Rapporto di greenpeace sulle minacce agli insetti impollinatori e all’agricoltura europea

fonte: greenpeace (vedi articolo originale)

Greenpeace pubblica oggi il rapporto “Api in declino – le minacce agli insetti impollinatori e all’agricoltura europea”. Il rapporto mette in evidenza l’importanza sia ecologica che economica di proteggere e mantenere in buone condizioni le popolazioni di api e la necessità di eliminare dalle pratiche agricole i pesticidi che le minacciano. L’eliminazione di tali sostanze è un primo passo cruciale ed efficace per tutelare la salute delle popolazioni di api e per salvaguardare la loro attività di impollinazione, un servizio vitale per la produzione di cibo e per l’ecosistema.

Sul sito http://salviamoleapi.org è pubblicato il dossier.

Altragricoltura: concluso l’incontro tra i dirigenti regionali.

IMG_2814Da poche ore si è concluso l’incontro nazionale tenutosi in Basilicata, a Bernalda provincia di Matera, tra i diversi componenti del direttivo di Altragricoltura.

Erano presenti diverse personalità: Tano Malannino – Presidente nazionale del movimento, Pardo Di Paolo – Molise, Maurizio Mazzariol – Toscana, Giuseppe Pelullo – Alta Irpinia; una folta rappresentanza costituita da imprenditori agricoli quali Maurizio Ciaculli di Vittoria (RG), i lucani Gaetano Fortunato e Leonardo Conte di cui stiamo seguendo le vicende attraverso le nostre campagne e iniziative, nonché gli avvocati del Soccorso Contadino tra i quali Antonio Melidoro e tecnici lucani come Giovanni Samela.

Ognuno di loro è arrivato all’incontro con una sintesi delle esperienze realizzate in questi anni che li ha coinvolti in processi diversi. Durante questa due giorni ci si è confrontati molto sullo stato del movimento, partendo dal radicamento nelle singole realtà territoriali fino ad avanzare proposte su come Altragricoltura dovrebbe essere ridefinita senza dimenticare i cambiamenti intervenuti a causa di una crisi globale che non investe solo le campagne.

Lazio, trenta milioni di euro per l’agricoltura

fonte: Viterbo news 24 (vedi articolo originale)

“Approvata dalla giunta regionale di Nicola Zingaretti l’erogazione di 30 milioni di euro del Programma di Sviluppo Rurale per il 2013. Si tratta di risorse volte alla valorizzazione dell’ambiente, al benessere animale e all’‘agricoltura blu’ che prevede anche la possibilità di finanziare agricoltori che introducono in azienda tecniche di produzione ecocompatibili e innovative”. A renderlo noto è il capogruppo regionale della Lista per il Lazio Riccardo Valentini.

‘Nelle prossime settimane – ha spiegato in una nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – approveremo altri provvedimenti che vanno nella direzione dello snellimento delle procedure e dello sblocco dei fondi previsti dal PSR. Con questi primi atti vogliamo dimostrare l’attenzione e il nostro impegno nei confronti di un comparto che consideriamo vitale per la ripresa economica del nostro territorio”.

“Un provvedimento importante – ha sottolineato Valentini – innanzitutto perché si tratta di risorse che, grazie alla Regione e all’assessore all’agricoltura Sonia Ricci, abbiamo evitato di perdere. Risorse che rappresentano invece, soprattutto in questo momento di crisi economica, un punto di riferimento per tutti quegli agricoltori che hanno deciso di investire in un settore strategico. Un settore su cui puntare con decisione. Un volano per l’economia regionale che deve avere un peso di primo piano. Una realtà in cui credere con forza mettendone a sistema le risorse con il patrimonio storico, artistico e ambientale che la caratterizza e sviluppando il più possibile gli sbocchi commerciali per dare alla sua produzione il ruolo che merita sia sul mercato interno, sia sui mercati nazionali ed internazionali. Mi impegnerò infine con l’assessore all’agricoltura Sonia Ricci – ha concluso Riccardo Valentini – affinché le procedure per l’erogazione dei finanziamenti agli agricoltori siano il più possibile snelle e veloci”.

Regione Liguria, agricoltura sociale: a maggio iter per nuova legge

fonte: telenord.it (vedi articolo originale)

Entro maggio in Liguria comincerà l’iter di approvazione della nuova legge regionale sull’agricoltura sociale. Lo ha annunciato l’assessore all’Agricoltura della Regione Liguria Giovanni Barbagallo oggi a Genova al convegno ‘Agricoltura biologica e sociale’. Per agricoltura sociale si intende quell’insieme di esperienze che coniugano le attività agricole con le attività sociali favorendo l’inserimento terapeutico, sociale e lavorativo delle fasce della popolazione svantaggiate, a basso potere contrattuale e a rischio marginalità. “Con questa legge vogliamo sviluppare l’agricoltura sociale in Liguria, uno dei settori con più potenzialità di crescita – ha sottolineato Barbagallo -. Vogliamo premiare le aziende agricole impegnate nel sociale, dare un’opportunità in più alle fasce deboli attraverso lo strumento dell’agricoltura”. Sono 389 le cooperative sociali in Liguria, di cui 100 fanno già attività agricole in forme più o meno organizzate, ci sono 380 aziende agrituristiche in Regione che potrebbero sviluppare il settore ‘sociale’, le prime concentrate soprattutto sulla costa, le seconde nell’entroterra.

Sardegna, sistemi di qualità alimentare: ripristinata al 15 dicembre la scadenza PSR misura 132

fonte: regione Sardegna (vedi articolo originale)

“Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare” – Secondo bando – Annualità 2011, 2012 e 2013.
L’Assessorato all’Agricoltura ha revocato l’anticipazione della scadenza del secondo bando di attuazione della misura 132 “Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare” del Psr 2007/2013.

Le domande di aiuto o pagamento relative all’annualità 2013 potranno essere, pertanto, presentate per via telematica, tramite il Sistema informativo agricolo regionale (Siar) entro le scadenze inizialmente indicate:
– il prossimo 30 aprile per la VII sottofase temporale;
– il 30 settembre 2013 per l’VIII sottofase;
– il 15 dicembre 2013 per la IX e ultima sottofase.

Ricordiamo che i sistemi di qualità per i quali è riconosciuto il sostegno riguardano:
– i prodotti destinati direttamente e indirettamente al consumo umano, ottenuti e certificati applicando il metodo dell’agricoltura biologica;
– la protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli alimentari;
– i vini qualificati Dop/Igp (Doc, Docg e Igt).

Per ulteriori informazioni gli agricoltori interessati possono rivolgersi all’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) dell’Assessorato, al numero 070 606 7034, o all’Urp di Argea Sardegna, al numero 070 6026 2067, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13 e il martedì e il mercoledì anche dalle ore 16 alle ore 18.

Consulta i documenti

Informazione a cura dell’Urp della Presidenza

Fao, nuovo metodo per stimare l’insicurezza alimentare

fonte: La Stampa.it  (vedi articolo originale)

La fame non più solo come problema nazionale, ma a livello individuale. Sarà presto testato dalla FAO in diversi paesi pilota, un modo nuovo, più veloce e più preciso, di misurare la fame e l’insicurezza alimentare nel mondo. Per la prima volta l’organizzazione si assume la responsabilità della raccolta dei dati. Tra le novità, inoltre, il fatto che i risultati dei sondaggi saranno disponibili dopo pochi giorni piuttosto che in anni. Contemporaneamente la FAO assisterà i paesi nell’includere questa scala di valutazione nei loro progetti e programmi di rilevamento per assicurare la sostenibilità futura.
Il nuovo approccio si basa sulla raccolta d’informazioni sulle dimensioni e la gravità della fame dalle stesse popolazioni che soffrono d’insicurezza alimentare, mediante un sondaggio annuale attentamente concepito da condurre in collaborazione con la Gallup.

Entro aprile il progetto, denominato “The Voices of the hungry” verrà finalizzato in collaborazione con i maggiori esperti del settore e sperimentato su una base pilota in quattro paesi: Angola, Etiopia, Malawi e Niger. Questi paesi hanno concordato di lavorare alla completa eliminazione della fame, in linea con la sfida lanciata dal Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki Moon Fame Zero. Il programma prevede di estendere l’inchiesta sul campo a più di 160.000 intervistati nei 150 paesi coperti dalla Gallup e di pubblicare ogni anno i risultati aggiornati di ciascun paese. Il progetto durerà cinque anni e porterà alla creazione di un nuovo standard per il monitoraggio della sicurezza alimentare certificato dalla FAO, che potrebbe poi essere facilmente adottato per altre inchieste sui nuclei familiari poveri. “Questo metodo innovativo sarà uno strumento fondamentale per i governi, per la società civile e per altre organizzazioni nazionali e internazionali nella lotta contro la fame -dice Jomo Sundaram, Vice Direttore Generale della FAO per il Dipartimento Sviluppo Economico e Sociale- Sarà anche molto importante per incrementare l’assunzione di responsabilità dei governi e incoraggiarli ad impegnarsi per l’eliminazione della fame”.

Nonostante i recenti miglioramenti, la metodologia usata dalla FAO attualmente non è in grado di fornire un quadro onnicomprensivo delle molte dimensioni della fame. Al momento la FAO è in grado di monitorare con accuratezza la disponibilità di cibo a livello nazionale, in particolare in termini di potenziale assunzione energetica, laddove questo nuovo indicatore misurerà anche l’accesso al cibo a livello individuale, fornendo un’immagine più chiara dell’esperienza personale con l’insicurezza alimentare.

Per il progetto, a livello nazionale saranno scelti campioni da 1.000 a 5.000 persone, a seconda della grandezza del paese, per rispondere alle otto domande individuate per indicare se e in che misura gli intervistati hanno sofferto d’insicurezza alimentare nei 12 mesi precedenti. Le domande sono poste in modo da riuscire a stabilire la posizione dell’intervistato su una scala di esperienza d’insicurezza alimentare, da leggera a moderata a grave insicurezza alimentare. Questionari simili e scale per determinare l’insicurezza alimentare sono stati usati dal Governo statunitense per identificare i beneficiari di buoni pasto, e dal Brasile nell’individuare il suo programma di welfare sociale per la Bolsa familia.

“E’ un’avvincente nuova iniziativa per la FAO perché ci metterà in grado di capire meglio la severità dell’insicurezza alimentare in modo tempestivo ed efficiente in termini di costi -dice Carlo Cafiero, lo statistico della FAO responsabile del progetto- Doterà inoltre la FAO di uno strumento economico e coerente dal punto di vista metodologico per riuscire a monitorare la fame in tutto il mondo”.

Mario Catania, Ue chiarisca su misure transitorie 2014

fonte: ansa.it (vedi articolo originale)

l ministro per le politiche agricole e alimentari Mario Catania chiede alla Commissione europea di fare chiarezza sulle misure transitorie proposte per il settore nel 2014 in attesa che le tre istituzioni – Parlamento, Consiglio e Commissione – raggiungano un accordo sulla riforma della Politica agricola comune (Pac).

”Vorrei avere assicurazioni dalla Commissione – ha detto all’Ansa il ministro al suo arrivo oggi a Lussemburgo – sui tempi d’applicazione di tutte le decisioni relative al prossimo periodo di programmazione: dagli aiuti Ue accoppiati (alla produzione ndr) ai giovani agricoltori alla regionalizzazione (dei contributi Ue ndr), che apparentemente sembrano fermi al prossimo primo agosto”, mentre dovrebbero entrare in vigore in seguito. Probabilmente – ha proseguito Catania – ”non si sono accorti che i tempi, come hanno preparato, sono ambigui su questo aspetto: non c’e’ scritto nulla, per questo oggi chiedo un chiarimento. Non penso che sia una questione su cui ci si scontrera’ – ha aggiunto – vorrei che pero’ che fosse chiarito in modo da lasciare un quadro di negoziato su questo voto definito”. Sul fatto poi che si applicano gia’ dal 2014 sia i tagli al bilancio agricolo fissati dal Consiglio europeo che la convergenza degli aiuti Ue tra Stati membri, Catania ha detto: ”il Consiglio agricoltura non puo’ rinegoziare elementi decisi dal vertice Ue, mentre sulla convergenza degli aiuti l’impatto sara’ modestissimo, per l’Italia estremamente limitato. Si comincera’ ad avvertire dal 2015”. La Commissione europea, dal canto suo, ha dato assicurazioni al ministro sulla data entro la quale uno Stato membro puo’ fare le proprie scelte in relazione alla nuova programmazione nel settore agricolo. Data importante, che implica decisioni come distribuire gli aiuti Ue ai produttori italiani.

Catania infatti ha fatto notare alla Commissione che, ”in base alla vecchia proposta di riforma quelle decisioni devono essere prese entro primo agosto 2013”. E dal momento – ha aggiunto – ”che quella norma non e’ stata modificata nella proposta di regolamento per le misure transitorie, paradossalmente noi dovremo scegliere entro il prossimo primo agosto su una serie di interventi che riguardano il 2015 e gli anni seguenti”.

Il commissario all’agricoltura Dacian Ciolos ha assicurato il ministro ”che la risposta si trova gia’ nell’insieme dei testi e che la situazione sara’ piu’ chiara in occasione di uno specifico gruppo di lavoro”. Per entrare in vigore il regolamento agricolo sulle misure transitorie 2014, proposto in attesa di un accordo sulla riforma della Pac, deve ottenere il via libera del Consiglio dei ministri e del Parlamento europeo.

L’approvazione e’ prevista per fine ottobre

Crisi in Grecia: tra suicidi, campi di concentramento per evasori fiscali e apicoltura

fonte: PolisBlog (vedi articolo originale)

E’ lo Stato europeo specchio della crisi economica, ma anche il più corrotto. E’ la nazione che faticosamente cerca di uscire dalla bancarotta con misure talora impopolari, talora davvero originali e che vanno pure contro lo Stato di diritto. In una parola soltanto: è la Grecia. Che succede in quella che fu la culla della cultura antica? Da un po’ di tempo l’argomento è uscito dalle prime pagine di giornali e telegiornali. Eppure le cose continuano ad accadere.

Per esempio, il default e le misure drastiche del governo hanno fatto aumentare del 20 per cento i suicidi, così come gli omicidi. Creando un deterioramento costante della salute pubblica. Lo studio è dell’American Journal of Public Health: il tasso di mortalità da suicidio, in due anni, è aumentato del 22,2%. Nello stesso periodo – dal 2009 al 2011 – gli omicidi sono saliti del 27,6%. E’ aumentata poi la disoccupazione, dal 7,2% del 2008 al 22,6% dell’inizio del 2012. Numeri drammatici, come il budget a disposizione del ministero della Sanità, crollato del 23,7%. I tagli ai programmi di sostegno sanitario hanno toccato anche la distribuzione di preservativi e siringhe. Il tasso di infezione da Aids è aumentato del 57 per cento dal 2010 al 2011. Sono aumentati i casi di depressione, problemi mentali, abuso di alcol e droghe.
Basterebbero questi numeri per far capire in che stato di prostrazione sono Atene e dintorni. In più, ci sono le denunce degli insegnanti delle scuole di primo grado: “I bambini arrivano sempre più spesso a scuola affamati, cercano il cibo nella spazzatura o chiedono ai compagni gli avanzi della merenda”. La salute dei bambini è la discriminante per capire a che livello è sceso un Paese. Athena Linos, docente della facoltà di Medicina di Atene, ha denunciato come la Grecia, “in questo momento, sia agli stessi livelli di alcuni Paesi africani per quanto riguarda la diffusione della fame. Ne soffre circa il 10% degli studenti”. Numeri, percentuali. Come quelli del rapporto 2012 Unicef: il 26% delle famiglie greche fa una dieta economicamente debole.

Altro capitolo della crisi greca: l’odio verso gli immigrati che verrebbero a rubare il (poco) lavoro che rimane. Un caso, recente, su tutti. Duecento dipendenti del Bangladesh sono andati a chiedere al proprietario dell’azienda per cui lavoravano gli arretrati del salario; per tutta risposta, i sorveglianti hanno sparato su di loro, ferendone 30. Le violenze xenofobe sono ormai all’ordine del giorno, anche perché c’è chi cerca di cavalcare il nazionalismo, mai così sentito come in questo periodo di stenti. Sull’episodio appena descritto, anche il partito neonazista greco si è unito alla condanna, ma ha aggiunto: “Siamo anche contro chi assume lavoratori stranieri in nero sottraendo lavoro ai greci”.

Il governo, oltre alle misure di austherity, che fa? Il premier Antonis Samaras ha deciso di fare un regalo ai ricconi. La Grecia regalerà la residenza agli investitori non appartenenti all’Unione Europea che acquisteranno immobili oltre i 250mila euro. Oligarchi russi, sceicchi arabi e magnati cinesi si sono fiondati sulla nuova legge votata dal Parlamento a tempo di record. Il loro interesse è di poter affittare casa senza avere la grana del permesso di soggiorno, che avrà una validità di cinque anni, rinnovabile. Stratos Paradias, capo della confederazione dei proprietari di casa greca, ha applaudito: “Finalmente una boccata di ossigeno per il mercato immobiliare locale in grave crisi”. I permessi di residenza potranno consentire ai titolari, i loro coniugi e figli di età inferiore ai 18 di viaggiare liberamente – anche se non di lavorare – nello spazio Schengen per tre mesi consecutivi alla volta. Dimitris Kapsimalis, presidente della Confederazione delle imprese di costruzione, ha illustrato la situazione: “La crisi greca ha colpito mezzo milione di addetti e 12mila aziende del settore dell’edilizia”.

Atene, aderendo al piano di salvataggio da 172 miliardi di euro, concordato con Ue e Fmi, si è impegnata a raccogliere 2,6 miliardi di euro attraverso la vendita di asset quest’anno. Oltre alla messa sul mercato di partecipazioni di controllo di imprese statali, è stato messo in locazione o in vendita un gran numero di beni immobili appartenenti allo Stato. Tra questi, anche gli edifici ministeriali e i consolati esteri.

Come detto: la Grecia sta adottando anche provvedimenti che la mettono spalle al muro con le Associazioni per i diritti umani. Per contrastare l’evasione fiscale e per obbligare i suoi cittadini a pagare i debiti dello Stato, infatti, è stato deciso che basterà una cartella esattoriale non pagata per un importo di mille euro e si finirà in carcere. O meglio, in una caserma che per molti è un vero e proprio campo di concentramento. Il disegno di legge è allo stadio finale prima dell’approvazione. E parlando di tasse non pagate, come si può lasciare da parte Starbucks? In 10 anni ha incassato 244 milioni di euro senza pagare al fisco greco neanche un caffè. I 36 punti vendita sparsi per il Paese, nonostante l’attivo lordo di quasi 250 milioni di euro, al momento di fare denuncia dei redditi segnalavano sempre perdite (53 milioni in 10 anni). Al fisco, quindi, non era dovuto nulla. I guadagni venivano spostati nella capogruppo olandese, cui fanno capo tutte le attività di Starbucks in Europa. In Olanda la tassazione sui profitti d’impresa si ferma al 25% e, una volta tassate, le somme possono essere spostate in paradisi fiscali senza ulteriori prelievi. Tecnicamente è tutto legale, ma è un pessimo segnale in un momento in cui il Paese è affamato. Non tanto di caffè, quanto di risorse economiche.

Sapete cosa resiste in tutto cò, in Grecia? L’apicoltura. Per cui c’è grande interesse anche all’estero. Ogni anno, l’economica greca immette sul mercato 12 mila tonnellate di miele: il Paese è il secondo produttore al mondo. Tutti vogliono questi prodotti, compresa la pappa reale. I produttori greci ammettono: “Le condizioni ambientali e climatiche sono uniche, ecco perché il nostro miele è così richiesto in tutto il mondo”. Saranno le api a traghettare la Grecia fuori dalla crisi?

Vacanze a impatto zero, anche in Italia il turismo può essere green

fonte: Repubblica.it (vedi articolo originale)

Dalla ristorazione biologica alle strutture ricettive amiche dell’ambiente e della produzione energetica verde, così l’offerta turistica italiana sta cambiando volto.
Fare una vacanza a basso impatto ambientale e nel pieno rispetto della natura è possibile anche in Italia. Come? Te lo spiega AIAB, l’associazione italiana agricoltura biologica, e Legambiente, promotrici di una nuova iniziativa orientata al
turismo sostenibile. Le due associazioni  hanno infatti sottoscritto un protocollo di collaborazione per iniziare un percorso comune con i rispettivi  marchi Agriturismi Bio-Ecologici AIAB, garanzia AIAB Italia e Legambiente Turismo. Il progetto mira a radicare una nuova idea di turismo, dando la possibilità ai viaggiatori di conoscere quali siano oggi le offerte “eco-sostenibili” del settore. Ristorazione con prodotti bio a filiera corta, efficienza energetica e risparmio idrico sono solo alcune delle caratteristiche che i turisti potranno trovare all’interno di agriturismi, b&b e hotel, garantiti dai marchi di qualità di AIAB e Legambiente.

“Questo protocollo – spiega Angelo Gentili, responsabile nazionale di Legambiente Turismo – pone al centro una nuova idea di turismo rafforzando il rapporto tra sostenibilità ecologica e le richieste di coloro che amano la vacanza natura, legata all’aria aperta, alla bicicletta, all’escursionismo, alla scoperta paesaggistica-culturale del territorio”.
Sui siti www.bioagriturismi.it e www.legambienteturismo.it è possibile già da oggi conoscere le prime dieci strutture che hanno aderito al protocollo e tutte quelle che si aggiungeranno in seguito, ognuna di loro certificata  secondo i criteri di eco-sostenibilità nell’attenzione al paesaggio e alla biodiversità, nel servizio di ristorazione, rigorosamente bio, nell’uso delle fonti pulite, nei criteri di risparmio energetico e idrico, nella riduzione e smaltimento dei rifiuti.
“Al turista attento e consapevole – ha aggiunto Alessandro Triantafyllidis, presidente AIAB -vogliamo garantire strutture che hanno scelto di operare, per se stesse e per i propri ospiti, nel rispetto  dell’ambiente.”

Corso di formazione di geografia sulle Dolomiti Patrimonio Unesco

fonte: Fondazione Angelini centro studi sulla montagna

Nei giorni 5 – 7 luglio 2013 si svolgerà un Corso di Formazione di Geografia sulle Dolomiti Patrimonio Unesco, destinato ai docenti di ogni disciplina delle scuole di ogni ordine e grado, formatori CAI, guide ambientali, turistiche o naturalistiche, responsabili gruppi ambientali, tecnici degli enti locali, operatori turistici.
L’organizzazione si deve alla Fondazione G. Angelini in collaborazione con: CAI sezione “F. Terribile” di Belluno, Fondazione Dolomiti-Dolomiten-Dolomites-Dolomitis Unesco, Comunità Montana Belluno Ponte nelle Alpi, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia.

Il corso in oggetto sarà dedicato agli “Aspetti geomorfologici, geologici, antropici e paesaggistici nella Val de l’Ardo e Val del Medón – Gruppo della Schiara (Dolomiti Bellunesi, Sistema n. 3 di Dolomiti Unesco), in occasione del centenario della 1° salita della Gusèla del Vescovà”.

Per informazioni il sito della fondazione www.angelinifondazione.it/

Basilicata, stanziati fondi per tutela biodiversita’

fonte: libero.it (vedi articolo originale)

La giunta regionale della Basilicata ha stanziato due milioni di euro per preservare le vegetazioni minacciate da erosione nonche’ per tutelare le razze animali locali in via di estinzione. Gli interventi rientrano nelle misure del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 che sostiene la conservazione di risorse genetiche per la salvaguardia della biodiversita’.

I fondi sono equamente divisi per tutelare e conservare razze animali locali in via di estinzione e un altro milione per preservare risorse genetiche vegetali minacciate da erosione. I beneficiari degli interventi sono gli imprenditori agricoli. Due i bandi, con scadenza 15 maggio. Per le specie vegetali, sono previsti incentivi per i settori frutticolo, olivicolo, orticolo e le colture erbacee; per quanto riguarda le razze animali locali in via di estinzione si tratta di quelle equine (murgese e l’asino Martina Franca), ovina (Gentile di Puglia e Leccese), caprina (Garganica e Jonica) e suina (suino nero lucano).

Campagne: nelle Marche 17 cooperative attive nell’agricoltura sociale

fonte: anconatoday.it (vedi articolo originale)

Sono 17 le cooperative presenti nel comparto dell’agricoltura sociale nelle Marche, che nasce dall’incontro fra il mondo dell’agricoltura e quello della cooperazione sociale. Occupano una trentina di persone, coinvolgono nelle proprie attività 400 persone e hanno circa 700 clienti, secondo un primo studio effettuato dal settore agroalimentare regionale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, che raccoglie Agci, Confcooperative e Legacoop Marche, illustrato nella pubblicazione “Agricoltura sociale e cooperazione nelle Marche”.
Un volume che è stato presentato durante il convegno “Produttori di stabilità – La cooperazione per le nuove forme di sviluppo”, organizzato nella cooperativa Falcineto di Bellocchi di Fano.

L’iniziativa, che conclude il progetto sostenuto dalla legge regionale 7 del 2005 per la promozione della cooperazione per lo sviluppo rurale, annualità 2011-2012, è servita a fare il punto su una nuova opportunità d’impresa. Dall’unione delle competenze delle coop agricole e quelle sociali, si possono, infatti, sviluppare occasioni di occupazione con la creazione di agrinido, di attività educative per i bambini, di sostegno a persone con disabilità e disagio sociale, di reinserimento lavorativo.

“Con questo progetto – ha detto Mauro Scattolini, direttore di Confcooperative Marche, tracciando un bilancio delle azioni compiute dalle tre Centrali cooperative –, abbiamo cercato di analizzare, insieme ai cooperatori, quali sono i comparti di possibile futuro sviluppo dell’agricoltura, come quello biologico, i progetti di filiera produttiva, come quella cerealicola, e, oggi, l’agricoltura sociale. In queste aree, ci sono possibilità d’intervento che, insieme al miglioramento dell’organizzazione e alla necessità di aumentare la superficie produttiva delle imprese marchigiane del settore, possono contribuire a spingere le coop agricole fuori dalla crisi”.

Basta con i soprusi del Consorzio.

TgR Un folto gruppo di agricoltori si è riunito stamane alle ore 09:30 nel bellissimo campo di grano Cappelli di cui, l’aziendadi Nicola Peronace e di Luvana, la sua compagna, sono proprietari. L’obiettivo era quello di sfrangiare la bocchetta dell’acqua che il Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto ha chiuso, sottraendo all’agricoltore un bene essenziale per produrre.

LA STORIA. L’azienda di Nicola Peronace è un’azienda alluvionata, messa in ginocchio non solo dall’alluvione di Marzo 2011, ma, adesso anche dal consorzio che gli ha tolto l’acqua. Lo ha fatto perché Nicola come moltissimi altri agricoltori della zona non sono più in grado di pagare le cartelle e i canoni esattoriali che quest’ente sta aumentando a dismisura. Le difficoltà che questo produce sono evidenti a tutti: l’azienda di Nicola avrà notevoli difficoltà nel gestire il raccolto e la sua azienda, in questa fase della produzione.

Il Consorzio di Bonifica per inciso, sottolinea Gianni Fabbris, è anche fra i responsabili dell’alluvione quando l’acqua è uscita dalla diga di San Giuliano e dai canali che avrebbero dovuto essere manutentati adeguatamente e gestiti in maniera oculata. Oggi dopo che questa azienda è stata messa in ginocchio dall’alluvione per l’acqua, il consorzio nega l’acqua che invece dovrebbe fornire come servizio perché questa azienda possa continuare ad esistere. Peccato che il Consorzio di Bonifica è anche quello che ha avuto 1,6 mln di euro dalla Regione Basilicata con una delibera che gli ha assegnato questi soldi per abbattere i canoni dello stesso per le aziende agricole alluvionate. Denunciamo oggi come nemmeno un euro di quelle risorse, che pure il consorzio di Bradano e Metaponto ha incassato, sono state utilizzate per scopi e fini cui erano destinati. Sono soldi pubblici, sono soldi di tutti i cittadini e sono soldi che il gruppo dirigente del consorzio ha distratto dalle finalità per cui erano state stanziate.

Partire quindi, dalle questioni dell’alluvione per affrontare le problematiche connesse alla gestione irresponsabile e subalterna alla politica degli enti che dovrebbero occuparsi di agricoltura, che dovrebbero sostenere la capacità di questo comparto di reggere la competizione e che invece contribuiscono in maniera determinate ad affossarla. Questo il senso di questa giornata.

IL CONSORZIO E LA BEFFA. L’esempio di cui è stato protagonista Peronace è indicativo delle modalità e dei comportamenti di un gruppo dirigente eletto 12 anni fa e decaduto 7 anni fa, quindi illegittimamente in carica poiché il mandato non è  mai stato rinnovato, come prevede la legge. Inoltre l’operato del Consorzio di Bonifica dovrebbe essere vigilato per legge dalla Regione Basilicata, sugli atti fondamentali e sull’andamento generale che assume nei confronti dei cittadini nell’uso delle risorse pubbliche assumendo un ruolo di controllo e verifica, avendo poteri forti d’intervento.

L’iniziativa di Altragricoltura intende assumere oggi in maniera forte questa politica denunciando come queste modalità non sono casuali. Il consorzio infatti, ha nelle settimane scorse alzato i canoni raddoppiandoli  a quegli stessi agricoltori che già con difficoltà sopportano, per la situazione di crisi generale del comparto, l’aggravio delle bollette. “Pensate, dice Fabbris, che se una coltura media di questo territorio va bene quando riesce, rende ricavi per l’agricoltore pari a ca. 600 € per ettaro. Ricavi, non reddito, ossia l’agricoltore incassa 600 euro per produrre cereali anzichè ortofrutta da cui dovrà pagare tutte le spese. Com’è possibile che gli agricoltori debbano pagarne solo 450/ 500 al Consorzio per la sola erogazione dell’acqua? Tutto il resto come dovrebbe essere  pagato? E’ evidente che la maggior parte degli agricoltori non ce la farebbe a sostenerli!”.

La manovra denunciata da Altragricoltura è quella che vede il Consorzio utilizzare in maniera pretestuosa questo grido d’allarme e che lo vedrebbe in ginocchio e senza soldi a causa delle inadempienze dei suoi consorziati che non pagano. Questo porta spesso la Regione Basilicata a intervenire in suo soccorso facendosi carico di una situazione funesta ed erogando risorse.

LE INIZIATIVE. Gli agricoltori dicono basta al trucco per cui i soldi al consorzio di bonifica invece che andare a risolvere la crisi e i loro problemi finiscono rigurgitati in una voragine di una gestione clientelare e assolutamente inefficiente. Chiedono alla Regione Basilicata di commissariare l’ente  e di convocare, entro sei mesi come prevede la legge e come avrebbe dovuto fare sette anni fa, le elezioni per rinominare gli organismi dirigenti.

Inoltre è stato fatto presente che è stato  dato mandato agli avvocati di depositare, la settimana prossima, l’esposto alla Procura della Repubblica affinchè il magistrato si esprima sull’uso improprio delle risorse da parte del consorzio di bonifica e anche un ricorso amministrativo al TAR contro l’aumento ingiustificato delle cartelle.

Lo hanno sottoscritto 50 agricoltori e stiamo convocando un’assemblea per Venerdì prossimo, 26 Aprile, di sera presso la sala parrocchiale della Chiesa Madre di Policoro per raccogliere altre adesioni. Pensiamo sia un reato usare impropriamente soldi pubblici. Se verranno individuate responsabilità chiediamo che i colpevoli siano puniti. Il clima è cambiato. E’ cambiato nel paese e anche nelle campagne. Gli agricoltori devono essere messi nella condizione di sapere cosa accade nel Consorzio di Bonifica.”

Purtroppo lo sfrangiamento della bocchetta annunciato oggi non è avvenuto perché le modalità con le quali il Consorzio toglie adesso l’acqua è cambiato e aprendo il tappo il campo si sarebbe allagato correndo il rischio di distruggerlo. L’appuntamento quindi è solo rinviato.

 

Katya Madio

Pubblicato su Il Quotidiano della Basilicata del 21 aprile 2013, pag. 37

 

Agricoltura biologica batte ‘convenzionale’, il cibo e’ migliore

fonte: Ansa (vedi articolo originale)

I terreni gestiti biologicamente presentano una maggiore capacita’ di trattenere acqua, con conseguente miglior rendimento in condizioni climatiche di scarsita’ di precipitazioni. E’ quanto emerge dallo studio intitolato ‘Enviromental Impact of different agricultural management practices: conventional versus organic agriculture’, apparso sulla rivista ‘Critical reviews in plant sciences’, realizzato dai ricercatori guidati dal prof. Maurizio Paoletti del Dipartimento di Biologia dell’Universita’ di Padova in collaborazione con l’Universita’ di Cornell, USA.

Secondo la ricerca i sistemi di agricoltura biologica presentano inoltre una maggiore biodiversita’ sia vegetale che faunistica rispetto ai sistemi convenzionali. Si e’ anche notato come l’agricoltura biologica abbia una maggiore efficienza energetica anche se, in media, esibisce rendimenti inferiori e quindi una ridotta produttivita’ rispetto a quella convenzionale, fornendo comunque altri vantaggi ambientali importanti quali il bando dell’uso di prodotti chimici nocivi per l’ambiente ed i consumatori. La ricerca mostra come l’agricoltura biologica sia un sistema che migliora la fertilita’ del terreno massimizzando l’uso delle risorse locali, evitando l’impiego di prodotti chimici di sintesi ed in genere migliora la biodiversita’ e diminuisce l’impatto ambientale.

”Abbiamo effettuato una rassegna comparativa – spiega il prof. Paoletti – delle prestazioni ambientali dell’agricoltura biologica versus quella convenzionale, non tralasciando alcune importanti questioni socio-economiche legate alle scelte di campo. Abbiamo visto – rileva – come la gestione organica delle pratiche agricole riduca notevolmente la perdita di terreno, aumentando invece il contenuto di sostanza organica e migliorando nettamente le caratteristiche ecologiche”

La sovranità alimentare inizia sul balcone

fonte: Vivi con stile (vedi articolo originale)

Equità, giustizia sociale e sostenibilità ambientale sono gli ingredienti perfetti per il cibo di chi vuol cambiare stile di vita alimentare: parola dell’agro-ecologo Michel Pimbert.

Michel Pimbert è un francese che parla un inglese molto british… è un ricercatore internazionale e team leader per l’alimentazione e l’agricoltura presso l’Istituto Internazionale per l’Ambiente e lo Sviluppo con sede nel Regno Unito. Parla di agricoltura ecologica e attualmente è vice presidente della commissione per l’ambiente, la politica economica e sociale (CEESP) di The World Conservation Union (IUCN). Si occupa di sovranità alimentare, di agricoltura sostenibile, di politiche ambientali e biodiversità con una passione per l’azione partecipativa e i processi democratici dal basso. Lo abbiamo incontrato durante il lancio di Hungry for Rights, un progetto sul cambiamento degli stili alimentari, promosso da ACRA-CCS, di cui Legambiente è partner.

Spreco di cibo nelle città del Nord del mondo e carenza di cibo nel Sud del mondo… C’è una soluzione al problema della crisi alimentare?

E’ un’idea diffusa che non ci sia cibo a sufficienza per sfamare il Sud del mondo, ma le vere questioni sono altre: la distribuzione e le differenze di reddito. Il problema della crisi alimentare non si risolve aumentando la produzione di prodotti agricoli, ma intervenendo sull’accesso al cibo e alla terra e sulla giusta remunerazione di chi produce.

E i cittadini, cosa possono fare? Lei, ad esempio, parla di sistemi alimentari locali.

Voi italiani avete l’esempio dei GAS, i gruppi di acquisto solidale. I sistemi alimentari locali di cui io parlo tengono assieme il concetto di filiera corta, di kilometro zero, e molto altro ancora. Possono essere organizzati da una singola famiglia e poi estendersi a un quartiere o ad un comune. Includono la produzione, la lavorazione, la distribuzione, l’accesso, l’uso, il riciclo e lo smaltimento. Si tratta di sistemi che non sono poi molto lontani da quello che da secoli avviene nelle comunità del Sud del mondo.

In Italia gli orti urbani sono diventati una realtà nazionale. Sempre più persone scelgono di coltivare ortaggi sul balcone di casa…

La cultura di un luogo e il cibo, a mio parere, sono strettamente legati: i sistemi locali, e anche gli orti, dovrebbero essere in mano ai cittadini, stare sotto il loro controllo, per essere sostenibili anche dal punto di vista ecologico, e per permettere la riscoperta della cultura alimentare e della biodiversità.

Scusi, lei parla anche di sovranità alimentare. Che cosa intende?

La sovranità alimentare è il diritto di ogni popolo di determinare di cosa si alimenterà, di decidere dunque della propria agricoltura e dell’uso della propria terra. Ne conseguono una pluralità di sistemi alimentari autonomi, fondati su equità nella ridistribuzione del profitto, giustizia sociale e sostenibilità ambientale.

 

Land grabbing anche in Europa, colossi frenano l’agricoltura

Pubblicato su La Stampa (vedi articolo originale)

Roma, 18 apr. (TMNews) – Il ‘land grabbing’ (accaparramento delle terre) non colpisce solo i Paesi in via di sviluppo: vasti tratti di terra del continente europeo, infatti, sono finiti in mano a colossi industriali, speculatori, ricchi acquirenti stranieri e fondi pensione, favorendo così la concentrazione delle attività agricole e delle ricchezze terriere in poche mani e impededendo alla gente comune di dedicarsi all’agricoltura.
Stando a quanto emerge da una ricerca condotta da Transnational Institute e riportata oggi dal Guardian, oggi il 50% delle terra agricola europea è concentrata nelle mani delle grandi aziende (con 100 ettari e più di terreno), che rappresentano solo il 3% delle circa 12 milioni di aziende Ue. Protagonisti di questo accaparramento sono grandi imprese cinesi, fondi sovrani mediorientali ed hegde fund, così come oligarchi russi e colossi agricoli.

In Veneto giovani protagonisti del futuro del settore: appuntamento mercoledì 24 Aprile ad Agripolis.

Pubblicato su Regione Veneto (vedi articolo originale)

L’agricoltura veneta dà voce ai giovani, anzi ne cerca le idee per costruire direttamente con loro la programmazione futura del settore e per aprire nuovi possibili spazi imprenditoriali e occupazionali in un momento di crisi pesantissima. “Mercoledì della prossima settimana, 24 aprile – annuncia l’assessore regionale Franco Manzato – daremo anche formalmente il via al processo di ascolto ed elaborazione delle proposte, dei progetti, dei suggerimenti degli under 40, chiamati ad essere protagonisti anche nelle scelte della politica. L’appuntamento è ad Agripolis di Legnaro, in provincia di Padova, alle ore 11, nell’Aula 14 del Pentagono, all’insegna del “di’ la tua””.

Roma dal 7 maggio torna il “Festival delle Terre”

fonte: folla.it (vedi articolo originale)

Il Festival delle Terre, organizzato dal Centro Internazionale Crocevia, presenta ogni anno una selezione di documentari italiani e internazionali che testimoniano l’universo dei diritti legati alla terra, attraverso gli occhi e le parole di chi ne è protagonista: piccoli produttori di cibo, comunità locali, popoli indigeni e tutti coloro che si battono in difesa della terra e della sovranità alimentare. Storie che raccontano le resistenze e le alternative in un’ottica di conservazione della “biodiversità”, intesa come diversità biologica, sociale e culturale. .

“Chi decide cosa c’è nel tuo piatto?” La decima edizione del Festival delle terre muove da un interrogativo provocatorio che vuole farci riflettere sulle dinamiche che si celano dietro al cibo e alla sua produzione, spesso legate a storie di violazione dei diritti umani e meccanismi di speculazione che ruotano intorno alla filiera produttiva agroalimentare.

In occasione del suo decimo anniversario, il Festival viene simbolicamente dedicato alla figura lungimirante dello statista Burkinabé Thomas Sankara, assassinato nel 1987. Il “presidente ribelle”, con cui Crocevia ha avuto l’onore di collaborare, distintosi per aver compreso profondamente il legame tra autodeterminazione dei popoli e sovranità alimentare..Un omaggio reso visibile anche attraverso la mostra fotografica “Sostiene Sankara- racconti di felicità rivoluzionarie”- curata dall’Associazione culturale AMANDA che racconta la storia del presidente Burkinabè attraverso il linguaggio immediato del fumetto e dell’illustrazione.

L’inaugurazione del Festival delle Terre avrà luogo il 7 maggio alle ore 19:30 al Nuovo Cinema Aquila.

L’edizione di quest’anno si apre con una serata interamente dedicata al Cile del regime di Pinochet con la proiezione di due documentari, Calle Miguel Claro 1359 di Tommaso D’Elia, Daniela Preziosi e Ugo Adilardi e Cile: immagini del paese invisibile, di Augusto Gongora fino ad arrivare ai giorni nostri con Nada mas que eso, di Giovanna Massimetti e Paolo Serbandini.

Le storie selezionate per questa decima edizione raccontano le lotte per l’accesso alla terra e le conseguenze dello sfruttamento senza misura delle sue risorse. Storie che arrivano dai quattro angoli del mondo, attraverso opere come Sachamanta di Viviana Urona, El Gigante di Bruno Federico, Andrea Ciacci e Consuelo Navarro, Bikpela Bagarap di David Fedele, Terra Nera di Simone Ciani e Danilo Licciardello, e che testimoniano i soprusi delle multinazionali, i cui interessi riescono sempre più spesso a prevalere e imporsi sul diritto delle comunità locali di produrre il cibo. Un percorso tortuoso che ci conduce fino a casa nostra, con la problematica del consumo di suolo in Lombardia che sta divorando la pianura padana ne L’età del cemento di Mario Petitto.

Dalla terra all’acqua, con le conseguenze della pesca intensiva e il fenomeno, quanto mai emergente, della pesca illegale, trattare dai lavori Stealing from the poor di Yorgos Avgeropoulos e Canning Paradise di Olivier Pollet .

Infine, in anteprima nazionale, Shady Chocolate di Miki Mistrati. Una nuova inchiesta, dai registi di The Dark side of chocolate, sullo sfruttamento dei minori nelle piantagioni di cacao dell’ Africa Occidentale e un’indagine su cosa si nasconde dietro l’ apparente impegno delle multinazionali che certificano la cioccolata come sostenibile e senza sfruttamento. Presente in sala il regista Miki Mistrati.

La giuria, composta da Augusto Gongora (regista, produttore e attore cileno, direttore di Teleanalisis durante il regime di Pinochet), Blandine Sankara, (sociologa, presidente dell’associazione Burkinabè Yelmani, impegnata sul tema della sovranità alimentare), Nora Capozio, (Associate Expert presso Bioversity International, la più grande organizzazione internazionale di ricerca sulla biodiversità agraria), Tommaso D’Elia (regista e direttore della fotografia di documentari, di cui l’ultimo lavoro ‘Sanjay e Sumitra – La tigre e il tifone’) e Daniela Ceselli, (sceneggiatrice, tra i suoi script più popolari: E la chiamano estate di Paolo Franchi, Vincere e Nessuna qualità agli eroi di Paolo Bianchini) decreterà il vincitore della decima edizione del Festival.

Oltre alla proiezione dei film ci saranno anche dei momenti di approfondimento dedicati ai temi della comunicazione (mercoledì 8 maggio alle ore 11:00: Comunicazione e solidarietà: le alternative alla pornografia della povertà ), della sovranità alimentare (giovedì 9 maggio Mercato globale vs. Mercato locale. In tempo di crisi l’alternativa torna ad essere il mercato interno locale. Esperienze dal mondo- Tavola rotonda del progetto EuropAfrica: verso la sovranità alimentare) e della distribuzione dei prodotti audiovisivi (Venerdì 10 maggio alle ore 15:00: Pubblico in cerca d’Autore: nuove forme di distribuzione dell’audiovisivo)

Il Festival delle Terre è organizzato dal Centro Internazionale Crocevia, associazione di solidarietà e cooperazione internazionale, attiva dal 1958 nei settori dell’educazione, della comunicazione e dell’agricoltura. Crocevia promuove e implementa attività di formazione, campagne e progetti a sostegno di comunità indigene e contadine, e si adopera nella costituzione di reti internazionali di solidarietà come il Comitato Internazionale per la Sovranità Alimentare (IPC on Food Sovereignity).

La decima edizione del Festival delle Terre ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Roma ed è organizzato in collaborazione con in Nuovo Cinema Aquila, Associazione Amanda, Bioversity International, Legambiente Mondipossibili, Tutti nello stesso piatto Festival, Ari (Associazione Rurale Italiana), AAmod (Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico) , Circolo degli artisti e con il contributo di Opulentia, Biopolis Store ed Eticando. L’iniziativa è inoltre promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Dipartimento Cultura- Roma Capitale.

Il programma completo è disponibile sul sito del Festival: www.festivaldelleterre.it

Orrore nell’allevamento. Cavalli morenti ed altri in decomposizione sepolti con lo sterco

fonte: geapress (vedi articolo originale)

Una segnalazione precisa quella pervenuta alcuni giorni addietro al numero verde di emergenza ambientale 1515 del Corpo Forestale dello  Stato. Un presunto caso di maltrattamento in una frazione di Bettona (PG), subito verificato da una  pattuglia  del Comando Stazione Forestale di Perugia.

Secondo il comunicato del Corpo Forestale dello Stato, quanto si è palesato agli Agenti giunti sul posto, era abbastanza evidente.  Ipotesi di maltrattamento per  tre  cavalli ed  un capra gravida di razza camosciata ed il decesso di una seconda capra e di cinque cavalli, due dei quali sarebbero stati rinvenuti occultati nello sterco.

Una situazione che, sempre secondo la Forestale, avrebbe evidenziato le critiche condizioni psico-fisiche in cui versavano gli animali ancora in vita, oltre che la possibile  allerta igienico-sanitaria dell’area. Questo soprattutto per l’avanzato stato di decomposizione delle sei carcasse animali. Immediata, a questo punto, la richiesta di intervento fatta pervenire al Medico Veterinario  della  USL Umbria 1 ed  al Sindaco di Bettona  in  qualità di Autorità Sanitaria locale.

Dal sopralluogo congiunto, i Veterinari hanno rilevato come la morte degli animali sia sopraggiunta in momenti diversi. Dai tre ai dieci giorni antecedenti.

Gli animali, secondo le prime risultanze investigative, sarebbero stati rinchiusi in box angusti, immersi nelle loro deiezioni fino ai garretti, senza fieno né acqua.   Il paradosso, commenta la Forestale, è che di fronte a loro vedevano un prato, in questo periodo peraltro verdissimo. A separarli dalla salvezza una precaria barriera, per loro insormontabile, ma banalmente apribile dall’uomo.

Non a caso due dei tre cavalli sopravvissuti erano gli unici lasciati all’aperto ed il terzo, segregato in un box condiviso con la carcassa di un suo simile, è quello trovato in condizioni, non solo fisiche, più gravi. A detta dei Medici Veterinari, potrebbe infatti aver subito danni neurologici. Questi sarebbero dovuti sia allo shock subito, cui la notoria sensibilità degli equini, ma anche per i probabili  urti subiti dall’animale nel tentativo di sottrarsi alla sua “cella”.

Appena rintracciato, il proprietario e detentore degli animali è stato immediatamente identificato. Sono state così contestate  le ipotesi di reato-delitto di cui agli artt. 544bis e 544 ter C.P., oltre al sequestro penale sia dell’area, sia degli animali superstiti (tre cavalli e una capra), affidati a struttura idonea.

Il più provato dei tre cavalli, è stato affidato alla Clinica Chirurgica della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Perugia, al fine di valutarne meglio le condizioni.

Previa Ordinanza Sindacale contingibile urgente, il Personale del Corpo Forestale dello Stato ha  curato anche le non agevoli operazioni di rimozione e smaltimento, mediante impresa specializzata, delle carcasse animali. A coadiuvare nelle operazioni anche il personale del Comune di Bettona nonché della proprietà del mezzo meccanico messo a disposizione dal Comune, per l’occasione rappresentato dal Geom. Papalia. Prima che il Corpo Forestale sottoponesse l’area a sequestro penale, la USL Umbria 1 ha sottoposto il sito a bonifica mediante disinfezione.

Il Comando Stazione Forestale di Perugia approfondirà le indagini di P.G. non escludendo la possibilità di rinvenire ulteriori resti animali interrati, nonchè la eventuale irregolarità edilizia delle strutture di ricovero.

CRA – CER – Dalla ricerca scientifica nasce la ‘carta d’identità’ per la pasta made in Italy

fonte: puglialive.net (vedi articolo originale)

Dalla ricerca scientifica nasce la “carta d’identità” per la pasta made in Italy
Il direttore del CRA-CER, Roberto Papa: «Grazie alla metabolomica riusciamo a risalire alla zona di coltivazione di un prodotto a partire dalle molecole».

Il lavoro si basa sull’identificazione di geni utili al miglioramento genetico con tecniche di genomica

Una carta di identità per la pasta di grano duro. Sapere tutto, quasi tutto, sulla pasta che finisce nel piatto è possibile, grazie alla ricerca del Centro di Ricerca per la Cerealicoltura del CRA. Nell’avanzatissimo laboratorio di Metabolomica del Cra-Cer di Foggia, il lavoro dei ricercatori consente infatti di risalire alla zona di coltivazione di un prodotto a partire dalle molecole. Con la metabolomica si può tracciare il profilo di un frutto (grano) e persino di una foglia, fino ad arrivare al terreno da cui proviene. E’ una delle novità emerse durante il corso internazionale “Metabolomics and Plant Breeding” in corso a Foggia presso il Cra – Cer fino al 19 aprile.

«Stiamo lavorando sull’identificazione di geni utili al miglioramento genetico – sottolinea il direttore del CRA-CER Roberto Papa -, attraverso tecniche non Ogm ma di tipo molecolare (genomica), per renderlo più efficace e veloce in funzione di obiettivi classici, come la qualità. Per il frumento duro, con qualità si intendono proteine, glutine e colore». Inoltre il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura del Cra si occupa della sostenibilità ambientale: produzione in condizione di ridotte fertilizzazioni azotate, cambiamenti climatici, riduzione degli input energetici, e in relazione ai patogeni delle piante.

«Con il progetto Pl.A.S.S. (realizzato con l’Università di Foggia, sulle tematiche scientifiche e tecnologiche inerenti le relazioni tra alimentazione e salute), abbiamo di recente implementato la piattaforma di metabolomica – spiega Papa – che ci consente di essere forse una delle più importanti piattaforme in Italia e che permette con strumentazioni di chimica avanzata di analizzare in modo rapido tutti i componenti metabololici di un determinato tessuto. Significa che siamo in grado di avere un’analisi di quasi tutte le molecole presenti. Può risultare molto utile per la tracciabilità. Proseguendo su questa strada potremmo arrivare a realizzare una mappatura, una sorta di certificato del prodotto».

Turismo nelle aree rurali europee, attivata rete di cooperazione

fonte: AmbienteAmbienti (vedi articolo originale)

L’Unione Europea ha lanciato un progetto di cooperazione transnazionale indirizzato ai territori rurali, affinché possano valorizzare e promuovere turisticamente il loro patrimonio culturale, naturale ed artigianale.

Attori principali saranno i GAL – Gruppi di Azione Locali dei Paesi aderenti al progetto. Il lavoro dei GAL si svolgerà innanzitutto a livello locale, per costruire validi e qualificati circuiti di visita legati all’ospitalità, all’enogastronomia e all’artigianato rurale; successivamente, promuoveranno insieme le loro offerte in locande situate nelle principali capitali europee e nei rispettivi Paesi di provenienza.

I Paesi coinvolti nel progetto European Country Inn – Tourism Development in Rural areas sono Svezia, Romania, Inghilterra e Italia; quest’ultima rappresentata da Puglia, Campania e Sardegna. Complessivamente, scenderanno in campo quindici GAL, di cui sette a rappresentanza della Puglia; gruppo capofila il GAL Meridaunia.

La presentazione del progetto alla stampa avverrà venerdì 19 aprile al Palace Hotel di Bari. Interverranno: Fabrizio Nardoni, assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia; Elena Gentile, assessore alla Sanità della Regione Puglia; Cosimo Sallustio e Giovanni Granatiero, responsabili del Programma Sviluppo Rurale Puglia; i presidenti e i responsabili del settore cooperazione dei GAL italiani e stranieri partner di progetto.

Questa voce è stata pubblicata in News e taggata come European Country Inn – Tourism Development in Rural areas, GAL, Gal Meridaunia, Gruppo di Azione Locale.

Giuseppe Lavopa

Agricoltura, l’Oma approva una nuova politica commerciale

fonte: italiaoggi.it (vedi articolo originale)

L’agricoltura mondiale ha una politica sul commercio grazie all’accordo approvato ieri dall’Assemblea generale dell’Organizzazione mondiale degli agricoltori (Oma), che si sta svolgendo a Niigata in Giappone. Si tratta di un risultato molto significativo, fa sapere l’Oma in una nota, perché “una politica ben definita sul commercio è fondamentale per la comunità globale degli agricoltori”.

Questi i punti chiave della nuova politica: eliminazione di tutte le sovvenzioni all’export; riduzione ai limiti imposti dal Wto sulla distorsione degli scambi commerciali a livelli locali; applicazione di un trattamento speciale e differenziato per i paesi in via di sviluppo e per quelli meno sviluppati; applicazione di una normativa sulle restrizioni a cui l’export e’ sottoposo; protezione dei prodotti ad indicazione geografica.

L’Oma è sempre più attiva per quello che riguarda la politica commerciale e il rafforzamento del sistema globale degli scambi agricoli, purché si realizzino in un ambiente equo e trasparente, in modo che l’agricoltura possa svolgere il suo ruolo economico, sociale e ambientale nel modo più ampio, tenendo conto delle esigenze dei paesi meno sviluppati.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi