Venite ad Altamura a documentare come paghiamo i debiti! Un anno di lavoro per un rinvio di pagamenti

Invito alla stampa: venite ad Altamura a documentare come paghiamo i debiti!
Domani  presentiamo l’iniziativa contro l’usura a modo nostro, provando a pagare i debiti con il nostro lavoro.

Giovedi mattina (30 maggio 2013) gli agricoltori di Altamura pagheranno i debiti in banca con il frutto del loro lavoro.

Chissà se uno qualsiasi dei direttori di banca accetterà il pagamento e riuscirà a cavare soldi dal lavoro nelle campagne evitando, quindi, che i propri clienti debbano rivolgersi agli usurai.
Venerdi sera al Comune di Altamura assemblea organizzativa per preparare la risposta agli usurai ed alle vendite all’asta

Liguria: una nuova legge regionale sull’agricoltura sociale

Pubblicato su albengacorsara.it (vedi articolo originale)

La nuova legge regionale sull’agricoltura sociale, pronta ad approdare in Giunta nelle prossime settimane, verrà presentata giovedì 30 maggio alle 9.30 dall’assessore all’agricoltura della Regione Liguria, Giovanni Barbagallo nell’aula magna della ASL 1 Imperiese, in via Aurelia, 97 a Bussana di Sanremo.

All’iniziativa parteciperanno, tra gli altri, anche il direttore generale della ASL 1, Mario Cotelessa. La legge pronta per il varo vuole favorire l’attività rurale di persone che rientrano nella sfera del disagio sociale, cercando di coniugare l’attività agricola con l’inserimento e l’autonomia di soggetti affetti da uno svantaggio. “L’apertura dell’agricoltura al sociale – spiega Barbagallo – puo’ essere intesa anche a salvaguardia del nostro territorio e come occasione per qualificare maggiormente le nostre aziende agricole e per ampliare la rete dei servizi sociali, tenendo conto soprattutto della perdita di superficie agricola che si è registrata negli ultimi anni in Liguria, regioni in cui si è passati da 161.700 ettari nel 2000 a 96.900 nel 2010, pari a – 64.000 ettari”.

Lombardia. Assessore, chiesto lo stato di crisi per l’agricoltura

Pubblicato su Mi-lorenteggio.com (vedi articolo originale)

Milano, 24 maggio 2013 – Ho investito della questione la Giunta regionale, dando comunicazione delle condizioni disastrose in cui versa l’agricoltura in Lombardia dal punto di vista climatico”. E’ quanto ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, a seguito del perdurare di condizioni climatiche avverse che stanno continuando a causare danni a semine e colture, annunciando che, a breve, proporrà al presidente la deliberazione per la proclamazione dello stato di crisi per l’agricoltura regionale.

In marcia verso Terra Futura. Altragricoltura torna dopo dieci anni.

Servizio In ToscanaDa alcuni giorni è terminata la decima edizione di Terra Futura che si è svolta a Firenze tra il 17 e il 19 maggio del 2013.Una mostra convegno internazionale per unire teoria e pratica.

Da una parte una riflessione sulle grandi sfide che dobbiamo affrontare dall’altra le buone pratiche di chi sperimenta soluzioni concrete.

Altragricoltura, dopo averla lanciata 10 anni fa, ci ritorna con una grande speranza: quella di condividere e socializzare il dramma che si vive nelle campagne che sta dentro una crisi più ampia che è non solo finanziaria ma anche economica, sociale, ambientale, di democrazia, provando a concretizzare percorsi, definire strategie e riflettendo a più livelli, favorendo il dialogo tra diversi attori che compongono la società civile.

Forum dell’Agricoltura sociale ad Aversa

Pubblicato su Radiocrc.com (vedi articolo originale)

Si tiene nella mattinata del 30 maggio ad Aversa, nella Fattoria Sociale Fuori di Zucca, posta nell’ex ospedale psichiatrico, il Convegno “Agricoltura sociale in Campania: panorama e scenari”
Ragionare sull’ Agricoltura sociale come risorsa, passandone in rassegna le pratiche, la legislazione, i problemi. È questo il proposito del focus che Fedagri e Federsolidarietà Confcooperative Campania, in collaborazione con il Forum dell’Agricoltura sociale, Progetto Policoro e Libera Campania, hanno organizzato per confrontarsi in rete con quanti toccano con mano questa materia ogni giorno.

Agricola 2013: alta tecnologia per un’agricoltura sostenibile al Parco della Vettabbia

Pubblicato su News.leonardo.it (vedi articolo originale)

Per la prima volta a Milano, sabato 25 e domenica 26 maggio, al Parco della Vettabbia (depuratore di Nosedo) in programma due giornate dedicate all’agricoltura. Il mondo rurale, con le sue tradizioni e la cultura della terra, si mette in mostra nell’ambito degli Expo Days 2013 con Agricola, l’evento promosso da Provincia di Milano e Milano Depur, teso ad avvicinare chi vive in ambito urbano alle realtà rurali della zona, con una particolare attenzione agli aspetti più innovativi della tecnologia agricola e alla costruzione di macchinari sempre più efficienti in grado di ridurre drasticamente l’inquinamento e l’impatto sul terreno.

Attivata misura 311 del PSR per diffusione agricoltura sociale

Pubblicato su Altragricolturaoggi (vedi articolo originale)

L’assessore regionale alle politiche agricole Mauro Febbo comunica che la Giunta regionale ha approvato, su sua proposta, un provvedimento da 7 milioni di euro attraverso la Misura 3.1.1 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 (Azione 2 e 3). Nello specifico l’intervento intende promuovere sia gli investimenti per la realizzazione di attività sociali in campo agricolo a servizio di ospitalità turistica e didattica, al recupero e valorizzazione di attività artigianali legate alla cultura e tradizione rurale e contadina sia investimenti per la realizzazione di impianti per la produzione, utilizzazione e vendita di energia da fonti rinnovabili destinate a scopi sociali.

Cala il sipario su Terra Futura ma non su Altragricoltura.

da sx: Marocci, Ciaculli, Prella, Carocci, Fabbris, Madio, Malannino,
da sx: Marocci, Ciaculli, Prella, Carocci, Fabbris, Madio, Malannino, Cavinato

Si è chiusa domenica sera, 19 maggio, dopo una bella, affollata e partecipata assemblea l’Area della Sovranità Alimentare promossa e organizzata da AIAB Toscana e Altragricoltura.

E’ stata l’occasione per diffondere a un numero consistente di persone ed a un insieme di reti che nei diversi territori d’Italia lavorano giorno per giorno per un nuovo modello economico, agricolo, alimentare e culturale, la nostra attività e le nostre campagne.

Abbiamo sottolineato, più volte, come Altragricoltura rappresenti un mondo molto concreto che riesce a dare risposte ponendosi come modello alternativo alle grandi organizzazioni sindacali.

Da più parti va maturando infatti l’idea che sia necessario un nuovo sistema di governance mondiale. Si è capito che non ci si può più affidare soltanto ai governi delle nazioni più forti o ai potentati dell’economia, ma è necessario un ampliamento che comprenda le rappresentanze politiche dei Paesi di grande rilievo demografico e tutta la rete del mondo associativo, vale a dire le organizzazioni non governative e i grandi movimenti che operano su più fronti da quello ecologico, della giustizia sociale e del volontariato a quello economico e finanziario.

A tal proposito uno dei nostri obiettivi è stato quello di presentarci come un’organizzazione aperta, disposta ad accogliere al suo interno tutti quelli che ne condividono ideali, anche se agiscono in maniera differente o in contesti molto lontani tra loro, sia dal punto geografico che operativo. E’ in quest’ottica che Altragricoltura ha fatto proprie le battaglie su “La Campagna globale sulla libertà dei semi”, promossa da Vandana Shiva, e “L’Arca di Gaza” di Freedom Flotilla.

Della prima iniziativa vi abbiamo già ampiamente parlato nel report della prima giornata di seminario e pertanto vi invitiamo ancora una volta a sottoscrivere l’appello che troverete in questa pagina.

Ci preme adesso soffermarci sulla campagna “Arca di Gaza”. Ce ne ha parlato ampiamente David Heap portavoce per l’Europa e il Canada. David è un professore canadese di linguistica presso l’Università di Western Ontario in Canada. Ha partecipato a tutte le flottiglie per rompere il blocco di Gaza. In una di queste ha scontato sei giorni in carcere ad Israele. E’ poi entrato a Gaza nel mese di ottobre 2012 con diverse personalità, tra cui Noam Chomsky.

L’arca di Gaza è una campagna popolare costituita da una società civile residente in Palestina, Canada, USA, Australia e altri paesi nonchè parte della Coalizione internazionale della Freedom Flotilla. La coalizione intende sfidare l’illegale e disumano blocco israeliano di Gaza e sta allestendo un’imbarcazione per sfidare con un’azione pacifica il blocco che Israele impone a Gaza, unilateralmente e senza ragione, al fine di stimolare l’economia locale e il commercio.

Altragricoltura fa sua la campagna promuovendola e offrendo piena solidarietà ai contadini palestinesi perché come ha sostenuto Heap: “quando diciamo giù le mani dalla terra lo diciamo per gli agricoltori palestinesi,  in Palestina, ma lo diciamo per gli agricoltori italiani,  in Italia, e quindi le nostre lotte sono sicuramente unite”.

Un importante spazio è stato poi dato ai nostri agricoltori: Leonardo Conte e Maurizio Ciaculli che sono i testimonial delle due campagne più importanti che Altragricoltura già da diversi mesi sta portando avanti: “Giù le mani dalle nostre terre” e “Giù le mani dal vostro cibo”. Tra gli interventi anche quello di Gianni Cavinato, Presidente ACU (Associazione Consumatori Utenti).

Il nostro è un modo nuovo di intendere la produzione, la trasformazione, la distribuzione e il consumo del cibo che trae origini dal passato e dalla storia dei diversi popoli ma che ha uno sguardo proiettato in avanti con l’intento di costituire una rete sinergica in grado di intercettare storie rurali, sempre consapevoli della difficile situazione in cui ci troviamo, sensibili da saperne valutare l’importanza.

Ma la rete, il lavoro non si conclude certo mentre cala il sipario su Terra Futura. Promuoveremo momenti d’incontro e di studio nei territori, condurremo le nostre lotte implementandole con esperienze simili ad Altragricoltura. In questo modo sarà sempre più facile favorire la condivisione di idee e un costante impatto mediatico, sempre più motivati ad andare avanti perché ci rendiamo conto di operare verso una dimensione nuova, promossa da un’umanità incredibile costituita da tante famiglie contadine e non, che stanno sempre più acquisendo consapevolezza del loro valore, dell’importanza delle loro storie spesso a metà strada fra il dramma e il fantastico, consci del difficile ma sapiente lavoro che ogni giorno svolgono.

La politica ha estromesso i contadini dal processo democratico. Nonostante tutto loro hanno conservato saperi, continuano a produrre  in armonia con la Terra, mantengono quei valori e quelle pratiche che le politiche neoliberiste hanno distrutto.

Altragricoltura, intrisa di valori rivoluzionari sta tentando di dare risposte e cambiare le nostre sorti, cambiandoci nel profondo.

‘Nuovi strumenti finanziari che aiutino l’agricoltura’. La richiesta di Altragricoltura.

da sx. Piras, Semerari, Fabbris, Malannino, Gabrielli, Marocci e Samela
da sx. Piras, Semerari, Fabbris, Malannino, Gabrielli, Marocci e Samela

Il primo giorno di seminario tenutosi a Terra Futura il 17 maggio 2013, nel padiglione di Fortezza da Basso, destinato alle buone pratiche, è stato dedicato al “Credito, Risparmio e Accesso alla Terra”.

Si è cercato di  far confluire esperienze diverse intorno ad un tema ormai fortemente sentito come quello dell’accesso al credito e alla terra per capire se a dieci anni di distanza sia possibile tracciare le buone pratiche che, per quanto diverse, si sono sviluppate nei territori a seconda dei soggetti, cercando di superare qualche limite di auto referenzialità.

Si è sentita l’esigenza infatti, di costituire un progetto nuovo che ponesse al centro del ragionamento la possibilità di trasformare un settore fortemente in crisi come quello agricolo attraverso l’individuazione di strumenti finanziari nuovi.

Premessa fondamentale è stata quella di ricordare che nelle campagne si sta vivendo una grande crisi che sta dentro una situazione economica ancora più ampia. E’ stato ricordato che l’abbandono delle campagne non porta solo a problemi inerenti il fabbisogno del cibo ma anche a una riduzione considerevole del lavoro. Il pensiero di Tano Malannino, presidente di Altragricoltura, è subito andato a quel padre di famiglia che pochi giorni fa a Vittoria si è dato fuoco per aver contratto un debito verso lo Stato di pochi migliaia di euro e che ha portato la sua casa alla vendita all’asta. “Bisogna tentare di impedire questi fatti. In questo periodo il diritto a produrre è negato, l’Europa è sempre più orientata a smantellare il sistema produttivo del nostro paese perché pur garantendo ai nostri cittadini che arrivi il cibo non si preoccupa di definire da quale posto questo cibo arrivi.”

L’accesso alla terra e alla finanza sono priorità del mondo agricolo alle quali si deve cercare di dare un profilo ben definito e un’inversione di tendenza.

I nostri agricoltori possono essere classificati in due grandi categorie: quella costituita dalle generazioni passate, ossia dai nostri padri e i nostri nonni, che hanno accumulato e acquistato la terra con l’idea del risparmio e coloro che l’hanno avuta in dono da quelli stessi padri che l’hanno conquistata misurandosi con un modello d’impresa agricola che ha a che fare con la competizione per cui per fare l’imprenditore agricolo,  secondo questo modello di competizione del mercato, si deve investire.

Investire in agricoltura vuol dire indebitamento! Perché l’agricoltore ha un capitale che è bloccato ed è la terra: un bene immateriale che per monetizzarlo è necessario investirlo andando in banca e contrarre debito. Se poi com’è accaduto le dinamiche del mercato portano a produrre perdita per 10 anni consecutivi è chiaro che l’indebitamento non è più un aspetto con il quale ci si può misurare sulla scala delle variabili nella condizione d’impresa.

Arturo Semerari, Presidente Nazionale Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), ha sottolineato l’esigenza di “un’azione  chiara, un progetto, un’idea sul senso di responsabilità chiedendo all’Europa di ridefinire con chiarezza i parametri, le azioni serie, i contenuti, le procedure, il sistema normativo degli aiuti di Stato.”

In una fase come questa ahimè in cui la liberalizzazione ha aperto le frontiere non vi è alcuna protezione realistica rispetto al mercato. Ed è chiaro che competere con altre produzioni determina una sconfitta perché i nostri prodotti costano.

Semerari ha illustrato, durante il suo intervento, le caratteristiche principali di ISMEA evidenziando che questo è un ente che fa capo al Ministero delle Politiche Agrarie e Forestali; un ente un po’ atipico che da molti anni non chiede soldi allo Stato tanto è che ne è uscito dal bilancio ed è l’unico ente non solo agricolo che si mantiene con risorse che già ha. Questo lo fa con fondi di rotazione. Arturo Semerari si è soffermato inoltre, su due aspetti particolari l’accesso alla terra e l’accesso al credito.

Per quanto riguarda l’accesso alla terra ISMEA, tra le varie attività, è l’ente di riordino fondiario e interviene con mutui trentennali per l’acquisto di aziende agricole. “Fino al 2011 l’abbiamo fatto per tutti gli imprenditori agricoli e a titolo principale per i coltivatori diretti. Dal 2012 lo possiamo fare solo per giovani imprenditori sotto i 40 anni al primo insediamento, questo per favorire l’ingresso delle giovani generazioni che vogliano entrare nel settore agricolo. Il fondo di rotazione si alimenta con le restituzioni degli agricoltori pertando quando gli agricoltori non pagano altri che lo vogliono diventare non possono accedere al credito.”

Nonostante questo Semerari ha sottolineato che ISMEA cerca di non avere un atteggiamento poco pressante verso le aziende in difficoltà tipo quella dell’amico sardo Piras utilizzando procedure di rilascio dopo 5/6 anni di morosità con la possibilità prima della sentenza di condanna dell’agricoltore di trovare dei meccanismi per poter rimodulare il mutuo. “Bisogna contattare ISMEA prima di arrivare a sentenza”, ha detto il presidente affinchè si possano trovare possibili risoluzioni al problema.

I dati sottoposti da Semerari derivanti dall’acquisto della terra da privati e la conseguente vendita si aggira intorno ai 100/ 120 milioni di euro l’anno. “Con il nuovo regime siamo molto preoccupati perché le tendenze si sono abbassate e oggi ruotano intorno ai 50 mln di euro. Ci sarebbero quindi risorse non utilizzate. La mancanza non è quindi di risorse economiche ma di domande”.

C’è stato poi l’intervento di Giovanni Samela, impegnato attivamente in questi mesi per la realizzazione in Basilicata della ‘Mutua rurale’. Per lui è importante chiedersi se oggi la nostra azione non deve essere sopratutto un’azione che tenti di dire alle istituzioni, alla politica, “che abbiamo urgente bisogno di un provvedimenti che blocchino, almeno per un determinato periodo, le esecuzioni.”

Samela ha evidenziato come oggi in quelle zone dove fino a qualche anno fa l’agricoltura era un settore forte si stanno avvertendo le maggiori criticità. Difficile pensare che l’intero settore italiano possa convertirsi a nuovi modelli in tempi brevi tuttavia è possibile iniziare a realizzare ‘esempi positivi’ che possano richiedere l’accesso al credito dato il bisogno di forme di investimento per riconvertire l’agricoltura facendola meno ‘ostaggio’ delle multinazionali e dove il controllo sia affidato agli agricoltori affinchè chi poi consuma i prodotti non debba preoccuparsi di una serie di controindicazioni per la sua salute.

“Non possiamo attardarci ulteriormente dobbiamo affrontare in qualche modo il tema del credito e della finanza.”

Gli strumenti  che ci sono in questo momento in Italia spesso sono mal utilizzati o poco usati, continua Samela. In Basilicata, ad esempio i primi insediamenti vengono finanziati dalla Regione ma sono spesi molto male perchè spesso il giovane agricoltore li usa come bonus per fare qualcosa che ha poco a che fare con il settore. Altra questione è poi quella dei fondi patteggiati con ISMEA da diverse regioni come Basilicata e Sicilia, e che di fatto non vengono utilizzati.

“Avremmo dovuto utilizzare quei soldi come garanzia per investimenti che hanno fatto le imprese con i vari PSR ma di fatto non sono utilizzati a causa del sistema bancario.”

Fra le nuove forme e i nuovi strumenti da mettere in campo c’è la mutua rurale, una cooperativa che abbia come obiettivo quello di aiutare i propri soci a fare investimenti e aiutarli nella loro azione di produttori. Fra le altre cose nella nuova governance 2014/2020 sta venendo avanti un pensiero forte, tra l’altro già sperimentato in una programmazione che è in fase terminale in paesi come Francia e Olanda, ossia l’uso di uno strumento mutualistico che varia a seconda delle normative esistenti nelle varie nazioni europee e per il quale gli agricoltori possono partecipare in maniera vera alla gestione della propria attività diventando soggetti abilitati ad avere una serie di strumenti come può essere, ad esempio, la gestione delle calamità naturali.

Il monito e di “trovare nuove modalità e nuovi strumenti per compensare queste perdite di denaro che in agricoltura sono abbastanza frequenti! Su questo dovremo pensarci su e fare uno sforzo per mettere in campo, sia a livello nazionale ma anche locale nelle singole regioni, tavoli di discussione. Solitamente su queste misure – continua Samela, molte delle regioni italiane non hanno voglia di scoprire o sperimentare. Molte volte gli strumenti messi in campo dalla UE preferiamo non utilizzarli pensando a strade più semplici piuttosto che utilizzare elementi di carattere strutturale.”

Le aziende agricole auto responsabilizzandosi possono iniziare a concepire una finanza diversa. Ci vuole quindi una forte assunzione di responsabilità da parte del mondo agricolo. “Forse per troppi  anni abbiamo pensato che tutto questo non ci riguardava considerandolo di gestione della controparte. Io credo invece che su questo noi dobbiamo assumere un protagonismo vero cercando di dotarci di quegli strumenti che fino ad ora non siamo riusciti a governare.”

Importante è stata poi la testimonianza prodotta da Nazzareno Gabrielli per la Fondazione Banca Popolare Etica. Egli ha parlato di come funziona questo istituto, controllato da Banca d’Italia e dalla Banca Centrale Europea realizzata ben 15 anni fa. La banca è espressione di un movimento nato dal basso con l’obiettivo di promuovere un istituto che portasse a conseguenze non economiche ma a proprie azioni. Gabrielli si è poi soffermato sulle funzioni di una banca dicendo che essa è un istituto intermediario finanziario che raccoglie e porta denaro. Nella misura in cui presta denaro di per sé può caratterizzare lo sviluppo economico di un territorio. Nella genesi di Banca Popolare Etica egli ha sottolineato che il discorso è per alcuni versi diverso.

Banca Popolare Etica è infatti una cooperativa: ci sono 40 mila soci in cui ogni socio al massimo può avere l’1% del capitale sociale della banca (max quote di 400 mila euro). I soci che hanno le quote maggiori hanno lo stesso peso di quelli che hanno 50 € di azioni.

E’ una banca che nasce dal basso e si preoccupa degli effetti economici. “Se concepiamo, dice Gabrielli, l’agricoltura non come il soggetto di una filiera che produce valore economico ma come un qualcosa che entra nell’essenza stessa dell’essere umano che lavora la terra, valorizza il territorio e lo rende utile e funzionale alla massa delle persone che lo abitano oppure lo consideriamo come una semplice modalità per produrre beni, Banca Etica è vicina a questo modo di pensare e di operare attraverso un certo tipo di procedure.”

La banca, ci ha spiegato Gabrielli, presta 5/ 600 mln di euro l’anno e di questo denaro ca. 50 mln li presta al mondo agricolo. Per ogni euro che l’istituto raccoglie dai suoi clienti mediante c/c bancari essa chiede agli investitori cosa vogliono finanziare. Le macro aree messe a disposizione dove canalizzare i loro investimenti sono 4:

–        ambiente;

–        cooperazione sociale;

–        cooperazione internazionale;

–        cultura e Sport.

 

Coloro che hanno scelto il settore ambiente sono stati spuinti dalla banca verso il rinnovabile, il risparmio energetico ossia procedure che migliorino le condizioni di vita dei cittadini e del pianeta. Obiettivo principale, quindi, “produrre crescita di qualità”.

Unico neo della banca è come ci dice anche Maurizio Mazzariol dell’AIAB Toscana, è non avere nel suo statuto come destinatario d’intervento l’agricoltura né ci sono, come conferma Gabrielli, rapporti con soggetti istituzionali verso questa direzione. Alcune operazioni sono state fatte solo nei confronti del biologico ma l’impegno preso da Gabrielli è stato quello di incrementare gli impegni verso il settore agricolo e già l’indomani, nell’assemblea dei soci che si sarebbe tenuta proprio a Terra Futura. Egli si sarebbe impegnato a portare la questione relativa alla costituzione della mutua rurale lucana proposta da Altragricoltura che ha chiesto la possibilità alla banca di partecipare con una sua quota.

Il valore aggiunto della banca secondo Gabrielli è quello di impegnarsi a indirizzare, fin dalla sua costituzione, le risorse che riesce a raccogliere verso impieghi sociali e ambientali. Tra i progetti quello di contribuire l’accesso al mondo del lavoro di categorie speciali e svantaggiate nonché aiutare l’imprenditoria recuperando quelle aziende e imprese che sono state confiscate alla criminalità organizzata.

Quindi due le direttrici verso le quali la Banca si orienta:

1)      valutare le tipologie di sviluppo che si possono avanzare,

2)      favorire l’accesso al credito.

“Ci piacerebbe stringere relazioni con soggetti finanziari e categorie del mondo dell’agricoltura che possano essere da un lato fruitori dei finanziamenti e dall’altro portatori di flussi finanziari che le attività generano verso la banca. Il settore agricolo infatti, genera flussi finanziari. Se questi vanno ovunque, non contribuiscono ad alimentare un circuito che generi ulteriori risorse per la crescita del loro settore. Quindi fare da plafond d’intervento per chiedere ai propri clienti o potenziali tali di scegliere come circuito Banca Etica al fine di far girare le proprie risorse. Non è importante solo il fabbisogno di credito verso il settore ma è fondamentale generare flussi che vadano nella direzione di favorire gli strumenti e influenzare la possibilità di dare credito a questo settore. Il circuito che si genera cresce e man mano che cresce genera risorse e continua a crescere ancora.”

Tra i dati forniti da Gabrielli è stato l’aumento del credito erogato da Banca Etica rispetto all’anno precedente: +17% rispetto all’andamento del sistema in perdita al -3%.

Ciò che è venuto fuori da questa discussione inoltre è che oggi non c’è nessun istituto bancario che opera in agricoltura. Ci sono solo istituti come ISMEA che indirizzano risorse economiche.

Tra i progetti e le realtà interessanti emerse durante il seminario c’è stata la testimonianza di Gianluca Marocci, co fondatore del GAT (Gruppo di acquisto terreni).

Si tratta di un gruppo che attraverso l’acquisto di quote di una società agricola a responsabilità limitata, agricoltori e in genere persone che hanno voglia o necessità di investire sulla terra entrano in sinergia.

L’acquisto collettivo di terreni da coltivare ha tre fondamentali obiettivi:

–        dare lavoro a giovani agricoltori;

–        ripartire i costi di gestione;

–        redistribuire gli utili fra i soci.

Un investimento etico ed ambientale e allo stesso tempo un investimento economico. I suoi obiettivi sono molteplici: difesa del valore dell’investimento; incremento patrimoniale, ricavo di eventuale reddito dalla produzione agricola, condivisione di valori e visione, produzione eco-compatibile, avvicinamento dell’agricoltura alla platea cittadina e disintermediazone tra produttore e consumatore (filiera corta).

Oltre ai soggetti indicati erano presenti al seminario rappresentanti di realtà agricole provenienti da altre regioni come l’imprenditore sardo Riccardo Piras e l’imprenditore lucano Leonardo Conte che hanno evidenziato come da un po’ di tempo a questa parte non riescono più a fare il loro lavoro di imprenditori agricoli a causa delle enormi difficoltà finanziarie che oramai mettono in ginocchio le loro aziende.

Nell’ultima giornata a Terra futura si prevede il lancio delle campagne sostenute da Altragricoltura.

 

Paesaggi recuperati. I viaggi della mente.

Il-Viaggio

Inizia oggi questa nuova sezione del blog dedicata al mondo rurale, alle campagne e i suoi protagonisti analizzati attraverso il punto di vista poetico e nostalgico dei poeti, degli artisti, dei letterati che da sempre ne traggono ispirazione.

Il paesaggio agrario infatti, ha sempre rappresentato una grande risorsa fisica, produttiva, ambientale, storico-culturale, sociale e potenzialmente fruitiva.

La sua identità è sedimentata nella memoria collettiva attraverso le tradizioni storiche colte e popolari e documentata dai caratteri del patrimonio rurale materiale (edifici, struttura dei campi, reti di servizio, acque, caratterizzazione territoriale dei centri  realizzati negli anni ’50 e che rientrano nella storia della riforma agraria, etc.) e immateriale (canti, feste, etc.).

È un paesaggio caratterizzato da una notevole produttività, un forte sviluppo delle attività di servizio ai cittadini (didattica, turismo, ricreazione, attività sociali, etc.), una forte disponibilità innovativa di buona parte degli agricoltori che rimangono i primi custodi e manutentori del patrimonio storico materiale e della qualità paesaggistica dei luoghi.

La rete sarà lo strumento privilegiato affinchè storia e arte si integrino ad una vocazione essenzialmente agricola delle località e al bellissimo paesaggio che produce splendidi capolavori in ogni area di pertinenza.

Ogni visita diventerà un viaggio in un non luogo e internet ci permetterà di rafforzare il senso di un viaggio non reale, di esplorazione in un mondo che ha qualche motivo di fascino per chi lo cerca.

Un viaggio nei luoghi della de-territorializzazione e della virtualizzazione. I luoghi non luoghi dell’immaginario che danno di sé molte notizie, ma non sempre una loro immagine completa. Come se alludessero o suggerissero ciò che sono, senza mai svelarsi completamente e suscitando quella sana curiosità che li porterà a visitarli.

Da sempre, infatti, i luoghi non sono solo geografici ma anche della mente che noi stuzzicheremo attraverso riferimenti puntuali.

Per chi vi abita sono le radici e gli affetti, gli impegni di lavoro e della vita quotidiana. Per chi non vi è mai stato l’oggetto dei desideri: la campagna vista come quiete dell’anima, il luogo in cui rifugiarsi per riposare; ripensare ai luoghi come lo scrigno di ciò che l’immaginazione può creare. Per altri oggetto di nostalgia: il luogo dei ricordi, delle cose che si vorrebbe poter rifare, dei giorni che si vorrebbe rivivere.

Racconteremo le nostre realtà a tendenza agricola, dove aziende e borghi rurali vivono in simbiosi con il paesaggio, dove natura e storia si intrecciano creando un mix unico tra realtà e fantasia, dove si entra per giocare una parte in una storia che riporta il passato all’oggi, che permette al visitatore di rivivere situazioni e gesta che, personaggi famosi, briganti, hanno vissuto in queste campagne bruciate dal sole, rimaste immutate attraverso i secoli.

E’ a questo che abbiamo pensato quando abbiamo deciso di creare questa sezione che coniugasse cultura a realtà territoriali.

L’altra faccia della medaglia dunque. Un’agricoltura lontana dalle lotte, dai problemi, dagli affanni.

Un ritorno potremo dire nostalgico a un certo modo di vivere che è lontano dalla frenetica vita cittadina. Un ritorno alle nostre origini perse negli anni ’50, quando a causa del diffondersi delle macchine, dell’automazione, dell’industria si produsse, specie nel Sud da sempre agricolo-pastorale, una profonda lacerazione nel vecchio tessuto sociale, sovvertendo nel giro di pochi decenni consuetudini, tradizioni, usi, costumi, modi di vita, consolidati da secoli.

I cambiamenti avvenuti sono stati radicali. Alla civiltà del fare, del creare con le proprie mani, con le proprie forze, si è sostituita quella della macchina.

La stessa trasformazione oltre ad investire il lavoro artigianale ha coinvolto anche il mondo contadino e i processi che un tempo richiedevano fatica, tenacia, dedizione, pazienza, precisione, fantasia offrendo all’individuo le capacità di esprimersi secondo i gusti e l’originalità creativa di cui era dotato; anche una semplice costruzione, diveniva nelle sue mani qualcosa di personale, unico, irripetibile. Si realizzavano e si creavano così oggetti sempre diversi e singolari.

Le testimonianze del passato radicate in una cultura essenzialmente contadina vanno, quindi, attentamente recuperate e custodite: il mondo agricolo e gli artigiani di oggi sono gli eredi e i continuatori di esperienze e arti che si sono tramandate nel tempo sempre più arricchite. Il sistema delle aziende agricole rappresenta infatti, un eccezionale patrimonio di esperienze e luoghi, storia e pratiche economiche, culturali, ambientali e sociali. Esse raccontano una dimensione rurale non ancora scomparsa e che merita di essere salvaguardata, valorizzata e messa a sistema.

Questo storico patrimonio va messo a disposizione della collettività, anche in considerazione della sua collocazione nel paesaggio agrario, dove le occasioni di aggregazione sono rare e richieste.

Consapevoli del progetto ambizioso che stiamo per iniziare vi preghiamo di supportarci. Farà piacere ricevere i vostri suggerimenti, le vostre segnalazioni i materiali e di contattarci al seguente indirizzo mail: k.madio@altragricoltura.net

Da domani a Tito “Naturalmente Sud”

fonte: Ansa Basilicata (vedi articolo originale)

Saranno un centinaio gli espositori ”in campo” per la tredicesima edizione di ”Naturalmente Sud”, la vetrina enogastronomica della Basilicata in programma da domani e fino al 12 maggio nell’area fieristica di Tito (Potenza). L’iniziativa, promossa dal dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata, con Basilicata Fiere e la Provincia di Potenza, e’ stata presentata oggi, a Potenza, nel corso di un incontro con i giornalisti.

Consorzio Alta Langa: Giulio Bava eletto presidente

fonte: ATnews (vedi articolo originale)

Giulio Bava è stato eletto presidente del Consorzio Alta Langa Docg per il triennio 2013/2015 nel corso dell’assemblea generale del 6 maggio scorso.

Il Consorzio dell’Alta Langa tutela e promuove il vino spumante metodo classico orgoglio della tradizione piemontese.

Astigiano, Giulio Bava succede a Lamberto Vallarino Gancia; come vice presidente è stato riconfermato Giovanni Carlo Bussi.

“In un momento di interessante crescita per l’Alta Langa – dice il neo presidente -, dall’ottenimento della Docg alla collaborazione con partner di primo piano come Giugiaro e Spiegelau, il lavoro di questo triennio dopo l’importante campagna stampa del 2012, sarà all’insegna della diffusione della conoscenza del nostro metodo classico tra ristoratori e consumatori italiani e dell’allargamento del numero dei produttori coinvolti. I primi a crederci devono essere i piemontesi che conoscono la qualità e la fatica della viticoltura di alta collina per produrre quello che è un orgoglio della nostra regione”.

Giulio Bava: Enologo, già presidente dell’Assoenologi Piemonte e Val d’Aosta, è titolare con la famiglia della centenaria Giulio Cocchi produttrice di Spumanti da 122 anni oltre che un marchio noto di vini aromatizzati di alta qualità. E’ tra i fondatori del Consorzio Alta Langa.

Insieme al presidente è stato rinnovato anche il Consiglio d’Amministrazione che guiderà l’ente nel prossimo triennio.

I consiglieri eletti per quanto riguarda le Aziende Spumantiere sono: Lorenzo Barbero (Enrico Serafino), Antonella Lanfranco (Fratelli Gancia), Andrea Macchione (Fontanafredda), Alberto Lazzarino (Banfi Piemonte), Franco Brezza (Martini & Rossi).

Per la parte Agricola: Giacinto Balbo, Luciano Chiarle, Piero Culasso, Gianpaolo Menotti, Egidio Bruno.

Il collegio sindacale è composto dal presidente Barbara Carrero e da Terenzio Ravotto, Alberto Canino, Sergio Germano, Carlo Corti.

L’Alta Langa Docg

L’idea del progetto Alta Langa prende avvio negli anni Ottanta grazie all’unione tra le case storiche spumantiere piemontesi e i viticoltori in collaborazione con l’Istituto Sperimentale per l’Enologia. Il 5 marzo 1990 si ufficializza la produzione dello “Spumante metodo classico Alta Langa”. Nel 2002 ottiene il riconoscimento della Denominazione di origine controllata e a partire dal millesimo 2008le bottiglie Alta Langa hanno la Denominazione di origine controllata e garantita.

Del consorzio fanno oggi parte oltre 70 vignaioli e 12 cantine: Avezza Paolo (Canelli – Asti), Banfi Piemonte (Strevi – Alessandria), Bera Valter (Neviglie – Cuneo), Giulio Cocchi (Asti), Enrico Serafino (Canale – Cuneo), Fontanafradda (Serralunga – Cuneo), F.lli Gancia (Canelli – Asti), Germano Ettore (Serralunga – Cuneo), Martini & Rossi (Pessione – Torino), Monteoliveto di Casà (Monticello d’Alba – Cuneo), Az. Agr. Pianbello (Loazzolo – Ast)i, Giovanni Bosca Tosti (Canelli – Asti).

Prodotto ottenuto da uve Pinot Nero e Chardonnay, può essere solo millesimato e coltivato in vigneti sopra i 250 metri s.l.m. nelle tre province di Asti, Alessandria e Cuneo. L’Alta Langa possiede notevole ampiezza dei profumi e complessità, caratteristiche che si sviluppano grazie all’affinamento sui lieviti che avviene per non meno di trenta mesi in bottiglia. E’ prodotto come brut (bianco e rosé) e può diventare “ Riserva” con più lunga permanenza sui lieviti nei migliori millesimi.

Formigoni è il nuovo Presidente della Commissione Agricoltura al Senato

fonte: ecologiae (vedi articolo originale)

Roberto Formigoni è il nuovo Presidente della Commissione Agricoltura al Senato. Si definiscono i dettagli del governo Letta, ma dettagli di grande importanza, dato che le commissioni per l’Ambiente e l’Agricoltura avranno un ruolo di primo piano per la legiferazione del governo nei rispettivi settori. Il nome di Formigoni per questa carica è stato accolto in maniera tutt’altro che positiva.

Nunzia De Girolamo è il nuovo Ministro dell’Agricoltura del governo Letta, e Roberto Formigoni è il  nuovo Presidente della Commissione Agricoltura al Senato. Riguardo a Nunzia De Girolamo si sono sollevate non poche polemiche sulla presunta carenza di competenze per il settore, e potevano mancare simili critiche alla nomina di Formigoni? Naturalmente no.

Mentre ieri abbiamo parlato della nomina come Presidente della Commissione Ambiente di Ermete Realacci, che al di là dei giudizi in merito alla persona non vi sono dubbi sulla competenza e sulla lunga esperienza maturata sul tema, oggi torniamo a parlare di cariche “sorprendenti”. Oltre a Formigoni sono stati eletti come vice presidenti della Commissione Leana Pignedoli del PD e Luigi Gaetti del Movimento 5 Stelle, mentre il presidente della Commissione alla Camera è Luca Sani del PD, vicepresidenti Massimo Fiorio del PD e Adriano Zaccagnini del Movimento 5 Stelle.

Roberto Formigoni, come è noto, è stato Presidente della Regione Lombardia dal 1995 al 2013. Fa parte del PDL di Silvio Berlusconi. È laureato in Filosofia ed Economia Politica. Come tutti sanno, negli ultimi anni la giunta Formigoni della regione Lombardia è stata letteralmente decimata da indagini e arresti. Formigoni stesso è indagato per corruzione. Naturalmente la storia politica e giudiziaria di Formigoni non può essere riportata in questa sede. Torniamo quindi alla domanda: quali competenze possiede Formigoni in merito al settore strategico dell’Agricoltura?

Ritorna Naturalmente Sud. Un’importante vetrina al comparto agricolo ed agroalimentare lucano.

naturalmenteTaglio del nastro per la tredicesima edizione di “Naturalmente Sud” dal 10 al 12 maggio presso l’area fieristica di Tito Scalo. In mostra le eccellenze dell’enogastronomia regionale lucana promossa dal Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata, d’intesa con Basilicata Fiere e Provincia di Potenza.

Circa 100 espositori metteranno in vetrina il “Made in Lucania” per far conoscere ed apprezzare la filiera enogastronomica ed artistica del territorio, espressione di aree ricchedi storia e tradizione tutte da scoprire e visitare.

Durante la manifestazione sono previste degustazioni, lezioni di cucina tipica lucana, mostre e laboratori di artigianato artistico lucano. Nel padiglione “Naturale applicato” saranno trattati i temi del benessere naturale, delle nutrizioni, delle risorse ambientali e del lavoro.

Partner dell’iniziativa sono: Confcooperative, Gal, associazioni di categoria, Associazione Regionale Allevatori di Basilicata, Associazioni turistiche, Consorzi di tutela, Associazione ambientaliste, Inail di Basilicata, Università degli studi di Basilicata, Unione regionale cuochi italiani, Ass. Lucania World, Associazione micologica “Bresadola” Potenza, Anial (Ass. Nazionale Allevatori Lepri), Corpo forestale dello Stato, Associazioni ittico venatorie, Atc, Parchi naturalistici e istituti scolastici.

Due milioni di euro agli allevatori per fronteggiare la blue tongue

fonte: Regione Sardegna (vedi articoli originale)

Aperti i termini per la presentazione delle domande di aiuto a sostegno degli allevatori di ovini e caprini colpiti dalla nuova epidemia di febbre catarrale (blue tongue) causata dal sierotipo BTV1.

Destinatarie dell’intervento sono le imprese che ricadono nella competenza territoriale delle aziende sanitarie n. 7 (Carbonia), n. 8 (Cagliari) e n. 4 (Lanusei), dichiarate sede di focolaio di febbre catarrale degli ovini dal mese di ottobre del 2012 con provvedimento dell’autorità sanitaria. L’aiuto è concesso a condizione che le aziende interessate abbiano applicato tutte le misure restrittive imposte per impedire la diffusione della malattia.

In particolare, l’indennizzo è destinato:
a) alla ricostituzione del patrimonio zootecnico aziendale perduto a causa della malattia;
b) al sostegno del reddito aziendale nel periodo compreso fra la morte o abbattimento degli animali e la ricostituzione dell’allevamento;
c) al sostegno al reddito aziendale conseguente alla minore produzione dei capi dichiarati infetti.
Dagli aiuti saranno detratti gli importi eventualmente percepiti nell’ambito di regimi assicurativi.

Le domande dovranno essere presentate al Servizio territoriale di Argea Sardegna entro le ore 12 del 25 giugno 2013.

I documenti sono presenti a questa pagina.

Festival della Ruralità: 5 giorni per scoprire il Parco nazionale dell’Alta Murgia

fonte:

Dibattiti, degustazioni, visite guidate, escursioni in mountain bike, concerti, escursioni a piedi e laboratori didattici nel più grande parco rurale d’Italia
Scatta domani, mercoledì 8 maggio, la prima edizione del Festival della Ruralità che si terrà nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, vale a dire nel più grande parco rurale d’Italia e uno fra i più grandi d’Europa. L’idea alla base della manifestazione è quella di una convivenza non conflittuale fra l’attività umana e l’ambiente:

Diversi anni fa siamo partiti dall’idea di un Parco come corpo vivente e non un sarcofago che contiene la natura mummificata, intangibile. I nemici del Parco sollevavano il problema che fosse un freno allo sviluppo economico, mentre scopriamo che nella pancia del Parco c’è la campagna e quel tipo di agricoltura, intesa come antropizzazione della natura che può diventare ricchezza. Questo festival è l’esibizione di un’idea moderna ed evoluta del Parco ed è un’intuizione destinata a diventare una scuola e molto più di una sperimentazione. I 13 Comuni dovranno predisporsi ad essere i protagonisti e non più i convocati. Il Parco ha un potenziale economico, civile, rurale, ancora tutto da esplorare,

ha spiegato il governatore della Regione Puglia Nichi Vendola nella conferenza stampa della manifestazione.

L’agricoltura, insomma, non dev’essere un museo, né essere declinata al passato: l’agricoltura è presente e futuro. Da mercoledì 8 a domenica 12 maggio i comuni di Andria (apertura ufficiale mercoledì 8 maggio alle 17 a Castel del Monte), Cassano delle Murge, Gravina in Puglia, Corato e Altamura saranno animati da dibattiti, degustazioni, visite guidate, escursioni in mountain bike, concerti, escursioni a piedi, laboratori didattici. L’evento consentirà di scoprire le antiche masserie che contraddistinguono l’altopiano delle Murge e lo splendore di un monumento inconfondibile come Castel del Monte.

Divulgare la cultura della ruralità è fondamentale per riallacciare il dialogo fra centri urbani e agricoli, per far comprendere che il parco non è solamente un ente di tutela del paesaggio e della biodiversità, ma è presupposto per creare sviluppo nei settori dell’agricoltura, dei beni culturali e del turismo.

Nell’ambito della manifestazione verrà presentato un bando pubblico per 1,8 milioni di euro da destinare alle aziende del Parco per finanziare la protezione e la salvaguardia. L’obiettivo è fare del Parco nazionale dell’Alta Murgia un vero e proprio modello di ecoturismo legato a natura e cultura.

Per tutte le informazioni sul programma della manifestazioni è possibile consultare il sito del Parco Alta Murgia, nel quale fino alle 20 di sabato 11 maggio è possibile giocare a Parcman e vincere un soggiorno per due persone in una struttura ricettiva della zona.

Sardegna: per la Festa dell’Europa convegno su migliore utilizzo fondi

fonte: asca (vedi articolo originale)

”La Sardegna nell’Europa 2020. Verso un nuovo modello di governance: enti Locali e politiche di coesione”: e’ questo il tema del convegno indetto il prossimo 8 maggio dalla regione Sardegna per celebrare la Festa dell’Europa (che cade il giorno successivo).

Lo comunica la regione in una nota precisando che l’iniziativa rappresentera’ una prima occasione di confronto e condivisione delle innovazioni sperimentate e delle proposte di supporto in vista della nuova programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali.

Il convegno sara’ aperto dall’assessore degli Affari generali, personale e riforma della regione, Mario Floris, mentre le conclusioni della giornata saranno tratte dall’assessore dell’Agricoltura, Oscar Cherchi.

In particolare i lavori saranno incentrati sull’esperienza della regione Sardegna nell’ambito del POR FESR 2007-2013 con il progetto 360* FESR che si concludera’ a luglio 2013 e che ha coinvolto, insieme alle strutture regionali, molti enti locali attivi nell’attuazione di progetti finanziati.

Il progetto, che punta al rafforzamento delle competenze per migliorare il processo di gestione della spesa dei fondi strutturali, ha sviluppato, con la collaborazione dei partecipanti importanti strumenti e modelli per una gestione innovativa che potra’ essere impiegata gia’ nella nuova programmazione 2014-2020.

com-stt/res

Acli terra, tutto pronto per gli incontri divulgativi

fonte: tusciaweb.eu (vedi articolo originale)

L’associazione professionale agricola Acli terra e l’associazione cooperativa olivicola Aco organizzano, per il secondo anno, degli Incontri divulgativi  sulle buone pratiche agricole per l’olivicoltura, nell’ambito del proprio programma di attività finanziato ai sensi del Reg. CE 867/08 e ss.mm.

Il corso, della durata di 20 ore, è suddiviso in quattro giornate, di 4 ore di lezione in aula, distribuite nell’arco delle principali attività colturali della coltura dell’olivo, ed una ultima lezione pratica di potatura in campo.

Il corso è previsto per un massimo di venti partecipanti, pertanto sono aperte le iscrizioni per chi fosse interessato, entro il 10 maggio 2013.

Al termine del corso sarà rilasciato un’ attestato di partecipazione.

Per informazione ed iscrizione rivolgersi alla sede provinciale di Acli terra in Via A. Volta 1/a Viterbo, tel. 0761 341229 e.mail: acliterravt@virgilio.it.

E’ prevista una quota associativa per i non soci.

Sapri, riapre l’orto sociale di via Campesina

fonte: Giornale del Cilento (vedi articolo originale)

Riapre i battenti, dopo quasi tre anni dalla chiusura, l’orto sociale di via Campensina. Domenica 5 maggio, in occasione della giornata internazionale della permacultura, la rete associativa Laboratorio31 ha ricominciato a «seminare, coltivare e preparare un grande orto per tutta la cittadinanza».

Un passo indietro Si tratta di un orto in zona Santa Croce a Sapri rimasto chiuso per 3 anni, dopo neanche un mese dall’inaugurazione. In pratica, a fine settembre 2010 una squadra di operai dipendenti del Comune di Sapri fece irruzione all’interno dell’orto di via Campesina devastando tutto, comprese le attrezzature, «utilizzando metodologie affini ad atti di puro vandalismo, tra l’altro devastando i vasi che contenvano le piante ed eradicando gli alberi allocati». Questo, nonostante tra la rete Laboratorio 31 e l’allora amministrazione comunale fossero in atto precise trattative per giungere ad accordi destinati a definire la gestione dell’area.

La rinascita Così, dopo che la nuova amministrazione ha restituito ai giovani  l’area dell’orto sociale, il gruppo si è rimboccato le maniche, ha ripulito l’area abbandonata ricostruendolo secondo i principi della tecnica sinergica, illustrata da Pino Castelluccio, e ha ridato linfa a un sogno. «Ricominciamo con la volontà di intraprendere un percorso – fa sapere su Facebook Lab31 – con tutte quelle persone che sono interessate ad accudire questo bene comune. ComincLaiamo insieme a discutere delle opportunità di gestire insieme un orto per progetti didattici e e sociali».

Attività multifunzionali in agricoltura, ok Giunta a graduatorie

fonte: Regione Basilicata (vedi articolo originale)

Su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura e Sviluppo rurale Nicola Benedetto, la Giunta regionale ha approvato le graduatorie provvisorie delle domande ammesse ai finanziamenti previsti dalle azioni A (Investimenti in aziende agricole dedicate all’attività agrituristica) e B (Investimenti in aziende agricole per la creazione e l’ampliamento di fattorie multifunzionali”, del Bando per la “Diversificazione in attività non agricole” del Psr – Fears Basilicata 2007-2013 (azione 3.1.1). Le istanze finanziate sono 201 per una spesa complessiva, tra le due azioni, di circa 12 milioni di euro.
Con lo stesso provvedimento, la Giunta ha inoltre stabilito che eventuali ricorsi dovranno essere recapitati all’Ufficio Politiche di Sviluppo Rurale del Dipartimento Agricoltura della Regione entro e non oltre trenta giorni successivi alla data di pubblicazione della delibera sul BUR della Regione Basilicata.

sil

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