Matera. Svolto il forum di Liberiagricoltori “Il cibo non è una merce”

tratto da Cn24TV (leggi articolo originale)

Con il Forum di Matera “Il cibo non è una merce”, martedì scorso si è conclusa l’ultima delle iniziative previste per la settimana di lotta contadina lanciata da Altragricoltura e LiberiAgricoltori in Italia.

Il forum si è svolto “online” e diffuso in streaming nella sua prima trasmissione in diretta da Radio Perlaterra, la nuova web radio gestita dal team “comunicazione” dell’Associazione per la Sovranità Alimentare (Asa). Il Forum si è svolto con il coordinamento e la regia di Fabio Sebastiani (giornalista professionista) e animatore del progetto di Radio Perlaterra. I materiali saranno trascritti e pubblicati in un numero speciale dei “Quaderni di Altragricoltura” dedicato alla settimana di lotta contadina 2018.

Tra gli interventi ricordiamo quello di Giuseppe Mangone presidente Regionale Calabria di Anpa – Liberi Agricoltori e della Presidenza di LiberiAgricoltori il quale ha messo in evidenza le caratteristiche di una delle Regioni italiane meridionali dalla lunga storia e tradizione di produzione del cibo (la Calabria) e le difficoltà delle aziende agricole Calabresi, dalla grande tradizione di lavoro della terra e investite di profondi processi di modernizzazione e trasformazione, a continuare a produrre in un quadro di crisi e di marginalizzazione del lavoro.

Mangone ha molto sottolineato lo sforzo di ricostruire attraverso il sindacato e il suo processo di rilancio, le condizioni per poter garantire un quadro di dignità alle aziende sottraendole dal controllo consociativo e politico messo in campo dalle organizzazioni sindacali “storiche”, funzionale al mantenimento della crisi. Garantire ai cittadini il diritto al cibo legato al territorio vuol dire garantire un tessuto produttivo sano e non in crisi in cui gli agricoltori sono in condizioni di offrire liberamente i propri prodotti esercitando il diritto che viene loro da lavorare la terra e gestire le imprese. A questo sono impegnati sia LIberiAgricoltori che Altragricoltura.

La parola è poi toccata a Gianni Cavinato, presidente nazionale di Acu (Associazione Consumatori Utenti); nel suo intervento, sollecitato da Fabio Sebastiani, ha fatto il punto sullo stato del diritto al cibo per i consumatori italiani sottolineando diversi aspetti legati alla disinformazione ed alle condizioni di inconsapevolezza in cui si esprimono la domanda e il consumo del cibo.

Giacinto De Rosario nel suo dialogo con il conduttore Fabio Sebastiani, ha sottolineato quanto oggi la spesa alimentare, la ristorazione e finanche la tavola domestica siano in realtà eterodirette. La decisione su cosa e come mangiare (cosi come cosa e come produrre) in realtà è sempre meno nelle mani dei cittadini e sempre più il prodotto di una sofisticata, gigantesca, azione di marketing teso a condizionare i consumi. Un uso del cibo consapevole è certamente funzione anche del rapporto con i produttori che lo determinano ma deve essere capace di condizionarne le scelte.

Lino Martone ha portare il caso della mozzarella di bufala in Italia e dei rischi crescenti che derivano dall’intreccio fra la crisi degli allevatori e dei trasformatori artigianali storici che hanno costituito fin qui la garanzia di un patrimonio dell’eccellenza agroalimentare italiana (la mozzarella di bufala è la seconda Dop italiana dopo il Parmigiano Regiano) e i rischi crescenti di insicurezza alimentare per i consumatori. La trasformazione del ciclo produttivo della mozzarella di bufala (storicamente e per legge legato ad una ristretta area e ad un numero limitato di animali in lattazione) verso il controllo assoluto della trasformazione industriale e della speculazione commerciale ci consegnano il dato di un prodotto sempre più a rischio per i consumatori mentre crollano le condizioni di reddito per i produttori legati al territorio.

Alfio Furnari ha raccontato la sua lunga esperienza di agricoltura biologica e il suo impegno quotidiano per diffondere i modelli di produzione, distribuzione e consumo del cibo sostenibile e legati al territorio ed alle comunità. L’impegno a produrre il cibo e mantenere il territorio in maniera biologica è, ben oltre una scelta tecnica, una scelta sociale che punta a integrare la responsabilità degli agricoltori degli allevatori e dei consumatori.

Yvan Sagnet, promotore del marchio Nocap applicato a prodotti garantiti e certificati per il metodo produttivo sostenibile, ha sottolineato il ruolo e la funzione del lavoro e dei lavoratori nella produzione del cibo portando la sua esperienza di denuncia delle condizioni dei braccianti migranti impegnati nelle grandi campagne di raccolta ma, più generalmente, lo scivolamento in basso delle condizioni di lavoro di tutti i braccianti italiani.

E per concludere Gianni Fabbris ha seguito tutta la discussione nello studio allestito presso la Casa degli Agricoltori di Matera ed è intervenuto per commentare i diversi interventi sottolineando la necessità di costruire “una nuova alleanza per un blocco sociale capace di rivendicare, praticare e costruire la fuoriuscita dalla crisi imposta dal modello agroalimentare dominante” (quello del neoliberismo selvaggio di questa fase).

Per Fabbris la “Sovranità Alimentare” è il terreno su cui ricostruire ad un’alleanza forte su cui fondare un progetto di cambiamento che garantisca i tre diritti fondamentali da perseguire: il diritto degli agricoltori a produrre liberamente, quello dei lavoratori a salari e condizioni di lavoro accettabili e quello dei cittadini ad un cibo sano e nutriente, ad un prezzo giusto e ad un territorio tutelato.

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