27.04.2011 – TJ: 27 Aprile: Consiglio Regione Basilicata, oggi si decide di sollevare l’incostituzionalità della norma sul Mille proroghe

Oggi il Consiglio Regionale di Basilicata decide di sollevare l’incostituzionalità della norma sul mille proroghe che introduce la “tassa sulla disgrazia”. Ho scritto al Consiglio ed al Presidente a nome del Comitato. Oggi, insieme a Domenico Lence siamo a Potenza per seguire i lavori.

Segue la lettera inviata alla Regione Basilicata:

Al Presidente del Consiglio Regionale di Basilicata, Vincenzo Folino
Al Presidente della Comm. Affari Istituzionali della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico
Al Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo
Ai Capigruppo in Consiglio Regionale di Basilicata

Pregiatissimi,
Vi scrivo a nome del Comitato per la difesa delle TerreJoniche, costituito all’indomani delle esondazione dei fiumi del 2 Marzo scorso in maniera unitaria fra i cittadini ed una serie di associazioni pugliesi e lucane, per esprimere tutto il sostegno del Comitato e dell’Associazione Altragricoltura che coordino, alle iniziative che vorrete assumere contro ogni ostacolo istituzionale e politico dovesse frapporsi al diritto delle aziende e dei cittadini lucani di avere riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni ed alla messa in sicurezza del territorio.
Bene, dunque, ogni azione rivolta ad impugnare le norme irresponsabili che introducono la “tassa sulle disgrazie” soprattutto se assunte dal massimo livello regionale, luogo della rappresentanza di tutti i cittadini lucani e se sostenute, come auspichiamo, da tutte le parti politiche presenti in Consiglio nello spirito di rafforzare il massimo dell’unità delle comunità colpite.
Questa iniziativa, cui non mancheremo di dare ogni sostegno, è un importante segnale di impegno per quelle comunità  e per tutto il tessuto sociale ed economico del territorio interessato già provato da una crisi sociale ed economica ben prima ed oltre l’effetto degli eventi calamitosi che pretende misure e risorse capaci di evitare il tracollo.
Abbiamo denunciato in questi giorni come il rischio grande per le aziende colpite, soprattutto agricole ma anche del turismo, sia il ricorso all’usura per l’incapacità di far fronte ad una ripresa delle attività sconvolte dagli eventi calamitosi con risorse proprie ed in assenza di azioni e misure efficaci sul versante delle disponibilità finanziarie e di sospensione dei pagamenti.
Misure che, con ogni evidenza, non possono attendere i tempi dei ricorsi e della contestazione di incostituzionalità della norma prevista sul mille proroghe.
Crediamo ci sia bisogno di una iniziativa ampia ed unitaria nei confronti del Governo  nazionale per far valere le ragioni di una Regione che contribuisce con le sue risorse energetiche al bilancio nazionale e che pretende che i suoi cittadini siano considerati nella pienezza dei loro diritti a cominciare da quelli al lavoro, alla produzione ed alla tutela del territorio e crediamo, anche, che vada percorsa ogni via possibile anche oltre quello che il Governo Nazionale non dovesse rendersi disponibile a realizzare e comunque fino a quando si convincerà anche per azione della spinta unitaria.
Per tutelare e garantire a pieno questi diritti crediamo sia necessario attuare ogni iniziativa possibile, compresa la possibilità che si realizzino misure urgenti di natura finanziaria e di sospensione dei pagamenti.
Proponiamo la realizzazione di un incontro con tutti gli attori istituzionali regionali, provinciali e comunali e quelli sociali per verificare come con risorse e strumenti regionali sia possibile far fronte alle urgenze ed alle anticipazioni necessarie in modo da affrontare concretamente il vuoto prodotto dai ritardi delle misure nazionali. Due, in particolare, potrebbero essere le misure utili: la convocazione di un tavolo con gli enti di riscossione ed il sistema bancario per concertare le misure utili ad evitare il tracollo finanziario delle imprese e delle famiglie ed un piano di anticipazioni che con risorse regionali realizzi in tutto o in parte le condizioni accordate per le aziende del Veneto già colpite dagli eventi dei mesi scorsi.
Abbiamo apprezzato la dichiarazione della Regione Basilicata che, dopo aver consumato con impegno e competenza ogni passaggio tecnico per istruire la richiesta di ordinanza legata allo stato di emergenza, abbia, poi, dato la propria disponibilità a far fronte con proprie risorse ad una parte delle somme necessarie senza fare ricorso alla “tassa sulle disgrazie”. Misure di questo tipo rafforzerebbero il consenso intorno alle iniziative indispensabili per convincere il Governo Nazionale a misure politiche di civiltà ed equità.

                                                 Per il Comitato Terre Joniche – Gianni Fabbris

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“Quella che si sta consumando a danno della Basilicata – accusa l’assessore alle Infrastrutture della Regione, Rosa Gentile – è una battaglia ideologica. In pratica il Governo chiede alla Basilicata di portare al massimo tutte le sue tasse, in base a quanto lo stesso esecutivo ha deciso qualche mese fa nel ‘Milleproroghe’, come condizioni preliminare per intervenire con altri aiuti. Da subito avevamo manifestato la nostra contrarietà a questa ipotesi, sia per non gravare con nuovi tributi su chi già aveva subito un danno sia perché una tale misura non risolverebbe praticamente nulla poichè essendo la Basilicata la regione a minor gettito fiscale, le risorse recuperate sarebbero irrisorie, e ci eravamo offerti di sostituire questo gettito con altre somme di competenza regionale. Questa posizione, portata avanti con il sostegno indistinto di tutte le forze politiche della Basilicata, ci sembrava essere stata ragionevolmente compresa dal Governo, ma a distanza di un mese e mezzo oggi ci viene ripetuto che senza alzare al massimo le imposte regionali e l’accisa sui carburanti non avremo un euro”.
A testimonianza delle scelte fatte, oggi al tavolo del Dipartimento nazionale di Protezione Civile la Basilicata si era presentata con l’impegno a coprire in proprio circa 2 dei 6 milioni di euro che erano stati impiegati nell’emergenza, e con la dichiarata volontà di fare altrettanto anche nella successiva fase di ristoro dei danni. Ma tutto è stato vano.
La posizione della Regione Basilicata nei confronti del Governo, espressa dall’assessore Gentile dopo aver fatto il punto in una riunione di Giunta col presidente De Filippo, è estremamente dura. “Esponenti di Governo – spiega Gentile – in relazione alla vicenda immigrati si chiedono se abbia un senso riconoscersi nell’Unione Europea se serve solo a dare vincoli e non a interventi improntati a un comune senso di solidarietà; in questa occasione verrebbe da fare lo stesso ragionamento nei confronti dell’appartenenza nazionale. La verità – conclude – è che anche attraverso comportamenti di questo tipo si mina il sentimento unitario nazionale: certamente i cittadini del Metapontino avranno difficoltà a sentirsi una sola cosa con quelli del veneto sui quali, a novembre dell’anno scorso, dopo l’acqua è piovuta una pioggia di milioni dal Governo. E anche i cittadini della Val d’Agri non potranno riconoscersi in uno Stato che da una parte gli promette una card con qualche decina di euro di carburante in riconoscimento dell’apporto di petrolio dato al Paese e dall’altro chiede di pagare la benzina più che in ogni altra parte d’Italia con l’aumento al massimo delle accise”:

18.04.2011- TJ: Aspettavamo le risposte? Ecco le prime: niente soldi!

Alluvione 1 marzo; Governo blocca fondi e chiede più imposte
18/04/2011

La riunione al Dipartimento Nazionale di Protezione Civile finisce con un diktat .L’assessore Gentile: “Difficile sentirsi concittadini dei veneti: su di loro dopo l’acqua sono piovuti milioni”.

Basilicataa oltre un mese e mezzo dal nubifragio del primo marzo scorso, nemmeno un euro è stato destinato dal Governo centrale al soccorso delle popolazioni lucane colpite dall’evento calamitoso e al ristoro dei danni. L’adozione, da parte del Governo nazionale, del decreto che indicava la Basilicata tra le zone danneggiate è rimasta un mero adempimento formale senza che sia seguito lo stanziamento di risorse per dar corso agli interventi di risistemazione.


Un passo avanti per l’Adozione dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri lo si aspettava oggi dalla riunione convocata a Roma dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile con i rappresentanti del Ministero dell’Economia e le Regioni danneggiate Abruzzo, Basilicata e Marche, ma i ragionamenti avviati sulla quantificazione dei danni sono stati letteralmente troncati dall’arrivo del consigliere giuridico del ministro Tremonti, Italo Volpe, che ha imposto il rinvio di ogni ragionamento a quando le stesse regioni avranno provveduto ad aumentare al massimo le imposte di propria competenza. A nulla è valsa anche la diversa posizione dei rappresentanti della Protezione Civile che hanno tra l’altro certificato il lavoro “preciso, puntuale e rigoroso” fatto per la rilevazione dei danni.
“Quella che si sta consumando a danno della Basilicata – accusa l’assessore alle Infrastrutture della Regione, Rosa Gentile – è una battaglia ideologica. In pratica il Governo chiede alla Basilicata di portare al massimo tutte le sue tasse, in base a quanto lo stesso esecutivo ha deciso qualche mese fa nel ‘Milleproroghe’, come condizioni preliminare per intervenire con altri aiuti. Da subito avevamo manifestato la nostra contrarietà a questa ipotesi, sia per non gravare con nuovi tributi su chi già aveva subito un danno sia perché una tale misura non risolverebbe praticamente nulla poichè essendo la Basilicata la regione a minor gettito fiscale, le risorse recuperate sarebbero irrisorie, e ci eravamo offerti di sostituire questo gettito con altre somme di competenza regionale. Questa posizione, portata avanti con il sostegno indistinto di tutte le forze politiche della Basilicata, ci sembrava essere stata ragionevolmente compresa dal Governo, ma a distanza di un mese e mezzo oggi ci viene ripetuto che senza alzare al massimo le imposte regionali e l’accisa sui carburanti non avremo un euro”. A testimonianza delle scelte fatte, oggi al tavolo del Dipartimento nazionale di Protezione Civile la Basilicata si era presentata con l’impegno a coprire in proprio circa 2 dei 6 milioni di euro che erano stati impiegati nell’emergenza, e con la dichiarata volontà di fare altrettanto anche nella successiva fase di ristoro dei danni. Ma tutto è stato vano.
La posizione della Regione Basilicata nei confronti del Governo, espressa dall’assessore Gentile dopo aver fatto il punto in una riunione di Giunta col presidente De Filippo, è estremamente dura. “Esponenti di Governo – spiega Gentile – in relazione alla vicenda immigrati si chiedono se abbia un senso riconoscersi nell’Unione Europea se serve solo a dare vincoli e non a interventi improntati a un comune senso di solidarietà; in questa occasione verrebbe da fare lo stesso ragionamento nei confronti dell’appartenenza nazionale. La verità – conclude – è che anche attraverso comportamenti di questo tipo si mina il sentimento unitario nazionale: certamente i cittadini del Metapontino avranno difficoltà a sentirsi una sola cosa con quelli del veneto sui quali, a novembre dell’anno scorso, dopo l’acqua è piovuta una pioggia di milioni dal Governo. E anche i cittadini della Val d’Agri non potranno riconoscersi in uno Stato che da una parte gli promette una card con qualche decina di euro di carburante in riconoscimento dell’apporto di petrolio dato al Paese e dall’altro chiede di pagare la benzina più che in ogni altra parte d’Italia con l’aumento al massimo delle accise”.

19.04.2012: report di TJ degli ultimi giorni

Terremo appena possibile una riunione operativa del Coordinamento del Comitato per fare il punto (ci stiamo consultando per decidere di incontrarci entro domani come coordinamento operativo e valutare  risposte al niente che viene avanti). In questi giorni abbiamo lavorato, fatto incontri, sollecitato ed atteso le risposte. Le risposte stanno arrivando. Il governo non intende mettere un euro fino a quando le regioni non avranno aumentato le tasse e nelle regioni non c’è alcun segnale di iniziativa concreta sulle richieste di intervenire sulle banche e sugli istituti per evitare problemi finanziari a quanto hanno perso reddito. Dobbiamo riprendere l’iniziativa, inevitabilmete. Non si può mettere la gente con le spalle al muro!
Gianni Fabbris – portavoce del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche

07.04.2011: primo giorno per strada e prima vittoria del comitato TJ

Primo giorno per strada:prima vittoria del Comitato. Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza per la Puglia.
Inoltre il Sindaco di Bernalda ha invitato gli altri sindaci delle aree interessate per domani sera alle 19:00 ad un incontro con una delegazione del Comitato nella Sala Consigliare di Bernalda. Gli chiederemo di sostenere le richieste e di scendere sulla 106 con noi portando la fascia ed i gonfaloni dei comuni.
Puntualizziamo inoltre la prima logistica per domani.
I trattori si concentrano alle ore 8,30 all’antiquarium delle Tavole Palatine. Quando siamo pronti i trattori si posizionano sulla 106 impegnando la corsia esterna della carregiata in direzione sud. Agli automobilisti che passeranno (nel fine settimana sono tanti) daremo un volantino scusandoci del disagio e di averli fatto aspettare….Nello spazio antistante montiamo un palco che useremo per incontri ed interventi. Il resto lo vedremo anche in funzione delle risposte che avremo.

08.04.2011- TJ: presidio a ridosso della jonica

Invitiamo tutti alla manifestazione indetta dal Comitato unitario dei cittadini di Puglia e Basilicata colpiti dagli eventi calamitosi del 1 Marzo.
Presidio a ridosso della SS 106 Jonica 106, Tavole Palatine per chiedere le misure a favore dei cittadini colpiti dall’esondazione dei fiumi del 2 Marzo 2011

06.04.2011: TerreJoniche presente a Taranto

GINOSA – La protesta di quanti il primo marzo scorso hanno subito danni dall’alluvione si è spostata in città. Stamattina una delegazione del comitato “Difendiamo le Terre Joniche” ha incontrato il prefetto Carmela Pagano per sollecitare un intervento che guidi il Governo verso la firma del decreto di riconoscimento dello stato di calamità. “La gente sta per esplodere” commenta l’on. Paolo Rubino che guida gli agricoltori

02 Aprile 2011: TerreJoniche si mobilita

Cominciamo. Siamo fortemente incazzati e motivati. Ne avremo per molto; fino a quando non ci daranno risposte!
Una settimana di manifestazioni, Previsti 4 giorni pieni per strada. Inoltre da giovedì 7 a lunedì 11 aprile saremo impegnati nella preparazione della manifestazione!
Vi aspettiamo!!

03 Aprile 2011: TerreJoniche di organizza per la mobilitazione

Mercoledì 6/4/11 ore 10 – Presidi alle Prefetture di Matera e Taranto
Giovedì 7/4/11 ore 10 – Marina di Ginosa Piazzale della Stazione FS

MANIFESTAZIONE E PRESIDIO

Venerdì 8 / Sabato 9 Aprile 2011 – Piazzale delle Tavole Palatine

MANIFESTAZIONE E PRESIDIO CON INIZIO ALLE ORE 10 DI VENERDI

 PS. NON MANCATE!!!!!!!                                                    INFO: 334/9274629 
PER FAR SI CHE TUTTO QUESTO AVVENGA IN MANIERA ORDINATA E SICURA IL COMITATO INVITA TUTTI I LUCANI A L’INCONTRO CHE SI TERRA QUESTA SERA ALLE ORE 17:30 PRESSO IL RISTORANTE INTERNAZIONALE DI METAPONTO LIDO .

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