Abruzzo. Agricoltura, il ”pomodoro a pera” abruzzese iscritto nel registro nazionale

pubblicato su: Abruzzo TV News (vedi articolo originale)

Un tipico e gustosissimo prodotto della terra d’Abruzzo, il “pomodoro a pera”, ha ufficialmente superato tutti i test previsti dal MIPAAF per essere iscritto nel registro nazionale delle varietà orticole. “Per ottenere questo prestigioso riconoscimento, l’ecotipo abruzzese di ‘pomodoro a pera‘ – ha spiegato l’assessore  alle Politiche agricole della Regione, Mauro Febbo – è stato oggetto di una ricerca realizzata dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo in collaborazione con il CRA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura). Dopo due cicli di prove realizzati dal Dipartimento delle politiche europee ed internazionali dello sviluppo rurale del Ministero dell’Agricoltura, l’ecotipo abruzzese risanato ha superato tutti i test bio-molecolari risultando unico e meritevole di essere iscritto come nuova varietà nell’apposito registro nazionale”.
Il progetto redatto e finanziato dall’assessorato alle Politiche agricole della Regione Abruzzo, su richiesta di produttori orticoli di vari Comuni della costa adriatica, era finalizzato al recupero ed al miglioramento genetico di un ecotipo di pomodoro locale abruzzese affetto da alcuni difetti (suberificazioni stilari delle bacche, palchi fruttiferi poco fertili e tra loro molto distanti, elevata suscettibilità a fisio-fitopatie e scarsa fogliosità) che ne avevano ridotto la coltivazione ai soli usi familiari. Nei cinque anni di studio si è giunti all’ottenimento di una nuova varietà molto rustica contraddistinta dallo sviluppo indeterminato della pianta, da ottima copertura fogliare, da palchi fiorali ravvicinati e molto fertili, da elevata produttività, da ottima uniformità di forma e pezzatura dei frutti lasciando soprattutto inalterate le proprietà organolettiche rispetto al pomodoro di origine. La nuova varietà, iscritta al Registro Nazionale delle Varietà nell’anno 2013, è stata denominata Saab-Cra (Sapore Antico Abruzzo).
Le innumerevoli richieste di seme e di piantine da parte di imprenditori agricoli, Comuni e Associazioni, arrivate alla Direzione regionale Politiche agricole, testimoniano il successo della ricerca svolta dai tecnici regionali, tra l’altro vincitori di un premio nazionale sul pomodoro.

Se oggi Marcovaldo fosse qui…

Salvatore Santoro

Ho ritrovato un pò per caso questa citazione di Calvino che appartiene a un libro “Marcovaldo” scritto nel 1966. Ricordo di averlo letto alle medie e di averlo trovato buffo e sopratutto di aver provato tanta compassione per quel povero personaggio a cui ne succedono di ‘cotte e di crude‘ solo perchè mal sopporta la città che lo ospita (così perfettamente indossata da tutti gli altri suoi abitanti e così scomoda, invece, per il suo modo di essere), in continua ricerca di un suo habitat ideale all’interno di questo contesto ostile.

Una ricerca che quasi sempre si risolve nella costruzione di una dimensione virtuale e onirica, fatta di illusioni e di immagini faticosamente create dalla sua prospettiva mentale fanciullesca e forzatamente ottimistica, pronta a rinnovarsi dopo ogni collasso, che giunge inevitabile, al momento dello scontro con l’onnipresente realtà dei fatti.

Marcovaldo è, infatti, sempre alla ricerca disperata di piccoli stralci di natura in mezzo alle cortine cementizie della sua città, traendo una gioia fanciullesca dalla scoperta di un fungo, nell’aiuola spartitraffico della fermata del tram, oppure dall’avvistamento di stormi di uccelli nel fazzoletto di cielo che intravede fra i tetti.

A rileggerlo adesso mi accorgo che nelle disavventure con le quali il personaggio si trova a convivere il messaggio di Calvino non vuole affatto essere rassicurante: la critica alla “civiltà industriale” non si accompagna all’idealizzazione della vita in campagna o della natura e, dunque, non offre quella prospettiva come via salvifica.

La “salvezza” dell’uomo di città non sta dunque nella fuga dalla città. Non esistono strade facili per recuperare un nuovo rapporto con la essa ed è lo stesso Calvino a chiederselo: “Ma esiste ancora, la Natura? Quella che Marcovaldo trova è una Natura dispettosa, contraffatta, compromessa con la vita artificiale.

Da quando Calvino sentiva la natura matrigna è inutile dire che la distanza tra città e campagna si è fortemente acuita e nonostante, ancora oggi, per vendere prodotti alimentari, ci si serve di immagini di un mondo rurale e agreste e nei supermercati molte confezioni presentano contadini e fattorie stile anni ’30, con palizzate di legno e bei prati verdi facendo leva su un immaginario bucolico, la realtà è ben diversa.

Viviamo in un’epoca in cui i bambini sono definiti “nativi digitali” ma che si sentono minacciati se trovano un insetto in casa, che non sopportano la sabbia tra le mani. Tutti noi mal sopportiamo qualsiasi odore la campagna ci restituisca: escrementi, sudore, erba marcia, etc. e nulla o pochissimo sappiamo di ciò che mangiano o arriva sulle nostre tavole. 

Per non parlare di quello che avvertiamo andando al supermercato: le stagioni non esistono più ed è possibile, ad esempio, acquistare tutto l’anno pomodori coltivati dall’altra parte del globo, raccolti ancora acerbi e fatti maturare con l’etilene che hanno l’aspetto del pomodoro ma lo sono solo in apparenza ossia ne rappresentano l’idea.

Nel reparto delle carni non si trovano più tagli con l’osso.

Viene volutamente celato il sipario tra noi e il luogo di provenienza dei cibi. Le industrie spesso non vogliono che si sappia la verità perchè se il consumatore la conoscesse non comprerebbe. Se seguissimo infatti a ritroso la filiera produttiva di queste confezioni di carne, sicuramente non troveremo certo una fattoria, ma una fabbrica dove gli animali vivono in piccole gabbie fortemente stressati e imbottiti di chissà quali porcherie.

La realtà è ben diversa da ciò che in genere si crede o da quello che vogliono farci credere.

Gli animali e i lavoratori vengono maltrattati e sfruttati. Gli alimenti sono diventati pericolosi e tutto ciò ci viene intenzionalmente nascosto. Esiste una ristretta cerchia di multinazionali che controlla l’intera produzione alimentare, dal seme al supermercato e che sta assumendo un crescente potere.

Non è solo una questione di cibo e di ambiente trasformato e non più naturale ma è a rischio anche la libertà di espressione e il diritto d’informazione.

Se Marcovaldo oggi fosse tra noi si accorgerebbe che non solo la città gli sarebbe ostile ma anche la natura e il mondo rurale. Non potrebbe più rifugiarcisi prendendo consapevolezza che l’abbondanza, il consumismo e la libertà di scelta sembra di vivere, sono solo fittizie. Si troverebbe a vivere un’illusione di diversità.

E’ inutile dire che le attuali crisi e il momento storico che stiamo vivendo rendono evidente la necessità di trasformazioni profonde. La natura è ancora una risorsa per tutti e dobbiamo riscoprirla per divenire migliori e preservarla godendocela come Salvatore Santoro fa quando la immortala nei suoi scatti.

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Cerreto Sannita: inaugurazione degli orti urbani sociali.

Pubblichiamo da: ViviTelese (vedi articolo originale)

Lunedì pomeriggio alle 18.30 sarà il presidente di AIAB Campania (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) Antonio Paparo  a presenziare a Cerreto Sannita alla cerimonia di assegnazione ed inaugurazione dei primi 22  orti urbani del progetto “Orti Sociali” dell’Ambito Sociale B3, Ente capofila il Comune di Cerreto Sannita.

Gli orti sociali in Regione Campania sono  cofinanziati  dall’Unione Europea con fondi  P.O.R.  Campania FSE 2007-2013.   La gestione delle attività di realizzazione degli orti dell’Ambito B3 è curata da  Legambiente Valle Telesina.

I nuovi orti  a Cerreto Sannita si trovano in  località Torre, e  sono già pronti per i primi raccolti di ortaggi bio, prodotti senza  nessun utilizzo di pesticidi e prodotti chimici, con il supporto di tecnici di Legambiente, Aiab  ed Agriges, attraverso incontri formativi seminariali presso la sede operativa degli orti stessi.

I 22 orti verranno consegnati  ad altrettanti anziani e persone in temporaneo disagio economico o sociale, individuati sulla base di una graduatoria predisposta da Legambiente, dopo la presentazione delle domande presso i Servizi sociali comunali.

Gli orti sono il risultato di un’azione  di riqualificazione di un’area di  circa 1000 metri quadrati  interna all’area archeologica della Torre medievale di Cerreto Sannita. Il Comune di Cerreto Sannita ha curato la realizzazione della rete idrica.

Gli orti, di circa  50 metri quadrati ciascuno, sono dotati di impianto d’irrigazione  a goccia,per  ridurre gli  sprechi di acqua. Nella vasta area comune sono stati realizzati  un gazebo in legno  con tavolo e panche, due vasche per il compostaggio degli scarti vegetali ed un cassone per il semenzaio, attraverso laboratori  con il supporto dell’ambientologo  di Legambiente   Luigi Iannotta e con la collaborazione di esperti tecnici.

Attraverso una intensa attività di volontariato del gruppo dei collaboratori del progetto  e degli “ortolani” l’area è stata trasformata da luogo incolto ed abbandonato ad orti coltivati e bel luogo di socializzazione.

All’inaugurazione partecipano il sindaco di Cerreto Sannita Pasquale Santagata,  il consigliere delegato alle Politiche Sociali Vincenzo Di Lauro; saranno presenti gli affidatari e le famiglie ortiste. Alla cerimonia sono stati inoltre invitati  amministratori ed operatori sociali dei Comuni dell’Ambito B3 e l’Istituto Comprensivo  “A. Mazzarella”. Al taglio del nastro seguirà un rinfresco con prodotti tipici locali e di coltivazioni biologiche.

“Il progetto “Orti sociali”  – dichiara il presidente di Legambiente Valle Telesina Grazia Fasano – , realizza un nostro l’obiettivo di avviare anche nel Sannio esperienze di  nuova agricoltura attraverso con persone di diverse generazioni,  per sperimentare la partecipazione ed il confronto sui temi della sostenibilità  e di uno stile di vita sano. Al centro dell’interesse di Legambiente è la realizzazione di un’esperienza che duri nel tempo che coniughi il recupero di aree urbane incolte o destinate al degrado rendendole utili per i cittadini, con la cura dei terreni attraverso tecniche di agricoltura sostenibile (biologiche, biodinamiche, permaculturali, orto culturali, ecc.).  Pensiamo che sia una risposta adeguata alle problematiche sociali ed economiche attuali”.

“Con la destinazione di un’area importante del territorio comunale, qual è l’area archeologica della Torre medievale, per orti sociali- dichiara il sindaco di Cerreto Sannita Pasquale Santagata, intendiamo avvalorare  l’attenzione dell’ Amministrazione Comunale di Cerreto Sannita alle categorie di cittadini bisognose di nuovi servizi sociali come sono concretamente gli orti. In questo modo si concretizzano anche nel Sannio gli obiettivi della Regione Campania di sviluppare percorsi sperimentali di integrazione rivolti ad anziani e soggetti svantaggiati”.

Grazia Fasano

Prefettura Matera, istituito gruppo lavoro agroalimentare e pesca

Pubblicato su Basilicatanet.it (leggi articolo originale)

Il comparto agroalimentare e della pesca rappresenta un settore produttivo tradizionalmente importante, la cui promozione e valorizzazione può rivelarsi fondamentale per sostenere la competitività italiana a livello internazionale. In tale ottica, la tutela dei consumatori, la garanzia e la protezione delle eccellenze alimentari, richiedono una mirata attività di vigilanza e di controllo in grado di prevenire gli abusi e sanzionare le irregolarità sostanziali. Lo evidenzia in una nota l’ufficio stampa della Prefettura di Matera. Il Prefetto, Luigi Pizzi, ha presieduto questa mattina, nel Palazzo del Governo, un incontro per discuterne.

Abruzzo agroalimentare, crisi e calo dei consumi non frenano la produzione

Pubblicato su Abruzzosviluppo.it (leggi articolo originale)

Anche in Abruzzo l’agroalimentare continua ad essere, nonostante la crisi, uno dei settori produttivi in controtendenza. Il fatturato, in linea con il trend nazionale, è sostenuto dall’export, che vede tra i primi Paesi interessati ai prodotti della regione verde d’Europa gli Stati Uniti, il Canada e il Giappone.

Sono questi alcuni dei dati più interessanti del Rapporto sul sistema agroalimentare abruzzese, presentato questa mattina a Mosciano Sant’Angelo (Teramo), presso la facoltà di Bioscienze e Tecnologie Agro-Alimentari e Ambientali, durante il seminario organizzato da Agire (il consorzio di piccole e medie imprese che gestisce il Polo di innovazione dell’agroalimentare d’Abruzzo) insieme all’Università degli studi di Teramo e all’Inea (Istituto nazionale di economia agraria).

Regione Campania. Approvata la legge per la salvaguardia dei suoli agricoli

Pubblicato su Il Quaderno.it (leggi articolo originale)

Il Consiglio Regionale della Campania ha approvato nella seduta odierna la legge sulla “Valorizzazione dei suoli pubblici a vocazione agricola per contenere il consumo e favorirne l’accesso ai giovani”. La legge, licenziata in Commissione Agricoltura, rappresenta uno strumento che punta sull’agricoltura agevolandone l’accesso ai giovani. Pietro Foglia, presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale ha sottolineato che “avere giovani impiegati nell’Agricoltura significa ottenere più risultati: crescita economica, minore disoccupazione e salvaguardia del territorio. In Campania, anche grazie a questa legge – ha sottolineato Foglia – cercheremo di fondere Agricoltura, produzioni eno-gastronomiche e turismo per progettare un grande rilancio economico a beneficio del territorio e soprattutto dei nostri giovani”.

Regione, task force occupazionale: agricoltura, diminuiscono aziende

Pubblicato su Statoquotidiano.it (leggi articolo originale)

Bari – Esportazioni in crescita, turismo stabilmente oltre i 13milioni di presenze, un incremento del Pil più alto della media nazionale, indici di disoccupazione più contenuti. La Puglia tiene, nonostante le difficoltà. “Una regione più resistente di altre aree del Sud, in un quadro macroeconomico nazionale di pesante crisi”: è la sintesi offerta nella relazione della task force sull’occupazione attiva presso la presidenza della Giunta regionale. Il documento sull’andamento dell’economia e della produzione, con le ricadute occupazionali nel biennio 2011/2013, richiesto dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio, è stato trasmesso al presidente Onofrio Introna e da questi “girato” a tutti i gruppi consiliari.

Quell’etichetta che non piace a Bruxelles

Pubblicato su Agronotizie (leggi articolo originale)

E’ un incontro informale quello previsto dall’8 al 10 settembre a Strasburgo per i ministri dell’Agricoltura della Ue. Di argomenti da affrontare ne avranno molti e fra i tanti quello della etichettatura facoltativa delle carni bovine. Se ne discute da due anni, da quando si è fatta avanti l’ipotesi di modificare il regolamento 1760/2000, con la soppressione della possibilità di offrire sulle etichette della carne informazioni aggiuntive per il consumatore, come il nome della razza, il sistema di allevamento, il tipo di alimentazione e via di questo passo. A giustificazione di una scelta palesemente controcorrente rispetto alle politiche di trasparenza e sicurezza delle produzioni agroalimentari che la Ue si dice intenzionata a perseguire, ci sarebbero i costi che Bruxelles deve sostenere.

UMBRIA, ILLUSTRATO IN COMMISSIONE PIANO ZOOTECNICO

Pubblicato su Agi.it (leggi articolo originale)

Perugia, 24 lug. – “Si tratta di un documento importante che ha bisogno di particolari approfondimenti” ha detto, invece Paolo Brutti (Idv), mentre per Raffaele Nevi (Pdl) “occorre fare in modo che la Regione non dismetta la zootecnia perche’ se muore la zootecnia muore, a ruota, l’agricoltura in generale”. Orfeo Goracci (Comunista umbro) ha spiegato come “il documento contiene elementi utili e va nella giusta direzione, anche se su alcune produzioni, come quelle suinicole, non e’ possibile nascondere il conflitto esistente tra allevatori e cittadini”. Massimo Mantovani (Pdl), infine, ha sottolineato come “su questo argomento la maggioranza dovra’ dimostrare di avere i numeri per far passare le proprie scelte”.(AGI)

La bresaola italiana torna sulle tavole degli americani.

Pubblicato su Ministero della Salute (leggi articolo originale)

La bresaola italiana può finalmente tornare sulle tavole degli americani. Il Animal Plant Health Inspection Service (APHIS) del Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti di America ha comunicato al Ministero della Salute di essere pronto ad accettare la bresaola italiana prodotta a partire da carni americane provenienti dal circuito delle carni garantite per assenza di utilizzo di ormoni della crescita.

Dopo oltre 12 anni di divieto, si apre così un importante mercato che potrà essere ulteriormente allargato nei prossimi mesi anche alla bresaola prodotta a partire da carni italiane.

L’Amministrazione americana ha infatti avviato un processo di revisione normativa che porterà a riconoscere l’Italia, come ha fatto recentemente l’Organizzazione Mondiale della sanità animale (OIE), come Paese a rischio trascurabile per la BSE, la cosiddetta malattia della mucca pazza.

Mercato fondiario: Inea, dal 2008 calo del 7%

Pubblicato su Inea.it

Il mercato fondiario italiano ha registrato nel 2012 un altro anno di rallentamento, sia per quanto riguarda l’attività di compravendita sia in termini di quotazioni.

Gli operatori del settore, intervistati nel corso dell’annuale indagine svolta dalle sedi regionali dell’INEA, sono concordi nell’affermare che gli scambi si sono ulteriormente ridotti rispetto agli anni precedenti. La riduzione del volume delle compravendite si è riflessa anche sulle quotazioni che per la prima volta da vent’anni a questa parte hanno registrato il segno negativo come media nazionale. Il prezzo della terra è diminuito in modo impercettibile (-0,1%) in termini nominali, ma se si tiene conto del tasso di inflazione la contrazione è piuttosto rilevante (-3,1%) e va ad aggiungersi alle riduzioni in termini reali registrate dal 2008. Considerando l’incremento generale dei prezzi, il patrimonio fondiario italiano, in media, vale il 93% di quanto valeva nel 2008.

Etf Securities: Agricoltura, investire nella crescita della popolazione mondiale

Pubblicato su BorsaItaliana.it (vedi articolo originale)

Milano, 23 lug – L’Agribusiness e’ un settore in ottima salute, come dimostrano i livelli record raggiunti nel 2013 dai redditi netti agricoli negli Stati Uniti, cresciuti del 14% rispetto al 2012 e arrivati a 128 miliardi di dollari (fonte: Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti). Coprendo numerose aree di business, dalle sementi ai fertilizzanti, dai macchinari alla produzione agricola, la redditivita’ delle aziende che operano in questo comparto dipende dalla capacita’ di supportare tutte le fasi del processo agricolo, dalla produzione al consumatore finale.

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