per un totale di 260 capi in concorso. Ma la zootecnia non sarà soltanto materia per gli addetti ai lavori: anche i consumatori potranno “scoprirla”, conoscendo da vicino gli animali e confrontandosi direttamente con gli allevatori per accrescere la consapevolezza in fatto di consumi.

Non tutti sanno, ad esempio, che la razza Marchigiana si fregia del marchio “Igp” ed ha la caratteristica di essere particolarmente magra, più compatibile quindi con le nuove abitudini alimentari rispetto ad altre razze non autoctone. Apprezzata ovunque per le ottime performance produttive di carne, è utilizzata anche negli incroci industriali: in Brasile si contano 1 milione e 200 mila capi provenienti da incroci e 17 mila vacche di razza pura. Ma la Marchigiana, è diffusa anche nel Nord America, in Inghilterra e in Olanda.

Nella provincia di Macerata oggi sono poco meno di 10 mila i capi censiti e 333 gli allevamenti; segue Pesaro con 6.591 capi e 204 allevamenti; ad Ancona i capi sono 4.342 e gli allevamenti 159; ad Ascoli-Fermo 3.801 i capi e 204 gli allevamenti.
Le stalle di medie e grandi dimensioni, nel Maceratese, si contano sulle dita di una mano: oltre a “Morica” di Pollenza, l’allevamento più grande delle Marche con oltre 400 capi, i più consistenti sono quelli di Alderico Mei a Montecosaro, con circa 300 capi, e dei Fratelli Mei di Morrovalle con 260. Sono aumentati, negli ultimi anni in provincia, i bovini allevati all’aperto o allo stato brado: è una razza la Marchigiana che si adatta bene anche al pascolo, capace di valorizzare le aree montane con un prodotto ad alto valore aggiunto come la carne. L’allevamento all’aperto con oltre 200 capi è dell’azienda Conforti di Crispiero di Castelraimondo.

Si sta inoltre consolidando, nel Maceratese, il sistema commerciale di macelleria a “km zero”: punti aperti dagli stessi allevatori per la vendita al minuto delle carni di propria produzione, molto richiesti dai consumatori. Non manca, infine, il ricambio generazionale, con numerosi giovani, anche donne, che si avvicinano alla zootecnica.

Il primo educational sull’eccellenza agrogastronomica di Capitanata

fonte: newsetv Lucera (vedi articolo originale)

È partito ufficialmente il primo educational sull’eccellenza “agrogastronomica” della Provincia di Foggia,nell’ambito della 64esima edizione della Fiera Internazionale dell’Agricoltura e della Zootecnia di Foggia. Moderati dal giornalista Natale Labia i lavori sono stati aperti dal presidente della Fiera di Foggia, Fedele Cannerozzi, che ha evidenziato «la necessità per il settore agroalimentare di percorrere le strade della comunicazione per rendere le eccellenze produttive patrimonio culturale, ovvero la capacità di rappresentare un territorio attraverso il suo cibo. Per questo auspico che l’educational possa crescere nel tempo e diventare punto di riferimento formativo per il settore, aiutando anche gli operatori a dotarsi di strumenti più qualificanti contribuendo così a realizzare valore aggiunto per l’intero territorio dauno. L’ente Fiera sarà sempre a fianco d’iniziative che hanno capacità di aprire nuovi orizzonti e opportunità di tutela e valorizzazione dei nostri prodotti». Presente anche Raffaele Fino, vicesindaco di San Marco in Lamis, comune che è partner istituzionale del progetto “Inchiostro da gustare”. Fino ha ricordato che il comune garganico ha accolto con favore l’invito di partecipare alla realizzazione dell’educational «perché ci permette di far conoscere le peculiarità del nostro territorio a specialisti della comunicazione. Abbiamo necessità di rendere più fruibili le informazioni che quotidianamente scandiscono il nostro sistema produttivo che è basato sulla riscoperta delle tradizioni e sulla loro valorizzazione». L’intervento del vicesindaco ha trovato una sua naturale prosecuzione nelle parole di Antonio Tosco, assessore al Turismo del Comune di San Marco in Lamis, dove grazie all’iniziativa dell’amministrazione comunale per la prima volta è stato realizzato un sistema di collaborazione tra gli operatori turistici ed economici della città; «educare significa ‘tirare fuori’ e noi speriamo che con l’educational saremo capaci di tirare fuori le nostre potenzialità migliori strizzando l’occhio alle nostre tradizioni enogastronomiche e agroalimentari».

Per Francesca Faccilongo, rappresentate Slow Food, l’adesione al progetto è stata più che naturale «perché chi vuole promuovere il cibo come portatore di piacere e cultura nel rispetto dei territori e delle tradizioni, non può che averci al suo fianco. Abbiamo necessità di perseguire il buono, il pulito e il giusto per strutturare identità enogastronomiche e agroalimentari pronte a vincere le sfide della tutela e della qualità». Articolato e di ampio respiro l’intervento di Gian Maria Gasperi, presidente di Aforis-impresa sociale, che ha sottolineato i numerosi aspetti innovativi dell’educational, che «partendo dalla salvaguardia dell’ambiente si candida a declinarlo in tutti i suoi aspetti, esaltando le peculiarità enogastronomiche e agroalimentari. Non c’è tradizione senza tutela del territorio e delle sue ‘storie’. In questo senso l’educational vuole aprire una nuova strada nel rapporto tra risorse naturali e loro sfruttamento, dove l’offerta non è semplice soddisfazione della domanda ma esaltazione di eccellenze e di emozioni uniche. Aprirsi al mercato, quindi, non vuole dire snaturarsi ma affermare e comunicare la propria identità a un pubblico più vasto». La conferenza di presentazione si è conclusa con una buffet realizzato dagli alunni dell’istituto “Einaudi-Grieco” di Foggia, accompagnati del dirigente scolastico, Antonio Soldo e dal docente Mario Falco, presidente della Federazione Italiana Cuochi sezione di Foggia. Presente anche Anna Chiara Calabrice, alunna della sede di Torre di Lama dell’istituto “Einaudi Grieco” di Foggia, che sotto la regia del professore Marco Trigiani, è stata recentemente premiata al concorso nazionale enogastronomico per istituto alberghieri. Il suono della campanella della prima lezione dell’educational che potrà contare su workshop, incontri, convegni e tour gastronomici è fissato alle ore 17.30 del 28 giugno 2013 presso l’Oasi di Stignano a San Marco in Lamis.

Viticoltura: approvato dalla giunta regionale il regolamento che rende operativa la nuova legge regionale

fonte: MET (vedi articolo originale)

Con l’approvazione del regolamento di attuazione diventa operativa la nuova legge regionale “Disciplina per la gestione e il controllo del potenziale viticolo” (L.R. 68/2012)
Il regolamento è stato approvato all’unanimità dalla giunta regionale ed è stato presentato dall’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori. “Il combinato disposto legge-regolamento – spiega l’assessore Salvadori – conferisce sistematicità e rende operative una serie di novità a vantaggio dei vitivinicoltori che erano state introdotte negli ultimi tempi con norme nazionali e atti di giunta. In questo modo si garantisce certezza e si ottiene anche l’obiettivo di semplificare la vita ai produttori e ai consorzi di tutela.” Il regolamento definisce i procedimenti amministrativi inerenti il “potenziale viticolo” tra cui le disposizioni per l’utilizzo del termine “vigna” da parte del produttore che voglia iscrivere nello schedario viticolo un toponimo o un nome tradizionale con cui designare i propri vini. Altri aspetti importanti del nuovo regolamento riguardano il superamento degli albi dei vini a DO e gli elenchi delle vigne a IGT, la concessione dei “diritti di reimpianto della riserva regionale” e la “rivendicazione delle produzioni” dei vini a denominazione di origine. Su quest’ultimo tema è previsto anche un meccanismo che permette ai consorzi di tutela di evitare eventuali sovrapproduzioni e mantenere l’equilibrio di mercato per una determinata denominazione di origine. Infine il regolamento disciplina le Commissioni di degustazione e gli elenchi dei tecnici e degli esperti degustatori, competenze che in precedenza appartenevano alle Camere di Commercio e adesso sono attribuite alle Regioni. I procedimenti amministrativi previsti dal regolamento sono gestiti tramite il Sistema Informativo di ARTEA, l’agenzia della Regione Toscana per le erogazioni in agricoltura.

Avviso pubblico per presentazione di proposte di ricerca e sperimentazione in agricoltura

fonte: regione Puglia (vedi articolo originale)

Approvato con determinazione dirigenziale del Servizio Agricoltura n. 175 del 15 aprile 2013, l’Avviso Pubblico di apertura dei termini per l’invito a presentare proposte progettuali di ricerca e sperimentazione in agricoltura” nell’ambito delle “Linee guida per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura 2012-2014” adottate con Deliberazione della Giunta Regionale n. 903 del 15 maggio 2012.

I soggetti promotori, di cui all’art. 5 dell’Avviso, possono presentare la domanda, congiuntamente alla proposta del progetto di ricerca e alla documentazione richiesta, inviandola tramite PEC – Posta Elettronica certificata, alla Regione Puglia all’indirizzo ricercagricoltura@pec.rupar.puglia.it, nelle modalità previste dall’art.8 dell’Avviso.

Le informazioni relative all’Avviso possono essere richieste al responsabile del procedimento, dott. Luigi Trotta, tel. 080 540 5321 PEC: ricercagricoltura@pec.rupar.puglia.it

L’avviso e i relativi allegati sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 59 del 2 maggio 2013.

Per la modulistica consultare questa pagina.

Viticoltura sostenibile, giovedì 9 maggio conferenza ad Asti con noto ricercatore sudafricano

fonte: ATnews.it (vedi articolo originale)

Una conferenza pubblica di altissimo valore scientifico nel campo della vitivinicoltura è stata organizzata, giovedì 9 maggio alle 14, nella sede universitaria di Asti (aula 11) dai docenti e allievi della Laurea Magistrale in Scienze Viticole ed Enologiche di Torino e Asti e della Triennale in Viticoltura ed Enologia di Torino.

Interverrà Kobus(JJ) Hunter,  scienziato di fama mondiale residente in Sudafrica, specialista del Dipartimento di Viticoltura presso ARC Infruitec-Nietvoorbij (Orticoltura, Viticoltura ed Enologia Istituto del Consiglio per la ricerca agricola del Sud Africa) e Professore straordinario di Fisiologia della vite e Viticoltura presso il Dipartimento di Viticoltura ed Enologia a Stellenbosch University, Stellenbosch, Sud Africa.

Il tema della conferenza è ”Grapevine balances for sustainable viticulture” – Bilancio sull’uva e il vino  per una viticoltura sostenibile”.Sarà garantita la traduzione in italiano

Hunter è docente dilivello nazionale e internazionale. Il suo interesse principale sono gli aspetti fisiologici del materiale da innesto, la qualità dell’uva e del vino, lo stile e l’interazione con le pratiche colturali di breve e lungo termine e del clima.
Concentra la ricercasui principi applicabili per aumentare la qualità dell’uva e del vino, stili diversi vini diversi.

Regolarmente gli fanno visita scienziatieuropei per periodi sabbatici di ricerca.
Ha ricevutomolti premi e ha passato varie fasi di ricerca in Europa.
E ‘stato invitatoa numerose conferenze come relatore ospite ed è membro di varie società scientifiche, tra cui l’Accademia Italiana per la Viticoltura e vino. E’ autore di articoli scientifici per riviste di tutto il mondo.

Per informazioni e iscrizioni scrivere a: sve@uni-astiss.it
tel. 011 6706887 – 0141 590423 Elenia Zuccolo

7 indizi per 1 sovrano: un gioco a tappe sul diritto al cibo

fonte: greenMe.it (vedi articolo originale)

Sabato 11 maggio a Milano ci sarà una bella iniziativa per educare i più piccoli, ma non solo, al tema della sovranità alimentare. Dalle 12.00 alle 19.00 al parco I. Montanelli (Porta Venezia – MM1 Palestro) grandi e piccini potranno cimentarsi in un gioco a tappe sul diritto al cibo, affrontando le sfide di 7 Saggi Ortaggi per scoprire una formula magica e ricevere un premio finale.

La partecipazione è libera e gratuita.
L’appuntamento si inserisce nel programma di eventi organizzati per il mese di maggio da Co.LOMBA in varie località lombarde, da Lecco a Varese a Cantù, sul tema dell’educazione alla cittadinanza mondiale.
Informazioni e programma completo:
www.onglombardia.org
ECM CoLOMBA c/o CELIM
tel. 02/58305381
querin@celim.it
Co.LOMBA è un coordinamento di ONG e Associazioni attive nei campi della cooperazione internazionale e dell’educazione alla cittadinanza mondiale.
Con il contributo di fondazione Cariplo e il patrocinio di Expo dei Popoli.

Maltempo: Emilia Romagna, da Regione 800mila euro per bonifica in Appennino

fonte: Repubblica Bologna (vedi articolo originale)

Ammontano ad 800mila euro le prime risorse messe in campo dalla Regione Emilia Romagna per fare fronte alle emergenze create in Appennino dalle piogge e dal maltempo di marzo e aprile scorsi. “Si tratta di un primo contributo della Regione, in attesa della risposta del Governo alla richiesta del presidente Errani dello stato di emergenza” ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni. “Si potranno cosi’ finanziare – ha aggiunto Rabboni – i primi interventi necessari per contrastare i fenomeni di erosione e di dissesto, e gli interventi di manutenzione straordinaria delle opere pubbliche di bonifica, in particolare di quelle collocate sui corsi d’acqua minori e lungo la viabilita’ ancora in gestione ai consorzi di bonifica”. Tutti gli interventi programmati ricadono integralmente nelle aree montane, zone caratterizzate da una notevole fragilita’ sotto l’aspetto geologico e che richiedono pertanto una particolare attenzione dal punto di vista della difesa del suolo e della tutela delle aree agricole. Nello specifico a Piacenza andranno 131.500 euro, al Parmense 168 mila euro, all’Emilia Centrale 135 mila euro, alla zona di Burana 57 mila euro, alla bacino Renana 126.200 euro, alla Romagna occidentale 49 mila euro, al resto della Romagna 133.300 euro.

È morta l’On. Cristina Conchiglia, guidò le lotte delle tabacchine nell’Arneo

fonte: galatinaduemila (vedi articolo originale)

È venuta a mancare l’ex onorevole Cristina Conchiglia, una degli ultimi dirigenti del PCI salentino. Una vita dedicata alla politica e al sindacato. Nata nel 1923, Cristina Conchiglia, è stata protagonista, con Giuseppe Calasso fondatore del PCI, dell’occupazione delle terre d’Arneo, responsabile del Sindacato delle tabacchine, nonché protagonista di mille battaglie per l’emancipazione femminile. Di seguito riportiamo delle note di cordoglio da parte di esponenti politici in ricordo di Cristina Conchiglia.
“Profondamente commosso ed emozionato, provo a delineare un ricordo della Compagna Cristina Conchiglia, una donna che incarna la storia delle lotte per l’emancipazione sociale del nostro territorio. Una compagna straordinaria, che ha dedicato l’esistenza al suo impegno politico e sindacale, vissuto nella difesa strenua dei diritti delle lavoratrici e delle fasce sociali più deboli.
Testimone dell’antifascismo e della Liberazione del nostro Paese, fondatrice del Sindacato delle tabacchine, protagonista dell’occupazione delle terre nell’Arneo e forza trainante delle battaglie contadine, sindaco di Copertino e deputata della Repubblica, Cristina Conchiglia ha vissuto la politica e il sindacato mantenendo sempre, e da sempre, il contatto diretto con le persone.
Una compagna coraggiosa e determinata che ha condotto le dure lotte per rivendicare diritti e dignità per le lavoratrici e i lavoratori della terra, al costo di pesanti sofferenze, pagate in prima persona, come nella drammatica fase degli scioperi dei primi anni Cinquanta, in cui la compagna Conchiglia subì l’arresto, rea di aver guidato la rivolta e lo sciopero delle tabacchine, sottoposte a condizioni lavorative e salariali disumane.
La vita di Cristina Conchiglia costituisce un esempio fondamentale per i tanti compagni e compagne che hanno avuto la fortuna di conoscerla e lascia un segno indelebile nella storia della Cgil di questo territorio, rappresentandone una guida maestra per il futuro”.

Il cordoglio del consigliere regionale vendoliano Antonio Galati per la morte di Cristina Conchiglia, simbolo delle lotte contadine e dell’impegno nelle istituzioni.
“I miei nonni erano braccianti e la pena che provo per le loro sofferenze ancora mi commuove. Cristina Conchiglia, come suo marito Pippi Calasso, non è stata solo un simbolo delle lotte contadine nell’Arneo e in tutto Salento, ma anche uno straordinario esempio di come si possa tradurre la battaglia sul territorio nell’impegno nelle istituzioni, con passione e memoria. Tutto in un tempo nel quale le donne impegnate in politica sembravano esporsi ad una missione impossibile: lei fu una delle prime deputate meridionali e mise il suo cuore e il suo cervello al servizio del popolo del Salento. Onorevole e pasionaria, mancherai a tutti noi.”

Rapporto di greenpeace sulle minacce agli insetti impollinatori e all’agricoltura europea

fonte: greenpeace (vedi articolo originale)

Greenpeace pubblica oggi il rapporto “Api in declino – le minacce agli insetti impollinatori e all’agricoltura europea”. Il rapporto mette in evidenza l’importanza sia ecologica che economica di proteggere e mantenere in buone condizioni le popolazioni di api e la necessità di eliminare dalle pratiche agricole i pesticidi che le minacciano. L’eliminazione di tali sostanze è un primo passo cruciale ed efficace per tutelare la salute delle popolazioni di api e per salvaguardare la loro attività di impollinazione, un servizio vitale per la produzione di cibo e per l’ecosistema.

Sul sito http://salviamoleapi.org è pubblicato il dossier.

Lazio, trenta milioni di euro per l’agricoltura

fonte: Viterbo news 24 (vedi articolo originale)

“Approvata dalla giunta regionale di Nicola Zingaretti l’erogazione di 30 milioni di euro del Programma di Sviluppo Rurale per il 2013. Si tratta di risorse volte alla valorizzazione dell’ambiente, al benessere animale e all’‘agricoltura blu’ che prevede anche la possibilità di finanziare agricoltori che introducono in azienda tecniche di produzione ecocompatibili e innovative”. A renderlo noto è il capogruppo regionale della Lista per il Lazio Riccardo Valentini.

‘Nelle prossime settimane – ha spiegato in una nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – approveremo altri provvedimenti che vanno nella direzione dello snellimento delle procedure e dello sblocco dei fondi previsti dal PSR. Con questi primi atti vogliamo dimostrare l’attenzione e il nostro impegno nei confronti di un comparto che consideriamo vitale per la ripresa economica del nostro territorio”.

“Un provvedimento importante – ha sottolineato Valentini – innanzitutto perché si tratta di risorse che, grazie alla Regione e all’assessore all’agricoltura Sonia Ricci, abbiamo evitato di perdere. Risorse che rappresentano invece, soprattutto in questo momento di crisi economica, un punto di riferimento per tutti quegli agricoltori che hanno deciso di investire in un settore strategico. Un settore su cui puntare con decisione. Un volano per l’economia regionale che deve avere un peso di primo piano. Una realtà in cui credere con forza mettendone a sistema le risorse con il patrimonio storico, artistico e ambientale che la caratterizza e sviluppando il più possibile gli sbocchi commerciali per dare alla sua produzione il ruolo che merita sia sul mercato interno, sia sui mercati nazionali ed internazionali. Mi impegnerò infine con l’assessore all’agricoltura Sonia Ricci – ha concluso Riccardo Valentini – affinché le procedure per l’erogazione dei finanziamenti agli agricoltori siano il più possibile snelle e veloci”.

Regione Liguria, agricoltura sociale: a maggio iter per nuova legge

fonte: telenord.it (vedi articolo originale)

Entro maggio in Liguria comincerà l’iter di approvazione della nuova legge regionale sull’agricoltura sociale. Lo ha annunciato l’assessore all’Agricoltura della Regione Liguria Giovanni Barbagallo oggi a Genova al convegno ‘Agricoltura biologica e sociale’. Per agricoltura sociale si intende quell’insieme di esperienze che coniugano le attività agricole con le attività sociali favorendo l’inserimento terapeutico, sociale e lavorativo delle fasce della popolazione svantaggiate, a basso potere contrattuale e a rischio marginalità. “Con questa legge vogliamo sviluppare l’agricoltura sociale in Liguria, uno dei settori con più potenzialità di crescita – ha sottolineato Barbagallo -. Vogliamo premiare le aziende agricole impegnate nel sociale, dare un’opportunità in più alle fasce deboli attraverso lo strumento dell’agricoltura”. Sono 389 le cooperative sociali in Liguria, di cui 100 fanno già attività agricole in forme più o meno organizzate, ci sono 380 aziende agrituristiche in Regione che potrebbero sviluppare il settore ‘sociale’, le prime concentrate soprattutto sulla costa, le seconde nell’entroterra.

Sardegna, sistemi di qualità alimentare: ripristinata al 15 dicembre la scadenza PSR misura 132

fonte: regione Sardegna (vedi articolo originale)

“Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare” – Secondo bando – Annualità 2011, 2012 e 2013.
L’Assessorato all’Agricoltura ha revocato l’anticipazione della scadenza del secondo bando di attuazione della misura 132 “Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare” del Psr 2007/2013.

Le domande di aiuto o pagamento relative all’annualità 2013 potranno essere, pertanto, presentate per via telematica, tramite il Sistema informativo agricolo regionale (Siar) entro le scadenze inizialmente indicate:
– il prossimo 30 aprile per la VII sottofase temporale;
– il 30 settembre 2013 per l’VIII sottofase;
– il 15 dicembre 2013 per la IX e ultima sottofase.

Ricordiamo che i sistemi di qualità per i quali è riconosciuto il sostegno riguardano:
– i prodotti destinati direttamente e indirettamente al consumo umano, ottenuti e certificati applicando il metodo dell’agricoltura biologica;
– la protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli alimentari;
– i vini qualificati Dop/Igp (Doc, Docg e Igt).

Per ulteriori informazioni gli agricoltori interessati possono rivolgersi all’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) dell’Assessorato, al numero 070 606 7034, o all’Urp di Argea Sardegna, al numero 070 6026 2067, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13 e il martedì e il mercoledì anche dalle ore 16 alle ore 18.

Consulta i documenti

Informazione a cura dell’Urp della Presidenza

Fao, nuovo metodo per stimare l’insicurezza alimentare

fonte: La Stampa.it  (vedi articolo originale)

La fame non più solo come problema nazionale, ma a livello individuale. Sarà presto testato dalla FAO in diversi paesi pilota, un modo nuovo, più veloce e più preciso, di misurare la fame e l’insicurezza alimentare nel mondo. Per la prima volta l’organizzazione si assume la responsabilità della raccolta dei dati. Tra le novità, inoltre, il fatto che i risultati dei sondaggi saranno disponibili dopo pochi giorni piuttosto che in anni. Contemporaneamente la FAO assisterà i paesi nell’includere questa scala di valutazione nei loro progetti e programmi di rilevamento per assicurare la sostenibilità futura.
Il nuovo approccio si basa sulla raccolta d’informazioni sulle dimensioni e la gravità della fame dalle stesse popolazioni che soffrono d’insicurezza alimentare, mediante un sondaggio annuale attentamente concepito da condurre in collaborazione con la Gallup.

Entro aprile il progetto, denominato “The Voices of the hungry” verrà finalizzato in collaborazione con i maggiori esperti del settore e sperimentato su una base pilota in quattro paesi: Angola, Etiopia, Malawi e Niger. Questi paesi hanno concordato di lavorare alla completa eliminazione della fame, in linea con la sfida lanciata dal Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki Moon Fame Zero. Il programma prevede di estendere l’inchiesta sul campo a più di 160.000 intervistati nei 150 paesi coperti dalla Gallup e di pubblicare ogni anno i risultati aggiornati di ciascun paese. Il progetto durerà cinque anni e porterà alla creazione di un nuovo standard per il monitoraggio della sicurezza alimentare certificato dalla FAO, che potrebbe poi essere facilmente adottato per altre inchieste sui nuclei familiari poveri. “Questo metodo innovativo sarà uno strumento fondamentale per i governi, per la società civile e per altre organizzazioni nazionali e internazionali nella lotta contro la fame -dice Jomo Sundaram, Vice Direttore Generale della FAO per il Dipartimento Sviluppo Economico e Sociale- Sarà anche molto importante per incrementare l’assunzione di responsabilità dei governi e incoraggiarli ad impegnarsi per l’eliminazione della fame”.

Nonostante i recenti miglioramenti, la metodologia usata dalla FAO attualmente non è in grado di fornire un quadro onnicomprensivo delle molte dimensioni della fame. Al momento la FAO è in grado di monitorare con accuratezza la disponibilità di cibo a livello nazionale, in particolare in termini di potenziale assunzione energetica, laddove questo nuovo indicatore misurerà anche l’accesso al cibo a livello individuale, fornendo un’immagine più chiara dell’esperienza personale con l’insicurezza alimentare.

Per il progetto, a livello nazionale saranno scelti campioni da 1.000 a 5.000 persone, a seconda della grandezza del paese, per rispondere alle otto domande individuate per indicare se e in che misura gli intervistati hanno sofferto d’insicurezza alimentare nei 12 mesi precedenti. Le domande sono poste in modo da riuscire a stabilire la posizione dell’intervistato su una scala di esperienza d’insicurezza alimentare, da leggera a moderata a grave insicurezza alimentare. Questionari simili e scale per determinare l’insicurezza alimentare sono stati usati dal Governo statunitense per identificare i beneficiari di buoni pasto, e dal Brasile nell’individuare il suo programma di welfare sociale per la Bolsa familia.

“E’ un’avvincente nuova iniziativa per la FAO perché ci metterà in grado di capire meglio la severità dell’insicurezza alimentare in modo tempestivo ed efficiente in termini di costi -dice Carlo Cafiero, lo statistico della FAO responsabile del progetto- Doterà inoltre la FAO di uno strumento economico e coerente dal punto di vista metodologico per riuscire a monitorare la fame in tutto il mondo”.

Mario Catania, Ue chiarisca su misure transitorie 2014

fonte: ansa.it (vedi articolo originale)

l ministro per le politiche agricole e alimentari Mario Catania chiede alla Commissione europea di fare chiarezza sulle misure transitorie proposte per il settore nel 2014 in attesa che le tre istituzioni – Parlamento, Consiglio e Commissione – raggiungano un accordo sulla riforma della Politica agricola comune (Pac).

”Vorrei avere assicurazioni dalla Commissione – ha detto all’Ansa il ministro al suo arrivo oggi a Lussemburgo – sui tempi d’applicazione di tutte le decisioni relative al prossimo periodo di programmazione: dagli aiuti Ue accoppiati (alla produzione ndr) ai giovani agricoltori alla regionalizzazione (dei contributi Ue ndr), che apparentemente sembrano fermi al prossimo primo agosto”, mentre dovrebbero entrare in vigore in seguito. Probabilmente – ha proseguito Catania – ”non si sono accorti che i tempi, come hanno preparato, sono ambigui su questo aspetto: non c’e’ scritto nulla, per questo oggi chiedo un chiarimento. Non penso che sia una questione su cui ci si scontrera’ – ha aggiunto – vorrei che pero’ che fosse chiarito in modo da lasciare un quadro di negoziato su questo voto definito”. Sul fatto poi che si applicano gia’ dal 2014 sia i tagli al bilancio agricolo fissati dal Consiglio europeo che la convergenza degli aiuti Ue tra Stati membri, Catania ha detto: ”il Consiglio agricoltura non puo’ rinegoziare elementi decisi dal vertice Ue, mentre sulla convergenza degli aiuti l’impatto sara’ modestissimo, per l’Italia estremamente limitato. Si comincera’ ad avvertire dal 2015”. La Commissione europea, dal canto suo, ha dato assicurazioni al ministro sulla data entro la quale uno Stato membro puo’ fare le proprie scelte in relazione alla nuova programmazione nel settore agricolo. Data importante, che implica decisioni come distribuire gli aiuti Ue ai produttori italiani.

Catania infatti ha fatto notare alla Commissione che, ”in base alla vecchia proposta di riforma quelle decisioni devono essere prese entro primo agosto 2013”. E dal momento – ha aggiunto – ”che quella norma non e’ stata modificata nella proposta di regolamento per le misure transitorie, paradossalmente noi dovremo scegliere entro il prossimo primo agosto su una serie di interventi che riguardano il 2015 e gli anni seguenti”.

Il commissario all’agricoltura Dacian Ciolos ha assicurato il ministro ”che la risposta si trova gia’ nell’insieme dei testi e che la situazione sara’ piu’ chiara in occasione di uno specifico gruppo di lavoro”. Per entrare in vigore il regolamento agricolo sulle misure transitorie 2014, proposto in attesa di un accordo sulla riforma della Pac, deve ottenere il via libera del Consiglio dei ministri e del Parlamento europeo.

L’approvazione e’ prevista per fine ottobre

Crisi in Grecia: tra suicidi, campi di concentramento per evasori fiscali e apicoltura

fonte: PolisBlog (vedi articolo originale)

E’ lo Stato europeo specchio della crisi economica, ma anche il più corrotto. E’ la nazione che faticosamente cerca di uscire dalla bancarotta con misure talora impopolari, talora davvero originali e che vanno pure contro lo Stato di diritto. In una parola soltanto: è la Grecia. Che succede in quella che fu la culla della cultura antica? Da un po’ di tempo l’argomento è uscito dalle prime pagine di giornali e telegiornali. Eppure le cose continuano ad accadere.

Per esempio, il default e le misure drastiche del governo hanno fatto aumentare del 20 per cento i suicidi, così come gli omicidi. Creando un deterioramento costante della salute pubblica. Lo studio è dell’American Journal of Public Health: il tasso di mortalità da suicidio, in due anni, è aumentato del 22,2%. Nello stesso periodo – dal 2009 al 2011 – gli omicidi sono saliti del 27,6%. E’ aumentata poi la disoccupazione, dal 7,2% del 2008 al 22,6% dell’inizio del 2012. Numeri drammatici, come il budget a disposizione del ministero della Sanità, crollato del 23,7%. I tagli ai programmi di sostegno sanitario hanno toccato anche la distribuzione di preservativi e siringhe. Il tasso di infezione da Aids è aumentato del 57 per cento dal 2010 al 2011. Sono aumentati i casi di depressione, problemi mentali, abuso di alcol e droghe.
Basterebbero questi numeri per far capire in che stato di prostrazione sono Atene e dintorni. In più, ci sono le denunce degli insegnanti delle scuole di primo grado: “I bambini arrivano sempre più spesso a scuola affamati, cercano il cibo nella spazzatura o chiedono ai compagni gli avanzi della merenda”. La salute dei bambini è la discriminante per capire a che livello è sceso un Paese. Athena Linos, docente della facoltà di Medicina di Atene, ha denunciato come la Grecia, “in questo momento, sia agli stessi livelli di alcuni Paesi africani per quanto riguarda la diffusione della fame. Ne soffre circa il 10% degli studenti”. Numeri, percentuali. Come quelli del rapporto 2012 Unicef: il 26% delle famiglie greche fa una dieta economicamente debole.

Altro capitolo della crisi greca: l’odio verso gli immigrati che verrebbero a rubare il (poco) lavoro che rimane. Un caso, recente, su tutti. Duecento dipendenti del Bangladesh sono andati a chiedere al proprietario dell’azienda per cui lavoravano gli arretrati del salario; per tutta risposta, i sorveglianti hanno sparato su di loro, ferendone 30. Le violenze xenofobe sono ormai all’ordine del giorno, anche perché c’è chi cerca di cavalcare il nazionalismo, mai così sentito come in questo periodo di stenti. Sull’episodio appena descritto, anche il partito neonazista greco si è unito alla condanna, ma ha aggiunto: “Siamo anche contro chi assume lavoratori stranieri in nero sottraendo lavoro ai greci”.

Il governo, oltre alle misure di austherity, che fa? Il premier Antonis Samaras ha deciso di fare un regalo ai ricconi. La Grecia regalerà la residenza agli investitori non appartenenti all’Unione Europea che acquisteranno immobili oltre i 250mila euro. Oligarchi russi, sceicchi arabi e magnati cinesi si sono fiondati sulla nuova legge votata dal Parlamento a tempo di record. Il loro interesse è di poter affittare casa senza avere la grana del permesso di soggiorno, che avrà una validità di cinque anni, rinnovabile. Stratos Paradias, capo della confederazione dei proprietari di casa greca, ha applaudito: “Finalmente una boccata di ossigeno per il mercato immobiliare locale in grave crisi”. I permessi di residenza potranno consentire ai titolari, i loro coniugi e figli di età inferiore ai 18 di viaggiare liberamente – anche se non di lavorare – nello spazio Schengen per tre mesi consecutivi alla volta. Dimitris Kapsimalis, presidente della Confederazione delle imprese di costruzione, ha illustrato la situazione: “La crisi greca ha colpito mezzo milione di addetti e 12mila aziende del settore dell’edilizia”.

Atene, aderendo al piano di salvataggio da 172 miliardi di euro, concordato con Ue e Fmi, si è impegnata a raccogliere 2,6 miliardi di euro attraverso la vendita di asset quest’anno. Oltre alla messa sul mercato di partecipazioni di controllo di imprese statali, è stato messo in locazione o in vendita un gran numero di beni immobili appartenenti allo Stato. Tra questi, anche gli edifici ministeriali e i consolati esteri.

Come detto: la Grecia sta adottando anche provvedimenti che la mettono spalle al muro con le Associazioni per i diritti umani. Per contrastare l’evasione fiscale e per obbligare i suoi cittadini a pagare i debiti dello Stato, infatti, è stato deciso che basterà una cartella esattoriale non pagata per un importo di mille euro e si finirà in carcere. O meglio, in una caserma che per molti è un vero e proprio campo di concentramento. Il disegno di legge è allo stadio finale prima dell’approvazione. E parlando di tasse non pagate, come si può lasciare da parte Starbucks? In 10 anni ha incassato 244 milioni di euro senza pagare al fisco greco neanche un caffè. I 36 punti vendita sparsi per il Paese, nonostante l’attivo lordo di quasi 250 milioni di euro, al momento di fare denuncia dei redditi segnalavano sempre perdite (53 milioni in 10 anni). Al fisco, quindi, non era dovuto nulla. I guadagni venivano spostati nella capogruppo olandese, cui fanno capo tutte le attività di Starbucks in Europa. In Olanda la tassazione sui profitti d’impresa si ferma al 25% e, una volta tassate, le somme possono essere spostate in paradisi fiscali senza ulteriori prelievi. Tecnicamente è tutto legale, ma è un pessimo segnale in un momento in cui il Paese è affamato. Non tanto di caffè, quanto di risorse economiche.

Sapete cosa resiste in tutto cò, in Grecia? L’apicoltura. Per cui c’è grande interesse anche all’estero. Ogni anno, l’economica greca immette sul mercato 12 mila tonnellate di miele: il Paese è il secondo produttore al mondo. Tutti vogliono questi prodotti, compresa la pappa reale. I produttori greci ammettono: “Le condizioni ambientali e climatiche sono uniche, ecco perché il nostro miele è così richiesto in tutto il mondo”. Saranno le api a traghettare la Grecia fuori dalla crisi?

Vacanze a impatto zero, anche in Italia il turismo può essere green

fonte: Repubblica.it (vedi articolo originale)

Dalla ristorazione biologica alle strutture ricettive amiche dell’ambiente e della produzione energetica verde, così l’offerta turistica italiana sta cambiando volto.
Fare una vacanza a basso impatto ambientale e nel pieno rispetto della natura è possibile anche in Italia. Come? Te lo spiega AIAB, l’associazione italiana agricoltura biologica, e Legambiente, promotrici di una nuova iniziativa orientata al
turismo sostenibile. Le due associazioni  hanno infatti sottoscritto un protocollo di collaborazione per iniziare un percorso comune con i rispettivi  marchi Agriturismi Bio-Ecologici AIAB, garanzia AIAB Italia e Legambiente Turismo. Il progetto mira a radicare una nuova idea di turismo, dando la possibilità ai viaggiatori di conoscere quali siano oggi le offerte “eco-sostenibili” del settore. Ristorazione con prodotti bio a filiera corta, efficienza energetica e risparmio idrico sono solo alcune delle caratteristiche che i turisti potranno trovare all’interno di agriturismi, b&b e hotel, garantiti dai marchi di qualità di AIAB e Legambiente.

“Questo protocollo – spiega Angelo Gentili, responsabile nazionale di Legambiente Turismo – pone al centro una nuova idea di turismo rafforzando il rapporto tra sostenibilità ecologica e le richieste di coloro che amano la vacanza natura, legata all’aria aperta, alla bicicletta, all’escursionismo, alla scoperta paesaggistica-culturale del territorio”.
Sui siti www.bioagriturismi.it e www.legambienteturismo.it è possibile già da oggi conoscere le prime dieci strutture che hanno aderito al protocollo e tutte quelle che si aggiungeranno in seguito, ognuna di loro certificata  secondo i criteri di eco-sostenibilità nell’attenzione al paesaggio e alla biodiversità, nel servizio di ristorazione, rigorosamente bio, nell’uso delle fonti pulite, nei criteri di risparmio energetico e idrico, nella riduzione e smaltimento dei rifiuti.
“Al turista attento e consapevole – ha aggiunto Alessandro Triantafyllidis, presidente AIAB -vogliamo garantire strutture che hanno scelto di operare, per se stesse e per i propri ospiti, nel rispetto  dell’ambiente.”

Corso di formazione di geografia sulle Dolomiti Patrimonio Unesco

fonte: Fondazione Angelini centro studi sulla montagna

Nei giorni 5 – 7 luglio 2013 si svolgerà un Corso di Formazione di Geografia sulle Dolomiti Patrimonio Unesco, destinato ai docenti di ogni disciplina delle scuole di ogni ordine e grado, formatori CAI, guide ambientali, turistiche o naturalistiche, responsabili gruppi ambientali, tecnici degli enti locali, operatori turistici.
L’organizzazione si deve alla Fondazione G. Angelini in collaborazione con: CAI sezione “F. Terribile” di Belluno, Fondazione Dolomiti-Dolomiten-Dolomites-Dolomitis Unesco, Comunità Montana Belluno Ponte nelle Alpi, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia.

Il corso in oggetto sarà dedicato agli “Aspetti geomorfologici, geologici, antropici e paesaggistici nella Val de l’Ardo e Val del Medón – Gruppo della Schiara (Dolomiti Bellunesi, Sistema n. 3 di Dolomiti Unesco), in occasione del centenario della 1° salita della Gusèla del Vescovà”.

Per informazioni il sito della fondazione www.angelinifondazione.it/

Basilicata, stanziati fondi per tutela biodiversita’

fonte: libero.it (vedi articolo originale)

La giunta regionale della Basilicata ha stanziato due milioni di euro per preservare le vegetazioni minacciate da erosione nonche’ per tutelare le razze animali locali in via di estinzione. Gli interventi rientrano nelle misure del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 che sostiene la conservazione di risorse genetiche per la salvaguardia della biodiversita’.

I fondi sono equamente divisi per tutelare e conservare razze animali locali in via di estinzione e un altro milione per preservare risorse genetiche vegetali minacciate da erosione. I beneficiari degli interventi sono gli imprenditori agricoli. Due i bandi, con scadenza 15 maggio. Per le specie vegetali, sono previsti incentivi per i settori frutticolo, olivicolo, orticolo e le colture erbacee; per quanto riguarda le razze animali locali in via di estinzione si tratta di quelle equine (murgese e l’asino Martina Franca), ovina (Gentile di Puglia e Leccese), caprina (Garganica e Jonica) e suina (suino nero lucano).

Campagne: nelle Marche 17 cooperative attive nell’agricoltura sociale

fonte: anconatoday.it (vedi articolo originale)

Sono 17 le cooperative presenti nel comparto dell’agricoltura sociale nelle Marche, che nasce dall’incontro fra il mondo dell’agricoltura e quello della cooperazione sociale. Occupano una trentina di persone, coinvolgono nelle proprie attività 400 persone e hanno circa 700 clienti, secondo un primo studio effettuato dal settore agroalimentare regionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, che raccoglie Agci, Confcooperative e Legacoop Marche, illustrato nella pubblicazione “Agricoltura sociale e cooperazione nelle Marche”.
Un volume che è stato presentato durante il convegno “Produttori di stabilità – La cooperazione per le nuove forme di sviluppo”, organizzato nella cooperativa Falcineto di Bellocchi di Fano.

L’iniziativa, che conclude il progetto sostenuto dalla legge regionale 7 del 2005 per la promozione della cooperazione per lo sviluppo rurale, annualità 2011-2012, è servita a fare il punto su una nuova opportunità d’impresa. Dall’unione delle competenze delle coop agricole e quelle sociali, si possono, infatti, sviluppare occasioni di occupazione con la creazione di agrinido, di attività educative per i bambini, di sostegno a persone con disabilità e disagio sociale, di reinserimento lavorativo.

“Con questo progetto – ha detto Mauro Scattolini, direttore di Confcooperative Marche, tracciando un bilancio delle azioni compiute dalle tre Centrali cooperative –, abbiamo cercato di analizzare, insieme ai cooperatori, quali sono i comparti di possibile futuro sviluppo dell’agricoltura, come quello biologico, i progetti di filiera produttiva, come quella cerealicola, e, oggi, l’agricoltura sociale. In queste aree, ci sono possibilità d’intervento che, insieme al miglioramento dell’organizzazione e alla necessità di aumentare la superficie produttiva delle imprese marchigiane del settore, possono contribuire a spingere le coop agricole fuori dalla crisi”.

Agricoltura biologica batte ‘convenzionale’, il cibo e’ migliore

fonte: Ansa (vedi articolo originale)

I terreni gestiti biologicamente presentano una maggiore capacita’ di trattenere acqua, con conseguente miglior rendimento in condizioni climatiche di scarsita’ di precipitazioni. E’ quanto emerge dallo studio intitolato ‘Enviromental Impact of different agricultural management practices: conventional versus organic agriculture’, apparso sulla rivista ‘Critical reviews in plant sciences’, realizzato dai ricercatori guidati dal prof. Maurizio Paoletti del Dipartimento di Biologia dell’Universita’ di Padova in collaborazione con l’Universita’ di Cornell, USA.

Secondo la ricerca i sistemi di agricoltura biologica presentano inoltre una maggiore biodiversita’ sia vegetale che faunistica rispetto ai sistemi convenzionali. Si e’ anche notato come l’agricoltura biologica abbia una maggiore efficienza energetica anche se, in media, esibisce rendimenti inferiori e quindi una ridotta produttivita’ rispetto a quella convenzionale, fornendo comunque altri vantaggi ambientali importanti quali il bando dell’uso di prodotti chimici nocivi per l’ambiente ed i consumatori. La ricerca mostra come l’agricoltura biologica sia un sistema che migliora la fertilita’ del terreno massimizzando l’uso delle risorse locali, evitando l’impiego di prodotti chimici di sintesi ed in genere migliora la biodiversita’ e diminuisce l’impatto ambientale.

”Abbiamo effettuato una rassegna comparativa – spiega il prof. Paoletti – delle prestazioni ambientali dell’agricoltura biologica versus quella convenzionale, non tralasciando alcune importanti questioni socio-economiche legate alle scelte di campo. Abbiamo visto – rileva – come la gestione organica delle pratiche agricole riduca notevolmente la perdita di terreno, aumentando invece il contenuto di sostanza organica e migliorando nettamente le caratteristiche ecologiche”

La sovranità alimentare inizia sul balcone

fonte: Vivi con stile (vedi articolo originale)

Equità, giustizia sociale e sostenibilità ambientale sono gli ingredienti perfetti per il cibo di chi vuol cambiare stile di vita alimentare: parola dell’agro-ecologo Michel Pimbert.

Michel Pimbert è un francese che parla un inglese molto british… è un ricercatore internazionale e team leader per l’alimentazione e l’agricoltura presso l’Istituto Internazionale per l’Ambiente e lo Sviluppo con sede nel Regno Unito. Parla di agricoltura ecologica e attualmente è vice presidente della commissione per l’ambiente, la politica economica e sociale (CEESP) di The World Conservation Union (IUCN). Si occupa di sovranità alimentare, di agricoltura sostenibile, di politiche ambientali e biodiversità con una passione per l’azione partecipativa e i processi democratici dal basso. Lo abbiamo incontrato durante il lancio di Hungry for Rights, un progetto sul cambiamento degli stili alimentari, promosso da ACRA-CCS, di cui Legambiente è partner.

Spreco di cibo nelle città del Nord del mondo e carenza di cibo nel Sud del mondo… C’è una soluzione al problema della crisi alimentare?

E’ un’idea diffusa che non ci sia cibo a sufficienza per sfamare il Sud del mondo, ma le vere questioni sono altre: la distribuzione e le differenze di reddito. Il problema della crisi alimentare non si risolve aumentando la produzione di prodotti agricoli, ma intervenendo sull’accesso al cibo e alla terra e sulla giusta remunerazione di chi produce.

E i cittadini, cosa possono fare? Lei, ad esempio, parla di sistemi alimentari locali.

Voi italiani avete l’esempio dei GAS, i gruppi di acquisto solidale. I sistemi alimentari locali di cui io parlo tengono assieme il concetto di filiera corta, di kilometro zero, e molto altro ancora. Possono essere organizzati da una singola famiglia e poi estendersi a un quartiere o ad un comune. Includono la produzione, la lavorazione, la distribuzione, l’accesso, l’uso, il riciclo e lo smaltimento. Si tratta di sistemi che non sono poi molto lontani da quello che da secoli avviene nelle comunità del Sud del mondo.

In Italia gli orti urbani sono diventati una realtà nazionale. Sempre più persone scelgono di coltivare ortaggi sul balcone di casa…

La cultura di un luogo e il cibo, a mio parere, sono strettamente legati: i sistemi locali, e anche gli orti, dovrebbero essere in mano ai cittadini, stare sotto il loro controllo, per essere sostenibili anche dal punto di vista ecologico, e per permettere la riscoperta della cultura alimentare e della biodiversità.

Scusi, lei parla anche di sovranità alimentare. Che cosa intende?

La sovranità alimentare è il diritto di ogni popolo di determinare di cosa si alimenterà, di decidere dunque della propria agricoltura e dell’uso della propria terra. Ne conseguono una pluralità di sistemi alimentari autonomi, fondati su equità nella ridistribuzione del profitto, giustizia sociale e sostenibilità ambientale.

 

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