Inea: torna il concorso per disegnare il mondo agricolo

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L’INEA, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, università e ricerca, MIUR, e il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, MIPAAF, bandisce per l’anno scolastico 2013- 2014, il concorso nazionale di disegno, pittura, fumetto e fotografia “la terra vista da vicino. Sguardi, immagini e colori del mondo agricolo”, rivolto agli alunni delle scuole secondarie di primo grado (medie inferiori).

«Con l’evoluzione del settore primario e dell’urbanizzazione – spiega Tiziano Zigiotto, Presidente dell’INEA – il mondo agricolo e rurale ha subìto forti cambiamenti strutturali. La riduzione del numero di aziende, la crescente meccanizzazione, la diminuzione del capitale umano impiegato hanno modificato anche i valori, le abitudini e le tradizioni della vita agreste. Il concorso vuole promuovere la sensibilizzazione dei più giovani a quei valori, a quelle abitudini e alle tradizioni contadine che ancora si tramandano di generazione in generazione, stimolandoli a esprimere tutto quello che sanno, pensano e vedono riguardo al mondo agricolo».

Le scuole potranno partecipare inviando, entro lunedì 17 marzo 2014, varie tipologie di lavoro (disegno/pittura, fumetto, collage, fotografie) inerenti le 3 categorie tematiche oggetto del concorso: a) lavoro agricolo; b) cultura e tradizioni; c) animali e prodotti.

Le 3 classi prime classificate (per il miglior lavoro di ciascuna categoria), saranno premiate con una targa e sarà inoltre offerto loro un soggiorno di una giornata e mezza, nel mese di maggio, presso una fattoria didattica accreditata situata nella regione Umbria. A ciascun studente della classe vincitrice e ai loro insegnanti sarà altresì rilasciato un diploma.

Agricoltura: chiuse 33mila aziende nel 2013, pesa calo consumi

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Roma, 27 feb. – Quasi 33mila aziende agricole hanno chiuso i battenti nel 2013, scomparse a causa della crisi dei consumi e dal maltempo che ha colpito diverse colture. E’ quanto si legge nel secondo numero di AgrOsserva, l’osservatorio Ismea-Unioncamere sulla congiuntura dell’agroalimentare italiano. Il rapporto e’ stato illustrato oggi al Ministero dell’Agricoltura, alla presenza del neo-ministro Maurizio Martina, del presidente di Ismea Arturo Semerari e del presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo. Altro dato rilevante e’ la riduzione progressiva degli utili dei produttori a vantaggio degli operatori piu’ a valle, in particolare quelli del sistema distributivo: su 100 euro di spesa di prodotti agricoli freschi, solo 1,8 euro, al netto di salari e ammortamenti, rimangono nelle tasche degli agricoltori. Qualche notizia positiva arriva invece dall’industria alimentare, con una produzione delle bevande e del tabacco che ha registrato, nell’ultimo trimestre dell’anno, un incremento del 2,5% su base congiunturale e del 2,9% su base tendenziale. E il settore e’ sempre piu’ attento all’eco-efficienza: nella fase della lavorazione ha ridotto del 23% la produzione di rifiuti e fatto crescere la quota avviata al riciclo a oltre il 79%. “E’ il momento di cercare di riattivare un circuito virtuoso nei consumi interni – ha sottolineato il ministro Martina – e il governo sta gia’ lavorando per produrre shock utili: il nostro obiettivo nell’agroalimentare e’ sicuramente quello di ridurre la discrasia tra spesa e guadagni dei produttori guardando anche ad altri contesti europei, stimolare l’aggregazione di imprese e portare i consumatori a riconoscere la bonta’ e la qualita’ dei prodotti Made in Italy”. Se la domanda estera sta compensando la contrazione dei consumi interni, e’ anche vero che la spinta delle esportazioni dal 2010 a oggi ha subito una progressiva decelerazione, passando dal +12,8% del 2010 al +4,7 del 2013. “Non dobbiamo mai darci troppe aspetattive rispetto a al tema dell”italian sounding’, perche’ e’ impensabile che nel giro di pochi msei possiamo trasformare questo tema in un valore economico”, avverte il presidente di Coldiretti Moncalvo, per il quale “il lavoro comune va fatto sulla ripresa dei consumi interni”.

Dall’orso al cardo, in Italia è a rischio 1 specie su due

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ROMA, 27 FEB – Un patrimonio di biodiversità in pericolo per cause naturali ma soprattutto per l’azione dell’uomo, che spesso interviene in modo insostenibile nell’agricoltura e nella pesca, nell’edilizia e nel turismo. Dall’orso marsicano al quadrifoglio acquatico, dalla tartaruga palustre al cardo del Gennargentu, a rischio c’è più della metà della ricchezza ambientale italiana: il 50% delle piante, il 51% degli animali e il 67% degli habitat, tra quelli di interesse europeo presenti nella Penisola, sono in uno stato di conservazione cattivo o inadeguato.

A lanciare l’allarme è l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), che insieme al ministero dell’Ambiente ha presentato il ‘III Rapporto Direttiva Habitat 2007-2012’. Stando all’analisi, le prospettive future per la maggioranza delle specie animali appaiono abbastanza positive, e circa la metà delle specie vegetali e degli habitat sembrano essere stabili o in miglioramento. Ma le criticità, nel presente, di certo non mancano.

Se dell’orso marsicano sono rimasti solo 40-50 esemplari, varie specie di pipistrelli rischiano l’estinzione a causa dell’alterazione delle aree agricole e dell’uso dei pesticidi. Il 40% degli anfibi, dalla salamandra al rospo, è in uno stato non favorevole. Le tartarughe palustri sono in sofferenza per l’arrivo di specie esotiche, ma a passarsela peggio sono i pesci di fiume e di lago, quasi tutti minacciati dall’introduzione di altre specie a fini di pesca.

Tra le piante, particolarmente esposte sono quelle endemiche della Sardegna come l’eufrasia e il cardo del Gennargentu, che scontano il degrado della qualità dell’habitat. Proprio sul fronte degli habitat, gli occhi sono puntati sulle dune, sotto stress per attività turistiche e urbanizzazione non controllata.

Il rapporto è frutto del lavoro che ha visto coinvolti, oltre all’Ispra e al ministero, le Regioni, le Province autonome e le principali società scientifiche nazionali, in ottemperanza alla direttiva Habitat del ’92 che impone ai Paesi Ue di inviare un report ogni sei anni sullo stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario. Il risultato è un volume di oltre 300 pagine che scatta una fotografia dettagliata della biodiversità italiana con 802 schede di valutazione richieste dall’Europa e oggi a disposizione delle istituzioni che – come sottolinea il direttore generale dell’Ispra, Stefano Laporta – sono chiamate a mettere in campo ”azioni concrete e urgenti”.

Laura Giannoni (ANSA).

E l’Ue si allea con il Marocco contro gli agricoltori siciliani

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L’accordo è raggiunto. Votato a Strasburgo il patto tra Ue e Regno del Marocco sulla liberalizzazione di alcuni prodotti ittici e agricoli, fra questi le arance. L’europarlamento ha dato il via libera all’intesa il 17 febbraio, ma la stampa italiana ha dato scarsa eco ad un protocollo che potrebbe sortire effetti non positivi su tutto il comparto agricolo siciliano. Non è bastata dunque l’opposizione in aula dei rappresentanti dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. I voti favorevoli sono stati 369, contro 225 no e 31 astenuti. Al momento del voto, tuttavia, molti italiani non erano presenti in aula. La denuncia arriva dall’eurodepudato dell’Ncd Giovanni La Via che aRepubblica ha dichiarato: «Non si può difendere l’agricoltura di un Paese e di una regione a parole e poi non essere presenti al momento dei fatti».

In cifre, l’accordo che dovrebbe entrare in vigore a maggio, prevede l’eliminazione immediata del 55 per cento (dal 33 per cento attuale) dei dazi doganali sui prodotti provenienti dal Marocco. Mentre i dazi in uscita su frutta, verdura e pesce prodotti nei paesi dell’Unione Europea verranno ridotti del 70 per cento solo nei prossimi dieci anni. Sul piede di guerra la Coldiretti. «È la fine dell’agricoltura siciliana. Oggi – spiega Chiarelli, presidente della sezione isolana dell’associazione di categoria – le arance dal Marocco sbarcano a Palermo a 30, 35 centesimi al chilo. Un prezzo che, grazie agli attuali dazi doganali, equivale più o meno a quelli applicati sulle arance siciliane. In futuro potrebbero arrivare a 17, 18 centesimi al chilo».

Marchio Igp per il limone di Siracusa

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limone055Tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi relativi alla denominazione: sono le funzioni affidate al Consorzio di tutela del Limone di Siracusa Igp, con decreto del ministero delle Politiche agricole n. 11970 del 18 febbraio 2014. È un riconoscimento che segue di tre anni esatti l’iscrizione della denominazione “Limone di Siracusa” nel registro delle Indicazioni geografiche protette dell’Unione europea. Una forma di protezione per i produttori che rispettano il disciplinare e per i consumatori, cui viene garantita la provenienza e l’eccellente qualità del prodotto. Il Consorzio di tutela è nato nel 2000.

Prato: domande per accesso contributi per ristrutturazioni vigneti

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Prato, 20 feb – – Ristrutturazione e riconversione dei vigneti per migliorare il già elevato livello di qualità dei vini. Entro il 31 marzo è possibile presentare domanda di accesso ai contributi finalizzati allo sviluppo della qualità e tipicità dei vigneti, nonché l’adeguamento della produzione alla domanda del mercato. Il bando completo è scaricabile dal sito di ARTEA (Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura) all’indirizzo www.artea.toscana.it.

Dall’Ue nuovi strumenti per la gestione del rischio

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L’Unione europea ha individuato nuovi strumenti per la gestione del rischio in agricoltura come gli aiuti per l’assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante: si tratta di sovvenzioni pubbliche per il pagamento di premi versati dagli imprenditori per assicurare il raccolto e gli allevamenti, con un tetto massimo del 65% dell’entità del premio.

Il presidente di Confai, Leonardo Bolis, ha commentato: “L’agricoltura è sempre stata un settore soggetto a rischi, a partire dal meteo fino alle fluttuazioni dei mercati locali e internazionali. Per questo le nuove misure prospettate dall’Unione europea all’interno del regolamento sullo sviluppo rurale possano avere positive ripercussioni sulla stabilità del settore”.

Previsti inoltre i fondi di mutualizzazione: lo scopo è quello di facilitare la costituzione di fondi nazionali o regionali per contribuire a risarcire gli agricoltori delle perdite causate da avversità atmosferiche e ambientali, epizoozie e gravi problemi fitosanitari.

Tali fondi – altra importante novità – funzionerebbero anche come strumenti di stabilizzazione del reddito, attivandosi qualora le entrate degli agricoltori subissero un calo superiore al 30% della media annua del singolo agricoltore nel triennio precedenti.

Far funzionare o meno questi meccanismi di gestione del rischio – fa notare Sandro Cappellini, coordinatore nazionale di Confai – dipenderà dalle decisioni adottate da ciascuno Stato membro a livello nazionale e regionale. Il nostro auspicio è che l’accesso a questi fondi europei sia consentito anche alle imprese agromeccaniche”.

Agricoltura, progetto didattico finanziato dalla Provincia

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Al via il nuovo progetto didattico “Agricoltura Ambiente Prodotti Locali” a.s. 2013/14, promosso, coordinato e finanziato dalla Provincia di Pisa — Assessorato alla Programmazione territoriale, Sviluppo Rurale, Forestazione e Difesa Fauna, in collaborazione con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione, rivolto gratuitamente a tutte scuole del territorio provinciale. “Nonostante il quadro di incertezza istituzionale e di difficoltà economica– afferma Giacomo Sanavio, assessore alla Programmazione territoriale, Sviluppo Rurale, Forestazione, Difesa Fauna — abbiamo voluto anche quest’anno, seppur in forma ridotta, investire in questo progetto, convinti della necessità di favorire processi di trasformazione culturale sull’uso delle risorse naturali, sulla scelta del cibo che mangiamo, su abitudini e consumi”.

Scopo del progetto è, infatti, quello di sensibilizzare la popolazione scolastica provinciale sui prodotti di qualità dell’agroalimentare pisano, sul ruolo multifunzionale delle aziende agricole; sulla necessità di norme comportamentali adeguate ad un corretto utilizzo e rispetto degli ambienti naturali; favorire la conoscenza degli ambienti fluviali e della fauna; far riflettere sulla necessità di un cambiamento nel gestire la cultura dell’approvvigionamento alimentare e del rapporto con il cibo, in relazione con la complessità delle intersezioni che questa tematica ha con altri fattori, quali ambiente, salute, modelli di sviluppo. Il progetto si compone di moduli didattici raggruppati in tre aree tematiche: “A scuola nell’azienda agricola”; “Conoscere l’albero, il bosco, la fauna e il paesaggio rurale”; “Conoscere mare e fiumi”.

I moduli didattici sono articolati in una lezione teorica in classe ed una lezione pratica all’esterno presso aziende agricole, frantoi, sul territorio. Alla realizzazione dei laboratori, collaboreranno numerosi soggetti, tra pubblici e privati, senza contare le aziende agricole e frantoi individuate direttamente dai soggetti attuatori dei laboratori. Il quadro di incertezze normative e finanziarie che interessa l’Amministrazione Provinciale non ha consentito, come consuetudine, di inviare la proposta didattica all’inizio dell’anno scolastico.

Pertanto, ai fini dell’assegnazione dei moduli didattici si procederà secondo l’ordine di arrivo delle richieste da parte delle classi fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Il progetto ed i moduli allegati sono disponibili anche sul sito della Provincia di Pisa (www.provincia.pisa.it) aree tematiche Agricoltura e Forestazione/Difesa Fauna.

Agricoltura sociale, al via programma per i detenuti

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L’Assessorato regionale dell’Agricoltura persegue, tra gli altri, l’obiettivo di riqualificare il patrimonio delle aziende regionali, anche al fine di contribuire al miglioramento del benessere, della qualità della vita e dello sviluppo del territorio siciliano.

Il mondo agricolo e rurale costituisce un luogo privilegiato per l’avvio di percorsi di inserimento sociale e lavorativo di soggetti svantaggiati, grazie alle intrinseche capacità inclusive che caratterizzano le attività agricole. Tali attività, infatti, sono in grado di conferire dignità al lavoro svolto da soggetti che vivono situazioni di disagio (detenuti, ex detenuti, soggetti in trattamento psichiatrico, soggetti affetti da disabilità psico-motorie, etc.), rendendoli protagonisti attivi del loro percorso di reinserimento sia sociale che lavorativo.

Allo scopo di agevolare la realizzazione degli interventi sopra descritti, è stata avviata una collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e l’Ente di Sviluppo Agricolo volta alla programmazione di una serie di attività di agricoltura sociale che coinvolgano soggetti detenuti nelle carceri dislocate nel territorio regionale.

Poiché l’Azienda agricola sperimentale “Campo Carboj”, gestita dall’E.S.A. con la consulenza scientifica dell’Università degli studi di Palermo, si trova in prossimità degli Istituti penitenziari di Castelvetrano, Sciacca e Trapani dispone di terreni e fabbricati idonei allo svolgimento di attività lavorative extramurarie, è stato elaborato un protocollo di intesa per la realizzazione di un programma sperimentale di agricoltura sociale in favore di soggetti ivi detenuti.

La sottoscrizione del protocollo di collaborazione avverrà in data 21 febbraio alle ore 10:00 alla presenza del Presidente della Regione Rosario Crocetta presso il Palazzo d’Orleans, sala Alessi. Saranno presenti il Sottosegretario di Stato alla Giustizia Giuseppe Berretta, il Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Giovanni Tamburino, il Commissario straordinario dell’Ente di Sviluppo Agricolo Francesco Concetto Calanna, il Provveditore regionale per l’Amministrazione penitenziaria Maurizio Veneziano, il Consigliere del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Alfonso Sabella, il Responsabile nazionale Sicurezza dell’ANCI Antonio Ragonesi, il Senatore della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica Giuseppe Lumia e il Dirigente Generale del Dipartimento regionale dell’Agricoltura Rosaria Barresi.

Territorio, rapporto sui progetti dei GAL

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È stato pubblicato in questi giorni il rapporto Co-operando fra aree rurali: i progetti leader ed extra-leader dei Gruppi di Azione Locale italiani, realizzato dall’INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) nell’ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale ed in collaborazione con la società Contesti srl, sui progetti di cooperazione realizzati dai Gruppi di Azione Locale e le loro ricadute sul territorio.

Cooperazione per il territorio significa chance in termini di competitività turistica ed economica per l’agroalimentare e tutto il suo indotto. Grazie ai fondi comunitari questi progetti, mirati a migliorare il crossing-over  a livello transnazionale e interregionale delle relazioni economiche e la messa in rete delle piccole e medie imprese, si traducono in pratica  in scambi tra GAL di diversi territori per capitalizzare le esperienze ed esportare le nostre eccellenze.

Un esempio concreto è stato Eurovillages Plus, un progetto che ha visto una ricca partecipazione del GAL e di aziende locali ad eventi fieristici internazionali, con il risultato di un potentissimo ritorno di immagine a livello europeo. «Nell’approccio Leader la cooperazione è stata un mezzo per consolidare percorsi di sviluppo locale», afferma il presidente del Gal Capo S.M. di Leuca Rinaldo Rizzo. «Essere i primi nella Regione Puglia, in un’indagine di calibro nazionale che ha coinvolto ben 235 Gruppi di azione locale, è stato un punto d’orgoglio. Per il territorio, infatti, i nostri progetti hanno significato una crescita in termini istituzionali con il rafforzamento delle strategie di intervento comuni; ha portato a risultati gestionali ottenendo competenze connesse all’organizzazione e amministrazione della struttura operativa del GAL (come ad esempio l’acquisizione di tecniche di project management).

Ma non solo, continua il presidente: «Abbiamo assistito a ricadute di natura sociale, si pensi alla promozione di quelle iniziative congiunte per l’inserimento nel contesto sociale ed economico di categorie svantaggiate della popolazione. In ultimo, i risultati maggiori,  si sono registrati in  termini economici con nuove opportunità di lavoro, promozione turistica dei territori dell’area GAL, posizionamento di prodotti di nicchia e creazione di marchi. Non dimentichiamo poi che, grazie al contatto con nuove realtà territoriali, molti imprenditori hanno acquisito un grado di apertura e una capacità di governo dei processi di internazionalizzazione dell’azienda non frequenti nel settore agroalimentare e forestale e soprattutto nell’ambito delle piccole e medie imprese».

Agricoltura sociale allo studio della Camera

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La commissione Agricoltura di Montecitorio ha messo a punto un testo base per un progetto di legge sull’agricoltura sociale – Il testo prevede, fra l’altro, che i Comuni possano definire modalità di presenza e di valorizzazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura sociale nelle aree pubbliche.

Agricoltura non solo come occasione di lavoro, ma anche come opportunità d’inserimento dei soggetti svantaggiati. E’ questa la missione sociale inserita in un progetto di legge all’esame della commissione Agricoltura di Montecitorio, che ha messo a punto un testo base di discussione.

Per agricoltura sociale s’intendono le attività degli imprenditori agricoli dirette a realizzare diversi progetti:

a) inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, molto svantaggiati e disabili, oltre a minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale;

b) prestazioni e servizi sociali, socio-sanitari, riabilitativi, terapeutici, formativi ed educativi per famiglie, anziani e appartenenti a fasce deboli o a rischio di marginalizzazione;

c) attività sociali e di servizio per le comunità locali che impiegano le risorse per promuovere azioni terapeutiche, di abilitazione, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili per la vita quotidiana e di educazione (ad esempio, accoglienza e soggiorno di bambini in età prescolare – agrinido e agriasilo- e accoglienza e soggiorno di adulti e pensionati in difficoltà sociale, fisica e psichica);

d) progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità nonché alla diffusione della conoscenza del territorio attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche riconosciute a livello regionale.

A sostegno di questa iniziativa, il progetto di legge all’esame della commissione Agricoltura della Camera contiene alcuni interventi. E’ previsto, ad esempio, che le mense scolastiche e ospedaliere possano indicare, nelle gare concernenti i relativi servizi di fornitura, criteri di priorità per l’inserimento di prodotti agroalimentari provenienti da operatori dell’agricoltura sociale. Non solo: il testo prevede anche che i Comuni possano definire modalità di presenza e di valorizzazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura sociale nelle aree pubbliche.

INEA, on line l’annuario italiano 2012

Pubblicato su Inea 

Riflettori puntati sul settore primario nell’Annuario dell’agricoltura italiana, pubblicato dall’INEA, da oggi disponibile on line in versione integrale al seguente link e in formato cartaceo su richiesta a   biblioteca@inea.it.

Battuta d’arresto per il settore agricolo che, nel 2012 risente dell’andamento recessivo che ha colpito il Paese, con il valore della produzione agricola poco al di sotto dei 50,5 miliardi di euro correnti (+1,8%), il brusco ridimensionamento, in termini reali, dell’attività produttiva(- 1,9% dei consumi intermedi) e la netta riduzione del valore aggiunto agricolo (-4,4%).

Agricoltura: quella familiare al centro meeting governatori Ifad a Roma

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images”Investire sull’agricoltura familiare per il futuro che vogliamo”. Questo – riferisce una nota – il tema scelto per la 37esima riunione annuale del Consiglio dei governatori del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad) che convoca per domani, 19 febbraio, e dopodomani, 20 febbraio, a Roma i delegati dei suoi 172 Stati membri.

In linea con la decisione delle Nazioni Unite di dichiarare il 2014 l’Anno internazionale dell’Agricoltura familiare, i partecipanti al meeting Ifad discuteranno i vantaggi comparati dell’ agricoltura familiare e gli strumenti per meglio sostenerla nel comune riconoscimento che non ci potra’ essere sicurezza alimentare e nutrizionale, per i 2 miliardi di persone dipendenti dall’agricoltura familiare, senza uno sviluppo rurale inclusivo.

Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia e delle Finanze, Abdullah Jummah Alshibly, vice segretario generale del Consiglio di Coperazione dei Paesi del Golfo (Ccg) e Paul Polman, amministratore delegato Unilever, interverranno in apertura dei lavori dopo il discorso del presidente Ifad, Kanayo F. Nwanze.

Saranno siglati anche due protocolli di intesa, uno tra l’Ifad e l’Unilever e un altro tra il Fondo e il Ccg, saranno firmati nel corso delle due giornate di riunioni tra gli Stati membri.

L’Ifad mira a raggiungere 90 milioni di persone tra il 2013 e il 2015, con l’obiettivo, durante lo stesso periodo, di tirarne fuori dalla poverta’ ben 80 milioni. Rispetto all’anno precedente, nel 2013 il 33% in piu’ dei poveri delle zone rurali ha ricevuto servizi da progetti sostenuti dall’Ifad. Sempre lo scorso anno l’Ifad ha esteso un sussidio di 500.000 dollari per il Forum Mondiale Rurale in modo da coinvolgere la societa’ civile in 11 paesi e cinque regioni, altri 150.000 dollari sono stati stanziati per sostenere e monitorare i progressi durante l’anno.

Cereali: Ismea presenta il primo censimento delle strutture di stoccaggio

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corso_alimentazione_cereali_1L’Ismea ha presentato oggi, presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, i risultati del Primo Censimento delle strutture di stoccaggio dei cereali in Italia. L’iniziativa, illustrata agli operatori del settore e ai rappresentanti delle istituzioni nazionali e territoriali, si inserisce nell’ambito delle attività del Piano cerealicolo nazionale con specifico riferimento all’obiettivo strategico della “Logistica di settore”.

Ragusa. Conferenza stampa del comitato contro le vendite all’asta.

1E’ di queste ore la conferenza stampa che il Comitato contro le aste giudiziarie, nato a Vittoria lo scorso 12 febbraio sta tenendo a Ragusa presso l’Hotel Montreal, nei pressi della Prefettura.
Si tratta di un comitato che, al di là di ogni visione personale, racchiude diverse associazioni come Altragricoltura, Sos Impresa, l’associazione antiracket Articolo 1, i Forconi, Soccorso Contadino Sicilia e diversi imprenditori e liberi cittadini che hanno deciso di aderire a titolo personale.
Fra loro anche Angelo Giacchi la cui vicenda personale è salita agli onori della cronaca dopo la protesta organizzata davanti alla Prefettura.
Durante la conferenza stampa sono state presentate le iniziative che il comitato intende adottare per opporsi alle aste giudiziarie già calendarizzate che intendono evitare un ulteriore impoverimento delle famiglie, la distruzione di imprese e la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Veneto: 1,3 mln per caratterizzazione qualitativa prodotti

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Roma, 17 feb 2014 – ”Vogliamo verificare quanto il valore dell’agricoltura e i risultati per il reddito delle imprese siano strettamente connessi alla qualita’ delle produzioni e quanto quest’ultima e’ espressione anche dell’ambiente che li produce”. Cosi’, in una nota, l’assessore veneto all’Agricoltura, Franco Manzato, annuncia l’avvio del progetto dal titolo ”Caratterizzazione qualitativa dei principali prodotti ortofrutticoli veneti e del loro ambiente di produzione”, messo a punto con il contributo delle Organizzazioni di produttori (che metteranno a disposizione le proprie aziende) e dei Consorzi di tutela Dop/Igp. La giunta regionale ha finanziato il progetto con 1,3 milioni di euro. L’analisi – si spiega – procedera’ su due steps: monitoraggio ambientale (acqua-aria-suolo) di trecento aziende prese a campione (sparse in tutte le province venete); monitoraggio di circa mille prodotti dop, igp, prodotti tradizionali. I controlli si svolgeranno da marzo a ottobre circa, in base ai periodi biologici di fioritura di ogni frutto e ortaggio. Le universita’ di Verona e Padova approfondiranno le caratteristiche dei prodotti ortofrutticoli e il biomonitoraggio dell’ambiente di coltivazione, con l’obiettivo di fornire risposte oggettive e concrete ai consumatori, garantendo loro che le tecniche produttive utilizzate nella filiera sono ecosostenibili e fornendo assicurazioni circa la salubrita’ e la qualita’ dei prodotti ortofrutticoli veneti, attraverso un monitoraggio ambientale e di prodotto che evidenzi eventuali anomalie. I prodotti esaminati (quelli tipici, tradizionali e a marchio) verranno rapportati al territorio per confermare la correlazione tra ”prodotto sano” e ”ambiente sano”.

Echord ++, la robotica incontra l’agricoltura

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Anche l’agricoltura e la logistica, come numerosi altri settori, possono trarre vantaggio concreto dagli sviluppi della robotica grazie al progetto europeo Echord++, che vede in prima linea l’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, grazie a una serie di significativi finanziamenti, che potrebbero essere erogati portando beneficio anche al “sistema Toscana” e, in particolare alla provincia di Pisa, con la Valdera e il comune di Peccioli in prima linea.

Grazie a Echord ++ soluzioni per la robotica di servizio sono seguite dal “concept” fino al prodotto, creando un link fra idee, capacità di realizzarle e di proporle sul mercato, affinché un progetto possa nascere come un’intuizione, abbia la capacità di svilupparsi come se fosse un esperimento e possa concludersi trasformandosi in un prodotto commerciabile e utilizzabile da un alto numero di cittadini, con indubbi vantaggi per la qualità della loro vita. Sono proprio questi alcuni obiettivi di Echord++ , progetto finanziato dalla Comunità Europea che si concluderà nel 2018, per il quale l’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa ha promosso un InfoDay ospitato alla “Casa domotica” di Peccioli (Pisa), con la partecipazione di 80 rappresentanti del mondo della ricerca e delle imprese. L’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant’Anna è particolarmente coinvolto in Echord ++ poiché costituisce una delle “3 RIFs” del progetto, ovvero è stato scelto come uno dei luoghi e una delle infrastrutture per testare le soluzioni robotiche e per verificare quanto siano realmente applicabili sul mercato.

Il nuovo progetto potrebbe portare numerosi progetti di sviluppo, di dimostrazione e di validazione dei robot di servizio. La robotica di servizio è un settore che comprende una gamma vasta di applicazioni, rivolte a una “platea” altrettanto ampia, con un impatto estremamente positivo. Ogni progetto che verrà selezionato e quindi finanziato potrà ricevere circa 300.000 euro. Sono previsti due bandi di concorso, in considerazione dell’ampio respiro di Echord++, il primo dei quali si aprirà a marzo 2014. Per ogni bando saranno selezionate circa 15 proposte, nei settori previsti dal progetto, come la robotica agricola (con numerose soluzioni per migliorare la produzione, la raccolta, le tecniche di coltivazione), la robotica logistica (per ottimizzare il trasporto e i processi industriali), la robotica “multiuso”, particolarmente interessante perché permette di spaziare verso lo sviluppo e l’applicazione in campi che non coincidono per forza con quelli specificati negli scenari di Echord ++.

“Il progetto – spiegano i ricercatori coinvolti in Echord ++ dell’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant’Anna, diretto da Paolo Dario – vuole colmare il gap tra il mondo della ricerca e quello dell’industria, nel campo della robotica e, attraverso due bandi di concorso, enti di ricerca e industrie possono presentare i progetti per sviluppare soluzioni robotiche, selezionate in un secondo momento sulla base di alcuni parametri quali innovazione, potenzialità di successo sul mercato”.

La fase di test sarà finanziata dalla Comunità Europea, fino ad un massimo di 300mila euro per ogni “esperimento”.

Per l’InfoDay a Peccioli, promosso dall’Istituto di BioRobotica e per l’intero progetto, sono state coinvolte realtà industriali del territorio, che offre numerose possibilità di sviluppo e di sperimentazione di soluzioni robotiche. Il vantaggio che deriverà dal ricevere finanziamenti nell’ambito di Echord ++ è enorme. Ad esempio le aziende di Peccioli (a cui se ne potranno aggiungere altre) che hanno dato disponibilità a costituire laboratori dinamici e realistici – per quelle che saranno selezionate e riceveranno finanziamenti – avranno la possibilità di verificare l’utilizzabilità della soluzione robotica nella propria realtà e di sviluppare l’idea robotica in un ambiente che non coincide con il laboratorio e, quindi, dà la possibilità di verificare subito l’utilizzabilità dell’idea.

ISMEA, sale nel terzo trimestre 2013 la stretta del credito

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Si inasprisce nel terzo trimestre 2013 la stretta al credito verso le aziende agricole. Le elaborazioni Ismea sui dati Sgfa indicano una riduzione delle erogazioni concesse alle imprese italiane del settore primario del 21% su base annua, con l’ammontare dei prestiti concessi tra luglio e settembre dell’anno scorso sceso a 426,1 milioni di euro.

La riduzione ha coinvolto tutte le macro aree territoriali seppure con diversa intensità: più accentuata la flessione delle erogazioni nelle regioni di Nord-Ovest e nelle Isole a fronte di un andamento in linea con il dato medio nazionale nel Centro-Sud e di una contrazione più attenuata nel Nord-Est.

In relazione alla durata, l’analisi Ismea rivela nel periodo luglio-settembre una riduzione su base annua di oltre il 37% dei finanziamenti a lungo termine, la cui quota sul monte prestiti complessivo è scesa sotto la soglia del 50%. Al contrario risultano in aumento le erogazioni di medio e breve periodo.

Data la stretta relazione tra la durata dei finanziamenti e le relative finalità, si risconta nel periodo in esame un aumento dell’8% del credito di esercizio e una contestuale erosione delle erogazioni per investimenti e ristrutturazioni, scese rispettivamente del 23,1% e del 22,6% su base annua.

Una dinamica che riflette la minore propensione delle aziende agricole a investire evidenziando, di converso, l’aumentato bisogno di liquidità per finanziare la gestione corrente.

Troppa pioggia, agricoltura in difficoltà. Allerta a Piacenza

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Anche le campagne piacentine non sono state risparmiate dal gennaio piovoso al quale abbiamo assistito, aggravato poi dalle piogge cadute in queste prime settimane di febbraio che hanno provocato ingenti danni in altre provincie. Nel solo mese di gennaio, fa sapere il Consorzio di Bonifica di Piacenza, sono infatti caduti circa 207 mm di pioggia alla diga di Mignano e 153,5 mm alla diga del Molato. Po e Nure si gonfiano ma la situazione è sottocontrollo e costantemente monitorata da parte dei tecnici del Consorzio di Bonifica di Piacenza che per ora hanno attivato un’unica pompa, sulle cinque dell’impianto idrovoro dell’Armalunga, che solleva 2.5 metri cubi d’acqua al secondo dai canali al Nure.

I campi sono tuttavia fradici ed incapaci di assorbire l’acqua in eccesso e drenarla, le preoccupazioni maggiori vanno in particolare alle coltivazioni di frumento che si trovano, in questo periodo, in una delicata fase di sviluppo e potrebbero essere compromesse se la situazione non dovesse migliorare. Per quanto riguarda le piante da frutto, già avanti nella maturazione, hanno già il bottone fiorale esposto a causa delle temperature miti inconsuete: va da se che alla prima gelata, si rischia di perdere il prodotto. Gravi problemi poi per le orticole, data l’impossibilità di procedere alla raccolta a causa del fango, che corrono dunque il rischio di marcire, ma anche per la semina che continua ad essere rimandata.

“Siamo in allerta, afferma Fausto Zermani, presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, ma al momento la situazione è stabile e i nostri impianti sono in grado di mantenere la sicurezza idraulica. Terremo monitorata la situazione e se necessario, attiveremo altre pompe. E’ in situazioni come questa, che le attività di cura e manutenzione del territorio svolte dal Consorzio di Bonifica, si rendono più evidenti. Gli oltre 2000 km di canali e gli impianti idrovori permettono in caso di emergenze lo scolo dell’acqua piovana e il suo veloce allontanamento, scongiurando quindi il rischio di allagamenti nei campi, dovuti ad esondazioni.”

“Inoltre, sul lavoro di prevenzione del dissesto idrogeologico, piaga che caratterizza il nostro territorio, commenta il direttore Coldiretti Piacenza, Massimo Albano, gravano questi cambiamenti climatici, dei quali abbiamo avuto prova tangibile nei primi mesi dell’anno caratterizzati da abbondanti piogge e temperature miti. Certo è che un modello di sviluppo anomalo, caratterizzato da un’urbanizzazione selvaggia che comporta un aumento dell’impermeabilizzazione dei suoli, non contribuisce a migliorare la situazione. Basti pensare che ogni giorno vengono sottratti all’agricoltura 288 ettari, quasi 400 campi da calcio.”

Agricoltura, Martina: Da Cipe importanti provvedimenti a favore settore

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“Si tratta di provvedimenti particolarmente importanti, adottati in un momento in cui le imprese hanno bisogno di sostegno e di investimenti. Sono convinto che i nuovi contratti di filiera saranno sicuramente utili alla crescita e allo sviluppo del comparto ortofrutticolo, ma anche di altri importanti settori come quello caseario e quello cerealicolo. Le somme messe a disposizione sono significative e contribuiranno anche alla modernizzazione delle produzioni”. Così il sottosegretario alle Politiche agricole, Maurizio Martina, commentando le decisioni prese dal CIPE, nella riunione di oggi, 14 febbraio 2014, nel corso della quale sono stati approvati sette nuovi contratti di filiera, per un volume complessivo di investimenti di 197 milioni di euro. Le fonti di finanziamento sono costituite da 87,7 milioni di euro di Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI) della Cassa depositi e prestiti S.p.A., 11,5 milioni di euro di fondi Mipaaf, 7,4 milioni di euro di cofinanziamento regionale, 89 milioni di euro di finanziamento bancario ordinario, altri mezzi propri per 1,3 milioni di euro. I programmi di investimento riguardano le produzioni ortofrutticole destinate al consumo fresco e trasformato, la filiera zootecnica dei comparti uova, latte e prodotti caseari, la filiera cerealicola del riso, frumento e mais.

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