Da innovatore a consulente finanziario. Cambia la figura dell’agronomo


Pubblicato su La Stampa (leggi articolo originale)

Molti seguono 20 o 30 aziende a testa e tutti devono essere preparati a gestire qualunque problema il produttore agricolo presenti sul piatto: dall’impedire che la troppa umidità rovini ettari di vigna, a quali concimi biologici usare per migliorare la qualità di peperoni e fragole, fino ai consigli su come richiedere i sussidi europei all’agricoltura.

Insomma, quello dell’ agronomo (ma le figure professionali legate alla consulenza in agricoltura sono differenti e vanno dall’agrotecnico al dottore agronomo e forestale passando per i periti) è una professione che sarebbe riduttivo definire eclettica. «Il nostro lavoro non sarebbe concretizzabile senza il supporto e la consulenza costante dei tecnici e degli agronomi», spiega Giovanna Gilardi, ricercatrice del polo di innovazione agroalimentare Agroinnova di Grugliasco, in provincia di Torino.

In Italia agli  inizi del 2013 risultavano iscritte all’albo agrotecnici circa 14 mila  263 persone (di cui meno di mille laureate) e più di 20 mila sarebbero invece gli agronomi e forestali presenti nella Penisola secondo il Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali.

Numeri che impallidiscono rispetto alle centinaia di migliaia di avvocati o ingegneri, ma che preoccupano proprio per la sempre maggiore richiesta di consulenti in agricoltura che oggi non possono più limitarsi a gestire piante e terreni, ma devono saper suggerire soluzioni innovative, tecniche e soprattutto consigli finanziari validi ai loro clienti.

A novembre 2013, Novi Ligure ha ospitato un meeting nazionale dei tecnici e degli agronomi italiani organizzato dalle due maggiori organizzazioni italiane che raccolgono i liberi professionisti della categoria, Caa Italia ( Centro autorizzato di assistenza agricola) e Oata Italia ( Organismo assistenza tecnica agricola).

Agriconnection ha raccolto le loro impressioni e testimonianze per  per capire quali sono le richieste più frequenti degli agricoltori.

La parte più complessa del lavoro di agronomo/perito/agrotenico/consulente agrario starebbe proprio nel gestire la comunicazione con i clienti. Agriconnection sta realizzando un sondaggio ( compilabile anche qui) per capire se oggi le nuove tecnologie stiano migliorando (o lasciando come sono) le condizioni di lavoro di questi paladini dell’agricoltura.

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