Viticoltura: segnali incoraggianti per la vendemmia 2013

fonte: Gazzetta di Sondrio (leggi articolo originale)

Sono iniziati da parte dei tecnici della Fondazione Fojanini  le prime valutazioni analitiche sulla produzione dell’annata 2013.

Le analisi chimiche, che servono per valutare  il trend di maturazione, vengono da anni effettuate su uve che provengono da vigneti guida costantemente monitorati oramai da tre lustri e che permettono di avere un quadro sull’andamento della maturazione.

La fase fenologica dell’ invaiatura (colorazione) è, nelle aree più precoci, al 60/70%.   Al di sopra della quota altimetrica di 500 s.l.m. tale percentuale diminuisce al 30/40%.

Lo sviluppo fenologico della vite è stato fortemente influenzato dall’anomalo andamento meteorologico di inizio stagione.  La vite, già in ritardo vegetativo dopo il riposo invernale,  ha sofferto le  giornate molto piovose e fredde di maggio, che hanno causato un ritardo, ad inizio giugno, di 10/15 giorni rispetto alla media trentennale.
Durante il mese di luglio e soprattutto le temperature in forte rialzo rilevate durante il mese di agosto  hanno permesso  un lento  ma graduale recupero della fase fenologica, se pur accompagnato, nella seconda decade di agosto, di un inizio di stress idrico.
Nell’ultima settimana , con il ripristino della dotazione idrica, la vite è nelle condizione  ottimale per iniziare la fase di accumulo di zuccheri nei grappoli.

I primi dati elaborati evidenziano come l’annata 2013 ha al momento parametri chimici che  la  fanno rientrare tra le annate tardive come il 2001 e il 2008 per citare le ultime.  Il ritardo è stimato in circa 8/12  giorni  rispetto alle annate precoci e di circa 5 giorni sulla media ventennale.

L’efficienza fogliare,  dove è stata lasciato almeno un rapporto di 1 mq di parete fogliare per kg di uva,  è ottima con una elevata attività fotosintetica.

Solo in pochi casi e per quelle vite poste in condizioni estreme vi sono sintomi di stress idrico, che  le piogge degli ultimi giorni stanno facendo rientrare.

La  qualità sanitaria (estetica)  delle uve è elevata a dimostrazione della grande professionalità degli operatori viticoli valtellinesi.

La carica produttiva è  media nella fascia al di sotto dei 500 s.l.m, mentre al di sopra di tale quota la quantità è inferiore rispetto alla media ventennale.

Le analisi sulla maturità tecnologica verranno integrate  da settembre  anche con quelle relative alla maturità fenolica (colore, tannini ecc.) e sul contenuto di acidi organici (malico e tartarico).

Graziano Murada, Direttore Fondazione Fojanini

Bolzano il Turismo incontra l’Agricoltura: quasi 100 progetti presentati

fonte: La Voce del Nord Est (leggi articolo originale)

Quasi 100 tra progetti, iniziative e idee su come potenziare la cooperazione turismo-agricoltura sono stati presentati nell’ambito della terza edizione del concorso “Turismo incontra agricoltura”. Dall’Alto Adige sono arrivate 48 proposte.

Rafforzare e sostenere la collaborazione tra due grandi comparti economici, il turismo e l’agricoltura, è da anni una delle priorità della Giunta provinciale, che allo scopo ha istituito anche il concorso “Turismo incontra agricoltura”. Nel 2013 è giunto alla terza edizione, la seconda allargata a tutto l’Euregio. Fino allo scorso 2 agosto era possibile presentare idee di cooperazione, progetti e iniziative da Alto Adige, Trentino e Tirolo. “Le proposte presentate sono state 98, e sicuramente vi saranno alcune idee valide per promuovere questa collaborazione”, commenta il presidente della Provincia Luis Durnwalder, competente per l’agricoltura.

Il concorso era aperto a privati, imprese, Comuni, associazioni, istituzioni e scuole. Dall’Alto Adige sono arrivati 48 progetti, spetterà ora a una giuria di esperti esaminare tutte le iniziative e scegliere i vincitori del concorso, che prevede un montepremi di 6mila euro. La cerimonia di presentazione dei progetti premiati è prevista a fine ottobre nell’ambito della Fiera Hotel 2013 a Bolzano.

Il viaggio della transumanza: foto, parole e musica alla Torre del Cerrano

fonte: Abruzzo24 (leggi articolo originale)

In Abruzzo l’allevamento transumante ha rappresentato in varie epoche storiche il settore trainante dell’economia, andando ad incidere anche sul piano politico, sociale e culturale.

Il paesaggio della transumanza è caratterizzato da una serie di forme di sosta e riparo peculiari, tra i quali anche Torre del Cerrano.

Proprio nel fortilizio medievale sabato 31 agosto alle ore 21,00 si svolgerà la rievocazione della transumanza, con l’evento dal titolo “Il viaggio della transumanza” organizzato dall’Associazione culturale la Mazzocca Abruzzese e patrocinato dall’AMP.

Oltre ad una significativa rappresentazione fotografica si terrà un’esibizione musicale a tema e la lettura dei brani tratti dal libro “Dove non arrivano i sentieri” di Fabio Petrella.

Nel libro si offre un’immagine dell’Abruzzo non convenzionale, ma appassionata e intensa. Alcuni passaggi interpretano perfettamente le immagini e i suoni della transumanza, pratica antica e al contempo viatico per il futuro. Inoltre, previste la visita serale alla Torre e al Museo del Mare e notturna con torce al Giardino Mediterraneo.

Lunedì 2 settembre alle ore 19,00 a Torre Cerrano con l’evento scientifico “Le specie animali della costa” si concluderà la rassegna “Una Torre di conoscenza” organizzata dall’AMP.

Gli esperti Massimo Pellegrini e Augusto De Sanctis illustreranno caratteristiche e funzioni della fauna costiera, rappresentata da numerose specie di elevato valore naturalistico.

L’incontro si svolgerà all’ombra della Torre dopo la visita guidata alle ore 17,00 all’interno e alle 18,00 al Giardino Mediterraneo. Al termine dell’evento si potranno degustare i prodotti degli Amici del Parco. L’ingresso è libero.

Tutto pronto per l’ 86ª Mostra Regionale Ortofrutticola “Città di Cuneo”

fonte: TargatoCn (leggi articolo originale)

La Mostra Regionale Ortofrutticola “Città di Cuneo”, giunta all’86a edizione, rappresenta un appuntamento importante per il Comune di Cuneo, che intende perseverare nel proprio impegno a sostegno della tradizione agricola del territorio e a supportare l’attività di promozione del consumo delle produzioni locali, divulgandone i contenuti di tipicità e di qualità.

Protagonista di quest’86a edizione è la “Pesca del cuneese”. Per questo Prodotto Alimentare Tradizionale (PAT) la messa a dimora dei primi impianti nell’area cuneese risale al 1927. Alcuni lungimiranti agricoltori della zona di Lagnasco nel saluzzese intrapresero la coltivazione di questo frutto che si dimostrò da subito adatto alle peculiarità ambientali e climatiche dei nostri terreni. Riguardo questa importante produzione di eccellenza della nostra provincia è doveroso segnalare l’impegno profuso per la promozione dalle associazioni agricole, determinanti nel percorso di affermazione della produzione locale sui mercati. La pesca del cuneese sarà quindi protagonista del 14° Ricettario di San Sereno – collana abbinata alla Mostra Regionale Ortofrutticola. Succhi, marmellate, composte per conservarle, dessert per il consumo fresco, ma anche interessati ed innovative ricette per l’impiego in piatti “salati”. Il ricettario sarà disponibile on-line sul sito del Comune di Cuneo a partire dal 6 settembre.

L’attenzione crescente per il territorio, per la salute, per tutto quanto è benessere rivaluta le origini agricole della nostra provincia. I buoni prodotti cuneesi contribuiscono a divulgare la qualità complessiva di un territorio vivibile. La nostra tradizione rurale è una risorsa concreta, soprattutto in tempi di recessione come questi. Per questo, in un epoca di tagli e riduzione degli investimenti dove la necessità di far quadrare il “bilancio pubblico” ci vede costretti a ridurre o addirittura sospendere il sostegno del Comune ad iniziative di promozione del territorio, ritenendo strategica “La mostra Regionale Ortofrutticola” abbiamo fatto e continueremo a fare i necessari sforzi per non far mancare il supporto dell’amministrazione a questa vetrina di eccellenza del territorio.

Grazie all’impegno delle associazioni agricole coinvolte nella realizzazione degli allestimenti, i visitatori della Mostra possono conoscere, ed apprezzare le produzioni ortofrutticole locali, imparare a distinguerle, a consumarle nel giusto periodo. Essere orientati al consumo di prodotti locali è sinonimo di cura della propria salute. Le nostre aziende sono controllate e rispettose dell’ambiente, i nostri prodotti si alternano sul mercato nel tempo in cui la natura li rende pronti al consumo e mangiare le cose al tempo giusto fa bene al fisico – e aspetto non secondario – fa bene al bilancio familiare.

Alla “Scuola Delle Tradizioni, laboratorio didattico realizzato grazie alla collaborazione de “Il Porticone”, i bambini tra i 3 e gli 11 anni vengono guidati dalle insostituibili Maestre di San Sereno, che li accolgono nella Scuola appositamente allestita, li assistono nello svolgimento dei lavori, guidandoli in un percorso ludico ed emozionale di conoscenza della tradizione rurale del cuneese.

La Rassegna di frutti e ortaggi sapientemente selezionati ed esposti all’ombra del viale alberato di San Rocco è un trionfo di colori e profumi che testimoniano i risultati conseguiti con la ricerca di lavorazioni finalizzate a produzioni di pregio, capaci di soddisfare i consumatori sempre più orientati all’acquisto di cibi genuini e salutari.

Questa edizione pone al centro della Rassegna la “Pesca del cuneese” (vedi scheda) cui è dedicato il ricettario di San Sereno di quest’anno, il quattordicesimo della collana abbinata alla Mostra Regionale Ortofrutticola, disponibile on-line sul sito del Comune di Cuneo a partire dal 6 settembre, scaricabile insieme ai precedenti al link: www.comune.cuneo.gov.it/attivita-promozionali-e-produttive/agricoltura-industria-artigianato-sanita-turismo/i-ricettari-di-san-sereno.html .

All’Osteria di San Sereno si potranno assaporare i prodotti dell’orto con la proposta del menù degustazione preparato dal ristorante “Papillon”.

Sabato 7 e Domenica 8 alla Scuola delle Tradizioni si terranno laboratori didattici riservati ai bambini di età compresa tra 3 e 11 anni che guidati dalle impagabili maestre mamme e nonne del Comitato di San Sereno realizzeranno i loro disegni. I fantasiosi elaborati saranno poi valutati e premiati dal Porticone lunedì 9 settembre alle ore 15.

Domenica 8 settembre si consiglia di visitare la Mostra muniti di borsa per la spesa da riempire con i prodotti genuini e selezionati che potranno essere acquistati presso i banchetti del MERCATIPICO.

Aviaria, nessun rischio per popolazione

fonte: Ansa.it (leggi articolo originale)

Il ministero della Salute esclude che, in seguito ai quattro focolai di aviaria scoperti nelle ultime due settimane, possano esserci rischi di contaminazione per la popolazione. L’isolamento dei focolai e il cordone sanitario attivato con la distruzione delle uova e l’abbattimento degli animali nei 4 allevamenti coinvolti ”garantisce l’esclusione della possibilità di una contaminazione”. Il ministro Beatrice Lorenzin si è impegnata ad attivare procedure rapide per l’indennizzo dei danni.

L’Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Michele Trematerra, interviene in merito alle problematiche del comparto della pesca calabrese.

fonte: Regione Calabria (leggi articolo originale)

L’Assessore all’Agricoltura Michele Trematerra interviene in merito alle problematiche del comparto calabrese, anche in relazione a recenti esternazioni di esponenti politici e del comparto.
“Quello della pesca, dice Trematerra, è senza dubbio un settore strategico da potenziare, implementando politiche di sviluppo integrate con il turismo, l’ambiente, l’agricoltura. Tutto ciò nella consapevolezza che la pesca non può e non deve rappresentare solo un’attività che punta allo sfruttamento della risorsa ittica, ma un’attività perfettamente integrata in un sistema che alimenti nuovi percorsi economici che, da un lato, assicurino il giusto reddito agli operatori e, dall’altro, risulti orientata a preservare l’ecosistema attraverso una riduzione dello sforzo di pesca ed un uso più consapevole e rispettoso dell’ambiente. E’ questa la direttrice – continua Trematerra – nella quale si muove il Dipartimento Agricoltura, con la condivisione ed il supporto di tutti i portatori di interesse, più volte sentiti e coinvolti, che hanno rappresentato e rappresentano quotidianamente un ausilio imprescindibile”.
“Consapevoli, altresì, che gli impegni, quando si assumono, devono essere onorati, pena la perdita di credibilità e l’indebolimento complessivo dell’azione della pubblica amministrazione, si è lavorato alacremente affinché si concretizzassero tutte le azioni socializzate con il tavolo della governance politico-istituzionale della pesca e preannunciate in seconda Commissione Consiliare in apposita audizione”.
“In tal senso – aggiunge Trematerra – vanno segnalati con soddisfazione i significativi passi avanti registrati. In particolare: è stato approvato ed è già esecutivo il Regolamento relativo alle attività di ittiturismo e pescaturismo; è stato redatto il piano regionale per la dismissione incentivata dell’uso delle piccole reti derivanti ”ferrettare” ed il relativo bando è all’esame degli organi preposti del Ministero dello Politiche Agricole e della Commissione Europea; è in corso di pubblicazione il bando afferente al finanziamento dei progetti pilota. E’ stato inoltre definito con Fincalabra il piano recante gli incentivi economici in favore delle famiglie dei pescatori in termini di microcredito ed il relativo bando, aderendo a specifica richiesta del mondo sindacale, sarà pubblicato nei primi giorni del mese di ottobre”.
L’assessore Trematerra conclude sottolineando che “un ulteriore sforzo si sta facendo per poter dare ulteriori risposte concrete a quei territori particolarmente vocati, in termini di strutture per valorizzazione dei prodotti ittici, attraverso risorse comunitarie, benché ci si trovi nella delicata fase di fine programmazione”.

Il futuro dell’economia abruzzese? Le capre! “Producono un latte migliore ed evitano incendi”

Pubblichiamo da:  Abruzzoweb.it (vedi originale)

Come sfruttare al meglio le decine di migliaia di ettari di terreno incolti che dominano l’Abruzzo? Con un allevamento di capre itinerante.

È questa la proposta lanciata dal presidente Arpo (Associazione allevatori ovicaprini d’Abruzzo), Nunzio Marcelli, che spiega ad AbruzzoWeb come in un momento di crisi come quello che si sta vivendo negli ultimi anni, il ritorno al settore primario potrebbe aiutare la regione a rialzare la china, e perché no, a dare vita a un nuovo business.

“Allevare capre significa sfruttare al meglio le risorse del nostro territorio in maniera sostenibile e rinnovabili – spiega Marcelli – Oggi, in Abruzzo, gli ex terreni seminativi sono rimasti inutilizzati, al contrario del resto dell’Europa, che sta vivendo un mercato in forte crescita nella produzione di latte caprino”.

Un buon esempio da seguire e rimodellare con standard personalizzati, secondo il presidente Arpo, è quello francese, “dove c’è una piccola rete di produzione con quotizzazione di territorio, in cui le aziende hanno al massimo 150 capi di bestiame e guadagnano circa 60 mila euro l’anno”.

Attualmente in Italia la produzione di questo latte non è ancora coperta da quote, ma non c’è neanche una normativa che sia in grado di consentire ai piccoli produttori di poter vendere direttamente, “serve, quindi, che Stato e Regioni ne regolamentino l’attività”, sottolinea.

Per rimanere sull’argomento “quote latte”, secondo Marcelli è bene sottolineare che oggi, in Abruzzo, “sono totalmente scomparse e per questo non ci sono più aziende che producono latte vaccino. La loro vendita ha dato sollievo, anni fa, alle aziende – ricorda – ma le ha anche private della possibilità futura di produrlo, tanto che oggi lo acquistiamo soprattutto dalla Lettonia e dalla Romania, tutte grandi realtà solo in alcuni casi gestiti da italiani”.

Per Marcelli, la produzione di latte di capra potrebbe sopperire a questa carenza, aggiungendo anche che, da un punto di vista salutistico “è un prodotto molto migliore rispetto a quello di mucca, poiché ha la proprietà di non essere sintetico”.

“Le aziende, ormai, non danno più questa garanzia, soprattutto perché si tende a spingere la produzione a livelli altissimi – svela – Questo comporta un decadimento della composizione dei nutrienti, oltre che, con l’uso eccessivo degli antibiotici nella flora microbica si sono eliminati componenti essenziali. Procedimento all’origine delle intolleranze alimentari”.

Il bioagriturismo la Porta dei Parchi, che si trova ad Anversa degli Abruzzi (L’Aquila), ne sperimenta da 35 anni le potenzialità e oggi ha intenzione di realizzare un’azienda “che potrebbe costituire il nuovo capitale del nostro territorio nonché un controllo specializzato con competenza tecnica elevata grazie alle reti allevatori”.

“Si parte con una scuola di formazione in cui i giovani imparano e si specializzano – illustra – e in seguito, dopo un’alta formazione, non ci sarà bisogno di costruire una stalla, perché i piccoli allevatori si sposteranno per utilizzare i pascoli a rotazione. Inoltre, abbiamo una  situazione arbustiva dilagante che ci mette a serio pericolo incendi e questa iniziativa potrebbe arginarla perché le capre se ne nutrirebbero”.

“Questa è una valida proposta aziendale che sviluppa una politica di economia locale. In passato la Regione Abruzzo e i sindacati avrebbero dovuto comportarsi in modo diverso – conclude – e oggi si può fare”.

Sara Ciambotti

Agriturismo: Giunta Abruzzo approva il regolamento di attuazione

Pubblichiamo da: AGI – Agenzia Giornalistica Italia (vedi articolo originale)

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Mauro Febbo, ha approvato il Regolamento di attuazione della Legge regionale n.38 del 31/07/2012 che disciplina le attività agrituristiche in Abruzzo. Un testo che definisce i parametri per la verifica del rapporto di connessione, le modalità di esercizio dell’attività agrituristica, le procedure amministrative, i criteri per la classificazione delle aziende agrituristiche, le modalità per l’esecuzione dei controlli e ogni altro aspetto inerente allo svolgimento dell’attività agrituristica.
“Un’attivita’ – afferma l’assessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo – alla quale prestiamo la massima attenzione in quanto la riteniamo fondamentale per lo sviluppo della nostra agricoltura. Per questo la Regione Abruzzo intende sostenere il settore primario promuovendo e disciplinando nel proprio territorio l’agriturismo, allo scopo di agevolare la permanenza dei produttori agricoli nelle zone rurali, tutelare i redditi agricoli e favorire la multifunzionalita’ tutelando l’immenso patrimonio naturale, edilizio ed ambientale abruzzese.
L’agriturismo – osserva Febbo – deve diventare un punto strategico per la promozione del territorio e soprattutto delle numerose eccellenze made in Abruzzo. In particolare l’obiettivo e’ restituire all’agriturismo la sua natura originaria: quella di fondamentale strumento per la difesa e la valorizzazione dell’immenso patrimonio naturalistico ed enogastronomico abruzzese. In questo modo inoltre si pone fine alla confusione venutasi a creare con il mondo della ristorazione, definendo meglio le differenti vocazioni, con il consumatore che avra’ la massima garanzia sulla qualita’ e l’origine dei prodotti che gli verranno offerti”.
“Con la proposta approvata dalla Giunta regionale, che dovra’ passare all’esame del Consiglio – spiega Febbo – vengono definite 7 tipologie di attivita’: alloggio, somministrazione di pasti e bevande, organizzazione di degustazioni di prodotti agricoli aziendali trasformati anche integrati da prodotti delle aziende agricole locali, nonche’ da prodotti di qualita’ abruzzesi, compresa la mescita di vini. A queste, che sono le sole in grado di ottenere, in modo indipendente, il certificato di abilitazione all’esercizio dell’attivita’ agrituristica si aggiungono: organizzazione di attivita’ ricreative, culturali, ippoturistiche, sportive, escursionistiche, naturalistiche, allestimento di strutture museali dedicate al mondo rurale, trasformazione e confezionamento di prodotti, vendita dei prodotti agricoli, svolgimento del ruolo di operatore ambientale e culturale. Sono descritte le singole attivita’ agrituristiche e i loro parametri tecnici, frutto della concertazione con Organizzazioni professionali e Associazioni regionale agrituristiche. L’attivita’ di alloggio in strutture aziendali prevede un numero massimo di 50 posti letto. Viene introdotta una particolare forma di alloggio di tipo familiare ‘Alloggio familiare’ praticata nel limite massimo di dieci ospiti; il campeggio viene praticato nella misura massima di venti piazzole e 50 persone ospitate contemporaneamente. L’attivita’ di ristorazione e’ prevista nel limite massimo di 80 posti/tavola e non cumulabili. Viene, inoltre, introdotta la possibilita’ da parte dell’azienda agrituristica di organizzare eventi, in numero massimo di 15 giornate nell’arco dell’anno, legati all’ambiente rurale, all’alimentazione tipica e alle tradizioni rurali. Per consolidare e rafforzare il legame con la produzione regionale, sono specificati i limiti di provenienza delle materie prime utilizzate come ingredienti nella preparazione dei pasti”.
“Nell’utilizzo degli ingredienti per la preparazione dei pasti, alimenti e bevande – prosegue l’assessore all’agricoltura – devono essere rispettati i seguenti limiti di provenienza per quanto riguarda le materie prime: non meno del 90% deve essere di produzione aziendale e di altre aziende agricole della regione, o dal settore dell’artigianato tipico abruzzese che garantisce l’utilizzo di materie prime agricole regionali con preferenza ai prodotti tipici e biologici, caratterizzati dai marchi tutelati dalla normativa regionale, nazionale e comunitaria compresi nell’elenco regionale dei prodotti agro-alimentari tradizionali (come ad esempio DOP, IGP, IGT, DOC e DOCG). Almeno meta’ della predetta quota deve essere rappresentata da prodotti dell’azienda o ricavati da materie prime aziendali e ottenuti anche attraverso lavorazioni esterne. La restante quota, massimo del 10%, puo’ essere riservata ai prodotti alimentari non presenti nel territorio regionale ma tali da soddisfare le caratteristiche di qualita’ e tipicita’. Per gli operatori che svolgono esclusivamente le attivita’ di ristorazione, la percentuale relativa all’origine delle materie prime aziendali e’ aumentata di 10 punti percentuali. Per gli operatori che svolgono attivita’ agrituristica nelle aree svantaggiate e montane la percentuale relativa alle materie prime aziendali e’ diminuita di 20 punti. Si definiscono i criteri di conteggio e le modalita’ per la verifica del rapporto di connessione tra le attivita’ agricole e quelle agrituristiche: le giornate di lavoro agrituristiche devono essere inferiori al 50% del totale delle giornate agricole; tale rapporto sale al 60% nelle aree montane svantaggiate. Vengono definiti gli aspetti tecnici e amministrativi della vendita diretta e della promozione dei prodotti. Le modalita’ previste sono: su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola di cui l’attivita’ agrituristica e’ complementare o in altre aree private di cui l’azienda ne abbia la disponibilita’; in forma itinerante; in forma non itinerante su aree pubbliche; in locali aperti al pubblico; su aree pubbliche mediante l’utilizzo di un posteggio; con le modalita’ tipiche del commercio elettronico.
La Regione promuove la formazione professionale rivolta agli operatori agrituristici e la consulenza alle imprese agrituristiche (tecnica, fiscale, tributaria e finanziaria, sanitaria e sicurezza). La Regione, con atto amministrativo, definira’ la procedura, i criteri e le modalita’ di classificazione delle strutture ricettive agrituristiche sulla base dei criteri di classificazione omogenei approvati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Per garantire una maggiore tutela dei consumatori infine vengono regolamentati anche la vigilanza e il controllo nel settore agrituristico. Il competente Servizio della Regione – conclude Febbo – effettuera’ apposite verifiche annuali al fine di acquisire elementi sulla sussistenza ed il mantenimento dei requisiti previsti mentre il Comune competente e’ tenuto a verificare il corretto svolgimento delle attivita’ agrituristiche inviando alla Regione gli esiti dei controlli effettuati”.

Lingua blu : 10 milioni di euro per i danni agli allevatori

pubblicato su: Buongiorno Alghero.it (vedi articolo originale)

La Regione è pronta ad affrontare la nuova recrudescenza della febbre catarrale dei ruminanti, conosciuta come Blue Tongue, che in Sardegna preoccupa soprattutto gli allevamenti ovini, pur interessando anche quelli bovini, con ulteriori risorse da destinare alle aziende colpite dal Virus e a quelle che, pur non direttamente coinvolte, hanno subito gravi danni a causa dei divieti di movimentazione dei capi. A questo scopo la Giunta ha approvato un disegno di legge con il quale l’Assessorato dell’Agricoltura potrà disporre delle risorse necessarie alla predisposizione ed esecuzione dei piani di intervento.

‘L’allevamento è un settore troppo importante per la nostra Isola – commenta l’assessore Oscar Cherchi – sia sotto l’aspetto economico che culturale. Le aziende non possono essere lasciate sole a combattere con questa piaga e la Regione ne è consapevole. Per questo motivo il disegno di legge della Giunta approvato pochi giorni fa prevede l’impegno di ulteriori dieci milioni di euro, oltre ai due già a disposizione delle aziende’. Con la fine dell’estate e l’inizio delle piogge il rischio di diffusione della malattia cresce esponenzialmente. Il vettore di trasmissione è infatti un insetto che, con le alte temperature e l’umidità, aumenta la sua attività, soprattutto notturna.

‘E’ fondamentale – aggiunge l’esponente dell’esecutivo – aiutare le imprese colpite direttamente dal virus e quelle danneggiate dalla mancata movimentazione dei capi ma, per ciò che riguarda la prevenzione, sta diventando ormai inevitabile accentuare la sinergia fra il servizio veterinario e l’assessorato dell’Agricoltura. A questo punto credo che, come succede da tempo nella maggior parte delle altre regioni d’Italia, il servizio veterinario deve diventare una branca dell’assessorato dell’Agricoltura, che ha la competenza sul comparto dell’allevamento e quindi è in grado di monitorare la situazione in tempo reale. Terminata l’emergenza porterò questa proposta all’attenzione della Giunta’.

Ecco “Operation Pollinator” Più fiori per gli insetti salva-agricoltura.

Pubblichiamo da: La Stampa (vedi articolo originale)

Un’agricoltura intensiva che rispetti ambiente e biodiversità? Si può fare. O almeno, questo è l’obiettivo di Operation pollinator, progetto sviluppato a livello internazionale e che Syngenta, una delle principali aziende dell’agroindustria mondiale, porta avanti anche in Italia dal 2007, in collaborazione con l’Università di Perugia e altri atenei italiani. L’idea è quella di seminare le aree coltivate poco produttive o marginali, quali i bordi dei campi agricoli, con delle essenze che incrementino la popolazione degli insetti impollinatori, con micro e macro mammiferi, ottenendo beneficio per l’ecosistema, ma anche incremento nella produttività dei raccolti.

Un “Set Aside sostenibile”, come lo definisce Franco Fabbri, responsabile del progetto per Syngenta Italia, “che consente di ripopolare di bombi, api, e uccelli, anche migratori, le aree agricole, fornendogli cibo e possibilità di nidificare tutto l’anno”. E i risultati si possono vedere nel Centro di ricerca per la patologia vegetale (Cra) di Monterotondo, alle porte della Capitale. Dove, all’interno dei 160 ettari di campagna laziale a disposizione del Cra, Fabbri negli ultimi tre anni ha studiato, insieme ad una squadra di agronomi, la miscela di leguminose ideale da piantare.

Basta superare il viale di ingresso, costeggiato dai pini, per ritrovarsi subito di fronte ai campi dimostrativi messi a punto per il progetto: Erba medica, Ginestrino, Lupinella, Sulla e Trifoglio. Vita, colori ed odori che si possono carpire con la vista e l’olfatto, e che si alternano alle colture di grano. Un contrasto affascinante. Sorvolato frequentemente da uccelli ed insetti che ritrovano qui parte del proprio habitat naturale. Secondo gli studiosi, “grazie a questo sistema si incrementa del 200% la presenza degli impollinatori, insetti fondamentali per l’80% delle colture europee”. Un’attenzione particolare per l’ambiente che negli ultimi anni sta veicolando sempre più le scelte del consumatore finale, tentando così di rispondere anche ai numerosi allarmi lanciati recentemente dalle associazioni ambientaliste sui pericoli legati alla drastica riduzione del numero di questi insetti nei territori agricoli, a causa di un uso sconsiderato di pesticidi e insetticidi.

“Abbiamo elaborato il mix di essenze ideale utilizzabile per tutto il territorio italiano da affiancare alle colture intensive di vite, cereali a paglia, mais e tabacco – spiega Fabbri, passeggiando tra i campi e le serre del centro -. Le aziende agricole interessate a sperimentare questo protocollo hanno a disposizione anche un programma di coltivazione dettagliato da seguire”. L’obbiettivo di Syngenta è quello di far rientrare Operation pollinator, con ulteriori misure di greening, all’interno della Politica agricola comune (Pac) dell’Unione europea e nei piani territoriali.

L’Umbria al momento è l’unica regione d’Italia ad aver inserito il protocollo nell’elenco dei progetti che possono ricevere gli incentivi economici dei Piani regionali di sviluppo rurale: “Un risultato sicuramente importante perché dà all’agricoltore una spinta in più ad utilizzare il progetto, testandone i risultati – conclude Fabbri -. Diventa quindi fondamentale che anche le altre regioni seguano lo stesso esempio. Questa di fatti è una delle nostre prerogative”. La prossima tappa sarà Bruxelles. L’inserimento del progetto all’interno dei piani comunitari consentirà un maggiore slancio a livello locale.

Agricoltura: Regione Calabria riconosce l’associazione Anpa

pubblichiamo da CN24TV (vedi articolo originale)

Il Direttore Generale del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, Giuseppe Zimbalatti, ha comunicato all’ANPA (Associazione Nazionale Produttori Agricoli) Calabria l’avvenuto riconoscimento, da parte della regione, di Associazione maggiormente rappresentativa a livello nazionale e regionale e la relativa inclusione della stessa organizzazione fra i soggetti beneficiari della legge 14/89.

“Questo – si legge in una nota della stessa Anpa – è l’esito di un lungo iter iniziato a marzo del 2011 che ha registrato, in diversi passaggi, momenti di tensione molto alta e che, per due volte, ha spostato il confronto in sede di Tribunale Amministrativo Regionale il quale in entrambi i casi ha dato ragione all’ANPA.

Con l’ultima sentenza n. 743 del 19 luglio 2012, il TAR aveva ordinato alla Regione di pronunciarsi in ordine all’istanza di riconoscimento avanzata dall’ANPA e di esporre compiutamente le ragioni alla base del provvedimento che la regione avrebbe assunto in ordine alla stessa istanza dell’ANPA.

Il provvedimento della Regione segna l’avvio di una nuova fase che vedrà l’ANPA, in quanto organizzazione riconosciuta, partecipare a tutti i tavoli di confronto dove si discute della politica agricola regionale, così come già da tempo avviene a livello nazionale dove l’ANPA partecipa, tra l’altro, a tutte le filiere dell’agroalimentare italiano presso il MIPAAF.

Il presidente regionale dell’ANPA, Giuseppe Mangone, anche a nome di tutto il gruppo dirigente dell’organizzazione, ha espresso la più viva soddisfazione per l’esito positivo della vicenda e per il provvedimento della Regione che mette l’ANPA nella condizione istituzionale giusta per poter dare il proprio contributo nell’interesse generale dell’Agricoltura, degli Agricoltori e delle Agricoltrici della Calabria.

Da questo punto di vista, ha proseguito Mangone, era, ormai, veramente intollerabile e ingiustificato mantenere fuori dal confronto politico istituzionale un’Organizzazione che, in Calabria, registra una rappresentanza di circa il 10 per cento delle aziende agricole e dell’11 per cento della SAU (Superficie Agricola Utilizzata).

Sulla scena, ora è presente un’Organizzazione della quale mi preme sottolinearne, prima di tutto, il carattere autonomo, democratico e unitario che rende possibile la piena partecipazione e il protagonismo degli agricoltori e delle agricoltrici associati e il modello organizzativo federale che affida la gestione e la definizione delle scelte in ambito locale alle organizzazioni territoriali. L’ANPA è Un’organizzazione giovane, fondata appena 13 anni fa, è già radicata in tutto il territorio nazionale. Con il suo modo di essere e di operare, ha concluso il presidente Mangone, essa vuole contribuire a determinare una forte discontinuità rispetto ai modelli classici adottati dalle organizzazioni di rappresentanza perché questo è quello che chiedono gli agricoltori e che serve all’agricoltura italiana e calabrese oggi.”

Valorizzazione biodiversità lucana, se ne parla l’11 agosto a Pomarico

Pubblicato su IlMetapontino (leggi articolo originale)

Si chiama VAL.BIO.LUC. (Valorizzazione della Biodiversità Lucana)  il progetto finanziato dalla Regione Basilicata nell’ambito della Misura 124 Health Check e che vede capofila il CNR Istituto di Genetica Vegetale, sezione di Policoro, che insieme all’Università di Basilicata ed altri partner privati affronta il  tema della valorizzazione dei prodotti tipici e del recupero di tradizioni locali ad essi legate. L’argomento di studio è quello delle leguminose ed è anche oggetto di approfondimento da parte di enti territoriali (GAL, Parchi etc.) e soggetti privati dalla cui collaborazione sono nati interessanti progetti per la valorizzazione di intere aree geografiche dalle potenzialità inespresse. 

30mila euro per innovazione agricoltura

Pubblicato su Ansa.it (leggi articolo originale)

(ANSA) – Trentamila euro per il miglior progetto capace di aumentare l’innovazione tecnologica e la sostenibilità nell’agricoltura: è quanto prevede il concorso Linfas (Le Idee Nuove Fanno Agricoltura Sostenibile) promosso dalla Fondazione Italiana Accenture e Fondazione Collegio delle Università Milanesi destinata a studiosi e operatori laureati con meno di 35 anni. I fondi verranno stanziati per il progetto in grado di realizzare servizi e/o prodotti per la ricerca dell’equilibrio di produzione nei settori agro-forestale, allevamento, pesca e itticoltura con una attenzione particolare alla sostenibilità dello sviluppo, al rispetto della biodiversità, alla valorizzazione della filiera corta e all’uso della tecnologia. I progetti – spiega il bando – dovranno creare nuove opportunità di occupazione sociale sostenibile, favorendo lo sviluppo di competenze e know-how e la ricaduta positiva sulla filiera e sul sistema Paese. Inoltre, dovranno distinguersi per forti elementi di innovazione e originalità e dovranno tener conto della effettiva fattibilità e degli aspetti economici. Per la presentazione delle domande c’è tempo fino al 17 settembre 2013.

Zootecnia, riduzione canone 50% per chi salvaguarda ambiente

Pubblicato su gds.it (leggi articolo originale)

Palermo – E’ stato firmato questa mattina dall’assessore alle Risorse agricole Dario Cartabellotta il decreto sulle nuove modalità di concessione pascolo. Il decreto prevede l’assegnazione, attraverso procedure di evidenza pubblica, agli allevatori e prioritariamente ai giovani agricoltori.
Gli allevatori potranno usufruire di una riduzione del canone di concessione pari al 50% già a decorrere dall’annualità in corso, purché si impegnino a garantire la difesa delle superfici dall’incendio, il mantenimento di buone condizioni agronomiche e silvocolturali delle superfici loro assegnate e il rispetto delle normative sanitarie degli allevamenti. All’interno del decreto è stato previsto anche un articolo riguardante l’apicoltura.

Carceri Sulmona, ergastolani diventano produttori dell’aglio rosso

Pubblicato su abruzzo24ore.tv (leggi articolo originale)

Dodici ergastolani reclusi nel carcere di Sulmona produrranno il seme dell’aglio rosso, attraverso tecniche di moltiplicazione che garantiranno, da un lato, la conservazione della biodiversita’ agricola regionale e, dall’altro, una competenza professionale, nell’ottica del loro recupero e reinserimento sociale.

Il progetto di collaborazione tra la Regione Abruzzo e la Casa di reclusione di Sulmona e’ stato calato in una convenzione firmata questa mattina a Pescara tra l’assessore allo Politiche agricole, Mauro Febbo, e il direttore dell’Istituto peligno, Massimo Di Rienzo. “E’ una iniziativa attenzionata dallo stesso ministero – dichiara Febbo – per la sua peculiarita’ e originalita’, e che ci rende orgogliosi non solo per gli aspetti legati alla conservazione dei semi autoctoni abruzzesi ma anche per il contributo fattivo a contrastare il disagio nelle carceri.Mentre il Parlamento si appresta a varare il decreto svuota-carceri noi facciamo altro”.

Siccità. Oliveti Terra di Bari lancia l’allarme

Pubblicato su BariLive.it (leggi articolo originale)

“Non siamo affatto sereni per l’andamento climatico di queste settimane che sta mettendo a rischio l’economia principale della nostra Regione, l’olivicoltura, già provata dal trend dei mercati e dai prezzi dell’olio extravergine d’oliva che non corrispondono ai costi sostenuti dagli agricoltori per confezionare un prodotto di qualità”.
È molto preoccupato il Presidente di Oliveti Terra di Bari, Gennaro Sicolo, per l’emergenza siccità che rischia di minare la produzione olivicola a due mesi dall’inizio della raccolta.

Bari, primo impianto geotermico del Sud

Pubblicato su Tgcom (leggi articolo originale)

L’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia a Bari si è dotato di un impianto di condizionamento che sfrutta energia geotermica. La novità è stata presentata dal governatore Nichi Vendola e dall’assessore alle Risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni.

Fondi europei – Il sistema è stato realizzato grazie a un progetto da 10 milioni di euro finanziato da fondi europei che punta a rendere efficiente dal punto di vista energetico buona parte del patrimonio immobiliare regionale, per risparmiare energia elettrica, gasolio e ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera.

Con la ‘Banca della Terra’ terreni abbandonati trovano ‘padrone’

Pubblicato su Adnkronos (leggi articolo originale)

Firenze, 6 ago. – (Adnkronos) – Contrastare l’abbandono dei terreni e delle produzioni, mantenere e incrementare la produttività dei terreni in abbandono, favorire il ricambio generazionale in agricoltura e creare nuove opportunità di lavoro per i giovani. Sono gli obiettivi della ‘Banca della Terra’, lo strumento creato dalla Regione Toscana per valorizzare il patrimonio agricolo-forestale, di proprietà pubblica e privata, favorendone l’accesso all’utilizzo soprattutto ai giovani agricoltori. Un progetto ambizioso che, a quanto apprende l’Adnkronos dagli uffici regionali dell’assessorato all’Agricoltura, potrebbe essere approvato dalla Giunta entro la fine dell’anno.

Agricoltura, due bandi da 30 e 20 milioni nelle aree del sisma

Pubblicato su regione.emilia-romagna.it (leggi articolo originale)

Trenta milioni per incentivare l’ammodernamento delle aziende agricole, in modo da favorire il processo di innovazione tecnologica e migliorare il rendimento globale e altri 20 milioni per agire in maniera forte sul segmento della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, per creare reddito nel settore e concorrere alla crescita economica delle imprese.
Sono le cifre messe a disposizione da due bandi regionali finalizzati alla ripresa del settore agricolo nelle aree colpite dal terremoto.

Tra cani e maiali, tutte le irregolarità negli allevamenti nell’attività del NAS di Treviso

Pubblicato su Geapress (leggi articolo originale)

GEAPRESS – In tutto 62 controlli, portati a termine anche con l’ausilio di misure cautelari in favore degli animali. Il valore dei sequestri è comunque ingente, circa un milione e quattrocentomila euro.

Nel veneziano, le operazioni sono state 16. Interventi conclusi anche con il sequestro di una stalla che avrebbe presentato irregolarità e carenze dal punto di vista tecnico e sanitario. Inoltre, le capre presenti erano prive del marchio auricolare per l’identificazione.

Catanzaro, l’agenzia per l’agricoltura non paga le bollette: l’Enel stacca la luce

Pubblicato sul Il Fatto Quotidiano (leggi articolo originale)

Non è un caso di decrescita felice e neppure un uso sapiente delle risorse energetiche, si tratta solo di una pessima figura. All’Arcea, l’Agenzia della regione Calabria che gestisce le erogazioni per l’agricoltura, hanno staccato la luce. Dopo due solleciti di pagamento caduti nel vuoto, l’Enel ha ridotto drasticamente la fornitura di energia elettrica della sede di Catanzaro. Da venerdì scorso il lavoro dei dipendenti è pressoché bloccato, niente computer e niente server. Un vero e proprio impasse per l’importante organismo della Regione che si occupa delle centinaia di migliaia di agricoltori e aziende agricole calabresi che costituiscono il tessuto produttivo della Regione.

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