Reggio. Danni da siccità: decreto esteso ad altri 28 comuni del reggino molti i comuni della Locride

Pubblichiamo da: Strill.it (vedi articolo originale)

Nota dei consiglieri provinciali Brizzi e Loiero che plaudono all’assessore Rao: 
«Il riconoscimento dello stato di emergenza a causa della siccità di nuove aree geografiche della Provincia di Reggio Calabria, non comprese nel primo decreto, è frutto dell’attenta politica agricola dell’Amministrazione provinciale guidata da Giuseppe Raffa – dichiarano i consiglieri provinciali Pasquale Brizzi e Vincenzo Loiero -. L’interlocuzione con il competente Dipartimento del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del presidente Raffa e dell’Assessore all’Agricoltura Gaetano Rao, ha portato al riconoscimento dei diritti di quelle imprese agricole che avevano subito dei danni dalla siccità dell’estate del 2012. L’impegno dell’Assessorato all’Agricoltura, al cui interno operano persone dotate di grane professionalità e competenza consente di aiutare tutte quelle aziende agricole reggine che, per effetto della siccità, hanno subito danni economici aumentando le difficoltà di un settore, quello agricolo, al quale la Provincia riserva grande attenzione».
Così Brizzi e Loiero commentano l’inserimento di ventotto comuni della Provincia di Reggio Calabria nel nuovo decreto ministeriale che riconosce all’agricoltura dei rispettivi territori il diritto di godere dell’apposito fondo di ristoro per i danni subiti dalla siccità del periodo 1 giugno 10 settembre 2012. Dopo il provvedimento emesso la scorsa primavera, il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Nunzia De Girolamo, infatti, ha accolto la richiesta integrativa formulata dall’Amministrazione provinciale di Reggio Calabria ed ha firmato un secondo decreto che comprende i territori dei comuni di Bagaladi, Bagnara Calabra, Benestare, Calanna, Careri, Condofuri, Gerace, Gioia Tauro, Gioiosa Ionica, Grotteria, Laganadi, Locri, Mammola, Martone, Melito Porto Salvo, Montebello Ionico, Motta San Giovanni, Platì, Reggio Calabria, Rizziconi, Roccaforte del Greco, Roghudi, San Giovanni di Gerace, San Lorenzo, San Luca, Sant’Alessio in Aspromonte, Sant’Ilario dello Ionio e Santo Stefano in Aspromonte. 
«In questo secondo elenco sono stati recuperati, rispetto ad un primo elenco di comuni, numerosissimi comuni della Locride – sottolineano ancora Brizzi e Loiero -. In un primo momento non erano stati inseriti perché non segnalati dalle amministrazioni comunali, bisogna perciò dire grazie al lungimirante lavoro della provincia, guidata da Raffa, ed in particolare dell’assessore all’Agricoltura Gaetano Rao che continua a distinguersi insieme ad altri assessori provinciali per gli ottimi risultati conseguiti nel settore agricolo provinciale anche grazie anche alla guida e competenza del dirigente dell’assessorato agricoltura, Luigi Rubino. Si tratti di comuni che non potevano assolutamente venire esclusi, visti gli ingenti danni patiti, e che ora possono così prendere fiato da un aiuto legittimamente conseguito grazie all’opera dell’assessorato provinciale. Rao, con i suoi tempestivi interventi su un comparto tanto delicato quanto in affanno, è stato più volte determinante per la risoluzione di problematiche di vitale importanza per l’economia del settore».

Emanuele uno di noi. La storia dell’agricoltore di Paternò che sfida la mafia locale.

Emanuele Feltri
Emanuele Feltri

La responsabilità di raccontare storie e fare in modo che l’ambiente esterno le recepisca diventa fondamentale nel mio lavoro. Questa è la motivazione che sta alla base del mio operare e che porta sempre ad addentrarmi nei processi cercando di comprenderli per analizzarli. Le storie da raccontare nascono soprattutto dall’impressione chei loro protagonisti riescono a suscitare in chi deve raccontarle.

E quella di Emanuele Feltri, 34 anni, è una di queste. Una storia che non può lasciare certo indifferenti.

Emanuele molte passioni e tanta gioia di vivere,  un sorriso contagioso che invita alla vita.

Qualche tempo fa questo ragazzo decide di abbandonare la frenetica vita di città per trasferirsi in una contrada, di nome Sciddicuni, nella valle del fiume Simeto. Una zona di campagna nota come terra di nessuno, perché su quel fiume i signori della malavita locale detengono un controllo pressoché assoluto per gli sversamenti illegali.

Ma Emanuele non ha paura e con vivo entusiasmo e caparbietà tira su una fattoria-bio, coltiva prodotti agricoli biologici e alleva animali.

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