Elezioni Truffa al Consorzio di Bonifica di Basilicata – Incontro in Regione e Conferenza stampa il 24.7.18

La politica regionale esca dal pasticcio delle elezioni truffa al Consorzio e faccia il suo dovere
Riscatto, LiberiAgricoltori, Altragricoltura e UCI Basilicata non sono mai stati complici di decisioni che altri hanno condiviso
Martedi 24 luglio incontro in Presidenza a Potenza ed alle 11 conferenza stampa di fronte alla Regione


RISCATTO
Altragricoltura, LiberiAgricoltori, UCI Basilicata

23 luglio 2018, com. stampa – Matera
Domattina 24 luglio 2018 alle 9,30 presso la Presidenza della Regione Basilicata in Via Anzio si terrà l’incontro richiesto da Riscatto, Altragricoltura, LiberiAgricoltori e UCI Basilicata per consegnare alla Regione i documenti e le argomentazioni per cui le elezioni al Consorzio di Bonifica di Basilicata che si sono tenute illegittimamente il 15 luglio scorso vanno annullate urgentemente. Il Movimento Riscatto sottolinea come l’annullamento delle elezioni sia un atto dovuto da parte della Regione che ai sensi degli articoli 27, 28 e successivi della legge regionale n.1 dell’11 gennaio 2017 ne ha il potere e il dovere.
“Un atto dovuto per tre diversi motivi: per le denunce che abbiamo presentato sulle irregolarità e illegalità messe in atto dal Commissario Musacchio nel percorso di convocazione delle elezioni stesse e per come è stata gestita la giornata elettorale il 15 luglio scorso, perchè la sentenza della corte costituzionale affossa irremidiabilmente lo stesso impianto della legge costitutiva che ha dato origine ad elezioni evidentemente illegittime e, soprattutto, perché sul piano politico la Regione non può che registrare il fallimento di un percorso che ha portato a celebrare un atto contro gli interessi dei cittadini e degli agricoltori e la legge va profondamente riformata” hanno dichiarato Gianni Fabbris e Nicola Manfredelli.
“La riunione del 24 luglio offre alla Regione, che è chiamata a ratificare l’esito elettorale, l’occasione per ricondurre la vicenda sul piano della trasparenza e della democrazia riparando a forzature e distorsioni che, se fossero avallate, portebbero le istituzioni regionali nel discredito nazionale” ha sottolineato Fabbris confermando che, all’indomani della pubblicazione della delibera con cui il Consorzio pretenderebbe di certificare l’esito della truffa elettorale, ha provveduto a fare richiesta di accesso agli atti per avere copia (nel dettaglio) dei documenti relativi ai risultati elettorali di ogni singola sezione, alle relative certificazioni ed ai verbali sottoscritti. Questi documenti saranno parte della integrazione della denuncia alla Procura della Repubblica per cui è pronto un dossier sui numerosi casi di irregolarità e di impedimento al voto registrati ai seggi durante la giornata del 15 luglio scorso.
“Se la modalità con cui è stato gestito l’iter elettorale è illegittimo (messo in atto per impedire il voto ai singoli e la stessa presentazione di liste), è ormai chiaro che tutto l’impianto della norma va rivisto e va ridiscusso con gli attori sociali e i cittadini con percorsi trasparenti e di reale coinvolgimento. Meno del 4% degli elettori è andato a votare per un Ente che, secondo la Regione, dovrebbe assumere tutte le funzioni dei tre disciolti e ampliare le proprie competenze assumendo compiti delicati come quelli della forestazione. Un Ente elefantiaco che perderebbe (come sentenzia la Corte Costituzionale) il suo rapporto con l’utenza, le comunità e il territorio  per diventare uno dei più grandi Enti pubblico/privati del Mezzogiorno. Un Ente che si definisce “di diritto pubblico a base associativa” ma per cui è legittimo chiedersi quale siala base associativa se un migliaio di persone hanno votato su 35.000?” dichiara Gianni Fabbris, aggiungendo “La Regione si fermi e faccia il proprio dovere annullando le elezioni, prima che la magistratura (cui comunque ci stiamo rivolgendo) decida per la politica; per una volta dimostri di essere all’altezza di quel compito che non ha saputo assolvere scrivendo una legge incostituzionale”.
“Quanto, poi, alle responsabilità” dichiara Nicola Manfredelli “sia chiaro. Le decisioni assunte nel Tavolo Verde (il tavolo di concertazione fra la Regione, la Coldiretti, la Cia, la Confagricoltura e la Copagri) hanno visto l’UCI Basilicata contraria come dimostrano i verbali delle audizioni in Commissione Regionale, mentre Altragricoltura e LiberiAgricoltori non sono mai stati consultati pur avendo da sempre pubblicamente espresso critiche molto forti. Dunque sia chiaro: ognuno ha le proprie responsabilità e noi, che da sempre siamo stati contrari, abbiamo quella che ci viene dalla coerenza di impedire l’ennesimo sopruso contro gli agricoltori e i cittadini lucani”.
Al termine dell’incontro presso la Presidenze della Regione Basilicata alle ore 11 di fronte all’ingresso stesso in Via Anzio, la delegazione terrà un incontro con la stampa per riferire e per diffondere il dossier sul consorzio di Bonifica. La stampa è invitata

Consorzio di Bonifica di Basilicata. La Coldiretti gioisce perché pensa di aver di nuovo messo le mani sul malloppo. Illusi!

“Poco più di mille persone hanno votato a fronte di oltre 30.000 aventi diritti al voto. La Coldiretti si accontenta del fatto che l’80% di quelli che hanno votato la hanno indicata nelle urne e grida trionfalmente alla vittoria rivendicando che questo significherebbe che la Coldiretti rappresenta l’80% degli agricoltori lucani. Ridicolo e poco arguto (titpico dell’arroganza di chi non riflette prima di parlare)!” dichiara Gianni Fabbris, osservando: “Se seguissimo questo ragionamento potremmo dire facilmente che oltre 30.000 elettori hanno seguito le nostre indicazioni di non andare a votare o di annullare le schede e, dunque, che noi rappresentiamo oltre 30.000 agricoltori e cittadini e loro circa mille. L’arroganza di queste dichiarazioni fa il paio solo alla presunzione di impunità di chi ha fin qui gestito il potere e pensa che i cittadini lucani e gli agricoltori sopportino in eterno l’anello al naso. Ci chiediamo cosa aspettano le altre organizzazioni professionali agricole a dare un segnale di dignità. I cittadini possono non avere ancora chiaro quale è l’intreccio perverso fra la Coldiretti e il potere politico (qualsiasi forma esso assuma, qualsiasi partito o coalizione lo rappresenti) ma loro, CIA, Confagricoltura, Copagri e le altre organizzazioni professionali,  lo sanno bene! Cosa aspettano a prendere le distanze dal malaffare?”
Queste le dichiarazioni con cui Gianni Fabbris, coordinatore nazionale di Altragricoltura e del Movimento Riscatto, ha commentato le irresponsabili e tracontanti dichiarazioni dei dirigenti della Coldiretti a commento del misero risultato elettorale con cui si chiudono le elezioni truffa tenute domenica 15 luglio in  Basilicata per eleggere l’assemblea del Consorzio di Bonifica di Basilicata. Le dichiarazioni di Fabbris sono venute all’indomani della riunione, tenuta ieri 16 luglio a Matera presso la sede di Altragricoltura – Casa degli Agricoltura, in cui il Movimento Riscatto ha deciso le prossime iniziative perché venga sancita dalle istituzioni la nullità delle elezioni che il Commissario Avvocato Musacchio ha voluto comunque tenere nonostante le denunce e le evidenti irregolarità e illegittimità.
Questi i passaggi decisi nella riunione:
– richiesta urgente al Consorzio di Bonifica di accesso agli atti per avere contezza e documentazione sui risultati del voto, sulle procedure e i verbali utilizzati e sulla documentazione probante che escluda possibili brogli;
-richiesta al Consorzio di Bonifica dei dati e della documentazione probante per sezione elettorale delle verifiche se sia stato raggiunto il quorum previsto per legge;
– integrazione della denuncia alla procura della repubblica (cui sono state già documentate le numerose irregolarità nell’iter di convocazione delle elezioni) con ulteriori atti che documentano le illegalità e irregolorità per il modo con cui sono state gestite le elezioni stesse; in  particolare viene depositatao alla Procura della Repubblica un documento che denuncia (con dati riferiti alle circostanze, ai nomi e cognomi di persone coinvolte) di diverse fattispecie di possibili reati ed alla circostanza per cui si denuncia l’assenza completa di misure e procedure di garanzia sulla imparzialità delle elezioni (chi può garantire chi ha votato e come? chi garantisce che le schede presenti nelle urne siano effettivamente quelle dichiarate? dove i verbali e le firme? ecc..)
– la predisposizione di un Ricorso alla Presidenza della Repubblica sulle modalità di convocazione e di tenuta delle elezioni
– la richiesta alla Regione Basilicata di intervento urgente perché ai sensi degli articoli 27, 28 e successivi della legge n.1 dell’11 gennaio 2017 la Regione intervenga sospendendo dopo aver effettuato l’ispezione di legge, previo incontro con gli scriventi.
In particolare il Movimento Riscatto si rivolge oggi alla Regione Basilicata che non può rimanere muta di fronte ai gravissimi problemi segnalati anche da altre organizzazioni e non può in alcun modo astenersi dall’intervenire; per questo l’incontro formale con la Vicepresidente Franconi e l’assessore Braia è decisivo per capire le relai intenzionei della Regione Basilicata.
Il Movimento Riscatto annuncia, infatti,  di aver fatto richiesta di incontro alla regione Basilicata (Vicepresidente Franconi e Assessore Braia) e di audizione alla III Commissione della Regione stessa per il tramite del Presidente Robortella di incontro perchè la Regione Basilicata (Giunta e Consiglio) assumano la responsabilità che devono e dicano, finalmente, una parola sulla indecorosa figura che le istituzioni lucane corrono il rischio di fare per il modo come sono state convocate e gestite queste elezioni truffa.

“La tracotanza e l’arroganza della Coldiretti di fronte a questa tornata elettorale sono inqualificabili e irresponsabili e fanno il paio solo alla presunzione di impunità con cui il potere è stato fin qui gestito in Basilicata. Proprio loro che hanno espresso negli anni scorsi i Presidenti dei tre consorzi di bonifica, oggi, non possono dichiararsi verginelli e devono, anzi dare conto Se i cittadini non lo hanno chiaro, la Coldiretti è il Potere e la consociazione con la politica, quello che ha gestito fin qui i Consorzi di Bonifica e il grande business della gestione finanziaria delle risorse comunitarie. Una gestione che ha arricchito pochi (fra questi molti funzionari nascosti dietro le sigle sindacali) e impoverito i più. Se oggi gioiscono è perché pensano di aver di nuovo messo le mani sul tesoretto potendo elargire prebende, clientele, stipendi ai propi funzionari. Qui perde tutta la comunità lucana e le stesse istituzioni fanno una figura meschina. Per questo ci rivolgiamo ancora una volta alla Regione Basilicata che può e deve (articolo 27, 28b e successivi della legge regionale n. 1 dell’11/1/18) intervenire per salvare l’onore e la reputazione di tutta la comunità lucana”, ha dichiarato Gianni Fabbris

L’ombra lunga sulle elezioni in corso al Consorzio di Bonifica.

Il pasticcio indecoroso delle elezioni farsa al Consorzio di Bonifica. Ora spuntano le doppie liste per votare. Il modo come il Consorzio sta gestendo le elezioni è imbarazzante e getta discredito sulle istituzioni e l’onorabilità dei lucani. Chiediamo formalmente un incontro con il Vicepresidente Dott.ssa Flavia Franconi ed all’Assessore all’Agricoltura Luca Braia. Pronti i ricorsi
MOVIMENTO RISCATTO
Altragricoltura, LiberiAgricoltori, UCI Basilicata
com. stampa – 15,07,18
Il Movimento Riscatto, denuncia che ai molti motivi di irregolarità e nullità nella gestione delle elezioni che il Commissario del Consorzio di Bonifica non ha voluto sospendere, si  aggiunge il modo in cui in queste ore si stanno tenendo le così dette “Elezioni”. “Dai casi che stiamo monitorando sta emergendo, finora, un quadro imbarazzante diretta conseguenza di regole sbagliate e di una gestione dilettantesca e improvvisata delle elezioni.” Dichiarano Gianni Fabbris e Nicola Manfredelli aggiungendo: “Esprimiamo la nostra solidarietà ai dipendenti ed ai funzionari del Consorzio di Bonifica chiamati a svolgere compiti impropri per cui corrono persino il rischio di denunce per effetto di disposizioni che stanno nella diretta responsabilità delle decisioni del Commissario del Consorzio di Bonifica, Avv. Giuseppe Musacchio. La gestione delle elezioni e la garanzia del corretto esercizio del diritto al voto è un passaggio delicato che non può essere affrontato con improvvisazione e superficialità nelle procedure e nelle modalità attuative. Stiamo monitorando quando sta accadendo, e dichiariamo, fin d’ora, che ai motivi di denuncia alla Procura ed alla Regione che abbiamo già prodotto per le responsabilità del Consorzio sull’iter che ha portato alle elezioni si stanno aggiungendo numerosi altri elementi sul modo stesso come è gestita la giornata elettorale di oggi. Non mancheremo di integrare le denunce con le segnalazioni su quanto sta accadendo e non mancheremo di aggiungere questi ulteriori elementi ai motivi dei ricorsi che faremo alle autorità competenti perché venga riconosciuta la nullità delle elezioni”.
Fra i casi che stanno emergendo se ne segnala uno in particolare:
– nel seggio di Lauria un cittadino (lo stesso Nicola Manfredelli) si è recato al voto ed ha regolarmente votato; dopo aver votato è stato richiamato perchè “ad una successiva verifica su un secondo elenco inviato ieri dal Consorzio” si è scoperto che il cittadino sarebbe moroso di circa 30 euro col vecchio consorzio (morosità di cui lo stesso cittadino non sa nulla); la sede centrale, consultata telefonicamente, avrebbe dato disposizione di annullare il voto (ovvero di aprire l’urna per togliere la scheda già votata) alle ore 15 circa il cittadino li sta diffidando dal farlo dichiarando che nel caso chiamerebbe i Carabinieri. Nell’urna, dunque, c’è una scheda votata illegalmente secondo i parametri del consorzio ma nella piena legittimità secondo l’interpretazione del cittadino (e la nostra). Va, comunque rilevato che, dunque, ci sarebbero due elenchi di aventi diritto al voto di cui uno (aggiornato nei giorni scorsi con le morosità) non è stato prodotto quando il Movimento Riscatto ha richiesto l’elenco ufficiale e per cui Gianni Fabbris ha accusato di falso il Commissario e depositato l’esposto alla Procura della Repubblica. Si conferma, cioè, che era possibile sapere per tempo chi era in regola o meno ma il Commissario non ha provveduto ai propri obblighi.
Oltre questo caso, già di per se assolutamente inquietante, segnaliamo alla stampa che a Villa d’Agri dei cittadini hanno chiamato i Carabinieri perché fosse messo a verbale l’illegittimità della dichiarazione pretesa dal Consorzio per votare e che essi, rifiutandosi, chiedevano comunque di esercitare il diritto al voto.
Segnaliamo anche la circostanza per cui in diversi casi sono state consegnate ai cittadini due schede per votare due volte. A tal proposito si chiarisce che l’articolo 16 della legge regionale n. 1 dell’11 gennaio 2017, ai commi a e b recita:
“1. Ogni consorziato che goda dei diritti civili, iscritto nei ruoli di contribuenza e che sia in regola con il pagamento dei contributi consortili, ha diritto ad un voto.
2. Il consorziato contribuente iscritto quale proprietario individuale in più sezioni esercita il proprio diritto di voto nella sezione in cui risulta maggior contribuente.”
Gianni Fabbris e Nicola Manfredelli: “Stiamo approfondendo le circostanze interpretative che inducono i funzionari del Consorzio a permettere ad alcuni cittadini di votare due volte. L’unico caso in cui questo possa avvenire è che l’elettore sia destinatario di una delega formale autenticata nei modi di legge e depositata dieci giorni prima del voto presso il Consorzio. Chiederemo che tutti gli atti siano sottoposti a verifica per accertare ogni singolo profilo delle procedure applicate ma sottolineiamo quanto abbiamo denunciato in questi giorni: non può essere il Consorzio stesso a vigilare sul proprio operato”.
Il Movimento Riscatto rileva, comunque, l’inesistenza di verifiche anche elementari, registri dei votanti  su cui annotare l’elenco dei partecipanti controfirmati da chi si è recato al voto e, comunque, l’assenza di qualsiasi osservatore superpartes di quanto si sta consumando nella giornata di oggi nei cosi detti “seggi elettorali” (chi potrà verificare quante saranno realmente le schede nelle urne alle ore 21? Chi garantisce che non ci siano brogli o manipolazioni?)
“L’ombra inquietante stesa su queste elezioni si va espandendo e il modo come il Commissario del Consorzio di Bonifica sta applicando le norme (di per se comunque da sottoporre a verifica) getta discredito sulle istituzioni e l’onorabilità della comunità lucana.” Dichiarano Fabbris e Manfredelli, aggiungendo: “Chiediamo al Vicepresidente della Regione Dott.ssa Flavia Franconi ed all’Assessore Luca Braia un incontro urgente. La Regione può e deve intervenire secondo le regole per annullare e riconvocare le elezioni. Ne va della credibilità delle istituzioni regionali che è chiamata ad assumere piena responsabilità politica. Ci ha guidato e ci guida l’idea che la qualità e la trasparenza del passaggio elettorale per l’Assemblea del Consorzio di Bonifica di Basilicata sono la base per una Riforma vera di un Ente cosi decisivo per la nostra comunità ma, anche, il viatico per conferire piena legittimità ai processi di partecipazione fra le istituzioni, i soggetti sociali e i cittadini in una fase cosi delicata per la Basilicata.
La riunione prevista lunedi sera alle ore 18,30 nella sede di Altragricoltura – Casa degli Agricoltori a Matera in Via Collodi 2, raccoglierà tutte le testimonianze su come si sono svolte le elezioni farsa e li comporrà in un dossier denuncia.

Invito alla stampa. Nuovi atti sulle elezioni al Consorzio di Basilicata e petizione

MOVIMENTO RISCATTO
Altragricoltura, LiberiAgricoltori, UCI Basilicata

Le istituzioni di Basilicata devono superare la prova della trasparenza e sdella certezza del diritto. Per questo domenica prossima non si poissono tenere le elezioni al Consorzio di Bonifica fondate su atti e presupposti falsi. Riscatto presenta nuovi atti e nuove iniziative per porre all’opinione pubblica nazionale il caso di una Regione in cui vengono convocati a votare migliaia di morti.
Lunedi 9 luglio conferenza stampa fra le 12 e le 12,30 a Matera alla Casa degli Agricoltori in Via Collodi 2

Dopo la denuncia alla Procura della Repubblica perché accerti le responsabilità del Commissario del Consorzio di Bonifica nella convocazione delle elezioni previste per il 15 luglio e dopo la notifica formale delle richieste alla Regione Basilicata, il Movimento Riscatto e le Associazioni che lo stanno sostenendo nella sua iniziativa per la trasparenza nelle Elezioni al Consorzio di Bonifica produce nuovi atti per evitare che si compia quella che definisce “Le elezioni truffa”.
“Sottolineiamo l’importanza di intervenire per garantire credibilità alle istituzioni di Basilicata messe alla prova in questi giorni dalle iniziative della magistratura” Ha commentato Gianni Fabbris “Restituire serenità e certezza di diritto al processo che dovrebbe decidere il coinvolgimento dei cittadini e degli agricoltori nella gestione di un Ente con cento milioni di euro di debiti che fino qui è stato un grande carrozzone è la prova di come le classi dirigenti della Regione sapranno affrontare questa fase delicata per la Regione”.
Lunedi 9 luglio fra le ore 12 e le ore 12,30 in Conferenza stampa, Riscatto e le Associazioni che lo sostengono (Altragricoltura, LiberiAgricoltori e UCI Basilicata) divulgheranno nuovi documenti e atti alla Magistratura ed al Consorzio e avvieranno la petizione nazionale al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati e del Senato con la campagna di informazione alla stampa nazionale perché non avvenga nel silenzio e nell’omertà il colpo di mano convocando al voto migliaia di morti, in spregio alle regole di trasparenza e democrazia e senza alcun controllo vero su quanto sta accadendo.
La stampa è invitata.

Le elezioni al Consorzio di Bonifica vanno annullate. Riscatto non sarà complice del falso. Non presentiamo la lista ma andiamo in procura.

MOVIMENTO RISCATTO
Altragricoltura, LiberiAgricoltori, UCI Basilicata

Com. Stampa, Matera 15 giugno 2018

“Non possiamo essere complici del falso sulla pelle degli agricoltori. Non siamo interessati a qualche postazione, siamo impegnati a rompere con le pratiche del passato in nome del bisogno di cambiamento che sale dalla società lucana”: queste le parole con cui nella giornata di ieri la stragrande maggioranza di quanti hanno accettato di comporre la lista di Riscatto per le elezioni del Consorzio di Bonifica ha risposto alla consultazione avviata fin da due giorni prima per decidere come comportarsi di fronte alla mancanza di trasparenza nella composizione delle liste degli aventi diritti al voto per il Consorzio e alla mancanza di risposte ai rilievi posti.
Al termine della consultazione, nell’incontro fra il Movimento Riscatto e le prime organizzazioni che lo stanno sostenendo (Altragricoltura. LiberiAgricoltori, UCI Basilicata), prendendo atto dell’inutilità degli atti prodotti nei confronti del Consorzio, la decisione è stata assunta: Riscatto chiede che le elezioni vengano annullate, presenta le istanze del caso alla magistratura amministrativa perché se ne dichiari la nullità, porta le carte alla procura della Repubblica con un esposto denuncia perché venga accertato se esistano profili di illegalità.
Riscatto lo aveva detto più volte dal primo momento in cui aveva deciso di presentare la lista degli agricoltori e dei cittadini autonomi al Consorzio di Bonifica di Basilicata: “Con le elezioni serve realizzare due obiettivi: aprire un progetto nuovo che, superando le storture da carrozzone inefficiente e pieno di debiti consegnatoci da chi ha gestito fin qui l’Ente, restituisca ai cittadini un presidio efficiente e garantire trasparenza nella gestione di un Ente da troppi anni fondata sulla opacità e l’approssimazione”.
Le due condizioni sono imprescindibili e sono l’una funzione dell’altra. Non può esserci un progetto di risanamento e di rilancio se non fondato sulla partecipazione, la trasparenza, la correttezza e la legalità.
Nel mentre abbiamo lavorato in questi giorni per presentare la lista regionale suscitando entusiasmi e disponibilità nuove, fino all’ultimo momento abbiamo posto alcune questioni per garantire la trasparenza e la legalità delle elezioni. Fra queste ce ne sono alcune dirimenti:
– è un grave errore e, sotto molti profili, illegittimo che l’Ente impedisca “a chi non è in regola con i pagamenti” il diritto all’elettorato attivo e passivo (sarebbe come dire che alle elezioni di un consiglio comunale chi è moroso nei confronti del Comune non può votare)
– mentre viene limitato il diritto al voto di chi “non è in regola con i pagamenti” (magari perché ha legittimamente prodotto ricorsi e aperto contenziosi su molte delle forzature per cui si è distinta la gestione dell’Ente più intenta a fare cassa che non a garantire efficienza e giustizia), nell’elenco degli “aventi diritto al voto” che il Commissario ci ha comunicato vi sono migliaia di morti; chi può escludere e come che non voteranno per delega come lo Statuto del Consorzio prevede? Nel momento in cui il Consorzio convoca le elezioni assume responsabilità che vanno ben oltre la funzione di fare cassa da chiunque “pure dai morti”.
– gli elenchi degli aventi diritto al voto sono doppiamente falsi. Se lo Statuto e il regolamento consortile prevedono che possa votare e possa candidarsi solo chi è “in regola con i pagamenti” (secondo una scelta che non condividiamo ma che è pur sempre una regola imposta), allora alla richiesta di produrre l’elenco degli “aventi diritto al voto e ad essere eletti” il Consorzio ha l’obbligo di escludere, secondo le proprie regole che è tenuto ad applicare, chi non è in regola con i pagamenti. Se non lo fa, la stessa composizione delle liste, la raccolta delle firme di sottoscrizione nonché la certezza di chi voterà o meno è sub iudice. Come sapremo chi potrà votare? Chi lo verificherà? e soprattutto quando? Certamente l’elenco che ci è stato fornito è solo un elenco di posizioni contributive e non di “aventi diritto al voto”, dunque è un falso e la sua gestione si presta ad arbitri e manipolazioni inammissibili con l’esercizio del diritto/dovere di voto.
“Non ci siamo, queste sono elezioni fondate su atti falsi e dunque non possono tenersi in queste condizioni” sostiene Gianni Fabbris che annuncia: “Chiamiamo le forze democratiche e sane della società lucana alla vigilanza ed all’impegno. Non possiamo rassegnarci al fatto che parti vitali del nostro sistema amministrativo e di gestione, possano essere governate come se fossimo la Corea del Nord. La vicenda delle elezioni al Consorzio di Bonifica possono e devono essere un banco di prova su come questa società saprà interpretare le istanze di cambiamento che da tante parti vengono. Lavoriamo perché su questa vicenda, che viene a pochi mesi dal voto per il rinnovo del Consiglio Regionale di Basilicata, si aprano i riflettori e vengano portati all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale. Sapere se nella nostra regione sia possibile andare alle elezioni di un Ente cosi importante con liste degli aventi diritto false e piene di migliaia di morti o di improbabili vivi fra cui mille e quaranta fra cento e 160 anni di età, è questione fondamentale per valutare le reali possibilità di uscire dalla crisi mortale in cui versano le nostre campagne e il tasso di democrazia di questa regione. Noi siamo pronti alla più efficace campagna di attenzione per aprire i riflettori su quanto sta accadendo, e all’impegno, come sempre, per impedire l’ennesimo golpe sulla pelle degli agricoltori”.
“Il lavoro fatto negli ultimi dieci giorni è un patrimonio prezioso” conclude Nicola Manfredelli “un patrimonio di intelligenze, generosità, impegno che si è attivato grazie alla nostra proposta e che nè la prima garanzia della mobilitazione che produciamo comunque a partire da oggi. Ringraziamo quanti hanno accettato di essere in lista con il Movimento Riscatto, magari vincendo i ricatti e le pressioni per non esporsi, e lavoriamo perché proprio da loro, da quegli uomini e donne liberi e dai diversi e tanti che sono dichiarati pronti a sostenerli in tutta la Regione, si parta per la più efficace iniziativa di mobilitazione contro l’arbitrio e per la Riforma del Consorzio di Bonifica. La prossima settimana annunceremo il calendario delle iniziative, perché una cosa deve essere chiara: è solo l’inizio”

Elezioni al Consorzio di Bonifica. Non possiamo votare su liste false!

LISTA “RISCATTO” ALLE ELEZIONI PER L’ASSEMBLEA DEL CONSORZIO DI BONIFICA
Altragricoltura – LiberiAgricoltori – UCI Basilicata

MENTRE CON UN REGOLAMENTO FUORI DALLE REGOLE COSTITUZIONALI IL CONSORZIO DI BONIFICA PRETENDE DI NON FAR VOTARE CHI HA I DEBITI, NELLE LISTE DEGLI AVENTI DIRITTI AL VOTO VI SONO MILLE E QUARANTA CENTENARI NATI FRA IL 1858 E IL 1918.
VERGOGNA! LA BASILICATA NON E’ LA COREA DEL NORD

GIOVEDÌ 14 GIUGNO ORE 11,45 CONFERENZA STAMPA PRESSO LA CASA DEGLI AGRICOLTORI A MATERA (VIA COLLODI 2)
PER DIVULGARE LE CARTE E GLI ATTI E PER ILLUSTRARE LE INIZIATIVE A TUTELA DEGLI INTERESSI DEI CONSORZIATI E DI TUTTI I CITTADINI LUCANI

Riscatto denuncia la mancanza di trasparenza nel percorso per le elezioni, la falsità delle liste degli aventi diritto e chiede alla Regione la rimozione del Commissario al Consorzio di Bonifica di Basilicata, la sospensione delle elezioni e la nomina di un nuovo Commissario con il compito di ricostruire le condizioni di legalità e trasparenza a base dello svolgimento della giornata elettorale prevista per il 15 luglio.

Circa dieci giorni fa il Movimento Riscatto (inizialmente sostenuto da una serie di organizzazioni, movimenti e associazioni cui si sono aggiunte diverse altre sigle, gruppi e realtà di tutta la Basilicata) ha annunciato la presentazione di una lista di cittadini e agricoltori per il “Rinnovamento e la Riforma del Consorzio di Bonifica”. Una lista che, fin dal primo momento, ha dichiarato di avere tre obiettivi: mettere in campo un progetto nuovo per un Ente strategico fondato sulla qualità, l’efficacia e la sostenibilità dei servizi alle imprese e al territorio, rompere la malagestione del passato che ha trasformato l’Ente in un carrozzone inefficace e garantire con soggetti nuovi, puliti e capaci quella gestione nuova, alternativa e trasparente di cui abbiamo bisogno.

Per questo Riscatto e i soggetti che lo sostengono in questa sfida considera che le modalità con cui si svolgono le elezioni sia un passaggio decisivo e aveva annunciato nei giorni scorsi di porre grande attenzione ale procedure e alle modalità con cui si svolgono le elezioni e lo stesso percorso che porta alla presentazione delle liste.

Il giorno 11 giugno scorso Riscatto, con una pec a firma di Gianni Fabbris che divulghiamo sotto, ha inviato al Commissario del Consorzio, Avvocato Giuseppe Musacchio, una comunicazione in cui si evidenziavano una prima serie di “problemi” con particolare riferimento alla composizione delle liste degli “aventi diritto al voto” che il Consorzio stesso ha formalmente inviato e che, dunque, vanno prese a fondamento della composizione della platea degli aventi diritto all’elettorato attivo e passivo.

A quella pec a tutt’oggi non è stato dato riscontro da parte dell’Ente. Nei giorni successivi, il lavoro di ricognizione e approfondimento è proseguito evidenziando ulteriori problematicità fino a documentare aspetti che hanno del clamoroso.

Nella PEC, era stato evidenziato, fra l’altro, il problema della presenza di diversi casi di “morti” inseriti fra gli aventi diritto al voto ma le verifiche successive stanno mettendo in evidenza una dimensione del problema inquietante.

Il database ha restituito la presenza di “aventi diritto” nati prima dell’Unità d’Italia. Il più anziano degli elettori sarebbe nato nel 1858. Come non bastasse da quell’elenco di “aventi diritto all’elettorato attivo e passivo” risulta che gli “elettori” nati fra il 1848 e il 1918 (quindi che oggi avrebbero almeno cento anni) sono 1.040 (mille e quaranta!) di cui 164 sarebbero quelli nati prima del 1900.

“Non so se il Commissario del Consorzio di Bonifica mi ha inviato, come sostiene nella sua nota di accompagnamento al file allegato, la lista degli elettori o l’elenco preparato per candidare la Basilicata al record mondiale degli ultracentenari. Se cosi fosse la vittoria sarebbe assolutamente assicurata mille e quaranta ultracentenari su venticinquemila ci garantirebbe una vittoria a tavolino anche se dovessimo gareggiare non solo fra gli umani ma con la stragrande totalità delle forme di vita. Comunque una cosa è certa: oltre che il record degli ultracentenari, vinceremmo anche quello dell’uomo più vecchio del mondo e probabilmente quello della migliore performance di inefficacia e inconsistenza amministrativa” Ha commentato Fabbris prima di annunciare le iniziative di queste ore.

In un incontro di coordinamento della lista alla presenza dei rappresentanti di Altragricoltura, di LiberiAgricoltori e dell’UCI Basilicata, è stato dato mandato a Fabbris per chiedere formalmente al Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella di sospendere le operazioni di presentazione delle liste perché materialmente fondate su dati falsi, di revocare il mandato al Commissario dell’Ente perchè li ha diffusi, di nominare un nuovo Commissario con il compito specifico di ricostruire le condizioni di legittimità, correttezza e trasparenza delle liste e delle procedure per l’esercizio del voto.

Domani 14 giugno alle ore 11,45 presso la Casa degli Agricoltori di Matera in Via Collodi 2, in Conferenza stampa verranno divulgati i documenti e gli atti che in queste ore sono stati assunti e che porteranno, ove non intervenissero iniziative per ristabilire la legittimità delle Elezioni, fino alla denuncia alla Procura della Repubblica perché accerti le responsabilità.


Sotto: la lettera inviata via pec al Commissario del Consorzio

Spett.le Commissario del Consorzio di Bonifica di Basilicata

Avv. Giuseppe Musacchio

Oggetto: comunicazione sulla composizione delle liste elettorali

Preg.mo Avvocato,

Nei giorni scorsi Lei rispondeva alla mia richiesta di prendere visione dell’elenco degli aventi diritto al voto per le elezioni indette il 15 luglio 2018 dei componenti l’Assemblea del Consorzio di Bonifica di Basilicata, inviandomi il file da voi predisposto accompagnato dalla relativa nota di trasmissione.

L’elenco degli aventi diritto al voto inviatomi dagli Uffici comprende n.35.934 posizioni di altrettanti soggetti censiti dal Consorzio.

Detto elenco è determinato sulla base della Delibera Commissariale n. 53 del 1.03.2018 avente come oggetto “Elezione dell’Assemblea dei Consorziati 2018. Approvazione degli elenchi degli aventi diritto al voto”. L’elenco, ai sensi della Legge Regionale 11.01.17 e dello Statuto del Consorzio, avrebbe dovuto essere compilato sulla base dei ruoli di contribuenza del 2017.

L’elenco degli aventi diritto al voto è, ad oggi, il documento che certifica la possibilità di esercitare il voto e il diritto a candidarsi per le elezioni (elettorato attivo e passivo) dell’Assemblea dei Consorziati. Sulla base di quel documento viene accertata la possibilità di esprimere il voto anche per il tramite di una delega che può essere assegnata ad altro soggetto. Viene altresì definita la possibilità di esercitare il diritto di sottoscrivere le liste dei candidati che vanno presentate entro venerdì 15 giugno. La norma prevede che la presentazione delle liste relative alle tre sezioni elettorali devono essere corredate da firme di sottoscrizione debitamente autenticate per almeno l’1% della composizione della base elettiva. Lo stesso statuto del Consorzio e la Legge Regionale 11.01.17 dispongono che la funzione di elettorato attivo e passivo è subordinato “all’essere in regola con i pagamenti nei confronti del Consorzio”

Sono, con la presente, a lamentarLe la correttezza e l’aderenza alla realtà nella composizione degli elenchi in cui si evidenziano (ad una prima ricognizione e salvo ulteriori verifiche in corso da noi stessi) almeno due principali problemi lesivi dell’esercizio del diritto all’elettorato attivo e passivo:

negli elenchi compaiono diversi nominativi di persone decedute (condizione inverosimile dal momento che figurano deceduti persino da oltre dieci anni);

gli elenchi da voi comunicati, in realtà, sono un elenco di posizioni contributive senza alcuna verifica da parte dell’Ente dell’aderenza delle singole posizioni alla condizione di “avente diritto all’elettorato attivo e passivo” che, secondo le norme alla base della convocazione delle elezioni del 15 luglio, viene definita in base alla regolarità dei pagamenti.

Dal momento che l’Ente è in possesso di tutti gli elementi per sapere se e quando il singolo contribuente ha ottemperato all’obbligo dei pagamenti, troviamo incomprensibile la circostanza per cui alla data del 1.03.18 (data in cui con Delibera Commissariale è stato approvato l’elenco degli “aventi diritto al voto”) non si sia provveduto a verificare ed aggiornare, sia cancellando i deceduti, sia non iscrivendo coloro che risultino non in regola con i pagamenti.

Il fatto, poi, che durante la nostra prima ricognizione degli elenchi emergano pure casi per cui alcuni soggetti portatori di diritto a tutti gli effetti non siano compresi negli elenchi mentre è ancora iscritto il congiunto deceduto ed, essendo intervenuta la successione nella proprietà, ricevono essi stessi diverse cartelle di pagamento dal Consorzio (che dunque è in possesso degli atti relativi), indica la sussistenza di possibili ulteriori criticità.

E’ vero che il contribuente può regolarizzare la propria posizione prima del voto ma è altrettanto certo che l’assenza (ad oggi) di un elenco di “aventi diritti al voto” trasparente e aderente alla realtà, mina le stesse condizioni di verificabilità e di esercizio di questo diritto sia nella fase di definizione delle liste, sia per gli adempimenti della raccolta delle firme di sottoscrizione, oltre che, naturalmente, per le successive operazioni di voto.

Noi ci chiediamo:

Quale sia il fondamento costituzionale per cui ad una elezione democratica non possano partecipare coloro che hanno debiti col consorzio (magari poiché pendono rituali opposizioni alle cartelle);

Cosa si intenda per “regolarità dei pagamenti” quando nella norma e nello statuto si dispone che non possano esercitare il diritto di voto coloro che abbiano “controversie” con il Consorzio.

La fondatezza e l’incidenza di queste osservazioni sulle elencate disposizioni e, di conseguenza, sulle prossime elezioni è evidente, pertanto, ci riserviamo di agire nelle sedi istituzionali e legali per evidenziare e chiosare l’accaduto, ma resta indubitabile che i deliberati con cui Lei ha convocato le elezioni del 15 luglio prossimo – con i poteri Commissariali conferiti – presuppongono che per esercitare il diritto all’elettorato attivo e passivo, bisogna non incorrere nelle condizioni su richiamate e, dunque, che l’elenco degli “aventi diritto” deve essere compilato e adottato applicando le stesse norme.

Siamo convinti che Lei condividerà il giudizio per cui le elezioni per l’Assemblea dei Consorziati del Consorzio di Bonifica di Basilicata del 2018 sono un banco di prova importante per verificare la capacità del Sistema dei Consorzi di Bonifica lucani di uscire da una lunga crisi finanziaria e di progetto che si è accompagnata ad indeterminatezza e opacità di gestione e che sia fondamentale attivare processi di partecipazione democratica per cui la trasparenza assoluta e la correttezza nell’applicazione delle regole è la prima garanzia di discontinuità con il passato di crisi.

L’elenco degli aventi diritto al voto è la base materiale, formale e legale, per avviare percorsi di trasparenza capaci di scongiurare qualsiasi preoccupazione e rischio, per questo consideriamo inadeguati gli elenchi a noi forniti dal momento che non garantiscono, nel momento della convocazione delle elezioni, la base formale (c.d. corpo elettorale) di chi possa effettivamente esercitare il diritto al voto.

Nel comunicarLe che ci riserviamo di far valere in tutte le sedi competenti (istituzionali e legali) fin dalle prossime ore ogni profilo di irregolarità nella composizione degli elenchi degli aventi diritto al voto, Le chiedo di sapere, nella sua veste di Commissario dell’Ente, se e come intende risolvere le questioni che stiamo evidenziando anche al fine di garantire la correttezza della composizione delle liste, della raccolta delle firme di sottoscrizione e il successivo esercizio del voto.

Gianni Fabbris – coordinatore del Movimento Riscatto

Non siamo mucche da mungere. Assemblea ad Altamura sul Consorzio di Bonifica

RISCATTO, ALTRAGRICOLTURA, LIBERIAGRICOLTORI, MUNICIPI RURALI

Movimento Riscatto
Rete dei Municipi Rurali
Altragricoiltura
LiberiAgricoltori

4.5.18 – com.stampa e invito

Il Movimento Riscatto e la Rete dei Municipi Rurali, in collaborazione con Altragricoltura e la Confederazione LiberiAgricoltori, hanno organizzato per lunedi 7 maggio 2018 ad Altamura (BA) una assemblea pubblica per confrontare le proposte e coordinare le iniziative sul Consorzio di Bonifica in Puglia.
All’incontro pubblico parteciperanno diversi parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, rappresentanti di Movimenti e Associazioni oltre che molti agricoltori e cittadini del territorio murgiano.
L’assemblea pubblica seguirà un direttivo congiunto degli organismi di Altragricoltura e di LiberiAgricoltori con il Movimento Riscatto per fare il punto sul Consorzio di Bonifica e per valutare insieme ad Agelo Candida (Presidente Regionale Puglia di LiberiAgricoltori) ed a Gianni Fabbris (coordinatore di Altragricoltura e componente la presidenza di LiberiAgricoltori) le iniziative da assumere sul piano sindacale nelle prossime settimane.
Le due iniziative di lunedi 7 maggio ad Altamura vengono dopo che già da qualche settimana il Movimento Riscatto ha organizzato ad una serie di incontri partecipati da diverse centinaia di agricoltori nell’area murgiana che lamentavano l’insostenibilità dei nuovi costi pretesi dal Consorzio di Bonifica in Puglia.
Mimmo Viscanti (Presidente del Movimento Riscatto e agricoltore di Altamura), partecipando nei giorni scorsi ad una iniziativa promossa dal Comune nella Casa Municipiale di Santeramo, aveva annunciato la linea e la proposta del Movimento: “Il modo come si gestisce il territorio, si garantiscono la cura, l’esercizio e la manutenzione delle opere pubbliche di bonifica per la sicurezza idraulica e la gestione delle acque destinate all’irrigazione è un interesse collettivo per la tutela del patrimonio ambientale e agricolo di tutta la collettività. Invece noi ci troviamo con servizi inefficienti e spesso inesistenti, con un Ente usato nel tempo più come uno dei tanti carrozzoni improduttivi e clientelari che come uno strumento utile al territorio. Uno dei tanti carrozzoni che hanno prodotto debiti senza garantire risposte all’altezza dei compiti; debiti che ora si vorrebbero gravare sulle spalle delle aziende agricole e che si scaricano sui comuni.
Serve una grande risposta unitaria delle nostre collettività per scongiurare che gli agricoltori e i cittadini siano ancora una volta due volte vittime: quella di doversi far carico di pagamenti fuori dalla possibilità di territori e di economie in crisi e quella di non avere servizi all’altezza dei bisogni.”
“Serve una forte iniziativa unitaria” aggiunge Mimmo Viscanti “come quella che abbiamo saputo mettere in campo con la mobilitazione contro l’IMU Agricola. Una risposta possibile con l’unità degli Enti territoriali (a partire dai Comuni), le imprese, i cittadini, le Associazioni e i soggetti sociali che devono tornare a dire, insieme, le ragioni e le richieste di tutto il territorio”

Quattro i punti e gli obiettivi che fin da subito vengono posti al confronto dell’Assemblea di lunedi ad Altamura: il riordino e la riforma degli enti consortili, la garanzia di avere servizi efficienti ad un costo sostenibile per le aziende e le comunità, la garanzia che i debiti pregressi fatti da carrozzoni inefficienti  non si scarichino oggi sulle aziende soprattutto in una fase di crisi come questa, la sospensione di aumenti e pagamenti fino a quando non verranno garantite efficienza e sostenibilità degli interventi.
Salvatore Pace, a nome della Rete dei Municipi Rurali di cui è Presidente, ha risposto all’appello del Movimento Riscatto: “La battaglia che ha costretto il governo ad una forte marcia in dietro sull’IMU agricola l’abbiamo affrontata e vinta proprio grazie all’alleanza fra i sindaci (di tutti i colori politici), gli agricoltori, le associazioni e i cittadini. Sappiamo bene che oggi ci troviamo a fare i conti con accordi sindacali e istituzionali fatti negli anni precedenti e che portano il Consorzio a chiedere cartelle e aumenti pesantissimi ai nostri agricoltori ed a gravare sui Comuni ma era la stessa situazione che ci siamo trovati a fronteggiare con l’IMU agricola: una legge fatta dal Governo e un accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali agricole che si scaricava sui Comuni e sugli agricoltori. Dobbiamo far tornare a sentire con forza la nostra voce di comunità ricostruendo un percorso comune e lavorando insieme agli obiettivi che il Movimento Riscatto ha già indicato, chiamando al coordinamento le tante realtà che in questi anni hanno criticato le pratiche del Consorzio, si sono già mosse (a volte con efficacia) e avanzato proposte di superamento della crisi.”
Il Presidente Viscanti sottolinea “lunedi ad Altamura lanceremo la proposta di coordinare le iniziative già in corso e di mettere in campo un movimento unitario come è nella storia e nella tradizione del Movimento Riscatto. Per questo abbiamo invitato gli eletti, i parlamentari, i sindaci di tutte le realtà e gli orientamenti politici convinti, come siamo, che stiamo ponendo una questione che va nella direzione della tutela degli ineteressi di tutta la collettività.
Il Movimento Riscatto e la Rete dei Municipi Rurali si avvalgono fin da subito, come sta avvenendo ormai da tempo, del sostegno e della partecipazione attiva sia di Altragricoltura che di LiberiAgricoltori, due realtà sociali e sindacali  impegnate a condurre anche in Puglia una forte iniziativa per la riforma degli enti di gestione in agricoltura chiedendo che l’uso delle Risorse pubbliche e della funzione pubblica sia orientata alla trasparenza, all’efficacia e all’efficienza oltre che alla giustizia sociale.
“Noi non ci sentiamo in alcun modo vincolati agli accordi ed ai percorsi che negli anni scorsi le Organizzazioni di Categoria hanno sottoscritto con le istituzioni regionali e nazionali e che oggi ricadono sulla pelle degli agricoltori e delle aziende come quelli che hanno portato e portano i Consorzi di Bonifica ad essere sempre di più Enti che pesano sulla vita delle aziende emettendo cartelle e pretendendo costi sempre più esosi. Capiamo bene che ci sono ragioni di funzionamento e bilanci da garantire ma questo non può essere fatto continuando a mungere un comparto che non fa reddito e non è in condizione di onorare debiti fatti sulla propria pelle. Siamo impegnati a contribuire a tutte le soluzioni possibili alla condizione, imprescindibile, che si rivedano decisioni non orientate alla sostenibilità ed al buon funzionamento” hanno dichiarato Gianni Fabbris e Angelo Candida annunciando la partecipazione all’iniziativa ad Altamura ed il sostegno attivo alle vertenze degli agricoltori e dei sindaci sul territorio.

tutte le info su http://riscatto.info – http://altragricoltura.net/consorzi-di-bonifica

locandina iniziativa sul consorzio di bonifica ad altamura - 7/5/18

Il 17 aprile è la giornata mondiale di Lotta contadina

 

 

Per la terra, la vita, contro gli accordi di libero scambio e l’impunità
La giornata mondiale di lotta contadina è ad Acate, in Sicilia
Acate, Castello dei Principi Biscari, ore 18,30 – martedi 17 aprile 2018

com. stampa – Catania, 17 aprile 2018. Il 17 aprile di tutti gli anni è il giorno centrale di diverse giornate di mobilitazione che impegnano agricoltori e movimenti sociali di tutto il mondo in occasione della Strage di Eldorado do Carajas avvenuta in Brasile nel 1996 quando le forze di polizia massacrarono 19 contadini per reprimere una manifestazione che chiedeva la Riforma Agraria e il diritto alla Terra. Una lotta per la Riforma Agraria repressa nel sangue che è diventata, cosi, il simbolo mondiale dell’impegno dei contadini e dei loro alleati per la democrazia, il diritto alla terra, al cibo e al reddito, la Riforma.
Ogni anno, Via Campesina (la grande rete internazionale di agricoltori che si battono per la Sovranità Alimentare presente in tutti i continenti) propone dei temi alle giornate di mobilitazione; quest’anno, l’appello chiama a impegnarsi “Per la terra e la vita, contro gli ALS (Accordi di Libero Scambio) e l’impunità della repressione nelle campagne”.
Altragricoltura, che si impegna dal 2001 nel condurre e diffondere iniziative tutti gli anni, quest’anno insieme a LiberiAgricoltori rilancia i temi della giornata considerandoli centrali per il futuro e il destino dell’agricoltura italiana sotto un pesantissimo attacco speculativo.
Oggi più che mai c’è bisogno, proprio in Italia, di una nuova stagione di Riforme Agrarie che restituiscano al Paese ed ai suoi cittadini la funzione strategica e centrale che l’agricoltura potrebbe avere se non fosse precipitata in una crisi drammatica mentre viene avanti la insoppportabile e strumentale demagogia del “Made in Italy”.
La verità è che, nel lungo processo di omologazione dell’agricoltura italiana alle scelte della globalizzazione neoliberale, l’Italia è stata trasformata da luogo millenario e straordinario di produzione del cibo a grande piattaforma commerciale speculativa in cui il lavoro della terra è sempre più marginale e ininfluente.
Con buona pace dell’immagine di un Made in Italy agroalimentare che trainerebbe la locomotiva italia, la verità è quella di campagne che si svuotano, di crollo dei prezzi al campo, di diritti degli agricoltori e dei braccianti che si fiaccano, di cittadini sempre più indeboliti nel loro diritto ad un cibo sano, nutriente ed a prezzi giusti.
É in questo quadro che l’agricoltura siciliana oggi sta crollando come precipita quella di tutte le aree dell’ortofrutta meridionale che oggi pagano il prezzo delle scelte di Politica Agricola fatte in Europa con il beneplacido delle classi dirigenti nazionali che si sono succedute in questi ultimi tre decenni.
Per questo Altragricoltura e LIberiAgricoltori iniziano questa settimana di mobilitazione da Acate in Sicilia e, per questo, rilanciano l’appello internazionale con un loro documento icon cui dedicano la settimana di mobilitazione a quanti in questi anni non ce l’anno fatta e sono morti nelle campagne italiane.
“Siamo in Sicilia a pochi giorni dalla morte drammatica di Giovanni Viola, giovane agricoltore di Vittoria, per gridare agli italiani ed al mondo la verità di campagne in cui gli agricoltori si suicidano come gesto estremo, i braccianti muoiono per le condizioni di sfruttamento illegale, gli incidenti sul lavoro si moltiplicano per le condizioni in cui si produce” dice Gianni Fabbris coordinatore nazionale di Altragricoltura che interviene oggi ad Acate insieme a Giovanni Aiuto presidente regionale di LIberiAgricoltori Sicilia, a Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, a Franco Raffo sindaco di Acate per la Rete dei Municipi Rurali.
L’incontro di Acate è, anche, l’occasione per fare il punto sulle condizioni del movimento degli agricoltori e sulle vertenze in corso per difendere il diritto al lavoro ed al reddito. Sempre Fabbris: “Ci serve un salto di qualità organizzativa sugli obiettivi e le modalità di come difendiamo la nostra agricoltura. In questi giorni presso la Regione Sicilia si è istituito (ancora una volta) un tavolo di crisi. Bene! Facciamo però in modo che non sia una passarella e la solita richiesta di attenzione che si spegne appena le cronache smettono di occuparsi delle emergenze. Serve un cambio di rotta profondo e un progetto nuovo per la nostra agricoltura meridionale. Progetto nuovo che ha bisogno di protagonisti nuovi perché non è possibile continuare ad affidare la delega a risolvere i problemi a quanti fin qui si sono resi complici della crisi avendo condiviso e sostenuto tutte le scelte che la hanno determinata. Gli agricoltori e i cittadini devono riprendersi il governo e il controllo del sindacato agricolo che dovrebbe essere il vero strumento con cui battersi per portare a casa i risultati. Si esce dalla crisi anche con la capacità e la responsabuilità di non continuare a delegare a burocrazie ottuse e compromesse nella gestione degli Enti e degli incentivi comunitari invece che assolvere alla loro autonoma funzione sindacale di rappresentanza”.
Con queste parole verrà illustrata oggi ad Acate l’apertura del percorso che porterà il 23 maggio 2018 a Roma alla Città dell’Altra Economia a celebrare l’incontro per dare vita alla Costituente dell’Alleanza per la Riforma dell’Agroalimentare italiano che pone alla sua base 4 questioni su cui incalzerà la politica regionale e nazionale nei prossimi mesi: regole sulla commercializzazione, trasparenza ed equità nell’uso degli incentivi pubblici, revisione delle scelte di Politica Agricola Mediterranea in EU, riforma delle regole sul sindacato agricolo in modo da rompere il malcostume dell’intreccio con la gestione dei soldi pubblici e la rappresentanza.

– I documenti relativi alla mobilitazione per la giornata mondiale di Lotta Contadina che si avviano oggi ad Acate sono alla pagina http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile.
– Dalle ore 18 di oggi 17 aprile, diretta radio con le interveste da Acate su www.radio.perlaterra.net
– L’invito per l’iniziativa di Acate: http://altragricoltura.net/index.php/iniziative/campagne/17-aprile
– La raccolta di adesioni alla pagina: http://altragricoltura.net/petizioni/un-17-aprile-per-la-terra-e-la-vita-contro-gli-accordi-di-libero-scambio-e-limpunita/

Nelle stesse pagine l’agenda delle iniziative che proseguiranno per tutta una settimana in diverse zone d’Italia

info: Gianni Fabbris 3466483882

Piemonte: investimenti agevolati in agricoltura

fonte: vini e sapori.net (leggi articolo originale)

Grazie all’oculata gestione del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, la Regione Piemonte ha reso noto essere disponibile un margine di fondi non ancora utilizzati sulle misure misure 112 (Insediamento di giovani agricoltori) e 311 (Diversificazione in attività non agricole e nuove sfide Health Check).
I tempi per accedere ai contributi saranno molto stretti: a breve e comunque entro settembre saranno divulgati i bandi, le domande potranno essere presentate fino ad esaurimento budget ed entro il gennaio 2015 saranno saldate le richieste di contributo.
Le domande dovrebbero prevedere i seguenti investimenti:
– possibilità di acceso ai giovani al premio di primo insediamento (da 15.000 e 30.000 Euro);
– possibilità di contributi fino al 40% a fondo perduto per la misura 311 diversificazione/agriturismo;
– possibilità di contributi fino al 40% a fondo perduto per impianti di rete antigrandine, opere di sistemazione terreno finalizzate a ridurre l’erosione e smottamenti, sistemi di irrigazione a basso utilizzo di acqua;
– possibilità di contributi fino al 40% a fondo perduto per sostegno ad investimenti alla produzione lattiero casearia.

di Dino Bortone

Villacidro, il fuoco devasta due aziende agricole

fonte: la Nuova Sardegna (leggi articolo originale)

Notte di fuoco nelle campagne di Villacidro, dove le fiamme hanno seriamente danneggiato due aziende agricole.
Poco prima delle tre un incendio è scoppiato nell’azienda agraria di Tito Cadeddu, 68 anni, in località Santu Miali. Sono andati in fumo tre capannoni con dentro 500 balle di foraggio, un trattore e una vecchia Punto in uso esclusivo all’interno dell’azienda. I danni complessivi sono ingenti, secondo una prima stima, superiori ai 100mila euro.
I carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Villacidro e i Vigili del fuoco del distaccamento di Sanluri non hanno trovato tracce di dolo, ma l’ipotesi che sia stata opera di un ignoto incendiario è tenuta in massima considerazione.
Dopo un’;ora e mezzo, a distanza di tre chilometri, le fiamme hanno aggredito l’azienda agraria di Francesco Piras, in località Su Tasuru. Distrutto un capannone pieno di balle di foraggio. Anche qui carabinieri e Vigili del fuoco non hanno trovato elementi che portino a considerare l’incendio doloso.

Progetto Pacman, promuovere la filiera agroalimentare

fonte: AgroNotizie (leggi articolo originale)

I primi risultati del progetto Pacman, che promuove la competitività e l’internazionalizzazione delle filiere agroalimentari mediterranee, saranno presentati dal Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia il prossimi 5 e 9 settembre all’azienda Stuard di Parma. Il progetto, finanziato dal programma europeo Med, ha visto coinvolte organizzazioni pubbliche e private di sei Paesi europei.

Tra i partner anche la Provincia di Parma che ha focalizzato l’attenzione proprio sulla filiera del pomodoro da industria. Nello specifico la Provincia ha condotto l’azione che ha portato ad un incontro fra filiere agroalimentari europee, rappresentate dalle organizzazioni interprofessionali in cui si sono messi a confronto modelli di governance attuati nelle più organizzate filiere europee. All’incontro, svoltosi ad Avignone, hanno partecipato l’Oi Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia e le organizzazioni interprofessionali francesi Interfel, della frutta e legumi, e Sonito, del pomodoro da industria. Interessante il confronto poiché la Francia ha un’esperienza decennale in fatto di organizzazione di filiera e organizzazioni interprofessionali che Oltralpe sono nate già negli anni 70, mentre in Italia, si tratta di esperienze relativamente giovani, che dal 2011 hanno un nuovo impulso grazie all’azione della Regione Emilia-Romagna.

Gli incontri si terranno giovedì 5 settembre dalle 10.30 alle 13.00 e lunedì 9 settembre dalle 10.30 alle 13.00 all’azienda Stuard, Strada Madonna dell’Aiuto, 7/a San Pancrazio Parma.

Interverranno il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, i tecnici del Servizio agricoltura e risorse naturali e il consulente tecnico Equa.

Per informazioni: m.cavallo@provincia.parma.it

Aviaria, un allevatore in Emilia Romagna positivo al virus H7N7

fonte: Il Mondo.it (leggi articolo originale)

Un allevatore di Mordano, in Emilia Romagna, è risultato positivo al virus dell’influenza aviaria H7N7. L’uomo, affetto da congiuntivite, è stato esposto per motivi professionali a volatili malati appartenenti a un allevamento. E c’è un secondo caso sospetto in fase di accertamento: si tratta di un operaio che lavora sempre nello stesso allevamento.
La Regione Emilia Romagna, in accordo col ministero della Salute, in seguito all’identificazione dei focolai animali, ha adottato immediatamente tutte le procedure necessarie per porre sotto controllo l’infezione. Complessivamente il personale esposto per motivi professionali al rischio di contrarre il virus, e sottoposto a controllo, è di circa 110 unità, tra dipendenti degli allevamenti e operatori attivati per le operazioni di abbattimento. Di questi, 61 lavoratori, tra Ferrara e Mordano, sono sottoposti a sorveglianza sanitaria attiva (cioè a monitoraggio e controllo quotidiano), in quanto esposti prima dell’individuazione del focolaio.
“Come ci è stato riconosciuto anche dalla Comunità europea, e alla luce della situazione attuale – sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Carlo Lusenti – , possiamo dire di aver gestito al meglio la situazione dei focolai che si sono sviluppati”.
Il virus H7N7 non si trasmette facilmente all’uomo, che può infettarsi solo se viene a trovarsi a contatto diretto con l’animale malato o morto. A differenza di altri virus aviari (per esempio l’H7N9 o l’H5N1), tende a dare una patologia di lieve entità (come la congiuntivite), come è già stato osservato in un’epidemia verificatasi anni fa in Olanda, dove il 7-8% del personale a stretto contatto con gli animali ha sviluppato una congiuntivite, e circa il 2% una sindrome influenzale. Fatta eccezione per la congiuntivite, la trasmissione da persona a persona è eccezionale, per cui il rischio di comunità è estremamente basso o addirittura irrilevante.
I controlli negli allevamenti proseguono senza sosta e allo stato attuale non è emersa nessun altra positività. A oggi si confermano quattro focolai, di cui l’ultimo individuato è quello di Mordano. Le operazioni di abbattimento dei volatili, già terminate in due allevamenti (Ostellato e Portomaggiore), verranno completate e concluse nella serata di mercoledì 4 settembre.

Lavoratori migranti: le associazioni si riuniscono per fare il punto sullo sfruttamento in agricoltura

fonte: GreenBiz.it (leggi articolo originale)

Agricoltura e sfruttamento dei migranti, un tema che merita di essere approfondito e di cui è necessario individuare le cause per giungere ad un miglioramento della situazione. La Rete Europea contro lo sfruttamento dei lavoratori agricoli si occupa da cinque anni di monitorare la situazione dei lavoratori agricoli migranti in Italia e in Europa.

I risultati del lavoro svolto verranno presentati in occasione di una conferenza stampa che si terrà a Saluzzo lunedì 2 settembre, presso la sede della 66esima mostra della meccanica agricola. Dal 31 agosto al 2 settembre, una delegazione dei sindacalisti contadini e le associazioni per l’agricoltura e la solidarietà incontreranno i lavoratori agricoli stagionali che si trovano impegnati nella vendemmia e nella raccolta della frutta in Piemonte.

Per i contadini migranti, si tratterà di un’occasione di confronto sulle cause dello sfruttamento che li colpisce. Tra le motivazioni principali dello sfruttamento vi è l’operato dell’agroindustria, che domina il modello agricolo attuale e che non rispetta i diritti dei lavoratori, a partire da un reddito dignitoso e dal diritto al cibo per tutti i popoli.

Un maggior rispetto delle condizioni di lavoro dei contadini potrà portare ad un modello agricolo più rispettoso sia della loro salute che dei loro diritti, ma anche delle risorse naturali del pianeta. La delegazione europea delle associazioni che si battono in difesa dei lavoratori agricoli migranti si recherà in alcuni dei luoghi in cui lo sfruttamento dei lavoratori migranti, soprattutto africani e provenienti dall’Est Europa, risulta più evidente. I momenti di confronto verteranno sulle condizioni in cui vivono e lavorano i braccianti, sul rispetto dei diritti, sui percorsi e sulle reti d’impiego, e sul rapporto che esiste tra impiego della manodopera e modello agricolo conformato alle logiche dell’agroindustria

Visiteranno le località di Saluzzo, in provincia di Cuneo, e di Canelli, in provincia di Asti. Gli incontri con i lavoratori si alterneranno alla presentazione alla stampa dei dati raccolti nel corso degli ultimi cinque anni. L’appuntamento con la conferenza stampa è il prossimo 2 settembre, alle ore 10, presso il Foro Boario di Saluzzo.

Marta Albè

Lingua blu : 10 milioni di euro per i danni agli allevatori

pubblicato su: Buongiorno Alghero.it (vedi articolo originale)

La Regione è pronta ad affrontare la nuova recrudescenza della febbre catarrale dei ruminanti, conosciuta come Blue Tongue, che in Sardegna preoccupa soprattutto gli allevamenti ovini, pur interessando anche quelli bovini, con ulteriori risorse da destinare alle aziende colpite dal Virus e a quelle che, pur non direttamente coinvolte, hanno subito gravi danni a causa dei divieti di movimentazione dei capi. A questo scopo la Giunta ha approvato un disegno di legge con il quale l’Assessorato dell’Agricoltura potrà disporre delle risorse necessarie alla predisposizione ed esecuzione dei piani di intervento.

‘L’allevamento è un settore troppo importante per la nostra Isola – commenta l’assessore Oscar Cherchi – sia sotto l’aspetto economico che culturale. Le aziende non possono essere lasciate sole a combattere con questa piaga e la Regione ne è consapevole. Per questo motivo il disegno di legge della Giunta approvato pochi giorni fa prevede l’impegno di ulteriori dieci milioni di euro, oltre ai due già a disposizione delle aziende’. Con la fine dell’estate e l’inizio delle piogge il rischio di diffusione della malattia cresce esponenzialmente. Il vettore di trasmissione è infatti un insetto che, con le alte temperature e l’umidità, aumenta la sua attività, soprattutto notturna.

‘E’ fondamentale – aggiunge l’esponente dell’esecutivo – aiutare le imprese colpite direttamente dal virus e quelle danneggiate dalla mancata movimentazione dei capi ma, per ciò che riguarda la prevenzione, sta diventando ormai inevitabile accentuare la sinergia fra il servizio veterinario e l’assessorato dell’Agricoltura. A questo punto credo che, come succede da tempo nella maggior parte delle altre regioni d’Italia, il servizio veterinario deve diventare una branca dell’assessorato dell’Agricoltura, che ha la competenza sul comparto dell’allevamento e quindi è in grado di monitorare la situazione in tempo reale. Terminata l’emergenza porterò questa proposta all’attenzione della Giunta’.

Abruzzo. Agricoltura, il ”pomodoro a pera” abruzzese iscritto nel registro nazionale

pubblicato su: Abruzzo TV News (vedi articolo originale)

Un tipico e gustosissimo prodotto della terra d’Abruzzo, il “pomodoro a pera”, ha ufficialmente superato tutti i test previsti dal MIPAAF per essere iscritto nel registro nazionale delle varietà orticole. “Per ottenere questo prestigioso riconoscimento, l’ecotipo abruzzese di ‘pomodoro a pera‘ – ha spiegato l’assessore  alle Politiche agricole della Regione, Mauro Febbo – è stato oggetto di una ricerca realizzata dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo in collaborazione con il CRA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura). Dopo due cicli di prove realizzati dal Dipartimento delle politiche europee ed internazionali dello sviluppo rurale del Ministero dell’Agricoltura, l’ecotipo abruzzese risanato ha superato tutti i test bio-molecolari risultando unico e meritevole di essere iscritto come nuova varietà nell’apposito registro nazionale”.
Il progetto redatto e finanziato dall’assessorato alle Politiche agricole della Regione Abruzzo, su richiesta di produttori orticoli di vari Comuni della costa adriatica, era finalizzato al recupero ed al miglioramento genetico di un ecotipo di pomodoro locale abruzzese affetto da alcuni difetti (suberificazioni stilari delle bacche, palchi fruttiferi poco fertili e tra loro molto distanti, elevata suscettibilità a fisio-fitopatie e scarsa fogliosità) che ne avevano ridotto la coltivazione ai soli usi familiari. Nei cinque anni di studio si è giunti all’ottenimento di una nuova varietà molto rustica contraddistinta dallo sviluppo indeterminato della pianta, da ottima copertura fogliare, da palchi fiorali ravvicinati e molto fertili, da elevata produttività, da ottima uniformità di forma e pezzatura dei frutti lasciando soprattutto inalterate le proprietà organolettiche rispetto al pomodoro di origine. La nuova varietà, iscritta al Registro Nazionale delle Varietà nell’anno 2013, è stata denominata Saab-Cra (Sapore Antico Abruzzo).
Le innumerevoli richieste di seme e di piantine da parte di imprenditori agricoli, Comuni e Associazioni, arrivate alla Direzione regionale Politiche agricole, testimoniano il successo della ricerca svolta dai tecnici regionali, tra l’altro vincitori di un premio nazionale sul pomodoro.

Fiera della pastorizia, istituzioni assenti

pubblicato su: Il Centro Teramo (vedi articolo originale)

«Il governo regionale non presta attenzione alle problematiche della zootecnia tanto che i rappresentati della Regione Abruzzo e della Provincia di Teramo non hanno neppure partecipato all’evento». E’ questa la considerazione emersa nel corso dell’incontro tra i rappresentanti delle istituzioni e i pastori durante la 155esima edizione della fiera della pastorizia che si è svolta sabato 6 e domenica 7 luglio a Piano Roseto di Crognaleto. Quasi 13 mila persone hanno potuto godere di vari appuntamenti con la musica e con i canti tradizionali e con i prodotti tipici. Durante l’evento, organizzato dalla Pro loco di San Giorgio e coordinato da Antonio Campanella, sono stati premiati 83 allevatori. I produttori presenti sono stati 55, 15 le pro loco della montagna teramana. La Camera di commercio di Teramo, in collaborazione con i sindaci dei comuni montani, ha espresso la volontà di sostenere lo sforzo di quanti decidono di continuare a investire e lavorare in montagna.

Agricoltura, un milione in più per i vigneti

pubblicato su: Il capoluogo.it (vedi articolo originale)

L’assessorato regionale alle Politiche agricole ha ricevuto «un altro importante riconoscimento dal ministero delle Politiche agricole: è stata infatti aumentata di oltre un milione di euro la destinazione dei fondi per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti». A renderlo noto è l’assessore, Mauro Febbo. «La rimodulazione della dotazione finanziaria decisa dal Mipaaf, nell’ambito dell’Ocm (Organizzazione comune dei mercati) Vino – spiega l’assessore – ci permetterà di finanziare un numero maggiore di aziende (oltre 100) che hanno presentato domanda per la specifica misura». Attraverso una determina dirigenziale del servizio della direzione agricoltura, l’Agea riceverà mandato per poter pagare ulteriori aziende beneficiarie inserite nella graduatoria regionale.

«Rispetto alla dotazione iniziale di poco più di 10 milioni con la quale abbiamo ammesso a finanziamento circa 650 aziende, ora possiamo arrivare ad oltre 750 con un chiaro beneficio per il mondo vitivinicolo abruzzese», aggiunge Febbo, spiegando che «questa ulteriore assegnazione di fondi rappresenta sicuramente un premio al lavoro svolto in questi anni e al virtuosismo con il quale abbiamo gestito e speso i fondi comunitari».

«A differenza di altre regioni infatti – argomenta l’assessore – anche per quanto riguarda le misure dell’Ocm, siamo sempre riusciti a spendere di più di quanto assegnato e questo si traduce in fondamentali interventi destinati ad un settore che rappresenta un fattore cruciale per la nostra economia. Inoltre dalle aziende vitivinicole è sempre arrivato un numero crescente di domande a dimostrazione di una richiesta sempre più forte di rinnovamento alla quale abbiamo risposto in maniera concreta e puntuale». «Credo – conclude l’assessore – che in un periodo come quello che stiamo attraversando questi provvedimenti rappresentino un volano fondamentale per il mondo del vino che con numeri sempre più importanti si sta confermando sempre più competitivo a livello internazionale, sia in termini quantitativi sia qualitativi».

Da domani a Tito “Naturalmente Sud”

fonte: Ansa Basilicata (vedi articolo originale)

Saranno un centinaio gli espositori ”in campo” per la tredicesima edizione di ”Naturalmente Sud”, la vetrina enogastronomica della Basilicata in programma da domani e fino al 12 maggio nell’area fieristica di Tito (Potenza). L’iniziativa, promossa dal dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata, con Basilicata Fiere e la Provincia di Potenza, e’ stata presentata oggi, a Potenza, nel corso di un incontro con i giornalisti.

Consorzio Alta Langa: Giulio Bava eletto presidente

fonte: ATnews (vedi articolo originale)

Giulio Bava è stato eletto presidente del Consorzio Alta Langa Docg per il triennio 2013/2015 nel corso dell’assemblea generale del 6 maggio scorso.

Il Consorzio dell’Alta Langa tutela e promuove il vino spumante metodo classico orgoglio della tradizione piemontese.

Astigiano, Giulio Bava succede a Lamberto Vallarino Gancia; come vice presidente è stato riconfermato Giovanni Carlo Bussi.

“In un momento di interessante crescita per l’Alta Langa – dice il neo presidente -, dall’ottenimento della Docg alla collaborazione con partner di primo piano come Giugiaro e Spiegelau, il lavoro di questo triennio dopo l’importante campagna stampa del 2012, sarà all’insegna della diffusione della conoscenza del nostro metodo classico tra ristoratori e consumatori italiani e dell’allargamento del numero dei produttori coinvolti. I primi a crederci devono essere i piemontesi che conoscono la qualità e la fatica della viticoltura di alta collina per produrre quello che è un orgoglio della nostra regione”.

Giulio Bava: Enologo, già presidente dell’Assoenologi Piemonte e Val d’Aosta, è titolare con la famiglia della centenaria Giulio Cocchi produttrice di Spumanti da 122 anni oltre che un marchio noto di vini aromatizzati di alta qualità. E’ tra i fondatori del Consorzio Alta Langa.

Insieme al presidente è stato rinnovato anche il Consiglio d’Amministrazione che guiderà l’ente nel prossimo triennio.

I consiglieri eletti per quanto riguarda le Aziende Spumantiere sono: Lorenzo Barbero (Enrico Serafino), Antonella Lanfranco (Fratelli Gancia), Andrea Macchione (Fontanafredda), Alberto Lazzarino (Banfi Piemonte), Franco Brezza (Martini & Rossi).

Per la parte Agricola: Giacinto Balbo, Luciano Chiarle, Piero Culasso, Gianpaolo Menotti, Egidio Bruno.

Il collegio sindacale è composto dal presidente Barbara Carrero e da Terenzio Ravotto, Alberto Canino, Sergio Germano, Carlo Corti.

L’Alta Langa Docg

L’idea del progetto Alta Langa prende avvio negli anni Ottanta grazie all’unione tra le case storiche spumantiere piemontesi e i viticoltori in collaborazione con l’Istituto Sperimentale per l’Enologia. Il 5 marzo 1990 si ufficializza la produzione dello “Spumante metodo classico Alta Langa”. Nel 2002 ottiene il riconoscimento della Denominazione di origine controllata e a partire dal millesimo 2008le bottiglie Alta Langa hanno la Denominazione di origine controllata e garantita.

Del consorzio fanno oggi parte oltre 70 vignaioli e 12 cantine: Avezza Paolo (Canelli – Asti), Banfi Piemonte (Strevi – Alessandria), Bera Valter (Neviglie – Cuneo), Giulio Cocchi (Asti), Enrico Serafino (Canale – Cuneo), Fontanafradda (Serralunga – Cuneo), F.lli Gancia (Canelli – Asti), Germano Ettore (Serralunga – Cuneo), Martini & Rossi (Pessione – Torino), Monteoliveto di Casà (Monticello d’Alba – Cuneo), Az. Agr. Pianbello (Loazzolo – Ast)i, Giovanni Bosca Tosti (Canelli – Asti).

Prodotto ottenuto da uve Pinot Nero e Chardonnay, può essere solo millesimato e coltivato in vigneti sopra i 250 metri s.l.m. nelle tre province di Asti, Alessandria e Cuneo. L’Alta Langa possiede notevole ampiezza dei profumi e complessità, caratteristiche che si sviluppano grazie all’affinamento sui lieviti che avviene per non meno di trenta mesi in bottiglia. E’ prodotto come brut (bianco e rosé) e può diventare “ Riserva” con più lunga permanenza sui lieviti nei migliori millesimi.

Formigoni è il nuovo Presidente della Commissione Agricoltura al Senato

fonte: ecologiae (vedi articolo originale)

Roberto Formigoni è il nuovo Presidente della Commissione Agricoltura al Senato. Si definiscono i dettagli del governo Letta, ma dettagli di grande importanza, dato che le commissioni per l’Ambiente e l’Agricoltura avranno un ruolo di primo piano per la legiferazione del governo nei rispettivi settori. Il nome di Formigoni per questa carica è stato accolto in maniera tutt’altro che positiva.

Nunzia De Girolamo è il nuovo Ministro dell’Agricoltura del governo Letta, e Roberto Formigoni è il  nuovo Presidente della Commissione Agricoltura al Senato. Riguardo a Nunzia De Girolamo si sono sollevate non poche polemiche sulla presunta carenza di competenze per il settore, e potevano mancare simili critiche alla nomina di Formigoni? Naturalmente no.

Mentre ieri abbiamo parlato della nomina come Presidente della Commissione Ambiente di Ermete Realacci, che al di là dei giudizi in merito alla persona non vi sono dubbi sulla competenza e sulla lunga esperienza maturata sul tema, oggi torniamo a parlare di cariche “sorprendenti”. Oltre a Formigoni sono stati eletti come vice presidenti della Commissione Leana Pignedoli del PD e Luigi Gaetti del Movimento 5 Stelle, mentre il presidente della Commissione alla Camera è Luca Sani del PD, vicepresidenti Massimo Fiorio del PD e Adriano Zaccagnini del Movimento 5 Stelle.

Roberto Formigoni, come è noto, è stato Presidente della Regione Lombardia dal 1995 al 2013. Fa parte del PDL di Silvio Berlusconi. È laureato in Filosofia ed Economia Politica. Come tutti sanno, negli ultimi anni la giunta Formigoni della regione Lombardia è stata letteralmente decimata da indagini e arresti. Formigoni stesso è indagato per corruzione. Naturalmente la storia politica e giudiziaria di Formigoni non può essere riportata in questa sede. Torniamo quindi alla domanda: quali competenze possiede Formigoni in merito al settore strategico dell’Agricoltura?

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