14 febbraio 2018. La data del game over sindacale

Il 14 febbraio 2018 resterà nei nostri ricordi come la data del game over sindacale.

Anni di immobilismo sindacale, anni di consociativismo con la politica che si preoccupa più di risolvere problemi al sindacato agricolo piuttosto che risolverli alle imprese, politiche spinte da quelli che dovrebbero essere i rappresentanti delle aziende che invece di difenderle le asserviscono alla industria dove la filiera diventa sinonimo di sfruttamento di altri imprenditori che fidandosi delle loro strutture sindacali si ritrovano a produrre sottopagati per un padrone invisibile ma presente nella filiera.

A questo sistema ci siamo sempre ribellati e dal 14 febbraio è noto a tutti. Contro questo sistema ci siamo resi conto dovevamo reagire perché il cappio stretto intorno al nostro collo si sta stringendo in modo così veloce da farci soccombere ormai in poco tempo se non saremo capaci di una reazione appropriata.

Da questo nasce la mobilitazione del 14 febbraio. Una mobilitazione contro un governo che sta facendo le valige ma già pronta per essere utilizzata verso il prossimo che ci troveremo fra qualche settimana davanti qualunque esso sia.

Tranne qualche candidato che in questo o quello schieramento sembra saperne qualcosa dei nostri problemi ci sembra che le forze politiche ne ignorino la profondità. Abbiamo per questo poca fiducia della politica ma dobbiamo riconoscere che non tutte le colpe sono nelle stanze del potere. Il consociativismo si fa in due ed è chiaro che, a parte fare chiacchiere e spot sindacali, se il sindacato lucra sui rapporti con la politica la colpa non è solo della politica.

Il 14 febbraio 2018 abbiamo fatto capire a tutti coloro che si occupano di agricoltura che LiberiAgricoltori e Altragricoltura su questo ci sono. Abbiamo fatto capire che fare accordi con la Coldiretti non risolve il problema del rapporto con il Mondo Agricolo. Con l’incontro avuto con Agea abbiamo finito di scrivere la prima pagina del grande libro intitolato “Rinascita dell’Agricoltura nazionale”.

Abbiamo scritto chiaro a tutte le forze politiche quali sono i nostri intendimenti. In molti hanno provato con ogni mezzo in questi ultimi quattro anni ad impedire che LiberiAgricoltori sopravvivesse perché è l’anello incontrollabile della catena. La scelta di convocare un’Assemblea Costituente per il 21 aprile a Roma in quello che è simbolicamente chiamato il Natale di Roma da il senso alla nostra volontà di far rinascere la nostra agricoltura.

Oggi LiberiAgricoltori organizza solo sessantamila aziende ma abbiamo la responsabilità di rappresentare quel terzo di aziende italiane che sono già fuori dai sindacati storici e che vivono nel limbo della non rappresentanza.

LiberiAgricoltori e Altragricoltura oggi offrono una sponda a tutti coloro che vogliono cambiare il mondo. Il cammino possiamo farlo insieme. Ma viste alcune reazioni sul web possiamo fin da ora dire “Astenersi perditempo”.

Non abbiamo la verità in tasca. Ma non ci piace perdere tempo in questioni di lana caprina. Se a qualcuno piace l’Unità Sindacale convinca pure le tre confederazioni storiche a farla. Per noi è solo tempo perso a dare coperture a chi ha ridotto in ginocchio l’agricoltura.

Se altri credono che la strada segnata dalla Coldiretti sia quella giusta vada pure e buona fortuna.

LiberiAgricoltori e Altragricoltura vogliono cambiare a 360 gradi il modo di affrontare i problemi agricoli. E non faranno sconti a nessuno.

Oggi finisce il 14 febbraio e inizia il cammino verso il 21 aprile quando chiameremo a raccolta tutti coloro che se la sentono di andare avanti verso quella che sarà la rinascita del nostro mondo.

Buon lavoro a tutti noi!!!

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