Il 17 aprile è la giornata mondiale di Lotta contadina

 

 

Per la terra, la vita, contro gli accordi di libero scambio e l’impunità
La giornata mondiale di lotta contadina è ad Acate, in Sicilia
Acate, Castello dei Principi Biscari, ore 18,30 – martedi 17 aprile 2018

com. stampa – Catania, 17 aprile 2018. Il 17 aprile di tutti gli anni è il giorno centrale di diverse giornate di mobilitazione che impegnano agricoltori e movimenti sociali di tutto il mondo in occasione della Strage di Eldorado do Carajas avvenuta in Brasile nel 1996 quando le forze di polizia massacrarono 19 contadini per reprimere una manifestazione che chiedeva la Riforma Agraria e il diritto alla Terra. Una lotta per la Riforma Agraria repressa nel sangue che è diventata, cosi, il simbolo mondiale dell’impegno dei contadini e dei loro alleati per la democrazia, il diritto alla terra, al cibo e al reddito, la Riforma.
Ogni anno, Via Campesina (la grande rete internazionale di agricoltori che si battono per la Sovranità Alimentare presente in tutti i continenti) propone dei temi alle giornate di mobilitazione; quest’anno, l’appello chiama a impegnarsi “Per la terra e la vita, contro gli ALS (Accordi di Libero Scambio) e l’impunità della repressione nelle campagne”.
Altragricoltura, che si impegna dal 2001 nel condurre e diffondere iniziative tutti gli anni, quest’anno insieme a LiberiAgricoltori rilancia i temi della giornata considerandoli centrali per il futuro e il destino dell’agricoltura italiana sotto un pesantissimo attacco speculativo.
Oggi più che mai c’è bisogno, proprio in Italia, di una nuova stagione di Riforme Agrarie che restituiscano al Paese ed ai suoi cittadini la funzione strategica e centrale che l’agricoltura potrebbe avere se non fosse precipitata in una crisi drammatica mentre viene avanti la insoppportabile e strumentale demagogia del “Made in Italy”.
La verità è che, nel lungo processo di omologazione dell’agricoltura italiana alle scelte della globalizzazione neoliberale, l’Italia è stata trasformata da luogo millenario e straordinario di produzione del cibo a grande piattaforma commerciale speculativa in cui il lavoro della terra è sempre più marginale e ininfluente.
Con buona pace dell’immagine di un Made in Italy agroalimentare che trainerebbe la locomotiva italia, la verità è quella di campagne che si svuotano, di crollo dei prezzi al campo, di diritti degli agricoltori e dei braccianti che si fiaccano, di cittadini sempre più indeboliti nel loro diritto ad un cibo sano, nutriente ed a prezzi giusti.
É in questo quadro che l’agricoltura siciliana oggi sta crollando come precipita quella di tutte le aree dell’ortofrutta meridionale che oggi pagano il prezzo delle scelte di Politica Agricola fatte in Europa con il beneplacido delle classi dirigenti nazionali che si sono succedute in questi ultimi tre decenni.
Per questo Altragricoltura e LIberiAgricoltori iniziano questa settimana di mobilitazione da Acate in Sicilia e, per questo, rilanciano l’appello internazionale con un loro documento icon cui dedicano la settimana di mobilitazione a quanti in questi anni non ce l’anno fatta e sono morti nelle campagne italiane.
“Siamo in Sicilia a pochi giorni dalla morte drammatica di Giovanni Viola, giovane agricoltore di Vittoria, per gridare agli italiani ed al mondo la verità di campagne in cui gli agricoltori si suicidano come gesto estremo, i braccianti muoiono per le condizioni di sfruttamento illegale, gli incidenti sul lavoro si moltiplicano per le condizioni in cui si produce” dice Gianni Fabbris coordinatore nazionale di Altragricoltura che interviene oggi ad Acate insieme a Giovanni Aiuto presidente regionale di LIberiAgricoltori Sicilia, a Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, a Franco Raffo sindaco di Acate per la Rete dei Municipi Rurali.
L’incontro di Acate è, anche, l’occasione per fare il punto sulle condizioni del movimento degli agricoltori e sulle vertenze in corso per difendere il diritto al lavoro ed al reddito. Sempre Fabbris: “Ci serve un salto di qualità organizzativa sugli obiettivi e le modalità di come difendiamo la nostra agricoltura. In questi giorni presso la Regione Sicilia si è istituito (ancora una volta) un tavolo di crisi. Bene! Facciamo però in modo che non sia una passarella e la solita richiesta di attenzione che si spegne appena le cronache smettono di occuparsi delle emergenze. Serve un cambio di rotta profondo e un progetto nuovo per la nostra agricoltura meridionale. Progetto nuovo che ha bisogno di protagonisti nuovi perché non è possibile continuare ad affidare la delega a risolvere i problemi a quanti fin qui si sono resi complici della crisi avendo condiviso e sostenuto tutte le scelte che la hanno determinata. Gli agricoltori e i cittadini devono riprendersi il governo e il controllo del sindacato agricolo che dovrebbe essere il vero strumento con cui battersi per portare a casa i risultati. Si esce dalla crisi anche con la capacità e la responsabuilità di non continuare a delegare a burocrazie ottuse e compromesse nella gestione degli Enti e degli incentivi comunitari invece che assolvere alla loro autonoma funzione sindacale di rappresentanza”.
Con queste parole verrà illustrata oggi ad Acate l’apertura del percorso che porterà il 23 maggio 2018 a Roma alla Città dell’Altra Economia a celebrare l’incontro per dare vita alla Costituente dell’Alleanza per la Riforma dell’Agroalimentare italiano che pone alla sua base 4 questioni su cui incalzerà la politica regionale e nazionale nei prossimi mesi: regole sulla commercializzazione, trasparenza ed equità nell’uso degli incentivi pubblici, revisione delle scelte di Politica Agricola Mediterranea in EU, riforma delle regole sul sindacato agricolo in modo da rompere il malcostume dell’intreccio con la gestione dei soldi pubblici e la rappresentanza.

– I documenti relativi alla mobilitazione per la giornata mondiale di Lotta Contadina che si avviano oggi ad Acate sono alla pagina http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile.
– Dalle ore 18 di oggi 17 aprile, diretta radio con le interveste da Acate su www.radio.perlaterra.net
– L’invito per l’iniziativa di Acate: http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile
– La raccolta di adesioni alla pagina: http://altragricoltura.net/petizioni/un-17-aprile-per-la-terra-e-la-vita-contro-gli-accordi-di-libero-scambio-e-limpunita/

Nelle stesse pagine l’agenda delle iniziative che proseguiranno per tutta una settimana in diverse zone d’Italia

info: Gianni Fabbris 3466483882

Piemonte: investimenti agevolati in agricoltura

fonte: vini e sapori.net (leggi articolo originale)

Grazie all’oculata gestione del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, la Regione Piemonte ha reso noto essere disponibile un margine di fondi non ancora utilizzati sulle misure misure 112 (Insediamento di giovani agricoltori) e 311 (Diversificazione in attività non agricole e nuove sfide Health Check).
I tempi per accedere ai contributi saranno molto stretti: a breve e comunque entro settembre saranno divulgati i bandi, le domande potranno essere presentate fino ad esaurimento budget ed entro il gennaio 2015 saranno saldate le richieste di contributo.
Le domande dovrebbero prevedere i seguenti investimenti:
– possibilità di acceso ai giovani al premio di primo insediamento (da 15.000 e 30.000 Euro);
– possibilità di contributi fino al 40% a fondo perduto per la misura 311 diversificazione/agriturismo;
– possibilità di contributi fino al 40% a fondo perduto per impianti di rete antigrandine, opere di sistemazione terreno finalizzate a ridurre l’erosione e smottamenti, sistemi di irrigazione a basso utilizzo di acqua;
– possibilità di contributi fino al 40% a fondo perduto per sostegno ad investimenti alla produzione lattiero casearia.

di Dino Bortone

Villacidro, il fuoco devasta due aziende agricole

fonte: la Nuova Sardegna (leggi articolo originale)

Notte di fuoco nelle campagne di Villacidro, dove le fiamme hanno seriamente danneggiato due aziende agricole.
Poco prima delle tre un incendio è scoppiato nell’azienda agraria di Tito Cadeddu, 68 anni, in località Santu Miali. Sono andati in fumo tre capannoni con dentro 500 balle di foraggio, un trattore e una vecchia Punto in uso esclusivo all’interno dell’azienda. I danni complessivi sono ingenti, secondo una prima stima, superiori ai 100mila euro.
I carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Villacidro e i Vigili del fuoco del distaccamento di Sanluri non hanno trovato tracce di dolo, ma l’ipotesi che sia stata opera di un ignoto incendiario è tenuta in massima considerazione.
Dopo un’;ora e mezzo, a distanza di tre chilometri, le fiamme hanno aggredito l’azienda agraria di Francesco Piras, in località Su Tasuru. Distrutto un capannone pieno di balle di foraggio. Anche qui carabinieri e Vigili del fuoco non hanno trovato elementi che portino a considerare l’incendio doloso.

Progetto Pacman, promuovere la filiera agroalimentare

fonte: AgroNotizie (leggi articolo originale)

I primi risultati del progetto Pacman, che promuove la competitività e l’internazionalizzazione delle filiere agroalimentari mediterranee, saranno presentati dal Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia il prossimi 5 e 9 settembre all’azienda Stuard di Parma. Il progetto, finanziato dal programma europeo Med, ha visto coinvolte organizzazioni pubbliche e private di sei Paesi europei.

Tra i partner anche la Provincia di Parma che ha focalizzato l’attenzione proprio sulla filiera del pomodoro da industria. Nello specifico la Provincia ha condotto l’azione che ha portato ad un incontro fra filiere agroalimentari europee, rappresentate dalle organizzazioni interprofessionali in cui si sono messi a confronto modelli di governance attuati nelle più organizzate filiere europee. All’incontro, svoltosi ad Avignone, hanno partecipato l’Oi Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia e le organizzazioni interprofessionali francesi Interfel, della frutta e legumi, e Sonito, del pomodoro da industria. Interessante il confronto poiché la Francia ha un’esperienza decennale in fatto di organizzazione di filiera e organizzazioni interprofessionali che Oltralpe sono nate già negli anni 70, mentre in Italia, si tratta di esperienze relativamente giovani, che dal 2011 hanno un nuovo impulso grazie all’azione della Regione Emilia-Romagna.

Gli incontri si terranno giovedì 5 settembre dalle 10.30 alle 13.00 e lunedì 9 settembre dalle 10.30 alle 13.00 all’azienda Stuard, Strada Madonna dell’Aiuto, 7/a San Pancrazio Parma.

Interverranno il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, i tecnici del Servizio agricoltura e risorse naturali e il consulente tecnico Equa.

Per informazioni: m.cavallo@provincia.parma.it

Aviaria, un allevatore in Emilia Romagna positivo al virus H7N7

fonte: Il Mondo.it (leggi articolo originale)

Un allevatore di Mordano, in Emilia Romagna, è risultato positivo al virus dell’influenza aviaria H7N7. L’uomo, affetto da congiuntivite, è stato esposto per motivi professionali a volatili malati appartenenti a un allevamento. E c’è un secondo caso sospetto in fase di accertamento: si tratta di un operaio che lavora sempre nello stesso allevamento.
La Regione Emilia Romagna, in accordo col ministero della Salute, in seguito all’identificazione dei focolai animali, ha adottato immediatamente tutte le procedure necessarie per porre sotto controllo l’infezione. Complessivamente il personale esposto per motivi professionali al rischio di contrarre il virus, e sottoposto a controllo, è di circa 110 unità, tra dipendenti degli allevamenti e operatori attivati per le operazioni di abbattimento. Di questi, 61 lavoratori, tra Ferrara e Mordano, sono sottoposti a sorveglianza sanitaria attiva (cioè a monitoraggio e controllo quotidiano), in quanto esposti prima dell’individuazione del focolaio.
“Come ci è stato riconosciuto anche dalla Comunità europea, e alla luce della situazione attuale – sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Carlo Lusenti – , possiamo dire di aver gestito al meglio la situazione dei focolai che si sono sviluppati”.
Il virus H7N7 non si trasmette facilmente all’uomo, che può infettarsi solo se viene a trovarsi a contatto diretto con l’animale malato o morto. A differenza di altri virus aviari (per esempio l’H7N9 o l’H5N1), tende a dare una patologia di lieve entità (come la congiuntivite), come è già stato osservato in un’epidemia verificatasi anni fa in Olanda, dove il 7-8% del personale a stretto contatto con gli animali ha sviluppato una congiuntivite, e circa il 2% una sindrome influenzale. Fatta eccezione per la congiuntivite, la trasmissione da persona a persona è eccezionale, per cui il rischio di comunità è estremamente basso o addirittura irrilevante.
I controlli negli allevamenti proseguono senza sosta e allo stato attuale non è emersa nessun altra positività. A oggi si confermano quattro focolai, di cui l’ultimo individuato è quello di Mordano. Le operazioni di abbattimento dei volatili, già terminate in due allevamenti (Ostellato e Portomaggiore), verranno completate e concluse nella serata di mercoledì 4 settembre.

Lavoratori migranti: le associazioni si riuniscono per fare il punto sullo sfruttamento in agricoltura

fonte: GreenBiz.it (leggi articolo originale)

Agricoltura e sfruttamento dei migranti, un tema che merita di essere approfondito e di cui è necessario individuare le cause per giungere ad un miglioramento della situazione. La Rete Europea contro lo sfruttamento dei lavoratori agricoli si occupa da cinque anni di monitorare la situazione dei lavoratori agricoli migranti in Italia e in Europa.

I risultati del lavoro svolto verranno presentati in occasione di una conferenza stampa che si terrà a Saluzzo lunedì 2 settembre, presso la sede della 66esima mostra della meccanica agricola. Dal 31 agosto al 2 settembre, una delegazione dei sindacalisti contadini e le associazioni per l’agricoltura e la solidarietà incontreranno i lavoratori agricoli stagionali che si trovano impegnati nella vendemmia e nella raccolta della frutta in Piemonte.

Per i contadini migranti, si tratterà di un’occasione di confronto sulle cause dello sfruttamento che li colpisce. Tra le motivazioni principali dello sfruttamento vi è l’operato dell’agroindustria, che domina il modello agricolo attuale e che non rispetta i diritti dei lavoratori, a partire da un reddito dignitoso e dal diritto al cibo per tutti i popoli.

Un maggior rispetto delle condizioni di lavoro dei contadini potrà portare ad un modello agricolo più rispettoso sia della loro salute che dei loro diritti, ma anche delle risorse naturali del pianeta. La delegazione europea delle associazioni che si battono in difesa dei lavoratori agricoli migranti si recherà in alcuni dei luoghi in cui lo sfruttamento dei lavoratori migranti, soprattutto africani e provenienti dall’Est Europa, risulta più evidente. I momenti di confronto verteranno sulle condizioni in cui vivono e lavorano i braccianti, sul rispetto dei diritti, sui percorsi e sulle reti d’impiego, e sul rapporto che esiste tra impiego della manodopera e modello agricolo conformato alle logiche dell’agroindustria

Visiteranno le località di Saluzzo, in provincia di Cuneo, e di Canelli, in provincia di Asti. Gli incontri con i lavoratori si alterneranno alla presentazione alla stampa dei dati raccolti nel corso degli ultimi cinque anni. L’appuntamento con la conferenza stampa è il prossimo 2 settembre, alle ore 10, presso il Foro Boario di Saluzzo.

Marta Albè

Lingua blu : 10 milioni di euro per i danni agli allevatori

pubblicato su: Buongiorno Alghero.it (vedi articolo originale)

La Regione è pronta ad affrontare la nuova recrudescenza della febbre catarrale dei ruminanti, conosciuta come Blue Tongue, che in Sardegna preoccupa soprattutto gli allevamenti ovini, pur interessando anche quelli bovini, con ulteriori risorse da destinare alle aziende colpite dal Virus e a quelle che, pur non direttamente coinvolte, hanno subito gravi danni a causa dei divieti di movimentazione dei capi. A questo scopo la Giunta ha approvato un disegno di legge con il quale l’Assessorato dell’Agricoltura potrà disporre delle risorse necessarie alla predisposizione ed esecuzione dei piani di intervento.

‘L’allevamento è un settore troppo importante per la nostra Isola – commenta l’assessore Oscar Cherchi – sia sotto l’aspetto economico che culturale. Le aziende non possono essere lasciate sole a combattere con questa piaga e la Regione ne è consapevole. Per questo motivo il disegno di legge della Giunta approvato pochi giorni fa prevede l’impegno di ulteriori dieci milioni di euro, oltre ai due già a disposizione delle aziende’. Con la fine dell’estate e l’inizio delle piogge il rischio di diffusione della malattia cresce esponenzialmente. Il vettore di trasmissione è infatti un insetto che, con le alte temperature e l’umidità, aumenta la sua attività, soprattutto notturna.

‘E’ fondamentale – aggiunge l’esponente dell’esecutivo – aiutare le imprese colpite direttamente dal virus e quelle danneggiate dalla mancata movimentazione dei capi ma, per ciò che riguarda la prevenzione, sta diventando ormai inevitabile accentuare la sinergia fra il servizio veterinario e l’assessorato dell’Agricoltura. A questo punto credo che, come succede da tempo nella maggior parte delle altre regioni d’Italia, il servizio veterinario deve diventare una branca dell’assessorato dell’Agricoltura, che ha la competenza sul comparto dell’allevamento e quindi è in grado di monitorare la situazione in tempo reale. Terminata l’emergenza porterò questa proposta all’attenzione della Giunta’.

Abruzzo. Agricoltura, il ”pomodoro a pera” abruzzese iscritto nel registro nazionale

pubblicato su: Abruzzo TV News (vedi articolo originale)

Un tipico e gustosissimo prodotto della terra d’Abruzzo, il “pomodoro a pera”, ha ufficialmente superato tutti i test previsti dal MIPAAF per essere iscritto nel registro nazionale delle varietà orticole. “Per ottenere questo prestigioso riconoscimento, l’ecotipo abruzzese di ‘pomodoro a pera‘ – ha spiegato l’assessore  alle Politiche agricole della Regione, Mauro Febbo – è stato oggetto di una ricerca realizzata dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo in collaborazione con il CRA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura). Dopo due cicli di prove realizzati dal Dipartimento delle politiche europee ed internazionali dello sviluppo rurale del Ministero dell’Agricoltura, l’ecotipo abruzzese risanato ha superato tutti i test bio-molecolari risultando unico e meritevole di essere iscritto come nuova varietà nell’apposito registro nazionale”.
Il progetto redatto e finanziato dall’assessorato alle Politiche agricole della Regione Abruzzo, su richiesta di produttori orticoli di vari Comuni della costa adriatica, era finalizzato al recupero ed al miglioramento genetico di un ecotipo di pomodoro locale abruzzese affetto da alcuni difetti (suberificazioni stilari delle bacche, palchi fruttiferi poco fertili e tra loro molto distanti, elevata suscettibilità a fisio-fitopatie e scarsa fogliosità) che ne avevano ridotto la coltivazione ai soli usi familiari. Nei cinque anni di studio si è giunti all’ottenimento di una nuova varietà molto rustica contraddistinta dallo sviluppo indeterminato della pianta, da ottima copertura fogliare, da palchi fiorali ravvicinati e molto fertili, da elevata produttività, da ottima uniformità di forma e pezzatura dei frutti lasciando soprattutto inalterate le proprietà organolettiche rispetto al pomodoro di origine. La nuova varietà, iscritta al Registro Nazionale delle Varietà nell’anno 2013, è stata denominata Saab-Cra (Sapore Antico Abruzzo).
Le innumerevoli richieste di seme e di piantine da parte di imprenditori agricoli, Comuni e Associazioni, arrivate alla Direzione regionale Politiche agricole, testimoniano il successo della ricerca svolta dai tecnici regionali, tra l’altro vincitori di un premio nazionale sul pomodoro.

Fiera della pastorizia, istituzioni assenti

pubblicato su: Il Centro Teramo (vedi articolo originale)

«Il governo regionale non presta attenzione alle problematiche della zootecnia tanto che i rappresentati della Regione Abruzzo e della Provincia di Teramo non hanno neppure partecipato all’evento». E’ questa la considerazione emersa nel corso dell’incontro tra i rappresentanti delle istituzioni e i pastori durante la 155esima edizione della fiera della pastorizia che si è svolta sabato 6 e domenica 7 luglio a Piano Roseto di Crognaleto. Quasi 13 mila persone hanno potuto godere di vari appuntamenti con la musica e con i canti tradizionali e con i prodotti tipici. Durante l’evento, organizzato dalla Pro loco di San Giorgio e coordinato da Antonio Campanella, sono stati premiati 83 allevatori. I produttori presenti sono stati 55, 15 le pro loco della montagna teramana. La Camera di commercio di Teramo, in collaborazione con i sindaci dei comuni montani, ha espresso la volontà di sostenere lo sforzo di quanti decidono di continuare a investire e lavorare in montagna.

Agricoltura, un milione in più per i vigneti

pubblicato su: Il capoluogo.it (vedi articolo originale)

L’assessorato regionale alle Politiche agricole ha ricevuto «un altro importante riconoscimento dal ministero delle Politiche agricole: è stata infatti aumentata di oltre un milione di euro la destinazione dei fondi per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti». A renderlo noto è l’assessore, Mauro Febbo. «La rimodulazione della dotazione finanziaria decisa dal Mipaaf, nell’ambito dell’Ocm (Organizzazione comune dei mercati) Vino – spiega l’assessore – ci permetterà di finanziare un numero maggiore di aziende (oltre 100) che hanno presentato domanda per la specifica misura». Attraverso una determina dirigenziale del servizio della direzione agricoltura, l’Agea riceverà mandato per poter pagare ulteriori aziende beneficiarie inserite nella graduatoria regionale.

«Rispetto alla dotazione iniziale di poco più di 10 milioni con la quale abbiamo ammesso a finanziamento circa 650 aziende, ora possiamo arrivare ad oltre 750 con un chiaro beneficio per il mondo vitivinicolo abruzzese», aggiunge Febbo, spiegando che «questa ulteriore assegnazione di fondi rappresenta sicuramente un premio al lavoro svolto in questi anni e al virtuosismo con il quale abbiamo gestito e speso i fondi comunitari».

«A differenza di altre regioni infatti – argomenta l’assessore – anche per quanto riguarda le misure dell’Ocm, siamo sempre riusciti a spendere di più di quanto assegnato e questo si traduce in fondamentali interventi destinati ad un settore che rappresenta un fattore cruciale per la nostra economia. Inoltre dalle aziende vitivinicole è sempre arrivato un numero crescente di domande a dimostrazione di una richiesta sempre più forte di rinnovamento alla quale abbiamo risposto in maniera concreta e puntuale». «Credo – conclude l’assessore – che in un periodo come quello che stiamo attraversando questi provvedimenti rappresentino un volano fondamentale per il mondo del vino che con numeri sempre più importanti si sta confermando sempre più competitivo a livello internazionale, sia in termini quantitativi sia qualitativi».

Da domani a Tito “Naturalmente Sud”

fonte: Ansa Basilicata (vedi articolo originale)

Saranno un centinaio gli espositori ”in campo” per la tredicesima edizione di ”Naturalmente Sud”, la vetrina enogastronomica della Basilicata in programma da domani e fino al 12 maggio nell’area fieristica di Tito (Potenza). L’iniziativa, promossa dal dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata, con Basilicata Fiere e la Provincia di Potenza, e’ stata presentata oggi, a Potenza, nel corso di un incontro con i giornalisti.

Consorzio Alta Langa: Giulio Bava eletto presidente

fonte: ATnews (vedi articolo originale)

Giulio Bava è stato eletto presidente del Consorzio Alta Langa Docg per il triennio 2013/2015 nel corso dell’assemblea generale del 6 maggio scorso.

Il Consorzio dell’Alta Langa tutela e promuove il vino spumante metodo classico orgoglio della tradizione piemontese.

Astigiano, Giulio Bava succede a Lamberto Vallarino Gancia; come vice presidente è stato riconfermato Giovanni Carlo Bussi.

“In un momento di interessante crescita per l’Alta Langa – dice il neo presidente -, dall’ottenimento della Docg alla collaborazione con partner di primo piano come Giugiaro e Spiegelau, il lavoro di questo triennio dopo l’importante campagna stampa del 2012, sarà all’insegna della diffusione della conoscenza del nostro metodo classico tra ristoratori e consumatori italiani e dell’allargamento del numero dei produttori coinvolti. I primi a crederci devono essere i piemontesi che conoscono la qualità e la fatica della viticoltura di alta collina per produrre quello che è un orgoglio della nostra regione”.

Giulio Bava: Enologo, già presidente dell’Assoenologi Piemonte e Val d’Aosta, è titolare con la famiglia della centenaria Giulio Cocchi produttrice di Spumanti da 122 anni oltre che un marchio noto di vini aromatizzati di alta qualità. E’ tra i fondatori del Consorzio Alta Langa.

Insieme al presidente è stato rinnovato anche il Consiglio d’Amministrazione che guiderà l’ente nel prossimo triennio.

I consiglieri eletti per quanto riguarda le Aziende Spumantiere sono: Lorenzo Barbero (Enrico Serafino), Antonella Lanfranco (Fratelli Gancia), Andrea Macchione (Fontanafredda), Alberto Lazzarino (Banfi Piemonte), Franco Brezza (Martini & Rossi).

Per la parte Agricola: Giacinto Balbo, Luciano Chiarle, Piero Culasso, Gianpaolo Menotti, Egidio Bruno.

Il collegio sindacale è composto dal presidente Barbara Carrero e da Terenzio Ravotto, Alberto Canino, Sergio Germano, Carlo Corti.

L’Alta Langa Docg

L’idea del progetto Alta Langa prende avvio negli anni Ottanta grazie all’unione tra le case storiche spumantiere piemontesi e i viticoltori in collaborazione con l’Istituto Sperimentale per l’Enologia. Il 5 marzo 1990 si ufficializza la produzione dello “Spumante metodo classico Alta Langa”. Nel 2002 ottiene il riconoscimento della Denominazione di origine controllata e a partire dal millesimo 2008le bottiglie Alta Langa hanno la Denominazione di origine controllata e garantita.

Del consorzio fanno oggi parte oltre 70 vignaioli e 12 cantine: Avezza Paolo (Canelli – Asti), Banfi Piemonte (Strevi – Alessandria), Bera Valter (Neviglie – Cuneo), Giulio Cocchi (Asti), Enrico Serafino (Canale – Cuneo), Fontanafradda (Serralunga – Cuneo), F.lli Gancia (Canelli – Asti), Germano Ettore (Serralunga – Cuneo), Martini & Rossi (Pessione – Torino), Monteoliveto di Casà (Monticello d’Alba – Cuneo), Az. Agr. Pianbello (Loazzolo – Ast)i, Giovanni Bosca Tosti (Canelli – Asti).

Prodotto ottenuto da uve Pinot Nero e Chardonnay, può essere solo millesimato e coltivato in vigneti sopra i 250 metri s.l.m. nelle tre province di Asti, Alessandria e Cuneo. L’Alta Langa possiede notevole ampiezza dei profumi e complessità, caratteristiche che si sviluppano grazie all’affinamento sui lieviti che avviene per non meno di trenta mesi in bottiglia. E’ prodotto come brut (bianco e rosé) e può diventare “ Riserva” con più lunga permanenza sui lieviti nei migliori millesimi.

Formigoni è il nuovo Presidente della Commissione Agricoltura al Senato

fonte: ecologiae (vedi articolo originale)

Roberto Formigoni è il nuovo Presidente della Commissione Agricoltura al Senato. Si definiscono i dettagli del governo Letta, ma dettagli di grande importanza, dato che le commissioni per l’Ambiente e l’Agricoltura avranno un ruolo di primo piano per la legiferazione del governo nei rispettivi settori. Il nome di Formigoni per questa carica è stato accolto in maniera tutt’altro che positiva.

Nunzia De Girolamo è il nuovo Ministro dell’Agricoltura del governo Letta, e Roberto Formigoni è il  nuovo Presidente della Commissione Agricoltura al Senato. Riguardo a Nunzia De Girolamo si sono sollevate non poche polemiche sulla presunta carenza di competenze per il settore, e potevano mancare simili critiche alla nomina di Formigoni? Naturalmente no.

Mentre ieri abbiamo parlato della nomina come Presidente della Commissione Ambiente di Ermete Realacci, che al di là dei giudizi in merito alla persona non vi sono dubbi sulla competenza e sulla lunga esperienza maturata sul tema, oggi torniamo a parlare di cariche “sorprendenti”. Oltre a Formigoni sono stati eletti come vice presidenti della Commissione Leana Pignedoli del PD e Luigi Gaetti del Movimento 5 Stelle, mentre il presidente della Commissione alla Camera è Luca Sani del PD, vicepresidenti Massimo Fiorio del PD e Adriano Zaccagnini del Movimento 5 Stelle.

Roberto Formigoni, come è noto, è stato Presidente della Regione Lombardia dal 1995 al 2013. Fa parte del PDL di Silvio Berlusconi. È laureato in Filosofia ed Economia Politica. Come tutti sanno, negli ultimi anni la giunta Formigoni della regione Lombardia è stata letteralmente decimata da indagini e arresti. Formigoni stesso è indagato per corruzione. Naturalmente la storia politica e giudiziaria di Formigoni non può essere riportata in questa sede. Torniamo quindi alla domanda: quali competenze possiede Formigoni in merito al settore strategico dell’Agricoltura?

Due milioni di euro agli allevatori per fronteggiare la blue tongue

fonte: Regione Sardegna (vedi articoli originale)

Aperti i termini per la presentazione delle domande di aiuto a sostegno degli allevatori di ovini e caprini colpiti dalla nuova epidemia di febbre catarrale (blue tongue) causata dal sierotipo BTV1.

Destinatarie dell’intervento sono le imprese che ricadono nella competenza territoriale delle aziende sanitarie n. 7 (Carbonia), n. 8 (Cagliari) e n. 4 (Lanusei), dichiarate sede di focolaio di febbre catarrale degli ovini dal mese di ottobre del 2012 con provvedimento dell’autorità sanitaria. L’aiuto è concesso a condizione che le aziende interessate abbiano applicato tutte le misure restrittive imposte per impedire la diffusione della malattia.

In particolare, l’indennizzo è destinato:
a) alla ricostituzione del patrimonio zootecnico aziendale perduto a causa della malattia;
b) al sostegno del reddito aziendale nel periodo compreso fra la morte o abbattimento degli animali e la ricostituzione dell’allevamento;
c) al sostegno al reddito aziendale conseguente alla minore produzione dei capi dichiarati infetti.
Dagli aiuti saranno detratti gli importi eventualmente percepiti nell’ambito di regimi assicurativi.

Le domande dovranno essere presentate al Servizio territoriale di Argea Sardegna entro le ore 12 del 25 giugno 2013.

I documenti sono presenti a questa pagina.

Festival della Ruralità: 5 giorni per scoprire il Parco nazionale dell’Alta Murgia

fonte:

Dibattiti, degustazioni, visite guidate, escursioni in mountain bike, concerti, escursioni a piedi e laboratori didattici nel più grande parco rurale d’Italia
Scatta domani, mercoledì 8 maggio, la prima edizione del Festival della Ruralità che si terrà nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, vale a dire nel più grande parco rurale d’Italia e uno fra i più grandi d’Europa. L’idea alla base della manifestazione è quella di una convivenza non conflittuale fra l’attività umana e l’ambiente:

Diversi anni fa siamo partiti dall’idea di un Parco come corpo vivente e non un sarcofago che contiene la natura mummificata, intangibile. I nemici del Parco sollevavano il problema che fosse un freno allo sviluppo economico, mentre scopriamo che nella pancia del Parco c’è la campagna e quel tipo di agricoltura, intesa come antropizzazione della natura che può diventare ricchezza. Questo festival è l’esibizione di un’idea moderna ed evoluta del Parco ed è un’intuizione destinata a diventare una scuola e molto più di una sperimentazione. I 13 Comuni dovranno predisporsi ad essere i protagonisti e non più i convocati. Il Parco ha un potenziale economico, civile, rurale, ancora tutto da esplorare,

ha spiegato il governatore della Regione Puglia Nichi Vendola nella conferenza stampa della manifestazione.

L’agricoltura, insomma, non dev’essere un museo, né essere declinata al passato: l’agricoltura è presente e futuro. Da mercoledì 8 a domenica 12 maggio i comuni di Andria (apertura ufficiale mercoledì 8 maggio alle 17 a Castel del Monte), Cassano delle Murge, Gravina in Puglia, Corato e Altamura saranno animati da dibattiti, degustazioni, visite guidate, escursioni in mountain bike, concerti, escursioni a piedi, laboratori didattici. L’evento consentirà di scoprire le antiche masserie che contraddistinguono l’altopiano delle Murge e lo splendore di un monumento inconfondibile come Castel del Monte.

Divulgare la cultura della ruralità è fondamentale per riallacciare il dialogo fra centri urbani e agricoli, per far comprendere che il parco non è solamente un ente di tutela del paesaggio e della biodiversità, ma è presupposto per creare sviluppo nei settori dell’agricoltura, dei beni culturali e del turismo.

Nell’ambito della manifestazione verrà presentato un bando pubblico per 1,8 milioni di euro da destinare alle aziende del Parco per finanziare la protezione e la salvaguardia. L’obiettivo è fare del Parco nazionale dell’Alta Murgia un vero e proprio modello di ecoturismo legato a natura e cultura.

Per tutte le informazioni sul programma della manifestazioni è possibile consultare il sito del Parco Alta Murgia, nel quale fino alle 20 di sabato 11 maggio è possibile giocare a Parcman e vincere un soggiorno per due persone in una struttura ricettiva della zona.

Sardegna: per la Festa dell’Europa convegno su migliore utilizzo fondi

fonte: asca (vedi articolo originale)

”La Sardegna nell’Europa 2020. Verso un nuovo modello di governance: enti Locali e politiche di coesione”: e’ questo il tema del convegno indetto il prossimo 8 maggio dalla regione Sardegna per celebrare la Festa dell’Europa (che cade il giorno successivo).

Lo comunica la regione in una nota precisando che l’iniziativa rappresentera’ una prima occasione di confronto e condivisione delle innovazioni sperimentate e delle proposte di supporto in vista della nuova programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali.

Il convegno sara’ aperto dall’assessore degli Affari generali, personale e riforma della regione, Mario Floris, mentre le conclusioni della giornata saranno tratte dall’assessore dell’Agricoltura, Oscar Cherchi.

In particolare i lavori saranno incentrati sull’esperienza della regione Sardegna nell’ambito del POR FESR 2007-2013 con il progetto 360* FESR che si concludera’ a luglio 2013 e che ha coinvolto, insieme alle strutture regionali, molti enti locali attivi nell’attuazione di progetti finanziati.

Il progetto, che punta al rafforzamento delle competenze per migliorare il processo di gestione della spesa dei fondi strutturali, ha sviluppato, con la collaborazione dei partecipanti importanti strumenti e modelli per una gestione innovativa che potra’ essere impiegata gia’ nella nuova programmazione 2014-2020.

com-stt/res

Acli terra, tutto pronto per gli incontri divulgativi

fonte: tusciaweb.eu (vedi articolo originale)

L’associazione professionale agricola Acli terra e l’associazione cooperativa olivicola Aco organizzano, per il secondo anno, degli Incontri divulgativi  sulle buone pratiche agricole per l’olivicoltura, nell’ambito del proprio programma di attività finanziato ai sensi del Reg. CE 867/08 e ss.mm.

Il corso, della durata di 20 ore, è suddiviso in quattro giornate, di 4 ore di lezione in aula, distribuite nell’arco delle principali attività colturali della coltura dell’olivo, ed una ultima lezione pratica di potatura in campo.

Il corso è previsto per un massimo di venti partecipanti, pertanto sono aperte le iscrizioni per chi fosse interessato, entro il 10 maggio 2013.

Al termine del corso sarà rilasciato un’ attestato di partecipazione.

Per informazione ed iscrizione rivolgersi alla sede provinciale di Acli terra in Via A. Volta 1/a Viterbo, tel. 0761 341229 e.mail: acliterravt@virgilio.it.

E’ prevista una quota associativa per i non soci.

Sapri, riapre l’orto sociale di via Campesina

fonte: Giornale del Cilento (vedi articolo originale)

Riapre i battenti, dopo quasi tre anni dalla chiusura, l’orto sociale di via Campensina. Domenica 5 maggio, in occasione della giornata internazionale della permacultura, la rete associativa Laboratorio31 ha ricominciato a «seminare, coltivare e preparare un grande orto per tutta la cittadinanza».

Un passo indietro Si tratta di un orto in zona Santa Croce a Sapri rimasto chiuso per 3 anni, dopo neanche un mese dall’inaugurazione. In pratica, a fine settembre 2010 una squadra di operai dipendenti del Comune di Sapri fece irruzione all’interno dell’orto di via Campesina devastando tutto, comprese le attrezzature, «utilizzando metodologie affini ad atti di puro vandalismo, tra l’altro devastando i vasi che contenvano le piante ed eradicando gli alberi allocati». Questo, nonostante tra la rete Laboratorio 31 e l’allora amministrazione comunale fossero in atto precise trattative per giungere ad accordi destinati a definire la gestione dell’area.

La rinascita Così, dopo che la nuova amministrazione ha restituito ai giovani  l’area dell’orto sociale, il gruppo si è rimboccato le maniche, ha ripulito l’area abbandonata ricostruendolo secondo i principi della tecnica sinergica, illustrata da Pino Castelluccio, e ha ridato linfa a un sogno. «Ricominciamo con la volontà di intraprendere un percorso – fa sapere su Facebook Lab31 – con tutte quelle persone che sono interessate ad accudire questo bene comune. ComincLaiamo insieme a discutere delle opportunità di gestire insieme un orto per progetti didattici e e sociali».

Attività multifunzionali in agricoltura, ok Giunta a graduatorie

fonte: Regione Basilicata (vedi articolo originale)

Su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura e Sviluppo rurale Nicola Benedetto, la Giunta regionale ha approvato le graduatorie provvisorie delle domande ammesse ai finanziamenti previsti dalle azioni A (Investimenti in aziende agricole dedicate all’attività agrituristica) e B (Investimenti in aziende agricole per la creazione e l’ampliamento di fattorie multifunzionali”, del Bando per la “Diversificazione in attività non agricole” del Psr – Fears Basilicata 2007-2013 (azione 3.1.1). Le istanze finanziate sono 201 per una spesa complessiva, tra le due azioni, di circa 12 milioni di euro.
Con lo stesso provvedimento, la Giunta ha inoltre stabilito che eventuali ricorsi dovranno essere recapitati all’Ufficio Politiche di Sviluppo Rurale del Dipartimento Agricoltura della Regione entro e non oltre trenta giorni successivi alla data di pubblicazione della delibera sul BUR della Regione Basilicata.

sil

Ricorso consorzio bonifica BM, Benedetto riceve Altragricoltura

fonte: Basilicatanet.it (vedi articolo originale)

L’assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Benedetto ha ricevuto questa mattina presso la struttura dipartimentale l’organizzazione agricola Altragricoltura che ha esposto le motivazioni del ricorso presentato al Tar contro la decisione del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto di aumentare il canone per i costi irrigui.
Il portavoce di Altragricoltura, Gianni Fabbris, accompagnato da una delegazione di agricoltori, ha sostenuto che il provvedimento di sospensione dell’aumento del canone irriguo disposto dal Dipartimento rappresenta un segnale positivo e di discontinuità rispetto al passato da parte dell’Assessore Benedetto, del quale ha riconosciuto il nuovo metodo di lavoro istituzionale. Fabbris ha precisato che il ricorso di Altragricoltura è stato un atto dovuto in quanto la decisione da parte dell’ente consortile di aumentare dallo scorso marzo di 150 euro il costo della quota fissa del canone d’irrigazione è illegittimo poiché lo stesso Consorzio è in carica dal 2003, con un mandato che sarebbe dovuto scadere nel 2008. Altragricoltura ha chiesto all’assessore Benedetto di commissariare l’ente e di indire nuove elezioni. L’organizzazione professionale ha ribadito che nonostante l’atto di sospensione della scorsa settimana comunicato dallo stesso Assessore, si chiede l’annullamento della delibera, decisione che può essere assunta dal Consorzio o dalla magistratura.
L’assessore ha ribadito che non si può riversare sui consorziati il presunto debito Eipli relativamente agli anni 2010 e 2012, tra l’altro dandogli efficacia retroattiva e di essere in attesa di ricevere chiarimenti sulla legittimità della richiesta Eipli per l’anno in corso come sulla mancata quantificazione del presunto debito 2013 e infine sulla legittimità dell’applicazione dell’aumento non proporzionale del costo di 150 euro per ettaro. Quanto ai costi di consumi energetici che, secondo i dati forniti dal Consorzio, per tutto il 2012 ammontano a poco più di 4 milioni 100 mila euro per un consumo di oltre 15 milioni 174 mila kWh, al costo di 0,27 euro/Kw, l’Assessore ha annunciato che mercoledì prossimo a Roma terrà un incontro presso la direzione generale dell’Enel per chiedere spiegazioni e ottenere la revisione di tariffe decisamente superiori a quelle di mercato.
Nel ribadire che entro il mese di giugno la centrale idroelettrica della diga di San Giuliano entrerà in funzione per favorire un ulteriore risparmio dei costi energetici, l’Assessore ha detto che la questione dei canoni irrigui come quella più complessiva del riordino e riorganizzazione dei tre Consorzi di Bonifica è tra le priorità dell’agenda di lavoro dei prossimi mesi.

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